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Trovati 37825 documenti.
PAURA.com [Videoregistrazione = Fear dot com / regia di William Malone
Abstract: Quattro persone sono morte misteriosamente. Tutte e quattro sono state uccise in preda a terrificanti allucinazioni e da fortissime emorragie dagli occhi e dal naso. Un altro indizio accomuna le quattro vittime: tutte sono morte 48 ore dopo aver visitato il sito www.fear.com. Dietro al mistero si cela "the doctor", un pericoloso serial killer. Toccherà al detective Mike Reilly e all'ispettrice sanitaria Terry Huston cercare di far luce sulla vicenda. Che, tra strane e terrificanti visioni, va naturalmente oltre la comune percezione del reale... Prendete un po' del Fincher di "Seven", un pizzico del meta - horror alla "The ring" e aggiungeteci qualche citazione insospettabilmente alta (la bambina con la palla che viene direttamente dal "Toby Dammit" di Fellini). Se ci fosse alla base una sceneggiatura e gli attori non pensassero con tutta evidenza al prossimo ingaggio poteva uscirne un filmetto scacciapensieri di qualche riuscita. Ma più che impaurirsi qui si ride, ahimè del tutto involontariamente. E New York ricostruita in Lussemburgo è un colpo davvero basso.
Una VITA non basta / regia di Claude Lelouch ; Viva la vita [Videoregistrazione
Abstract: Sam Lion, abbandonato da bambino dalla madre ed adottato dalla famiglia di un circo, cresciuto tra leoni ed elefanti, è divenuto un abilissimo acrobata. A seguito di un incidente sul lavoro, costretto ad esercitare un altra attività, in breve tempo riesce a creare l'impresa di pulizie VICTORIA, una multinazionale di primaria importanza. Perduta in un incidente d'auto l'amatissima moglie Yvette, dalla quale ha avuto Jean Philippe, un figlio di tendenze omosessuali, Sam dal successivo matrimonio con Corinne è divenuto padre di Victoria con la quale, ormai maggiorenne, abitualmente si confida. Ormai cinquantenne e stanco del successo, Sam, partito col suo yacht per un viaggio solitario, si fa credere morto. Riconosciuto per caso da un suo ex dipendente, Al Duvivier, e avendo appreso da questo che il suo impero commerciale è in crisi, Sam Lion rientra sotto mentite spoglie a Parigi e, con l'aiuto di Al, riesce a salvare la sua azienda. Riuscito nell'intento, dopo essersi fatto riconoscere da Victoria, ritorna in Africa per vivere in libertà con gli animali. In questo film ci sono tutti i pregi ed i difetti di Lelouch. La storia del film ben congegnata al principio, scade poi nella seconda parte. Efficace l'interpretazione; edulcorato il commento musicale. (Segnalazioni Cinematografiche) Note DIALOGHI: CLAUDE LELOUCH.
