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Cocco di nonna
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Videoregistrazioni: DVD

GOOSSEN, Nicholaus

Cocco di nonna [Videoregistrazione] / regia di Nicholaus Goossen

: 20th Century Fox home entertainment, 2007

Abstract: Durante il giorno Alex testa videogame, di notte si dedica allo sviluppo di un nuovo gioco di sua invenzione. Le cose iniziano a complicarsi quando Alex è costretto ad andare a vivere con la nonna Lilly e le sue amiche Grace e Bea. Ai colleghi racconta delle sue nuove inquiline belle e sexy, ma un giorno la nonna e le sue amiche si presentano sul posto di lavoro dove Alex ha già numerosi problemi con J.P., inventore di videogiochi che sembra uscito da una parodia di Matrix e con Samantha, la manager incaricata di seguire l'ultima fase dello sviluppo de "Lo sterminatore 3" il gioco che dovrà conquistare il mercato.

Ascolta sempre il cuore Remi. Lo stemma della famiglia Milligan
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Videoregistrazioni: DVD

Ascolta sempre il cuore Remi. Lo stemma della famiglia Milligan ; Mattia in pericolo [Videoregistrazione] / regia di Osamu Dezaki

: De Agostini, 2008

Ascolta sempre il cuore Remi. Un incidente inaspettato
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Videoregistrazioni: DVD

Ascolta sempre il cuore Remi. Un incidente inaspettato ; In prigione [Videoregistrazione] / regia di Osamu Dezaki

: De Agostini, 2008

Anna dai capelli rossi. Progetti per l'avvenire
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Anna dai capelli rossi. Progetti per l'avvenire ; L'amore paterno di Matthew [Videoregistrazione]

: De Agostini : Planeta junior, 2009

Anna dai capelli rossi. Il giorno piu' triste
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Anna dai capelli rossi. Il giorno piu' triste ; Matthew lascia per sempre la sua casa [Videoregistrazione]

: De Agostini : Planeta junior, 2009

Anna dai capelli rossi. Una svolta decisiva
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Anna dai capelli rossi. Una svolta decisiva ; Sono in pace con il mondo [Videoregistrazione]

: De Agostini : Planeta junior, 2009

Oliver's story
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Oliver's story [Videoregistrazione] / regia di John Korty

: Paramount home entertainment, [2004]

Abstract: Persa prematuramente la moglie Jenny, il giovane avvocato Oliver Barrett IV non accetta i consigli del suocero Phil Cavilleri o dell'amico Stephen che insieme ad altri, tenta di buttarlo nelle braccia della graziosa e dolce "designer" Joanna Stone. Tanto meno decide di tornare alla ricca casa paterna ove giunge soltanto per qualche fine settimana di cortesia. Non ignorando che la vita continua, Oliver cerca di risolvere le proprie crisi mediante appuntamenti con lo psicanalista dr. Dienhart e ingolfandosi nelle cause che gli vengono affidate. Di queste, quella che maggiormente lo affascina è la difesa di un gruppo cooperativistico al quale riesce ad assicurare la protezione di Gentilano, un rappresentante della pubblica amministrazione. Un giorno, vagando nel Central Park, Oliver conosce Marcie Bonwit che, come lui, è una dissidente figlia di papà. Nasce l'amicizia e si trasforma in amore. Quando tutto sembra avviarsi verso una logica soluzione, Marcie convince l'amico ad accompagnarla ad Hong Kong dove possiede delle fabbriche di tessuti. Oliver ha così modo di scoprire che la Bonwit non è una "negriera" ma, ciò nonostante, tra di loro esiste ancora il fantasma di Jenny. Oliver torna dal padre in occasione della festa offertagli dai suoi operai e il rampollo si rende conto che anche un industriale può fare del bene. "Il film, realizzato con onesto mestiere, è indubbiamente levigato o cartolinesco (come impone l'ambito sociale richiesto dalla vicenda); è basato su dialoghi non privi di leziosità (come era facile aspettarsi da un Erich Segal favorito da un enorme successo internazionale per la prima puntata); è americaneggiante o, come dir si voglia, 'nixoniano' nello spirito (come richiedevano i destinatari primari, cioè i frequentatori delle sale USA). Questi elementi impediscono di partecipare ai drammi sentimentali di Oliver IV o di Marcie. Ma, ripetiamo, se ci si rende conto che l'uomo è pur sempre uomo a qualsiasi classe sociale appartenga, almeno due problemi si possono condividere: la difficoltà di colmare il vuoto spirituale lasciato dalla morte tragica di una persona fortemente amata; la ancor più grave difficoltà di vincere le tentazioni della ricchezza per servirsene con generosità e intelligenza in un mondo confuso ove, dopo tanti anatemi, non si sa più quale esatta funzione assegnare al capitale. Meno melodrammatico di 'Love Story', questo 'Oliver's Story' ha il non trascurabile merito di sottolineare maggiormente questi due temi." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 87, 1979) Note - E' IL SEQUEL DI "LOVE STORY" DIRETTO NEL 1970 DA ARTHUR HILLER.

