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La VOCE dell'amore [Videoregistrazione / regia di Carl Franklin
Abstract: Marzo 1988. La giovane Ellen Gulden, a colloquio con l'avvocato in seguito all'autopsia effettuata sul corpo della mamma di lei, racconta lo svolgersi dei fatti. Ellen si è trasferita a New York, dove scrive e intende affermarsi come giornalista. Ma eccola tornare a casa, nella piccola Langhorne, in occasione del compleanno del padre George, professore di letteratura brillante e pignolo. Subito infatti critica l'ultimo articolo della figlia, e Brian, il fratello più piccolo, non ha il coraggio di dire che è stato bocciato proprio all'esame universitario di letteratura americana. La mamma Kate, casalinga dalle mille attività, dopo una visita medica, apprende di avere il cancro e di dover subire un intervento. Ellen vorrebbe tornare a New York ma, dopo molte discussioni, capisce di dover restare accanto alla mamma, anche se ciò potrebbe costarle la carriera. Alla cena del Ringraziamento George invita un famoso poeta, che però gli dice di apprezzare poco un suo tentativo di scrivere un romanzo. Per George il colpo è duro. Ellen, che lo ha anche visto in compagnia di un'allieva, lo accusa di egocentrismo. A Natale le condizioni di Kate si aggravano. Dopo un breve ricovero, torna a casa sulla sedia a rotelle. Passato il capodanno 1988, Kate peggiora e un giorno chiede alla figlia di aiutarla a morire. Dopo un momento di incertezza, Ellen decisamente rinuncia. Arriva George, Kate chiede anche a lui la stessa cosa e, poco dopo, muore. Si torna all'inizio, e l'avvocato conferma che la morte è avvenuta per un eccesso di morfina. Uscita dallo studio, Ellen va sulla tomba della madre, dove arriva anche George. Si chiariscono: nessuno ha aiutato Kate a morire, deve essere stata lei da sola ad ingerire il farmaco nella dose letale. Padre e figlia si ritrovano nel dolore. "Per gran parte della sua non breve durata il film coinvince e coinvolge. Per quanto non esente da qualche accentuazione di tipo melodrammatico e da qualche passaggio un po' stereotipato e prevedibile, la storia coglie comunque con esattezza lo sconvolgimento che produce la presenza di un avvenimento tragico come quello della malattia terminale. [...] Soprattutto le singole reazioni sono diverse: e possono contemplare anche il chiudersi nell'indifferenza come difesa contro la paura del male incombente. [...] Nella parte conclusiva, il film mette poi in campo il problema dell'eutanasia, [...] l'argomento è proposto senza compiacimento, senza soddisfazione, senza mai diventare proclama e incitamento." ("Segnalazioni cinematografiche", vol. 128, 1999) Note - CANDIDATURA ALL' OSCAR 1999 COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA PER MERYL STREEP.
TOTO', Peppino e ... la malafemmina [Videoregistrazione / regia di Camillo Mastrocinque
OUT of sight [Videoregistrazione : gli opposti si attraggono / regia di Steven Soderbergh
Abstract: Dal romanzo Fuori dal gioco di Elmore Leonard, sceneggiato da Scott Frank. Amore a prima vista dopo il primo corpo a corpo tra Jack Foley, ladro gentiluomo, e lo sceriffo federale Karen Sisco, incline alle attrazioni fatali per i criminali che deve catturare. Commedia romantica travestita da poliziesco o viceversa? Soderbergh si adatta alle regole del genere, cercando di smontarlo all'interno con l'ironia, un'andatura decontratta e piccoli espedienti stilistici (fermi d'immagine, flashback inopinati, sconnessioni temporali, divagazioni). Popolare per la serie televisiva E.R., scritta da Michael Crichton e prodotta da Spielberg, eletto nel 1997 dalla rivista "People" come l'uomo più sexy dell'anno, Clooney, a mezza strada tra Tyrone Power e Clark Gable, gioca le sue carte con vellutata eleganza.AUTORE LETTERARIO: Elmore Leonard
SOTTO corte marziale [Videoregistrazione / regia di Gregory Hoblit
