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Trovati 37829 documenti.
Una ragazza terra e sapone [Videoregistrazione / Sabina Guzzanti ; a cura di Nicola Fano
Einaudi tascabili. Stile libero ; 1176
GIORNI contati [Videoregistrazione = End of days = El fin de los dias / regia di Peter Hyams
Abstract: La regia è asfittica rispetto alla muscolatura del protagonista e all'esile trama. Il protagonista si misura con il diavolo. Risultato: sconfitta per tutti al botteghino.
National Geographic Video
Un AMORE splendido [Videoregistrazione / regia di Leo McCarey
Abstract: Una ex cantante di night-club s'innamora di un ricco scapolo durante un viaggio su un transatlantico, ma un incidente in cui rimane paralizzata la trattiene dal recarsi a un appuntamento con lui la sera di Natale sulla terrazza dell'Empire State Building di New York. È il rifacimento di Un grande amore, 1939, diretto dallo stesso McCarey. I più preferiscono il primo film, i meno propendono per questo remake grazie all'insolita gamma dei suoi toni che vanno dall'umorismo della 1ª parte sino all'acceso sentimentalismo della 2ª: l'epilogo è una pagina d'antologia del romanticismo sullo schermo. Uno strappalacrime da non perdere con due interpreti meravigliosi.
Il LIBRO della giungla 2 [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney
Abstract: Mowgli abbandona il villaggio in cui vive e torna nella jungla con i suoi amici, dove però c'è la tigre Shere Khan che lo attende per regolare i conti
ALLA ricerca della valle incantata. Le meraviglie del mare [Videoregistrazione
HONG-Kong Express [Videoregistrazione / regia di Wong Kar-Wai
Abstract: Il film racconta due storie unite solo da alcuni rimandi. La prima storia racconta la sofferenza di Apu (o agente 223) per la sua rottura con la fidanzata Amei. La seconda storia racconta la sofferenza dell'agente 663, lasciato dalla sua fidanzata hostess.
VELLUTO blu [Videoregistrazione / regia di David Lynch
Abstract: Un giovanotto apre una porta proibita e si trova nel gorgo di un mondo bizzarro (violenza, droga, sadomasochismo, depravazione) dove ciascuno è succubo di qualcun altro. Il regno del Male? Torbido, insolito, affascinante film che conferma la predilezione visionaria di Lynch per l'immaginario perverso, l'anormale e il mostruoso che si cela sotto la superficie dell'America odierna. Memorabile Hopper, ma Stockwell non gli è da meno.
JULES e Jim [Videoregistrazione / regia di Francois Truffaut
Abstract: Parigi, 1907. Nel quartiere di Montparnasse, due studenti, uno austriaco, Jules, e uno francese, Jim, sono legati da una profonda amicizia perché accomunati dagli stessi gusti artistici e letterari. L'incontro casuale con Catherine, una giovane in cui ritrovano lo strano sorriso di una statua che li aveva molto colpiti, non rompe la loro amicizia, anche se la donna, pur sentendosi legata ad ambedue, sposa Jules. Durante la guerra Jules e Jim sono costretti a combattere sui due fronti opposti, ma appena questa è terminata, Jules e Catherine, che vivono in uno chalet delle Alpi austriache, invitano l'amico a tornare con loro. Jim accetta, e accortosi che l'amore tra i due, benché sia nata una bambina, è diminuito per il carattere insoddisfatto e passionale di Catherine, a poco a poco ne diventa l'amante. Jules è al corrente di questa situazione, ma si rassegna. Nel tempo, la relazione dei tre registra continue ripicche e riconciliazioni finché, durante una gita in macchina, Jim e Catherine muoiono per un incidente provocato dalla donna. Desolato, Jules li piange entrambi. "E' forse il film più felice di Truffaut, certamente uno dei più rappresentativi con Jeanne Moreau nel suo personaggio più mitico." (Laura e Morando Morandini, 'Telesette') "Un film sconcertante, ambizioso, che volge in paradosso, incessantemente, i personaggi e le situazioni che rappresenta. Truffaut, e lo indicano il montaggio interno delle inquadrature, le sequenze condotte a ritmo di balletto, il voluto semplicismo, la natura stessa del commento musicale e il tipo di montaggio, ironizza sul "ménage a trois", ma il film non è sempre intelligibile e gli squilibri stilistici son fin troppo evidenti. Un film con molte pretese ma in definitiva intriso di decadente romanticismo. Buona l'interpretazione. Eccellente la fotografia e l'ambientazione." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 52, 1962) "Torna Jules e Jim. Torna il capolavoro di François Truffaut, che lo diresse con pochi mezzi e un talento incomparabile a soli 28 anni, adattando il primo romanzo del poco noto Henri-Pierre Roché, che lo pubblicò invece 74enne (Adelphi). (...). "'Jules e Jim' è un sogno", diceva Truffaut. "Noi tutti soffriamo del lato provvisorio dei nostri amori, e questo film ci fa appunto sognare di amori eterni". Ma anche il film, come la passione che lo abita, sembra eterno se quarant'anni dopo non ha perso la sua magia". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 31 maggio 2002) Note - SCENEGGIATURA PUBBLICATA IN "L'AVANT-SCENE DU CINEMA" N. 16, 1962 (ORA IN COLLECTION POINTS/FILMS. EDIZ. DU SEUIL), AVANT SCENE 1971 INTERVISTE: IN "CINEMA 62" N. 62.