Solo un padre
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Solo un padre [Videoregistrazione] / regia di Luca Lucini

: Warner home video, 2009

Abstract: La vita di Carlo, dermatologo trentenne, vedovo e padre di una bambina di dieci mesi, nonostante la perdita della moglie - morta di parto - scorre piuttosto serena e tranquilla grazie soprattutto all'aiuto e all'affetto di genitori e amici. Un giorno, però, l'ordinata esistenza di Carlo viene messa a soqquadro dall'incontro con Camille. "Sarà anche l'origine del libro da cui deriva ('Avventure semiserie di un ragazzo padre', di Nick Earls), ma è un film che potresti immaginare interpretato da Hugh Grant e parlato inglese. Con qualche differenza, però: gli interpreti sono meno rodati di Grant e dei suoi abituali partner: la sceneggiatura fatica, a tratti, a mettere assieme le parti drammatiche con quelle comiche; qualche caratterizzazione è di maniera. E tuttavia si apprezzano il tono complessivamente gentile, l'occhio benevolo con cui Lucini osserva i personaggi, una certa leggerezza di tocco, che saggiamente non pigia troppo sul pedale del comico, né su quello del patetico." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 28 novembre 2008) "Da Grande fratello a piccolo padre per Luca Argentero. (...) Elaborazione del lutto fatta nel laboratorio Cattleya per 'Solo un padre' di Luca Lucini, bravissimo venditore di immagini fin dai tempi di 'Tre metri sopra il cielo' con un notevole tocco per la commedia sofisticata e non. Idea insolita, ambizione alta, toni che variano (si ride più che piangere, comprese gag con animali alla Tutti pazzi per Mary) e il protagonista in ogni inquadratura. Ma non è tutto oro ciò che è Argentero. Non si può essere sempre dolci e carini anche quando è necessario tirare fuori un po' di sporcizia. Regista troppo bonario, produzione asettica o limiti dell'attore? Probabilmente un equilibrato concorso di colpa. Il film è come una bella anestesia cosciente. Vedi tutto ma non senti praticamente niente." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 novembre 2008) "Ecco finalmente una commedia borghese sentimentale piacevole, intelligente e non piagnona, che investe il problema di un papà single e vedovo e il rapporto con la sua neonata. Luca Lucini, appassionato di storie di giovani mariti nel solco tracciato da Bolognini, racconta la vita difficile di Carlo, dermatologo di successo (metafora della seconda pelle, se ci sei batti un colpo) che deve riorganizzarsi la vita e scopre una dose incommensurabile di tenerezza. La vera trovata del film, tratto dalle 'Avventure semiserie di un ragazzo padre' di Nick Earls, Sonzogno, è lo snodo imprevedibile della sceneggiatura che manda in libera uscita psicologica ogni preavviso retorico e romantico. Arioso e misurato, senza un grammo di volgarità, il film rivela il talento di Luca Argentero che sostiene il ruolo con una pensierosa animazione interiore e con un certo sorriso che lascia scoprire sfumature anche alla sua quasi amata Diane Fleri." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 novembre 2008) Note - IL FILM E' STATO GIRATO A TORINO CON IL SOSTEGNO DELLA FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE. - CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2009 PER: MIGLIOR CANZONE ORIGINALE E DAVID GIOVANI. - RICCARDO TOZZI, GIOVANNI STABILINI E MARCO CHIMENZ SONO CANDIDATI AL NASTRO D'ARGENTO 2009 COME MIGLIORI PRODUTTORI (PER LA PRODUZIONE DELL'ANNO CHE COMPRENDE ANCHE: "QUESTIONE DI CUORE", "DIVERSO DA CHI?" E "DUE PARTITE"); IL FILM E' CANDIDATO ANCHE PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE.