Abstract: Durante la Seconda Guerra Mondiale, il tenente Thomas Hart, studente di legge prima dello scoppio del conflitto, deve difendere un pilota americano di colore dall'accusa dell'omicidio di un sergente bianco all'interno di un campo di prigionia tedesco. SEGUE A capo della corte marziale c'è il colonnello William McNamara, ufficiale americano più alto in grado tra i prigionieri. Ben presto Hart si renderà conto che il processo non è altro che una copertura per distrarre i carcerieri tedeschi e attuare un piano per fuggire e distruggere il deposito munizioni nazista. "Tra il film processuale e il dramma bellico, 'Sotto corte marziale' è vittima di un montaggio raffazzonato e dell'interpretazione sbagliata di Bruce Willis (McNamara). Per fortuna c'è anche Colin Farrell (Hart). Il regista Gregory Hoblit ('Schegge di paura', 'Il tocco del male') ha fatto di meglio". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 31 maggio 2002) "C'è qualcosa di invecchiato in questo film complicato e impossibile, eppure, nonostante tutto, Bruce Willis con quella faccia da cane cattivo e con i modi brutali, rimane a suo modo sempre bravo e conquista gli spettatori". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 31 maggio 2002) "Più che dalle parti del blockbuster di guerra tipo 'La grande fuga', le analogie vanno ricercate in film come 'Stalag 17' o, addirittura, 'La grande illusione'. L'idea di partenza è far affiorare un episodio di razzismo e mettere al centro dei fatti un soldato di colore circondato dal malvolere dei commilitoni (...) Dando prova di discrete capacità manipolative, per buona parte delle due ore Hoblit ('Frequency') riesce a tenere alti la tensione e l'interesse dello spettatore. Ma è un peccato che la sceneggiatura vada a parare in un finale convenzionale e moralistico, che sventola la bandiera del patriottismo nuocendo alla credibilità del tutto". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 2 giugno 2002) "La recita dell'onore e della giustizia prevede per lo spettatore il passaggio anche dalle forche caudine delle grandi manovre dell'idealismo militare americano, pompato ciclicamente al cinema. Fatta la tara, c'è da divertirsi. Con un impianto teatrale, che sapientemente riesce a offrire anche momenti spettacolari". (Silvio Danese, 'Il giorno', 7 giugno 2002) "La cosa più simpatica del film, tratto da un romanzo di John Katzenbach, è che non ci sono 'buoni': o meglio, gli unici buoni sono i principi dell'eroismo americano che escono illesi e corroborati dalla sporca vicenda della guerra. La storia è appassionante quanto piena di approssimazioni e inverosimiglianze, e dopo una prima mezz'ora da war-movie appassionante, si siede diventando il solito film di stampo processuale, con dialoghi e situazioni retorici e colpi di scena telefonati". (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 9 giugno 2002)
JACKIE Brown [Videoregistrazione / regia di Quentin Tarantino
Abstract: Jackie arrotonda l'esiguo stipendio di hostess contrabbandando denaro negli Stati Uniti per conto del trafficante d'armi Ordell Robbie. Tutto procede bene, fino al giorno in cui un agente del Servizio che controlla l'importazione di armi e alcool, e un poliziotto di Los Angeles, la incastrano all'aeroporto e l'arrestano. Intanto Ordell pensa che è giunto il momento di ritirarsi dagli affari ma per farlo ha bisogno di recuperare illegalmente 500mila dollari lasciati in Messico. Si rivolge allora a Max Cherry, esperto e comprensivo garante di cauzioni, che riesce a far scarcerare Jackie. Prima di farla andare via però, gli agenti la costringono a collaborare per incastrare Ordell, minacciando di rimetterla dentro in caso di rifiuto. Ora Ordell chiede a Jackie di aiutarlo a riprendere i soldi, e lo stesso fa con l'amico Louis Gara, appena uscito di prigione. A casa di Ordell, dove si incontrano, c'è l'amante di lui, Melanie, bionda e svanita. Max, dal carattere malinconico e propenso a smetterla col lavoro, è molto attratto da Jackie, che si accorge della cosa e architetta un piano coraggioso e rischioso per prendersi gioco dei due contendenti, Ordell da un lato, le forze dell'ordine dall'altro, facendole scontrare tra di loro. Intanto Louis fa l'amore con Melanie, lei lo assilla e lui, esaperato, la uccide. Il piano poi va avanti ed ottiene il risulato sperato, quando si arriva allo scontro tra i contendenti e la polizia