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Trovati 37825 documenti.
: Bel Air Classiques, 2014
Maze runner. Il labirinto [Videoregistrazione] / regia di Wes Ball
[S.l.] : 20th Century Fox home entertainment, 2015
Abstract: Basato sul celebre best seller, Maze Runner à ambientato in un mondo post-apocalittico, nel quale Thomas à rinchiuso in una comunità di ragazzi, dopo che la sua memoria à stata cancellata. Quando scopre di essere rinchiusi in un labirinto, Thomas si unisce ai suoi amici "runners" non solo per scappare dal labirinto, ma anche per risolvere il mistero e svelare il segreto su chi li ha portati lý, e perchÃ.
Resta anche domani [Videoregistrazione] = If I stay / regia di R. J. Cutler
Milano : 20th Century Fox home entertainment, 2015
Abstract: Mia Hall pensava che la scelta pi¨ difficile da affrontare sarebbe stata quella tra il perseguire i suoi sogni musicali alla Juilliard, o seguire un percorso diverso per rimanere al fianco dell'amore della sua vita, Adam. Ma quel che sembrava essere il ritratto di una famiglia spensierata, in un istante cambia totalmente: e ora la sua vita à in bilico tra la vita e la morte. In seguito ad un evento cruciale, Mia dovrà prendere una sola decisione che non sarà determinante solo per il suo futuro, ma per il suo stesso destino.
Live in Paris [Videoregistrazione] / Seal
: Warner Bros records, 2005
Fa parte di: Live in Paris / Seal
Little einsteins. Arriva la primavera [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney
: Walt Disney studios home entertainment, [200-?]
: Luckyred homevideo, 2011
Abstract: Cineritratto ideato dagli autori del libro "La Casta", Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, su una delle figure più emblematiche - amata e odiata, osannata e vituperata - della Storia politica recente del nostro paese: Silvio Berlusconi. dalle note di regia: "Piaccia o non piaccia, nessuno è più rappresentativo dell'Italia di oggi quanto il Cavaliere. Destinato per le sue gesta, che mandano in delirio chi lo adora e fanno inorridire chi lo detesta, a rappresentarci in patria e all'estero per molto tempo. Anche indipendentemente dalla tenuta del suo governo e dal suo destino personale, che alcuni sognano al Quirinale, altri ai Caraibi..." "Non è abbastanza cattivo? E come potrebbe, visto che è una Autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi. Ovvero, l'autoritratto per interposta mano (Roberto Faenza e Filippo Macelloni alla regia, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella alla scrittura) di chi ha segnato indelebilmente almeno un ottavo dei nostri 150 anni tremendo ammetterlo, ma tant'è. Non c'è abbastanza mafia, P2 intrallazzi e bunga bunga: ma chi metterebbe queste parole chiave nelle proprie memorie?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 24 marzo 2011) "Incomprensibile poi l'operazione messa in campo da 'Silvio Forever', documentario di montaggio realizzato da Roberto Faenza e Filippo Macelloni. Si tratta di una biografia, certo non autorizzata, di Berlusconi, dalle modeste origini al buna bunga. Se lo scopo era il ritratto ironico, c'è veramente poco da ridere. Ma a furia di non prendere posizione (scelta di per se condivisibile) si scivola in una involontaria agiografia che dimentica elementi di fondamentale importanza per capire davvero il personaggio e il suo successo."