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JAMES e la pesca gigante [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

WALT DISNEY PRODUCTION

JAMES e la pesca gigante [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney

Abstract: Dal romanzo (1961) di Roald Dahl. Orfano inglese di nove anni, affidato a due odiose zie, scopre per magia un passaggio all'interno di una pesca grande come una casa con la quale, in compagnia di insetti amici (cavalletta, ragno, centopiedi, verme, lucciola, coccinella), salpa per la città dei suoi sogni: New York. 45 degli 80 minuti di questo bizzarro e delizioso film che migliora strada facendo (attraverso l'Atlantico) sono disegnati e animati con 180 pupazzi; negli altri intervengono anche attori dal vivo. Realizzato col concorso della Walt Disney (uno dei produttori è Tim Burton) e diverse tecniche, vecchie e nuove, di effetti speciali, è uno dei migliori film di animazione degli anni '90. Gradevoli canzoni di Randy Newman.AUTORE LETTERARIO: Roald Dahl

HELLO Kitty e i suoi piccoli amici [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

HELLO Kitty e i suoi piccoli amici [Videoregistrazione : teatrino delle fiabe

Il MAGICO mondo di Winnie the Pooh. Tutti per uno, uno per tutti [Videoregistazione
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Videoregistrazioni: DVD

WALT DISNEY PRODUCTION

Il MAGICO mondo di Winnie the Pooh. Tutti per uno, uno per tutti [Videoregistazione / prodotto da Walt Disney

CENERENTOLA a Parigi [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Donen, Stanley

CENERENTOLA a Parigi [Videoregistrazione / regia di Stanley Donen

Abstract: Maggie Prescott, intraprendente direttrice di una importante rivista di mode, è sempre in cerca di qualche cosa di nuovo da lanciare nel suo giornale; ora ha bisogno di una nuova mannequin, che abbia qualche cosa di diverso dalle altre. Avendo scoperto per caso Jo Stockton, giovane bibliotecaria, decide, d'accordo con il suo fotografo Dick Avery, di farne una donna di classe. Jo accetta la proposta dei due, che le offrono la possibilità di andare a Parigi: ella infatti è una seguace appassionata della nuova filosofia, di cui si è fatto banditore il professor Bartre di Parigi, ed arde dal desiderio di conoscerlo personalmente. A Parigi Jo viene trasformata in una donna raffinata e sofisticata che viene ripresa da Dick in varie pose. Jo sente di amare Dick, che, tutto preso dal suo lavoro, sembra non accorgersene. Si arriva al giorno dell'esposizione dei modelli: Jo è introvabile. Dick e Maggie riescono finalmente a trovarla a casa del professor Bartre. Dick ha capito che il professore non è che un ciarlatano, e cerca di portare via Jo, ma lei si rifiuta decisamente di staccarsi dal padre della nuova filosofia. Rimasta sola con il professore, Jo comprende ben presto quali sono le vere intenzioni di Bartre e scappa dopo avergli tirato un oggetto sulla testa. Ella arriva ancora in tempo per la presentazione dei modelli, ma non trova Dick in sartoria. Amareggiato per il contegno di Jo, Dick ha deciso di tornare in America: ma mentre sta per prendere l'aereo incontra il professore con la testa fasciata e capisce subito come sono andate le cose. Frattanto Jo si è messa alla sua ricerca: finalmente s'incontrano davanti ad una chiesetta, dove per la prima volta si erano parlati d'amore. Ora che si sono ritrovati, non si lasceranno più. "Favola leggera e frivola, più zuccherosa del lecito e ampiamente passata di cottura, che, sulle arie di Gershwin, prende con ammirevole garbo per i fondelli intellettuali, moda e giornalismo. Il regista Stanley Donen ha fatto di meglio: Audrey Hepburn comunque sempre deliziosa in qualsiasi ruolo, pure; il non più verde Fred Astaire prde di colpo vent'anni appena accenna a qualche passo di danza". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 19 gennaio 2001) Note - GLI ABITI DI AUDREY HEPBURN A PARIGI SONO DI HUBERT DE GIVENCHY.

