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Trovati 37828 documenti.
NUOVO cinema Paradiso [Videoregistrazione / regia di Giuseppe Tornatore
Abstract: Salvatore Di Vita, regista affermato a Roma, torna dopo 40 anni nel natio paese siciliano per i funerali del proiezionista Alfredo che gli insegnò ad amare il cinema. Il ricordo del passato lo aiuta a ridefinire il presente. Oscar 1989 per il film straniero e 2° premio a Cannes. È un'elegia sulla morte del cinema in sala nelle cadenze di un melodramma popolare, ma rivisitato con l'ottica scaltra di un cineasta di talento, europeo e, insieme, profondamente siciliano. Tornatore fa un cinema della ridondanza, ma anche di una forza generosa di cui l'anemico cinema italiano degli anni '80 aveva bisogno. L'edizione premiata è frutto del radicale taglio eseguito dal regista con il produttore Franco Cristaldi (fu tolto un blocco di 25 minuti, eliminando il personaggio della Fossey), dopo le prime presentazioni nelle sale. Distribuito all'estero come Cinema Paradiso. 5 premi della British Academy: film straniero, sceneggiatura, Noiret, Cascio, musiche di Ennio e Andrea Morricone.
CHI piu' spende piu' guadagna [Videoregistrazione / regia di Walter Hill
Il CORVO 3 [Videoregistrazione : salvation / regia di Bharat Nalluri
COSTRETTO ad uccidere [Videoregistrazione / regia di Tom Gries
Abstract: Will Penny è un cowboy cinquantenne che cerca di fare onestamente il suo lavoro senza cacciarsi nei guai, ma le peripezie della vita non glielo consentono. Western di taglio insolitamente realistico nel rifiuto di ogni mitologia e nello scrupolo documentaristico, di rara purezza e di intensa malinconia. Soltanto nella parte finale si fa posto agli ingredienti canonici: la caccia all'uomo, la vendetta, la morte. Una pittoresca galleria di cattivi e fotografia suggestiva di L. Ballard.
TESORO, ci siamo ristretti anche noi [Videoregistrazione / regia di Dean Cundey
Abstract: Il solito disastroso inventore, protagonista di precedenti avventure, non contento delle innumerevoli sconfitte, ha ristretto questa volta, per sbaglio, se stesso, il fratello e le rispettive mogli. Seguito di "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi" 1989. Realizzato espressamente per il mercato home video.
CROCODILE Dundee 3 [Videoregistrazione / regia di Simon Wincer
Abstract: A distanza di tredici anni dal secondo episodio del celebre personaggio, ecco una nuova avventura di Mick Dundee. Dopo aver lottato con un coccodrillo, che gli impediva di affilare il proprio coltello, torna a casa e scopre di essere diventato un'attrazione per turisti.
Un PESCE di nome Wanda [Videoregistrazione / regia di Charles Crichton
Abstract: Ballo di ladri di un pittoresco e immorale quartetto di lestofanti che, con la complicità di un rispettabile avvocato londinese, fanno una rapina in un famosissimo centro di gioielleria e poi cercano di farsi le scarpe l'un l'altro. Son rari i film che metton tutti d'accordo, critici e pubblico, e critici fra loro. Ci è riuscita (almeno in Italia) questa commedia angloamericana, tra le più divertenti e aguzze del decennio 1980-89. Dura 108 minuti, e non ha una gag di troppo. Oscar per K. Kline. Ultimo film di C. Crichton (1910-99).