ammazza Ordell. Tre giorni dopo Jackie parte con i soldi per la Spagna. All'aeroporto bacia Max, che all'ultimo momento non ha trovato la forza per lasciare tutto e accompagnarla. "Eccessivamente lungo (due ore e 35), faticoso nella struttura e a tratti noiosetto, 'Jackie Brown' porta tuttavia un segno d'autore in molti particolari bizzarri, nella fotografia arrischiata di Guillermo Navarro, nella perpetua eccitazione musicale; e riesce finalmente a ghermire l'attenzione raccontando l'episodio culminante, cioè la consegna del denaro contrabbandato, da tre diversi punti di vista, come in una specie di 'Rashomon' da 'tragicomic stripe'". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 28 marzo 1998) "Malinconia, tenerezza, maturità? E dov'è finito Tarantino? si chiederanno i suoi fan. Che infatti saranno non poco sorpresi da come lo smalto aggressivo del loro regista-feticcio si sia ammorbidito: anche se si parla, ovviamente, di un fenomeno relativo. Basti dire però che i due protagonisti di 'Jackie Brown' fanno, insieme, cento anni: come se Tarantino, più propenso a immaginare di solito storie 'coetanee', questa volta avesse gettato l'occhio della fantasia al di là della linea d'ombra. Tarantino conduce il gioco con tanta gentilezza che sarebbe divertente fare l'esperimento di proiettare il film a un tarantinato lasciandogli indovinare chi ne sia l'autore. Gioco impossibile, perché i tarantinati la sanno lunga. Ma certo le loro perplessità fioriranno. E tuttavia, se 'Jackie Brown' è meno brillantemente estremo di 'Le jene' meno smagliante di 'Pulp Fiction', spesso troppo lungo, non propriamente nuovissimo è comunque un passo avanti. Anzi, è forse l'unico passo possibile dopo il boom di 'Pulp Fiction'". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 27 marzo 1998) Note - IL FILM E' TRATTO DAL BESTSELLER DI ELMORE LEONARD. IL ROMANZO E' LA CONTINUAZIONE DI "THE SWITCH", DEL 1980. - LE RIPRESE SONO STATE EFFETTUATE A SUD DI LOS ANGELES, ANCHE SE IL FILM E' AMBIENTATO A MIAMI. - ORSO D'ARGENTO COME MIGLIORE ATTORE A SAMUEL L. JACKSON AL FESTIVAL DI BERLINO 1998.
L' OMBRA del dubbio [Videoregistrazione / regia di Randal Kleiser
BLUE steel [Videoregistrazione = Bersaglio mortale / regia di Kathryn Bigelow
Abstract: Megan Turner, appena nominata agente della polizia di New York, per sventare una rapina in un negozio affronta il rapinatore che tenta di ucciderla puntandole contro la pistola. Per difendersi Turper gli scarica il caricatore addosso, uccidendolo: la pistola del malfattore cade a terra e viene raccolta furtivamente da un cliente, che riesce ad allontanarsi. Accusata di aver sparato ad un uomo disarmato, Megan viene sospesa dal servizio. Eugene Hunt, il ladro della pistola, è un ricco agente di borsa che, guardandosi allo specchio con l'arma in mano, viene preso da crisi di follia. Credendo che Dio gli parli.incide il nome di Megan sui proiettili, perchè si è innamorato di lei, e uccide un passante. Intanto Megan, depressa per i rimproveri del capo e di Nick Mann, giovane investigatore della squadra omicidi, esce sotto una pioggia torrenziale e sale su un taxi, dove è salito anche Eugene, con il quale simpatizza, accettando di andare a cena con lui in un locale elegante. Megan resta affascinata da Hunt, che vuole rivederla, ma la notte viene condotta alla centrale di polizia, dove Nick le mostra il proiettile col suo nome, col quale è stato ucciso un uomo anziano. Riammessa in servizio, e nominata investigatore, la ragazza deve scoprire chi può essere il killer. Trascorsa un'altra serata con Eugene, che però non entra nella sua casa, apprende al mattino che un altro assassinio è stato commesso con un proiettile, che reca il suo nome. La sera Eugene conduce Megan nel suo lussuoso appartamento, dove i due si baciano, poi egli le chiede di impugnare la pistola, confidandole di averla vista sparare al rapinatore. Megan capisce che è uno psicopatico. e lo arresta. Ma l'uomo viene liberato perchè non ci sono prove contro di lui. Hunt uccide Tracy, la sola amica di Megan, mentre questa esce con lei, ma intervenendo l'avvocato di Eugene questi non viene