ENRICO V [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Branagh, Kenneth <1960->

ENRICO V [Videoregistrazione / regia di Kenneth Branagh

Abstract: Salito sul trono d'Inghilterra nel 1413, dopo una giovinezza trascorsa nei bagordi insieme ad amici scapestrati, Enrico V, abbandonando le baldorie e i cattivi compagni, si dimostra subito un re saggio, deciso e moralmente rigoroso. Nel 1415, seguendo anche il consiglio della Chiesa, dichiara guerra al re Carlo VI di Francia, perché vuole rivendicare i propri diritti ereditari su quel regno, diritti che i Francesi non riconoscono a motivo della legge salica. Dopo aver fatto giustiziare tre suoi amici traditori, che si erano fatti corrompere per ucciderlo, Enrico parte e sbarca in Francia con un esercito poco numeroso, rispetto a quello nemico, ma che egli sa guidare con abilità, infondendo grande coraggio ai soldati, che lo amano e lo ammirano. Dopo aver assediato con successo la cittadina di Harfleur, Enrico dà alle truppe ordini inusuali per quei tempi, vietando di infierire sugli sconfitti con saccheggi e brutalità, pena la morte. E infatti fa impiccare un vecchio amico, colpevole di aver rubato una pisside in una chiesa. Poi, nonostante i suoi uomini siano ridotti di numero e stremati, accetta lo scontro con i Francesi, altezzosi e tanto più numerosi, i quali lo hanno addirittura invitato a pagare il proprio riscatto prima del combattimento, che egli affronta in condizioni tanto svantaggiose. Enrico, affidandosi a Dio, sa invece incitare al valore i suoi uomini sia col proprio esempio che con parole semplici e appassionate, cosicché la sanguinosa battaglia di Agincourt, che si svolge sotto una violenta pioggia, finisce inaspettatamente con una strepitosa vittoria degli Inglesi, che hanno pochissime perdite, mentre vengono uccisi 10.000 Francesi. Gran parte del successo è dovuto all'abilità degli arcieri inglesi, e alla presenza costante del re fra i combattenti, che lo vedono partecipare sempre coraggiosamente allo scontro, esponendosi ad ogni pericolo insieme ai suoi uomini. La battaglia termina con la resa dei Francesi. In seguito i due sovrani stipulano un trattato di pace, nel quale Carlo accetta tutte le richieste del vincitore, anche quella di essere nominato erede al trono di Francia, e gli concede in moglie la propria figlia Caterina, alla quale Enrico promette un amore fedele e sincero. "Tecnicamente regista dalle molte qualità (l'illuminazione, l'uso coraggioso del primo piano e del ralenti), questo nuovo astro inglese fa volare il pensiero in alto a Welles, Polanski, Kurosawa, Bresson. Possiede quei momenti introspettivi così rari al cinema, come nel magnifico racconto della morte di Falstaff e nella scena del re la notte prima della battaglia: sa riprendere con la cinepresa le parole e indossa Shakespeare come nostro contemporaneo. Abbiate la pazienza di seguire questi 138 minuti di tragedia nazional popolare attaccata crudelmente alla terra, e scoprirete di che ambiguità è fatto il Potere. Branagh e con lui gli altri (gli ufficiali irlandesi, gallesi e scozzesi, e uno splendido Paul Scofield re di Francia), occupa lo schermo con il suo volto poco aulico. Guardatelo quando riceve in scherno le palle da tennis, quando incita alla guerra fra bagliori di corazze, quando fa le fusa alla principessa: è un attore che calamita l'attenzione, e anche noi lo incoroniamo per aver vinto una ardua battaglia di cinema." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 31 Marzo 1990) "Senza che il giovane Branagh possa esser paragonato a Welles e a Kurosawa. E' impetuoso, furioso, pieno di foga anche cinematografica, spesso però resta grezzo, cede ai ritmi del teatro, tenta emozioni che non di rado raggiunge con delle forzature, pur riuscendo, e qui forse meglio di Olivier, a farci sentire Shakespeare vicino, addirittura con sentimenti di oggi. Non ho nessuna riserva invece per Branagh come interprete, specie avendolo potuto ascoltare anche in versione originale: ha un viso senza glamour ma, nell'ottica stessa del film, intenso e deciso, quando deve soffrire lo fa anche nei visceri, quando grida sa trovare le note esatte per l'orrore, l'incitamento, la deplorazione, quando si tiene al privato (si veda il suo incontro con la promessa sposa) sfuma la mimica, cesella i toni, manovra sottilmente perfino l'ironia. Non so se diventerà un grande regista, certo è un grande attore." ('Il Tempo', 31 Marzo 1990) "Gli odiosi confronti paiono inevitabili per chi abbia visto l'altro 'Enrico V', film interpretato e diretto da Laurence Olivier nel 1944, con forti implicazioni di propaganda bellica nell'identificazione con un eroismo inglese storico. Le due opere sono talmente dissimili da risultare incomparabili: luminoso, solare, ispirato alla pittura di Paolo Uccello l' 'Enrico V' di Olivier immerso nei toni oscuri della pittura rembrandtiana quello di Branagh; nobile, solenne e glorioso il primo, inquieto, violento e forte il secondo; e anche i due attori non si somigliano affatto, nonostante gli sforzi ironico-minuziosi di Branagh per ripercorrere le tappe di Olivier e per definirsi promozionalmente suo erede." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 6 Aprile 1990) Note - OSCAR 1989 PER I MIGLIORI COSTUMI - BAFTA PER LA MILIOR REGIA

