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Trovati 37829 documenti.
FRIENDS. Anno 5 [Videoregistrazione
SPY kids 2 [Videoregistrazione : l'isola dei sogni perduti / regia di Robert Rodriguez
TREDICI variazioni sul tema [Videoregistrazione / regia di Jill Sprecher
Abstract: Cinque piccole storie tratte dalla vita di ogni giorno legate fra loro da un denominatore comune: cos'è la felicità, e come si fa a ottenerla? Ormai vicino ai cinquant'anni, un uomo si convince che è giunto il momento di dare una svolta radicale alla propria vita. Un avvocato alle prime armi vede, di colpo, tutti i suoi progetti travolti da un unico, in apparenza insignificante, gesto. Una donna affronta quotidianamente l'infedeltà del marito. Un uomo d'affari roso dall'invidia intende vendicarsi di un collega assai cordiale. E una domestica attende, con ottimismo, un miracolo. "'Tredici conversazioni su un unico argomento' mette in scena il solito sfiorarsi e incrociarsi di esistenze solitarie, con la variante di una complicata, non cronologica struttura temporale. Non sempre la Sprecher ce la fa a mantenere il giusto ritmo, però si capisce che la motivazione morale è sentita e gli interpreti (soprattutto Arkin e Turturro) hanno una bella intensità". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 4 settembre 2001) "Nonostante il realismo degli avvenimenti narrati, circola per il film una leggera aria metafisica, che a diverse riprese fa venire in mente i racconti di Raymond Carver. Forse la regista-sceneggiatrice indulge un po' troppo al pessimismo, moltiplicando il numero degli aspiranti suicidi: però mette una dose di zucchero nella coda, convinta com'è che esista un karma e che si debba lasciare la porta aperta alla speranza. Assemblato con gran cura, il cast è eccellente dal primo all'ultimo interprete; ma merita una nota in più il veterano Alan Arkin in una parte che, qualche anno fa, sarebbe toccata a Jack Lemmon". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 22 aprile 2002) "Sulla scia di Kieslowski fra i grattacieli di New York. Cinque storie di vita quotidiana intrecciate e divise in una moltitudine di episodi. Una dozzina di personaggi intrappolati nella propria personalità. L'intervento risolutivo o beffardo del Caso, che si presenta sotto forma di grazia, di capriccio, di semplice coincidenza che annoda e scompiglia esistenze. E' 'Tredici variazioni sul tema', di Jill Sprecher, piccolo film terapia espanso e corale quanto 'The Shipping News' era epico e individuale". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 29 marzo 2002) "Sono molte e impegnative le domande che il film pone a se stesso e ai suoi spettatori: 'In quale misura possiamo condizionare la vita di un estraneo? Che cosa succederebbe se un singolo gesto cambiasse per sempre il destino di qualcun altro? (...) Quesiti pesanti, e invece il film è leggero e piacevole". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 29 marzo 2002) Note - IN CONCORSO ALLA 58MA MOSTRA DI VENEZIA NELLA SEZIONE "CINEMA DEL PRESENTE".
BUON anno con Winnie the Pooh [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney
Abstract: Winnie the Pooh, Tigro e tutti gli altri amici del Bosco dei 100 Acri festeggiano il Natale e il nuovo anno: arriva finalmente il momento di iniziare il conto alla rovescia verso l'anno nuovo! Tappo sta organizzando una festa ma quando Winnie the Pooh e gli altri amici intervengono disturbandolo, Tappo inizia ad arrabbiarsi un pochino e minaccia tutti di andarsene. Così Winnie the Pooh e gli altri amici cercano di calmarlo, facendo per l'anno nuovo la promessa di cambiare. Pimpi inizia a saltellare dimenticandosi della sua timidezza, Winnie the Pooh si rattrista poichè non mangia più il miele e Tigro...smette di rimbalzare.
