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Roberto Leydi
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Videoregistrazioni: DVD

Roberto Leydi [Videoregistrazione] : l'altra musica / regia di Aurelio Citelli

: Medialogo, 2009

Gente di Milano

Transporter 2
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Videoregistrazioni: DVD

Transporter 2 [Videoregistrazione] / regia di Louis Leterrier

: 20th Century Fox home entertainment, 2009

Abstract: Frank Martin ora è a Miami, incaricato di 'trasportare' tutti i giorni a scuola il piccolo Jack Billings, figlio di un pezzo grosso della squadra antidroga. Quando il piccolo viene rapito da un malvivente che gli inietta un virus mortale, Frank inizia una lotta contro il tempo per salvare il bambino e sventare un terribile piano messo in atto dal cartello della droga per sterminare chiunque si metta sulla sua strada... "Seguito di un film del 2002, 'Transporter: Extreme' è stato scritto da Luc Besson e Robert Mark Kamen, che già avevano lavorato insieme nel primo capitolo. La regia è invece questa volta affidata a Louis Leterrier ('Danny the Dog'). Meno male, perché questo secondo episodio è decisamente più incisivo e adrenalinico del primo. 'Transporter: Extreme' è un film senza pretese, che invece dà vita a sequenze mozzafiato. Il protagonista è credibile, benché nei panni di un personaggio assolutamente improbabile. E il suo antagonista è un indovinatissimo Alessandro Gassman nel ruolo di Gianni, un efferato killer, mafioso e molto siciliano: una delle sue interpretazioni migliori. Il resto è un delirio di combattimenti, inseguimenti e macchine volanti. Ma dietro a tutto c'è la mano lunga di Luc Besson. E si vede." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 25 novembre 2005) "Come sempre Hollywood batte e ribatte sull'incasso. Dopo il primo 'Transporter', da noi quasi inosservato, ecco il bis extreme in cui viene coinvolto, con strano doppiaggio, anche il cattivissimo indigeno Alessandro Gassman: suo padre, alla stessa età, a Hollywood sospirava in 'Sombrero'. (...) Action, action, action, è la poetica americana di Luc Besson che sceneggia e produce con un'inventiva ai minimi termini in cui l'autore Leterrier segue solo l'intemperante logica dell' eroe pronto a tutto, ahimè con finale promessa di un terzo round. Botte da orbi anche negli studi medici e lotta sottomarina con aereo in picchiata: di tutto, di più, di troppo, al solito." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 novembre 2005) "Il primo 'Transporter' era un serie B neanche malvagio. Col seguito, che in America ha incassato qualcosa come 40 milioni di dollari, andiamo peggio: praticamente il film svanisce lasciando, la suo posto, un catalogo di combattimenti, inseguimenti, acrobazie cuciti col filo bianco di una storia che più banale non si può. (...) I botti e i fuochi d'artificio cercano di distrarti dall'abissale vacuità del tutto e anche la parte strettamente linguistica (inquadrature, montaggio, raccordi) è trascurata e sgrammaticata. Restano gli effetti al computer e le scene di scontro fisico, coreografate da Corey Yuen. Tanto vale giocare ai videogame." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 2 dicembre 2005) Note - COREOGRAFIE SCENE DI ARTI MARZIALI: COREY YUEN. - COREOGRAFIE SCENE STUNT AUTOMOBILI: MICHEL JULIENNE.

Unita'$1: Inferno. Canto I
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$1: Inferno. Canto I [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$2: Inferno. Canto II
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$2: Inferno. Canto II [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$3: Inferno. Canto III
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$3: Inferno. Canto III [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$4: Inferno. Canto IV
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$4: Inferno. Canto IV [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$5: Inferno. Canto V
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$5: Inferno. Canto V [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$6: Inferno. Canto VI
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$6: Inferno. Canto VI [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$7: Inferno. Canto VII
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$7: Inferno. Canto VII [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$8: Inferno. Canto VIII
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$8: Inferno. Canto VIII [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$9: Inferno. Canto IX
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$9: Inferno. Canto IX [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2008

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Il magico mondo dei Barbapapa'. Il mistero delle uova
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Videoregistrazioni: DVD

Il magico mondo dei Barbapapa'. Il mistero delle uova ; L'auto ; La diligenza ; Il dinosauro ; La scomparsa dei Barbapapa' [Videoregistrazione] / una creazione di Annette Tison e Talus Taylor