incriminato e la ragazza lo trova nell'appartamento dei propri genitori, che egli è andato a conoscere. Nick e Megan trascorrono la nottata in appostamento sotto la casa di lei; più tardi il killer trova Nick solo e immobilizzato nell'auto, e sta per ucciderlo, quando accorre Megan e gli spara, colpendolo alla spalla, ma egli fugge. I due poliziotti tornano a casa di Megan, dove non sanno che Eugene, nascosto nel bagno, è riuscito a strapparsi il proiettile dal braccio e li sente, da dietro la porta, fare l'amore. Quando Nick entra in bagno, il folle, che si è impadronito della pistola di lui e l'ha avvolta in un asciugamano, gli spara, ferendolo gravemente: poi assale Megan per stuprarla, ma lei si difende e Hunt e costretto a fuggire dalla scala antincendio, dlleguandosi. Liberatasi di ogni protezione dei colleghi, Megan si precipita per le scale alla caccia dell'assassino, che, dopo un lungo conflitto a fuoco, e un investimento con un auto, riesce ad uccidere, nonostante sia gravemente ferita ad un braccio. "Il film, di notevole violenza è diretto validamente dalla regista Kathryn Bigelow, che rivela molto talento espressivo il montaggio è mozzafiato e le riprese fotografiche di New York sono particolarmente suggestive. E' coinvolgente la posizione fra carnefice e vittima, perchè essi sono accomunati nel ruolo di portatori di morte. Particolarmente originale è l'erotizzazione della pistola (un evidente simbolo fallico), che contribuisce a dare al lavoro un'atmosfera piuttosto morbosa, fra violenza scatenata ed erotismo morboso, il film risulta inaccettabile. Ottime le interpretazioni dei due protagonisti: Jamie Lee Curtis che col suo aspetto androgino, è adattissima al ruolo della poliziotta, e Ron Silver che sa dare al suo personaggio tutta l'ambiguità necessaria". ("Segnalazioni Cinematografiche", vol. 114)
SOTTO accusa [Videoregistrazione / regia di Jonathan Kaplan
Abstract: Sarah Tobias, giovanissima e molto disinvolta cameriera in un modesto locale, viene violentata a turno da tre individui tra gli incitamenti e le risate pressoché generali dei clienti. Solo un ragazzo - Kenneth Joyce - fa un'inutile telefonata alla polizia. Investita del caso, Katheryn Murphy (vice procuratore distrettuale), tenta dapprima un accordo con la difesa (ci si vorrebbe limitare, quanto a capo di imputazione, a semplici lesioni colpose), poi decide, sebbene in contrasto con il proprio superiore per la tesi dello stupro, con accusa di istigazione per tutti coloro che, per passività o viltà, hanno assistito al gravissimo episodio, però le occorre che Sarah compaia in aula come testimone. I tre delinquenti sono identificati e interrogati: la difesa oppone che Sarah li ha praticamente adescati con il proprio comportamento ed era, in sostanza, consenziente, intanto l'energica Murphy, scoperto in un college il giovane Kenneth, lo chiama a testimoniare per dare fondamento alla propria tesi. Sarah, dopo aver riferito tutti i dettagli della violenza subita, attende con Katheryn la sentenza della Corte: tra le due donne, così diverse per classe, cultura e fortuna, si è stabilita una profonda comprensione sul piano umano. Grazie alla tenacia della Murphy e alla deposizione di Kenneth, i colpevoli sconteranno la loro bravata. Malgrado la ovvia scabrosità di tanti momenti e gesti e la pesantezza del linguaggio, è la tesi stessa che salva il film da una inaccettabilità che ne penalizzerebbe il significato. (Segnalazioni Cinematografiche). Un film contro la violenza o un'astuta macchina spettacolare? Il dubbio è legittimo, soprattutto perchè il film ha partecipato con successo alla corsa agli oscar. In ogni caso, un film che può far riflettere e che può contare su due protagoniste di valore. (Francesco Mininni, Magazine Italiano tv). Il film di Kaplan, regista trascurabile, non è bello, è però un film utile perchè dice alcune cose: sullo stupro, sui suoi autori e sulle donne vittime della violenza. Eccellente interpretazione della Foster. (Laura e Morando Morandini, Telesette) Note OSCAR PER MIGLIOR ATTRICE (JODIE FOSTER) (1988). DAVID DI DONATELLO 1989 PER MIGLIORE ATTRICE STRANIERA A JODIE FOSTER.