(Alessandra De Luca, 'Avvenire', 25 marzo 2011) "Da bambino vendeva palle di carta come combustibile. Per i finanziamenti alla prima palazzina chiama 15 parenti a simulare i compratori. Canta col cuore in mano 'Avec le temps, va, tout s'en va' di Ferré e fonda la tv delle ballerine tenute. (...) Centinaia di documenti e battute (con la voce di Marcoré) per una biografia non autorizzata, incerta, in ordine cronologico (di Stella-Rizzo) e disordine etico. Sullo sfondo, l'Italia. Lui seduto sopra. Forever?" (Silvio Danese, 'Giorno, Carlino, Nazione', 25 marzo 2011) "Dalle stalle alle stelle (e ritorno?). Una autobiografia non autorizzata che non delude affatto le aspettative. (...) L'operazione di questi magnifici quattro (Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo del «Corriere della sera» alla scrittura e Roberto Faenza e Filippo Macelloni 'alla consolle') merita più di un livello di interesse (chi non si è fatto nella sua testa un'agiografia o una controbiografia altrettanto ossessiva, se ne liberi). Questo 'on the road' emozionale che vuole decostruire dal di dentro il linguaggio della cultura dominante (chi è più bravo, furbo, intelligente perché non dovrebbe approfittare, abusare delle sue doti?) è all'altezza dei problemi politici della fase. (...) Insomma qui si porta una salutare boccata d'aria rispetto a un genere, il documentario, che troppo spesso sceglie la via facile della propaganda (ereditando i peggiori difetti forcaioli dell'avversario). C'è del sapore rooseveltiano, da doc di Capra: rispetto dell'avversario e della sua inebriante macchina seduttiva, e nello stesso tempo, lucidità, charme e fermezza del punto di vista critico, che trova un climax nelle performance comica: illuminare gli argomenti razionali del capopopolo delle libertà e la loro ossatura cancerogena." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 25 marzo 2011) "Tutto Silvio minuto per minuto. Infanzia e prodezze, primi quattrini e prime amicizie, quella volta che salvò la sorellina caduta nel latte e quella che piazzò i primi appartamenti invitando tutti i parenti a recitare la parte degli acquirenti. (...) Gli autori di 'Silvio Forever' (Faenza e Macelloni con Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori del copione) dicono di non aver fatto un film 'contro' Berlusconi ma 'su' un fenomeno unico al mondo che non smette di affascinare gli italiani. Giusto rilievo, ma il punto vero è un altro. A un'autobiografia non autorizzata sull'uomo più famoso d'Italia non si chiede di essere pro o contro, ma di spiegare, illuminare, suggerire, accostando immagini, parole, episodi, dettagli. Magari estraendo a colpi di montaggio significati latenti nella testimonianza diretta. Mentre 'Silvio Forever' non spiega o non mostra molto di nuovo, ma finisce per celebrare il 'mistero', dunque inevitabilmente il fascino di una parabola che ormai ha davvero poco di personale. E anche un problema di durata: 80 minuti sono pochi, troppe cose restano accennate o inesplicate. Tanto più che invece di interrogare l'immenso materiale a disposizione, smontandone codici e retoriche con rigore e fantasia, Faenza e C. scelgono una linea, come dire, 'impressionistica', che non estrae un senso nuovo da immagini e testi, ma ne contempla l'effetto (che non esclude le gaffes e il ridicolo involontario naturalmente). Certo: ogni spettatore trarrà le sue conclusioni, ci mancherebbe. Noi avremmo preferito restare un po' più sorpresi e spiazzati." ('Il Messaggero', 25 marzo 2011) "C'è un motivo per cui 'Silvio forever' è stato accolto con perplessità dal pubblico della proiezione stampa. Da questa sorta di autobiografia non autorizzata di Berlusconi, scritta dalla sulfurea coppia Rizzo e Stella di 'La casta' e realizzata dal politicizzato Faenza con Macelloni, ci si aspettava un'operazione militante. Invece, conferendo al personaggio una forza icastica di gran protagonista, il film spiazza, ma al contempo ha il pregio di suggerire le ragioni