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Trovati 1331 documenti.

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I Puffi come non li avete mai visti! Nel mondo dell'antico Egitto
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Videoregistrazioni: DVD

I Puffi come non li avete mai visti! Nel mondo dell'antico Egitto [Videoregistrazione] / Peyo creations

: Cinehollywood, 2011

La tregua
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Videoregistrazioni: DVD

La tregua [Videoregistrazione] / regia di Francesco Rosi

: Sony pictures home entertainment, 2011

Abstract: Quando si annuncia la fine della Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di deportati viene liberato dai russi dal lager di Auschwitz ma, in assenza di indicazioni o di punti di riferimento, rimane sbandato. Ci sono polacchi, cechi, francesi ed anche italiani. Per un po' tutti rimangono uniti, poi gli italiani si affidano ad un connazionale che si spaccia per responsabile dei rapporti con i russi e cercano di pensare a come tornare a casa. Comincia così un viaggio pieno di difficoltà affrontato nelle condizioni più disperate. Nel gruppo c'è Primo, che continua a rivivere dentro di sé gli orrori del lager e quasi non riesce più a pensare ad una vita diversa. Ci sono Cesare, molto estroverso, e Daniele, Ferrari, Unverdorben, D'Agata. Insieme attraversano l'Europa centrale, ora a piedi ora sui treni di fortuna, talvolta pensando di aver trovato la strada giusta, altre in preda allo sconforto per un traguardo che sembra allontanarsi sempre di più. Durante il cammino, Primo incontra un greco disincantato e disilluso che gli offre molte lezioni di vita. Il viaggio va avanti e diventa occasione per conoscere meglio gli altri e se stessi. Momenti di depressione si alternano, in tutti ma specialmente in Primo, a occasioni di riscoperta di gioie dimenticate come la tensione amorosa. In rapidi, drammatici flashback riaffiorano i ricordi del lager, e Primo a contatto con una realtà che si riapre alla vita, sente quasi la colpa di essere sopravvissuto. Finalmente il gruppo arriva a Monaco, dove un soldato tedesco vede su Primo il segnale di Auschswitz e si inchina per chiedergli scusa. L'ultima tappa è a Torino, a casa, dove Primo ritrova la sorella e la mamma. Nella tranquillità della propria stanza, seduto davanti la macchina da scrivere, cerca di rievocare la tragedia passata, ma il senso di colpa rimane forte e ineliminabile. "Per bloccare l'attenzione dello spettatore sul 'non dimenticare' preteso da Levi, nell'atto di dirigere 'La tregua' e nell'allestire i cartoni preparatori (ciò che viene chiamato 'prefilmico'), Rosi si è affidato al doppio registro della commozione e della contemplazione, del coinvolgimento emotivo e della meditazione sull'esempio morale che se ne può ricavare. E, legandoli con un movimento pendolare, passa dalla registrazione di un'emozione a momenti che, per intenderci, chiameremo 'epici'. Si badi a come nel film si alternino, e si saldino fra loro, elementi che sulla carta si direbbero appartenere a codici diversi: la nota commossa (la donna anziana che accoglie i due italiani nella botteguccia e gli offre del cibo) o scherzosa (l'episodio del greco, la figura di Cesare che, come già avveniva in Levi, paiono elementi da commedia innestati su un tessuto drammatico) e la dilatazione di carattere epico che distingue l'avvicinarsi al luogo della morte dei quattro soldati russi, quasi cavalieri dell'Apocalisse che infrangono la nebbia, e più avanti la marcia dei reparti che, nel vitale disordine che è proprio della vita, tornano in patria o il caldo saluto al generale sovietico vittorioso che annuncia agli erranti il rimpatrio dopo mesi, anni di attesa. I materiali narrativi ricomposti nel film pretendevano un'articolazione di estrema semplicità sintattica che escludesse rigorosamente ogni ambiguità, ogni confusione, ogni indeterminatezza. E Rosi ha cercato e ha trovato uno stile puro costringendosi al massimo controllo delle possibilità del mezzo, a una assoluta economia delle potenzialità della cinepresa (cosa che, poi, contrastava con la necessità di far muovere le masse, di obbligarle a una naturalezza estrema)." (Francesco Bolzoni, 'Rivista del Cinematografo', marzo 1997) Note - REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1997. - 4 DAVID DI DONATELLO (1997) PER MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGISTA, MIGLIORE PRODUTTORE A GUIDO DE LAURENTIIS E LEO PESCAROLO, MIGLIORE MONTAGGIO (SARANDREA E POSTUMO A RUGGERO MASTROIANNI) E UN GLOBO D'ORO.