Y tu mama, tambien [Videoregistrazione / regia di Alfonso Cuaron
HOLY smoke [Videoregistrazione = Fuoco sacro / regia di Jane Campion
Abstract: Ruth Barron, una giovane e bella australiana, va in India in cerca di risposte... e si trova in breve sedotta da un mondo misterioso completamente diverso dal suo. Quando i suoi familiari lo vengono a sapere, immaginano subito il peggio e ingaggiano PJ Waters, un americano specializzato nella lotta contro le sette, perché la riporti a casa. Ma Ruth non sarà un caso di così facile soluzione per lo specialista. La giovane, nella sua ricerca spirituale, rovescia tutta la sua energia contro questo professionista dello spirito e lo guida in uno scontro estremo di volontà e in un gioco di tentazione. TRAMA LUNGA In Australia la giovane Ruth è da qualche in tempo in preda alla sensazione che nella sua vita quotidiana manchi qualcosa, un valido punto di riferimento cui tenersi legata. Non riuscendo a trovare una soluzione intorno a sé e nel proprio ambiente, decide di partire per l'India. Qui incontra un guru che ha subito un profondo effetto su di lei. Toccata dalle parole e dalla vita comtemplativa dell'uomo, Ruth vorrebbe fermarsi a vivere lì. Allarmata, la famiglia si mette in movimento e la raggiunge. Ruth viene ricondotta a casa. Qui tuttavia le cose non cambiano: la mente della ragazza ha ormai preso strade diverse, al punto che i genitori e gli altri parenti capiscono che è necessario un intervento più deciso. Si rivolgono all'organizzazione American Exit e poco dopo arriva sul luogo PJ Waters, un consulente-guaritore di grande esperienza. Tra Ruth e Waters comincia un confronto-scontro brusco e ruvido, perché nessuno dei due vuole cedere di fronte all'altro. Waters ostenta la sicurezza delle esperienze passate, ma quando i due rimangono soli in una fattoria isolata, le parti cominciano ad invertirsi. Di fronte al fascino, all'aggressività e alla personalità di Ruth, Waters si trova alla fine senza difese. Le soluzioni matematiche si arrendono alla forza interiore di Ruth. Con grande delusione della famiglia, Waters riparte per l'America, dove c'è Carol ad attenderlo. Ruth torna in India, e stavolta con lei c'è la mamma. Waters e Carol si sposano, hanno due gemelli. Ruth e Waters si scrivono. "Holy Smoke', che ha i salti di tono e di registro tipici della sua autrice e del cinema degli antipodi in genere, va molto più in là dell'apparenza. E fra canguri ed effetti speciali superando la folla di personaggi e paesaggi che può sembrare addirittura dispersiva, si insinua una nota di amaro ottimismo, per così dire. L'ottimismo di chi sa spogliarsi di ruoli e certezze accettando che anche il film abbia il profilo incerto di ciò che racconta" (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 settembre 1999) Note - SUPERVISORE AGLI EFFETTI SPECIALI VISIVI: ANDY BROWN.