WHAT women want [Videoregistrazione
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MEYERS, Nancy

WHAT women want [Videoregistrazione / regia di Nancy Meyers

Abstract: TRAMA BREVE In seguito a un incidente un dirigente piuttosto maschilista acquisisce lo strano potere di capire quello che le donne pensano veramente. Finalmente c'é un uomo che le ascolta!!!! TRAMA LUNGA Una donna, la ex moglie, racconta con voce f.c. la vita passata di Nick, circondato da donne fin dall'infanzia, e ancora di più oggi nel suo lavoro di pubblicitario di successo. Le sue sicurezze di uomo bello e ricercato subiscono una imprevista frenata quando sul filo di lana si vede soffiare la promozione a direttore creativo della sua società proprio da una donna, la rampante e aggressiva Darcy. Ancora incredulo, una mattina mentre è in bagno cade nella vasca, il fon è acceso, parte una scarica, e lui sviene. Il giorno dopo, in ufficio, si accorge di avere una strana capacità: riesce a leggere nel pensiero delle donne. Da quel momento, oltre al fatto di poterle trattare in modo meno superficiale di come aveva sempre fatto, può prevenire le loro mosse e agire di conseguenza. La possibilità di leggere nel pensiero di Darcy gli permette di farle perdere tutta la sicurezza fin lì acquistata. Darcy commette alcuni errori, il suo rendimento diminuisce e viene licenziata. Ma ormai Nick, a cominciare dal rapporto con la figlia adolescente, ha cambiato atteggiamento. Accompagna Darcy a casa e non approfitta della situazione. Anzi, saputo del licenziamento, torna da lei e le confessa tutto quello che è successo. E in più le dice che è innamorato di lei. Sorpresa e colpita dalla dichiarazione, Darcy ricambia e i due si baciano. "La trovata è tutta in quella piccola magia della lettura del pensiero delle donne, gli sviluppi che ne seguono, però, sono in genere piuttosto facili ed anche, quando si fa avanti l'amore, del tutto prevedibili. I ritmi, inoltre, all'interno di una struttura narrativa molto diluita, non sono svelti come pretenderebbe una commedia e, a parte il carattere del protagonista, tutti gli altri personaggi, compreso quello di Darcy, sono quasi soltanto abbozzati. Il divertimento, tuttavia, è possibile (...)". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 9 febbraio 2001) "Oltre il conflitto e l'amore con una dirigente dell'azienda, il cuore del film sta nelle scene in cui Mel Gibosn indossa un collant nero, si lacca le unghie di mani e piedi, si depila le gambe con la ceretta, fa il ballerino danzando le canzoni di Frank Sinatra; con effetto allarmante e spiegabile soltanto con il fatto che Gibson è produttore del film. La comicità e l'eloquenza della letteratura del pensiero femminile hanno termine abbastanza presto e sono raccontate con poca leggerezza. Trascurato senza motivo per oltre due ore, zeppo di riempitivi, 'What Women Want' non è riuscito". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 9 febbraio 2001) "Sarà diretto da una donna (la televisiva Nancy Meyers), ma 'What Women Want' è una commedia scioccherella e sessista che ammicca (invano) a certo cinema anni '50". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 febbraio 2001)

