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DIO li fa e poi li accoppa [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Covatta, Giobbe - Pietrangeli, Paolo

DIO li fa e poi li accoppa [Videoregistrazione / regia di Giobbe Covatta e Paolo Pietrangeli

: Universal Pictures, 2000

Il POSTINO [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Radford, Michael <1946-> - Troisi, Massimo <1953-1994>

Il POSTINO [Videoregistrazione / regia di Michael Radford e Massimo Troisi

Abstract: In un'isola del sud d'Italia, nel 1948, il poeta cileno in esilio Pablo Neruda, si rifugia con la giovane e appassionata consorte Matilde. Al disoccupato Mario, figlio di un pescatore con scarsa vocazione per il mare, non par vero di accettare l'incarico di postino ausiliario dal locale capoufficio, Giorgio, comunista militante. Deve solo consegnare la nutrita corrispondenza del poeta, di cui inizia a leggere il "Canto general", e col quale a poco a poco, chiedendogli delucidazioni sulla sua "ars poetica", instaura un rapporto di amicizia. Il poeta riceve per il suo compleanno un messaggio registrato dal Cile e fa incidere sul dittafono un saluto per i suoi amici a Mario che come cosa più bella dell'isola cita Beatrice Russo, la giovane barista di cui si è invaghito e che riesce a conquistare con le "metafore" apprese dal poeta, che ha addirittura accompagnato il giovane all'osteria, dedicandogli pubblicamente una poesia. Beatrice, affascinata, nonostante il divieto della zia di rivederlo, si concede a Mario e alle nozze riparatrici Neruda fa da testimone, nonostante le perplessità del curato. Frattanto l'esilio viene revocato ed il poeta può ritornare in patria. Passano cinque anni e Mario segue le vicende dell'illustre amico sui cinegiornali, e alla radio, ma l'unico segno è la lettera del segretario del poeta che gli chiede i libri e gli oggetti lasciati sull'isola, dove, grazie al deputato della Democrazia Cristiana Di Cosimo, sono finalmente iniziati i lavori dell'acquedotto. Mario, che aspetta un figlio, registra per l'amico lontano i rumori dell'isola, la voce del mare e del vento, ed il battito cardiaco del nascituro. Ma dopo la vittoria della Democrazia Cristiana, i lavori vengono interrotti, e Mario è sempre più impegnato nel partito comunista. Cinque anni dopo, Neruda e la moglie entrano di nuovo nell'osteria di Beatrice, e vi trovano Pablito, il figlio di Mario. Ma quest'ultimo non lo ha nemmeno visto nascere: è morto a Roma durante un comizio in cui doveva leggere di una poesia in onore di Neruda. Note - IN ITALIA A MASSIMO TROISI E' STATA ATTRIBUITA ANCHE LA COLLABORAZIONE ALLA REGIA, FORSE PER SCOPI COMMERCIALI, MENTRE NEGLI ALTRI PAESI IL FILM RISULTA DIRETTO DAL SOLO MICHAEL RADFORD. INFATTI SOLO LUI E' STATO CANDIDATO ALL'OSCAR 1995 PER LA MIGLIOR REGIA. - CANDIDATO ALL'OSCAR PER IL MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA, MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE (1995). - OSCAR E NASTRO D'ARGENTO 1995 PER MIGLIOR COLONNA SONORA. - DAVID DI DONATELLO 1995 PER MIGLIOR MONTAGGIO A ROBERTO PERPIGNANI.

Il SIGNORE degli anelli [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Bakshi, Ralph

Il SIGNORE degli anelli [Videoregistrazione / regia di Ralph Bakshi

Abstract: Uno degli anelli forgiati da Sauron, il Signore delle Tenebre, è finito nella mani di Bilbo, un 'hobbit' della Terra di Mezzo. Per consiglio del mago Gandalf, Bilbo affida l'anello al nipote Frodo cui il destino ha incaricato di portare il dannoso oggetto nel paese di Modor dove potrà gettarlo nel fuoco della montagna Oradrien. Mentre Gandalf si incarica di combattere contro il mago Saruman, Frodo si mette fiducioso in viaggio. Ma il cammino viene ostacolato prima dalle aggressioni dei cavalieri neri, poi dagli orchi. Note PERSONAGGI: FRODO, GANDALF, SAMWISE, ARAGON (STRIDER), MERRY, PIPPIN, BILBO, BOROMIR, LEGOLAS, GIMLI, SMEAGOL (GOLLUM), SARUMAN, THEODEN, WORMTONGUE, ELROND, INNKEEPER, GALADRIEL, TREEBEARD.