ADAM Sandler [Videoregistrazione]. Otto notti di follie / regia di Seth Kearsley
POKEMON 4 ever [Videoregistrazione
MIGNON e' partita [Videoregistrazione / regia di Francesca Archibugi
$3,$2,$1 ... e' Natale! [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney
WAKING life [Videoregistrazione / Richard Linklater
Abstract: Una serie di incontri e di osservazioni in un mondo che potrebbe essere (o forse no) la realtà. Il film ha una particolarità: le sequenze, infatti, sono state prima girate ed editate come in un film normale, poi graficamente dipinte, fotogramma per fotogramma, con il computer da un team di oltre trenta artisti. "(...) La curiosità è che lo hanno prima girato con attori in carne e ossa e montato, poi dipinto fotogramma per fotogramma: ne è uscito un atipico cartone animato, impressionista-pop per stile grafico, dove le immagini sembrano pulsare, con un curioso effetto di spiazzamento per lo spettatore (...) Tra fitte citazioni, talvolta non dichiarate, ti domandi se Linklater non stia mettendo in burla le varie scuole di pensiero circolanti in America. Poi concludi che, con ogni probabilità, si sta prendendo molto sul serio". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 2 settembre 2001) "Su 'Waking Life' di Richard Linklater bisognerà soffermarsi alla prima occasione perché in una sua inedita maniera (le immagini dal vero trasformate in disegno animato) riprende il tema della morte come grande sogno del copione felliniano di 'Il viaggio di G. Mastorna'. C'è stile, c'è suggestione e c'è un messaggio da meditare: 'Capire la vita è vivere la vita'". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 2 settembre 2001) "'Waking Life' è la realtà come ci appare quando siamo svegli. Purtroppo ciò non è concesso al protagonista senza nome dell'animazione sperimentale di Richard Linklater e Bob Sabiston: 24 ore di sogni ininterrotti, popolati da bizzarri personaggi che parlano degli argomenti più disparati. Si chiacchiera di filosofia, cinema, politica, arte, amore e, soprattutto, esperienze oniriche. 'Waking Life' è due film in uno: quello girato da Linklater dal vivo con attori in carne e ossa e quello disegnato da Sabiston sulle inquadrature del collega. Ne viene fuori un miglioramento del rotoscopio di Ralph Bakshi, attraverso un software brevettato da Sabiston. Il film è una tavolozza di espressioni e colori in continuo mutamento, perfetta per rappresentare il mondo onirico. Cammei di Steven Soderbergh, Ethan Hawke e dello stesso Linklater, al sesto lungometraggio dopo aver vinto l'Orso d'Argento a Berlino con 'Prima dell'alba'. 'Waking Life' può piacere o irritare, ma sicuramente è qualcosa di nuovo e originale. Passato come un ufo all'ultima Mostra del Cinema di Venezia." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 24 maggio 2002) Note - IN CONCORSO ALLA 58^ MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2001). - PRESENTATO AL SUNDANCE FILM FESTIVAL 2001. - IL FILM E' STATO GIRATO INIZIALMENTE IN DIGITALE CON ATTORI IN CARNE E OSSA E IN SEGUITO E' STATO ANIMATO CON UN NUOVO SISTEMA INVENTATO DA BOB SABISTON DELLO STUDIO PER L'ANIMAZIONE DIGITALE LINERESEARCH.
