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Trovati 37829 documenti.
Giuseppe il re dei sogni [Videoregistrazione]
: Dreamworks home entertainment, 2009
Abstract: Giacobbe ha dodici figli di cui l'ultimo e' il prediletto Giuseppe che viene pero' venduto dai fratelli come schiavo. Grazie alla sua fede e alle visioni che ha in sogno riesce a conquistare la liberta' e a liberare l'Egitto dalle 7 piaghe. Ottiene cosi' successo e potere e, quando i fratelli si rivolgono a lui per chiedere aiuto, non sapendo chi e' in realta', Giuseppe mostra la vera potenza del perdono e dell'amore.
La STRADA per El Dorado [Videoregistrazione
Abstract: Una storia di amicizia e di avventura, di vita e d'amore. Tulio e Miguel, amici da una vita, decidono di lasciare la natia Spagna, dove vivono di espedienti, per cercare fortuna e successo nel Nuovo Mondo, nella mitica Città dell'Oro (El Dorado). Una serie di avventure e disavventure gli farà scoprire il tesoro più grande: la loro amicizia. TRAMA LUNGA Spagna, 1519. Tulio e Miguel, due imbroglioni da quattro soldi, si trovano tra le mani la mappa che porta a El Dorado, la leggendaria città d'oro, e credono di aver trovato il cammino che li condurrà alla gloria e alla ricchezza. Rimasti imprigionati nel galeone del pirata Cortes, riescono fortunosamente a sbarcare e ad arrivare ad El Dorado. Qui sono proclamati Dei dal sacerdote Tzekel-Kan, che in realtà si serve del loro arrivo per strappare il controllo della città a Chief. Per riuscire a mettere le mani sull'oro, Tulio e Miguel devono servirsi dell'aiuto della bella Chel, che si muove tra l'uno e l'altro. Intanto i sacerdoti danno inizio all'era del giaguaro: chi non rispetta gli ordini viene punito. Tulio e Miguel tuttavia si rifiutano di infliggere le dure punizioni. Quando la loro falsa divinità viene smascherata, i due si accusano reciprocamente. Tulio e Chel, che si amano, vogliono andare via, mentre Miguel decide di rimanere. Quando si annuncia l'arrivo dell'esercito di Cortes, i due amici tornano a fianco. Con una coraggiosa azione, chiudono il passaggio che porta ad El Dorado e la salvano, anche se l'oro, che avevano caricato sulla loro imbarcazione, è andato perso. "Ne 'La strada per El Dorado' della Dreamworks c'è di tutto. E allora perché ci si annoia? Magari ai cartoon conviene lasciar perdere indios e pellerossa: troppa Storia (leggi genocidi) rovinano lo spettacolo. Ma qui tutto sa di formula. E le formule, alla lunga, stufano". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 20 ottobre 2000) "Dopo un inizio ambientato in Spagna, in cui si riecheggiano atmosfere degne delle interpretazioni di Douglas Fairbanks, 'El Dorado' percorre sentieri inusitati. Ecco allora che la tempesta in cui si imbatte la nave del temibile Cortes sembra citare direttamente quella della 'Tempesta perfetta', o che quando i nostri eroi Tullio e Miguel sono su una scialuppa alla deriva, insieme all'irresistibile cavallo Altivo, appare un inaspettato omaggio a 'Lo squalo'". (Oscar Cosulich, 'La Rivista del Cinematografo', Ottobre 2000) "L'estetica Disney torna a dominare il campo benché a produrre sia il più agguerrito dei suoi concorrenti. Il risultato sarà meno 'adulto', ma di certo è molto più divertente. E non mancano le pillole politicamente corrette: i protagonisti, che all'inizio progettano di tornare in Spagna carichi d'oro, si oppongono ai sacrifici umani e rinunciano al tesoro per salvare El Dorado. Gli effetti speciali, straordinari, creano scenari e oggetti tridimensionali grazie all'exposure tool, che combina digitale e animazione tradizionale (con l'inconveniente che, nel confronto, i personaggi bidimensionali sembrano ancora più piatti). Canzoni di Elton John e Tim Rice. Le voci dell'edizione italiana appartengono a Gianmarco Tognazzi e Alessandro Gassman". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 23 ottobre 2000) Note - VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: KEVIN KLINE (TULIO), KENNETH BRANAGH (MIGUEL), ROSIE PEREZ (CHEL), ARMAND ASSANTE (TZEKEL-KAN), TOBIN BELL (ZARAGOZA), ELTON JOHN (NARRATORE). - VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: GIANMARCO TOGNAZZI (TULLIO) E ALESSANDRO GASSMAN (MIGUEL).
