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Trovati 37825 documenti.
DOPPIO agguato [Videoregistrazione] / regia di Renato De Maria
: Universal pictures, 2003
Abstract: Il racconto, liberamente ispirato al sequestro di Dante Belardinelli, avvenuto nel 1989, del grande agguato costruito e preparato dai Nocs per cercare di arrivare alla liberazione dell'imprenditore rapito, e del piano organizzato dai banditi ai danni dei Nocs che vanno a consegnare il riscatto.
La CENA per farli conoscere [Videoregistrazione] / regia di Pupi Avati
: Medusa, 2007
Abstract: Alessandro ha sessant'anni e ha conosciuto tempi migliori. Attore in declino, dopo essersi sottoposto ad un intervento di chirurgia estetica dall'esito disastroso, perde il ruolo che tanto faticosamente era riuscito ad avere in una soap opera e, soprattutto, perde la stima di sé stesso. Vive da solo e la sua disperazione è tale che, pur di attirare l'attenzione degli altri, il giorno di Natale decide di mettere in atto un tentativo di finto suicidio che purtroppo si rivela quasi fatale. Ricoverato in ospedale, viene raggiunto dalle sue tre figlie, avute con donne diverse e che vivono sparse per l'Europa, con cui fino a quel momento aveva avuto scarsi, se non addirittura inesistenti, rapporti. Il nuovo legame tra padre e figlie, e l'incontro con una donna permetteranno ad Alessandro di ritrovare la serenità perduta... "Intanto emerge la visione che Avati ha dell'Italia o del mondo contemporanei. Le donne provvide ma frettolose, ansiose, stanche, senza un attimo di tempo. Gli uomini velleitari, megalomani, sempre bisognosi di aiuto e di lodi. Le famiglie allargate e disperse, formalmente sensibili al dovere ed egocentriche. Il reality 'Fogne', girato tra le melme lerce e gli odori cattivi delle fogne di Milano, il ridicolo costante. (...) Vanessa Incontrada, Violante Placido hanno personaggi sommari, pedagogici. La figura dominante è Abatantuono, attore sfortunato e padre smemorato. La sceneggiatura tende a dimenticarlo: dell'incidente all'occhio, devastante in particolare per un attore, dopo poco si smette di parlare, come se non esistesse più o non fosse mai esistito (...). Abatantuono è bravissimo: basta vedere l'efficienza e la delicatezza competente con cui interviene a curare un'amica che sta male per capire che, nonostante i suoi difetti, è un uomo buono. Francesca Neri, nella sua parte breve, è il personaggio più moderno del film. E lo scoramento, la sfiducia nelle persone, la malinconia di Avati sono unici." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 2 febbraio 2007) "A Varese, sopra la porta del suo studio, Piero Chiara aveva fatto apporre per averlo sempre davanti un monito del prediletto Casanova: 'Nessun impegno tranne quello di narrare'. Queste parole mi sono riaffiorate vedendo 'La cena per farli conoscere' di Pupi Avati, un autore che potrebbe adottare in proprio il motto succitato. Nei suoi film non ci sono teoremi né ideologie, solo la spinta irrefrenabile al divertimento di raccontare: quel gusto del romanzesco che ai suoi bei dì il Gruppo '63 si sforzò di demonizzare mandando al rogo le opere di grandi inventori di trame come Bassani o Cassola. (...) Sostanzialmente fedele da un quarantennio ai suoi moduli narrativi, Pupi va mutando registro. Nel ricordo di avergli rimproverato, ai tempi di 'Una gita scolastica' (1983) un eccesso di ottimismo, oggi starei quasi per lamentarmi del contrario: tra stoicismo e pessimismo il passo è breve e in sottofinale nasce la tentazione di fermare l'autore raddrizzandogli a forza quel pollice che si accinge ad abbassare. Inutile aggiungere che la colpa è sua, di Avati, e anche un po' di Abatantuono, che trasforma la sciaguratezza del protagonista in un argomento per la difesa. (...) Non è casuale che Avati abbia ambientato il film in varie parti d' Europa, conservando frammenti di dialogo in francese e spagnolo, a conferma che i guai e le tare sulle quali si scherza sono fenomeni comuni in tutta la società occidentale. I casi delle figlie offrono un continuo affaccio su altrettanti piccoli romanzi che l'autore, se fosse alle prese con un serial Tv anziché con un film, avrebbe senza dubbio la voglia di approfondire; e soprattutto si vorrebbe saperne di più sul personaggio dolente, stranito e vulnerato che tra risate e lacrime esterna una Neri in stato di grazia, rubando la scena a tutti nel breve spazio del suo folgorante cammeo." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 2 febbraio 2007) "Non è un film privo di imperfezioni e approssimazioni. I personaggi minori e le situazioni collaterali non sono abbastanza curati, il ruolo della Neri è incerto e sfuocato, e in particolare risulta un'occasione un po' persa quella del marito maniaco sessuale della figlia Betty Placido (bravo Fabio Ferrari) (...) Ma il nucleo, il cuore del film, e cioè soprattutto il personaggio principale e il suo interprete, ma anche quelli delle tre figlie, c'è ed è riuscito. La vocazione moralista alla condanna del pattume televisivo s'incarna bene nel profilo cialtrone e malinconico, cui Diego collabora con grandissima misura del bel personaggio di Sandro Lanza. Senza peraltro regalargli un riscatto nel finale sbrigativo e facilone. All'ipotetica domanda: che sarebbe stato in altre stagioni l'interprete ideale per quel ruolo? E' fin troppo facile rispondere: Walter Chiari. Avati riesce a mantenersi coerente alla sensibilità che rende riconoscibili i suoi film pur discostandosi da climi e ambientazioni che gli sono abituali." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 2 febbraio 2007) Note - GIRATO A CINECITTA' STUDIOS. - CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2007 PER: MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (DIEGO ABATANTUONO) E ATTRICE NON PROTAGONISTA (FRANCESCA NERI).
LITTLE miss Sunshine [Videoregistrazione] / regia di Jonathan Dayton e Valerie Faris
: 20th century Fox home entertainment, 2007
Abstract: Sheryl, moglie e madre per vocazione, alle prese con il secondo matrimonio, fatica a reggere le fila di un nucleo familiare assemblato a suon di copia-incolla: Richard, marito/padre alla ricerca ossessiva di un improbabile successo editoriale, Dwayne e Olive, rispettivamente adolescente ribelle e mini-reginetta di bellezza di provincia, il nonno, cacciato dalla casa di cura perché cocainomane, e, ultimo in ordine di arrivo, lo zio Frank, fratello di Sheryl reduce da un tentato suicidio. Una sgangherata famiglia, quella degli Hoover, che si ritroverà in viaggio su un cadente pulmino verso il concorso di bellezza per bambine più famoso della California, Little Miss Sunshine, per cui la piccola Olive è stata selezionata. Il viaggio, a dir poco movimentato, ridefinirà i rapporti, e darà occasione a ciascuno, in modo inatteso e imprevedibile, di riconciliarsi con se stesso prima che con gli altri. Due registi esordienti, un cast di tutto rispetto, una sceneggiatura brillante sostenuta da un concept temerario. Ci troviamo dinnanzi a qualcosa di raro: un'opera fresca, capace di intrattenere e al contempo canalizzare emozioni in modo naturale. L'estrazione videoclippara dei neo-directors rischia l'invadenza, ma, se i tempi comici appaiono in principio tarati su tempistiche quasi pubblicitarie, il tiro viene prontamente raddrizzato, per un minutaggio che scorre fluido, scandito dal ritmo a tratti incalzante di passaggi e battute memorabili. Rigorosamente on-the-road (con il pensiero che inevitabilmente va al recente Sideways), si celebra a tutto tondo l'eccentricità del paradosso umano, a passo spedito attraverso le potenziali paludi della tragicommedia, battendo sentieri prossimi alla black comedy fino ai lastricati viottoli del grottesco suggerito. La sensazione, esaurita la trance cinematografica, già di per se indicativa della qualità della pellicola, è quella di un'opera realizzata da qualcuno che aveva realmente voglia di farlo. Tutto ciò non è poco. Anzi, è tanto.
L' amore non va in vacanza [Videoregistrazione] = The holiday / regia di Nancy Meyers
: Universal pictures, 2007
I PUGNI in tasca [Videoregistrazione] / regia di Marco Bellocchio
: 01 distribution, 2006
Abstract: In un'agiata casa borghese di Bobbio (PC) una madre cieca vive di ricordi con 4 figli, uno dei quali, epilettico ed esaltato, la elimina e uccide anche un fratello deficiente. Colpito da una crisi mentre ascolta La Traviata di Verdi, è lasciato morire dalla sorella Giulia. Dopo Ossessione di Visconti non c'era mai stato nel cinema italiano un esordio così clamoroso e autorevole. Non c'è più stato nemmeno nei 20 anni seguenti. Bellocchio sfida il grottesco senza cadervi. Duro, crudele, angoscioso.