LOVE Story [Videoregistrazione
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HILLER, Arthur

LOVE Story [Videoregistrazione / regia di Arthur Hiller

: Paramount home entertainment, 2002, 1970

Abstract: Dal best seller di Erich Segal: lui è figlio di miliardari wasp (bianco, anglosassone, protestante), lei di un pasticciere italiano; studiano in un'università del New England; si sposano; lei muore di leucemia. Uno strappalacrime in linea con la tradizione hollywoodiana del boy-meets-girl, se non fosse per qualche parolaccia nel dialogo. Bisogna avere un cuore di pietra per non sghignazzare ma, in realtà, piacque moltissimo dappertutto: 48 milioni di dollari d'incasso soltanto nel Nord America e 6 nomination agli Oscar, ma soltanto le musiche del francese François Lai, un fido di Claude Lelouch, vinsero la statuetta. Ebbe un seguito: La storia di Oliver (1978).AUTORE LETTERARIO: Erich Segal

BILLY Elliot [Videoregistrazione
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Daldry, Stephen <1960->

BILLY Elliot [Videoregistrazione / regia di Stephen Daldry

Abstract: 1984. In un paese minerario dell'Inghilterra la politica tatcheriana è causa di gravi problemi. I minatori sono in sciopero perché il lavoro è in pericolo. Billy è figlio di uno di questi minatori che si leva quasi letteralmente il pane di bocca per permettergli di continuare a frequentare la palestra di boxe. Ma il proprietario della palestra, visti i tempi, decide di affittare una parte dell'ampio locale a una scuola di danza. Billy è attratto da quella disciplina e progressivamente si distrae dal pugilato per interessarsi alle evoluzioni alla sbarra. Diventa così l'unico allievo di un gruppo tutto femminile. Non appena il padre e il fratello se ne rendono conto si scatena il finimondo. Ma Billy ha il sostegno della sua insegnante, la signora Wilkinson. Mentre le lotte sociali proseguono e dividono il padre dal figlio maggiore, continua la lotta personale di Billy per inseguire il proprio sogno. Un sogno che rischia di diventare realtà quando la signora Wilkinson lo iscrive a un esame al Royal Ballett... Gratificato dagli incassi in patria e dalle nomination all'Oscar è un film che va oltre Full Monty nel mescolare problematiche sociali e commedia con molto garbo, confezionando una delle colonne sonore più interessanti della stagione.

SETTE anni in Tibet [Videoregistrazione
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ANNAUD, Jean Jacques