$10 COSE che odio di te [Videoregistrazione / regia di Gil Junger
Abstract: Due studentesse, le sorelle Stratford: Bianca è carina e benvoluta, Kate, la maggiore, ha un caratteraccio e allontana sistematicamente qualunque ragazzo che potrebbe essere interessato a lei. Papà Stratford ha imposto in famiglia la regola per cui Bianca potrà uscire la sera in compagnia solo quando anche la sorella farà altrettanto, una prospettiva che appare molto lontana. Allora Bianca, per riuscire a sbloccare la situazione, inventa un macchinoso piano per far incontrare Kate con un ragazzo la cui cattiva reputazione è più o meno la stessa della sorella. Patrick, questo è il suo nome, viene dunque ingaggiato dall'aspirante fidanzato di Bianca perché corteggi e conquisti Kate e possa indurla ad uscire di casa. Così in effetti procedono le cose, che sembrano mettersi per il meglio, fino al momento in cui, per una serie di disguidi, Kate viene a sapere della trappola che le è stata tesa... "Shakespeare in versione 'Melrose Place'. La Bisbetica Domata ai tempi di Lara Croft. Un film che risulta alla fine meno dignitoso di una soap opera, dati i presupposti. Oltretutto di una noia mortale". (Mauro Gervasini, 'Segnocinema', settembre 2000)
The BOXER [Videoregistrazione / regia di Jim Sheridan
Abstract: Ex membro dell'IRA, l'irlandese Danny esce dal carcere dopo 14 anni e torna nel quartiere cattolico di Belfast dove Maggie, sua ex ragazza, ha sposato un suo amico, anch'egli carcerato per motivi politici, ed è madre di un ragazzino. Il loro è l'incontro tra due prigionieri (delle leggi tribali, del dovere, dell'intolleranza, del sospetto), due solitudini, due vittime. Il film ripropone il trio J. Sheridan regista-Terry George sceneggiatore-D.Day-Lewis interprete che aveva fatto Nel nome del padre. Con un'azione che si svolge all'interno della fazione cattolica dell'Ulster, ambisce a una posizione equidistante tra le due parti, sottolineando il desiderio del protagonista di una loro pacifica convivenza e invocando un ritorno alle regole. Discutibile a livello pubblico, è più convincente su quello privato nel racconto dell'amore tra Danny e Maggie, disapprovato dal mondo in cui vivono. "È qui che il film acquista la sua più intima, e dirompente, valenza politica." (G. Rinaldi) Contribuiscono al risultato l'ottimo Day-Lewis ed E. Watson che conferma le qualità rivelate in Le onde del destino.
FINAL fantasy [Videoregistrazione / regia di Hironubi Sakaguchi
Abstract: TRAMA CORTA In un futuro prossimo il pianeta terra è sconvolto da un'invasione di una civiltà aliena. Alla luce accecante del sole del tramonto, che la costringe a socchiudere gli occhi, una giovane combattente osserva l'apocalittica e affascinante visione di Times Square rasa al suolo. Tutto intorno, enormi barriere difensive contengono l'esercito alieno. Sola, circondata da nubi di polvere, la ragazza si appresta a partire alla ricerca di un miracolo, credendo in quei valori come il coraggio, l'amore e la dedizione che potrebbero, forse, salvare il pianeta. TRAMA LUNGA 13 dicembre 2065, gli alieni hanno invaso la Terra. Le grandi città si sono trasformate in deserti e i pochi esseri umani rimasti devono trovare il modo per sopravvivere all'invasione e riprendersi il pianeta. Due umani, la dott.ssa Aki Ross e il dott. Sid, stanno lavorando ad una soluzione. Partendo dalla propria teoria, secondo la quale ogni essere vivente ha in sé onde spirituali che possono essere controllate, e avendo