BORDERTOWN [Videoregistrazione] / regia di Gregory Nava
: Medusa video, 2007
Abstract: La città di Juarez, al confine tra Messico e Stati Uniti, è una delle principali vittime del BAFTA, il trattato che avrebbe dovuto portare lavoro nello stato latinoamericano limitando l'immigrazione negli States. Qui un personale a prevalenza femminile produce televisori, computer che verranno poi venduti a prezzi contenuti negli Usa e nel mondo. Queste donne, in gran parte giovani, godono di poche garanzie sul piano lavorativo, e di nessuna su quello della dignità della persona. Centinaia di loro sono state infatti rapite, stuprate e uccise senza che le autorità locali andassero oltre le formalità di rito. Gregory Nava, regista che afferma di essere nato nell'unica area al mondo in cui il Primo e il Terzo Mondo confinano, ha deciso di raccontare una storia di violenza quotidiana partendo da uno dei tanti casi venuti alla luce. Ci sono voluti sette anni perché il progetto divenisse un film finito; nel frattempo dinanzi ai due 00 i numeri delle vittime aumentavano: 3-4-5 La polizia è stata più di ostacolo che di aiuto, e le difficoltà e le minacce nel corso delle riprese non sono mancate. Ne è nato un film di sincera denuncia che purtroppo deve fare i conti con lo star system. Senza la Lopez e senza Banderas sui manifesti Bordertown probabilmente non si sarebbe fatto. Perché il mercato reclama il rispetto delle sue leggi e non è sufficiente una giusta causa per arrivare sugli schermi di tutto il mondo. Ecco allora la bella giornalista che ritrova il direttore di un giornale senza macchia e senza paura che un tempo era stato un vero amore e che ora ha moglie e figli. Ecco il cattivo più cattivo con tanto di sfregi sul volto e il direttore di giornale (Martin Sheen) in bilico tra rispetto della professione e ossequio ai potenti. Con, in aggiunta, il ricco attraente e corrotto a cui bisogna sacrificare una notte di sesso per giungere allo scopo. Vedendo Bordertown si rimpiangono alcuni film di denuncia americani (di un passato neppure troppo lontano) in cui forma e contenuto erano uniti da un patto di rigore che non ne ledeva la spettacolarità. Oggi sembra che questo sia molto più difficile da ottenere, ma non importa. Le operaie delle 'maquilladoras' debbono poter parlare di sé quotidianamente a un mondo globalizzato nel modo sbagliato. Quindi ben vengano i film come Bordertown.
La CASA sul lago del tempo [Videoregistrazione] / regia di Alejandro Agresti
: Warner home video, 2006
Abstract: Dopo essersi trasferita in una nuova casa, la dottoressa Kate Forster inizia una particolare corrispondenza con Alex Wyler, un architetto frustrato che ha preso il suo posto nella casa sul lago. Con il passare del tempo la loro amicizia epistolare si trasforma in una relazione sentimentale a distanza. Anche senza essersi mai incontrati, Kate e Alex cercano di conoscersi di persona ma è difficile incontrarsi se si vive in un diverso spazio temporale... "Remake del coreano 'Il mare', scritto da David Auburn (migliore in 'Proof') e diretto dall'argentino Agresti che ama eccessi spazio-temporali, la strana love story si dipana sghemba in disunità di tempo, luogo e azione, ma c' è la retorica della vicinanza spirituale che ansima a favore dell'elegante film malinconico ma inesorabilmente inerte come un soprammobile." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 giugno 2006) "Dodici anni dopo il serratissimo 'Speed', l'argentino Alejandro Agresti rimette insieme Sandra Bullock e Keanu Reeves, ma in un film di tutt'altro taglio: il romanticissimo 'La casa sul lago del tempo', remake de 'Il mare' di Hyun-seung Lee (2000). Una storia in cui i due protagonisti, lettera dopo lettera, si innamorano senza essersi mai incontrati. Il che sarebbe niente in confronto al fatto che vivono in diversi spazi temporali: Kate nel 2006 e Alex nel 2004. È vero, si tratta di un film un po' lento, che sciorina romanticherie come se piovesse e non inventa nulla. Ma i protagonisti sono perfetti insieme e Agresti, attraverso una banale storia d'amore, riesce a mettere in scena (e a realizzare) il desiderio segreto di ognuno di noi: una seconda chance." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 24 giugno 2006) "Per la sua prima trasferta americana l'argentino Alejandro Agresti, che si era fatto apprezzare in patria e all'estero con 'Una notte con Sabrina Love' e 'Un mondo meno peggiore', attinge al film coreano 'Il mare' inedito in Italia. E con 'La casa sul lago del tempo' per andare oltre il tradizionale dramma romantico, ricorre a un intrigante espediente narrativo che utilizza il tempo come elemento strutturale del plot. (...) I due attori interagiscono con l'adeguata tensione romantica e il film non manca di un'affascinante ambientazione. Anche se poi lo spostamento tra le due epoche diventa un po' macchinoso e soprattutto non riesce a comunicare come le sintonie del cuore possano travalicare le sfasature temporali." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 1 luglio 2006)
INNAMORARSI a Manhattan [Videoregistrazione] / regia di Mark Levin
: 20th century Fox home entertainment, 2007
Abstract: New York. Manhattan. Gabe ha 11 anni e si è sempre e solo interessato di basket e videogiochi. Al corso di karate incontra e conosce Rosemary, ragazzina vispa e vivace. Gabe per la prima volta inizia a guardare laltro sesso con occhi diversi e interessati. E capirà e scoprirà le gioie e le ansie della prima cotta della vita. Commedia sentimentale e romantica, ambientata nella New York che tutti conosciamo grazie proprio alle infinite pellicole che lhanno consacrata città simbolo dellamore, Innamorarsi a Manhattan non si eleva e non si distingue dalle altre innumerevoli commedie leggere e un po superficiali che stanno invadendo la cinematografia contemporanea: unica differenza è che i protagonisti sono due ingenui e spontanei undicenni. Questo, grazie anche a una sceneggiatura lineare e semplice, dona al film un alone di freschezza che si respira durante tutta la sua durata, conferendogli le sembianze di una simpatica favola moderna (con tanto di genitori separati). A fare da sfondo a litigi, incomprensioni, primi dubbi e incertezze, una New York patinata, fotografata nei suoi luoghi simbolo, a partire dallimmancabile Central Park. Il regista Mark Levin, che ha scritto anche la sceneggiatura insieme alla moglie, firma questo suo film desordio con consapevolezza e un umorismo spesso colto (con tanto di citazioni cinematografiche), riuscendo a creare una pellicola comunque interessante, nonostante la trama semplice e già nota. Usando la forma del diario del bambino, che racconta le sue peripezie in prima persona, riesce a far sorridere e, se si vuole, anche a commuovere.
DORA l'esploratrice. L'avventura di Dora e la mappa [Vidoergistrazione]
: Paramount pictures, 2006
Il MAGO di Oz [Videoregistrazione] / regia di Sodao Nozaki
: Avo film, 2005
Abstract: In una fattoria del Kansas dove vive con gli zii, la piccola Dorothy è in pena per il suo cagnetto Toto. Durante un uragano un tornado la trasporta "al di là dell'arcobaleno", nel fantastico paese di Oz, da lei sognato, dove incontra uno spaventapasseri che non ha cervello, un uomo di latta che non ha cuore, un leone che non ha coraggio e un mago che non è quello che sembra. Una buona strega la protegge da una strega perfida. Tutti assomigliano alle persone che conosce. Tratto dal 1° dei 13 libri di Frank L. Baum con una sceneggiatura che subì molte revisioni, prodotto da Mervyn LeRoy, ebbe riprese agitate: 2 registi (R. Thorpe, G. Cukor) sostituiti dopo pochi giorni e un 3° (K. Vidor) che diresse la parte iniziale e il finale, virati in seppia, con molte indecisioni e sostituzioni tra gli attori. Quasi come Via col vento di cui condivide il gigantismo produttivo: 65 scenografi, 4000 costumi per 1000 interpreti tra cui 350 nani, 136 giorni di riprese, un costo finale di 2700000 dollari. Pubblicati 3 libri sulla sua lavorazione. Il successo fu trionfale e duraturo negli USA, ma non in Italia dove fu distribuito nel 1949 e i libri di Baum poco venduti. All'attivo di questo megafilm per famiglie: l'efficacia degli effetti speciali; l'immaginosa vivacità dei personaggi fantastici (compresa la strega cattiva della Hamilton); una canzone destinata a durare e la felice scelta della 16enne Garland che si meritò un premio speciale agli Oscar. 2 furono dati a "Over the Rainbow" di Harburg/Arlen e alla direzione musicale di Herbert Stothart. Dai libri di Baum furono tratti, oltre a una miniversione in una bobina del 1910, tre film (1913-14) prodotti dall'autore e una versione burlesca (1925) diretta da Larry Semon con Oliver Hardy. Nel 1978 S. Lumet ne fece un musical in chiave "nera" (I'm magic / The Wiz) con Michael Jackson preceduto dall'australiano Oz (1976) di Chris Loften in chiave rock e dal cartoon Journey Back to Oz (1974) di Hal Sutherland in cui Liza Minnelli, figlia della Garland, dà voce a Dorothy. Esiste anche un seguito: Nel fantastico mondo di Oz (1985).AUTORE LETTERARIO: Lyman Frank Baum