IL FASCINO discreto della borghesia [Videoregistrazione / regia di Luis Bunuel
Abstract: I Thévenot e i Sénéchal continuano a scambiarsi inviti per un pranzo, ma non riescono mai a mangiare. Scritto col fido Jean-Claude Carrière, questo opus n. 30 dello spagnolo di Calanda è forse il suo film più francese e squisito: la trovata del Pranzo Continuamente Interrotto potrebbe far da motore a una commedia di boulevard. L'angelo sterminatore ha in mano il fioretto dell'ironia e lo maneggia con grazia incantevole, ma, surrealista sereno e sorridente, ricorre all'esplosivo onirico per far saltare in aria la borghesia e i suoi pilastri: polizia, chiesa, esercito. I sogni non servono a evadere dalla realtà, ma a farla conoscere più profondamente. Un compendio di tutto il cinema buñueliano.
ROMEO + Giulietta di William Shakespeare [Videoregistrazione / regia di Baz Luhrmann
Abstract: Nella bella Verona Beach, due adolescenti innamorati si tolgono la vita seppellendo per sempre lodio dei loro genitori. Lo annuncia una speaker di un notiziario televisivo, declamando in versi rimati il loro amore tragico e avversato dalle rispettive famiglie: anglosassoni e protestanti i Montague, ispanici e cattolici i Capulet. Signori di Verona e nemici giurati, governano sciaguratamente il destino della città a colpi di pistola e quello dei loro figli con regolamenti e castighi. Dietro a una maschera, attraverso un acquario e sotto a un balcone, Romeo e Giulietta si innamorano di un amore innocente ed eccitato. Divisi dagli impedimenti del caso e dallegoismo delle parti avverse, i giovani innamorati soccomberanno nel corpo, sopravvivendo nel cuore. Romeo e Giulietta è da sempre il dramma shakespeariano più seguito ed eseguito. Ha fornito il pretesto per una grande quantità di libretti per musica, per musiche di scena e balletti. È stato trasposto più volte al cinema: a partire dalla parafrasi di George Méliès del 1902, passando per la versione invernale di Ernst Lubitsch e quella americana di George Cukor, fino a lambire le spiagge della Verona postmoderna di Baz Luhrmann. Attratto dalla potenza narrativa e drammaturgica del dramma di Shakespeare, il regista australiano ne ha proposto una versione inedita, un adattamento originale, uninterpretazione folgorante. Trasferendo la vicenda dei due amanti in una metropoli (post)moderna, che potrebbe trovarsi in Florida come in California, Luhrmann inserisce Romeo e la sua Giulietta tra due bande che praticano rap e anfetamine e il cui odio non può essere placato. Galeotto è ancora il ballo in maschera a casa dei Capuleti, dove avviene il primo incontro e ha inizio il passo a due. Se lentrè di Romeo e Giulietta si realizza attraverso un acquario, filtro deformante che veicola i loro sguardi e i loro cuori, ladagio si danza in piscina, bolla dacqua che taglia fuori tutto ciò che è estraneo e nemico e rinchiude soltanto parole e promesse damore. Le variazioni dei due danzatori condurranno a un epilogo tragico nonostante gli interventi temerari dei personaggi di registro basso, come la prospera balia di Giulietta, o nobile, come il concettoso e volubile Mercutio, assassinato sul palcoscenico del mondo. Il dramma degli amanti veronesi versione Luhrmann, ha un altro precedente illustre e pluripremiato (dieci Oscar) in West Side Story, primo musical a tema sociale di Robert Wise e Jerome Robbins, su musiche di Leonard Bernstein. Prossimo al musical degli anni Sessanta nel disegnare lo skyline di una città americana e nel mettere in scena bande rivali, conflitti sociali e tensioni interetniche, Romeo + Giulietta non è un semplice adattamento della storia ma una traduzione fedele al testo The Tragedy of Romeo and Juliet. È prodigiosa la facilità con cui il film accosta immagini trash e gusto camp, musica pop-rock-rap e iconografia pulp, melassa sentimentale e versi giambici e poetici. La contrapposizione è daltra parte la cifra con cui è costruito il film: Capulet e Montague, amore e odio, alto e basso, bianco e nero, vita e morte, omosessualità ed eterosessualità, acqua e fuoco. Luhrmann riaccende un amore che come il suo cinema non trova limiti alleccesso.