SCHEGGE di paura [Videoregistrazione = Primal fear / regia di Gregory Hoblit
Abstract: A Chicago, l'Arcivescovo Rushman viene ucciso nel suo alloggio. Questi era molto amico di John Shaughnessy, capo della Procura distrettuale, il quale presiede una Fondazione benefica del prelato in una Diocesi che è ricca di terreni nelle mire di John e di altri affaristi, interessati all'acquisto di essi per un nuovo quartiere. La polizia dà subito la caccia a Aaron Stampler, giovanissirno parrocchiano, tipo sprovveduto, timido e balbuziente. Shaughnessy, già partito con l'idea della pena di morte, affida il caso alla sua assistente Janet Venable, ex amante dell'avvocato Martin Vail, il quale ha già ottenuto la difesa di Aaron. Tipo brillante e spregiudicato, Vail ama la pubblicità, ambisce il successo, non gli interessa più di tanto che il presunto assassino sia uno squattrinato e punta solo e sempre sulla vittoria indipendentemente dalla colpevolezza dei suoi clienti. Vail ha scoperto nelle stanze del Vescovo un videonastro contenente il sordido incontro fra Aaron, la sua ragazza ed un amico della corale, tutti e tre impegnati in giochi sessuali sotto gli occhi compiaciuti dell'Arcivescovo. Ma Vail è anche convinto che Aaron abbia qualche problema mentale, come dei vuoti psicologici, durante i quali appare sia atono e piagnone, sia reattivo nel suo comportamento dal linguaggio violento e sguaiato. Al processo Aaron ottiene soltanto un periodo da passare in osservazione della propria personalità. Sotto il profilo procedurale e giudiziario, questo risultato sarà per Vail una vittoria nella battaglia sferratagli dal Procuratore-capo e dalla bella assistente in pieno accordo. Ma il sensazionale sta nel comportamento di Aaron, il candido e lacrimoso chierichetto, colui che per il difensore era un "assassino impossibile". Infatti, mentre Vail sta per lasciare la sua cella, Aaron svela al legale (il quale ha allontanato da lui lo spettro della pena capitale) di essere proprio lui l'assassino dell'Arcivescovo. "Il film è ben fatto ma senza colpi d'ala, claustrofobicamente chiuso nel tribunale (a parte la horror scoperta del martoriato cadavere, all'inizio, con fuga del presunto assassino), a inseguire una verità che si fa sempre più lontana. Non vi diciamo chi, come e perché, ma il finale stavolta ha davvero una marcia in più che invita i "colpevoli" alla riflessione. Bravo, bravissimo, Edward Norton, già sul set di Woody Allen e ora del nuovo Forman. Più di maniera lo staff femminile, la giudice nera, gli impiegati, optional del legal thriller così di moda." (Corriere della Sera, Maurizio Porro, 25/5/96) Note - AGLI OSCAR 1997 NOMINATION PER EDWARD NORTON - AL SUO FILM D''ESORDIO - COME ATTORE NON PROTAGONISTA
WINNIE the Pooh. 1 2 3, alla scoperta dei numeri [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney
Imparare che avventura!
BABY Santa [Videoregistrazione : carillon
Baby Einstein
La guerra degli italiani [Videoregistrazione] : 1940-1945 / Piero Melograni
: Istituto Luce, 2004
Fa parte di: La guerra degli italiani : 1940-1945 / Piero Melograni
CITY of God [Videoregistrazione / regia di Fernando Meirelles
Abstract: "Cidade de Deus" è un progetto di urbanizzazione realizzato negli anni '60 che, agli inizi degli anni '80 divenne uno dei posti più malfamati di Rio de Janeiro. Buscapé è troppo spaventato e sensibile per diventare un criminale, ma troppo intelligente per fare dei lavoretti mal pagati. Cresce in questo posto violento dove ogni cosa è contro di lui, ma scopre di poter vedere la realtà in maniera diversa: dal punto di vista di un artista. Diventerà fotografo e questa è la sua redenzione. "Che cosa succede se il Sud del mondo ruba al Nord le tecniche narrative più sofisticate, le immagini più nuove, gli effetti di montaggio più azzardati e vertiginosi, travasandovi dentro tutto ciò che costituisce