The BOURNE identity [Videoregistrazione
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Liman, Doug <1965->

The BOURNE identity [Videoregistrazione / regia di Doug Liman

Abstract: Un uomo viene strappato alla morte dal tempestivo intervento dell'equipaggio di un peschereccio italiano nel Mar Mediterraneo e scopre di essere diventato il bersaglio di alcuni sicari. L'uomo non ricorda nulla di sé, ma alcuni indizi lo inducono a sospettare che nel suo passato si nasconda qualcosa di molto importante: è un esperto di arti marziali e un poliglotta, ha un microfilm impiantato in un fianco, è stato sottoposto a un intervento di chirurgia plastica che gli ha alterato i lineamenti del volto, e nel delirio pronunciava una misteriosa sigla, J.B. Inizia così la ricerca della sua vera identità e del motivo per il quale chiunque s'imbatta in lui preferirebbe vederlo morto. "Tratto da un romanzo di Robert Ludlum del 1980, 'The Bourne Identity' dà forma a una paura assai diffusa in tempi di Internet e di webcam: l'ossessione del controllo, la perdita dell'individualità, l'abolizione delle libertà personali in cambio della sicurezza. (...) Non è un tema nuovo, ma Liman gli dà un tocco neoromantico in più. Stranamente in armonia con le prodezze di un eroe capace di sparare a due killer mentre cade nella tromba delle scale usando un cadavere come materasso. (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 novembre 2002) "Sfogliando le quasi cinquecento pagine del romanzo intitolato 'Un nome senza volto' si ammira la bravura degli sceneggiatori Tony Gilroy e William Blake Herron i quali hanno saputo condensare la debordante materia nelle due ore del film 'The Bourne Identity' diretto da Doug Liman. Mentre il libro si diffonde in dialoghi e situazioni accessorie, fedele allo stile pasteggiato del bestseller, la pellicola va dritta allo scopo; e ci sarebbe materia, in un confronto fra pagina e schermo, per un corso universitario sull'annoso problema dei rapporti fra cinema e letteratura". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 16 novembre 2002) "Adattamento del romanzo di John Ludlum, 'The Bourne Identity' gioca le sue carte sul vecchio tema dell'amnesia, non sempre credibile ma buono per innescare un efficace meccanismo a suspense: quando il pubblico ne sa più dell'eroe, partecipa alle sue peripezie con particolare immedesimazione. Alle prese con un 'blockbuster' da 75 milioni di dollari, Liman non si sogna neppure di fare la parodia del film di spionaggio, né si affida agli effetti speciali che ormai spadroneggiano nel genere; racconta invece in modo piano e funzionale, traversando una Parigi diventata teatro di una classica caccia all'uomo. La missione è compiuta: e pazienza per le piccole incongruenze che affiorano qui e là". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 novembre 2002) Note - PRESENTATO AL FESTIVAL DI LOCARNO 2002. - IL FILM E' STATO GIRATO IN GRAN PARTE A PARIGI E NELLA REPUBBLICA CECA. ZURIGO E' STATA RICOSTRUITA A PRAGA. LA SCENA INIZIALE DEL RECUPERO IN MARE E' STATA EFFETTUATA DAVANTI A IMPERIA MENTRE IL PESCHERECCIO ATTRACCA NEL PORTO DI ONEGLIA.

RESPIRO [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

CRIALESE, Emanuele

RESPIRO [Videoregistrazione / regia di Emanuele Crialese

Abstract: Il secondo film del regista Emanuele Crialese è un'opera strana e difficile, come la storia che racconta. Grazia (Valeria Golino) è la moglie di uno dei tanti pescatori di Lampedusa, ma non si è mai adattata alla piccola, monotona vita dell'isola: fa il bagno nuda, canta a squarciagola le canzoni di Patty Pravo, e spesso si chiude nei suoi silenzi che solo uno dei figli, Pasquale, si sforza di capire. Gli "altri", quelli normali, vorrebbero convincere il marito a farla vedere da uno psichiatra, ma lei preferirebbe morire. La storia è quasi inesistente, fatta più che altro di singole inquadrature che tendono a "fotografare" l'opprimente realtà dell'isola. Valeria Golino presta alla protagonista l'infinita tristezza del suo sguardo perennemente altrove.

