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7: La scoperta di nuovi mondi
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7: La scoperta di nuovi mondi

Copyr. 2002

Fa parte di: Storia dell'umanità

Abstract: Nel Rinascimento la nuova visione della vita e del mondo porto' allo scontrocon la Chiesa, come nel caso di Galileo. Contemporaneamente la scoperta di Colombo significo' un profondo cambiamento per l'Europa ed anche per il Nuovo Mondo, dal quale sparirono popoli come gli Aztechi

8: Gran Bretagna
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8: Gran Bretagna : verso l'Impero

Copyr. 2002

Fa parte di: Storia dell'umanità

Abstract: Enrico VIII fu uno dei sovrani inglesi piu' significativi dell'epoca Tudor, che fondo' la Chiesa anglicana e creo' una grande armata, base futura dell'Impero britannico nel quale i pirati svolsero un ruolo di primo piano

10: Verso un nuovo ordine
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10: Verso un nuovo ordine

Copyr. 2002

Fa parte di: Storia dell'umanità

Abstract: Dal XVI secolo, milioni di africani furono catturati e trasportati in Americaper essere venduti come schiavi. Solo negli ultimi decenni del XVIII secolocominciarono i primi movimenti a favore dell'abolizione della schiavitu'. Moltedelle trasformazioni introdotte dalla Rivoluzione francese verranno poiconsolidate da Napoleone Bonaparte, uno dei piu' grandi condottieri di tutti itempi

13: La scienza
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13: La scienza : dal XX al XXI secolo

Copyr. 2003

Fa parte di: Storia dell'umanità

Abstract: I documentari di questo DVD presentano gli sforzi della comunita' scientificanel campo della clonazione e l'accordo mondiale per la costruzione dellaStazione Spaziale Internazionale (ISS).

ALL that jazz [Videoregistrazione
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Fosse, Bob

ALL that jazz [Videoregistrazione : lo spettacolo continua / regia di Bob Fosse

Abstract: Joe Gideon è un coreografo che sta allestendo un grosso spettacolo per Broadway. Professionalmente è riconosciuto il numero uno del genere e come ogni artista consapevole della propria genialità, non è mai contento: già nella scelta degli attori e delle attrici stenta a decidersi; davanti ai copioni si stempera in correzioni a non finire; poi le prove si susseguono a ripetizione; in fine, lo stesso montaggio del materiale impostato subisce interminabili ripensamenti. Ora, data la grandiosità dello spettacolo in gestazione, Joe sta subendo le pressioni dell'impresario e degli altri responsabili poichè, senza avere neppure concepite le scene finali, è molto al di fuori dei tempi di lavorazione previsti e molto al di sopra delle cifre di finanziamento. D'altra parte, Joe Gideon si trova nei guai anche a causa della sregolata vita sentimentale e familiare: è separato dalla donna che lo ha reso padre della ormai grandina Michelle che vede, giudica, rimprovera e soffre; passa con facilità da un'amante all'altra che trova con facilità tra le proprie ballerine. La doppia vita lo ha portato al fumo esagerato e all'uso di pericolosi eccitanti. Dallo stress all'infarto il passo è inevitabile. Il dr. Ballinger si prodiga con il valido apporto di specialisti; ma il Gideon si dimostra anche come infermo un ribelle. Sopravviene la immatura morte. Note - COREOGRAFIA: BOB FOSSE. - PREMI: PALMA D' ORO AL FESTIVAL DI CANNES (1980); 4 OSCAR - MIGLIOR SCENOGRAFIA, MIGLIOR COLONNA SONORA, MIGLIORI COSTUMI, MIGLIOR MONTAGGIO.