SETTE anni in Tibet [Videoregistrazione / regia di Jean Jacques Annaud

: Cecchi Gori Home Video, 2002

Abstract: Nel 1939 l'alpinista austriaco Heinrich Harrer parte per una spedizione in Tibet con l'intento di scalare il Nanga Parbat, senza curarsi delle preoccupazioni della moglie Ingrid incinta, che affida all'amico Horst. Nel frattempo in Tibet, un bimbo di quattro anni viene designato come nuovo Dalai Lama e venerato dai fedeli. Quando gli scalatori arrivano al campo base, nel turbine della tempesta di neve, vengono fatti prigionieri dai soldati inglesi e scoprono che è scoppiata la guerra e loro, come austriaci, sono considerati nemici della Gran Bretagna. Portati in un campo di prigionia, dopo qualche tempo Harrer comincia a leggere libri che parlano del Tibet mistico, e poi riceve una lettera in cui la moglie chiede il divorzio per poter sposare Horst. Insieme ad altri compagni fugge dal campo, poi prosegue da solo. Dopo molte vicende, si ritrova col capo della spedizione Peter, insieme raggiungono Lhasa, la capitale del Tibet, dopo un viaggio che ha trasformato il carattere di Heinrich. Ormai adolescente, il Dalai Lama fa chiamare a palazzo Heinrich, e con lui passa molte giornate. Intanto la Cina invade ed occupa il Tibet. Di fronte all'invasione, Heinrich capisce che è il momento di fuggire e vorrebbe che il Dalai Lama lo seguisse. Ma il ragazzo rimane. Heinrich torna a Vienna, va dal figlio che non ha mai visto. Poi arrivano notizie sulla fuga del Dalai Lama in India. L'amicizia tra i due dura tuttora. 'Certo, per le pagine corali a Lhasa, per i riti alla corte del Dalai Lama, tutte cerimonie festose e temi solenni, si pensa - un po' - all''Ultimo Imperatore', anche per un'eco, sia pure lontana, di climi quasi analoghi, ma la narrazione, qui, è insistita e lenta, indulge alle spiegazioni ed ai dettagli, non ha momenti accesi neanche quando si sfiora l'avventura e il disegno dei rapporti fra il protagonista e il Dalai Lama, seguito nel tempo anche con il mutamento dell'età dell'illustre interlocutore, ha solo di rado veri momenti di emozione: nonostante i molti appigli che avrebbero invece potuto riscaldarlo. Quanto a Brad Pitt, barbuto e fosco, convinceva di più in film con personaggi più intensi. Qui si fatica a credergli.' (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 29 dicembre 1997) 'Certo, rimangono bei panorami innevati, processioni di monaci, piccole e grandi fughe, sculture di burro, squarci di costume e costumi anche un po' mistico folk, cambi di stagione assai turistici, ma come in un normale (e troppo lungo: 139 minuti) film di avventure, per caso ambientato in Tibet (in realtà sono le Ande) e dove il violoncellista Yo Yo Ma esalta il tema della solitudine scritto dal musico spielberghiano John Williams, che suona le trombe dell'anima ma non scalza la parete di quarto grado dell'inconscio.' (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 3 gennaio 1998) 'Ma quello che poteva essere il vertiginoso resoconto di una scoperta e di un'iniziazione resta un viaggio folkloristico, un catalogo di belle immagini vuote, un'antropologia in dosi omeopatiche che intrattiene ma non spiega, illustra ma non documenta né emoziona, anzi irrita perché a ogni piccolo passo verso quel mondo corrisponde un movimento simmetrico dei tibetani. Che scopriranno la radio, il pattinaggio su ghiaccio, il Natale, i balli e il cinema. Siamo insomma in pieno 'Dalailamaland', per dirla con i 'Cahiers du Cinéma'. E poco importa che sul finale, quando Harrer rimpatria, come lui il film migliori e trovi qualche accento giusto.' (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 24 dicembre 1997) Note REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1997.

MAMMA ho perso l'aereo [Videoregistrazione
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COLOMBUS, Chris

MAMMA ho perso l'aereo [Videoregistrazione / regia di Chris Colombus

D-Day
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D-Day : 6 giugno 1944

Hobby & Work, copyr. 2002

Abstract: Il 6 giugno 1944, il D-Day, gli Alleati danno inizio all'operazione Overlord,il piu' grande sbarco mai tentato nel corso di un conflitto mondiale.

D-DAY [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

D-DAY [Videoregistrazione : 6 giugno 1944

: Hobby e Work, 2002

Dentro la storia

MONSTERS & Co. [Videoregistrazione
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WALT DISNEY PRODUCTION