per cui il premier - nonostante i lati oscuri, i processi, il discutibile privato, le gaffe ecc. - regna tuttora sulla scena nazionale. Il suo segreto è che incarna una maschera stra-italiana; parla il linguaggio comune, ama la canzonetta, la barzelletta e il sesso, gli piace il bagno di folla, è vanitoso e maschilista, ha genuinamente in disprezzo lo stato e le istituzioni, mente con tranquillità, predica bene e razzola male. Viene in mente Borgese che nel 'Goliath' parlò del fascismo non come di un episodio storico, ma di una categoria dello spirito italico. In questa luce certo che la proiezione ha innervosito tutti: Silvio è sembrato for ever più che mai." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 25 marzo 2011) "La biografia 'non autorizzata' di Berlusconi, 'Silvio forever', è un film spaventoso. Non perché sia brutto ¿ tutt'altro. Ma proprio perché fa, letteralmente, spavento. Non aggiunge nulla a ciò che di Berlusconi si sa, volendo, da molti anni. Non è nemmeno, tecnicamente, una biografia 'non autorizzata', genere letterario furbetto che ha le sue regole (dovrebbe contenere qualcosa di scandaloso, inedito, scottante). 'Silvio forever' è costruito con materiali di repertorio a disposizione di chiunque voglia farsi un giretto su youtube, o scartabellare i libri sull'uomo ¿ a cominciare dal suo, il brezneviano 'Una storia italiana' recapitato nel 2001 a molti ignari cittadini. Ma lo spavento nasce dal vedere questi materiali tutti assieme, in un riassunto reso travolgente dalla forza del montaggio ¿ che, dai tempi di Lenin e di Dziga Vertov, è l'arma più potente. E lo spavento non viene da Berlusconi. Viene dal pensare a come quest'uomo ha plagiato l'Italia, dagli elicotteri del Milan alle cosce di Drive In. Anzi, viene dal pensiero immediatamente successivo: Berlusconi non ha plagiato l'Italia, l'ha interpretata. Con l'abilità del venditore (Montanelli lo definisce 'il più grande piazzista del mondo'), ha capito cosa volevano gli italiani e gliel'ha dato in quantità industriali. Si esce da 'Silvio forever' con l'agghiacciante pensiero che quell'avverbio, 'forever' (per sempre), sia vero. Prima o poi ci libereremo di Berlusconi, ma non ci libereremo mai dal berlusconismo." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 25 marzo 2011)
Wargames 2 [Videoregistrazione] : il codice della paura / regia di Stuart Gillard
: Metro goldwin mayer, 2009
Il figlio piu' piccolo [Videoregistrazione] / regia di Pupi Avati
: Medusa film, 2010
Artemisia, passione estrema [Videoregistrazione] / regia di Agnes Merlet
: Sony pictures home entertainment, 2011
I pinguini di Madagascar [Videoregistrazione]
: Paramount home entertainment, 2009
Abstract: The Penguins of Madagascar è una serie animata in computer grafica trasmessa su Nickelodeon, basata sui pinguini del film Madagascar. Il pilot Gone in Flash è stato trasmesso nel novembre 2008 mentre la serie ha cominciato ad andare in onda da fine marzo 2009. Gli avvenimenti dello show si svolgono dopo Madagascar 2. La serie è composta da 26 episodi e Nickelodeon ne ha ordinati altrettanti per la seconda stagione. La serie segue le avventure di quattro pinguini: Skipper (il leader del gruppo), Kowalski (il più intelligente), Soldato (il più giovane) e Rico (l'addetto alle armi), al Central Park Zoo di New York. I pinguini comandano l'habitat di Central Park e compiono delle missioni segrete nel cuore della città. Assieme a loro Julien, il re dei lemuri e i suoi sottoposti Maurice e Mortino, che sono i loro nuovi vicini e protagonisti di una mostra di lemuri nello zoo. I pinguini devono tenere tutto sotto controllo, spesso malgrado gli scherzi dei lemuri.