: De Agostini, 2010

Unita'$10: Inferno. Canto X
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$10: Inferno. Canto X [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$11: Inferno. Canto XXVI
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$11: Inferno. Canto XXVI [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$12: Inferno. Canto XXXIII
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$12: Inferno. Canto XXXIII [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$13: Paradiso. Canto XXXIII
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$13: Paradiso. Canto XXXIII [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Unita'$14: Lo show televisivo
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Videoregistrazioni: DVD

Unita'$14: Lo show televisivo [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009

Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni

Codice d'onore
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Codice d'onore [Videoregistrazione] = A few good men / regia di Rob Reiner

: Sony pictures home entertainment, 2005

Abstract: Il sergente William T. Santiago, un marine della base americana di Guantanamo, muore nel corso di un'azione "disciplinare" non ufficiale, ad opera del sergente Louden Downey e del caporale Harold W. Dawson, detta in gergo "Codice rosso". L'inchiesta è affidata al giovane tenente di marina Daniel Kaffee, coadiuvato dal capitano della Commissione disciplinare Joanne Galloway, una donna graziosa e volitiva, e da un amico di Kaffee, il capitano Jack Ross. Nel corso del processo e delle febbrili indagini parallele si scopre che Santiago era malvisto da compagni e superiori per le sue scarse doti di combattente. Inoltre aveva scritto, scavalcando i suoi superiori, per essere trasferito, promettendo rivelazioni su un incidente alle recinzioni, in cui era coinvolto Downey. Un'epopea che si svolge all'interno delle dure regole della corte marziale per scoprire quali verità siano state sepolte e a quale scopo... "Un Tom Cruise che, in parte memore di "Nato il 4 luglio", ha slanci di grande freschezza e da un Jack Nicholson potentissimo nello show in cui si scontrano il superdecorato comandante della base e l'avvocatino venuto da Harvard." (Giovanni Grazzini, 'L'Indipendente', 18 dicembre 1992) "Nicholson, si sa, è capace del meglio e del peggio sullo schermo, e per 'Codice d'onore' sceglie la seconda opzione; Tom Cruise sembra un bambino in uniforme, e Demi Moore è l'unica ad animare con un po' di calore il film freddo come un orologio svizzero." (Alfio Cantelli, 'Il Giornale', 20 dicembre 1992) "Non si possono negare la solida struttura della storia e dei dialoghi, l'ottimo gioco di squadra degli attori e soprattutto la maestria di Reiner narratore raffinatissimo." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 20 dicembre 1992) "Film di derivazione teatrale, e quindi di solido impianto drammaturgico, che trova la sua forza nel fitto intrecciarsi del dialogo; film occasione per mettersi in bella mostra da parte di alcune star." (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 10 febbraio 1993) Note - REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1992.

Lezione Ventuno
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Videoregistrazioni: DVD