Alfa & Omega
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Videoregistrazioni: DVD

Alfa & Omega [Videoregistrazione] / regia di Ben Gluck e Anthony Bell

: 01 Distribution, 2011

Due fantagenitori. Vita da film
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Videoregistrazioni: DVD

Due fantagenitori. Vita da film [Videoregistrazione] / created by Butch Hartman

: Corriere della sera, 2011

Uomini senza legge
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Uomini senza legge [Videoregistrazione] / regia di Rachid Bouchareb

: Eagle pictures, 2011

Abstract: Dopo essere stati cacciati insieme alla madre dall'Algeria, tre fratelli si sono separati e ognuno di loro ha preso strade diverse: Messaoud è andato a combattere in Indocina, Abdelkader si è messo a capo del movimento per l'indipendenza algerina e Saïd ha fatto fortuna con la box a Pigalle. Tutti si ritroveranno in una bidonville francese dove il destino di ognuno di loro si compirà inesorabilmente unito alla lotta per la libertà. "Dopo quasi mezzo secolo dall'indipendenza dell'Algeria, molte piaghe di quel periodo insanguinato sono ancora aperte, da ambo le parti. Le violenze degli occupanti francesi nell'ex colonia (immortalata da Gillo Pontecorvo ne 'La battaglia di Algeri') e quelle dei resistenti algerini dell'FNL in Francia, si sono alimentate via via in un groviglio di morte e sofferenza. Nel film, tutto questo viene raccontato attraverso la saga familiare di tre fratelli e la loro vecchia madre, che dopo esser stati espropriati di tutto in Algeria emigrano in Francia, in una baraccopoli di Nanterre. Dove si campa alla catena di montaggio della Renault, o facendo i macrò, o organizzando incontri di boxe. Temi che ricordano in parte 'Rocco e i suoi fratelli'. In 'Hors la loi' i fantastici tre sono Jamel Debbouze, Roschdy Zem e Sami Bouajila, gli stessi che nel 2006 qui vinsero come miglior attori di 'Indigènes', sempre di Bouchareb. Nel film la storia inizia il giorno del massacro di Sétif, l'8 maggio del 1945. (...) Bouchareb la racconta in una sequenza che in origine doveva durare 30 minuti. Ridotti nella proiezione di Cannes a solo sei, proprio per cercare di 'alleggerire' un impatto visivo troppo perturbante." (Giuseppina Manin, 'Corriere della Sera', 22 maggio 2010) "A quattro anni da 'Days of Glory', confeziona 'Fuorilegge' ennesimo capitolo contiguo a una vicenda che in Francia ha il valore di un dogma che più che dividere, dilania. Fascisti e comunisti, l'Oas e il Trattato di Evian, il ritorno di un milione di reietti nel 1962, la giravolta di De Gaulle e il difficile reinserimento in patria, con le atrocità alle spalle, il futuro simile a un'incognita e il disprezzo, tatuato, di un pezzo di paese. L'Algeria è il Vietnam francese. Ma Bouchareb non somiglia a Pontecorvo, Kubrick o Haneke, l'ideologia lo confonde, senza fargli trovare grazia per un racconto alla Techinè (che nel magnifico 'L'età acerba', fece dell'Algeria la sintesi allegorica, così vicina e così lontana, dei sentimenti in ballo nel cuore del Paese). Nei tre fratelli protagonisti, Bouchareb altro non vede che una violenza mai velata dall'ironia. Richiama Audiard e Scorsese, senza trovare le coordinate o intuire l'istante utile per non prendersi