Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 37825 documenti.
AMORE estremo [Videoregistrazione = Gigli : tough love / regia di Martin Brest
IDENTITA' [Videoregistrazione = Identity / regia di James Mangold
AL calare delle tenebre [Videoregistrazione = Darkness falls / regia di Jonathan Liebesman
Abstract: Centocinquant'anni fa, a Darkness Falls, Mathilda Dixon, una gentile vecchina nota anche come "la fatina dei denti caduti" perché donava regali ad ogni bimbo cui cadevano i primi dentini, viene ingiustamente accusata della sparizione di due bambini e brutalmente massacrata dalla folla. Il suo spirito, però, non smette di aleggiare sulla cittadina, e promette una vendetta che sarà perpetrata sui discendenti dei suoi giustizieri. Kyle ritiene di aver visto da bambino il fantasma della Dixon, la notte in cui fu uccisa misteriosamente sua madre: non sa ancora se sia stata un'allucinazione, ma da allora non riesce più a rimanere da solo al buio, anche se ha lasciato da tempo Darkness Falls. La sua fidanzatina di allora, Caitlin, gli chiede di ritornare, poiché il fratellino Michael è preda anch'egli di allucinazioni simili. Dopo qualche esitazione, Kyle accetta, e si rende conto che il fantasma di Mathilda Dixon gira davvero per Darkness Falls, e che lui dovrà affrontarlo. Nonostante una buona idea iniziale, ed una serie di effetti speciali che non insistono sul pulp preferendo giocare sull'angoscia montante, il film ben presto si sfilaccia e perde interesse; questo sia a causa di attori non in grado di comunicare la tensione, sia per l'evidente sottotraccia lovecraftiana, non supportata da una scrittura altrettanto efficace. La "maschera" orribile di Mathilda Dixon è opera di Stan Winston, Oscar per gli effetti visivi di Terminator 1 e 2.
GOTHIKA [Videoregistrazione / regia di Mathieu Kassovitz e Thom Oliphant
Abstract: La dottoressa Miranda Grey viene accusata dell'omicidio di suo marito, direttore del Woodward Penitentiary for Women, dove anche lei lavora come psichiatra criminale. Lei non ricorda di aver commesso il crimine di cui è accusata e man mano che cerca di scoprire la verità e guadagnare la libertà viene ostacolata da un misterioso spirito vendicativo... "Siamo di fronte a un film dalle componenti sopranazionali: soggettista spagnolo (Sebastian Gutierrez), regista francese (Mathieu Kassovitz), interpreti americani (ma c'è anche l'indemoniata Penélope Cruz, che come dimostra 'Non ti muovere' attraversa un gran momento), scenografo australiano (Graham 'Grace' Walker un genio), operatore canadese (Matthew Libatique). Il risultato è un thriller cupo e suggestivo, che concilia le spiegazioni logiche di una trama nera con i fantasmi assunti come realtà. Tra un tentativo e una fuga riuscita, la bravissima Halle Berry si scatena in ogni sorta di acrobazie atletiche e recitative; e invece Robert Downey jr riesce convincente solo fino al punto in cui è legittimo sospettare che il vero colpevole sia lui." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 20 marzo 2004) "Un po' di Hitchcock, molto 'Le verità nascoste', qualcosa di 'Ring' ma soprattutto Kassovitz vende l'anima a Hollywood . Criticare una sceneggiatura di un film Dark Castle è un esercizio inutile. Sono sempre orribili. Quello che speravamo era che il francese recuperasse con la cinepresa. Prove scialbe anche per Penélope Cruz, imbarazzante nel ruolo di una paziente della Berry, e per il riabilitato Robert Downey jr. collega marpione della protagonista. Jerry Lewis sarebbe stato più credibile come psicanalista. Il cinema di serie B ha un senso. Il cinema di serie Z fatto da budget (40 milioni di dollari) e artisti di serie A è insultante. Kassovitz il prossimo film lo fa in Europa. Meglio così." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 marzo 2004) "Se l'inizio non è male, il tutto scivola rapidamente verso l'horror-thriller di serie B confezionato con una desolante penuria di originalità. Come dire: lotta disperata dell'eroina contro l'incredulità di chi la circonda, improbabile fuga dal manicomio, indagini e false piste fino alla risoluzione finale, che un montaggio tagliato a gran colpi d'accetta rende poco comprensibile. Man mano che l'azione procede la delusione aumenta. Kassovitz, già poco brillante nei 'Fiumi di porpora', rinuncia a qualsiasi ambizione, si limita a una regia al primo grado e sottoutilizza brutalmente Halle." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 marzo 2004)
Il SAPORE della vittoria [Videoregistrazione : uniti si vince / regia di Boaz Yakin
Abstract: Nel 1971, ad Alexandria, in Virginia, il football studentesco è molto di più che un semplice sport, è uno stile di vita. Quando il dipartimento scolastico decide di accorpare due scuole, si crea una situazione che cambierà la vita di alcune persone. Le due scuole sono frequentate una da bianchi e l'altra da neri. Herman Boone, che arriva dalla Carolina del sud, è nominato allenatore capo dei T.C. Williams High Titans, scavalcando il vecchio coach Bill Yoast. Ma lavorando insieme, i due coach nonostante abbiano provenienze molto diverse scoprono di avere tanto in comune e grazie al loro lavoro, trasformano un gruppo di ragazzi collerici e scoordinati in una squadra vincente facendo nascere amicizie che dureranno tutta la vita e cambieranno il volto alla città. (E' una storia vera) TRAMA LUNGA Alexandria, Virginia, 1971. Quando il dipartimento scolastico decide di accorpare due scuole, frequentate una da bianchi e l'altra da ragazzi di colore, si crea una situazione dalle conseguenze imprevedibili. La verifica arriva subito, quando si tratta di mettere insieme la squadra di football: quello sport è considerato stile di vita, e la squadra deve difendere l'onore e la tradizione dell'istituto. Dalla Carolina del sud arriva Herman Boone, che assume il ruolo di allenatore capo dei T.C. Willimas High Titans, scavalcando Bill Yoast, uno con molti anni di esperienza e moltissimi estimatori. Boone è di colore e il suo compito non si presenta facile. Durante il ritiro di preparazione, decide di metter insieme nelle camerate un bianco e un nero a fianco, così da farli conosce meglio l'un l'altro; poi impone agli allenamenti ritmi durissimi e non ha indulgenze per nessuno, li fa svegliare e correre di notte, li porta a Gettysburgh, dove la guerra civile visse il suo momento più tragico. I ragazzi riescono a fraternizzare, ma quando tornano in città, la realtà sembra riprendere il sopravvento: molte incomprensioni, e sassi tirati contro la casa di Boone e della sua famiglia. Comincia il campionato, e la squadra si comporta bene. Tre vittorie, il successo nella finale del campionato regionale, dopo altri equivoci e liti. Mentre festeggiano, Bertier ha un incidente stradale e rimane paralizzato alle gambe. Arriva la finalissima e i Titans vincono. "Insieme per la vittoria? Spike Lee ha impiegato 20 anni e molti film per dimostrare che tolleranza e integrazione razziali non sono una partita. Il football americano come metafora? La metafora è così ingombrante che le squadre ci rotolano dentro. Tra 'Ufficiale e gentiluomo' e 'The Program'. Didattico". (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 13 aprile 2001) "Tutto il film è americano fino al midollo: nel soggetto, ispirato alle vicende autentiche di un allenatore sportivo; nel particolare tipo di sport, uno dei pilastri ideologici della nazione; nel modo ingenuo di trattare i risvolti più problematici del soggetto. Però ci sono anche cose buone. La colonna sonora rhythm n'blues, ad esempio. Alcuni dettagli d'atmosfera. Ma soprattutto la presenza della star Denzel, fisicamente perfetto per qualsiasi parte interpeti e dotato di una forza di persuasione tale da rendere interessanti anche le sue scelte meno originali". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 14 aprile 2001) "L'integrazione razziale vista dal campo da football (...) Storia incredibile ma vera, regia allo zucchero d'acero di Boaz Yakin. Musiche, amori, botte, spogliatoi, mélo. Nel 'Sapore della vittoria' c'è tutto quello che ci si potrebbe aspettare. Appunto". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 aprile 2001) "Da quando, ufficialmente, non si fanno più i western, Hollywood produce a getto continuo western mascherati, che ripetono gli schemi fissi del genere anche senza bisogno di pistole, indiani e saloon. 'Il sapore della vittoria' assembla due tipi di western mascherato, il western sociale e il western d'ambiente sportivo. Il senso è che, comunque, c'è uno sceriffo che capita in un vilalggio di frontiera, mette insieme un gruppo di volontari riottosi e li conduce alla vittoria sui cattivi. (...) Ma a parte la scarsa originalità del plot il film è divertente, veloce a tratti perfino appassionante. (Curzio Maltese, D di Repubblica, 1 maggio 2001) "Tirato in velocità ed efficacemente interpretato, 'Il sapore della vittoria' è un film nello stesso tempo serio e traboccante di concessioni al romanzesco: donde stridori, rime baciate e sbocchi prevedibili. Ma il gran fiume del cinema-cinema trascina tutto con sé, come avveniva ai bei tempi, e rimane il senso di una lezione di democrazia appresa senza mai la sensazione di assistere a un comizio elettorale". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 14 aprile 2001) Note COORDINATORE DELLE AZIONI DI GIOCO: MIKE FISHER.
SFIDA tra i ghiacci [Videoregistrazione = On deadly ground / regia di Steven Seagal
Abstract: Esperto in esplosivi e nel domare incendi è chiamato in Alaska e, insospettito, scopre che il direttore di una compagnia petrolifera, pur di non restituire il terreno agli eschimesi, è disposto a mettere in funzione un pozzo con materiali scadenti e difettosi. Per rispettare i tempi di consegna mette a rischio la vita di tutti. Esordio di S. Seagal regista con un film violento e falsamente ecologista. Si salva solo il bravo M. Caine.
SHAFT colpisce ancora [Videoregistrazione / regia di Gordon Parks
Abstract: Un investigatore privato negro, John Shaft, riceve una telefonata notturna da Cal Asby, fratello di Arna, con la quale è in compagnia. Poco dopo avviene un'esplosione nei locali della "Insurance Asby-Kelly", in cui trova la morte Cal Asby. La cassaforte della ditta viene trovata vuota. Il delitto, facilmente attribuibile a Jack Kelly, avviatosi al fallimento per soddisfare la sua passione per il gioco, mentre in azione diverse persone: l'assassino, deciso a recuperare il denaro; Shaft, desideroso di vendicare l'amico e di proteggere gli interessi di Arna; la mafia "nera" di Harlem, nelle mani di Bamby; la mafia "bianca" di Brooklyn, diretta da Mascola; il capitano negro Bollin, intenzionato a mantenere la non pulita, ma abbastanza pacifica situazione. Incurante delle scatenate bramosie, Shaft si getta da solo nella mischia, rischiando più volte la vita. Quando la battaglia decisiva si restringe attorno alla tomba di Asby - che aveva preventivamente nascosto nella propria bara un ingente somma di denaro - , il detective assiste alla morte di Kelly e provoca quella di Mascola.
A BETTER tomorrow II [Videoregistrazione / regia di John Woo
Abstract: New York. Il fratello gemello del gangster del primo atto cerca di aiutare un amico a superare il trauma per la figlia uccisa. Si mette in azione per vendicarlo. Migliore rispetto al precedente A Better Tomorrow.
A BETTER tomorrow [Videoregistrazione / regia di John Woo
Abstract: Note - REMAKE DEL FILM "A BETTER TOMORROW" (1985) DI JHON WOO. - LO STESSO WOO IN QUESTO FILM FIGURA COME PRODUTTORE ESECUTIVO.