IRMA la dolce / regia di Billy Wilder
Abstract: Irma, piccola prostituta di un quartiere parigino, lascia il suo protettore quando incontra Nestore, un ex poliziotto. Questi vorrebbe che la donna frequentasse un solo cliente facoltoso e, resosi irriconoscibile, si presenta a lei col nome di Lord X. Per pagare i debiti della doppia vita deve lavorare duramente e di nascosto. Pero', a un certo punto, si sente diventare geloso nei confronti di Lord X e pensa di sopprimerlo. La polizia trova gli abiti lungo la Senna e condanna Nestore a 15 anni di carcere. Irma, disperata, prepara un piano di evasione e Nestore, per dimostrare la propria innocenza, ricompare nei panni di Lord X. Poi decide di vivere onestamente accanto a Irma, che aspetta un figlio. "Strepitosa commedia del grande Billy Wilder, che in una Parigi ricostruita con gusto teatrale, sforna un vaudeville dai tempi comici perfetti, un gioiello di precisione e una girandola di gag straordinarie. E i più candidi possono perfino commuoversi nelle parentesi sentimentali del duo Jack Lemmon - Shirley MacLaine, la migliore coppia rosa del dopoguerra". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 17 giugno 2001) Note OSCAR NEL 1963 PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA. DAVID DI DONATELLO 1964 PER MIGLIORE ATTRICE STRANIERA A SHIRLEY MACLAINE.
GANGS of New York [Videoregistrazione / regia di Martin Scorsese
Abstract: A New York, nella seconda metà del 19° secolo, varie bande lottano per spartirsi il territorio e la gestione degli affari illeciti nella zona dei Five Points. In questo contesto si sfidano due bande, i 'Dead Rabbits', guidati dal giovane Amsterdam Vallon, ed i 'Native American', condotti dallo spietato Bill Poole detto 'The Butcher', il macellaio. Amsterdam - innamorato della bella borseggiatrice Jenny Everdeane - vuole a tutti i costi vendicare la morte del padre, assassinato da Poole tempo prima. Il capo dei 'Native American', dopo il padre, intende uccidere anche il giovane Vallon per affermare il suo predominio sulla città. La lotta sarà più aspra durante gli scontri del 1863 per la chiamata obbligatoria alle armi per la Guerra civile americana. "La definizione più giusta l'ha trovata Tullio Kezich e gliene rendiamo merito: 'film imponente, ma non ispirato'. Lame, mazze, bande feroci, coltellacci, ratti, cagnacci e battaglie peggio che ne 'Il Signore degli Anelli' (...) Scorsese corona il sogno di sempre: girare una pellicola di tremenda efficacia, senza bravi ragazzi e in balia di tori scatenati. Tremende anche le imperfezioni (tagli ottusi e forzati, scarsa introspezione, eccesso di eventi fuori orario). Ma che graffio, che grinta, che disperato bisogno di Assoluto!". (Alessio Guzzano, 'City', 24 gennaio 2003) "Scorsese è un grande scrittore: onore e sfida, coraggio e paura, deferenza e oltraggio escono dalle pagine di Dickens come di Shakespeare diventando carne, azione, passione e cronaca, nonostante qualche inadeguatezza del cast. E' da discutere se la frequente impressione di trovarsi in un set-affresco, anziché nel near-west 'vero' di New York 1850, sia un limite e non invece la metafora stilizzata della catastrofe nostra contemporanea. Da vedere". (Silvio Danese', Il Giorno', 24 gennaio 2003) "La storia comincia con uno scontro di massa sanguinoso e termina con i tumulti contro la legge sulla coscrizione obbligatoria, girati magnificamente, ed ha bravi interpreti. Il film, sempre grandioso e a volte tedioso, testimonia la capacità di Scorsese di pensare in grande". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 24 gennaio 2003) "No, 'Gangs of New York' non è capolavoro annunciato; o meglio, lo è solo in parte. Capolavoro a metà è un concetto che non regge? Sia pure: resta il fatto che il film, dopo aver mescolato per due terzi cose belle (la nervosa sequenza iniziale) con altre meno riuscite, nell'ultima parte decolla vertiginosamente offrendo allo spettatore un'ora di cinema memorabile". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 26 gennaio 2003) Note - IL FILM E' STATO GIRATO INTERAMENTE NEGLI STUDI DI CINECITTA' DOVE SONO STATI RICOSTRUITI IL PORTO E UN'INTERA STRADA DELLA NEW YORK DELL'800. - GOLDEN GLOBE 2002 A MARTIN SCORSESE COME MIGLIOR REGISTA E PER LA MIGLIORE CANZONE ORIGINALE ("THE HANDS THAT BUILT AMERICA" DEGLI U2). - 10 NOMINATIONS AGLI OSCAR 2003: FILM, ATTORE PROTAGONISTA (DANIEL DAY-LEWIS), REGIA (MARTIN SCORSESE), SCENEGGIATURA ORIGINALE (JAY COCKS, KENNETH LONERGAN, STEVEN ZAILLIAN), SCENOGRAFIA (DANTE FERRETTI, FRANCESCA LO SCHIAVO), MUSICA (BONO, THE EDGE, ADAM CLAYTON, LARRY MULLEN JR.), FOTOGRAFIA (MICHAEL BALLHAUS), COSTUMI (SANDY POWELL), MONTAGGIO (THELMA SCHOONMAKER), SUONO (TOM FLEISCHMAN, EUGENE GEARTY, IVAN SHARROCK). - PROIETTATO AL 60. FESTIVAL DI BERLINO (2010) NELLA RETROSPETTIVA 'PLAY IT AGAIN...!'.