Alpe del Vicerè 1973 e Re nudo ; Artisti per Re nudo
Milano : Vololibero
Fa parte di: Re nudo pop & altri festival : il sogno di Woodstock in Italia, 1968-1976 / Matteo Guarnaccia
Abstract: Un libro sull'esperienza dei Festival in Italia negli anni '70, scritto da Matteo Guarnaccia con prefazione di Majid Valcarenghi e interventi di Enzo Gentile, Eugenio Finardi, Bruno Casini, Massimo Pirrotta e Claudio Fucci. Allegati al libro: il DVD con il documentario inedito di Alpe del Vicerè e intervista a Massimo Villa; il CD con brani inediti di artisti legati al movimento dei Festival e a Re Nudo: tra gli altri: Franco Battiato, Garybaldi, Come le foglie, Analogy, Donatella Bardi, Claudio Fucci.
La nave dei folli [Videoregistrazione] = Ship of fools / regia di Stanley Kramer
: Sony pictures home entertainment, 2006
Abstract: Tra i passeggeri di una nave diretta in Germania c'è un folto gruppo di persone che cerca o fugge qualcosa alla ricerca di pace e felicità: l'appassita Mary Treadwell vive sotto l'incubo di un futuro solitario; la "contessa", una nobildonna spagnola deportata perchè fautrice di una rivolta popolare, tenta un disperato rapporto sentimentale con il medico di bordo, che morirà prima di toccare terra; Bill Tenney, un fallito giocatore di baseball, che è dovuto rientrare ben presto nell'anonimato; Lowenthal, un ebreo oltraggiato e boicottato dal compatrioti tedeschi sulla nave, che nonostante questo ama orgogliosamente la patria e s'illude sul futuro della sua razza; due fidanzati che vorrebbero fondare il loro futuro su un autentico sentimento d'amore; un nazista convinto; due coniugi anziani che amano il cane piu' dei loro simili; e, infine, moltissimi "peones" che emigrano alla ricerca di una terra ospitale. Giunta la nave in Germania, i passeggeri prendono ognuno la propria strada, con tutti i loro problemi e il loro incerto futuro. Note - OSCAR PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA E PER LA MIGLIORE SCENOGRAFIA (1965).
L' impero dei lupi [Videoregistrazione] / regia di Chris Nahon
: Medusa video, [2006]
Il gabbiano [Videoregistrazione] / regia di Marco Bellocchio
: Ripley's home video, 2007
Abstract: Versione russa del classico di Cechov. Inferiore a quella anglo-americana diretta da Lumet tre anni prima, nonostante l'autenticità dei paesaggi.
Genghis Khan il grande conquistatore [Videoregistrazione] / regia di Shinichiro Sawai
: Eagle pictures, 2008
Il caimano [Videoregistrazione] / regia di Nanni Moretti
: Dolmen home video, 2006
Abstract: Se, come si dice nei film sui rapimenti, si chiedesse una prova di esistenza in vita del cinema italiano, la prova sarebbe Moretti. In questa sede il concetto non è davvero nuovo. Ma il regista non riesce ad essere un soldatino, un militante che "debba" muoversi perché le circostanze (o chi altri) lo richiedono: fare un film contro Berlusconi. E proprio perché il regista non è un Deaglio o un Cornacchione qualunque, e proprio perché ha talento e autonomia, non puoi dettargli le regole. Ed ecco che in certe zone del film si muove a disagio, guarda caso nelle zone che riguardano il "compitino". È la storia di Bruno, produttore di film trash dei decenni passati (Cata-ratte, Maciste contro Freud, Stivaloni porconi) che si ritrova a leggere un copione dal titolo Il caimano, la storia di Berlusconi. Lo ha scritto Teresa (Trinca), giovane, energica, durissima nei confronti del Presidente del consiglio. Porta tutte le didascalie conosciute: ma dove ha trovato tutti quei soldi? C'è chi dice "lei entra in politica per non andare in galera", eccetera. Bruno cerca di produrre il film, trova anche un finanziatore polacco che porta l'obolo contro Berlusconi in chiave "internazionale". Compone, con la fantasia, il film. Nella prima scena un'immensa valigia piena di soldi sfonda il soffitto e piomba davanti a Berlusconi: soldi trovati, piovuti dal cielo. Metafora davvero non all'altezza di Moretti. Un sosia di Silvio percorre le vicende conosciute: la costruzione di Milano 2 e 3, le televisioni, gli annunci da megalomane, le perquisizioni della finanza. Nel frattempo Bruno ha un privato tristissimo, la moglie (Buy) che lo lascia, i figli con problemi, la banca che lo sta rovinando. Sembrerebbe farcela, ma