notato che gli alieni si nutrono degli spiriti dei morti, Aki e Sid cercano di raccogliere una serie di esemplari organici i cui spiriti, messi insieme, dovrebbero formare un'onda di intensità uguale e contraria a quella degli alieni. Raccolti sei degli otto spiriti necessari per creare l'onda, si stanno cercando gli altri due, prima che sia troppo tardi. Aki può contare sull'aiuto del coraggioso capitano Gray e del suo gruppo chiamato 'deep eyes'. Questo drappello si avventura nei territori devastati dal morbo alieno, fino ad arrivare nel cuore del territorio nemico: la zona in cui si è schiantato il meteorite che ha dato il via libera agli alieni. Nel frattempo il generale Hein propone di usare il 'Cannone Zeus', una potente arma spaziale altamente distruttiva, per bombardare l'energia vitale e tenere a distanza gli alieni. Aki e Sid si oppongono alla proposta, ma Hein, desideroso di vendetta per aver perso moglie e figli durante l'invasione, decide di andare avanti. Aki tuttavia ha finalmente dato una spiegazione ai sogni che fa da tempo: gli alieni non sono un esercito invasore, sono fantasmi che vorrebbero diventare umani. Prima dell'ultimo assalto, Aki e Gray si baciano. Quindi Gray difende la ragazza dall'estremo agguato dei Phantom, e muore. Quando tutto si calma, torna anche il sereno. Aki ha Gray tra le braccia. Sopra di loro vola l'uccello che va verso il libero cielo. "L'unica cosa che manca nel film di Sakaguchi è, ovviamente, l'interattività. Dalla sceneggiatura non si può pretendere - date le premesse - un eccesso di originalità. Basta avere un manipolo di eroi, alcuni dei quali sacrificabili, mostri che si moltiplicano a vista d'occhio e, per sovrappiù, un generale ottuso e guerrafondaio che vuole bombardare gli alieni con un enorme cannone laser, rischiando di mandare alla malora lui il nostro vecchio pianeta. Il tratto grafico degli attori virtuali e degli scenari in cui agiscono evoca le favole classiche della fantascienza a fumetti, Moebius e la rivista 'Métal Hurlant', con una certa cupezza alla Giger cui rimandano, del resto, i mostri dalle morfologie in simil Alien". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 3 agosto 2001) "La novità è totale. Perché 'Final Fantasy', diretto dal mago del videogame Hironobu Sakaguchi, nasce dalla playstation ma è in tutto e per tutto un film. Di più: è il primo film con personaggi 'realistici' interamente generato al computer. E se sulle prime lo sforzo tecnologico sembra sproporzionato al risultato finale, presto ci si accorge che 'Final Fantasy' compie un'operazione decisiva nella storia della fantascienza, realizzando per la prima volta la sua intima natura. Ovvero trasportandola definitivamente nel regno delle idee, mentre finora ci si era dovuti contentare di ibridi più o meno riusciti realizzati integrando attori, modellini, effetti speciali e via rimediando, con passione e bricolage, alle deficienze tecniche". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 3 agosto 2001) Note - NELLA VERSIONE ORIGINALE LE VOCI SONO DI ALEC BALDWIN (GRAY EDWARDS), STEVE BUSCEMI (NEIL), VING RHAMES (RYAN), DONALD SUTHERLAND (DR. SID), JAMES WOODS (GENERALE HEIN), PERI GILPIN (JANE PROUDFOOT), MING-NA (DR. AKI ROSS).
A NIGHT at the Roxbury [Videoregistrazione / regia di John Fortenberry
Abstract: Due fratelli sognano di entrare nel mondo esclusivo e sfavillante di un famoso night club. Grazie ad un incidente stradale e ad un fortunato incontro riescono nell'intento.