Gli allegri imbroglioni
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Gli allegri imbroglioni [Videoregistrazione] / regia di Malcolm St. Clair

: 20th Century Fox home entertainment, 2007

Abstract: Stanlio e Ollio suonatori ambulanti, incontrano un giovanotto che li vuole far entrare in società per vendere delle pillole che trasformano l' acqua in benzina. Ma alla prima prova, i tre devono scappare dalle ire dei paesani raggirati. Mentre fuggono con la macchina, si accorgono di avere a bordo una ragazza che gli chiede aiuto per ritrovare i truffatori che hanno tolto a lei e a sua madre tutti i loro soldi. I tre decidono di aiutarla e così Ollio diventa un ricco colonnello e Stanlio il suo segretario. Ollio tenta di mettere nei guai tutta la banda, ma la balordaggine di Stanlio manda all' aria il suo piano. A questo punto i tre decidono di avvicinare i furfanti in una bisca e, fingendo di farsi raggirare, riescono a portargli via una forte somma che servirà da indennizzo per la giovane donna e sua madre. Note COREOGRAFIE: GENEVA SAWYER. EFFETTI SONORI: E. CLAYTON WARD E HARRY M. LEONARD.

Avventura nello spazio
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Avventura nello spazio [Videoregistrazione] = Race to space / regia di Sean McNamara

: Eagle pictures, [2007]

Abstract: Anni Sessanta. USA e Unione Sovietica si fronteggiano nell'avvincente sfida per la conquista dello spazio. Wilhelm von Huber è uno scienziato da poco trasferitosi in Florida, dove inizia a lavorare su ambiziosi progetti spaziali. Tra questi spicca quello della NASA in cui si prevede di mandare nello spazio uno scimpanzé, addestrato da un'affascinante allenatrice.

I demoni di San Pietroburgo
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I demoni di San Pietroburgo [Videoregistrazione] / regia di Giuliano Montaldo