ANGELI perduti [Videoregistrazione / regia di Wong Kar-Wai ; Hong Kong express
Abstract: Due storie solo apparentemente parallele nella notte di Hong Kong. Da un lato il rapporto tra il killer Ming e la partner Agent (puramente professionale per il primo, morbosamente passionale per la seconda), dall'altro le vicende tragicomiche di Ho, un muto che vive di espedienti e cerca l'amore. Fallen Angels recita il titolo originale, ovvero angeli caduti e non perduti, come vuole la banalizzazione del titolo italiano. In una sola parola muta inesorabilmente il senso del tratto con cui Wong Kar-wai modella alcune esemplari solitudini metropolitane. In origine si trattava di due episodi rimasti esclusi da Hong Kong Express, poi cresciuti a dismisura sino a divenire un film a sé, in cui Wong potesse portare alle estreme conseguenze la sua poetica. Se il capostipite lavorava di fioretto, ritraendo delicate e romantiche storie d'amore, Angeli perduti ne rappresenta l'oscuro contraltare, sensuale dove l'altro era pudico, spudorato dove l'altro giocava di sottrazione; aggressivo tanto nello stile uso e abuso del grandangolo e della camera a spalla che nell'esasperazione gridata dei contenuti e del fine ultimo. La consapevolezza autoriale di Wong Kar-wai appare ormai evidente e a tratti compiaciuta, ma le accuse di manierismo rivolte al film sminuiscono la potenza di un'opera in cui il senso profondo dell'incomunicabilità e della morte al lavoro raggiunge il suo acme. Attraverso i rimandi osmotici e le strizzatine d'occhio con Hong Kong Express - l'ananas scaduto, Lei che pulisce la casa in assenza di Lui, la condivisione di topoi e situazioni - Angeli perduti celebra la definitiva fine dell'illusione (della felicità), esaltando fino a svuotare di significato l'eroismo di personaggi teorici e astratti sino a sembrare degni di Antonioni (anche se si muovono con lo step-framing dell'action di Hong Kong). La felicità, effimera e forse illusoria, come una boa a cui aggrapparsi disperatamente, nel nulla (pieno di cose) della metropoli.