MONSTERS & Co. [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney

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Abstract: TRAMA BREVE James P. Sullivan, detto Sully, e il suo assistente Mike Wazowski abitano a Monstropolis, un universo parallelo abitato da mostri di tutti i tipi minacciati da una grave crisi energetica. Il fatto che il combustibile viene prodotto dalle urla di terrore dei bambini, rende necessario intensificare il lavoro dei dipendenti della "Monsters & Co" che consiste nel balzare di notte nelle camere dei piccoli per raccogliere le loro preziose grida. TRAMA LUNGA Mostropoli è una città popolata da una folla di mostri di ogni forma e dimensione. La loro maggiore fonte energetica è costituita dal 'produrre' urla di spavento umane e la più grande centrale di raccolta e di trasformazione di queste urla in energia è la "Monster & co". Un'ampia scelta di porte fornite dalla fabbrica consente l'accesso al mondo degli umani. Una squadra di mostri scelti varca queste porte per entrare nelle camere da letto dei bambini, spaventarli e raccogliere così le loro urla. I mostri però sono convinti che i bambini siano tossici e che un contatto diretto con loro potrebbe risultare catastrofico. Il capo della società, Henry J. Waternoose, è alle prese con una crisi energetica dovuta al fatto che i bambini non urlano più tanto facilmente come in passato. L'elemento migliore della compagnia è Sulley, un mostro di due metri e mezzo. Il suo assistente è un piccolo essere verdastro con un solo occhio, di nome Mike. Sulley è molto popolare in fabbrica, e ha un solo nemico, il camaleonte Randall, numero due della compagnia. Una notte, mentre si trova al reparto Spaventi, Sulley scopre che una porta non è stata rimessa a posto. Aprendola, lascia che una bambina umana entri nel suo mondo. Impaurito per la tossicità dei bambini, Sulley cerca di rimediare ma peggiora le cose. Non trova la porta per rimandarla indietro, ma scopre che autore di tutto è Randall, ben deciso ad aggiudicarsi il titolo di 'terrorizzatore' dell'anno. Randall ha anche escogitato un nuovo metodo per strappare le urla ai bambini e per metterlo in pratica ha l'aiuto di Waternoose che decide di esiliare sull'Hymalaya Sulley e Mike. Dopo molti rischi, i due fanno però ritorno a Mostropoli, smascherano la cospirazione e rimettono a posto le cose. Un po' controvoglia, Sulley acconsente a rispedire a casa la bambina, che lui ha chiamato Boo e a cui si è affezionato. La crisi energetica è superata grazie alla scoperta che per produrre energia sono più efficaci le risate dei bambini che non le urla. Infine Mike ricostruisce la porta giusta, e così Sulley può di nuovo fare visita a Boo. Prima del LM viene proiettato un corto dal titolo PENNUTI SPENNATI. Lungo un filo tropo teso che sta per spezzarsi, alcuni pennuti piccoli prendono in giro un pennuto più grande di loro. Salvo poi essere sbalzati dal tendersi del filo, e finire a terra privi di penne. "L'animazione è quella tridimensionale, magica e illusionistica della Pixar, già creatrice degli ottimi 'Toy Story'. Il mostro gigante Sulley, verde e spaventoso ma di cuor tenero, è il diretto rivale di 'Shrek'. Successo americano strepitoso. I bambini ne andranno ghiotti, potendo rivivere l'insana attrazione infantile per ciò che si nasconde nel buio, dai mostri alle creature più fantastiche": (Piera Detassis, 'Panorama', 10 gennaio 2002) "Scritto e diretto da Pete Docter, 'Monsters & Co.' è come gli altri film prodotti della 'Pixar' del geniale John Lasseter ('Toy Story', 'A Bug's Life') una sfaccettata e irresistibile riflessione sullo spettacolo, anzi sull'industria dello spettacolo. (...) La metafora fila, come hanno ben visto i 'Cahiers du Cinéma'. Ma se la metafora è riuscita, dunque invisibile, lo spettacolo è di prima classe. Perché alla 'Pixar', da sempre, tengono presente la lezione dei maestri. E nulla è più classico, oggi, di questi film generati al computer ma capaci di far rivivere la meraviglia, l'invenzione, il divertimento di una volta. Accadeva già in 'Shrek': gli attori migliori li troviamo ormai nei film digitali. Paradosso solo apparente: dietro il lavoro degli animatori c'è infatti un attento studio dei classici - e il contributo degli attori che danno voce e, non visti, corpo ai personaggi. Per cui anche il trionfo della tecnologia può generare una nuova specie di umanesimo". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 marzo 2002) "Si dovrebbero organizzare marce a favore dei film d'animazione, ghettizzati agli Oscar in una categoria a parte dall'aspetto decisamente B. Mentre lo storie con attori in carne e ossa, preferibilmente sofferenti, sono considerate cose da grandi, nell'immaginario dell'Academy l'animazione resta roba da bambini: invece 'Monsters & Co.', con i suoi pupazzoni e mostri virtuali, è non solo più bello e divertente, ma anche più profondo dei vari 'A beautiful Mind', o 'Mi chiamo Sam'". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 16 marzo 2002) "Divertente, graffiante, immaginosa, buffo, educativo, per gli adulti-bambini e i bambini-adulti. L'idea è semplice e centrata (...) Nonostante la riconoscibile provenienza dei modelli narrativi il mago della computer graphic Lasseter ha prodotto forse la più 'adorabile' avventura di pupazzi del decennio". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 14 marzo 2002) Note OSCAR PER LA MIGLIORE CANZONE ORIGINALE "IF I DIDN'T HAVE YOU" A RANDY NEWMAN (2002). LE VOCI SONO: SULLIVAN- ADALBERTO MARIA MERLI (VERS. ORIG. JOHN GOODMAN); MIKE- TONINO ACCOLLA (VERS. ORIG. BILLY CRYSTAL); RANDALL- DANIELE FORMICA (VERS. ORIG. STEVE BUSCEMI); BOO- LUDOVICA GRISAFI (VERS. ORIG. MARY GIBBS); WATERNOOSE- VITTORIO DI PRIMA (VERS. ORIG. JAMES COBURN); CELIA - MARINA MASSIRONI (VERS. ORIG. JENNIFER TILLY); ROZ - LORETTA GOGGI (VERS. ORIG. BOB PETERSON).