I MUPPETS venuti dallo spazio [Videoregistrazione / regia di Tim Hill
Abstract: Gonzo, alla ricerca della sua vera famiglia con l'amico Rizzo, scopre che i suoi parenti sono in realtà extraterrestri che vivono in un lontano pianeta. Dopo aver annunciato al mondo, tramite il talk show televisivo di Miss Piggy 'UfoMania', di essere la prova vivente che non siamo soli nell'universo, Gonzo diventa il bersaglio del paranoico agente governativo K. Edgar Singer. Mentre tenta di sfuggire al poliziotto Gonzo si trova a risolvere un duplice dilemma: partire con la nave spaziale alla ricerca della famiglia oppure rimanere sulla terra con gli amici che conosce ed ama da sempre? "Dopo i primi travolgenti dieci minuti con il risveglio a casa Muppett, il film scorre gradevole e senza sorprese. Cameo di Ray Liotta e Andie MacDowell, musica dance come è giusto in un film rivolto forse, più che ai bambini, ai nostalgici". (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 20 giugno 2000)
JAMES e la pesca gigante [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney
Abstract: Dal romanzo (1961) di Roald Dahl. Orfano inglese di nove anni, affidato a due odiose zie, scopre per magia un passaggio all'interno di una pesca grande come una casa con la quale, in compagnia di insetti amici (cavalletta, ragno, centopiedi, verme, lucciola, coccinella), salpa per la città dei suoi sogni: New York. 45 degli 80 minuti di questo bizzarro e delizioso film che migliora strada facendo (attraverso l'Atlantico) sono disegnati e animati con 180 pupazzi; negli altri intervengono anche attori dal vivo. Realizzato col concorso della Walt Disney (uno dei produttori è Tim Burton) e diverse tecniche, vecchie e nuove, di effetti speciali, è uno dei migliori film di animazione degli anni '90. Gradevoli canzoni di Randy Newman.AUTORE LETTERARIO: Roald Dahl
HELLO Kitty e i suoi piccoli amici [Videoregistrazione : teatrino delle fiabe
CENERENTOLA a Parigi [Videoregistrazione / regia di Stanley Donen
Abstract: Maggie Prescott, intraprendente direttrice di una importante rivista di mode, è sempre in cerca di qualche cosa di nuovo da lanciare nel suo giornale; ora ha bisogno di una nuova mannequin, che abbia qualche cosa di diverso dalle altre. Avendo scoperto per caso Jo Stockton, giovane bibliotecaria, decide, d'accordo con il suo fotografo Dick Avery, di farne una donna di classe. Jo accetta la proposta dei due, che le offrono la possibilità di andare a Parigi: ella infatti è una seguace appassionata della nuova filosofia, di cui si è fatto banditore il professor Bartre di Parigi, ed arde dal desiderio di conoscerlo personalmente. A Parigi Jo viene trasformata in una donna raffinata e sofisticata che viene ripresa da Dick in varie pose. Jo sente di amare Dick, che, tutto preso dal suo lavoro, sembra non accorgersene. Si arriva al giorno dell'esposizione dei modelli: Jo è introvabile. Dick e Maggie riescono finalmente a trovarla a casa del professor Bartre. Dick ha capito che il professore non è che un ciarlatano, e cerca di portare via Jo, ma lei si rifiuta decisamente di staccarsi dal padre della nuova filosofia. Rimasta sola con il professore, Jo comprende ben presto quali sono le vere intenzioni di Bartre e scappa dopo avergli tirato un oggetto sulla testa. Ella arriva ancora in tempo per la presentazione dei modelli, ma non trova Dick in sartoria. Amareggiato per il contegno di Jo, Dick ha deciso di tornare in America: ma mentre sta per prendere l'aereo incontra il professore con la testa fasciata e capisce subito come sono andate le cose. Frattanto Jo si è messa alla sua ricerca: finalmente s'incontrano davanti ad una chiesetta, dove per la prima volta si erano parlati d'amore. Ora che si sono ritrovati, non si lasceranno più. "Favola leggera e frivola, più zuccherosa del lecito e ampiamente passata di cottura, che, sulle arie di Gershwin, prende con ammirevole garbo per i fondelli intellettuali, moda e giornalismo. Il regista Stanley Donen ha fatto di meglio: Audrey Hepburn comunque sempre deliziosa in qualsiasi ruolo, pure; il non più verde Fred Astaire prde di colpo vent'anni appena accenna a qualche passo di danza". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 19 gennaio 2001) Note - GLI ABITI DI AUDREY HEPBURN A PARIGI SONO DI HUBERT DE GIVENCHY.