: 01 Distribution, 2008

Abstract: In un giorno di nebbia del 1860, Fjodor Mikhajlovic Dostojevskij varca la soglia dell'ospedale psichiatrico di San Pietroburgo per incontrare un presunto folle, Gusiev, che lo ha contattato per lettera. Al suo amato scrittore, il giovane confessa, pentito, di aver fatto parte del gruppo terroristico che ha da poco assassinato il principe e che sta preparando l'omicidio del granduca. Il progetto prevede l'annientamento dell'intera famiglia imperiale e il solo modo per sventarlo è fermare il capo dei rivoltosi, una donna di nome Aleksandra. Sconvolto da questa notizia, pressato dall'aguzzino a cui deve consegnare un romanzo entro cinque giorni, Dostojevskij ingaggia una lotta con i suoi demoni: la colpa, il dubbio, il passato, la malattia. Giuliano Montaldo torna al cinema, perseguitato a sua volta dal demone di un progetto che, presente da lungo tempo nella sua mente, scalpitava per venire alla luce. Ideato da Andrei Konchalovsky, I demoni di San Pietroburgo è insieme la storia di un uomo, la lettura di un artista e l'affresco di una Storia, che non smette di ripetersi. Mescolando biografia e bibliografia, Montaldo si serve della più grande voce della letteratura russa per affrontare un discorso politico che, in ultima istanza, raccomanda di cercare l'Uomo e di fuggire dall'adesione cieca agli ideali astratti, scorciatoia fatale verso il delirio d'onnipotenza e la violenza. Come Dostojevskij, anche Montaldo non si è mai sottratto all'impegno sociale e ha fatto della propria arte un veicolo di passione e di riflessione scoperta, e ora può permettersi, dall'alto dell'età e dell'esperienza, di interrogarci tutti, con un'opera che ha la pretesa del classico e una forma che si mette interamente al servizio di questa pretesa. In linea con le scelte letterarie ed eleganti della Jean Vigo Italia, ma anche con una forte tendenza all'illustrazione, il film afferma, nel dialogo e nel senso, che la vita è infinitamente più ricca di un romanzo, ma - miracolo - l'arte del racconto serve proprio a rendere più verosimili i fatti della vita. È impossibile non leggere in queste righe un'intenzione d'autore, ma altrettanto impossibile è non decretare, varie volte nel corso del film, il fallimento di quest'intenzione. L'impianto marcatamente teatrale, che posiziona gli attori al centimetro, spoglia I demoni di San Pietroburgo della verosimiglianza che evoca e di cui necessiterebbe, dando luogo, talvolta, a sequenze dalla dinamica astrusa (il salvataggio del compagno prigioniero in Siberia) o eccessivamente verbosa. Suggestivo nella fotografia e nell'ambientazione, ridondante nella metafora (l'aquila della libertà), a tratti appassionante e a tratti solo appassionato, il film di Giuliano Montaldo è un percorso leggermente faticoso, come quello delle tante scale che mette in scena. La salita vale la pena perché, in cima, ci sono Miki Manojlovic (Dostojevskij) e Roberto Herlitzka (Pavlovic), che danno, col solo volto, tutte le sfumature che mancano al testo.

L' uovo del serpente
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L' uovo del serpente [Videoregistrazione] / regia di Ingmar Bergman

: 20th Century Fox home entertainment, [2007]

Orfeo Negro
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Orfeo Negro [Videoregistrazione] / regia di Marcel Camus

: Multimedia San Paolo, 2006

Abstract: Una trasposizione del mito di Orfeo ed Euridice nelle favelas di Rio de Janeiro durante il celebre carnevale. Un film pervaso da una frenetica e triste gioia di vivere con la Dawn che delinea una Euridice casta, sensuale e incantevole. Tratto dal dramma Orpheu da conceição (1956) di Vinicius De Moraes, sceneggiato da Jacques Viot, è un cocktail di folclore, esotismo e mito (e un po' di turismo) che deve molto del suo facile fascino alle musiche di Antonio Carlos Jobim e Luis Bonfa. Palma d'oro a Cannes e un Oscar come miglior film straniero. Dopo questo terno al lotto Camus rientrò nell'andazzo di un modesto artigianato.AUTORE LETTERARIO: Vinicio De Moraes

La pelle
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La pelle [Videoregistrazione] / regia di Liliana Cavani

: Dall'Angelo pictures, [200-?]

Abstract: Napoli 1943-44. Mafioso locale tratta lo scambio di prigionieri tedeschi con il generale Clark. Sullo sfondo di una Napoli distrutta e corrotta si aggiunge una violenta eruzione del Vesuvio. Dal romanzo (1946) di Curzio Malaparte. Un presepe sconsacrato, sanguinoso e iperrealista del costo di 3 miliardi. Con strizzate d'occhio al peggior cinema americano del genere e scivolate nel teatro napoletano, è un concentrato di orrori e violenze. Macelleria ad alto livello, per quanto riguarda gli effetti speciali. Attori stonati. 2 musicisti (Lalo Schifrin, Roberto De Simone) sprecati. In alcuni momenti truci la pietas si sente. Bravo Giuffré.AUTORE LETTERARIO: Curzio Malaparte

Lontano dal Vietnam
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Lontano dal Vietnam [Videoregistrazione] / regia di Claude Lelouch ... [et al.

: Dolmen home video, [2007?]