MY little pony. Il film [Videoregistrazione]
: Avo film, 2006
MY little pony. La passeggiata della principessa [Videoregistrazione]
: Paramount pictures, 2006
CURIOSO come George [Videoregistrazione] : Curious George / regia di Matthew O'Callaghan
: Universal studios, 2006
Abstract: Un vivace cucciolo di scimpanzè fa amicizia nel proprio habitat con limbranato Ted, esploratore novizio dagli improbabili indumenti paglierini. Terminata la spedizione, il curioso scimmiotto seguirà il nuovo amico attraverso il viaggio di ritorno, fino ad introdursi furtivamente nella stiva della nave che riporterà gli uomini in città. La metropoli si rivelerà per George, così ribattezzato da Ted, vera e propria jungla, nonché teatro di innumerevoli peripezie. La scimmietta George, resa celebre dalla serie di racconti per linfanzia firmati H.A.Rey, fa capolino sul grande schermo in unavventura danimazione prodotta da Ron Howard. Nonostante traversie realizzative -il progetto è stato portato avanti in segreto per quasi due lustri- il prodotto finale risulta coerente con la semplicità di spirito originale, mix di simpatia e candore. In un ambiente essenziale (grafica 2D e fondali 3D) contraddistinto da caldi colori pastello, il titolo offre un intrattenimento lineare pensato per i più piccoli tra i piccoli, ma anche unoccasione per chi li accompagna di respirare, scoprendo che esistono ancora i cartoni animati vecchio stile, dove gli animali non (stra)parlano e, una volta tanto, non ballano la disco-music. Paradossalmente è proprio la semplicità di intenti, e di mezzi utilizzati per raggiungerli, a far emergere Curious George dalla attuale selva di proposte danimazione iper-avanguardistiche (più o meno valide), con una colonna sonora dalle accattivanti sonorità pop a fare da vero e proprio valore aggiunto.
HAMMY scoiattolo scatenato [Videoregistrazione] = Hammy's hyper-activity
: DreamWorks animation home entertainment, 2006
GARFIELD 2 [Videoregistrazione] / regia di Tim Hill
: 20th century Fox home entertainment, 2006
Abstract: Nel 2004 l'esordio al cinema delle vicende tratte dalla serie creata da Jim Davis alla fine degli anni '70 aveva rinnovato la popolarità del gatto più ciccione e pigro del mondo fumettistico anche tra i giovanissimi. Allora Peter Hewitt aveva provato a trasporre su grande schermo le avventure di Garfield in un format che potesse attirare in sala un pubblico eterogeneo, con un cast di attori del tutto rispettabili - a partire da Bill Murray che dava la voce al gatto, in Italia doppiato da Fiorello - e una storia di quelle che divertono più i bambini che gli adulti. Il cambio alla regia non ha modificato l'umore della prima prova su pellicola e anche gli attori che interpretano i personaggi principali - Jon Arbuckle/Breckin Meyer, Liz/Jennifer Love Hewitt, lo stesso Murray e persino Fiorello - sono rimasti gli stessi. Tim Hill li porta tutti a Londra dove si scopre che Garfield ha un sosia: un micione dai modi aristocratici (e con la voce di Tim Curry nella versione originale) che ha ereditato dalla padrona il castello di Carlyle e che deve salvare sé stesso e i suoi sudditi - gli animali della fattoria - dai progetti malefici di Lord Dargis (Billy Connolly), mirati alla successione ereditaria. Lo scambio di identità tra i due gatti è pressoché annunciato e il film fa ampio uso di tutti quegli elementi già utilizzati in abbondanza nelle cosiddette commedie degli equivoci, con un finale dichiarato: l'alleanza tra il rozzo felino americano e il principino inglese, la ribellione degli animali e la rivincita di Odie. Meno contagioso del precedente, e sempre più rivolto ai bambini, Garfield 2 contiene però dei momenti decisamente divertenti e delle trovate graziose, se pur non originali, come la lasagna fatta a più zampe nella cucina del palazzo reale, con Garfield come capo cuoco. I nostalgici continueranno a rimanere fedeli alla striscia a tre vignette, ma i nuovi adepti sapranno apprezzare la versione cinematografica che potrebbe avere anche altri seguiti.