CRISTO si e' fermato a Eboli / Videoregistrazione / regia di Francesco Rosi
Pomodori verdi fritti alla fermata del treno [Videoregistrazione] / regia di Jon Avnet
: Koch media, 2015
Abstract: Indimenticabili storie narrate da una dolce vecchietta del Sud ad una amica molto più giovane che dalla amicizia con una vegliarda in realtà indomita trae motivo di conforto e il coraggio necessario alla riaffermazione di sé. La storia della loro amicizia si confonde con quella di due donne di cinquant'anni prima. Allora al Whistle Stop Cafè si cucinavano i pomodori verdi fritti e alcune donne lottavano per ottenere la propria indipendenza... "L'innegabilmente brava e versatile Kathy Bates diventa quasi pretesto per un thriller metafora tra un femminismo ante rem e un'ironia alquanto sommaria sulle ingiustizie sociali, le eterne ottusità dei burocrati, le discriminazioni razziali, i soprusi esercitati sugli indifesi e il 'racconto' finale a sorpresa di un humor decisamente nero".
SAVE the last dance [Videoregistrazione / diretto da Thomas Carter
Abstract: Una giovane ragazza bianca, appassionata di danza classica, è costretta a rinunciare ai suoi sogni e a trasferisi in una nuova città a causa della morte della madre. In nuovo ambiente, il ghetto nero, e il trauma subìto la fanno cadere in una profonda depressione. Riuscirà a uscirne grazie all'aiuto di un giovane nero appassionato di hip hop che la convincerà a ballare di nuovo.
KAPO' [Videoregistrazione / regia di Gillo Pontecorvo
La GUERRA dei Roses [Videoregistrazione / regia di Danny DeVito
Abstract: A Washington, Barbara Rose - dopo diciotto anni di sereno matrimonio allietato fin dall'inizio dalla nascita di due figli, Josh e Carolyn, - vuole dividersi dal marito Oliver perchè, dopo un presunto infarto di questi, si è accorta che la possibilità di restare vedova non le dispiaceva affatto, in quanto il marito - che le ha dato tutto ciò che una donna può desiderare (tra cui Susan, una governante per la loro casa perfetta piena di oggetti d'arte) - tutto preso dalla propria carriera di avvocato non ha mai tenuto conto della sua individualità. A malincuore Oliver si rivolge a Gavin D'Amato, un avvocato amico di famiglia, per accordarsi sul divorzio: da questo momento inizia fra i coniugi una guerra accanita in quanto né l'uno né l'altra vogliono lasciare la dimora in cui hanno vissuto. Costretti a vivere separati nella stessa casa, limitano - con tanto di piantina a colori - i rispettivi habitat. L'accordo è finito (e i due figli ancora giovanissimi ne risentono), mentre subentrano ripicche, scherzi atroci, rivalse e cattiverie in un turbine di porcellane preziose (sono di Oliver, ma Barbara infuriata le manda in briciole) e di odio reciproco. In realtà Oliver vuole ancora molto bene alla moglie, ma Barbara si è stufata di fare la donna di casa, essendosi scoperta vocazioni manageriali. Gavin D'Amato tenta la riconciliazione, ma la cocciutaggine dei due è come un muro insormontabile. I reciproci perfidi dispetti determinano dapprima la totale devastazione della loro splendida abitazione e, successivamente, la loro morte dopo essere precipitati nel vuoto appesi ad un grande lampadario. Una commedia nera, acida e cattiva che riunisce il trio d'attori già protagonisti di "All'inseguimento della pietra verde". Splendida l'interpretazione di una Kathleen Turner in ottima forma. (Teletutto) Una storia comica, asprigna e anche amara. C'è dell'umor nero spesso e volentieri e ci sono alcune gag sapide. Eccellenti i tre interpreti. (Segnalazioni Cinematografiche).