troppo sul serio. Non evade dal cliché. Costruisce una cronistoria del FLN didascalica e ingenua. Che parte dalle parole della madre dei protagonisti (ma è la nazione occupata che chiama): 'Sii un uomo. Combatti' e si conclude in un'orgia di spari. Come altri film impropriamente collocati da Frémaux in concorso, l'impegno non va al di là di una fiction senza profondità." (Malcolm Pagani e Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 22 maggio 2010) "Seguendo le tracce dei tre fratelli, Messaoud, Abdelkader e Said, Bouchareb ricostruisce gli eventi che portarono all'indipendenza, dalla Resistenza alla nascita del Fronte nazionale, dalle contrapposizioni interne al movimento alla violenza dei servizi segreti francesi. Sullo sfondo le dinamiche familiari, gli avvertimenti della matriarca che tutto sa e tutto prevede, il matrimonio di Messaoud con la brava ragazza scelta dalla mamma, le intemperanze di Said che fa fortuna con i locali di spogliarelli a Pigalle e poi con la boxe, i tormenti di Abdelkader che, troppo preso dall'urgenza rivoluzionaria, a lungo trascura gli sguardi languidi di una graziosa compagna di lotta. L'andamento è da fiction tv e, nell'infinita galleria di gangster-story cinematografiche, 'Hors la loi' certo non primeggia. Resta, importante, la volontà dell'autore, e la possibilità che un riconoscimento (quattro anni fa il Festival aveva premiato l'intero cast dell'altro film di Bouchareb 'Indigènes', meno contrastato perché parlava dei soldati algerini che avevano combattuto eroicamente per la Francia durante la guerra) acquisti il senso della provocazione politica." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 22 maggio 2010) "A memoria richiama lo sguardo epico. Almeno secondo i canoni estetici del cinema di Rachid Bouchareb che dopo 'Giorni di gloria' ('Indigenes' 2006, pluripremiato) torna a riflettere sulle controversie ancora non sopite tra Algeria e la Francia, di cui il Paese maghrebino è stato colonia per 132 anni, liberandosi nel 1962. Non a caso 'Uomini senza legge' inizia laddove finiva 'Giorni di gloria'. (...) L'ispirazione melvilliana de 'L'armata degli eroi' è esplicitata dal regista: la guerra e i suoi massacri sono palpabili ed esplodono in una rabbia che riflette quella di chi sta dietro l'obiettivo." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 12 maggio 2011) "Nel '66 i francesi presero male il Leone d'oro a 'La battaglia di Algeri' e ne vietarono l'uscita. Nel 2010 'Uomini senza legge', che rievoca sotto forma di romanzo familiare le fasi salienti della guerra d'indipendenza algerina, è finito in concorso a Cannes e nella cinquina dell'Oscar. Il tempo passa, le cose cambiano, e meno male, anche se il capolavoro di Pontecorvo è molto più incisivo della pellicola di Bouchareb. (...) E tuttavia il film ha l'andamento di un feuilleton." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 13 maggio 2011) "Tre fratelli crescono in Algeria, anzi, a dispetto di essa. (...) Teso mélo storico, girato con sapienza e sano pessimismo." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 13 maggio 2011) Note - IN CONCORSO AL 63. FESTIVAL DI CANNES (2010). - CANDIDATO ALL'OSCAR 2011 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.