OYLEM Goylem [Videoregistrazione / regia di Moni Ovadia
Il PADRINO parte III [Videoregistrazione] / regia di Francis Ford Coppola
Abstract: Anni Quaranta. Come è consuetudine, durante il rinfresco per festeggiare le nozze della figlia Conny con Carlo, il "padrino" don Vito Corleone promette assistenza e protezione a familiari e amici. Invia il figliastro Tom Hagen in California per convincere in ogni modo il produttore Jack Woltz a scritturare il cantante Johnny nel suo prossimo film. Woltz non acconsente. Tom allora lo costringe ad accettare con un "avvertimento": l'uccisione del suo cavallo di razza preferito. Sollozzo, a nome della potente "famiglia" Tartaglia, chiede a Corleone finanziamenti e appoggi per il traffico di droga. Il rifiuto scatena una lotta cruenta tra le due cosche: lo stesso don Vito viene ferito gravemente; il figlio minore Michael lo salva da un secondo attentato. Michael, poi, scavalcando l'irruento fratello Sonny e Tom, temporeggiatore, organizza un incontro con Sollozzo e con il corrotto capitano di polizia McCluskey uccidendoli entrambi. Michael, per evitare rappresaglie, si nasconde in Sicilia. Qui il giovane s'innamora di Apollonia: la sposa. Quando la moglie muore in un attentato e Sonny viene massacrato dai rivali, torna negli Stati Uniti. Partecipa ad un tentativo (vano) di riappacificazione generale fra le varie "famiglie". Don Vito nomina "padrino" Michael il quale, dopo la morte del padre, assume le redini con inaudita fermezza: tra le vittime della sua spietata repressione ci saranno Johnny, ormai famoso, e il cognato. "Realizzato con grande impegno, il film colpisce favorevolmente per l'abbondanza e per la credibilità del materiale narrativo, per l'accuratezza delle ricostruzioni, per la proprietà delle interpretazioni". ("Segnalazioni Cinematografiche", vol. 87, 1979) Note - SUONO: BUD GRENZBACH, RICHARD PORTMAN, CHRISTOPHER NEWMAN, LES LAZAROWITZ. - 3 OSCAR 1973: MIGLIOR FILM, MIGLIOR ATTORE (MARLON BRANDO), MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE (PUZO-COPPOLA). - GOLDEN GLOBE 1973 ALLA SCENEGGIATURA. - DAVID DI DONATELLO 1973 COME MIGLIOR FILM STRANIERO, PREMIO SPECIALE AD AL PACINO. - GRAMMY AWARDS 1972 - MIGLIORE COLONNA SONORA. - IL FILM E' STATO CAMPIONE D'INCASSI NEGLI STATI UNITI NEL 1972.
Il PADRINO [Videoregistrazione : parte II / regia di Francis Ford Coppola
Abstract: Quando nel 1945, dopo aver dominato per due generazioni un clan di mafia italoamericana, Don Vito Corleone muore, suo figlio Michael accetta con riluttanza di occuparsi degli affari di famiglia. Imparerà presto. Da un romanzo (1969) di Mario Puzo che l'ha sceneggiato con il regista, è la storia di un sistema familiare e di clan con sottofondo nostalgico per la forza di quei legami che nell'America di oggi sembrano svalutati (come fu letto dalla maggioranza del pubblico), ma possiede anche una profonda e fertile ambiguità. C'è il parallelismo mafia-politica che diventa equivalenza nel Padrino-Parte II; c'è la magistrale ricostruzione di un'epoca e di una morale del crimine, di una struttura patriarcale più italiana che americana. Coppola sa di cosa parla e ne sa le ragioni anche se non le condivide: il suo sguardo è più distaccato che affascinato. Spaccò la critica in due ed ebbe ovunque un grande successo. 7 nomine e 3 Oscar: film, sceneggiatura e M. Brando.AUTORE LETTERARIO: Mario Puzo
BLACK cat [Videoregistrazione / regia di Lucio Fulci
Immortal [Videoregistrazione] : ad vitam / regia di Enki Bilal
: Medusa home entertainment, 2005
Viva Zapatero! / un documentario satirico di Sabina Guzzanti
[Rizzoli, 2005]
Abstract: Attraverso scene comiche, materiale d'archivio, interviste e testimonianze di personaggi dello spettacolo e della politica, Sabina Guzzanti presenta la sua personale denuncia contro la 'liberta' di espressione' limitata dal governo Berlusconi che ha portato all'allontanamento dal piccolo schermo di alcuni storici protagonisti della TV italiana senza un'adeguata reazione da parte dell'opposizione. Vengono inoltre ripercorse le alterne fortune della sua trasmissione 'Raiot', cancellata dal palinsesto di RAItre dopo la messa in onda della prima puntata e portata poi in scena con successo all'Auditorium di Roma dove e' stata ripresa da alcune televisioni private.