Abstract: Film politico collettivo diviso in 11 sequenze con introduzione ed epilogo: 1) "Bomb Hanoi!"; 2) "A parade is a parade"; 3) "Johnson piange"; 4) "Claude Ridder"; 5) "Flashback"; 6) "Camera Eye"; 7) "Victor Charlie"; 8) "Why We Fight"; 9) "Fidel Castro"; 10) "Ann Uyen"; 11) "Vertigo". 6 registi e 150 tecnici per un film militante _ girato in 16 e 35 mm, prodotto e supervisionato da Chris Marker _ che sposa esplicitamente una tesi, quella contro gli Stati Uniti e a favore del popolo vietnamita. Fu il preludio agli Stati generali del cinema, creati in Francia durante il maggio '68, e aprì la strada ad altre esperienze collettive di cinema militante che furono fatte in Francia e in altri Paesi d'Europa dopo il '68 e negli anni '70. Le sequenze documentaristiche in senso stretto (portaerei americana, Saigon, la giungla, manifestazioni pro e contro la guerra) sono dovute a Ivens, Lelouch, Klein o ad anonimi operatori di cinegiornali. L'episodio più citato ("Camera Eye") è la confessione di Godard che _ tra paradossi, sincerità, dubbi, incertezze, esibizionismi _ ricalca la tesi guevarista dei molti Vietnam; il più problematico ("Claude Ridder") è di Resnais-Sternberg che tenta il ritratto di un intellettuale parigino "di cattiva coscienza e dunque di mala fede". Come organizzatore e impaginatore, il vero autore del film è Marker con la sua visione terzomondista e la sua appassionata utopistica volontà che il Vietnam parli all'Europa.

Prenom Carmen
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Prenom Carmen [Videoregistrazione] / regia di Jean-Luc Godard

: Rarovideo, [200-?]

Abstract: Carmen, una giovane che frequenta banditi e terroristi e che ha in programma una rapina ad una banca, si reca in una clinica per malattie nervose a visitare lo zio Jean (è lo stesso Jean-Luc Godard), che vaneggia su una sceneggiatura dopo l'altra. E' a lui che Carmen chiede di poter utilizzare un appartamento vuoto in riva al mare e lo zio, che per Carmen sembra aver sempre avuto una tenerezza particolare, glielo concede di buon grado. In più, promette che sarà il regista di un documentario che il gruppo di ragazzi vuole realizzare. Durante la rapina, Carmen conosce un poliziotto (Joseph) e i due si innamorano, rifugiandosi nell'appartamento sulla spiaggia. Ma Carmen, pur passionale qual'è, è anche una donna irrequieta e insofferente, mentre, piano piano, l'amante diviene sempre più possessivo e succube allo stesso tempo. Arrestato per complicità, il suo avvocato riuscirà a farlo mettere in libertà. Intanto, la banda organizza un sequestro di persona e butta giù il piano per un documentario che, in occasione e concomitanza del crimine, verrà girato nel salone-ristorante di un grande albergo. Sarà presente lo zio Jean, che dà ordini confusi. Mentre tutta l'azione si svolge, arriva la polizia: Carmen è avvicinata da Joseph che, respinto ed irriso, la insegue ed uccide con un colpo di pistola. Note DIALOGHI: ANNE-MARIE MIEVILLE. SUONO: FRANCOIS MUSY. LEONE D'ORO ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA DEL 1983.

Milk
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Milk [Videoregistrazione] / regia di Gus Van Sant

: 01 Distribution, [2009]

Abstract: In un villaggio dell'Anatolia vive Yusuf, un giovane che ha da poco finito gli studi superiori. Appassionato di poesia, il ragazzo deve conciliare le sue velleità di poeta con il lavoro nella fattoria insieme alla madre Zehra, un'ancor giovane e bella vedova che ha una storia d'amore segreta con un capostazione. Yusuf è ansioso di trovare la sua strada, ma la scoperta della relazione di sua madre e il calo del prezzo del latte lo metteranno di fronte ad alcune difficili scelte che determineranno il suo cammino verso l'età adulta. "E' una storia faticosa fatta di estenuanti piani sequenza di un poeta di campagna che di mestiere fa il lattaio. Il tesoro per lui sarebbe il successo da artista ma una serie di complicazioni frustreranno le sue ambizioni. Non gli basterà essere pubblicato su una rivista letteraria accanto ad Arthur Rimbaud per cambiare la sua vita. A noi non bastano la regia stagnante da pessimo cinema d'autore e i tormenti interiori e inferiori del protagonista Melih Selçuk, uno Scamarcio turco a cui è difficile interessarsi per più di 5 minuti. Figurarsi 102". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 2 settembre 2008) "Noioso il turco 'Süt' ('Latte') di Semih Kaplanoglu che - utilizzando solo tre piani sequenza per un'ora e quarantadue minuti - allude ai turbamenti di un bravo giovane riformato al servizio di leva e sconvolto dalla scoperta della relazione clandestina intrattenuta dalla madre". (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 2 settembre 2008) Note - IN CONCORSO ALLA 65. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2008).