il paradossale 'tesoro' dei Paesi poveri - violenza, degrado, barbarie e una calda, disperata, brulicante umanità? Succede che nascono film come il messicano 'Amores perros'. O come questo 'City of God' del brasiliano Fernando Meirelles, uno degli eventi della stagione per la spregiudicatezza, la fedeltà, la libertà con cui affresca l'epopea criminale di Cidade de Deus, una delle favelas più infami e pericolose di Rio de Janeiro. Un mondo a parte con la sua fauna, le sue leggi, il suo selvaggio ma ferreo ordinamento sociale. (...) C'è dietro un vasto e notevole romanzo di Paulo Lins, che a Cidade de Deus è nato e fornisce una massa impressionante di informazioni su quel microcosmo brutale. Ma a questo racconto già traboccante di sottotrame, Meirelles aggiunge la costruzione a incastro di 'Pulp Fiction' (e di 'Amores Perros'). Andando continuamente su e giù nel tempo, riagganciandosi a sorpresa a una scena di venti minuti (e dieci anni) prima per rivelare come andò davvero, chi uccise chi e perché. A rischio di (an)estetizzare la violenza, moltiplicandone il fascino. Ma con un impeto, un'urgenza, un'irriverenza travolgente e contagiosa che cercheremmo invano in un anno di cinema Usa". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 maggio 2003) "La fama di questo film ha fatto il giro del mondo come vanto della coraggiosa esistenza di un giovane cinema brasiliano. Ma un'inchiesta o un documentario sarebbero stati più efficace di questa kermesse di violenza e corruzione che la fiction finisce per glorificare. O, quantomeno, rendere pittoresca". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 10 maggio 2003) "Montaggio vorticoso a ritmo di Bossanova, affresco corale di giovani vite bruciate, legge del più forte in cattedra, amicizie, tradimenti, le gang di Rio de Janeiro che subiscono il destino convinte di addentarlo. L'opera di Fernando Mereilles è risultata gradita a tutti tranne che agli abitanti del sobborgo in questione. Che hanno rilanciato il consueto dilemma: documento efficace o compiaciuta vetrina di vita violenta? Denuncia o supermercato?". (Alessio Guzzano, 'City', 22 maggio 2003) "Il regista dice che nel quartiere si balla sempre, si ascolta musica, si lasciano porte e finestre aperte; che la povertà è assoluta ma la gente è anche felice, a meno che non lavori come narcotrafficante assediato dalla paura di morire. Fernando Meirelles non giudica l'epopea criminale, la guarda e la racconta; il suo stile, accusato d'un eccesso di glamour dato che prima di dirigere questo film ha lavorato molto nella pubblicità, è invece intenso, travolgente. E 'City of God' appartiene a quella nuova ondata del cinema dell'America Latina (Brasile, Argentina, anche Colombia) che potrebbe rappresentare una rinascita importante". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 maggio 2003) "E' istruttivo, utile, morale in film come 'City of God', che parla dei ragazzi perduti senza collare ma con pistole nelle favelas del diavolo alle porte di Rio. (...) Non è un racconto digestivo né perfetto questo girato con lo split screen da Fernando Meirelles, ed ha anche qualche compiacimento nell'osservare il peggio e nell'analizzare quella misura diabolica che è la povertà unita alla droga, senza retorica di salvezza od illusione. Abituati alla visione edulcorata e turistica del Brasile di Oba Oba e del Carnevale, questo film scoppia come una bomba". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 17 maggio 2003) "Il verismo calcolato e 'hollywoodiano' di un regista che viene dalla pubblicità non toglie nulla a questa operazione che mostra, in una sorta di 'C'era una volta in Brasile', la vita ordinaria di un inferno in terra". (Paola Piacenza, 'Io Donna', 24 maggio 2003) Note - PRESENTATO IN CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES 2002. - REVISIONE MINISTERO MAGGIO 2003.