SILVERADO [Videoregistrazione
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Kasdan, Lawrence

SILVERADO [Videoregistrazione / regia di Lawrence Kasdan

Abstract: Quattro ex detenuti _ tre bianchi e un nero _ in viaggio per la California s'aggregano, si separano, ricompongono il gruppo per il regolamento di conti finale. Se si escludono i pellerossa, recupera quasi tutti i luoghi classici, e i tipi, del western classico con un lavoro di mimesi colta forse manieristica, ma riscattata dall'energia narrativa e da notevole capacità di stile. Costò 25 milioni di dollari, questo western di viaggio di magmatica complessità, e sono ben spesi anche se il successo commerciale fu appena discreto. Fotografia: John Bailey; splendide scene viscontiane: Ida Random. Prodotto e scritto dal regista con Mark Kasdan.

Il FIGLIOL prodigo [Videoregistrazione
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Il FIGLIOL prodigo [Videoregistrazione ; La pecorella smarrita

Abstract: Samarra, grande sacerdotessa di Astarte, corrompe il debole Micah, figlio di un agricoltore ebreo che, ridotto in miseria, è venduto come schiavo. Partecipa alla rivolta con il popolo di Damasco e torna dal padre. Tutto finto in questo prodotto M-G-M, ma spacciare la butirrosa e cicciottella L. Turner per sacerdotessa fatale in tempi in cui l'arte amatoria aveva raggiunto raffinatezze squisite, fa un po' ridere.

La CASA degli spiriti [Videoregistrazione
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AUGUST, Bille

La CASA degli spiriti [Videoregistrazione / regia di Bille August

Abstract: La storia della potente famiglia Trueba, dai giorni tranquilli degli anni '20, alle moderne rivolte degli anni '70. Nel 1928 Esteban Trueba lavora senza posa nelle miniere d'oro del nord del paese con due sole, e apparentemente impossibili mire: riuscire a divenire ricco e accumulare abbastanza denaro per poter chiedere la mano della bellissima Rosa del Valle. I suoi sogni si frantumano quando Rosa muore all'improvviso, come aveva dolorosamente previsto sua sorella minore Clara. Affamato di terra e di potere, Esteban decide di ristrutturare una proprietà abbandonata, "Tres Marias", e riesce a riportarla al suo pieno splendore, diventando nel frattempo un rispettato uomo politico di destra. Dopo aver predetto la morte della sorella, Clara si rifugia in un mondo tutto suo, popolato di spiriti ed esseri straordinari, con la protezione di sua madre Nivéa. Anni dopo, Esteban sposa Clara e i due si stabiliscono alle "Tres Marias", dove vivono con la sorella nubile di lui, Férula. Clara, vera matriarca, non esita ad usare le sue doti soprannaturali per prevedere e manipolare le sorti della famiglia. Férula e Clara legano subito moltissimo, come sorelle di sangue. Clara riempie istantaneamente il bisogno di calore e amicizia, così assenti nella vita della cognata. Nonostante la crescente popolarità politica di Esteban, questi perde potere proprio nel contesto della vita domestica, tenuto in scacco dalle sue donne ed escluso dai segreti della famiglia. Blanca è la figlia ribelle di Trueba. Ha una fiera passione per la giustizia e un amore nascosto per il contadino figlio del fattore della tenuta paterna, Pedro. Rifiuta di sposare il marito che il padre le ha destinato, il nobile svizzero Satigny, rischiando tutto per i momenti proibiti con il suo amante Pedro. Quando Clara decide di appoggiare Blanca nella lotta contro i meschini ideali del padre, la situazione tra padre e figlia peggiora. Ma gli orrori della dittatura sono alle porte... "Lussuosa, tormentata e melensa telenovela del danese Bille August, che abbraccia con trasporto e tifo a senso unico mezzo secolo di storia cilena. Sopportabilmente gigione Jeremy irons, ridicola Meryl Streep, indisponente Glenn Close, fortunatamente defilato Antonio Banderas". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 14 gennaio 2001) "Uno sbaglio darlo in mano al danese Bille August, regista bovino e nato vecchio. Da rincorrere con il bastone chi ha fatto il casting. E' possibile mettere insieme Irons e la Streep, Banderas e la Close, la Redgrave e Winona Ryder e poi infilarli tutti, ma proprio tutti, nei ruoli sbagliati?". (Giorgio Carbone, 'Libero', 14 febbraio 2001) Note - REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1993.