La MUSICA del cuore [Videoregistrazione / regia di Wes Craven
Abstract: TRAMA BREVE Quando il marito la lascia per un'amica di famiglia, Roberta fa qualcosa di ancora più incredibile: lascia la sicurezza della sua piccola cittadina per trasferirisi in uno dei quartieri più duri d'America, East Harlem. Il suo scopo è quello di dare ai bambini la speranza, l'orgoglio e il potere di fare qualcosa per se stessi con gli arnesi più improbabili: cinquanta violini. TRAMA LUNGA A Roberta Guaspari crolla il mondo intorno quando il marito la lascia con due figli ancora adolescenti. Anni addietro, Roberta aveva sacrificato la propria carriera perché incompatibile con quella del marito, ufficiale di Marina e sottoposto a frequenti trasferimenti. Passato il primo momento di sconforto, Roberta decide di dare un taglio netto al passato. Lasciata la sua tranquilla cittadina, si trasferisce ad East Harlem, uno dei quartieri più duri di New York, e qui cerca di avere finalmente l'opportunità di insegnare una materia che le sta a cuore: il violino. All'inizio i ragazzi, i genitori e la preside Janet sono molti scettici. La lasciano fare ma, alla minima difficoltà, le viene chiesto se veramente ritenga utile continuare, mentre incombono problemi ben più urgenti. Ma la passione che Roberta mette nelle sue lezioni ben presto contagia i ragazzi. I quali si fanno conquistare dalla musica e cominciano ad eseguire brani anche difficili. Passano così alcuni anni di insegnamento, quando all'improvviso l'amministrazione decide di tagliare i fondi destinati al corso di musica. Messa in un angolo, Roberta non si rassegna. Con l'aiuto di amici e della comunità del quartiere, reagisce, e decide di organizzare un grande concerto in un importante teatro. Quando lo spettacolo, al quale partecipano anche famosi musicisti, va in scena, è accolto da grandissimo successo. Roberta ora può dire di avere ottenuto quello che voleva. "E' curioso che Wes Craven, dopo aver traumatizzato gli adolescenti di ieri con la serie 'Nightmare', si sia messo d'impegno per edificare i genitori di oggi (probabilmente le stesse persone); per di più, mentre continuava a spaventarne i figli con la nuova serie 'Scream'. Eppure 'La musica del cuore' è un melodramma così classico, e così consapevole di esserlo, che la sua assurdità sfiora a tratti il sublime, come nei vecchi mélo di Douglas Sirk". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 14 aprile 2001) "'La musica del cuore', altra storia incredibile ma vera. Gran finale alla Carnegie Hall per cercare fondi suonando insieme a Isaac Stern e Ithzak Perlman. Causa nobile, film terribile. Firmato - ecco lo scoop - da Wes Craven, il regista di 'Scream'. Da urlo, effettivamente". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 aprile 2001) "A noi 'La musica del cuore' sembra un film rigorosamente d'autore: Craven lo scandisce con un crescendo di pizzicotti che commuoverebbero Erode, tutti i dolori si rovesciano in gioie, la tecnica che negli horror era finalizzata alla paura, qui è al servizio della lacrimuccia edificante". (Alberto Crespi, 'L'Unità', 15 aprile 2001) "Perché Craven abbia deciso di girarlo resta a tutt'oggi un mistero. Forse per cambiare genere e provarsi in qualcosa di diverso dal solito. Ma propriO la regia, in questo film, appare la cosa più svogliata e anonima". (Anton Giulio Mancino, 'Gazzetta del Mezzogiorno', 15 aprile 2001) Note - PRESENTATO ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 1999 NELLA SEZIONE "SOGNI E VISIONI". - 2 NOMINATIONS ALL'OSCAR 2000: PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE E PER LA MIGLIORE CANZONE ORIGINALE ('MUSIC OF MY HEART' DI DIANNE WARREN).