Lezione Ventuno [Videoregistrazione] / regia di Alessandro Baricco

: 01 Distribution, 2009

Abstract: Uno studente universitario rievoca le vicende relative all'eccentrico e geniale professor Mondrian Killroy e alla sua indimenticabile 'Lezione 21' che verteva sul mistero della genesi della Nona Sinfonia di Beethoven e su una serie di avvenimenti accaduti nel 1824 nella sera che per la prima volta venne presentata al pubblico viennese. "Rimane comune chiaro che il progetto paradossale e demistificatorio dell'impresa, poco chiara invece è la suggestiva metafora del violinista che muore assiderato dopo aver frequentato per tre giorni una fantasmatica compagnia di musicanti uniti nell'impegno di rimpicciolire Beethoven. Qui il contesto, pur suggestivo, risulta alquanto sfuggente. Nella tessitura dell'immaginario si individuano senza pesare gli archetipi di Cocteau, Bergman, Pisolini, Ken Russell e soprattutto Carmelo Bene. Interpreti tutti bravissimi." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 17 ottobre 2008) "Uniscono i quattro momenti due concerti opposti, la vecchiaia e la bellezza, li collega linguisticamente la visualizzazione della musica, secondo i tempi di una sinfonia, dando spazio all'analisi minuziosa della Nona, in ogni dettaglio, e chiudendo con quell'assolo di violino che è la cifra più segreta, e anche funebre, di tutta la rievocazione. Certo, un'impresa ardua, ai limiti di un cinema sperimentale e di ricerca, ma così carica di tensioni e di emozioni, anche figurative, specie nelle coreografie sullo sfondo di panorami innevati, da trasformarsi quasi sempre in una gioia per gli occhi. Mentre l'udito, anche là dove lo sente discusso, si abbandona al fascino imperituro della Nona. Confermato, nonostante le apparenze, proprio da quella 'lezione'." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 17 ottobre 2008) "Il nucleo aneddotico di cui s'è detto è circondato di invenzioni visive fiabesche: grandi distese di neve (è il Trentino), personaggi che paiono illustrazioni di libri per bambini norvegesi, un violinista che suona nella neve con tanta costanza da morire assiderato, giovani donne soavi come angeli. Belle immagini: è un peccato che, certo per incultura o insensibilità, risulti impossibile coglierne il significato; ma restano un'idea originale." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 17 ottobre 2008) "Il pubblico, che sbadiglierà da cima a fondo, si trova comune in ottima compagnia. Verso metà un personaggio tuona: 'Voi siete tutti pazzi', e un altro, quasi alla fine, si lamenta: 'Io non capisco un c....'. Buon divertimento." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 ottobre 2008) "Baricco dunque si mette in cattedra e manipola con grande disinvoltura tutti i codici linguistici a sua disposizione per arrivare alla verifica della sua tesi. Non pensiate, quindi, che questa sua ventunesima lezione sia una passeggiata di salute. Tre, quattro, cinque livelli narrativi si intrecciano tra passato e presente, tra ricostruzione storica e thriller universitario, tra storia orale e chiacchiere al bar. Una vera e propria orchestrazione, studiata sicuramente nel dettaglio e giustificata sicuramente in tutte le sfumature e tutti i rimandi. I cinofili usano un'espressione ridicola quando vogliono elogiare oltre misura le qualità di un'opera di un loro amato regista: 'in questo film c'è tutto il cinema ....' Per traslitterazione allora diciamo che in 'Lezione 21' c'è tutto il mondo di Baricco: il romanziere di 'Castelli di rabbia' e 'Questa storia', il conduttore televisivo di 'Pickwick' e 'L'amore è un dardo', il fondatore e direttore della scuola Holden di Torino, il regista teatrale di 'Omero', 'Iliade' e 'Moby Dick', il saggista opinionista, l'editore per la Fandango libri. Non è un'esagerazione. Se amate l'universo di Baricco potrete scorgerlo interamente messo in scena in questa Lezione Magistrale." (Dario Zonta, 'L'Unità', 17 ottobre 2008) "Grazie a questo calderone di chiacchiere, dicerie, impressioni, testimonianze dirette ma non per questo autorevoli, Baricco proietta la 'Nona' sul suo sfondo storico, fra guai personali, mode musicali, azzardi estetici, pettegolezzi (anche quelli concorrono a creare il mito, eccome); e insieme la cala nel nostro presente (spassoso l'interrogatorio stile telequiz del povero morituro). Ma un conto è ciò che il film dice, intelligente e a tratti un po'enfatico,,altro ciò che mostra: ed è qui che 'Lezione 21' sorprende. Sono molto belle infatti le testimonianze, sono ben trovati certi accostamenti visivi e musicali. Peccato solo non godere tutto questo in versione originale. Nessuno doppierebbe una grande orchestra, inoltre tutto suona allo stesso modo in lingue diverse. In inglese 'Lezione 21' è fluido e originale. In Italiano molto meno. Anche la lingua è musica." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 ottobre 2008) "L'immensità del genio tedesco, dolorosamente superata dall'evolvere del gusto, la tragedia della sordità e del suo distacco dal mondo, il veder emergere sensibilità e figure nuove come Rossini: la materia cui ha dedicato la vita il mitico Killroy diventa la lezione di Baricco. Uno dei suoi colti e comunicativi talk show: avvolgente, accattivante. La sua interpretazione sarà discutibile, ma sarebbe un magnifico insegnante di liceo. Capace di inchiodare gli studenti e appassionarli a ciò che di solito manuali e prof rendono grigio, distante, indigesto." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 17 ottobre 2008) "Un thriller, un noir, quasi un western musicale per svelare una delle più grandi mistificazioni della cultura occidentale (e poi ce la prendiamo con la tv e Berlusconi), almeno a parere di Kilroy e, quindi, di Baricco. (...) Sembrano tutti ingredienti per una ricetta perfetta, e invece ne esce fuori un film incompleto e a tratti irritante. A Baricco riesce la parte più difficile, il creare interesse attorno a un quesito intellettuale lontano nel tempo e di non immediato interesse. Questa iconoclastia "barbarica", che si rivela anche nel fare un film sul grande maestro mostrandolo solo per quattro secondi ma di spalle, si accompagna però a una struttura parallela pretenziosa, in cui scene interessanti - alcune soluzioni visive, pur non nuove, denunciano un buon talento nel neoregista - si alternano a dialoghi improbabili e a una sceneggiatura zoppicante e imperfetta, piena dei vezzi e dei vizi del Baricco scrittore, troppo indulgente verso il proprio lato kitsch, barocco e faticoso. La soluzione metanarrativa, colonna portante del film, si rivela infelice, lì dove poteva cavarsela col mestiere, proprio e altrui. Baricco, insomma, convince a metà, lascia andare via un ottimo inizio e una buona intuizione sfilacciando il film come Killroy fa con la sua vita, rifugiandosi in un bowling in incognito, insieme a una comunità di homeless. Un'opera che farà litigare i suoi fan con i suoi detrattori: i primi continueranno a ritenerlo un genio, i secondi un impostore. Un altro bel giallo, in fondo." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 17 ottobre 2008) "Si guarda a Derek Jarman, al suo 'Wittgenstein', nel passaggio di passato declinato al presente dove un coro di parrucche e ciprie cita il GR, anche se parla del congresso di Vienna. Teatro da Tom Stoppard, suggestioni da Shyamalan, una costruzione letteraria esibita fino alla perdita di ogni mistero, e la provocazione che poteva essere come il divertimento si sciolgono affondando in una leziosità noiosa, in cui nessuno dei maestri esibiti, eppure il caustico professor Killroy, sembra avere lasciato il segno." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 17 ottobre 2008) Note - FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI E CON IL SOSTEGNO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO. - RIPRESE EFFETTUATE IN ITALIA (TRENTINO - PRIMIERO, PARCO DI PANEVEGGIO - PALE DI SAN MARTINO) E IN GRAN BRETAGNA (LONDRA). - PRESENTATO IN PIAZZA GRANDE AL 61° FESTIVAL DI LOCARNO (2008). - CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2009 PER: MIGLIOR FOTOGRAFIA (GHERARDO GOSSI E' CANDIDATO ANCHE PER "IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA") E COSTUMI.