Il MISTERO di Sleepy Hollow [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Burton, Tim <1958->

Il MISTERO di Sleepy Hollow [Videoregistrazione / regia di Tim Burton

Abstract: Un celebre racconto di Washington Irving diventa un piacevole film di Burton con un ottimo Deep e una Ricci diventata cult girl. Un orrendo e misterioso cavaliere senza testa batte la plaga tagliando a sua volta la testa a tutti i suoi (ex) nemici. Depp indaga, trova l'amore e scopre la verità dopo una discesa in un vero e proprio inferno. Il clima sa di stampa d'epoca. Ma il linguaggio cinematografico è aggiornatissimo. Citazioni del metodo Sherlock Holmes. Da cineteca di genere.

I ROTEO' e la magia dello specchio [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

BELLI, Alessandro

I ROTEO' e la magia dello specchio [Videoregistrazione / regia di Alessandro Belli

L' ODIO [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Kassovitz, Mathieu <1967->

L' ODIO [Videoregistrazione / regia di Mathieu Kassovitz

Abstract: Ventiquattro ore nella vita di tre giovani ragazzi di bassa estrazione che vivono alla periferia di Parigi in un clima di odio e violenza. Un film, "L'Odio", capace di raccontare le grandi contraddizioni delle metropoli contemporanee: le disparità sociali, il cortocircuito tra centro e periferia, la brutalità della polizia, la desertificazione culturale, l'assenza dello Stato e l'opprimente sensazione di incomunicabilità che caratterizzano tutti i Seine-Saint-Denis del mondo.

L' ULTIMA follia di Mel Brooks [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Brooks, Mel <1926->

L' ULTIMA follia di Mel Brooks [Videoregistrazione / regia di Mel Brooks

La PICCOLA bottega degli orrori [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