GORILLA nella nebbia [Videoregistrazione
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Apted, Michael <1941-2021>

GORILLA nella nebbia [Videoregistrazione : l'avventura di Dian Fossey / regia di Michael Apted

Abstract: Storia di Dian Fossey, partita per l'Africa centrale nel 1967, che dedicò diciotto anni allo studio dei gorilla di montagna, proteggendoli dalla rapacità dei bracconieri. Fu uccisa per mano di ignoti nel 1985. Storia di un sogno e di un'ossessione e, nonostante il finale, ritratto di una vincente, ha tutti gli handicap dei film biografici: superficiale, ripetitivo, prolisso. Un film d'attrice, comunque: le scene della Weaver con i gorilla (alcuni finti, mimi truccati dall'esperto Rick Baker) sono emozionanti. Un'Africa inedita di montagne e nebbie, ben fotografata da John Seale. 5 nomination, nemmeno un Oscar. Basato su un libro autobiografico della Fossey.AUTORE LETTERARIO: Dian Fossey

RISORSE umane [Videoregistrazione
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CANTET, Laurent

RISORSE umane [Videoregistrazione / regia di Laurent Cantet

Abstract: Dopo essersi laureato in economia aziendale a Parigi, il giovane Franck torna in Normandia nella cittadina natia. Qui lo aspetta una stage dirigenziale nella fabbrica dove ormai da trent'anni suo padre Jean-Claude lavora come operaio. L'argomento principale attualmente in discussione è quello della riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore. Ben accolto dai dirigenti e in particolare dal direttore Rouet, Franck riceve l'incarico di predisporre un questionario sull'applicazione delle 35 ore, da sottoporre a tutti i dipendenti. La signora Arnoux, rappresentante dei sindacati, lo avverte del fatto che questa azione è illegale e invita il personale a boicottarla. Ricevuta assicurazione sul corretto uso delle risposte, Franck riesce a farlo distribuire. Una sera però si siede per caso al computer di un dirigente e vede già pronta una lettera di licenziamento da inviare ad un certo numero di operai, tra i quali suo padre. Dopo essersi sfogato con il direttore e averlo comunicato al padre, Franck appende una copia della lettera sulla porta d'ingresso. Licenziato anche lui, Frank si schiera a fianco degli operai che danno il via ad azioni di protesta e decidono di boicottare la produzione. Solo suo padre decide di non partecipare alla protesta. Franck dovrà però capire qual è veramente il suo posto. "Un melodramma familiare senza lacrime e una storia operaia senza ideologia. Dai due elementi che compongono 'Risorse umane' di Laurent Cantet - l'opera prima che al Festival Cinema Giovani di Torino ha vinto il premio Cipputi e da gennaio con imprevedibile successo ha conquistato i cinema (e i critici) francesi - esce un film interessante, semplice e severo, che ha la qualità di porre dei problemi senza pretendere di dare delle soluzioni. E che (sgomberiamo subito il campo dall'equivoco) 'non' ha come tema le trentacinque ore, usate piuttosto come sfondo e pretesto: ma il cambiamento sociale, lo scontro tra due generazioni, la fine - o la crisi- dell'ideologia operaia e delle battaglie sindacali. Se con 'Marius et Jeannette' la dimenticata (dal cinema e non solo) classe operaia era raccontata attraverso una favola anarchica, e con 'Rosetta' i disoccupati e i precari sono stati guardati da un partecipante obiettivo neorealista, 'Risorse umane' (la locuzione con cui ci si riferisce al "personale") è invece, sotto lo smalto di una messinscena semplice e classica, quasi un documentario - o almeno ne ha la precisione e l'aria di autenticità". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 3 marzo 2000) "Al di là del tema, che Cantet e lo sceneggiatore Gilles Marchant affrontano in modo il più possibile dialettico ed equidistante, colpisce di 'Risorse umane' la profondità con cui è descritto il contesto sociale e umano della vicenda. Il personaggio del padre (il non-professionista Jean-Claude Vallod, straordinario) è bellissimo e racchiude in sé tutte le dolorose contraddizioni di una generazione che ha lottato pensando più ai propri figli che a se stessa. Se avete il vago sospetto che le nuove tecnologie non siano sempre 'umane', e che la classe operaia, checché se ne dica, esista ancora, non esitate: questo è il vostro film". (Alberto Crespi, 'L'Unità', 4 marzo 2000) "Fiction e documentario si sposano con equilibrio in questo film dell'esordiente Laurent Cantet, dove l'utopia per un avvenire migliore si scontra duramente con l'interesse e il cinismo del capitale, provocando anche profondi contrasti familiari". (Fabrizio Liberti, 'Film Tv', 6 marzo 2000) " 'Risorse Umane' potrebbe sembrare un documentario nobilmente impegnato sul fronte sociale: ma non é così. Se ambienti e personaggi sono presi dal vero, salvo Frank, la credibilità del film non dipende solo dalla naturalezza di Cantet; ma dal modo sensibile e mai stonato con cui il cineasta imbastisce il tessuto delle emozioni delineando, soprattutto nel rapporto generazionale padre-figlio, una situazione umana che ci riguarda tutti". (Alessandra Levatesi, 'La Stampa', 12 marzo 2000) "Dopo anni di astinenza, la classe operaia va in Purgatorio nel bellissimo film di Laurent Cantet 'Risorse umane' in cui un padre pensionando e un figlio manager si giocano affetti e sindacato sulle 35 ore alla francese. Girato con attori presi dalla fabbrica il film mescola genialmente fiction, documento e poesia senza retorica. Film diverso e coraggioso: merita di essere visto, pensato". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 marzo 2000) Note - PREMIO CIPPUTI E CINEMAVVENIRE AL TORINO CINEMA GIOVANI (1999).

