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La pentola magica
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Videoregistrazioni: DVD

La pentola magica [Videoregistrazione] . Un milione nel sacco. La sirenetta / regia di N. Golovanova / regia D. Babichenko / regia Ivan Aksenchuk

: Avo film, 2006

Il magico mondo di Winnie the Pooh. Tanti amici e il primo amore
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Il magico mondo di Winnie the Pooh. Tanti amici e il primo amore [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney

: Buena vista home entertainment, [200-?]

Il magico mondo di Winnie the Pooh. Un giorno di scoperte
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Il magico mondo di Winnie the Pooh. Un giorno di scoperte [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney

: Buena vista home entertainment, [200-?]

Il Natale piu' bello
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Videoregistrazioni: DVD

Il Natale piu' bello [Videoregistrazione]

: Buena vista home entertainment, [200-?]

La tela di Carlotta
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Videoregistrazioni: DVD

La tela di Carlotta [Videoregistrazione] = Charlotte's web / regia di Gary Winick

: Paramount home entertainment, 2007

Abstract: La piccola Fern Zuckerman, che vive con i suoi genitori in una fattoria, un giorno trova un maialino di taglia piccola e decide di portarlo a casa. Per il maialino Wilbur inizia una nuova vita. Poiché è sempre allegro e ingenuo, gli altri animali della fattoria sono sospettosi nei suoi confronti, solo Charlotte, il ragno femmina che vive nella stalla, lo avvicina e decide di diventare sua amica. Ma il loro rapporto non sembra essere destinato a durare perché Wilbur ha i giorni contati. A Charlotte non resta che ideare un piano per salvare il piccolo Wilbur e chi potrebbe mai aiutarla se non l'ostinazione di Fern? "In 'La tela di Carlotta' di Gary Winick, come in Babe, protagonista è un maialino che diventa l'idolo della fattoria grazie alla simpatia. Ma si tratta di film da vedere non per questo, né per l'impeccabile live-action, piuttosto perché, fra le parabole su amicizia e spirito di sacrificio, il regista inserisce coraggiosamente il concetto che la comicità del topo Templeton è altrettanto (se non più) importante per sopravvivere. Nel 'Nome della Rosa' per questo si uccideva...." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 9 marzo 2007) "Un soave poetico racconto in chiave favolistica allieta i reduci dell'horror e i loro figli: 'La tela di Carlotta', girato in live action abbinato al computer è un prodigio tecnico che non prevarica i contenuti poetici e narrativi. (...) Indimenticabili i vari personaggi, il topo Templeton, l'oca Gussy, Samuel la pecora, fino al cavallo Ike, che soffre di aracnofobia e che nell'originale è doppiato da Robert Redford. Le modalità tecniche sublimano quelle poetiche in un racconto esemplare e consigliabile a chiunque abbia ancora voglia di commuoversi: non è ancora troppo tardi." (Adriano Di Carlo, 'Il Giornale', 9 marzo 2007) Note - VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: JULIA ROBERTS (CHARLOTTE, IL RAGNO), STEVE BUSCEMI (TEMPLETON, IL TOPO), JOHN CLEESE (SAMUEL, LA PECORA), OPRAH WINFREY (GUSSY, L'OCA), CEDRIC THE ENTERTAINER (GOLLY, L'OCA), KATHY BATES (BITSY, LA MUCCA), REBA MCENTIRE (BETSY, LA MUCCA), ROBERT REDFORD (IKE, IL CAVALLO), THOMAS HADEN CHURCH (BROOKS, IL CORVO), ANDRE' BENJAMIN (ELWYN, IL CORVO), DOMINIC SCOTT KAY (WILBUR), SAM SHEPARD (IL NARRATORE), ABRAHAM BENRUBI (LO ZIO MAIALINO)

Casino Royale
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Casino Royale [Videoregistrazione] / regia di Martin Campbell