OZ, Frank

La PICCOLA bottega degli orrori [Videoregistrazione / regia di Frank Oz

Abstract: Seymour Krelborn, un giovane e timido commesso di un fiorista, acquista da un cinese una misteriosa, quanto sconosciuta pianticella e la circonda di cure. Un giorno si accorge con sgomento che quella è ghiotta di sangue (ha cominciato con qualche goccia del suo), diventa voracissima e cresce a dismisura nella bottega del signor Mushnik, dove ha portato fortuna, stante l'interesse dei clienti. Seymour l'ha chiamata Audrey II, in omaggio ad Audrey Prima, sua compagna di lavoro, una ragazza svampita quanto dolce, terrorizzata in permanenza da Orin Scrivello, un fidanzato violento e manesco. Intanto la pianta è diventata enorme, arrogante e ricattratrice: o Seymour le procura carne fresca, o lei farà in modo che il clamore e la fama che ormai circondano il giovanotto finiscano di colpo. Anche l'amore fiorito nel cuore di Audrey (sinceramente da lui ricambiato) corre seri pericoli. Dopo aver eliminato il fidanzato della ragazza, datolo in pasto alla pianta, Seymour attacca il mostruoso vegetale, il quale non solo ha abbondantemente proliferato un plotone di piantine insaziabili e urlanti anch'esse, ma rivela sghignazzando di essere venuto in terra per diffondersi e conquistare così il nostro pianeta. Nella lotta Seymour riesce a strappare Audrey dalle fauci della pianta dando fuoco a quel corpaccio, alle foglie prensili e ai tentacoli che la rendono ancora più orribile. Poi i due convolano a giuste nozze e si installano nella casetta fiorita, che la ragazza ha da sempre sognato. Purtroppo nel giardino, tra petunie e roselline, già sta spuntando allegramente una nuova pianta carnivora. "Qua e là lo ammetto, mi sono divertito, perché le canzoni - sottotitolate e non doppiate - sono piacevoli, perché i personaggi principali sono sbozzati con modi coloriti, perché la situazione di base, pur derivata in pieno dai temi dell'orrore, riesce a poco a poco a trasformarsi quasi in una beffa. Nel suo insieme, però, il film è fiacco, lo stile della regia (non so chi sia questo Oz) esita troppo spesso fra il reale e il surreale e la recitazione degli attori, anche se attenta, risulta quasi ad ogni scena vittima proprio di queste esitazioni. Tra i più plausibili, però, vorrei citare Rick Moranis, quello di 'Ghostbusters', nei timidi spaventi e negli amori sospirosi del piccolo fioraio, Ellen Greene, la bionda commessa che tende a rifarsi al tipo classico hollywoodiano delle svampite, e Vincent Gardenia, un po' bonario e un po' orco nelle vesti del proprietario del negozio. Il dentista che terrorizza con i suoi furori la commessa è Steve Martin. Le pagine in cui, nel suo studio, con trapani e tenaglie esercita il suo sadismo ai danni dei suoi pazienti sono i momenti forse più caricaturali del film. Con orrori di contorno che sembrano citazioni di Corman." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 17 Settembre 1987) "'La piccola bottega degli orrori', tratto da un successo off Broadway che a sua volta riprendeva un misconosciuto film di Roger Corman, non vanta una storia spettacolare né una recitazione uniforme. Vive delle piccole trovate. dell'efficace supporto musicale di Goodman e Menken, dell'aria sofisticata che pervade ogni inquadratura e anima ogni trovata. Spiritosa la regia di Frank Oz, l'inventore dei Muppets ed elegante il trucco di Lyle Conway (Dark Crystal). Rick Moranis ed Ellen Greene fanno con garbo gli amanti timidi." ('La Stampa', 23 Settembre 1987) "La favoletta della pianticella vampira piovuta dallo spazio e raccolta da Seymour, imbranato pollice verde e commesso di un decrepito negozio di fiori dei bassifondi, in sé non ha nulla di nuovo o particolarmente eccitante. Nel mentre fa la fortuna del proprietario del negozio, costituisce un problema, una ferita aperta per Seymour, il quale, avendo scoperto che la pianta è antropofaga ed ama il sangue, deve purtroppo provvedere a soddisfare la sua voracità, sempre più incontenibile, come le sue dimensioni. Prima basta qualche goccia di sangue che Seymour fa cadere dalle sue dita, poi finiscono fagocitati dalla pianta il teddy-boy dentista, fidanzato di Audrey, la commessa del negozio, ed il proprietario del negozio stesso. Poi nella trama passano vari temi come la storia del giovane povero che conosce infine l'amore (per Audrey) ed il successo, qualche sberleffo agli amanti del verde, una gustosissima caricatura del macho matto (il dentista sadico) e dei rosei sogni familiari dell'americano medio, l'orrore, sotto il segno del divertimento, per la cosa venuta dallo spazio (ricordate i baccelli del film 'L'invasione degli ultracorpi' di Siegel?). Ma il clou del film è la pianta, la creatura inventata da Lyle Conway e gli effetti speciali che le fanno da coro nel pirotecnico finale." (Fabio Bo, 'Brescia Oggi', 1 Novembre 1987)