A noi! [Videoregistrazione
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Paradisi, Umberto - Fontana, Eugenio

A noi! [Videoregistrazione / di Umberto Paradisi e Eugenio Fontana

Il PARTIGIANO Johnny [Videoregistrazione
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Chiesa, Guido <1959>

Il PARTIGIANO Johnny [Videoregistrazione / regia di Guido Chiesa

Abstract: Rientrato in divisa nella natia Alba (CN) dopo l'8 settembre l'universitario Johnny va nelle Langhe e si unisce prima a una banda di comunisti, poi a una formazione di monarchici. Disilluso da entrambi, si ritrova a passare da solo il duro inverno del '44, ma scopre la vera ragione d'essere partigiano, rimanendo sé stesso. Dal romanzo (1968) postumo e incompiuto di Beppe Fenoglio, sceneggiato con Antonio Leotti, G. Chiesa _ studioso dello scrittore albese cui ha dedicato 2 documentari _ ha tratto un film asciutto e severo che ne rispetta profondamente lo spirito, ma di cui è rimasto un po' prigioniero per eccesso di amore fedele. Nel mettere lo sguardo di Johnny al centro della narrazione, ne ha fatto un film molto fisico, sul faticoso e doloroso mestiere di sopravvivere sui monti con il carico di pioggia, neve, fango, agguati, fughe, sangue, paura, rappresaglie, solitudine. È forse il 1° film che racconta con efficacia che cosa fosse un rastrellamento e che della guerra per bande espone la casualità. Non tutto convince (gli interni borghesi, il personaggio di Nord), ma funzionano S. Dionisi (con la sua somiglianza fisica al giovane Fenoglio) e il suo sguardo; funziona la fotografia scabra e denaturata di Gherardo Gossi. Insolita la partitura per archi di Alexandre Balanescu, da molti giudicata invadente.AUTORE LETTERARIO: Beppe Fenoglio

BOYS don't cry [Videoregistrazione
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PEIRCE, Kimberly