BOUNCE [Videoregistrazione / regia di Don Roos
Abstract: A Los Angeles Buddy Amaral è un affascinante pubblicitario di successo, single. Abby Janello, invece, è una giovane madre vedova costretta dagli eventi a condurre una vita molto semplice. Quando si incontrano, tutti e due si rendono conto di avere una cosa in comune: entrambi stanno infatti cercando di uscire da una situazione difficile. Ma quando il loro rapporto diventa più profondo - ed Abby comincia ad avere la consapevolezza che Buddy può essere la classica 'seconda occasione' che nella vita ognuno ha - la donna scopre che il loro primo incontro non è stato affatto casuale come pensava. "Adoperandosi diligentemente per essere credibile come vedova e madre di famiglia, la Paltrow piange, soffre e ama con aggraziata sobrietà, mentre Affleck gioca sulle due espressioni di cui dispone, passando dall'occhio carezzevole del seduttore a quello implorante dell'innamorato infelice. Ma fra la prevedibilità del copione e l'inadeguatezza degli attori, è un po' difficile che il pubblico si commuova fino al punto di tirare fuori i fazzoletti. Per di più, dopo l'11 settembre, quando sullo schermo vediamo cadere un aereo pensiamo a ben altro che a una storia d'amore". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 23 settembre 2001) "Molto professional, molto freddo, stereotipato sia nell'arrogante pubblicitario redento sia nella trepida vedovella, 'Bounce' è una ennesima variazione sul potere dell'amore. Stupisce che lo diriga l'ex gaio Don Ross, rientrato alla grande nei ranghi dopo il trasgressivo 'The opposite of sex'. Ma i buchi neri della sceneggiatura e la prevedibilità sentimentale rendono il romanzetto senza sapore se non per il consapevole esibizionismo della coppia delle star". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 22 settembre 2001). "'Bounce' qualche pregio ce l'ha pure, ossia dialoghi abbastanza brillanti e una coppia di giovani star innegabilmente dotate. Affleck se la cava bene, anche se deve scontare i difetti di scrittura di un personaggio dall'imprecisa caratterizzazione psicologica e dai comportamenti non sempre coerenti. Invece la Paltrow, capelli scuri e trucco appena accennato, presta la sua fragile Abby un'interpretazione intensa e ricca di sfumature". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 30 settembre 2001) "Qualche buona battuta e una prova di talento degli interpreti (Paltrow studentessa in variazioni emotive dell'ingenuità alla carineria dell'indignazione) non coprono la sostanziale prevedibilità della fiaba. La Miramax ha messo gli incassi (tanti certamente) nelle mani di Don Ross ('The Opposit of Sex')". (Silvio Danese, 'Il giorno', 5 ottobre 2001)
ANCORA vivo [Videoregistrazione / regia di Walter Hill
Abstract: Tratto dalla sceneggiatura di Akira Kurosawa e Ryuzo Kikoshima di La sfida del samurai, 1961, già ricalcato da S. Leone in Per un pugno di dollari. Nel 1931 arriva a Jericho, cittadina-fantasma del Texas, uno straniero senza passato che diventa l'ago della bilancia tra due bande di fuorilegge _ gli irlandesi Doyle e gli italiani Strozzi _ che si contendono il controllo del contrabbando d'alcol. Giudicato da molti un prodotto manieristico in cui Hill esaspera la contaminazione dei generi (western, gangster, "nero", cinema di Hong Kong), è un film radicale ed estremo, immerso nella polvere e nella pioggia, che tende all'astratto, fondato sull'iperbole e su una premeditata inverosimiglianza. Violenza e morte vi diventano "segni" per virtù di stile o di stilizzazione.
