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Trovati 37829 documenti.
LICANTROPIA [Videoregistrazione] = Ginger Snaps back, the beginning / regia di Grant Harvey
: Eagle pictures, 2004
Abstract: Canada, XIX Sec. Le due sorelle Brigitte e Ginger Fitzgerald si sono perdute nella foresta ai limiti del Mondo Conosciuto. Trovano rifugio in un fortino abitato da un gruppo di uomini molto strani che sembrano nascondere un terribile segreto, ma si rendono conto della pericolosità del luogo quando vengono attaccate da un branco di pericolosi lupi mannari. L'unica persona in grado di poterle salvare sembra essere un enigmatico cacciatore indiano, ma una delle due ragazze viene morsa da un licantropo e si trasforma lei stessa in un malvagio essere assetato di sangue... "Solo gli appassionati del genere potranno gustare appieno questo film: anche se la distribuzione non lo annuncia, si tratta infatti di un prequel di 'Cinger Snaps' (2000) di John Fawcett, horror canadese molto curioso ma quasi ignoto in Italia su due sorelle licantrope, che aveva già avuto un seguito l'anno scorso. (...) La sceneggiatura ha una struttura un po' rozza ma anche imprevedibili sottigliezze, con le due ragazze che in fondo sono le eroine, i lupi e i mostri tutt'altro che cattivi, e gli "umani" un branco di pazzi votati all'autodistruzione. Purtroppo la regia molto piatta ha una ritmo sfilacciato e non sfrutta appieno le potenzialità della vicenda, che sarebbe un northern pieno di echi letterari (Hawthorne, le Bronte) e forse anche sociologici; ma il film è comunque superiore ai mosci horror Usa medi." (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 2 agosto 2005)
NICKNAME Enigmista [Videoregistrazione] = Cry wolf / regia di Jeff Wadlow
: Eagle pictures, 2006
REINCARNATION [Videoregistrazione] / regia di Takashi Shimizu
: Dolmen home video, 2006
Abstract: In unaudizione per una parte cinematografica, unattrice sostiene di voler interpretare una donna uccisa perché in una vita precedente è stata assassinata. Il regista Matsumura (Kippei Shiina) è interessato, ma è anche attirato da unaltra attrice, Nagisa Sugyura (Yûka), più silenziosa, che tornando a casa in metropolitana ha la strana visione di una bambina che la fissa. Nagisa ottiene la parte e apprende dal suo agente che la storia del film è ispirata a un fatto vero accaduto parecchi anni prima, quando un professore sterminò la famiglia e il personale dellalbergo in cui si trovava prima di togliersi la vita. Allinizio delle riprese, Nagisa apprende da Matsumura che il suo ruolo sarà quello della bambina uccisa nella strage: nella realtà aveva solo sei anni, mentre nel film ne avrà di più. Nagisa è turbata perché la bambina, della quale vede la foto, assomiglia molto a quella della metropolitana. Quando viene a sapere che il film verrà girato nellalbergo dove si svolsero i fatti, Nagisa è ancora più turbata: sente che non dovrebbe andarci. Ma non può farne a meno. Lidea dellalbergo pervaso dalla presenza dei fantasmi del passato richiama alla mente #Vedi#Shining, ma Takashi Shimizu segue un percorso originale basato, più che sullossessione, sullurgenza di sapere e sulla necessità della redenzione. La costruzione del racconto sembra confusa e faticosa nella prima parte, ma poi, come unimmagine messa a fuoco, tutto trova senso e giustificazione in un sottile crescendo di orrore psicologico che riporta il regista nel territorio di brividi essenziali già esplorato con successo nei vari #Vedi#Ju-on. Lultima parte è un distillato di suspense concentrata che conduce a un finale criptico, ma non deludente
TUTTO l'amore che c'e' [Videoregistrazione] / regia di Sergio Rubini
: Cecchi Gori home video, 2000
L' UOMO senza volto [Videoregistrazione] : regia di Mel Gibson
: Eagle pictures, [200-?]