STRADE perdute [Videoregistrazione / regia di David Lynch
Abstract: All'ingresso della propria casa lussuosa ed asettica, il sassofonista Fred Madison scopre per più volte alcune videocassette che ritraggono in sequenza la casa stessa, e poi lui e la moglie Renée mentre dormono. Avvertita, la polizia non riesce a trovare spiegazioni logiche. Una sera, Renée conduce il marito ad una festa organizzata da un certo Andy. Qui Fred conosce un uomo che si fa beffe di lui. Arriva una nuova videocassetta che ritrae Fred accanto al corpo massacrato della moglie. Arrestato per omicidio, Fred in carcere è preda di violenti mal di testa. Una mattina un'improvvisa mutazione lo porta ad assumere il corpo del giovane Pete, meccanico. Viene allora liberato e riprende a lavorare al servizio del boss malavitoso Eddy. La ragazza di quest'ultimo, Alice, seduce Pete e lo convince a progettare e realizzare un colpo, quasi una vendetta, ai danni di Andy, regista di film pornografici, che l'aveva avviata alla prostituzione. Durante il colpo, Andy rimane ucciso, mentre Pete vede una foto dove Eddy è in compagnia di Renée e Alice. Pete e Alice si danno alla fuga in macchina e si fermano al Lost Highway Hotel. In camera, Alice respinge Pete e poi lo abbandona. Pete torna ad essere Fred. La polizia lo bracca, e lui riprende la fuga. "Diabolico Lynch. Quattro anni dopo la catastrofe di 'Twin Peaks - Fuoco cammina con me', il regista più visionario d'America torna con un film ancora più folle, ma stavolta fa centro. 'Strade perdute' è quasi un capolavoro. Purché abbiate voglia di stare al gioco, lasciando a casa logica e raziocinio. Se proprio volete un appiglio verosimile, diciamo che è la storia di un assassino dalla personalità multipla raccontata da due punti di vista, ma è solo un trucchetto. L'essenziale è altrove. Nella maestria millimetrica della messinscena (gesti, luci, tempi, sguardi), nell'ambiguità totale, infernale, del non-racconto (ogni film di Lynch è una discesa all'Inferno), nelle improvvise vampate di humour che curiosamente non scalfiscono ma potenziano l'incubo". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 giugno 1998) "Il percorso sfortunatissimo dipende dal film. Vedendolo, agli amanti del cinema convenzionale, delle storie che somigliano a compiti scolastici (tema: inizio, svolgimento, fine), delle narrazioni conformiste, capita di chiedersi se David Lynch sia ammattito, se sia fumato, drogato, fuori controllo, se sia andato via di testa. Non è così. 'Strade perdute' è un esempio estremo di quel cinema decostruito, destrutturato, che viola le regole romanzesche, i meccanismi causa-effetto, la logica razionale, tentando invece d'andare in cerca di mistero, di suscitare emozioni e ansia, di moltiplicare analogie ed enigmi. Lynch non è certo il solo in questa ricerca, che ricorda quella intrapresa tana anni fa da Jean-Luc Godard: sono come lui Terry Gilliam, Tsai Ming-liang, altri. Le loro opere possono entusiasmare oppure risultare insopportabili: certo sono le uniche estranee al pensiero commerciale, le uniche a proporsi di creare un cine-linguaggio adeguato al proprio tempo, a voler rispecchiare il caos contemporaneo". (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 18 giugno 1998) Note - REVISIONE MINISTERO GENNAIO 2001. - LA ROCKSTAR MARYLIN MANSON APPARE IN UN PICCOLO RUOLO.
M.A.S.H [Videoregistrazione / regia di Robert Altman
STRANGE days [Videoregistrazione / regia di Kathryn Bigelow
Abstract: Il 30 dicembre 1999, alla vigilia del nuovo millennio, in tutto il mondo si evidenzia una "escalation" di tensione: soprattutto a Los Angeles, una città violenta e caotica, dove la più recente ed illecita forma di divertimento si basa sulla possibilità di rivivere l'esperienza altrui acquistando dei "clips" contenenti, registrati con tecnica digitale, frammenti di particolari momenti di vita. Qui Lenny Nero, ex poliziotto e ricettatore di "sogni" rubati, come spacciatore vende questi "clips" divenuti, ormai, la più richiesta droga capace com'è di penetrare nei meandri della natura umana (sesso, emozioni e violenza). Quando un anonimo fa pervenire a Nero la registrazione della morte di Iris (una giovane adibita ad un lavoro di collegamento per Lenny registrando "clips") questi ne diviene, suo malgrado, emotivamente complice. In questo particolare momento Lenny può fidarsi di due sole persone: di Lornette Mason, soprannominata Mace, alla quale si rivolge perché lo aiuti a muoversi in sicurezza (Mace è una donna di grande forza che si guadagna da vivere facendo la "guardiaspalle" a ricchi e potenti clienti accompagnandoli con la sua limousine corazzata) e di Max Peltier, un ex poliziotto che sopravvive grazie ad una modesta pensione