GIOVENTU' bruciata [Videoregistrazione
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Ray, Nicholas <1911–1979>

GIOVENTU' bruciata [Videoregistrazione / regia di Nicholas Ray

L' ESORCISTA [Videoregistrazione
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FRIEDKIN, William

L' ESORCISTA [Videoregistrazione / regia di William Friedkin

Igrandi film Corriere della sera ; 15

DONNE sull'orlo di una crisi di nervi [Videoregistrazione
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Almodóvar, Pedro <1949->

DONNE sull'orlo di una crisi di nervi [Videoregistrazione / regia di Pedro Almodovar

Igrandi film Corriere della sera ; 19

Abstract: Storie di donne abbandonate in un appartamento da affittare nella Madrid di oggi. Farsa degli equivoci con lacrime che ha il dinamismo di un vaudeville francese, l'eleganza di una commedia sofisticata made in USA e la cattiveria sorniona di B. Wilder. In più il tocco inconfondibile di Almodóvar, il monellaccio del cinema spagnolo postfranchista.

SORGO rosso [Videoregistrazione
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ZHANG, Yi Mou

SORGO rosso [Videoregistrazione / regia di Zhang Yi-Mou

: Nuova Decibel Company, [199-?], 1988

LaRepubblica Cinema

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Abstract: In una vallata solitaria della Cina del Nord, negli anni '20, un gruppo di rozzi portantini trasporta, dentro un rosso palanchino, la giovanissima e bella Nove Fiori alla casa dello sconosciuto sposo, che l'attende. Costui è un vecchio e ricco lebbroso, proprietario di una distilleria di grappa, al quale i poverissimi genitori hanno venduto la figlia, in cambio di un mulo. E adesso la giovane ascolta sgomenta i salaci commenti dei portatori sul suo orrendo marito, mentre il piccolo corteo attraversa i campi di sorgo rosso, le cui piante sono alte come uomini, e dal quale si ricava una grappa color sangue, che è la sola ricchezza della zona. Improvvisamente, un bandito armato assalta il gruppo, deruba gli uomini e tenta di violentare la donna, ma uno dei portatori, Yu, la salva coraggiosamente. Tre giorni dopo le nozze, secondo l'usanza, Nove Fiori torna a visitare i genitori: ma, durante il viaggio, Yu la rapisce e la fa sua in un campo di sorgo, senza che la fanciulla gli resista. Essendo poi stato misteriosamente assassinato il vecchio marito, Nove Fiori assume la direzione della distilleria, e, sposato Yu, vive felice con lui, conducendo abilmente l'azienda e trattando i dipendenti con giustizia. I due sposi hanno ormai un figlio di 9 anni, quando la zona viene invasa dai giapponesi, che impongono ai contadini di distruggere i campi di sorgo per costruire una strada, e si comportano con inaudita ferocia, arrivando fino al punto di costringere un operaio a scuoiare vivo un ribelle. Allora tutti gli abitanti si uniscono per difendere il loro paese e preparano una trappola mortale contro gli invasori servendosi della stessa grappa di sorgo per confezionare bombe incendiarie. Ma l'attentato finisce tragicamente in una strage, in cui muoiono anche Nove Fiori e Yu, strage resa ancor più tragica da un'eclisse di sole che sembra accentuarne la dimensione apocalittica. Questo film è un'opera interessante, che unisce momenti di arguto folclore ad altri pieni di drammatica violenza. (Segnalazioni Cinematografiche) Note - ORSO D'ORO AL FESTIVAL DI BERLINO (1998).