BOYS don't cry [Videoregistrazione / regia di Kimberly Peirce

Abstract: A Lincoln, piccolo centro del Nebraska, il ventunenne Brandon Teena vive una fase di grande confusione interiore. Deciso ad allontanarsi per poter partire da zero dove nessuno lo conosce, arriva a Falls City, un centinaio di chilometri lontano, incontra Lana e viene accolto a casa di lei: ci sono la mamma di lei, e John e Tom, due balordi che hanno passato alcuni periodi in carcere. Brandon e Lana stringono una forte amicizia, finché lui la bacia con grande passione. Ad un certo punto però Brandon non può più eludere le domande su se stesso e la sua provenienza. Processato per furto d'auto, viene rinchiuso in carcere, e qui rivela a Lana di chiamarsi in realtà Teena Brandon, una donna che però si sente maschio e in tale ruolo cerca rapporti con altre donne. In carcere Teena viene violentata, poi, quando esce, chiede a Lena di scappare insieme a Lincoln. John e Tom intervengono, colpiscono brutalmente Teena. In una crescente spirale di violenza, John poi uccide Teena, e Tom colpisce a morte Candy, la ragazza vicina di casa che era intervenuta involontariamente. Fuori campo, Teena legge una lettera scritta a Lana sulla loro difficile condizione. "E' il primo film diretto da Kimberley Peirce, una giovane regista americana che realizza molto bene questo ritratto d'una persona sessualmente disadattata, incapace d'accettarsi sia come donna che come uomo". (Lietta Tornabuoni, 'la Stampa', 11 febbraio 2000). "Nella mani della neoregista Kimberly Peirce - che ha scritto la sceneggiatura con Andy Bienen, dopo cinque anni di ricerche sul caso - la storia diventa un film bellissimo che sfugge a ogni categoria, attanaglia l'attenzione dello spettatore, lo fa soffrire, ma, una volta tanto, per la buona causa di fargli capire un risvolto della natura umana - gli inconfessabili e incoercibili bisogni dell'identità sessuale - troppo spesso trattato con condiscendente distacco e con disprezzo" (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 13 febbraio 2000). "Boys Don't Cry è essenzialmente un film morale. Opera prima di una ricercatrice universitaria e documentarista, non racconta di fatto nulla di nuovo ma sceglie un modo inconsueto per raccontarlo. Non è infatti solo "docudrama" ma film tattile, fatto di sensazioni forti buttate direttamente addosso allo spettatore, senza filtri o rielaborazioni. E la Peirce non sarebbe comunque riuscita nell'intento di rendere più sottile e simbolica questa storia d'ordinaria violenza senza Chloè Sevigny, capace di esprimere una forte carica di sensualità, e soprattutto senza Hilary Swank, semisconosciuta in stato di grazia, capace di trasformare il suo personaggio in un emblema di inquietudine esistenziale". (Stefano Lusardi, 'Ciak', 1 marzo 2000) "Solo alla fine scopriamo che quella raccontata da 'Boys Don't Cry' è una 'storia vera'. Tragicamente vera. E di colpo il film, non particolarmente bello, si carica di una forza inattesa, e quasi verrebbe voglia di rivederlo alla luce di quella rivelazione (...) Opera prima di Kimberly Peirce, cineasta molto interessata al tema del travestimento, 'Boys Don't Cry' appartiene a un 'genere' che ha prodotto negli anni piccoli capolavori come 'A sangue freddo' di Richard Brooks o 'La rabbia giovane' di Terence Malick. E proprio al film di Malick, oltre che a certe atmosfere delle canzoni di Springsteen (Nebraska docet), sembra rifarsi Peirce, a partire dall'ambientazione Middle West: tra campi di granturco, baracche fatiscenti, fabbriche di inscatolamento, miseria diffusa, country music e pistole in libertà. Capelli a sfumatura alta, una fascia ben stretta per comprimere il seno e fallo di gomma dentro i jeans attillati per simulate la virilità, l'attrice Hilary Swank (ben doppiata da Tatiana Dessi) incarna con malinconica ruvidezza lo straniero "rubacuori" che strega, sulle prime, la piccola comunità rurale. Di Brandon-Teena sappiamo poco o niente: solo che un processo per furto grava su di lei e che nasconde il proprio segreto dietro un vagone di bugie. Vedendo il film pare quasi impossibile (non è mica una storia alla Shakespeare in Love) che nessuno si accorse della vera identità di Brandon, specie l'innamorata Lana, ma sul versante intimo 'Boys don't Cry' resta volutamente allusivo, ambiguo, sfuggente, in modo da rafforzare l'apprezzabile messaggio di tolleranza contro certo machismo muscolare, non solo americano.... (Michele Anselmi, 'l'Unità', 13 febbraio 2000) Note - OSCAR E GOLDEN GLOBE 2000 A HILARY SWANK COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA. ANCHE CHLOË SEVIGNY E' STATA CANDIDATA A ENTRAMBI I PREMI, MA COME MIGLIOR NON PROTAGONISTA. - REVISIONE MINISTERO GENNAIO 2000. - LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 2 AGOSTO 2011 HA ABBASSATO IL DIVIETO AI MINORI DA 18 A 14 ANNI.