ENRICO V [Videoregistrazione / regia di Kenneth Branagh
Abstract: Salito sul trono d'Inghilterra nel 1413, dopo una giovinezza trascorsa nei bagordi insieme ad amici scapestrati, Enrico V, abbandonando le baldorie e i cattivi compagni, si dimostra subito un re saggio, deciso e moralmente rigoroso. Nel 1415, seguendo anche il consiglio della Chiesa, dichiara guerra al re Carlo VI di Francia, perché vuole rivendicare i propri diritti ereditari su quel regno, diritti che i Francesi non riconoscono a motivo della legge salica. Dopo aver fatto giustiziare tre suoi amici traditori, che si erano fatti corrompere per ucciderlo, Enrico parte e sbarca in Francia con un esercito poco numeroso, rispetto a quello nemico, ma che egli sa guidare con abilità, infondendo grande coraggio ai soldati, che lo amano e lo ammirano. Dopo aver assediato con successo la cittadina di Harfleur, Enrico dà alle truppe ordini inusuali per quei tempi, vietando di infierire sugli sconfitti con saccheggi e brutalità, pena la morte. E infatti fa impiccare un vecchio amico, colpevole di aver rubato una pisside in una chiesa. Poi, nonostante i suoi uomini siano ridotti di numero e stremati, accetta lo scontro con i Francesi, altezzosi e tanto più numerosi, i quali lo hanno addirittura invitato a pagare il proprio riscatto prima del combattimento, che egli affronta in condizioni tanto svantaggiose. Enrico, affidandosi a Dio, sa invece incitare al valore i suoi uomini sia col proprio esempio che con parole semplici e appassionate, cosicché la sanguinosa battaglia di Agincourt, che si svolge sotto una violenta pioggia, finisce inaspettatamente con una strepitosa vittoria degli Inglesi, che hanno pochissime perdite, mentre vengono uccisi 10.000 Francesi. Gran parte del successo è dovuto all'abilità degli arcieri inglesi, e alla presenza costante del re fra i combattenti, che lo vedono partecipare sempre coraggiosamente allo scontro, esponendosi ad ogni pericolo insieme ai suoi uomini. La battaglia termina con la resa dei Francesi. In seguito i due sovrani stipulano un trattato di pace, nel quale Carlo accetta tutte le richieste del vincitore, anche quella di essere nominato erede al trono di Francia, e gli concede in moglie la propria figlia Caterina, alla quale Enrico promette un amore fedele e sincero. "Tecnicamente regista dalle molte qualità (l'illuminazione, l'uso coraggioso del primo piano e del ralenti), questo nuovo astro inglese fa volare il pensiero in alto a Welles, Polanski, Kurosawa, Bresson. Possiede quei momenti introspettivi così rari al cinema, come nel magnifico racconto della morte di Falstaff e nella scena del re la notte prima della battaglia: sa riprendere con la cinepresa le parole e indossa Shakespeare come nostro contemporaneo. Abbiate la pazienza di seguire questi 138 minuti di tragedia nazional popolare attaccata crudelmente alla terra, e scoprirete di che ambiguità è fatto il Potere. Branagh e con lui gli altri (gli ufficiali irlandesi, gallesi e scozzesi, e uno splendido Paul Scofield re di Francia), occupa lo schermo con il suo volto poco aulico. Guardatelo quando riceve in scherno le palle da tennis, quando incita alla guerra fra bagliori di corazze, quando fa le fusa alla principessa: è un attore che calamita l'attenzione, e anche noi lo incoroniamo per aver vinto una ardua battaglia di cinema." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 31 Marzo 1990) "Senza che il giovane Branagh possa esser paragonato a Welles e a Kurosawa. E' impetuoso, furioso, pieno di foga anche cinematografica, spesso però resta grezzo, cede ai ritmi del teatro, tenta emozioni che non di rado raggiunge con delle forzature, pur riuscendo, e qui forse meglio di Olivier, a farci sentire Shakespeare vicino, addirittura con sentimenti di oggi. Non ho nessuna riserva invece per Branagh come interprete, specie avendolo potuto ascoltare anche in versione originale: ha un viso senza glamour ma, nell'ottica stessa del film, intenso e deciso, quando deve soffrire lo fa anche nei visceri, quando grida sa trovare le note esatte per l'orrore, l'incitamento, la deplorazione, quando si tiene al privato (si veda il suo incontro con la promessa sposa) sfuma la mimica, cesella i toni, manovra sottilmente