CYRANO de Bergerac [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

RAPPENEAU, Jean-Paul

CYRANO de Bergerac [Videoregistrazione / regia di Jean-Paul Rappeneau

Abstract: Cyrano de Bergerac, cadetto di Guascogna, ammirato e temuto per la sua infallibile spada e per i suoi motti spiritosi e taglienti, essendo afflitto da un naso mostruoso, non ha il coraggio di manifestare alla cugina Roxane il suo amore per lei. Costei, ignara dei sentimenti del cugino, lo prega di prendere sotto la sua protezione il giovane Christian de Neuvillette del quale è innamorata. Poichè questi non riesce ad esprimere in belle frasi il suo sentimento, Cyrano gliele suggerisce e fa in modo che Christian possa sposare Roxane a dispetto del conte de Guiche innamorato della donna. Questi, adirato, trasferisce subito Christian e Cyrano al fronte per combattere: da qui, De Bergerac, a nome di Christian, scrive numerose lettere d'appassionata poesia per Roxane mantenendo sempre per sè questo segreto anche quando il giovane muore combattendo. Dopo quattordici anni, Roxane, ritiratasi in una comunità religiosa, riceve la visita di Cyrano reduce da un ospedale: durante il colloquio, da Cyrano morente, Roxane apprende, disperata, la storia del taciuto amore per lei. "Scenografia, costumi e fotografia, hanno fatto sì che 'Cyrano de Bergerac' sia riuscito un film di successo". (Mario Verdone, 'La Rivista del Cinematografo'). "La versalità del regista, la perfetta collaborazione di un'équipe formidabile hanno creato un film affascinante". (Mirella Poggialini, 'Avvenire'). "'Cyrano de Bergerac' è una delle commedie più intelligenti, godibili e toccanti che si possano vedere, nonostante o per il suo concentrato di virtù e di vizi francesi." (Irene Bignardi, 'la Repubblica'). "Rappeneau ne ha fatto, al costo di venti miliardi, un film scattante e vigoroso, benché accademico. Sostenuto da un sontuoso apparato figurativo e ricco di scene spettacolari. Depardieu ne ha dato una interpretazione memorabile". (Morando Morandini, 'Il Giorno'). "Rappeneau si è incaricato di dar forma cinematografica a questo testo: riuscendo a costruire uno spettacolo fra il monumentale, il tenero, il fastoso che, con uno straordinario Depardieu al centro, capace di gridare e di piangere con eguale convinzione, riesce, con indubbi meriti, a suscitare molto interesse". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo'). "Cyrano è nel suo protagonista, perché la scelta dell'interprete dal corpo atletico e dal vizio mobilissimo s'armonizza al virtuosismo del linguaggio, alle sue prodezze verbali". (Alfio Cantelli, 'Il Giornale'). "Rappeneau ha firmato un'opera in cui si realizza una sintesi gradevolissima di parola e immagine". (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero') Note - OSCAR 1990 MIGLIORI COSTUMI. - DAVID DI DONATELLO 1991 COME MIGLIOR FILM STRANIERO. - PREMIO COME MIGLIORE ATTORE (GÉRARD DEPARDIEU) E MIGLIORE FOTOGRAFIA AL FESTIVAL DI CANNES 1990.

YAMAKASI [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Zeitoun, Ariel

YAMAKASI [Videoregistrazione : i nuovi samurai / regia di Ariel Zeitoun

Abstract: Gli Yamakasi sono un gruppo di sette giovani uniti dal comune interesse per un nuovo tipo di sport: spostarsi da un quartiere all'altro della città come se avessero lo skateboard, ma senza il prezioso strumento. I giovani - ognuno dei quali ha una propria specialità - non camminano, corrono; non salgono i gradini, vi saltano sopra; per salire su un grattacielo non usano l'ascensore, si arrampicano dall'esterno. E soprattutto, amano sfidare la polizia. Un giorno, durante un inseguimento, uno dei leader del gruppo, Djamel, cade e si ferisce seriamente. Gli Yamakasi si lanciano, allora, in una nuova sfida: quella di trovare i soldi per consentire al loro amico di operarsi. Note - REGISTA NON ACCREDITATO JULIEN SERI.

SOLE negli occhi [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Porporati, Andrea <regista>

SOLE negli occhi [Videoregistrazione / regia di Andrea Porporati

Abstract: Quando Marco uccide suo padre, il delitto viene catalogato fra i tanti compiuti in seguito a un 'raptus di follia'. Dopo l'assassinio, il giovane trova rifugio in una località balneare fra i turisti in vacanza. Qui lo trova Rinaldi, un poliziotto che lo sospetta, ma che si rende conto di non avere di fronte un semplice criminale, ma un ragazzo colpito da un dramma più grande di lui. Il caso vuole che nella stanza della pensione accanto a quella di Marco si trovi una ragazzina adolescente che sta vivendo il suo primo amore e che non saprà mai che il giovane della porta accanto è un assassino. "Buon debutto per Andrea Porporati, già sceneggiatore di 'Piovre' e di Amelio. A forza di sottrarre, giustamente, gli ingredienti obbligati dei gialli, 'Sole negli occhi' rischia qualche scucitura. Ma Gifuni e Mastrandrea sono molto bravi e il nome di Dostoevskij non è speso invano". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 26 novembre 2001) "E' comunque apprezzabile che un cineasta abbia scelto l'impervia strada dell'affabulazione per un tema che poteva trovare una soluzione più ovvia in chiave cronachistica". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 20 novembre 2001) Note - REVISIONE MINISTERO GIUGNO/LUGLIO 2001. - GRAN PREMIO AL FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI ANNECY 2001. - PREMIO CICAE 2001 (CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE DEL CINEMA D'ARTE E D'ESSAI). - CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2002 PER LA MIGLIORE REGIA ESORDIENTE, MIGLIOR ATTORE (FABRIZIO GIFUNI), MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (GIANNI CAVINA) - PRESENTATO AL 51.MO FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MANNHEIM-HEIDELBERG.