: Sony pictures home entertainment, 2007

Abstract: James Bond ha finalmente ricevuto la nomina a 007 e come prima missione gli viene affidato il compito di spiare le mosse del terrorista Mollaka. Le indagini conducono l'agente in varie parti del mondo e lo portano in contatto con Le Chiffre, un banchiere sospettato di essere il finanziatore di alcune cellule terroristiche. Con l'aiuto della bella Vesper Lynd, funzionaria del Ministero del Tesoro britannico, di Mathis, un agente segreto montenegrino amico di M16, e dell'agente della CIA Felix Leiter, James Bond tenterà di sventare una serie di attacchi organizzati da Le Chiffre e dai suoi uomini. Tra un inseguimento e l'altro, "l'agente segreto al servizio di Sua Maestà" e il banchiere corrotto si sfideranno al Casino Royale in una partita a poker dalla posta altissima... "Sulla scia del libro il regista Martin Campbell e i suoi sceneggiatori hanno rispettato la connotazione più realistica del personaggio, conferendogli alcune umane debolezze. Tuttavia per animare secondo i cliché spettacolari odierni una storia che si svolge in massima parte intorno a un tavolo da gioco hanno inventato un prologo pieno di acrobazie rocambolesche e scene di violenza, da cui si evince in che modo James si è conquistato sul campo le due 0 della licenza di uccidere. Ne è risultata una pellicola ibrida metà azione e metà no, ben confezionata, poco ironica e inutilmente plumbea che però ha entusiasmato critica e pubblico, assicurando uno stratosferico box office di oltre mezzo miliardo di dollari. Molto del merito va alla scelta del sesto 007, Daniel Craig, contestata dai bondologi puristi per via del colore biondo della capigliatura. Non avrà una 'breve ciocca di capelli neri', ma per il resto il suo fisico è intonato al ritratto che ne fa Fleming: occhi grigio-azzurri, 'un po' ironici e interrogativi', 'una sottile cicatrice lungo la guancia destra' e un effetto 'vagamente piratesco'. Per di più è un bravo attore in un cast internazionale che mette insieme Eva Green, Mad Mikkelsen e Giancarlo Giannini." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 5 gennaio 2007) "Da quando Sean Connery ha abbandonato il ruolo dando il via a una lunga serie di sostituti, sceneggiatori e registi hanno fatto di tutto per mantenere giovane l'eroe più longevo partorito dalla Guerra Fredda. Così, film dopo film, l'agente 007 è stato sadico, ironico, acquatico, mediatico, cibernetico, perfino simil-pulp nel delirante 'La morte può attendere' (Tarantino darebbe un braccio per girare una puntata, peccato che non glielo permetteranno mai). Ma l'arrivo di Daniel Craig coincide con una variante del tutto inedita: un James Bond cerchiobottista. Non facciamo facile ironia, sia chiaro. Ispirato al primo romanzo di Ian Fleming (niente a che vedere col parodistico 'Casino Royale' del 1966 in cui accanto a David Niven e Orson Welles compariva anche un giovanissimo Woody Allen), il ventunesimo 007 mai realizzato è senz'altro il migliore da parecchi anni in qua. Se sceglie la via del cerchiobottismo è perché lo esigono i tempi, e per compensare il fisico squadrato e l'overdose di violenza muscolare esibita dal nuovo Bond, Daniel Craig, gli autori hanno impresso alle gesta dell'agente segreto una svolta romantica tanto inattesa quanto funzionante (menzione d'obbligo per Daniel Haggis, sceneggiatore di 'Million Dollar Baby' e regista di 'Crash', che dà un tocco di classe al copione dei veterani Neal Purvis e Robert Wade). (...) Ma la sorpresa vera è la relazione che questa brutale macchina-per-uccidere sviluppa nel corso del film con la conturbante Eva Green, spedita al suo fianco dai servizi segreti un po' per aiutarlo e un po' per tenerlo d'occhio. (...) Il resto segue con solido mestiere un copione più noto, dalle immancabili schermaglie con Judi Dench alla trasferta in Montenegro (attenti al soave Giancarlo Giannini), dalla lunghissima partita a poker con l'imperturbabile trafficante d'armi Le Chiffre (il danese Mads Mikkelsen) fino alla scena fracassona all'aeroporto (impeccabile Claudio Santamaria). E se a Venezia l'acqua è decisamente troppo limpida anche per un film di 007, ci si stropiccia quasi gli occhi a vedere sul volto di Craig comparire sudore e segni di fatica. Insieme ai sentimenti, e contro lo strapotere della tecnologia, Bond stavolta recupera anche una sua fisicità. Non è poco." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero, ' 5 gennaio 2007) "'Casino Royale' non mi è piaciuto affatto, ma non pretendo che la mia parola valga quella dei 22 soloni di cui 'Variety' riporta l'unanime giudizio positivo. Da New York a Chicago e da Los Angeles a Londra, tre soli critici dissenzienti: due perplessi e uno contrario, il collega dell'Independent al quale invio un solidale saluto. Nel rispetto dell'opinione di tutti, ho l'impressione che i lodatori del film non si sono preoccupati di dare un'occhiata al romanzo originario, quello che nel '53 lanciò James Bond. (...) Pur spregiudicato, gourmet e gran puttaniere, questo Bond delle origini ha ben poco del Superuomo, tanto è vulnerabile, problematico e sentimentale; e pensare che all'epoca lo definirono amoral hero.(...) Il regista neozelandese Martin Campbell ce la mette tutta per trasformare il poker in una scena madre, ma come sanno i teatranti alle prese con la 'meneghèla' del goldoniano 'Una delle ultime sere di carnevale' la messinscena di una partita a carte è sempre una faccenda a rischio. Ciò che segue va a conferma del detto 'fortunato al gioco, sfortunato in amore', con Bond che ne sopporta di tutti i colori: una droga propinata gli provoca un attacco cardiaco, un bel po' di frustate sui genitali rischiano di compromettere la sua virilità e un palazzo sul Canal Grande gli crolla sotto gli occhi in sincrono con la fine del sogno d'amore. Più che allo snobismo di Fleming, lo scioglimento del rapporto con Vesper fa pensare alla misoginia di Mike Spillane. Ormai lontano anni luce dalla dignitosa matrice letteraria, James Bond ha perso ogni speranza di somigliare a se stesso. Se potesse vederlo in 'Casino Royale', il suo inventore si sentirebbe come papà Geppetto quando Pinocchio scappa via sulle sue gambe." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 5 gennaio 2007) "Preceduto da una campagna promozionale all'altezza, 'Casino Royale' segna il trionfale ritorno di un must cinemaniaco e tanto basta. Solo, però, sul piano (sia pure rilevante) della mitografia, perché dal nostro punto di vista alla prova dei fatti il film di Martin Campbell non riaccende affatto l'immaginario dei nostalgici. Succede che le componenti di novità finiscono con il diventare dei veri e propri handicap.(...) Purtroppo il biondo Daniel Craig, nel tentativo (forse) riuscito di coincidere con la matrice romanzesca, si esibisce in uno show di arrogante e ruvida piattezza espressiva, seppellendo sotto l'overdose muscolare le poliedriche sfumature - a cominciare dall'indispensabile autoironia - che costituivano l'arma segreta del monumentale Sean Connery e persino del flautato Roger Moore. Inoltre, il principio fondativo della saga 'Bigger and Better', come dire 'più grande è meglio è', risulta all'alba dei Duemila prassi corrente per qualsiasi action-movie e il prezioso sigillo bondiano si disperde tra le solite cascate di fragori e zuffe in stile videogame. Dopo 'Matrix', 'Die Hard', 'Mission Impossible', per non parlare della valanga hongkonghese, è impensabile calarsi nelle imprese di questo Bond che sembra un hooligan con quel surplus di beffardo disincanto che era un po' il marchio di fabbrica dei registi classici alla Terence Young e un po' l'eco della forma mentis anarchica di destra di Fleming. (...) C'è il tempo d'annotare una sequenza di notevole impatto quando un intero palazzo sul Canal Grande si accartoccia su se stesso, ma al the end i fans puri e duri possono consolarsi solo ritornando alla loro collezione in Dvd." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 6 gennaio 2007) Note - LOCATIONS: GRAN BRETAGNA, REPUBBLICA CECA (PRAGA), ITALIA E BAHAMAS. - PAUL HAGGIS HA RIELABORATO LA PRIMA STESURA DELLA SCENEGGIATURA REDATTA DA NEAL PURVIS E ROBERT WADE. - CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2007 COME MIGLIOR FILM EUROPEO.