Roma citta' aperta
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Roma citta' aperta [Videoregistrazione] / regia di Roberto Rossellini

: Millennium storm, [200-?]

La fille du regiment
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La fille du regiment [Videoregistrazione] / Gaetano Donizetti ; Bruno Campanella, direttore ; The orchestra of the royal opera house

: EMI, 2008

Twilight
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Twilight [Videoregistrazione] / regia di Catherine Hardwicke

: Eagle pictures, [2009]

Abstract: Quando sua madre si accompagna con un altro uomo, Bella decide di andare a vivere con il padre, nella piovosa cittadina di Forks. Non prevede che la sua vita possa subire dei grandi cambiamenti, prevede al massimo di adattarsi. Ma nel nuovo liceo incontra Edward Cullen, un ragazzo schivo, diverso da ogni altro. Edward ha 17 anni come lei, solo che ce li ha dal 1918. È un vampiro, che però ha scelto, insieme con la sua famiglia, di non bere sangue umano ma solo animale. Bella e Edward si innamorano perdutamente, ma l’odore di lei scatena la sete di James, un vampiro nemico e niente affatto vegetariano. La regista di Thirteen Catherine Hardwicke e la sua squadra portano sullo schermo il primo dei best-sellers di Stephenie Meyer dedicati ad un mito imperituro per definizione. Dopo che Coppola l’aveva condotto in città, rendendolo ad un tratto moderno, Twilight riporta il vampiro nella natura, nei meravigliosi panorami dell’Olympic Rain Forest, ricollocando il desiderio primordiale in una sorta di giardino edenico in cui c’è già la colpa ma non c’è ancora il peccato. Edward e Bella hanno diciassette anni e non potrebbero avere un’altra età. Sono sulla soglia -simbolica- della maturità, sul confine tra il mondo della fantasia e quello della realtà. “Non può essere vero”, dice lei. “Nel mio mondo lo è”, risponde lui. Adolescente solitaria, Bella vive già di suo in un mondo a parte, in cui probabilmente sogna quello che non ha: una famiglia allargata ed unita come i Cullen, per esempio, che “sembravano usciti da un film”, dice il romanzo; un amore a cui aggrapparsi (letteralmente); un innamorato che abbia il coraggio di mostrarsi per quel che è, ovvero un essere goffo e coraggioso, e che sappia trattenersi (sessualmente) al di qua della soglia. Film di ragazzi per i ragazzi, Twilight ha i dialoghi sciocchini del primo amore, ma anche la sua inquietudine e la sua tenerezza. Tutto ciò che è orrorifico resta fuori scena, perché è con gli occhi dell’innamorata che Bella guarda il mostro e, al suo posto, vede un viso iridescente, da star del glam rock, un essere di luce ben più angelico che demoniaco. Sulle note dei Muse, Robert Pattinson appare a questo punto l’interprete ideale per Edward, gotico e imberbe; un corpo che non ha più nulla della bestia se non la Bella: Kristen Stewart, protagonista assoluta. Totalmente laicizzato e americanizzato (il baseball in salsa quidditch, il ballo di fine anno), il vampiro è ridotto al suo nucleo ultimo di incarnazione del desiderio esasperato dal veto; la dicotomia luce-ombra sostituita da un grigiore umido e indistinto, in linea con la malinconia dei protagonisti e la loro età di passaggio; l’espressionismo ricacciato al museo del cinema, per far posto al trionfo del romanticismo.