FRANKENSTEIN [Videoregistrazione
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WHALE, James

FRANKENSTEIN [Videoregistrazione / regia di James Whale

Abstract: Henry Frankenstein (Colin Clive) è ossessionato dall’idea di costruire un essere usando parti di cadaveri e dargli vita. Aiutato dall’assistente gobbo Fritz (Dwight Frye), si procura il necessario, ma, per l’ultimo pezzo, il cervello, Fritz prende quello di un criminale. Elizabeth (Mae Clarke), la promessa sposa di Henry, si preoccupa per lui e va a visitarlo in compagnia del luminare dottor Waldman (Edward Van Sloan), che, testimone del successo dell’esperimento di Frankenstein, decide di aiutarlo sin quando la creatura prende vita. Più ancora del #Vedi#Dracula di Browning, è il film fondamentale per l’horror di quegli anni, e la sua importanza è difficile da sottostimare. Pur semplificando molto la linea narrativa del romanzo di Mary Shelley, e riducendo il mostro a un essere mugolante, anche se non privo di una rozza umanità, Whale costruisce uno spettacolo sontuoso, raffinatissimo e molto cinematografico, laddove il film di Browning era insolitamente statico e teatrale. Nascono qui molti luoghi che sarebbero divenuti comuni, qui ancora pure invenzioni. E nasce anche un’icona fondamentale del cinema horror, quella del mostro di Frankenstein versione Boris Karloff (e Jack Pierce, il truccatore geniale di tutto il ciclo Universal). Rispetto al mostro, Frankenstein, pur interpretato con incisività da Colin Clive, è personaggio di secondo piano, poco interessante: è il mostro, diversamente da quanto accadrà nel ciclo Hammer, la figura chiave del film. Fondamentale. Il seguito è #Vedi#La moglie di Frankenstein

HAVANA [Videoregistrazione
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Pollack, Sydney <1934-2008>

HAVANA [Videoregistrazione / regia di Sidney Pollack

Abstract: Nel dicembre del 1958, durante il regime del dittatore Fulgencio Batista, l'Avana è piena di ricchi turisti americani: alberghi lussuosi e case da gioco fanno affari; il potere si regge solo su torture, sparizioni e delitti; il popolo soffre e in molti centri del Paese già gli insorti, seguaci del rivoluzionario Fidel Castro, hanno la meglio. In questa situazione Jack Weil - giocatore d'azzardo - è arrivato all'Avana per giocare ancora una volta soprattutto nell'appariscente locale di Joe Volpi, il più noto fra i gestori della città. Sul traghetto Miami-Avana Weil ha cercato di aiutare una bella donna, Roberta Duran, intenzionata a sbarcare con l'auto aiuti per i guerriglieri (armi e radio). Durante un ricevimento Jack ha modo di rivedere Roberta, della quale si è innamorato, ignorando che essa è la moglie del ricchissimo proprietario terriero Arturo Duran, che in segreto opera come luogotenente di Castro. Quando però Roberta viene arrestata e il marito è dato dalla stampa come morto, Jack, per liberare e poi conquistare la donna, non esita ad affrontare, spacciandosi come agente della CIA e mescolando astuzie ed ingenuità, gli sgherri di Batista comandati dall'obeso colonnello Menocal. Tra Jack e Roberta, persone diversissime, la relazione sentimentale procede fino a quando Weil scopre che Arturo è ancora vivo. Emotivamente coinvolto, Jack, corrompendo Menocal, riesce a liberare Arturo e, rinunciando al suo amore per Roberta, consente all'indomabile donna di riunirsi al marito. "'Havana' risulta convenzionale nella fattura, superficiale politicamente e sbadato nel disegno psicologico." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa') "Il rimando a 'Casablanca' è obbligatorio. A Pollack non riesce, ovviamente, il colpo gobbo che fruttò fama all'ungherese Curtiz." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire') "A chi piacciono i bei filmoni di una volta, così finti che sembravano veri, ecco 'Havana'. Se ci si lascia cullare dalla memoria del cinema, l'operazione funziona nella sua artificiosità divistica, nella sua improbabilità storica, nella sua finta 'equidistanza' politica. (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera') "I due attori offrono un interessante esempio dei modi di recitare europeo e americano, ottimamente amalgamati." (Gabriella Giannice, 'Il Giornale') "'Havana' appartiene alla categoria dei rifacimenti non dichiarati: in tutto e per tutto ricalca le gloriose orme di 'Casablanca'." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica') "Qui Pollack, si butta nell'andazzo della storia ricalcata sui modelli, fa del cinema tra virgolette. Gioca col cinema del passato, si dimostra distaccato." (Ermanno Comuzio, 'La Rivista del Cinematografo')

ONE hour photo [Videoregistrazione
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ROMANEK, Mark