Il RITORNO di Prancer, la renna di Babbo Natale [Videoregistrazione] / regia di Joshua Butler
: Universal studios, 2002
Abstract: Charlie, un bambino di otto anni, trova nella foresta un cucciolo di renna. Credendo che sia Prancer, la renna di Babbo Natale, porta il cucciolo a casa. Poi scrive un e-mail a Babbo Natale per ricordargli di venire a prendere la sua renna alla vigilia di Natale.
Numb3rs. La prima stagione completa [Videoregistrazione]
: Paramount home entertainment, 2006
Eragon [Videoregistrazione] / regia di Stefen Fangmeier
: 20th century Fox home entertainment, 2007
Abstract: Una favola magica, un fantasy restituito alla propria dimensione di sogno, una terra lontana dove un tempo - draghi e cavalieri - combattevano insieme contro le oscure forze del male che governavano la terra di Alagaësia. Nella mitologia di Eragon fa capolino la magia, guidata da simbolismi più o meno appariscenti, nel tentativo di conferire a draghi e cavalieri la forza della pace e della prosperità. Fino all'arrivo del temutissimo Galbatorix, quando le forze del bene furono sterminate per permettere al tiranno di accorpare a sé tutto il potere. Toccherà a un giovane e inesperto contadino di nome Eragon, molti anni dopo, riportare in auge i vecchi tempi, con lo schiudersi di un uovo di zaffiro che gli rivelerà il suo destino: un drago di nome Saphira, lanciato in volo per salvare il popolo dalla tirannia. Eragon - il film - è lontano anni luce dalle atmosfere magiche del libro che ha saputo conquistare in brevissimo tempo una folta schiera di lettori che ne hanno lodato le gesta. Immaturo dal punto di vista scenografico, lento e borioso nell'intreccio, appesantito da un'onnipresente colonna sonora. A nulla può un cast d'eccezione, a partire dal brillante Jeremy Irons nel ruolo di Brom, mentore di Eragon, forse troppo teatrale, come fosse ancora ingabbiato nel ruolo che, tempo fa, lo vide fra i protagonisti di uno Shakespeare riadattato al grande schermo. O ancora Robert Carlyle, il cattivissimo antagonista più macchietta che altro che uccide i propri scagnozzi con la sola imposizione delle dita. Goffo e poco accattivante anche l'esordiente Ed Speelers, protagonista quasi involontario di un fantasy che ammicca, come da copione, ai capolavori del genere: da La storia infinita di Wolfgang Petersen, a una citazione di dubbio gusto tratta addirittura da Blade Runner (forse sovraccaricata volutamente in fase di doppiaggio). Mentre si consuma, pian piano, l'empatico rapporto fra Eragon e il suo drago, attratti da un magico potere che permette di leggersi vicendevolmente nel pensiero, scorrono via i minuti in attesa dell'epilogo finale e di un sequel già scritto. Se gli effetti speciali puntano tutto sulla tenerissima fisionomia del drago, ricostruito digitalmente con movenze più che umane, Eragon non brilla certo né in originalità, né in azione e in divertimento, scontentando gli adulti per un genere senza più fantasia, e i ragazzi per l'eccessiva ampollosità dei dialoghi e la dose di violenza di cui si permea tutto il film. Un film consigliato a palati non troppo raffinati.
Il commissario Montalbano. Il giro di boa [Videoregistrazione] / regia di Alberto Sironi
: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008
Il commissario Montalbano. Par condicio [Videoregistrazione] / regia di Alberto Sironi
: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008
Abstract: Le famiglie mafiose dei Sinagra e dei Musarra, che un tempo si sono combattute a colpi di lupara il predominio sul territorio di Vigata, hanno ripreso a sparare. Il primo a cadere è Angelo Bonpensiero, braccio destro del capofamiglia Lillino Musarra in quanto marito della figlia di lui, Mariuccia. In ossequio alla par condicio, i Musarra si vendicano uccidendo Michele Zummo, nipote del vecchio don Balduccio Sinagra.