13 assassini
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13 assassini [Videoregistrazione] / regia di Takashi Miike

: BIM : 01 Distribution, 2011

Abstract: Un gruppo di samurai si riunisce per una missione suicida messa in atto per uccidere un malvagio signore locale. "Follia pop o autorialità classica? La seconda. '13 Assassini' è l'opera più accessibile di Takashi Miike, perché smussa la trasgressiva poetica del regista nipponico senza edulcorarla né svilirla. La storia è in cappa e spada, con i samurai per trama e le cospirazioni per ordito, nel Giappone feudale di primo '800: Miike rifà l'omonimo di Eichi Kudo con una certa fedeltà, ma guarda anche al capolavoro di Akira Kurosawa, 'I sette samurai', senza lazzi postmoderni bensì rispettosa cinefilia. (...) Battaglia meravigliosamente coreografata e montata, a terra rimane esanime il mondo samurai, tra arretratezza feudale, senso del dovere stolido e mitologia fessa, e vale anche per oggi. In piedi e sull'attenti, viceversa, un grande Miike." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 23 giugno 2011) "Takashi Miike, abbonato alla Mostra di Venezia, ha schiere di fan fedeli e acritici che certo giubileranno anche di fronte a questo esempio di manierismo che non riesce nonostante gli sforzi a diventare 'classico'." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 24 giugno 2011) "Come si cancella la tirannia? Un tempo si addestrava un mucchio selvaggio di guerrieri valorosi e si uccideva il tiranno. (...) Alle prese con il genere storico sui samurai Takashi Miike non forza però la forma con sciabolate espressioniste (ma la donne tronco a cui viene tagliata la lingua ed è all'origine della vendetta, è insostenibile), diciamo che si diverte a far un po' dell'accademia, ma resta quel giocoliere naturale dell'umorismo e della violenza che ha esibito nella sua già lunga e feconda carriera (il fumettistico 'Yattaman' compreso), anche se il materiale è più che incandescente, e le guardie del crudele e annoiatissimo Naritsugi: (l'attore Goro Inagaki), il signorotto feudale, sanno creare una macchina sadica di impressionante potenza. Il remake (che negli Stati Uniti è stato tagliato di circa 20 minuti) è un omaggio non solo a un genere 'faro' del cinema giapponese, al gioco d'azzardo, e, ancora, al western all'italiana, Miike ne è un fan degno di Tarantino e aveva infatti già dedicato il suo precedente e più delirante film, 'Sukiyaki Western Django' (2007) a Sergio Corbucci. Insomma c'è poco Akira. L'infinita battaglia, annunciata dal proclama 'massacro totale' scritto col sangue, è un'iperbolica danza della giustizia e della vendetta contro il futuro shogun che si crede al di sopra della legge. (...) Effetti digitali esibiti insieme a una cupa e materica devastazione per la più ossessiva e delirante carneficina mai vista. Alla fine, come accade nella rivisitazione anti-eroica del West, la morte si mostrerà nel suo dolore, fuori dalla rappresentazione anonima e di massa. Il mito non è immortale, e neanche il tiranno." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 24 giugno 2011) "Ancora un film di Takashi Miike, uno dei più prolifici registi giapponesi di oggi che, dai Sessanta in poi, è arrivato a proporsi qui da noi con oltre una ventina di film, tutti di varia e spesso modesta ispirazione, dalla commedia al gangster, dal dramma erotico al thriller. (...) Takashi Miike ha mestiere, non foss'altro per i tanti film che bene o male ha condotto in porto. E qui l'ha esibito tutto, privilegiando le pagine corali a danno un po' delle psicologie, ma approdando alla lunga ad uno spettacolo che non tarda a coinvolgere abbastanza anche lo spettatore occidentale. Per i ritmi affannati, per i passaggi tutti violenze e sangue e per un linguaggio che, decolorando le immagini, si propone con i segni di uno stile, soprattutto presente nella ricostruzione visiva di quel Medio Evo giapponese sempre epico ma, nello stesso tempo, rustico e ruvido. Con sapori di cronaca." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo cronaca di Roma', 24 giugno 2011) "Takashi Miike è un regista di film di culto che qui si mette al servizio di una storia 'classica', già portata al cinema da Mizoguchi, senza eccedere con i suoi estremismi, anzi dimostrando rispetto per i maestri a cui in qualche modo si riferisce (da Kurosawa a Misuri). (...) La scena finale, la grande battaglia, è di una lunghezza epica e vale da sola l'intero film." (Dario Zonta, 'L'Unità', 24 giugno 2011) "Tredici uomini e una missione: massacro totale. Torna col regista di 'Audition', Takashi Miike, il grande cinema giap in costume e accontenta tutti. Come si fa a non essere dalla parte dei dodici samurai, più un matto di montagna, quand'è in gioco la lotta contro la prevaricazione e gli abusi di potere? (...) Molto elegante." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 24 giugno 2011) Note - REMAKE DEL FILM "JÛSAN-NIN NO SHIKAKU" DI EIICHI KUDO. - IN CONCORSO ALLA 67. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2010).

Gli avvoltoi hanno fame
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Gli avvoltoi hanno fame [Videoregistrazione] / regia di Don Siegel

: Universal pictures, 2011

Abstract: Con Napoleone III sul trono di Francia, l'arciduca Massimiliano viene incoronato imperatore del Messico, ma i messicani non accettano questa monarchia straniera e combattono. E' in questo scenario che Hogan incontra Sorella Sara, una suora che aiuta attivamente la resistenza messicana e per questo viene perseguitata dai Francesi. Hogan uccide tre uomini che cercavano di rapire Sara e diventa la sua scorta nella sua missione di sostegno alla resistenza, ma il comportamento della suora lo insospettisce: fuma sigari, beve whisky e ogni tanto il suo linguaggio è un po' scurrile...Hogan è attratto da Sorella Sara e quando lei lo cura estraendogli una freccia dalla spalla, facendolo ubriacare per anestetizzarlo, i suoi sentimenti raggiungono il culmine. Sara lo persuade ad unirsi alla resistenza per attaccare un treno di rifornimenti al forte dei Francesi e la vigilia dell'attacco la suora passa la serata con le sue "vecchie amiche" del bordello della città, rivelando così la sua vera identità di ex prostituta... Note REGIA SEC. UNITA': JOE CAVALIER E RENE' CARDONA. FOTOGRAFIA SEC. UNITA': GABRIEL TORRES.