CYBORG [Videoregistrazione
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Pyun, Albert <1954-2022>

CYBORG [Videoregistrazione / regia di Albert Pyun

Abstract: L'America del XXI secolo è contaminata da una mortale epidemia ed è nelle mani di una banda di folli che ha rapito l'unica persona in grado di produrre un antidoto. A Van Damme il compito di salvare la scienziata. Note COSTUMI: HEIDI KACZENSKI.

GLORIA [Videoregistrazione
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Lumet, Sidney <1924-2011>

GLORIA [Videoregistrazione / regia di Sidney Lumet

Abstract: Gloria va in prigione al posto del gangster suo compagno. Quando esce capisce di essersi sacrificata per la persona sbagliata ed è costretta a fuggire per difendere Nicky, un ragazzino portoricano di sette anni. Costui è depositario di un dischetto carico di informazioni sui rapporti tra politica e mafia. Lumet affronta il remake del film di Cassavetes con cadenze "classiche" e con una Stone all'altezza del ruolo.

ELIZABETH [Videoregistrazione
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KAPUR, Shekhar

ELIZABETH [Videoregistrazione / regia di Shekhar Kapur

Abstract: I primi, difficili anni di regno di Elisabetta Tudor (1533-1603), figlia (ripudiata) di Enrico VIII e Anna Bolena, che nel 1558 succede sul trono alla sorellastra Maria, rifiuta di sposarsi e, scampata agli attentati, diventa la Regina Vergine, dopo aver eliminato nemici esterni e interni. Dopo una ventina di film muti e sonori ecco un'Elisabetta interpretata da una giovane e brava attrice australiana, scritta dall'inglese Michael Hirst e diretta da un regista pakistano, ex attore. Prodotto dalla Polygram, è un fastoso polpettone in costume zeppo di assassinii, attentati, intrighi di palazzo, torture, tradimenti, balli e mimi di corte, in forma di romanzo di formazione (e mutazione) dove il privato prevale sul pubblico e si privilegia l'importanza di Sir Francis Walsingham (l'australiano Rush), machiavellico capo della polizia segreta, a scapito di Sir William Cecil (Attenborough).

Il FIORE della bonta' [Videoregistrazione
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Il FIORE della bonta' [Videoregistrazione ; Il guardiano dei porci ; In viaggio con la luna

Il CERVO e la tartaruga [Videoregistrazione
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Il CERVO e la tartaruga [Videoregistrazione ; La regina del regno del sale ; Il cattivo indiano

Il RE che si trasformo' in cicogna [Videoregistrazione
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Il RE che si trasformo' in cicogna [Videoregistrazione ; Il bambino che cercava la paura ; Sette in un colpo

SIMBAD il marinaio [Videoregistrazione
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SIMBAD il marinaio [Videoregistrazione

Abstract: Simbad fugge da Bagdad, dove era prigioniero nel palazzo del Re, e si imbarca su una nave che lo porta verso nuove avventure. Sua inseparabile compagna di viaggio è Sheila, la fedele cornacchia, che gli offre sempre il suo prezioso aiuto nei momenti di difficoltà.