Il processo Eichmann, 1961
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Videoregistrazioni: DVD

Il processo Eichmann, 1961 [Videoregistrazione] : la complessita' delle verita'

: UTET : Gruppo editoriale L'Espresso, 2008

Fa parte di: Storia della Shoah : lo sterminio degli ebrei

Il 7 e l'8
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Videoregistrazioni: DVD

Il 7 e l'8 [Videoregistrazione] / regia di Giambattista Avellino, Ficarra e Picone

: Medusa home entertainment, 2007

Abstract: Le esistenze di Tommaso e Daniele, due giovani dal temperamento e livello sociale completamente differenti, si incrociano per caso. Dal momento del loro incontro i due sembrano destinati a non lasciarsi più e il motivo, per una serie di coincidenze, diventa ben presto chiaro: sono stati separati alla nascita dalle rispettive famiglie per uno scambio di culle. Tommaso e Daniele decidono di andare alla ricerca ognuno della propria identità, fino alla scoperta di un antico segreto... "C'è la mano di uno sceneggiatore esperto e di prima fila come Francesco Bruni in questo 'Il 7 e l'8', nuova e ulteriore prova del flusso di talenti comici che dal cabaret televisivo degli ultimi dieci anni, quindici anni arrivano al grande schermo. (...) L'effetto è quello di trovarsi sbalzati dentro a uno di quei film, filmini, filmetti dei nostri anni Cinquanta, farseschi e goliardici, dominati da coppie come Billi e Riva o Vianello e Tognazzi. Dove in mezzo a uno stuolo di caratteristi sopraffini saltavano fuori Walter Chiari o Paolo Panelli. Intrattenimento leggero, semplice, esile, ma gradevole" (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 16 marzo 2007) "Vengono dalla tv ma non sono mai televisivi. Sono due comici palermitani, ma non sono gli eredi di Franco e Ciccio. Sono capaci di far ridere, e molto, usando il repertorio più classico (lo scambio di culle, il dialetto, le tirate, i tormentoni), ma non sono mai scontati. Sono due protagonisti, ma sanno anche lasciare spazio ai comprimari, anzi possono arruolare Remo Girone, Tony Sperandeo e perfino Arnoldo Foà in scene brevi o brevissime senza dare la minima impressione di spreco, al contrario. Sono Ficarra e Picone e il loro secondo film, diretto stavolta con Giambattista Avellino, conferma le doti già chiare in 'Nati stanchi'. Con mano più ferma, tempi asciutti, qualche guizzo surreale in più (perché diavolo il frenetico Ficarra, oltre a smerciare cd pirata, ruba i segnali stradali?), una solidità di scrittura e di regia che cercheremmo invano nel 90 per cento dei film comici italiani di oggi. E un'attenzione ai ruoli femminili (un rispetto) che gli consentono di azzeccare perfino una gag non facile (il cazzotto alla fidanzata gelosa) senza ombra di volgarità. Poiché il film precedente risale a sei anni fa, verrebbe voglia di spronarli a essere più produttivi. Invece no: non cascateci, ragazzi, restate come siete." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 marzo 2007) "'Il 7 e l'8', che a cinque anni di distanza dal film d'esordio 'Nati stanchi' li vede coinvolti anche come registi, è già una prova matura per il modo di gestire l'espediente comico dello scambio di persona, per l'equilibrio che hanno saputo trovare tra la loro verve surreale e un contesto da melodramma popolare e feuilleton. Aiutati in cabina di regia da Giambattista Avellino, Ficarra & Picone si calano con duttilità nei panni di Tommaso e Daniele, due individui diversissimi per temperamento, livello sociale e professione. (...) La loro determinazione nella ricerca dell'identità perduta innescherà equivoci a catena. Alle prese con un viaggio tragicomico e agrodolce, la coppia si muove con leggerezza tra Troisi e Arena e Totò e Peppino e distilla gag e incisive schermaglie verbali." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 17 marzo 2007) "I palermitani Ficarra&Picone dopo l'esordio con 'Nati stanchi' tornano al cinema con questa commedia molto godibile, al pari dell'altra coppia di comici, agli antipodi geografici, i milanesi Ale & Franz con il recente 'Mi fido di te'. In comune una comicità a tratti surreale, mai volgare, accompagnata da una fisicità da 'slapstick comedy' adatta anche ai più piccoli. (...) Tradizionale commedia degli equivoci che tra le righe (fate attenzione alla radio fuori campo), racchiude anche un piccola dose di satira politica." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 23 marzo 2007) Note - GIAMBATTISTA AVELLINO, SALVO FICARRA E VALENTINO PICONE SONO CANDIDATI AL NASTRO D'ARGENTO 2007 COME MIGLIORI REGISTI ESORDIENTI.

$7 km da Gerusalemme
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$7 km da Gerusalemme [Videoregistrazione] / regia di Claudio Malaponti