AFFARI sporchi [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

FIGGIS, Mike

AFFARI sporchi [Videoregistrazione / regia Mike Figgis

Abstract: Giovane agente, aggregato al dipartimento degli Internal Affairs (commissione disciplinare) della polizia di L.A., indaga sulle losche attività di un sottufficiale corrotto e degenerato fino a trasformare il caso in una missione personale di vendetta. Al suo esordio hollywoodiano il britannico Figgis, che pur non manca di mestiere, si adegua alla volgarità intellettuale e fisica di un copione affidato a un aspro cocktail di violenza ed erotismo, lasciando perdere gli spunti che avrebbero permesso di approfondire i personaggi. Gere esibisce il proprio sessappiglio come una nave inalbera la bandiera di combattimento.

Il RAPPORTO Pelican [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Pakula, Alan J. <1928-1998>

Il RAPPORTO Pelican [Videoregistrazione / regia di Alan J. Pakula

Abstract: In una stanza d'albergo di Washington, Darby Shaw aspetta. C'è una sola certezza nella sua vita: quella di essere viva. Ha assistito a un omicidio, il secondo nel giro di una settimana. Per giorni ha trovato rifugio nelle strade del Quartiere Francese di New Orleans, ma Darby sente che gli assassini le stanno col fiato addosso. La donna ha deciso di fidarsi di uno sconosciuto, Gray Grantham, un reporter. Darby rivelerà al reporter le ipotesi avanzate nel suo rapporto sugli attentati ai giudici della corte Suprema, sul personaggio che tira le fila di questa vicenda e sulle coperture di cui gode negli alti ranghi governativi. Darby spera che Grantham si renda conto che non si tratta di uno scherzo. E forse, può darsi che entrambi riusciranno a sopravvivere. "Macchinoso, interminabile e poco elettrizzante giallo che lo sfiatato Alan J. Pakula ha tratto dal meno riuscito dei tanti bestseller del romanziere miliardario John Grisham. Troppi personaggi, zone morte in quantità, una suspense che vola basso. Julia Roberts si rannicchia spaurita tra le robuste braccia di Denzel Washington chiedendosi quando finirà. Non è l'unica". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 6 febbraio 2001) Note - REVISIONE MINISTERO MARZO 1994. - PER RICOSTRUIRE LA SALA OVALE, GLI SCENOGRAFI HANNO UTILIZZATO GRAN PARTE DEL SET REALIZZATO PER IL FILM "DAVE - PRESIDENTE PER UN GIORNO" DI REITMAN.

MONSIEUR Batignole [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Jugnot, Gerard

MONSIEUR Batignole [Videoregistrazione / regia di Gerard Jugnot

Abstract: Edmond Batignole è un piccolo bottegaio nella Parigi del 1942 occupata dai nazisti. Uomo mediocre, né collaborazionista né perseguitato, approfitta egoisticamente della disgrazia dei vicini – una famiglia di ebrei denunciata alle autorità da suo genero – per occuparne l'appartamento. Quando però Simon, il figlioletto dei vicini fortunosamente scampato alla deportazione, bussa alla sua porta, Edmond si impietosisce e, in modo rocambolesco, aiuta il bimbo a rifugiarsi in Svizzera assieme a due cuginette. Sulle orme di Benigni, Jugnot realizza un film in equilibrio tra gravità e leggerezza, tra impegno civile e gusto romanzesco, rivisitando con emozione uno dei capitoli più controversi della storia francese. Presentato al festival di Locarno, il film ha riscosso in patria un notevole successo di pubblico e di critica. Resterà nella memoria l'affilata caratterizzazione che l'attore-regista offre del francese medio negli anni dell'Occupazione.

KIRIKU e la strega Karaba' [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Ocelot, Michel <1943->

KIRIKU e la strega Karaba' [Videoregistrazione / regia di Michel Ocelot