Il trenino Thomas. La notte di Natale
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Videoregistrazioni: DVD

Il trenino Thomas. La notte di Natale [Videoregistrazione]

: D kids, 2011

I pinguini di Madagascar. La lunga notte prima di Natale
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I pinguini di Madagascar. La lunga notte prima di Natale [Videoregistrazione]

: Dreamworks home entertainment, 2011

Come vivere sani fino a 100 anni
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Bianchi, Roberto Antonio <1960->

Come vivere sani fino a 100 anni : stili di vita e tecniche diagnostiche e salutistiche naturali / Dott. Roberto Antonio Bianchi

Macrovideo, 2011

Abstract: Tutti noi sogniamo di vivere fino a 100 anni e più, ma… già molto prima dei cento cominciano acciacchi, malori, il corpo si indebolisce e la nostra salute sembra risentirne esponenzialmente. Come dice il Dott. Bianchi “l’invecchiamento è la somma di micro-invecchiamenti” e per fermarlo dobbiamo contrastarli uno ad uno. Non è impossibile diventare dei nonni sani e vitali, pronti ad accompagnare nipoti, e magari anche i bis nipoti a scuola o al parco. Basta fare attenzione ai segnali che il corpo ci manda e prenderci cura di noi stessi sfruttando uno stile di vita sano, gli insegnamenti della scienza, le nuove ricerche sulle staminali naturali, le più efficaci tecniche di naturopatia, e perché no? anche quei piccoli e utilissimi “rimedi della nonna” che, se affiancati alla medicina moderna, possono aiutarci a diventare dei super centenari.

Bob Aggiustatutto. Chi la fa l'aspetti
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Bob Aggiustatutto. Chi la fa l'aspetti [Videoregistrazione]

: D kids : Hit entertainment, 2011

Bob Aggiustatutto. Ispettore Spud
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Bob Aggiustatutto. Ispettore Spud [Videoregistrazione]

: D kids : Hit entertainment, 2011

Bob Aggiustatutto. Un fattorino pasticcione
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Bob Aggiustatutto. Un fattorino pasticcione [Videoregistrazione]

: D kids : Hit entertainment, 2011

Ghiotte crostate
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Ghiotte crostate [Videoregistrazione] / Luca Montersino

: Sitcom, 2011

Fa parte di: Ghiotte crostate / Luca Montersino

Dolci al cioccolato
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Videoregistrazioni: DVD

Dolci al cioccolato [Videoregistrazione] / Luca Montersino

: Sitcom, 2011

Fa parte di: Dolci al cioccolato / Luca Montersino

Cucchiai di bonta'
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Videoregistrazioni: DVD

Cucchiai di bonta' [Videoregistrazione] / Luca Montersino

: Sitcom, 2011

Fa parte di: Cucchiai di bonta' / Luca Montersino

Romantico avventuriero
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Romantico avventuriero [Videoregistrazione] = The Gunfighter / regia di Henry King

: 20th Century Fox home entertainment : Dall'Angelo pictures, 2011

At the End of the Day
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At the End of the Day [Videoregistrazione] : un giorno senza fine / regia di Cosimo Alema'

[S.l.] : Cecchi Gori home video, 2011

Abstract: Alex, Riko, Chino, Thomas, Diana, e le sorelle Lara e Monica si dirigono nei boschi con fucili giocattolo per una partita di Soft Air tra amici, senza sapere che quel posto in passato e' stato una base militare dove avvenivano operazioni segrete. Su di loro incombe una minaccia e la loro curiosita' e spavalderia si scontrera' con un destino inatteso. Appena si accorgono che Monica si e' persa, Alex viene ucciso da un uomo che subito si dilegua. Ora hanno la consapevolezza di non essere soli in quel luogo abbandonato: la' fuori c'e' qualcuno. E cio' che era iniziato come un semplice gioco alla guerra, improvvisamente si trasforma in una spaventosa caccia all'uomo.

Io non protesto, io amo
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Io non protesto, io amo [Videoregistrazione] / regia di Ferdinando Baldi

: Cecchi Gori home video, 2011

Pasticceria salata
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Pasticceria salata [Videoregistrazione] / Luca Montersino

: Sitcom, 2011

Fa parte di: Pasticceria salata / Luca Montersino