DOGMA [Videoregistrazione / regia di Kevin Smith
Abstract: Una discendente di Cristo e due improbabili profeti vengono arruolati da Rufus, uno sconosciuto tredicesimo apostolo, per fermare due angeli caduti dal cielo, perché scacciati, che cercano di rientrare in Paradiso: purificando le loro anime entrando in una nuova chiesa, inconsapevolmente potrebbero distruggere il Creato. "A tre anni dall'uscita mondiale, 'Dogma' di Kevin Smith arriva in Italia. (...) Il regista non offende il cattolicesimo ma lo cala nella quotidianità della generazione X, esaltando l'aspetto fantastico della Bibbia. Una commedia più profonda e appassionata di quanto ci si potesse aspettare da un burlone come Smith". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 27 giugno 2003) "Viene voglia di rispolverare il vetusto dogma 'scherza coi fanti ma lascia stare i santi', tanto questo filmetto si regge su presupposti falso-trasgressivi e su una pletora di parole inutili. Il combattimento fra angeli in carica e angeli ribelli pare tratto dall'universo dei fumetti. E sembra che, per Kevin Smith, l'unico modo di espressione sia la parola: dialoghi interminabili pronunciati da un gruppo di star che ci sono piaciute di più altrove". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 28 giugno 2003)
A BETTER tomorrow III [Videoregistrazione / regia di Hark Tsui
Abstract: Alla fine della guerra in Vietnam, Cheung va a Saigon con l'intento di portare alcuni suoi parenti ad Honk Kong. A Saigon, Cheung conosce la bella Chow, capo di una gang, e se ne innamora. Cheung chiede a Chow di proteggere il loro viaggio verso Honk Kong...
AMANTI criminali [Videoregistrazione / regia di Francois Ozon
Abstract: Alice e Luc sono due adolescenti di una cittadina della provincia francese. Insieme pianificano l'omicidio di Said, un loro compagno di scuola reo di aver dimostrato con troppa arroganza il suo interesse per la ragazza. Recatisi nel bosco per seppellire il cadavere, i due vengono rapiti da un orco senza scrupoli che li terrà in ostaggio infliggendogli ogni genere di tortura fisica e psicologica.
CHUCK and Buck [Videoregistrazione / regia di Miguel Arteta
ACQUA e sale [Videoregistrazione / regia di Teresa Villaverde
Abstract: Film presentato a Venezia nel 1998: la storia di Ana, che cerca di ricostruire la sua vita dopo la separazione dal marito; l'incontro con uno sconosciuto le cambierà la vita. La Villaverde, come tanto cinema portoghese, confonde l'intellettualismo con la rarefazione. La seconda puo' produrre anche dei capolavori. Il primo porta alla noia e al disinteresse.
INSIEME a Parigi [Videoregistrazione = Paris, when it sizzles / regia di Richard Quine
Abstract: Mentre lavora alla sceneggiatura di un film con la segretaria, scrittore americano a Parigi sogna di vivere con lei la vicenda che sta scrivendo. Tiepido rifacimento del francese Henriette (1952). La colpa è dello sceneggiatore-produttore George Axelrod che sa scrivere dialoghi spiritosi, ma è debole nell'organizzazione della materia. Cammei di Tony Curtis e Marlene Dietrich, la voce di Fred Astaire che canta.