Home
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Videoregistrazioni: DVD

Home [Videoregistrazione] / regia di Ursula Meier

: Cecchi Gori home video, [2009]

Abstract: Michel, Marthe e i loro tre figli vivono da anni in una casa a pochi metri da un tratto di autostrada che non è mai stato attivato. Il lungo asfalto è il proseguimento del loro giardino; luogo di scorribande in bicicletta e soggiorno ideale per guardare la tv nelle sere d’estate o per fumare l’ultima sigaretta della giornata, lasciando correre la vista all’orizzonte. Da un giorno all’altro, però, l’autostrada viene inaugurata e la famiglia di Michel si ritrova spettatrice di un traffico sensa sosta, assordante, alienante. In cerca di riparo indietreggia, si barrica, fino ad imprigionarsi con le proprie mani. Opera prima di Ursula Meier, Home , è la storia della deflagrazione di una follia latente, ma è anche una parabola sulla difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo. I personaggi di Isabelle Huppert e di Olivier Gourmet incarnano una backstory che non ha bisogno di essere detta, che si nutre delle precedenti volte in cui lei è stata madre al cinema, fragile e nevrotica, e lui è stato padre, incandescente e arrabbiato, e si rivela nelle pieghe del testo, quando le lacrime scendono copiose e mute dalle guance di Marthe, senza innescare domande. La Meier dilata il racconto dell’apparente normalità, lasciando capire che è frutto di un percorso accidentato, ma anche ponendoci nella condizione di spettatori delle prime crepe. È solo questione di tempo. I protagonisti s’illudono di aver trovato la felicità ai margini del mondo, in un non luogo in cui vigono regole forse poco ortodosse ma non meno rigide, improntate alla salvaguardia strenua del presente, ad un iperbolico “carpe diem”, ma il mondo bussa alla loro porta e lo fa –iperbole per iperbole- nel modo più invasivo possibile. È un attimo scambiare il come con il cosa, il focolare con l’edificio, home e house. Contenitore d’interpretazioni possibili, Home è caldo come una pentola a pressione nella prima parte e freddo come una dimostrazione matematica nella seconda. Riporta felicemente alla misura del lungometraggio il racconto dell’assurdo cantato su un registro di estremo realismo, che illuminò i primi Polanski e certo Ferreri, e che troppo a lungo non è sembrato più praticabile, anche per colpa delle onnipresenti regolette di sceneggiatura all’americana. Imperfetto, spaventato da se stesso al punto da mancare di coraggio nel finale, resta un film interessante e moderno, che alimenta la speranza sul futuro della sua autrice.