PAROLE e canzoni [Videoregistrazione / Claudio Baglioni ; a cura di Vincenzo Mollica
PLATOON [Videoregistrazione / regia di Oliver Stone
Abstract: Nel conflitto tra due sergenti, il killer Barnes e il ragionante Elias, padri spirituali e modelli del giovane Chris, volontario in Vietnam, due Americhe sono a confronto. Chris diventa giustiziere dell'una in nome dell'altra. 4 Oscar: miglior film, regia, montaggio e suono. Nella sua denuncia della "sporca guerra" ha un'ottima 1ª parte, ma poi si lascia prendere dall'enfasi, dal sensazionalismo, dalle convenzioni. O. Stone ha fatto di meglio.
Un GIORNO in pretura [Videoregistrazione / regia di Steno
Abstract: In una giornata di udienza, il pretore Lorusso passa in rivista i seguenti casi: 1) Un ladruncolo, che per fame ha rubato dei gatti, viene condannato. 2) Il figlio di un ex deputato della DC, sorpreso a Villa Borghese con Teresa ed accusato di averla baciata, viene assolto. Chi ne ha tratto il maggior profitto è Augusto Moncacci, di professione "testimone oculare". 3) Elena accusa il marito di abbandono del tetto coniugale, lui a sua volta documenta le infedeltà della moglie con registrazioni sonore fatte con il magnetofono ed un film. Succede un parapiglia. 4) Don Michele, cappellano dei "nibbiotti", accusato d'aver provocato una rissa e causato danni in un biliardo. Una ragazza, Anna, confessa di aver derubato in tram il sacerdote, sottraendogli 50.000 lire. Dopo aver seguito la ladra fino ad una casa ospitale, Don Michele ha ricuperato la somma giocando al biliardo una partita che la Provvidenza gli ha fatto vincere. Di qui la rissa con intervento dei "nibbiotti". Don Michele viene condannato. 5) Oltraggio al pudore: un giovanottone scemo, costretto a girare nudo dopo il bagno, suscita scandalo, entrando in una villa. Condanna con la condizionale. 6) Lulù, ex soubrette, è accusata di adescamento e di ubriachezza molesta. E' assolta dal pretore, che nel 1917, al fronte, l'aveva ammirata, rispettandola. "Il film appare frammentario ed eccessivamente lungo; la recitazione è in parte buona. Buona la fotografia. ('Segnalazioni cinematografiche', vol.35, 1954). "Gli unici mtivi di interesse spettacolare sono da ricercarsi in una comicità di grana assai grossolana e in sollecitazioni di epidermico erotismo. Nel film non si affaccia mai un filo di fantasia e di originalità: i vari momenti comici sono piuttosto affidati alla efficacia di taluni interpreti (Sordi, De Filippo), insufficienti peraltro a conferire al film un minimo di coerenza stilistica (...). Tutto risulta nel film casuale e arbitrario, mancante di coesione e di equilibrio". (Nino Ghelli, "Rivista del Cinematografo", 4, 1954) "Celebre commedia del sottovalutato Steno, che porta maluccio i suoi anni, ma fa ancora sorridere e davvero sbellicare nell'irresistibile siparietto di Sordi. Tra la verde Sophia Loren e la più matura Silvana Pampanini è feroce la guerra toracica". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 1° luglio 2003)
TOTO', Peppino e... la dolce vita [Videoregistrazione / regia di Sergio Corbucci
TOTO' a Parigi [Videoregistrazione / regia di Camillo Mastrocinque
La CAMBIALE [Videoregistrazione / regia di Camillo Mastrocinque
Abstract: Industriale finisce in galera per insolvenza e lascia a due lestofanti una cambiale che poi passa di mano in mano. Un'idea discreta, sprecata da un'interminabile serie di battute bolse, sketch risaputi da avanspettacolo, recitazione a ruota libera.