ABBASSO l'amore [Videoregistrazione] = Down with love / regia di Peyton Reed
: 01 distribution, 2006
Abstract: NYC 1963: cosa succede quando Catcher Block, affermato giornalista e maschilista convinto, incontra Barbara Novak, timida scrittrice di provincia balzata allonore delle cronache con Down with love, romanzo-manifesto che professa lemancipazione della donna attraverso la rinuncia allamore Il Technicolor ricreato e la fotografia a tinte sgargianti aprono le porte al mondo della New York degli anni 60, piena di Doris Day e di Rock Hudson, vestiti e cappellini sgargianti, musica swing e movenze alla Frank Sinatra. E la commedia americana del periodo doro con pennellate di modernità che non può non conquistare lo spettatore con lampi di ironia e pochade dannata. Gli attori si muovono con disinvoltura senza essere caricaturali, forzati a far sorridere. La musica coinvolge,ed è il tappeto su cui la sceneggiatura cammina leggera ricostruendo unepoca che oggi non sembra così lontana.
ALICE's restaurant [Videoregistrazione] / regia di Arthur Penn
: 20th century fox home entertainment, 2004
Abstract: Ray e Alice gestiscono un restaurant per mantenere una comunità hippy che vive in una chiesa sconsacrata. Ben presto il gruppo si assottiglia. È un film in forma di tenera ballata che si vede con simpatia, almeno per chi ha interesse o nostalgia per gli anni '60.
MAGIC numbers [Videoregistrazione] = Numeri magici / regia di Nora Ephron
: Universal pictures, 2000
Abstract: TRAMA BREVE Russ Richards è un noto metereologo a Harrisburgh, Pennsylvania. Durante l'inverno del 1988 decide di aprire un negozio di motoslitte, ma gli affari vanno male poiché la temperatura non si decide a scendere. Russ si ritrova così in un mare di guai e con un estremo bisogno di soldi. In suo aiuto accorre l'amico Gig, che lo convince a truccare la lotteria nazionale con la complicità di Crystal, la ragazza che estrae i numeri. TRAMA LUNGA Harrisburg, Pensylvania, 1988. Annunciatore delle previsioni del tempo nella locale televisione, Russ Richards è molto noto in città, e ha intrapreso una seconda attività che però al momento lo sta mettendo in crisi. Non nevica da tempo infatti, e il suo negozio di motoslitte da neve va male al punto da costringerlo, per evitare il pignoramento, a rivolgersi all'amico Gig, proprietario di un locale notturno. Gig ribatte e gli propone un piano: truccare l'uscita dei numeri del lotto, che ogni sera vengono estratti sempre sulla stessa rete televisiva. Crystal, la ragazza incaricata, è d'accordo, il piano funziona, i numeri escono, e ora si tratta di ritirare gli oltre 6 milioni di dollari del montepremi. Dapprima Crystal incarica il cugino, un grassone nullafacente, che però poi alza le pretese del compenso. A quel punto intorno al biglietto della vincita si scatena l'inferno. Entrano in ballo Jerry l'allibratore, Dale il proprietario della TV, Lakewood tenente di polizia un po' esaurito. Si va avanti tra minacce, ricatti e qualcuno che ci lascia la pelle, finché Russ finisce in ospedale, poi recupera il biglietto e fa ritirare la somma dall'amica Wendy. Tornata la calma in città, Russ è andato in Florida, dove è riuscito a tornare in TV. Ora presenta un programma che si chiama 'Lucky numbers'. "Per la prima mezz'ora di 'Magic Numbers' tutto fila a meraviglia: un ritmo due volte più veloce del cinema americano medio, tra attori che stanno al gioco con classe. Poi tutto si adagia nei consueti meccanismi del film-colpo. Ma il risultato rimane godibile, specie con questi chiari di luna del cinema statunitense". (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 16 dicembre 2001) "Nel caso di 'Magic Numbers', il proverbio 'non tutte le ciambelle riescono col buco' si adatta sia ai protagonisti del film, che organizzano malamente una truffa al lotto; sia alla regista Nora Ephron e al divo John Travolta che, dopo il successo in coppia di 'Michael', stavolta hanno fatto flop. Non che la commedia nera scritta da Adam Resnick sulla base di un fatto dei primi anni 80 sia priva di buoni spunti, tuttavia, intorno alla storia e ai personaggi principali si affastellano troppe sottostorie e figure secondarie. (...) Nella commedia che parte bene e prosegue perdendo colpi, gli interpreti danno comunque una buona prova: Travolta si conferma valido nel registro brillante, la Kudrow è una spalla perfetta e Roth non ha bisogno di impegnarsi troppo per incarnare il suo piccolo lestofante". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 7 dicembre 2001) "Privo del necessario understatement il racconto spinge tutti gli attori verso uno stile di recitazione scomposto, dove tutti sottintendono che si stanno divertendo a spese degli spettatori. Nora Ephron, abile negli intrecci sentimentali, 'Insonnia d'amore' e 'C'è post@ per te', alle prese con una vicenda grottesca compuntate nello slapstick, non ha la 'cattiveria' di Billy Wilder, che è un pio desiderio per qualunque regista contemporaneo, tenta così la carta della buffoneria, ma il Dna del genere appartiene di diritto al cinema francese, mentre quello statunitense si é sempre fatto onore nella commedia metropolitana, con battute puntuali ed attori in souplesse. (...) Una pellicola concitata, con gli avvenimenti che sottraggono qualità ai dialoghi. Una commedia sofisticata, nel senso che ne sono stati alterati gli ingredienti di base fino a renderla pericolosamente commestibile". (Adriano De Carlo, 'Il giornale', 4 dicembre 2001)
I TEMPI che cambiano [Videoregistrazione] / regia di Andre' Techine'
: Dolmen home video, 2005
Abstract: Esiste l´amore eterno? Forse sì, almeno nell'ultimo film di André Téchiné. Protagonisti sono un uomo e una donna che si ritrovano a Tangeri trent'anni dopo essere stati, l'uno per l'altro, il primo amore. In realtà Antoine, Gérard Depardieu, ha speso tutto questo tempo nel ricordo e nella ricerca di Cécile, Catherine Deneuve, che nel frattempo si è sposata con un medico marocchino e ha un figlio omosessuale. Lui la corteggia con la passione di un adolescente e le propone di trascorrere insieme la vecchiaia, lei è cinica e disillusa dalla vita. Ma una passeggiata nel bosco e il panorama del mare la aiuteranno a riscoprire che esistono un continente e un sogno, al di là dell'oceano. Un film sull'amore che riesce a rendere con intelligenza e sensibilità la bellezza e la profondità di due caratteri, splendidamente interpretati. La camera a mano li segue, li squadra, li accompagna nel lungo flash back che racconta un pezzo della loro storia. Qualche volta se ne allontana, magari creando una quinta naturale fatta di alberi o di erba alta; altre volte li abbandona per narrare le vicende dei personaggi che li circondano. Ma sempre rispetta e descrive la verità dell'Essere Umano.
TERAPIA d'urto [Videoregistrazione] / regia di Peter Segal
: Columbia tristar home entertainment, 2003
Abstract: Dave Buznik è un mite uomo d'affari che, in seguito ad uno spiacevole equivoco a bordo di un aereo, viene scambiato dal giudice Daniels per una persona irascibile e per questo condannato a seguire un programma per la gestione della rabbia organizzato dal dottor Buddy Rydell. L'approccio del rude dottore alla terapia sconcerta il povero Dave che, per sua sfortuna, si trova coinvolto in un altro incidente e per questo condannato ad intensificare le cure per evitare di finire in prigione. Per questo Buddy decide di trasferirsi in casa del manager. Ma quando i modi del medico sembrano travolgere il suo mondo di certezze e la sua sfera di affetti, Dave deve scegliere se tornare di nuovo a rifugiarsi nel suo guscio oppure se difendere la sua vita con le unghie e con i denti. "L'inizio della commedia 'Terapia d'urto' di Peter Segal è scoppiettante, con Sandler che viene fantozzianamente tartassato come fosse il capro espiatorio di una nazione ancora traumatizzata dall'11 settembre. Ma quando pensi di avere di fronte degli autori hollywoodiani elegantemente sarcastici, ecco entrare in scena Jack Nicholson e tutto si perde in un prevedibile buddy movie all'insegna del politicamente corretto. Guai a cercare una comicità adulta. Sandler e Nicholson puntano su gag terribilmente innocue. Il finale, poi, cita espressamente il complottistico 'The Game' di David Fincher, che già non era un film particolarmente intelligente. Comparsate illustri di John McEnroe e Rudolph Giuliani. Sandler è abbonato a personaggi rabbiosi, da 'Waterboy' a 'Punch Drunk Love', la sua migliore prova d'attore grazie alla regia di Paul Thomas Anderson". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 14 giugno 2003) "L'irascibilità come il tabagismo e l'alcolismo, da doversi curare? Sembra di sì, almeno a credere da questa spassosa commedia americana diretta da uno specialista del genere, Peter Segal, il regista di una delle tre 'Pallottole spuntate' con Lesile Nielsen e della 'Famiglia del professore Matto', con Eddie Murphy (...) Sorprese buffe, caricature, satire, in più momenti anche farse. Con un susseguirsi di trovate che non si ferma mai. Ancora una esplosione di risate. Prima che la stagione finisca". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 13 giugno 2003) "Paradossale e incredibile nello spunto e negli sviluppi, 'Terapia d'urto' assomma vicende bislacche e quasi sempre irresistibili con un gran finale allo 'Yankee Stadium' che come deus ex machina tira in ballo l'ex sindaco Giuliani. Ma l'allegro copione scritto da David Dorfman per la regia furbacchiona di Segal si basa sulla constatazione, purtroppo molto seria, che spesso la mitezza apparente è solo una maschera dell'aggressività". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 14 giugno 2003) "Il pubblico americano, che ha fatto di 'Terapia d'urto' un hit da cassetta, ha gradito; però il risultato è al di sotto delle possibilità. Se di recente avevamo trovato Jack e Adam in pieno tentativo di autorinnovamento, qui si accontentano entrambi di raschiare i rispettivi repertori, ai limiti dell'autocaricatura. Sotto al direzione di uno yes-man che si guarda bene dal mischiarsi nella faccenda, eseguono il numero al minimo dell'impegno sindacale: più simpatico il giovane, un po' irritante il veterano nel suo continuo strizzar d'occhio e inarcare le sopracciglia. Anziché disegnare una progressione drammatica, la commedia compila un'antologia di gag dando la sensazione di non saper bene dove andrà a parare. Divertenti le comparsate dell'ex-sindaco di New York Giuliani e del tennista McEnroe, nella parte di se stessi". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 14 giugno 2003)
Che fine ha fatto Baby Jane? [Videoregistrazione] / regia di Robert Aldrich
: Warner home video, 1962
Abstract: Jane Hudson è un'ex bambina prodigio frustrata dagli insuccessi che vive da trent'anni in una vecchia casa con la sorella Blanche, ex diva di Hollywood degli anni '30, paralitica dopo un incidente d'auto. Tra le due sorelle c'è un perverso rapporto sadomasochistico che sfocia nella follia e nella morte violenta. Note - RIFACIMENTO DEL CELEBRE FILM OMONIMO DI ROBERT ALDRICH, CHE VIDE CONFRONTARSI IN PERFIDIA E BRAVURA BETTE DAVIS E JOAN CRAWFORD. IL DUETTO FRA LA VECCHIA ATTRICE PARALIZZATA E LA SORELLA (ALTRA EX-DIVA) CHE LA TORMANTA, NON È INDEGNO DEL MODELLO, ANCHE GRAZIE AL TALENTO DI VANESSA REDGRAVE. - INEDITO PER LE SALE
Nero veneziano [Videoregistrazione] / regia di Ugo Liberatore
: De Agostini, 2005
Abstract: Dopo la tragica morte della nonna, gli orfani Christine e Mark vengono ospitati dagli zii materni Winters nella pensione che essi possiedono alla Giudecca di Venezia. Mark, quattordicenne cieco, ha delle "visioni" in cui replicatamente scorge un misterioso e malefico uomo che lui è sicuro essere il Maligno. Secondo le ossessioni di Mark, muoiono tragicamente i signori Winters, una amichetta del ragazzo e Giorgio, lo scultore fidanzato della sorella e poi sposo. Prima del matrimonio, comunque, ereditata la pensione, Christine la riapre e ospita un certo Dan, l'uomo delle visioni di Mark; quindi raccoglie un certo numero di ragazze-prostitute delle quali funge da protettrice. Rimasta incinta senza avere avuti rapporti con nessuno, Christine genera Alex e P. Stefani, l'unico che sembra credere alle rivelazioni di Mark, muore dopo avere battezzato il neonato. Scomparso Dan, morto Giorgio, Mark uccide Alex e riacquista la vista. Nel cimitero gli appare il cognato che gli conferma la natura diabolica di Alex e gli dichiara che il frutto del Maligno non può morire. Mark, infatti, lo rivede tra le braccia della sorella.