CUTAWAY [Videoregistrazione / regia di Guy Manos
HEAT [Videoregistrazione = La sfida / regia di Michael Mann
Abstract: Neil McCauley è a capo di una temibile gang: il suo ultimo colpo è ai danni di un furgone portavalori. Ma è costretto ad eliminare la scorta per la precipitazione di Waingro, aggregatosi al colpo. Costui in seguito sfugge all'esecuzione decisa da Neil, sulle cui tracce si pone il tenente Vincent Hanna, ottimo detective, sposato con Justine, che ha una figlia avuta da un precedente matrimonio. Tramite il suo basista Nate, Neil tenta di rivendere le obbligazioni rubate al finanziere Van Zent, che gli tende una trappola ma i suoi lo salvano uccidendo gli emissari del magnate. Neil si innamora di Eady, una grafica che lo avvicina in un bar. La gang tenta di rubare metalli preziosi in una fabbrica, ma Neil si accorge di essere spiato, e poco dopo scopre che Hanna lo sta braccando. I due si incontrano in un bar, ed anche rispettandosi, si dichiarano guerra ad oltranza. Neil, ottenuto il consenso dell'ignara Eady per trasferirsi in Nuova Zelanda, tenta di far da paciere tra l'amico Chris Shiherlis e sua moglie Charlene, che ha scoperto con un amante. Decide quindi di sfidare la sorte con un ultimo colpo in una banca anche se Bosko, l'autista, deve rinunciare perché tallonato dalla polizia. Sostituitolo con un ex compagno di carcere in libertà vigilata, Neil svaligia la banca, ma la polizia ha avuto una delazione ed in uno scontro a fuoco Hanna uccide Michael Cheritto, altro membro della gang, e ferisce Chris che Neil salva a stento portandolo da un chirurgo. Pensando che Bosko abbia parlato, Neil scopre che è stato torturato a morte da Waingro, assoldato da Van Zent per eliminarlo, e va ad uccidere il finanziere. Frattanto Charlene viene ricattata dalla polizia, tramite l'amico, per prendere Chris, ma la donna riesce a farlo fuggire. Mentre Hanna, separatosi da Justine, sventa nel suo albergo il suicidio della figliastra, Neil, che ha ottenuto dal suo basista un volo per fuggire, avendo avuto l'indirizzo del nascondiglio di Waingro, si ferma all'hotel dell'aeroporto per ucciderlo, attivando l'allarme antincendio per depistare la polizia di guardia che tuttavia avvisa Hanna, il quale, in uno scontro a fuoco lo uccide. "Sorretti da due stili molto diversi malgrado le apparenze - Pacino più carico ed esteriore, esplosivo, De Niro tutto forza trattenuta, impulsivo - i due superdivi onorano l'impegno fornendo una prestazione assolutamente memorabile. E con tutte le digressioni e i livelli di lettura, la suspence è così alta che a cinque minuti dalla fine si potrebbero tranquillamente accendere le luci in sala e far partire un giro di scommesse fra gli spettatori: vincerà De Niro, Pacino, nessuno dei due? E a che prezzo? Se il gioco fosse legale, sarebbe un'idea". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 26/1/96) "La qualità di questo poliziesco strutturato come un western non sta tanto nella storia struggente o nell'interpretazione eccellente, sta nei suoi valori puramente cinematografici. La sequenza iniziale di rapina è fantastica per ritmo e montaggio. Molto interessante l'uso del suono, tutto avviene in un silenzio rotto appena da rumori funzionali, senza musiche invadenti, senza parole né dilatazioni sonore: questa inconsueta afonìa dà alle operazioni criminali e poliziesche il senso d'una efficienza veloce, sicura, e insieme la solennità del rito più spesso celebrato nelle metropoli contemporanee. Sono ammirevoli il sentimento e la luce con cui la fotografia di Dante Spinotti racconta Los Angeles, una delle città più brutte del mondo: il panorama urbano che, visto come dall'alto di un aereo, diventa nel buio uno scintillante arazzo di minime luminosità palpitanti; il riflesso opaco dei metal detector all'ingresso della discoteca; il neon acido delle strade di notte, azzurro sulfureo, rosso sangue; il vuoto notturno dei grattacieli di uffici; i riflettori lividi che nella scena finale sulla pista dell'aeroporto rivelano stoppie, contenitori, le due facce dannate; e le fiamme purpuree delle esplosioni o delle sparatorie, come ultimi fuochi della civiltà". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 28/1/96) "Il film è molto lungo, accoglie troppe parentesi con figure di contorno e pur in tanto affanno cede in più punti a qualche stasi, preferendo le psicologie, anche marginali all'azione, ma nel suo complesso non può non avvincere, come tutti i grandi thriller di Hollywood ed anche - elemento da non sottovalutare - come un concitatissimo western ambientato in una Los Angeles dove quei due nemici che si combattono ma si stimano sembrano ricalcare fedelmente anche le orme di Patt Garret e Billy Kid. Oltre a Pacino e De Niro, però vanno ricordati, con lodi quasi eguali, gli interpreti che primeggiano nella banda del secondo, soprattutto Val Kilmer e Jon Voigt: facce torve della Los Angeles più nera. (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 31/1/96) "In film sul genere di 'Heat', tutti sanno tutto delle mosse degli avversari quasi che, a risolvere i dubbi e le incertezze sul da farsi, intervenisse il computer a suggerire la risposta giusta. Qui, per rendere il gioco sempre più avvincente, ecco che, a un certo punto, le parti si invertono e i cacciatori (i poliziotti) si mutano in cacciati (la scena dove Al Pacino scopre di essere stato spiato da Robert De Niro). Il computer può fare molto. Non tutto. Mai modificherà le norme del codice Hays che, carta magna dei produttori americani, vogliono che chi ha commesso del male nel finale soccomba: ha un bel darsi da fare il regista Mann ambientando la sfida mortale in un aeroporto con gran sfoggio di luci. Sappiamo tutti che Robert De Niro è segnato a morte. Sempre il computer suggerisce al regista gli stilemi espressivi: un campo lungo, un primo piano, un particolare. Ciò dà al film, pur così ben costruito, un che di risaputo, di "monumentale" che fa rimpiangere, se vogliamo, i vecchi film di gangster dettati da un gran senso dell'economia narrativa. Ognuno ha quel che i tempi gli offrono. Di gran classe, ovviamente, gli attori di Heat, bravissime, cosa notevole per un film d'azione come questo, le donne dei banditi. Nel colloquio che oppone Vincent a Neil non si sa proprio chi, fra Al Pacino e Robert De Niro, sia più bravo. Li scrutiamo per scoprire se almeno uno dei due va sopra le righe. Niente. Sono entrambi controllatissimi nel parare colpo su colpo". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 2/2/96) Note - REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1996.
CAPE fear [Videoregistrazione : il promontorio della paura / regia di Martin Scorsese
Abstract: Ad un processo per stupro contro Max Cady, l'avvocato difensore Sam Bowden ha omesso la presentazione di un rapporto che poteva in parte fargli ridurre la pena. Uscito dopo 14 anni ed avendo acquisito le prove del danno subìto, Cady elabora un diabolico piano per vendicarsi di lui. Comincia innanzitutto con il farsi riconoscere ed il minacciarlo velatamente, quindi passa all'azione avvelenando il cane della moglie e quindi seviziando brutalmente la sua collega ed amante Lori Davis. Vano è il tentativo di farlo arrestare per vagabondaggio: Cady ha un cospicuo conto in banca. Lori, per paura di uno scandalo, rinuncia a denunciare l'aggressore e Sam si vede costretto ad assumere un investigatore, Claude Kersek, che tenta dapprima di impaurire Max minacciandolo, ma con scarsi risultati. Frattanto le attenzioni di Max si spostano sulla giovane figlia dell'avvocato, Danielle, che viene attirata con un inganno nel teatro della scuola, dove avviene un vero e proprio plagio della ragazza, per metterla contro i genitori e preparare una futura seduzione. Ma il padre lo viene a sapere, e furibondo decide di far pestare Cady, come lo consigliava di fare Kersek, ma ingenuamente lo va a minacciare in un pub. Dopo il pestaggio, che finisce per ritorcersi sugli aggressori data la forza dell'ex galeotto, Sam si trova incriminato perché Max ha registrato la conversazione e lo denuncia. A questo punto Sam e Kersek decidono di fingere un'assenza di due giorni