CENERENTOLA a Parigi [Videoregistrazione = Funny face / regia di Stanley Donen
Abstract: Giovane bibliotecaria è lanciata come modella grazie a un fotografo di moda, di lei innamorato, che deve staccarla da un rivale, filosofo enfaticalista. Quasi un canto del cigno, o un passo d'addio del grande F. Astaire, non lontano dai 60 anni ma ancor agile di gambe. Squisita messa in scena, sostenuta da una fotografia che ebbe la supervisione del celebre Richard Avedon e da una A. Hepburn vestita da Givenchy. Le canzoni di George e Ira Gershwin completano il bilancio al cui passivo vanno la storia troppo zuccherosa e i dialoghi senza sale. VEDI CENERENTOLA - Scheda monografica
ODISSEA [Videoregistrazione / regia di Franco Rossi e Mario Bava
Abstract: Nel 1911, anno di importante svolta per il cinema italiano, gli aristocratici membri del Consiglio di Amministrazione della Milano Films, dopo leccezionale successo de LInferno e sempre più orientati verso una qualificazione culturale e artistica delle films, si lanciano in una nuova scommessa: LOdissea dOmero. Alla lavorazione del film parteciparono le stesse persone che avevano determinato il successo de LInferno: Francesco Bertolini e Adolfo Padovan in veste di direttori artistici, coadiuvati da Giuseppe De Liguoro anche protagonista assoluto nel ruolo di Ulisse (nellInferno era stato Farinata degli Uberti, Pier Delle Vigne e il conte Ugolino). Tra gli attori compare anche Ubaldo Maria del Colle che diventerà un affermato regista negli anni seguenti. Fondamentale sarà il ruolo di direttore tecnico affidato ad Emilio Roncarolo, responsabile della riuscita di tutti gli effetti speciali. La narrazione quindi, anche se didascalica e stringata, è di grande e ambizioso impatto visivo. Èdivisa in tre parti sulla base delle principali avventure di Ulisse: il Prologo, con la partenza da Itaca e la guerra di Troia; le Avventure con Polifemo, le Sirene, Scilla e Cariddi, i buoi sacri a Zeus, Calipso, lisola dei Feaci; il Ritorno ad Itaca, con il riconoscimento da parte di Telemaco, la sconfitta dei Proci, il riconoscimento di Penelope.Per il restauro del film, avvenuto presso il laboratorio LImmagine Ritrovata nel 2006, ci si è avvalsi delle numerose copie positive nitrato di prima generazione ritrovate, anche se nessuna di queste con didascalie italiane. Ulteriore testimonianza questa dellindubbio successo che il film ottenne in tutto il mondo. Lo studio dei testimoni sopravvissuti e lidentificazione della provenienza di tutti i materiali dal medesimo negativo, hanno permesso una ricostruzione tanto attendibile quanto fedele. Il testo delle didascalie italiane è stato dedotto da un rigoroso studio di comparazione tra le didascalie in lingua straniera della Milano Films coeve alla prima distribuzione del film. ALESSANDRO MAROTTO, LAURA PAVONE
GENIO per amore [Videoregistrazione / regia di Fred Schepisi
Abstract: A Princeton, Catherine Boyd, astrofisica, col fidanzato psicologo James, deve fermarsi per un guasto all'automobile nell'officina di Bob Rosetti, dove lavora Ed Walters, che ha l'hobby dello studio delle comete. Costui si innamora a prima vista della giovane donna, cui carpisce l'indirizzo, e nel riportarle l'orologio che ha dimenticato scopre che è la nipote di Albert Einstein, col quale fa amicizia, e che, spalleggiato dai colleghi ed amici Godel, Podolsky e Liebknecht, lo vede come uomo ideale per Catherine, in alternativa al sadico e vanesio James, che tormenta uomini e topi coi suoi esperimenti di laboratorio. I quattro geni decidono di trasformare in decappottabile, da Rosetti, la berlina di Einstein ed una sua avveniristica teoria sulla fusione fredda viene riciclata per attirare l'attenzione di Catherine, che imparata a memoria da Ed e presentata come sua ad un simposio ne fa un genio. Invano il geloso James lo sottopone ad un test sul quoziente intellettivo: aiutato dai diabolici vecchietti, il giovane ottiene un punteggio altissimo. In una gita galeotta in barca con zio Albert, Ed conquista Catherine, e il saperla figlia dello scopritore dell'eponima cometa riempie Ed di piacere e di timore: addirittura il presidente Eisenhower vuole conoscerlo. Ma la scoperta della truffa indigna la giovane. Inoltre James scopre la vecchia tesi di Einstein e lo denuncia: ma il fisico se la cava tirando in ballo la guerra fredda e la rivalità atomica coi russi. Ripresosi da un malore, Einstein aiuta Ed, triste per l'abbandono della sua innamorata, ad incontrarla mentre aspetta l'arrivo della cometa paterna al locale osservatorio all'aperto. Un altro guasto, artificiale, provoca l'incontro e la rappacificazione tra i due innamorati, sotto la chioma della cometa. Il divertimento non manca. Con Einstein interviene nel film anche Eisenhower, detto "Ike", presidente degli Stati Uniti con il cuore di panna. Che volete di più? (L'Eco di Bergamo, Franco Colombo, 13/5/95) Il copione di Breckman e Leeson fa perno su un'idea che non manca di brio, ma che dopo mezz'ora, trovandosi sola e debolmente sostenuta dal disegno dei personaggi, diventa un'ideuzza, un'ideuzzina che si scioglie in una limonata sentimentale, sempre più annacquata. (Il Giorno, Morando Morandini, 19/5/95) Strampalata commedia dell'australiano Fred Schepisi (che già con Roxanne aveva solcato i sentieri della commedia) non perfettamente riuscita. Se nella prima parte i toni stravaganti mantengono una certa leggerezza narrativa, il film smarrisce strada facendo smalto e ritmo: secondo la moda corrente il protagonista ha modo d'incontrare un Presidente (Ike Eisenhower), gli attori gareggiano in svagatezza non sempre convincente. (Il Messaggero, Fabio Bo) Note REVISIONE MINISTERO MAGGIO 1995
PUNTO di non ritorno [Videoregistrazione = Event orizont / regia di Paul Anderson
Abstract: Nell'anno 2047, viene organizzata una spedizione allo scopo di recuperare la Event Horizon, un prototipo di nave spaziale progettato per raggiungere le stelle più lontane e scomparso sette anni prima. Autore del progetto è il dottor Weir, uno scienziato perseguitato dal ricordo del suicidio della moglie Claire, che sogna come un incubo ricorrente. Della spedizione affidata ad un gruppo di specialisti nel salvataggio spaziale, fanno parte il comandante Miller, il navigatore Stark, i tecnici Peters e Cooper, l'ingegnere Justin, il dottor D.J. e il pilota Smith. Solo dopo essersi inoltrati nello spazio, Weir spiega che la Event Horizon è stata la prima nave spaziale progettata per superare la velocità della luce ed è scomparsa dopo l'attivazione del "sistema di gravità", il rivoluzionario dispositivo tecnologico di cui è dotata. Weir fa ascoltare una registrazione, unico indizio sulla misteriosa scomparsa: si sentono grida e lamenti disumani e terrificanti. L'equipaggio comincia ad avere paura, che aumenta quando appare la sagoma a forma di croce dell'Event Horizon e i biomonitor, in cerca di forme di vita, registrano dati strani e anormali. Saliti a bordo, tutti possono verificare che i membri della nave sono stati eliminati per avere oltrepassato i limiti temporali prefissati. 72 giorni dopo, la Event Horizon esplode, alcuni sopravvivono e tornano sulla nave di origine. Ma il mistero della Event Horizon resta insoluto. "Pur dotato di ottime scenografie (soprattutto effetti sonori) e di buone idee nel voler raccontare le distorsioni gravitazionali e i precipizi temporali causati da buchi neri artificiali, Punto di non ritorno fallisce nell'intento di mescolare fantascienza e horror, fisica e metafisica, suspense e splatter: un costoso B-movie, un'odissea nello spazio-tempo che, alla lunga, pare confondersi, dissiparsi e scomporsi in un vortice di anti-materia cinematografica." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 2 febbraio 1998) "Quello però che infastidisce di più e che fa sconfinare del tutto la fantascienza nell'horror giustificato solo di rado è l'eccesso di particolari raccapriccianti spinti intenzionalmente oltre ogni limite: sia quando ci si compiace di intrattenerci quasi in primo piano su occhi enucleati dalle loro orbite, sia quando la regia dell'oriundo inglese Paul Anderson spinge al diapason il tasto della violenza; con accenti compiaciuti sul sangue versato o, peggio, sputato a fiumi. Ottenendo, immediato, l'effetto nausea. Fra gli astronauti, Laurence Fishburne, Joely Richardson, Kathleen Quinlan, Jack Noseworthy. Dimentichiamoli." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 24 gennaio 1998) "Strano mix di fantascienza, horror, parabola etica e Star Trek 'Punto di non ritorno' di Paul Anderson, nella sua modestia, appartiene a quel cinema contemporaneo sul Male affascinato (sul serio o nella speranza di far soldi) dalla malvagità e dall'estrema perversità a cui l'uomo può giungere. (...) Nonostante sventure impegnative il film è qualsiasi, mentre lo stile dei navigatori spaziali e i rapporti tra loro restano quelli irresistibili di Star Trek: linguaggio parascientifico, ciascuno sempre interpellato col suo titolo (dica dottore, ascolti capitano, primo ufficiale provveda), solidarietà contro il Male e calmo coraggio anche quando 'ci sono soltanto quattro ore d'ossigeno, poi non respireremo più'." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 24 gennaio 1998) Note - REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1998.
SUSPIRIA [Videoregistrazione / regia di Dario Argento
Abstract: La giovane americana Susy Banner si reca a Friburgo, in Germania, per iscriversi ad una accademia di danza. La notte del suo arrivo assiste alla fuga di una allieva, Patty Newman, che il giorno seguente verrà ritrovata barbaramente uccisa in casa di una amica. In seguito muore, dilaniato dal proprio cane, Daniel, il pianista cieco dell'accademia. Una strana sonnolenza ed inspiegabili malori colpiscono la stessa Susy. Schifosissimi vermi invadono, a migliaia, il collegio. Susy può confidarsi solo con Sara, già amica di Patty, ma anch'ella è vittima di una morte atroce proprio quando stanno cercando insieme la spiegazione a questi fenomeni. Susy apprende poi da un esperto in magia che l'accademia è stata fondata agli inizi del secolo da Elena Marcos, una strega dotata di formidabili poteri e capace di creare attorno a sé una setta di adepti. "Nel recente 'Suspiria' gli insegnamenti dei maestri del brivido (...) vengono sfruttati solamente ai fini di una più che banale ricerca di effetti, tesi ad impedire un qualsiasi atteggiamento critico del pubblico." (S.B. 'Cinema di tutto il Mondo', 1978) "Lasciata la strada del giallo, percorsa nei suoi film precedenti, Dario Argento si abbandona completamente, in quest'opera, al gusto dell'orroer e lo porta a livelli di esasperazione. Le persone umane sono vivisezionate nelle loro paure, squartate e sbranate nelle loro copmponenti fisiche. L'uomo in altre parole è fatto oggetto centrale di questo di questo spettacolo povero e morboso. (...) Effetti cromatici e sonori imperversano dall'inizio alla fine ma concorrono a dare ancora di più la netta sensazione della inesistenza di un qualsiasi sviluppo narrativo e psicologico. (...) Ma questa vicenda che non procede, ci sollecita, al massimo, ad applaudire al mago che ha saputo presentare dei congegni da far paura." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 82, 1977) Note - PRIMO CAPITOLO DELLA 'TRILOGIA DELLE TRE MADRI: MATER SUSPIRIORUM, MATER LACHRIMARUM E MATER TENEBRARUM'. GLI ALTRI FILM DELLA SERIE SONO "INFERNO" (1979) E "LA TERZA MADRE" (2007). - LA VERSIONE RESTAURATA E' PRESENTATA COME EVENTO SPECIALE ALLA II^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2007) NELLA SEZIONE 'PREMIÈRE/LA NOTTE D'ARGENTO'.