E' gia' ieri [Videoregistrazione / regia di Giulio Manfredonia
BATMAN begins [Videoregistrazione / regia di Christopher Nolan
Abstract: Dopo l'assassinio dei suoi genitori, Bruce Wayne decide di andare in giro per il mondo alla ricerca degli strumenti più sofisticati per combattere le ingiustizie e coloro che terrorizzano il mondo. Tornato a Gotham City, inizia a vestire i panni del suo alter ego: l'eroe mascherato Batman che usa la forza, l'intelligenza e ogni altro mezzo disponibile per combattere le forze del male che minacciano la città... Dalle note del regista e cosceneggiatore Christopher Nolan: "Ho voluto raccontare l'unica storia di Batman che gli appassionati non avevano mai visto: la storia di come Bruce Wayne è diventato Batman, le origini della sua leggenda del suo tentativo di liberare Gotham City dall'ingiustizia". "Non sapendo come andare avanti, si va indietro; finito il romanzo si legge la prefazione. Con Christian Bale protagonista, il regista inglese Christopher Nolan risale agli inizi di Barman. (...) Meno tenebroso, bello e post-moderno dei 'Batman-movies' diretti da Tim Burton, ma interessante e ingegnoso." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 24 giugno 2005) "La barriera tra film popcorn e film d'autore non è più invalicabile come nel passato, ma non sempre lo sconfinamento apporta gli sperati benefici ai campi avversi. Se Tim Burton aveva genialmente reinventato l'universo fumettistico di Kane & Finger nel 'Batman' dell'89 e nel seguito del '92 ('Il ritorno', persino migliore del prototipo), Joel Schumacher ha per due volte riportato la saga dell'uomo-pipistrello nell'ambito dell'intrattenimento puro; con la quinta trasposizione, invece, Christopher Nolan ('Memento', 'Insomnia') si mantiene a metà del guado col risultato d'evitare cadute rovinose, ma anche di mancare punte eccelse. Dal punto di vista dell'onesto blockbuster, 'Batman Begins' non può rimproverarsi nulla: la fotografia è fastosa, il montaggio (sin troppo) scoppiettante, la scenografia rigorosa, il cast ottimo e abbondante. Succede peraltro che il versante psicanalitico, notturno e spettrale sconta l'inevitabile paragone con il tocco di Burton, ben più raffinato; mentre le sequenze d'azione non vanno al di là della concitazione di routine, facendo in qualche caso perdere allo spettatore il filo logico degli eventi. Discutibile anche la scelta di consacrare agli antefatti - e cioè alla formazione e alle prime esperienze del ricco ragazzino Bruce Wayne - un'ora di pellicola sulle 2 e 17' del totale, infarcita di sensi di colpa e arti marziali come un Karate Kid qualunque. (?) 'Batman Begins' non è certo da buttare, però il meglio va cercato nelle rifiniture del prodotto: come s'individua la batcaverna, come nasce la batmobile, il musetto della Holmes, le tirate reboanti del boss populista ecc. Bale ('American Psycho', 'Velvet Goldmine', 'L'uomo senza sonno') è un Batman credibile, con quel volto che sembra scalpellato nella pietra che trasmette sia la classica doppiezza del supereroe che l'incarnazione di un uomo posseduto e in perenne lotta con la propria anima." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 24 giugno 2005) Note - PRESENTATO AL FESTIVAL DI TAORMINA 2005. - NOMINATION OSCAR 2006: MIGLIOR FOTOGRAFIA.
TARZAN 2 [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney
Abstract: Prima di diventare il Re della Giungla, Tarzan era un goffo ragazzino in cerca di un sua identità. Commettendo un errore Tarzan mette in serio pericolo la sua famiglia e, per cercare di risolvere i guai causati, decide di andarsene per sempre. Il suo coraggioso e avventuroso viaggio verso l'ignoto lo porta ad incontrare il misterioso Zugor, vera forza della natura, ed insieme scopriranno che la diversità non è una debolezza e che famiglia e amici sono la piú grande delle forze.
SEX and the city. Stagione 5 [Videoregistrazione : episodi 1-4
SEX and the city. Stagione 5 [Videoregistrazione : episodi 5-8
SEX and the city. Stagione 6 [Videoregistrazione : episodi 1-4
SEX and the city. Stagione 6 [Videoregistrazione : episodi 5-8
SEX and the city. Stagione 6 [Videoregistrazione : episodi 9-12
SEX and the city. Stagione 6 [Videoregistrazione : episodi 13-16
Spagna 1936-39 [Videoregistrazione] : la guerra civile
: Istituto Luce, 2004
NOWHERE [Videoregistrazione / regia Luis Sepulveda
Abstract: Luis Sepulveda, il popolarissimo scrittore cileno firma una regia. La storia è una delle "sue". In un paese sudamericano, negli anni Ottanta, impeversa il canonico dittatore, che come deterrente alla solita situazione dei desaparedidos decide un mossa mediatica che lo metta al riparo. Intende far rapire cinque uomini, suoi nemici politici (un omosessuale, uno studente, un barbiere, un operaio e un professore), e poi liberarli. Ma il piano funziona solo nella prima parte. I bastoni fra le ruote vengono messi da Harvey Keitel, che ha intuito tutto. I dissidenti torneranno liberi, ma secondo un altro piano.