CASANOVA 70 [Videoregistrazione / regia di Mario Monicelli
QUEI bravi ragazzi [Videoregistrazione / regia di Martin Scorsese
Abstract: Henry Hill, nato da madre siciliana e padre irlandese, ancora adolescente entra a far parte della "piccola mafia" dei quartieri bassi di New York. Lì un potente irlandese, James Conway, inizia a proteggerlo e lo introduce in una banda specializzata in furti, estorsioni e contrabbando, che presto diventa la sua vera famiglia, in cui i componenti usano chiamarsi fra loro "bravi ragazzi". I suoi capi, James Conway, Tommy DeVito e Paul Cicero, ai quali ubbidisce senza discutere, gli dimostrano presto di essere capaci di uccidere ferocemente. Soprattutto Tommy, apparentemente così bonario, si trasforma spesso in un maniaco sanguinario, pronto ad ammazzare non solo i nemici, ma anche un malcapitato cameriere, che lo ha irritato. Henry, al quale non viene ordinato di uccidere, non si pone problemi di coscienza, soddisfatto di sentirsi qualcuno e di ricevere molti soldi. Quando si innamora, ricambiato, di una brava ragazza, Karen, la sposa senza rivelarle qual è realmente il suo mestiere. Dopo la nascita di due bambine, fra i coniugi inizia una crisi, perché Henry ha un'amante, Janice Rossi. Però alla fine prevale l'amore per Karen, che lo perdona anche se spesso si trova costretta ad essere sua complice. Quando la banda passa al traffico della droga, i bravi ragazzi sono costretti ad effettuare molti assassinii. Henry viene arrestato e, alla sua scarcerazione, capisce che gli amici vogliono eliminarlo, perché lo ritengono pericoloso. Essendo stati già uccisi Tommy e Paul, ad Henry, terrorizzato, non resta che affidarsi all'FBI e rivelare in un processo tutto ciò che sa. Poi l'FBI lo fa dileguare sotto altro nome insieme alla famiglia, per salvarlo dalla vendetta della mafia. "Fin dalla sequenza di apertura la presenza della morte violenta incombe nei modi più efferati. Tutto è raccontato, specialmente nella splendida seconda parte, a un ritmo forsennato, efficacemente compendiato nei titoli di testa che scorrono al rombo di automobili in corsa "Quei bravi ragazzi" non è un romanzo ma una relazione cinica". (Morando Morandini, "Il Giorno") "Sangue e orrori, atrocità e violenze, ma un prodigio di tecniche: per esaltare il cinema". (Gian Luigi Rondi, "Il Tempo") "Il film rappresenta una completa riuscita e un esempio di maestria cinematografica. Robert De Niro, in una parte secondaria, è meno smorfioso del solito, ma è anche più distratto; Joe Pesci come boss paranoico, è strepitoso". (Lietta Tornabuoni, "La Stampa") "Questa vicenda narrata da Scorsese con la solita abilità tecnica è sostenuto efficacemente anche dalla colonna sonra basata su canzoni dell'epoca. Il motivo dominante del film è una violenza portata all'esasperazione. (...) Gli orrori dei crimini sono alternati agli affettuosi rapporti familiari o amichevoli dei personaggi, creando un aspetto di cronaca in una storia comune di mafia, basata su stereotipi. Anche se non si può parlare di apologia, non si tratta certo neppure di una denuncia: la giustizia è sempre assente; i poliziotto sono corrotti; il protagonista si salva con la delazione; la famiglia che ha retto finché Henry è stato un gangster, si sfascerà, quando non lo sarà più. L'inizio del film è realizzato ottimamente, ma presto il lavoro scade, essendo ripetitivo ed enfatico. Bella la fotografia di Michael Ballhaus, e bravi alcuni interpreti, specie i caratteristi." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 109, 1990) Note - CANZONI: "PARLAMI D'AMORE MARIÙ", CANTATA DA GIUSEPPE DI STEFANO, "IL CIELO UN UNA STANZA" DI MINA, "ROSES ARE RED" DI PAUL EVANS, "AIN'T THAT A KICK IN THE HEAD" DI SAMMY CAHN E JIMMY VAN HEUSEN, "GIMME SHELTER", "MEMO FROM TURNER" E "MONKEY MAN" DEI ROLLING STONES, "UNCHAINED MELODY" DI ALEX NORTH, "MAGIC BUS" DEGLI WHO. - OSCAR 1990 A JOE PESCI COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA. - LEONE D'ORO A MARTIN SCORSESE ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 1990.
RAGAZZI fuori [Videoregistrazione / regia di Marco Risi
Abstract: Che cosa succede ai ragazzi di Palermo quando escono dal riformatorio? Questo il tema di un film scomodo che divise i critici, indispettì i politici, scandalizzò i benpensanti. Un film di scorrevole scrittura giornalistica e televisiva, seguito di Mery per sempre (1989), anch'esso scritto dal siciliano Aurelio Grimaldi.