perfino l'ironia. Non so se diventerà un grande regista, certo è un grande attore." ('Il Tempo', 31 Marzo 1990) "Gli odiosi confronti paiono inevitabili per chi abbia visto l'altro 'Enrico V', film interpretato e diretto da Laurence Olivier nel 1944, con forti implicazioni di propaganda bellica nell'identificazione con un eroismo inglese storico. Le due opere sono talmente dissimili da risultare incomparabili: luminoso, solare, ispirato alla pittura di Paolo Uccello l' 'Enrico V' di Olivier immerso nei toni oscuri della pittura rembrandtiana quello di Branagh; nobile, solenne e glorioso il primo, inquieto, violento e forte il secondo; e anche i due attori non si somigliano affatto, nonostante gli sforzi ironico-minuziosi di Branagh per ripercorrere le tappe di Olivier e per definirsi promozionalmente suo erede." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 6 Aprile 1990) Note - OSCAR 1989 PER I MIGLIORI COSTUMI - BAFTA PER LA MILIOR REGIA
WHAT women want [Videoregistrazione / regia di Nancy Meyers
Abstract: TRAMA BREVE In seguito a un incidente un dirigente piuttosto maschilista acquisisce lo strano potere di capire quello che le donne pensano veramente. Finalmente c'é un uomo che le ascolta!!!! TRAMA LUNGA Una donna, la ex moglie, racconta con voce f.c. la vita passata di Nick, circondato da donne fin dall'infanzia, e ancora di più oggi nel suo lavoro di pubblicitario di successo. Le sue sicurezze di uomo bello e ricercato subiscono una imprevista frenata quando sul filo di lana si vede soffiare la promozione a direttore creativo della sua società proprio da una donna, la rampante e aggressiva Darcy. Ancora incredulo, una mattina mentre è in bagno cade nella vasca, il fon è acceso, parte una scarica, e lui sviene. Il giorno dopo, in ufficio, si accorge di avere una strana capacità: riesce a leggere nel pensiero delle donne. Da quel momento, oltre al fatto di poterle trattare in modo meno superficiale di come aveva sempre fatto, può prevenire le loro mosse e agire di conseguenza. La possibilità di leggere nel pensiero di Darcy gli permette di farle perdere tutta la sicurezza fin lì acquistata. Darcy commette alcuni errori, il suo rendimento diminuisce e viene licenziata. Ma ormai Nick, a cominciare dal rapporto con la figlia adolescente, ha cambiato atteggiamento. Accompagna Darcy a casa e non approfitta della situazione. Anzi, saputo del licenziamento, torna da lei e le confessa tutto quello che è successo. E in più le dice che è innamorato di lei. Sorpresa e colpita dalla dichiarazione, Darcy ricambia e i due si baciano. "La trovata è tutta in quella piccola magia della lettura del pensiero delle donne, gli sviluppi che ne seguono, però, sono in genere piuttosto facili ed anche, quando si fa avanti l'amore, del tutto prevedibili. I ritmi, inoltre, all'interno di una struttura narrativa molto diluita, non sono svelti come pretenderebbe una commedia e, a parte il carattere del protagonista, tutti gli altri personaggi, compreso quello di Darcy, sono quasi soltanto abbozzati. Il divertimento, tuttavia, è possibile (...)". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 9 febbraio 2001) "Oltre il conflitto e l'amore con una dirigente dell'azienda, il cuore del film sta nelle scene in cui Mel Gibosn indossa un collant nero, si lacca le unghie di mani e piedi, si depila le gambe con la ceretta, fa il ballerino danzando le canzoni di Frank Sinatra; con effetto allarmante e spiegabile soltanto con il fatto che Gibson è produttore del film. La comicità e l'eloquenza della letteratura del pensiero femminile hanno termine abbastanza presto e sono raccontate con poca leggerezza. Trascurato senza motivo per oltre due ore, zeppo di riempitivi, 'What Women Want' non è riuscito". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 9 febbraio 2001) "Sarà diretto da una donna (la televisiva Nancy Meyers), ma 'What Women Want' è una commedia scioccherella e sessista che ammicca (invano) a certo cinema anni '50". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 febbraio 2001)
The BOURNE identity [Videoregistrazione / regia di Doug Liman