TORA! Tora! Tora! [Videoregistrazione / regia di Richard Fleischer
Abstract: Dall'omonimo libro di Gordon A. Prange, è la ricostruzione del 7 dicembre 1941, quando i giapponesi attaccarono la base di Pearl Harbor, raccontata dal punto di vista americano e da quello giapponese. Colossal bellico in cui gli sceneggiatori _ Larry Forrester, Hideo Oguni e Ryuzo Kikushima _ e R. Fleischer si sforzano di essere obiettivi, con qualche indulgenza nel giustificare le azioni giapponesi. Cast di prim'ordine, effetti speciali che presero l'Oscar, montaggio incalzante. "Tora" significa tigre.AUTORE LETTERARIO: Gordon A. Prange
The MEXICAN [Videoregistrazione / regia di Gore Verbinski
Abstract: TRAMA BREVE Jerry è un malvivente di piccolo calibro che si trova alla prese con una scelta in apparenza facile. Il suo capo gli ha dato l'ordine perentorio di andare in Messico a recuperare a tutti i costi una preziosa pistola d'epoca, nota come "The Mexican". Anche Samantha, la sua fidanzata, gli ha dato un ultimatum: smetterla con i furti e decidersi a cambiare vita. Per Jerry la scelta è del tutto scontata: meglio affrontare l'ira di Samantha che quella del capo. Una volta trovata la pistola, però, iniziano i guai. La leggenda vuole, infatti, che intorno all'arma aleggi una maledizione. Per cominciare, Leroy, un sicario del capo, rapisce Samantha in modo che Jerry faccia il suo dovere fino in fondo. TRAMA LUNGA In seguito ad un incidente d'auto, Jerry, ladruncolo di modeste dimensioni, ha fatto andare in galera un boss e da cinque anni è costretto a lavorare per lui. C'è tuttavia un ultimo lavoretto da eseguire, e Jerry non può dire di no: si tratta di andare in Messico a recuperare un'antica preziosissima pistola nota con l'appellativo "The mexican". Jerry deve dare questa notizia a Samantha, la sua fidanzata, che ormai non sopporta più tutte le promesse non mantenute. Anche lei lancia l'ultimatum: se Jerry parte, non la rivedrà più e anzi lei andrà finalmente a Las Vegas dove ha sempre desiderato trovare un lavoro. Di fronte al rischio di vita o di morte, Jerry deve per forza partire. Nel piccolo paese messicano trovare la pistola risulta abbastanza facile; difficile è rimanerne in possesso e tornare a casa. Dopo avere subito il furto della macchina, Jerry si trova invischiato in una serie di disavventure sempre più complicata. Dall'altra parte anche Samantha non è più fortunata: durante una sosta, viene rapita da un sicario di nome Leroy. Costui dice di doverla tenere in ostaggio per assicurarsi che Jerry torni dal Messico. I due viaggi proseguono paralleli tra imprevisti, scambi di persona, colpi di pistola. Jerry scopre alla fine che la pistola è legata allo svolgimento di una lontana tragedia familiare che sembra debba proseguire. Solo dopo molte peripezie, Jerry e Samantha si riuniscono. Jerry però è preso ancora di mira dai messicani e dal boss finalmente uscito di galera. Deve ancora passare qualche rischio e sparare insieme a Samantha qualche colpo, prima che la pistola possa tornare al suo posto: dopo aver dato dimostrazione che la maledizione continua. "Strano, rocambolesco film 'The Mexican': intrigante ma pacato melange di on the road e di love story, di commedia e d'atmosfere vecchio stile che evocano Peckinpah, gli spaghetti western, Tarantino, Leone e Terry Gilliam. La coppia di superstar è gravina. Ma dà le piste a tutti James Gandolfini, killer spietato ma gay, innamorato d'un postino". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 20 aprile 2001) "La coppia dei più belli, Julia Roberts e Brad Pitt, si vede insieme per poco tempo, appena all'inizio e alla fine del piccolo film avventuroso a basso costo; ma tutt'e due le star restano veramente affascinanti". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 20 aprile 2001) "Luce ocra del Sud, asfalti lividi del nord, e un macchiettiamo metacinematografico come risultato di un pastiche alla Tarantino (il produttore è il Lawrence Bender di 'Pulp Fiction') a cui mancano impasto e coraggio. E' un prodotto studiato, e si sente, per lanciare la coppia Pitt-Roberts. Fatta la legge trovato l'inganno: insieme condividono soltanto venti professionali minuti". (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 20 aprile 2001)
ALIEN [Videoregistrazione : la clonazione / regia di Jean-Pierre Jeunet
Abstract: Al ritorno da una missione interplanetaria, un equipaggio di astronauti capta un SOS da un pianeta. Scesi su un suolo sconosciuto, gli astronauti si troveranno a dover affontare una creatura mostruosa che, nascosta nei meandri della loro astronave, si prepara a sferrare l'attacco decisivo... "Riuscita combinazione di fantascienza e horror; il film si giova di scenografie molto suggestive, di effetti speciali realizzati con notevole perizia tecnica". ("Segnalazioni cinematografiche, vol. 88, 1979") Note - NELLA VERSIONE ORIGINALE, LA VOCE DELLA 'MADRE' E' DI HELEN HORTON. - PREMIO OSCAR PER I MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI (1979). - A 25 ANNI DALLA PRIMA USCITA UNA RIEDIZIONE SPECIALE RIMASTERIZZATA CON TECNOLOGIA DIGITALE E' STATA DISTRIBUITA NEGLI USA PER LA FESTA DI HALLOWEEN 2003. PER QUESTO "DIRECTOR'S CUT" SONO STATE SELEZIONATE ALTRE SCENE TAGLIATE NELLA PRIMA EDIZIONE.