ONE hour photo [Videoregistrazione / regia di Mark Romanek

Abstract: Sy Parrish è il tecnico di laboratorio di sviluppo e stampa fotografica in uno stand di un centro commerciale. La sua vita si svolge sotto le luci al neon e quando torna a casa è completamente solo. Sente così la necessità di eleggersi una famiglia ideale: gli Yorkin. Di loro, clienti affezionati, conosce tutti i momenti immortalati nella varie fasi della vita. Si sente addirittura lo zio del loro bambino. Ma qualcosa incrina l’idilliaco e immaginario rapporto. Al suo secondo lungometraggio dopo Static del 1998, Mark Romanek firma un film destinato a rimanere nell’immaginario grazie anche alla prestazione di un Robin Williams mai così controllato. La sua ossessione viene disvelata progressivamente grazie a una recitazione implosa in cui tutte le pulsioni represse sembrano pronte ad esplodere ed invece si inabissano nella psiche di un personaggio scritto con grande attenzione ai particolari e con la consapevolezza di dover andare oltre l’ennesimo ritratto di psicopatico al cinema.

STAR Wars II [Videoregistrazione
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Lucas, George <1944->

STAR Wars II [Videoregistrazione : l'attacco dei cloni / regia di George Lucas

SCHINDLER'S list [Videoregistrazione
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Spielberg, Steven <1946->

SCHINDLER'S list [Videoregistrazione / regia di Steven Spielberg

Abstract: Dal libro dell'australiano Thomas Keneally La lista. L'industriale tedesco Oskar Schindler, in affari coi nazisti, usa gli ebrei come forza-lavoro a buon mercato. Gradatamente, pur continuando a sfruttare i suoi intrallazzi, diventa il loro salvatore, strappando più di 1100 persone dalla camera a gas. È il film più ambizioso di S. Spielberg e il migliore: prodigo di emozioni forti, coinvolgente, ricco di tensione, sapiente nei passaggi dal documento al romanzesco, dai momenti epici a quelli psicologici. La partenza finale di Schindler è l'unica vera caduta del film, un cedimento alla drammaturgia hollywoodiana, alla sua retorica sentimentale. L. Neeson rende con grande efficacia le contraddizioni del personaggio. L'inglese R. Fiennes interpreta il paranoico comandante del campo Plaszow come l'avrebbe fatto Marlon Brando 40 anni fa. Memorabile B. Kingsley nella parte dell'ebreo polacco, contabile, suggeritore e un po' eminenza grigia di Schindler. 7 Oscar: film, regia, fotografia di Janusz Kaminski (in bianconero, tranne prologo ed epilogo), musica di John Williams, montaggio, scenografia e sceneggiatura. Quel rosso del cappottino della bambina che cerca di sfuggire al rastrellamento è una piccola invenzione poetica, un esempio del modo con cui gli effetti speciali possono diventare creativi.AUTORE LETTERARIO: Thomas Keneally

ARRIVA John Doe [Videoregistrazione
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CAPRA, Frank

ARRIVA John Doe [Videoregistrazione / regia di Frank Capra

Abstract: In una piccola città degli Stati Uniti, un giornale cambia proprietario e alcuni redattori vengono licenziati. Per vendicarsi del licenziamento, una giovane cronista inserisce, nella sua ultima rubrica, una falsa lettera di un ipotetico John Doe. Nella lettera John Doe annuncia che, la notte di Natale si getterà dal grattacielo del Municipio per protesta contro le autorità che amministrano male la cosa pubblica. La lettera suscita gran scalpore: la cronista, interrogata dal direttore, gli confessa la falsificazione e lo persuade a sfruttare ulteriormente il successo giornalistico conseguito. A un certo punto, però, si rende necessario trovare qualcuno che rappresenti il fantomatico John Doe. Tale incarico viene affidato a John Willaby, giocatore di base-ball a riposo, che si presenta al pubblico con un discorso alla radio, nel quale si batte in favore della solidarietà umana per ottenere una maggiore giustizia sociale. Il discorso provoca un vasto movimento d'opinione. Quando il proprietario del giornale decide di sfruttarlo ulteriormente per fini commerciali, si trova in contrasto con John Willaby, che viene allora sacrificato senza scrupoli. A quel punto Willaby decide di attuare il tragico proposito di John Doe ma in cima al grattacielo del Municipio trova la giornalista, che lo persuade a continuare al suo fianco la lotta per la buona causa.