Abstract: Un uomo viene strappato alla morte dal tempestivo intervento dell'equipaggio di un peschereccio italiano nel Mar Mediterraneo e scopre di essere diventato il bersaglio di alcuni sicari. L'uomo non ricorda nulla di sé, ma alcuni indizi lo inducono a sospettare che nel suo passato si nasconda qualcosa di molto importante: è un esperto di arti marziali e un poliglotta, ha un microfilm impiantato in un fianco, è stato sottoposto a un intervento di chirurgia plastica che gli ha alterato i lineamenti del volto, e nel delirio pronunciava una misteriosa sigla, J.B. Inizia così la ricerca della sua vera identità e del motivo per il quale chiunque s'imbatta in lui preferirebbe vederlo morto. "Tratto da un romanzo di Robert Ludlum del 1980, 'The Bourne Identity' dà forma a una paura assai diffusa in tempi di Internet e di webcam: l'ossessione del controllo, la perdita dell'individualità, l'abolizione delle libertà personali in cambio della sicurezza. (...) Non è un tema nuovo, ma Liman gli dà un tocco neoromantico in più. Stranamente in armonia con le prodezze di un eroe capace di sparare a due killer mentre cade nella tromba delle scale usando un cadavere come materasso. (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 novembre 2002) "Sfogliando le quasi cinquecento pagine del romanzo intitolato 'Un nome senza volto' si ammira la bravura degli sceneggiatori Tony Gilroy e William Blake Herron i quali hanno saputo condensare la debordante materia nelle due ore del film 'The Bourne Identity' diretto da Doug Liman. Mentre il libro si diffonde in dialoghi e situazioni accessorie, fedele allo stile pasteggiato del bestseller, la pellicola va dritta allo scopo; e ci sarebbe materia, in un confronto fra pagina e schermo, per un corso universitario sull'annoso problema dei rapporti fra cinema e letteratura". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 16 novembre 2002) "Adattamento del romanzo di John Ludlum, 'The Bourne Identity' gioca le sue carte sul vecchio tema dell'amnesia, non sempre credibile ma buono per innescare un efficace meccanismo a suspense: quando il pubblico ne sa più dell'eroe, partecipa alle sue peripezie con particolare immedesimazione. Alle prese con un 'blockbuster' da 75 milioni di dollari, Liman non si sogna neppure di fare la parodia del film di spionaggio, né si affida agli effetti speciali che ormai spadroneggiano nel genere; racconta invece in modo piano e funzionale, traversando una Parigi diventata teatro di una classica caccia all'uomo. La missione è compiuta: e pazienza per le piccole incongruenze che affiorano qui e là". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 novembre 2002) Note - PRESENTATO AL FESTIVAL DI LOCARNO 2002. - IL FILM E' STATO GIRATO IN GRAN PARTE A PARIGI E NELLA REPUBBLICA CECA. ZURIGO E' STATA RICOSTRUITA A PRAGA. LA SCENA INIZIALE DEL RECUPERO IN MARE E' STATA EFFETTUATA DAVANTI A IMPERIA MENTRE IL PESCHERECCIO ATTRACCA NEL PORTO DI ONEGLIA.
RESPIRO [Videoregistrazione / regia di Emanuele Crialese
Abstract: Il secondo film del regista Emanuele Crialese è un'opera strana e difficile, come la storia che racconta. Grazia (Valeria Golino) è la moglie di uno dei tanti pescatori di Lampedusa, ma non si è mai adattata alla piccola, monotona vita dell'isola: fa il bagno nuda, canta a squarciagola le canzoni di Patty Pravo, e spesso si chiude nei suoi silenzi che solo uno dei figli, Pasquale, si sforza di capire. Gli "altri", quelli normali, vorrebbero convincere il marito a farla vedere da uno psichiatra, ma lei preferirebbe morire. La storia è quasi inesistente, fatta più che altro di singole inquadrature che tendono a "fotografare" l'opprimente realtà dell'isola. Valeria Golino presta alla protagonista l'infinita tristezza del suo sguardo perennemente altrove.
Il MISTERO di Sleepy Hollow [Videoregistrazione / regia di Tim Burton
Abstract: Un celebre racconto di Washington Irving diventa un piacevole film di Burton con un ottimo Deep e una Ricci diventata cult girl. Un orrendo e misterioso cavaliere senza testa batte la plaga tagliando a sua volta la testa a tutti i suoi (ex) nemici. Depp indaga, trova l'amore e scopre la verità dopo una discesa in un vero e proprio inferno. Il clima sa di stampa d'epoca. Ma il linguaggio cinematografico è aggiornatissimo. Citazioni del metodo Sherlock Holmes. Da cineteca di genere.