ALLA ricerca di Nemo [Videoregistrazione / prodotto da Disney-Pixar
Abstract: Nelle profondità della grande barriera corallina Marlin, pesce pagliaccio, è rimasto vedovo e con un unico figlio, Nemo. Quando per il piccolo arriva il primo giorno di scuola, il padre, pieno di paura per i tanti pericoli in agguato, lo accompagna. Reagendo d'istinto alle sue eccessive raccomandazioni, Nemo si allontana dal gruppo, supera la barriera, si avvicina ad una barca e subito viene catturato da un sub, destinazione un acquario nello studio di un dentista di Sidney. Disperato per la sorte del figlio, Marlin si mette subito alla sua ricerca. Non sa però da dove cominciare, quando in suo soccorso arriva Dory, un pesce chirurgo blu che gli offre aiuto ma soffre di fastidiosi vuoti di memoria. Così, trovare la strada giusta diventa un'impresa impervia e difficile. Gli ostacoli si succedono uno dopo l'altro: un terzetto di squali, una rana pescatrice, una foresta di meduse, una balena, un gruppo di tartarughe marine, i gabbiani affamati che presidiano il porto di Sidney. Infine però viene individuato lo studio del dentista, con l'acquario dal quale nel frattempo un pesce moresco di nome Branchia aveva organizzato un tentativo di fuga cui Nemo ha offerto un contributo determinante di decisione e di coraggio. Finalmente Marlin e Nemo si ritrovano. Il padre si scusa con il figlio per non aver creduto in lui. Dopo il ritorno a casa, ecco di nuovo Nemo a scuola con tutti i suoi colorati amichetti. "Consapevoli che il film d'animazione, destinato ai bambini, è soprattutto magia, ossia possibilità di suscitare sogni e stimolare fantasia, il produttore Lassiter e il regista/soggettista Stanton scelgono una storia ambientata nelle profondità marine, luogo quant'altri mai misterioso e inesplorato, abitato da creature che non si vedono e che possono essere 'disegnate' nelle forme più strane. Le (dis)avventure che i pesci affrontano sono però vere, quasi 'realistiche', toccano cuore e mente, si muovono lungo quelle sensazioni primordiali che fanno parte della crescita di ogni essere umano: ricerca del nuovo; voglia di affermazione; paura; dolore; gioia. Il tutto lungo la difficile, ma consapevole ricerca di un legame rinnovato tra padre e figlio. Certamente una favola "di formazione", un racconto-sintesi di molti altri titoli disneyani degli anni passati. Ma il taglio è, come si diceva, per più versi rinnovato: meno sdolcinato, armonioso ma più attento all'espressività dei soggetti, scrupoloso e riuscito nel disegno delle acque sempre in movimento. E poi non c'è musical, ossia mancano stacchi e siparietti musicali cantati dai protagonisti. Più asciuttezza ma uguale capacità di arrivare ad una osmosi tra regno umano e regno animale, di offrire la sensazioni che quei pesci siamo noi, che in quell'acquario sono tenuti prigionieri i nostri desideri di libertà e di pace." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 136, 2003) Note - OSCAR 2004 COME MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE. - INSERITO DAL BRITISH FILM INSTITUTE NELLA CLASSIFICA - STILATA NEL 2005 - DELLE 50 OPERE PIÙ ADATTE A UN PUBBLICO GIOVANE.