tutto crolla. Però, almeno una scena la gira, quella del processo finale di Berlusconi, che verrà condannato a sette anni. Ma questa volta è Nanni in persona a dare corpo e volto al Presidente, che si difende con altre didascalie conosciute, il liberalismo, i comunisti, e poi la magistratura, i media e le scuole: tutto governato dalla sinistra. Si finisce con Nanni-Silvio, in macchina, con la luce che gli si spegne in faccia. Bruno (Orlando) lo dichiara all'inizio, "vogliono che faccia film di sinistra, non ne ho voglia". Lo stesso Moretti, facendo (quasi) se stesso dice "non voglio fare un film su Berlusconi, sto preparando una commedia". Una sorta di excusatio. Infatti Moretti non vede l'ora di risolvere il disagio, di uscirne. Il compito impone, per esempio, la citazione del battibecco, al parlamento europeo, di Berlusconi col socialista tedesco Shulz. Ma l'aveva già usata Deaglio nel suo Quando c'era Silvio. Il segmento "privato" invece è squisitamente morettiano, dunque riconoscibile, dunque di qualità. Con citazioni, anche robuste, di Almodovar (la scena grottesca di sangue in cucina), e con qualche scontato richiamo, magari senza entusiasmo, zapateriano: Teresa alla fine si rivela lesbica con tanto di "moglie" e bambino "inseminato" in Olanda. Se dal corpo del film togli i blocchi del Presidente, strutturalmente non succede nulla. Sarebbe semplicemente un altro film, migliore, da tre stelle. Così è da due.
SpongeBob. Le leggende di Bikini Bottom [Videoregistrazione]
: Paramount pictures, 2011
Bambole russe [Videoregistrazione] / regia di Cedric Klapisch
: 01 Distribution : BIM, 2007
Abstract: Xavier e il gruppo di coinquilini dell' 'Appartamento spagnolo' si ritrovano dopo cinque anni in occasione del matrimonio di uno di loro. E saranno proprio gli amici ad aiutare l'aspirante scrittore Xavier a mettere ordine nella sua vita lavorativa e sentimentale divisa tra Londra, Parigi e San Pietroburgo... "Al regista Cédric Klapisch importa più la globalizzazione dei sentimenti che quella economica. Avverte il suo eroe dell'usa e getta, lo sfacciato Xavier dell''Appartamento spagnolo' che non si può continuare incastrando ragazze da bamboline russe. (...) Meno vero e ispirato del primo film sull'Erasmus, il sequel è borghese e banale, va andata e ritorno tra Parigi, Londra, Pietroburgo, facendo il verso a Truffaut che amava le donne: gag prevedibili, ripicche e sconforti dal tinello alla camera alle scale. Scompare la paura del futuro, l'angoscia del lavoro, tutto finisce a letto, non si piange e non si ride. Déja vu, già dato." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 ottobre 2005) "Il personaggio di Xavier fa un po' da filo conduttore assumendosi spesso il ruolo, anche buffo, di voce narrante, mentre attorno gli si avvicendano gli altri personaggi non più nel chiuso di un appartamento di vacanza ma, addirittura, su e giù per l'Europa, fino, appunto, a San Pietroburgo e, dato che ci sono, anche a Mosca. Con una indubbia vitalità di situazioni e di caratteri, in cifre che tendono spesso a sfiorare l'umorismo anche quando, ora sospiroso ora invece aggressivo, si fa avanti l'amore come tema da non dimenticare. Tra gli interpreti si impone di nuovo Romain Duris come Xavier, ora comico ora triste; con misura. Lo affiancano, ancora una volta, quelli dell?Appartamento spagnolo." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 4 novembre 2005) "Il film è movimentato, accelerato: moltiplica i giochetti già in uso nel precedente (schermo suddiviso, accelerazione), si dà un tono spensierato e un po' cinico. Sotto la buccia, però, la polpa è più amara. L'Europa si è dilatata, ma i suoi abitanti hanno perduto qualsiasi carattere nazionale: sono tutti uguali. Come sono uguali, appunto, gli amori, ovunque e a tutte le età. Ci s'incontra, ci si ama, si esita; poi ci si lascia, ci si rimpiange, si ama qualcun altro. Amori che non saranno mai quel che avremmo voluto e che ci depositano dentro una malinconia, una nostalgia indefinita. Mentre la vita fugge via, quasi alla chetichella."(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 4 novembre 2005) Note - PREMIO CESAR 2006 PER LA MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA A CECILE DE FRANCE.