dell'avvocato in modo da attirare in casa Cady e poterlo uccidere per legittima difesa. Ma l'uomo riesce ad introdursi in casa assassinando la cameriera ed il detective. Terrorizzati i tre fuggono a Cape Fear a bordo di un fuoristrada, e prendono un battello sul fiume. Ma il maniaco si è legato proprio sotto la loro vettura. A Cape Fear, in una serie di colpi di scena, tra lotte selvagge nel fiume, violenze fisiche e morali e sadiche minacce, finalmente l'avvocato riesce ad eliminare il mostro. "Remake del thriller girato nel '63 da Jack Lee Thompson con Robert Mitchum e Gregory Peck che qui accettano con molta autoironia due particine, il film di Scorsese è, a dir poco, ridondante. Non si può negare al geniale regista italoamericano un grande istinto cinematografico, ma occorre sottolineare che qui, come in altri casi, la smania di insistere su certi dettagli decorativi, sia psicologici che scenografici, lo porta a calcare assai la mano sulla sceneggiatura, fino a proporre dei personaggi che finiscono per essere poco credibili. La bravura dell'istrione De Niro e della sorprendente Juliette Lewis, acerba e maliziosa, non basta a rendere la pellicola un classico del genere, nonostante gli inni di lode di parte della critica". ("Segnalazioni Cinematografiche, vol. 113, 1992"). "Peccato per quei venti minuti da horror all'Argento, cui assistono allibiti i veterani Robert Mitchum e Gregory Peck, protagonisti de 'Il promontorio della paura' di ventinove anni prima, perché l'angoscioso remake di Martin Scorsese, ottimamente giocato su atmosfere da incubo, ti incatena alla poltrona fino a tre quarti. Il sobrio padre coraggio Nick Nolte nulla può di fronte all'invadenza del demoniaco mascalzone Robert De Niro, così esagerato da mancare l'Oscar di un soffio". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 settembre 2001)
WILL hunting [Videoregistrazione : genio ribelle / regia di Gus Van Sant
La STANGATA [Videoregistrazione / regia di George Roy Hill
Abstract: È la storia di una stangata (sting) che due imbroglioni (conmen) appioppano a un merlo (mark), soffiandogli (to blow) un malloppo (boodle) per mezzo di un telegramma (wire), una complicata truffa che in napoletano si potrebbe chiamare "pacco, doppiopacco e contropaccotto" nella quale casca un re della malavita di Chicago negli anni '30. Questa truffa "all'americana" serve anche a vendicare la morte di un amico. La stessa squadra di Butch Cassidy ha messo a segno, almeno al botteghino, un altro successo con un film comico a suspense (comedy suspenser) che deve molto al "rag-time" di Scott Joplin (arrangiato da Marvin Hamlish che in quell'anno ebbe la ventura più unica che rara di vincere anche un secondo Oscar per la canzone di "Come eravamo"), al carisma dei suoi due bidonisti e alla fin troppo elegante ricostruzione d'epoca. Altri 6 Oscar per il miglior film, regia, sceneggiatura (David S. Ward), scenografia, costumi e montaggio.
Le PAROLE di mio padre [Videoregistrazione / regia di Francesca Comencini
Abstract: Alla morte del padre il trentaduenne Zeno si ritrova solo con una giovinezza che ritiene ormai alle spalle. Per combattere questa idea che lo deprime si mette a cercare un lavoro nel mondo degli affari. Il padre, in un suo ultimo testo a lui indirizzato, gli aveva suggerito di rivolgersi a Giovanni Malfenti, un ricco mercante d'arte che gli presenta la moglie e le sue quattro figlie (Ada, Augusta, Alberta e Anna). Le ragazze sono tutte molto legate al padre il quale però trova in Zeno il figlio maschio che non ha avuto. Tra i due si costituisce un legame molto forte e Zeno finisce con l'innamorarsi, una dopo l'altra, delle tre figlie maggiori.Ispirato a due capitoli di La coscienza di Zeno di Italo Svevo, il film della più appartata delle sorelle Comencini racconta dei tentativi di un figlio maschio di liberarsi della memoria castrante una volta tanto non materna ma paterna. Il problema è la sceneggiatura che si fa di sequenza in sequenza sempre più letteraria e anticinematografica. Costituendo una pesante zavorra per tutta l'operazione.