: Multimedia San Paolo, 2007

Abstract: Alessandro Forte è un pubblicitario in crisi privata e professionale. Un biglietto aereo che giunge nelle sue mani in modo del tutto inatteso, lo spinge a recarsi a Gerusalemme. Qui, su una via al di fuori della città, farà l'incontro con un uomo che afferma di essere Gesù. Alessandro non gli crede ma non per questo rinuncia al dialogo. Raoul Follereau (grande figura del laicismo impegnato sul fronte della cura delle malattie endemiche) intitolò un suo libro "Se un giorno Gesù bussasse alla vostra porta lo riconoscereste?". Il Cristo di Malaponti (dal romanzo omonimo di Pino Farinotti, tradotto in diversi Paesi) fa di tutto per farsi 'riconoscere'. Si veste addirittura (e lo fa consapevolmente) così come l'iconografia entrata nell'immaginario popolare lo ha raffigurato da secoli. Ma l'uomo resiste come sa e può. Alessandro è un pubblicitario di successo, sa 'vendere' (e si chiede, come il Giuda di Jesus Christ Superstar, perché il Messia non sia venuto oggi sulla Terra sfruttando i media per lanciare il suo messaggio) ma non ha smesso, a suo modo, di interrogarsi ponendosi le domande di un uomo del suo tempo. Lo fa però nascondendosi dietro l'incredulità di chi ne ha viste troppe per lasciarsi ingannare dal primo venuto. Il Gesù che incontra su una via nel deserto (solo facendo il vuoto intorno si può provare ad 'ascoltare') non è un predicatore intenzionato a fare proseliti (giunto sulle rive, ormai inquinate dai rifiuti, del Giordano battezzerà nuovamente se stesso e non chi è con lui). È invece un compagno di strada pronto a liberare, grazie a una sorridente ironia, la sua figura e missione dalle scorie culturali accumulatesi nei secoli. Ha però bisogno dell'uomo, di un uomo che ha vissuto il dolore di una separazione, che conosce la perdita degli affetti più cari, che vive in un mondo in cui dominano la falsa solidarietà e i grandi ideali proclamati a parole da conduttrici televisive la cui autostima è pari solo alla loro ignoranza. Un uomo però che è anche attore o testimone di piccoli gesti di solidarietà e di rinunce compiute per umana coerenza. Luca Ward (nonostante la parte finale del film in cui la sceneggiatura vuole 'chiudere' troppe situazioni che sarebbe stato meglio affidare alla libera lettura dello spettatore) sa dare al personaggio di Alessandro la giusta dose di scetticismo misto a umanità così come Alessandro Etrusco riesce ad evitare qualsiasi cenno di ieraticità posticcia al suo Gesù. La sua replica alla domanda su stigmate, sangue di San Gennaro e affini è di quelle che non si dimenticano.

Red e Toby nemiciamici 2
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Red e Toby nemiciamici 2 [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney

: Buena vista home entertainment, [2006]

La terza madre
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La terza madre [Videoregistrazione] / regia di Dario Argento

: Medusa, 2007

Abstract: La terribile Mater Lacrimarum, unica superstite delle tre streghe che per secoli hanno sparso morte e terrore, è tornata. Nei pressi di Viterbo, vicino Roma, viene ritrovata un'urna sospetta con incisi dei simboli poco rassicuranti, presagio di un'implacabile ira che si sta per abbattere nuovamente sul cielo della capitale. Morti atroci e ingiustificate colpiranno i predestinati di un disegno macabro che la più bella e la più terribile delle streghe sta per portare a compimento. Dopo Inferno e Suspiria, Dario Argento chiude la trilogia delle tre madri a quasi trent'anni dai capitoli precedenti e, sorpresa delle sorprese, non delude affatto. Anzi. Un paragone con le pellicole precedenti sarebbe ingiusto – se non addirittura anacronistico – mentre lasciarsi trasportare dalle immagini e dalle suggestioni visive che il regista romano regala ai suoi fan, è un modo per apprezzare un film che aggiunge un altro piccolo tassello (positivo) alla carriera di Argento. Dopo le prove non esaltanti – per non dire sconcertanti - degli ultimi anni, il ritorno all'horror delle origini è cosa ben gradita, se non altro per l'impegno e il coraggio di chi ama e sa ancora mettersi in gioco, in un genere che sembra aver detto davvero tutto. Qualche applauso a scena aperta per delle perle di genere che fanno (ancora) sobbalzare dalla poltrona, ritmo e tanta ironia nel prendersi il gioco di un'epoca che ha rappresentato un momento fondamentale del nostro cinema. Certo, non ci sono più quelle inquadrature studiate a tavolino che rappresentavano il marchio di Dario Argento, mentre le atmosfere gotiche lasciano spazio a una Roma visivamente più "fredda" e meno coinvolgente. La suspense diventa ricordo e parodia che si lega indissolubilmente a una incalzante colonna sonora, solo l'intreccio narrativo resta quello di sempre, totalmente al servizio della paura. La versione italiana – che non eccelle in doppiaggio (l'originale è girato in inglese) – è decurtata di alcune scene che ritroveremo, probabilmente, nella versione in dvd, veri e propri horror "cut" da non perdere. La premiata ditta Dario Argento è tornata, al seguito di figlia, ex moglie – l'immancabile Daria Nicolodi – e fratello produttore. Trovata commerciale? Forse, ma intanto La terza madre, nella crisi di identità di un genere old style, merita tutto il nostro incoraggiamento.