Murder obsession [Videoregistrazione] = Follia omicida / regia di Riccardo Freda
: De Agostini, 2006
Abstract: Mike, un attore, dopo quindici anni di assenza ritorna a casa per rivedere la madre. Lo accompagna Debora, la sua ragazza. Qualche giorno dopo lo raggiunge un regista suo amico con la sua aiuto, Shirley, e l'attrice Beverly. I tre sembrano essere mal sopportati da Oliver, l'enigmatico maggiordomo della casa. Le due donne vengono uccise e la colpa sembra ricadere su Mike, accusato dalla madre anche dell'uccisione del padre quando, da piccolo, l'aveva visto picchiarla. I colpi di scena si susseguono e quando ormai nella casa sono tutti morti, Mike si trova dinanzi all'orrenda verità... "Ritorno al cinema, dopo 12 anni di assenza, di Riccardo Freda con questo sconclusionato film che mescola senza molta destrezza l'horror e il thrilling, i tabù della superstizione (amuleti, talismani, improbabili testi spacciati per orientali) con quelli analizzati da Freud (shock infantili, complessi d'Edipo, Eros e Thantos e via dicendo)". (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 92, 1982). Note - IL REGISTA RICCARDO FREDA HA FIRMATO IL FILM CON LO PSEUDONIMO DI ROBERT HAMPTON. - SERGIO STIVALETTI E' L'ASSISTENTE AGLI EFFETTI SPECIALI, NON ACCREDITATO.
: De Agostini, 2006
Abstract: Succedono fatti allucinanti in una clinica per donne malate di mente: un'infermiera viene decapitata, una paziente pugnalata, una ninfomane massacrata, un'altra donna è trafitta da una freccia. Un misterioso individuo incappucciato è l'artefice di questi omicidi e la polizia decide di tendergli una trappola. Ma prima che l'insospettabile "mostro" venga catturato, questi ha il tempo di compiere un'altra serie di omicidi.
L' oro di Napoli [Videoregistrazione] / regia di Vittorio De Sica
: Filmauro home video, 2006
Voci dal profondo [Videoregistrazione] / regia di Lucio Fulci
: De Agostini, 2006
Abstract: Disturbato dal pianto del bambino, Giorgio Mainardi (Duilio Del Prete) smette di fare lamore e, armato di coltello, lo fa tacere squarciandogli il petto. Si tratta però di un incubo della mamma che va a verificare: il figlio dorme tranquillamente. Giorgio invece muore di emorragia interna sputando sangue, nonostante gli sforzi dei medici. La matrigna di Giorgio cerca invano di opporsi allautopsia e incarica suo figlio Mario (Pascal Persiano) di richiamare a casa per il funerale la figlia di Giorgio, Rosy (Karina Huff). Ad attenderla, la ragazza trova Gianni (Lorenzo Flaherty). Il padre si era fatto detestare da molti, compresi alcuni dei suoi familiari che avevano molti motivi per volerlo morto, ma Rosy gli voleva bene ed è a lei che lo spirito di Giorgio si rivolge perché scopra il responsabile della sua morte. Da un racconto di Lucio Fulci pubblicato dalla Gazzetta di Firenze. Per il soggetto e la sceneggiatura, Fulci si fa aiutare dagli esperti Daniele Stroppa e Piero Regnoli. Il risultato è un film diseguale che trasmette una visione pessimistica della vita e dellistituto familiare in particolare. La prima parte, dopo un inizio piuttosto forte, è efficace nel tratteggiare con rapidi flashback il defunto e i suoi rapporti con i familiari e nel dare corpo al nido di vipere che si trova sotto la patina di una apparente rispettabilità. Interessante è anche lidea che un uomo che ha vissuto da egoista cerchi di scoprire la verità sulla sua morte attraverso la figlia, lunica persona che ha veramente amato e che lo mantiene vivo come spirito attraverso la forza del ricordo. Purtroppo, però, lindagine procede a rilento e produce esiti