Red Dragon [Videoregistrazione] / regia di Brett Ratner
: Universal studios, 2003
Abstract: Tratto dal primo romanzo della trilogia di Thomas Harris dedicata al personaggio di Hannibal "The Cannibal" Lecter, Red Dragon è l'antecedente de Il silenzio degli innocenti: Lecter, aiuta, come consulente, l'agente dell'FBI Will Graham, che tempo prima l'ha arrestato. Questi è costretto suo malgrado a chiedere l'aiuto di Lecter per riuscire a catturare un pericoloso serial killer che tenta di emulare proprio le efferatezze commesse a suo tempo dallo psichiatra. L'assassino massacra un'intera famiglia ogni notte di luna piena: a Graham restano tre settimane per sventare il prossimo delitto. Hannibal ha ancora una volta il volto di Anthony Hopkins, che per questo ruolo ha già vinto un'Oscar: per interpretare Red Dragon, però, l'attore è stato ringiovanito di quasi 20 anni, per rendere la storia coerente con la cronologia del romanzo. Il romanzo aveva già avuto una trasposizione cinematografica negli anni '80 con Manunter - frammenti di un omicidio di Michael Mann.
Lawrence d'Arabia [Videoregistrazione] / regia di David Lean
: Sony pictures home entertainment, 2009
Abstract: E' la biografia di T.E. Lawrence. Il giovane tenente Lawrence ottiene la carica di osservatore del principe Faisal, capo di un'armata tribale araba. Da semplice osservatore, Lawrence decide di restare per aiutare Faisal. Le sue avventure sono descritte dettagliatamente da Jackson Bentley, un giornalista. "Realizzato con molto gusto nonostante eccessive insistenze e lentezze, questo film, di raro splendore fotografico e di esemplare potenza figurativa, accomuna i pregi delle opere spettacolari più compiute e suggestive a quelli delle pellicole impegnate a sfondo psicologico. Pur escludendo il sottofondo storico-politico e conferendo al personaggio centrale i voluti contorni dell'ambiguità (non si può dire infatti che Lawrence sia disegnato a tutto tondo e chiarito in tutti i suoi complessi risvolti psicologici) l'autore ha creato un'opera avvincente e interessante, costellata di pagine drammatiche e di scene di rara potenza suggestiva, i cui valori non vanno ricercati solo sul piano formale. Lodevolissima l'interpretazione." ('Segnalazioni cinematografiche', vol.54, 1963) Note - GIRATO IN GIORDANIA, SPAGNA, MAROCCO E GRAN BRETAGNA. - OSCAR 1962: MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIOR FOTOGRAFIA, MIGLIOR SCENOGRAFIA, MIGLIOR SONORO, MIGLIOR COLONNA SONORA, MIGLIOR MONTAGGIO. - DAVID DI DONATELLO 1964 PER MIGLIOR FILM STRANIERO (SAM SPIEGEL) E MIGLIORE ATTORE STRANIERO (PETER O'TOOLE). - RESTAURATO NEL 1989 A CURA DELLA METROCOLOR (LONDRA).