La RAGAZZA con l'orecchino di perla [Videoregistrazione / regia di Peter Webber
Abstract: Nell'Olanda della seconda metà del XVII secolo, la giovane Griet (Scarlett Johansson) si trova a prestare servizio nella casa del maestro Johannes Vermeer (Colin Firth). Le loro differenze culturali e sociali non impediscono che il pittore scopra nella ragazza una particolare predisposizione all'arte: di lei farà la sua musa ispiratrice nonché modella per un ritratto che rimarrà icona della pittura fiamminga. Sguardi complici e silenzi carichi di emozioni riempiono le atmosfere barocche di cui il film del britannico Peter Webber è abile testimone.
Il FAVOLOSO mondo di Amelie [Videoregistrazione / regia di Jean-Pierre Jeunet
Abstract: Amélie cresce in provincia, siamo in Francia. Suo padre è un medico fin troppo originale: visita ogni mese la figlia, che si agita ogni volta, e crede che sia malata di cuore. La madre, uscita dalla chiesa, viene schiacciata da una suicida. Più grande la ragazza va a Parigi. Fa la cameriera e incontra tanta gente. Il 31 agosto 1997 è il giorno decisivo della sua vita: vede in tv il servizio dulla morte di lady Diana, le cade di mano un tappo di bottiglia che finisce sotto una piastrella, dove Amélie trova una vecchia scatola di cianfrusaglie (figurine, la foto di un calciatore, un ciclista di ferro). Si mette in testa di rintracciare il proprietario, che a quel punto avrà una cinquantina d'anni. Lo trova, gli restituisce il "ricordo" e gli cambia la vita. Da quel momento decide di far felice il prossimo, ed ecco una galleria di personaggi secondo la tradizione del cinema francese...dell'arte: un pesce che cerca continuamente di suicidarsi, un impiegato dei treni in pensione che oblitera le foglie delle piante di sua moglie, un pittore che falsifica una volta l'anno un dipinto di Renoir, un cieco che Amélie accompagna, descrivendogli ciò che vede. Il film è stato un "caso". Negli USA ha battuto l'incasso del nostro La vita è bella. In Francia il chiasso è stato altissimo, con riferimenti al grande cinema del passato, da Carné a Malle ( Zazie nel metro), a Lelouch alla magica scrittura di Prévert. Con tutto il rispetto, la sceneggiatura di Jeunet-Laurent, spumeggiante e fantasiosa, non si avvicina certamente allo spessore di Prévert. Dunque Amélie più che beatificata, va considerata una bella storia, diversa e curiosa, che fa star bene, uscita nel momento propizio. Ma noi continuiamo a preferire Benigni.
IN mezzo scorre il fiume [Videoregistrazione / regia di Robert Redford
Abstract: La storia di due fratelli, del loro padre - un ministro di culto - e del fiume che in qualche modo forgia le loro vite. Nel film, ambientato nello stato americano del Montana tra il 1910 e il 1935, la pesca con la mosca diventa al tempo stesso una metafora e un luogo di incontro, giacché riunisce in sé la scienza, lo sport, la religione, l'arte, nonché, a tratti, una comune ricerca della misteriosa grazia. "Per chi ama i grandi paesaggi e la pesca è un film irresistibile; per gli altri un film piacevolmente convenzionale, schematico nella psicologia e nella contrapposizione dei personaggi, visualmente accuratissimo, più carino che bello." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa') "Non siamo di fronte, insomma, a un film calligrafico, le immagini e le situazioni sono cucite insieme da un sentimento vero: la voglia di volersi bene e l'incapacità di conoscersi." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera') "Il sentimento religioso, sociale, presbiteriano e peschereccio del film si perde nel didascalismo della rappresentazione, nella dilatazione del racconto e nella vocazione moraleggiante dell'assunto. Il deviante viene punito, anche se Redford lo premia inquadrandolo sullo sfondo di incredibili tramonti purpurei mentre a Norman (MacLean) riserva i colori noiosi della cupezza. E in mezzo al film scorre un fiume di musica più violento del rapinoso Big Blackfoot dove i protagonisti di questa 'americana' fanno i loro riti iniziatici di virilità tra magici voli di lenze." (Irene Bignardi, 'La Repubblica') "Un'elegia familiare nei primi trent'anni del secolo affidata alle cornici suggestive del Montana, con i giorni scanditi dalla religione e dalla pesca alle trote, mentre due fratelli che pure si amano e un padre che pure vigila su di loro non riusciranno a darsi scambievolmente quell'aiuto di cui hanno bisogno." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo') Note - OSCAR 1992 PER LA MIGLIORE FOTOGRAFIA.