scontati. Fulci dirige con partecipazione trovando nella decadenza e nella corruzione materia adeguata alle sue corde ma, pur piazzando alcune immagini bizzarre, non riesce a nascondere la banalità della seconda parte. Gli zombie fulciani ricompaiono in un incubo di Pascal Persiano. Il cast non è eccezionale. Duilio Del Prete è adeguato, Karina Huff è carina e offre qualche timida scena di nudo, ma non è sempre convincente. Paolo Paoloni fa il nonno immobilizzato e guatante dalla sedia a rotelle, sorta di poco incisiva versione maschile di Teresa Raquin. Lucio Fulci si ritaglia un cameo come medico che esegue lautopsia. Musiche di Stelvio Cipriani
Quella villa in fondo al parco [Videoregistrazione] / regia di Anthony Ascot
: De Agostini, 1988
Abstract: La polizia di Santo Domingo rinviene il cadavere orribilmente straziato di una donna che identifica come una delle componenti di una troupe al lavoro nell'isola per un servizio fotografico: si pensa che la donna sia stata uccisa da uno psicopatico e poi dilaniata dai topi, ma Terry, sorella di una delle fotomodelle, non ne è convinta e svolge indagini per conto proprio aiutata da un amico, scrittore di romanzi gialli... L'assassino non è un comune maniaco omicida ma uno dei mostri, sorta di raccapriccianti uomini-topo, generati dall'esperimento di uno scienziato che ha inoculato il seme di un ratto in una scimmia. Le creature, sfuggite ad ogni controllo, continuano ad uccidere e una di loro, riuscita a nascondersi nell'aereo che riporta Terry negli States, minaccia di riprendere la strage ben oltre i ristretti confini delle isole caraibiche. Sgradevole vicenda che si riallaccia ai fantahorror sulle mutazioni genetiche celandosi sotto un titolo che sembra apparentarsi ai truculenti thriller all'italiana di moda negli anni '80.L'uomo-topo è interpretato da Nelson de la Rosa. Titolo alternativo: The Rat Man.
Hansel e Gretel [Videoregistrazione] / regia di Giovanni Simonelli
: De Agostini, 2006
Abstract: I fratelli Hansel e Gretel, quindici anni dopo essere scampati alla disavventura nella casetta di marzapane, sono diventati due spietati cacciatori di streghe.
$7, Hyden park, la casa maledetta [Videoregistrazione] / regia di Alberto De Martino
: De Agostini, 2005
Un gatto nel cervello [Videoregistrazione] / regia di Lucio Fulci
: De Agostini, 2006
Abstract: Lucio Fulci, nella parte di se stesso, è un regista di film horror, che subisce contraccolpi psichici a causa dei suoi film. Soffrendo di terribili incubi, è in cura dallo psichiatra Egon Schwarz (David L. Thompson), ma la terapia non sembra avere esito perché gli incubi peggiorano e Fulci crede di essere addirittura colpevole di delitti efferati. La verità si rivelerà un po più complicata. Unoperazione così assurdamente geniale da meritare encomio e rispetto al di là dei suoi esiti. Lucio Fulci che fa se stesso è uno spunto sorprendente, giocato sullo schermo con la spavalda sfrontatezza di chi sembra non avere nulla da perdere. Il film in sé non è molto riuscito, basato in buona parte su sequenze di riporto da altri film (anche non di Fulci), che danno alloperazione unaria raffazzonata e disperata. Ma i colpi di scena finali, con lultimo beffardo a gettare una luce quasi bonaria, riscattano la mestizia delloperazione e, unitamente allarditezza del concetto, danno unimpronta di necessità al film. In sostanza, è importante che esista, perché ci dà di Fulci un ritratto quasi dal vero anche se sicuramente fittizio come unimmagine riflessa in molti specchi ingannatori che alla fine ci dicono qualcosa della verità