MONDOVINO [Videoregistrazione : la guerra del gusto / di Jonathan Nossiter
Abstract: Dalla California all'Argentina, il Brasile, i Pirenei, dalla Borgogna alla Francia, si intrecciano le storie, le fatiche, le lotte per preservare pochi acri di terra, le rivalità fra famiglie, i conflitti generazionali, sostenuti da personaggi accomunati dall'amore per la produzione del vino, che in precedenza non aveva mai messo in gioco tanto denaro, tante scommesse, tanta gloria. Il regista, che si è diplomato 'sommelllier' a New York, rende conto anche dell'influenza determinante di Michel Rolland, l'enologo che viene considerato il maggior esperto di vino al mondo, e del critico Robert Parker. Si tratta di un omaggio alla bevanda che, secondo Nossiter, è "depositaria unica della cultura occidentale". "Guerra per guerra, era cento volte più onesto, sorprendente e divertente 'Mondovino', fluviale ma trascinante documentario di Jonathan Nossiter. Una specie di giro del mondo alcolico girato in digitale da un americano cresciuto in Europa, dunque poliglotta ed esperto sommelier. (...) Sono straordinarie anche l'intelligenza e l'ironia con cui la telecamera mobilissima di Nossiter inchioda i protagonisti. Una foto al muro, un gesto rivelatore, una parola di troppo, e quella Toscana ricreata in California, quei vigneti perfetti a metà fra il museo e lo studio hollywoodiano, con solerti addetti alla p.r. e visite guidate, diventano l'emblema di un presente mai così trasparente. Come dicevano gli antichi? In vino veritas." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 maggio 2004) "Entrato in concorso all'ultimo momento, il lungo documentario 'Mondovino' dell'americano Jonathan Nossiter lancia un grido d'allarme sulla globalizzazione dell'industria vinicola. Sommessamente e obiettivamente, lasciando parlare tutti, il regista ci fa toccare con mano il rischio mortale che corre in ogni parte del Globo, inclusa l'Italia, la produzione del vino genuino. Nossiter fa meno chiasso del polemista Michael Moore, ma quello che rivela è importante e andrebbe meditato per salvare il salvabile dall' imperialismo dei vigneti." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 15 maggio 2004) "Cosa manca a 'Mondovino' per essere a pieno titolo il bel film accolto con calore dalla critica all'ultimo festival di Cannes? Manca Mario Soldati; o, in assenza, un suo degno omologo. Chi si godette a suo tempo 'Viaggio nella valle del Po' (1957), riproposto recentemente in tv a ore piccole, non può aver dimenticato l'esuberanza, la sensibilità e la geniale comunicativa con cui il grande scrittore partì alla ricerca dei cibi genuini. (...) La sarabanda di 'Mondovino' offre continui motivi di interesse anche se non è chiaro in quale forma il film risulterà più apprezzabile: la copia in circolazione (130 minuti circa) è di mezz'ora più corta di quella presentata a Cannes, ma esiste anche una serializzazione di dieci puntate che appariranno in tv. Verrà voglia di vedersele tutte, sempre però col rammarico di non avere una guida all' altezza della situazione perché Nossiter in veste di intervistatore si mantiene defilato. Come non sentire la mancanza delle esplosioni di gioia o rabbia del carissimo Soldati? Il quale conosceva l' arte di mantenere l' inchiesta su un doppio binario, ben sapendo che il vino genuino, pur amatissimo, resta sempre la metafora di qualcosa di più importante." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 9 aprile 2005) Note - PRESENTATO IN CONCORSO AL 57MO FESTIVAL DI CANNES (2004) - IL FILM DOVEVA ESSERE PRESENTATO FUORI CONCORSO E' STATO POI AMMESSO POCHE ORE PRIMA DELL'INIZIO DEL FESTIVAL
ULTRA' [Videoregistrazione / regia di Ricky Tognazzi