The SIXTH sense [Videoregistrazione = Il sesto senso / regia di M. Night Shyamalan
Abstract: Malcolm è uno psicologo infantile molto stimato. La sera in cui è a casa con la moglie a leggere la targa onorifica che la città di Filadelfia ha voluto regalargli, dal bagno arriva un rumore. Vincent, da bambino paziente del dottore ed oggi adulto, ritiene di aver subito un torto di cui vuole vendicarsi. Estrae una pistola, spara a Malcolm e poi a se stesso. L'autunno seguente Malcolm deve occuparsi del caso del piccolo Cole, nove anni, ossessionato da spaventose apparizioni di spiriti. Malcolm ha un primo colloquio con lui in chiesa, poi i due si rivedono a casa, dove la mamma Lynn cerca di tenere il figlio più protetto possibile. Dopo una reticenza iniziale, Malcolm acquista la fiducia di Cole, che gli confida esattamente le sue sensazioni: sia quando è fuori sia quando è a casa, Cole 'vede' anime tormentate di morti che si materializzano nelle sue vicinanze, e con loro riesce a parlare. Spaventato da questo potere, Cole si affida allo psicologo, mentre la madre passa dalla paura allo sconforto e non sempre riesce a controllarsi. Ad un certo momento il rapporto tra i due sembra diventare di reciproco scambio. Malcolm è in grado di accostare la realtà di Cole, perché è anch'egli un'anima defunta. Quando Cole sembra ormai avviato a guarigione, Malcolm torna a casa dalla moglie che è a letto. "Dormi adesso - le dice - sarà tutto diverso domani mattina". E sul video scorrono le immagini del loro matrimonio. "Il film sull'orrore del mondo, simile a tanti altri, ha un ritmo particolare, piano; ha minimi dettagli mai spiegati (nelle fotografie, il bambino ha sempre alle spalle un lampo di luce splendente); soprattutto ha il piccolo attore che ispira commozione e spavento insieme". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 1 novembre 1999) "Con tutto il turbamento e l'angoscia che procura, 'Il sesto senso' dà anche qualche speranza: che, dopo anni di effetti grossolani e di violenza gridata, si possa fare del cinema "di genere" capace, sotto la scorza del genere, di comunicare emozioni anche a un pubblico adulto. Il piccolo miracolo cinematografico è merito di un regista indiano da anni trapiantato in America, Night Shyamalan, che scrive e dirige un film di genere sì - perché almeno nel punto di partenza 'Il sesto senso' potrebbe ricordare i classici dell'horror infantile, da 'L'esorcista' in qua -, ma lo sviluppa con ritmi all'antica, non fa strane sperimentazioni e tratta con straordinaria sensibilità il tema dell'infelicità infantile". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 30 ottobre 1999) "Prometto di attenermi senz'altro alle istruzioni di Bruce appena mi comparirà davanti un fantasma, ma nell'attesa concedetemi di considerare 'Il sesto senso' una stupidaggine. Resta davvero difficile spiegarsi il trionfo di un thrilling oscurantista, scritto male e girato al buio, che il divo Willis attraversa con il passo reverente di un turista in una cattedrale credendosi dentro a chissà quale opera d'arte". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera, 30 ottobre 1999) Note - REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1999. - 6 CANDIDATURE ALL'OSCAR 2000: COME MIGLIOR FILM, MIGLIORE REGIA, MIGLIORE SCENEGGIATURA , MIGLIOR MONTAGGIO E MIGLIOR ATTORE E MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA A HALEY JOEL OSMENT E TONI COLLETTE.
PROVACI ancora, Sam [Videoregistrazione / regia di Herbert Ross
Abstract: Sam, critico cinematografico appassionato di Humphrey Bogart, è abbandonato dalla moglie. Una coppia di amici lo vorrebbe aiutare a uscire dalla crisi, ma Sam è pieno di complessi e per di più è completamente imbranato. Seguendo i consigli del fantasma di Bogart tenta di conquistare l'unica donna che gli sta veramente a cuore. Il titolo del film allude alla celebre fase - Play It Again Sam - che Ingrid Bergman dice al pianista nero in "Casablanca" quando gli chiede di suonare ancora una volta "As Time Goes by". "Un'impareggiabile commedia da un testo teatrale dello stesso Allen: sorrisi, nostalgia, stile e umanità sono i suoi ingredienti principali. Un film che incanterà gli appassionati di Bogart, ma che divertirà anche tutti gli altri". (Francesco Mininni, "Magazine italiano tv"). "Perfetto nei dailoghi, brillante e senza mai un momento di stanchezza, Provaci ancora Sam è un piccolo capolavoro. Come hanno visto molti critici, è un film che sembra diretto dallo stesso Woody Allen. Come Sam, Allen è sensazionale nell'esprimere la sua goffagine, i suoi tic, i suoi contorcimenti da intellettuale piccolo, nevrotico, bugiardo, infelice. (...) La bella, raffinata e bravissima Diane Keaton è indimenticabile nel ruolo della moglie infedele. (...) Nella commedia teatrale il protagonista si chiamava, ironicamente, Allan Felix." (Rita Tripodi, "L'Espresso")
Buffy l'ammazzavampiri. Stagione due [Videoregistrazione]
: 20th Century Fox home entertainment, 2005