d'invalidità ed una notevole dose di personalissimo cinismo. Frattanto l'esecuzione sommaria di Jeriko One, divo del "rap" ed attivista militante, spinge le tensioni razziali ancor più verso il punto di rottura. Lenny, Max e Mace devono operare in questo ambiente ed in questa perversa realtà. L'ipotesi che più spaventa Lenny è che chiunque abbia ucciso Iris possa eliminare Faith Justin, una cantante emergente del "Retinal Fetish Nightclub" e simbolo vivente (come ossessionante memoria) dei passati giorni felici trascorsi con lei. Ma costei ha ormai dimenticato quei ricordi: quali che fossero i sentimenti per lui, essi fanno parte di un passato cui lei ha rinunciato e che soltanto Lenny si ostina a conservare per sè, gelosamente. Ma il passato continua a mescolarsi con il presente: più Lenny si avvicina alla verità riguardo agli omicidi più la sua vita è in pericolo. Non deve fare altro che convincere Faith ad aiutarlo per salvare la donna che ama ed evitare di essere ucciso nelle tenebre della notte. Tuttavia Lenny riesce a restare incolume durante le peripezie che è costretto ad affrontare per scoprire la colpevoleza di due poliziotti in divisa. "Strange Days è il caso raro di un film americano di autore anche se la regista deve condividerne i meriti con i due sceneggiatori, Jay Cocks e James Cameron, suo ex marito e produttore, e con, Lilly Kilvert che ha coordinato il "design" del film. A dirne le qualità bastano la parte ambientata nel Retinal Fetish, il locale notturno dove si esibisce Faith (Juliette Lewis, straordinaria) e regna il suo impresario Philio Gant (Michael Wincott, reduce dal "Corvo"), e la sequenza conclusiva della forsennata festa di capodanno per le strade. E' un film apocalittico e pessimista che mette paura. Sembra nato dalla disperazione, ma non è nichilista. Il suo "happy end" è utopico più che consolatorio. La sua utopia indica l'amore - come armonia dei diversi, riconciliazione tra passato e presente, integrazione razziale - come argine contro l'odio privato e pubblico. E passa per la saggezza pragmatica, il coraggio, la dignità di una donna, la Mace di Angela Bassett. "(Il Giorno, Morando Morandini, 28/2/96) "Ben girato e ancor meglio recitato, ma un poco secondo ricette alla moda, il film vive sulle sensazioni che rende efficacemente. Ci prospetta, sì, anche un possibile pericolo insito in una futuribile innovazione che, se fosse realizzata, potrebbe - tanto per fare degli esempi - consentire a un medico di diagnosticare la terapia giusta a un paziente, permettere a un handicappato di impartire ordini agli arti, ecc. o, al contrario, essere usata con fini perversi come succede appunto in "Strange days". Questi risvolti tuttavia, sono accennati più che approfonditi nel film. Costituiscono qualcosa che i lettori possono aggiungervi. Per fortuna, specie se non di primo pelo, essi sanno che coloro che anticipano in favole il futuro il più delle volte sbagliano. La realtà è sempre più banale, più semplice anche, di quanto supponga l'immaginazione." (Avvenire, Francesco Bolzoni, 27/2/96) Note - REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1996.
ROBERTO Succo [Videoregistrazione / regia di Cedric Kahn
Abstract: Kurt è un giovane di vent'anni con una Golf decappottabile e un accento indefinito. Sulla Costa Azzurra incontra Lea, una liceale un po' timida. Tra i due nasce una storia d'amore che continua anche dopo le vacanze. Kurt la va a trovare in Savoia ogni fine settimana a bordo delle sue auto rubate. Nel frattempo Thomas indaga su una serie di delitti e violenze che avvengono lungo l'itinerario tra la Costa Azzurra e la Savoia. "Kahn non pretende di fornire interpretazioni, ma sceglie la via del resoconto fenomenologico, quasi un rapporto di polizia. Però ha due ottime idee. Da una parte racconta i fatti dal punto di vista di Léa, liceale innamorata di Succo. Dall'altra scandisce il resoconto per ellissi, salti temporali, falsi indizi, dandogli una forma che corrisponde ai processi mentali a cortocircuito del protagonista. Ma l'idea migliore è stata affidare la parte a Stefano Cassetti, uno sconosciuto di ventisei anni dalla bravura sorprendente". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 15 maggio 2001) "Né giallo né film-inchiesta, Roberto Succo evita infatti i cliché del genere, non spiega, non "chiude" vicende e destini. Si limita a fornirci i dati essenziali per non smarrirci nel labirinto. Un film spiazzante e molto coraggioso, che pochi capiranno, dominato dallo straordinario non-attore Stefano Cassetti." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 maggio 2001) Note FILM IN CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES (2001). E' LA STORA VERA DI ROBERTO SUCCO.