Non e' mai troppo tardi
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Videoregistrazioni: DVD

Non e' mai troppo tardi [Videoregistrazione] / regia di Rob Reiner

: Warner home video, 2008

Barbapapa'. La nascita dei Barbapapa'
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Videoregistrazioni: DVD

Barbapapa'. La nascita dei Barbapapa' [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, 2008

Barbapapa'. Barbapapa' sulla neve
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Videoregistrazioni: DVD

Barbapapa'. Barbapapa' sulla neve [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, 2008

Barbapapa'. Salviamo gli animali!
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Videoregistrazioni: DVD

Barbapapa'. Salviamo gli animali! [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: D kids, 2008

La regina del sole
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Videoregistrazioni: DVD

La regina del sole [Videoregistrazione] : il destino dell'Egitto e' nelle loro mani / regia di Philippe Leclerc

: 01 Distribution, 2008

Alvin Superstar
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Alvin Superstar [Videoregistrazione] / regia di Tim Hill

: 20th century fox home entertainment, 2008

Abstract: La vita dell'autore musicale Dave Seville viene gettata completamente nel caos dall'incontro col trio musicale composto dagli scoiattoli Alvin, Simon e Theodore. Il successo è garantito, ma la carriera e l'universo del metodico Dave subiranno un vigoroso sconvolgimento. "Mescolando attori veri e roditori virtuali in 3D, il regista Tim Hill firma una commedia scorrevole e aggiornata nel repertorio musicale, che delizierà i bimbi e magari qualche maggiorenne infiltrato in platea."(Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 18 gennaio 2008). "Una piacevole sciocchezza nella quale il protagonista è lo spaesato Jason Lee, reduce dalla comicità e dal turpiloquio senza freni di 'Clerks 2'" (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 18 gennaio 2008). "Gli scoiattoli sono al computer, il resto no. Funzionano bene sia i personaggi virtuali che gli attori veri. Tra questi brilla David Cross (già magnifico Allen Ginsberg in 'Io non sono qui') nei panni del laido produttore. I bombi sotto i dieci anni perderanno la tesa. Inoltre Alvin & Co. non soffrono di aerofagia." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 18 gennaio 2007) "Parecchi ricorderanno le voci assurde di 'Alvin & Co': ottenute rallentando la registrazione, poi mandando il nastro a velocità normale. La trama inventata da Jon Vitti (tra gli sceneggiatori dei 'Simpson- Il film') è divertente finché dà spazio alle fesserie degli scoiattoli, stufa un po' quando scivola nell'immancabile retorica sul valore della famiglia." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 gennaio 2008) "Commediola a misura scoiattolina ben fatta, con dovute irrisioni al facile successo rock' n roll, basata sulla serie famosa in tv '80, vista pure qui, con la band dei Chipmunks inventata da Ross Bagdasarian negli anni 60, che oggi sfrutta i miracoli digitali. Tutto scorre svelto, piacevole, gradito ai piccoli: il soggetto è di John Vitti, quello dei 'Simpson', la regia è di Tim Hill, l'amico del felino 'Garfield'". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 gennaio 2008) "Funzionano le figure dei roditori, l'egoista Alvin, il tenero Theodore e il raffinato Simon. Si difende il divo tv Lee, mentre il contorno di personaggi è tratteggiato secondo convenzioni o, peggio, nella svogliatezza degli sceneggiatori. Per famiglie." (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 18 gennaio 2008) Note - VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: ROSS BAGDASARIAN JR. (ALVIN E SIMON), JANICE KARMAN (THEODORE).

Il commissario Montalbano. La vampa d'agosto
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Il commissario Montalbano. La vampa d'agosto [Videoregistrazione] / regia di Alberto Sironi

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009

Il commissario Montalbano. Le ali della sfinge
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Il commissario Montalbano. Le ali della sfinge [Videoregistrazione] / regia di Alberto Sironi

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009

Il commissario Montalbano. La pista di sabbia
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Il commissario Montalbano. La pista di sabbia [Videoregistrazione] / regia di Alberto Sironi

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009