E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.

Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Soggetto Alieni
Includi: tutti i seguenti filtri
× Data 2011

Trovati 1331 documenti.

Mostra parametri
Secret sunshine
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Secret sunshine [Videoregistrazione] / regia di Chang-dong Lee

: Ripley's home video, 2011

Non lasciarmi
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Non lasciarmi [Videoregistrazione] = Never let me go / regia di Mark Romanek

: 20th Century Fox home entertainment, 2011

Assassins
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Assassins [Videoregistrazione] / regia di Richard Donner

: Warner home video, 2011

Lo specialista
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Lo specialista [Videoregistrazione] / regia di Luis Llosa

: Warner home video, 2011

La promesse
0 0
Videoregistrazioni: DVD

La promesse [Videoregistrazione] / regia di Luc e Jean-Pierre Dardenne

: Luckyred homevideo, 2011

Il sapore del grano
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Il sapore del grano [Videoregistrazione] / regia di Gianni Da Campo

: Ripley's home video, 2011

Il MUST
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Il MUST [Videoregistrazione] : intervista a Angelo Marchesi / MUST Museo del territorio

: [S.n.], 2011

  • Non prenotabile
  • Copie totali: 1
  • In prestito: 0
  • Prenotazioni: 0
Ashes of time redux
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Ashes of time redux [Videoregistrazione] = Dung che sai duk / regia di Wong Kar Wai

: Rai cinema : 01 Distribution, 2011

Summer palace
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Summer palace [Videoregistrazione] = Yihe yuan / regia di Lou Ye

: Rai cinema : 01 Distribution, 2011

La signora del venerdi'
0 0
Videoregistrazioni: DVD

La signora del venerdi' [Videoregistrazione] = His girl friday / regia di Howard Hawks

: Sony pictures home entertainment, 2011

La torre di Londra
0 0
Videoregistrazioni: DVD

La torre di Londra [Videoregistrazione] = Tower of London / regia di Roger Corman

: Cecchi Gori home video : Sinister film, 2011

Giglio infranto
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Giglio infranto [Videoregistrazione] / regia di David Wark Griffith

: CG home video, 2011

I buchi neri
0 0
Videoregistrazioni: DVD

I buchi neri [Videoregistrazione] / regia di Pappi Corsicato

: Filmauro home video, 2011

Dio è nero!
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Dio è nero! : il fantastico racconto dell'evoluzione / Dario Fo

Milano : Raffaello Cortina, 2011

Fa parte di: "Dio e' nero!" : il fantastico racconto dell'evoluzione / Dario Fo

Abstract: Il monologo messo in scena al Museo di storia naturale di Milano il 13 febbraio 2011 in occasione dell'Evolution Day. Con il consueto stile arguto e irriverente, Fo mescola le ultime scoperte evoluzionistiche con il racconto dell'Antico Testamento, senza rinunciare a riferimenti provocatori allapolitica e all'attualita'

Il discorso del Re
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Il discorso del Re [Videoregistrazione] = The King's Speech / regia di Tom Hooper

: Eagle Pictures, 2011

Abstract: Duca di York e secondogenito di re Giorgio V, Bertie è afflitto dall'infanzia da una grave forma di balbuzie che gli aliena la considerazione del padre, il favore della corte e l'affetto del popolo inglese. Figlio di un padre anaffettivo e padre affettuoso di Elisabetta (futura Elisabetta II) e Margaret, Bertie è costretto suo malgrado a parlare in pubblico e dentro i microfoni della radio, medium di successo degli anni Trenta. Sostituito il corpo con la viva voce, il Duca di York deve rieducare la balbuzie, buttare fuori le parole e trovare una voce. Lo soccorrono la devozione di Lady Lyon, sua premurosa consorte, e le tecniche poco convenzionali di Lionel Logue, logopedista di origine australiana. Tra spasmi, rilassamenti muscolari, tempi di uscita e articolazioni più o meno perfette, Bertie scalzerà il fratello “regneggiante”, salirà al trono col nome di Giorgio VI e troverà la corretta fonazione dentro il suo discorso più bello. Quello che ispirerà la sua nazione guidandola contro la Germania nazista. Dopo aver raccontato la storia della Rivoluzione americana in nove ore, dentro una mini-serie e attraverso gli occhi del secondo presidente degli States (John Adams), Tom Hooper volge lo sguardo verso il vecchio continente, colto in tribolazione e alla vigilia del Secondo Conflitto Mondiale. Al centro del palcoscenico la cronaca del malinconico e addolorato Duca di York, figlio secondogenito dell'energico Giorgio V, inchiodato dalla balbuzie e da una complessata inferiorità di fronte allo spigliato fratello maggiore David. Crogiolo d'angoscia (im)medicabile e di squilibri emotivi sono quelle esitazioni, quei prolungamenti di suoni, quei continui blocchi silenti che impediscono a Bertie di esprimersi adeguatamente, ingenerando una sensazione di impotenza. Il regista britannico si concentra sul vissuto interno del protagonista, rivelando le conseguenze emotive del disagio nel parlato ai tempi della radio e in assenza del visivo. Il discorso del re non si limita però a drammatizzare la stagione di vita più rilevante del nobile York e relaziona un profilo biografico di verità con un contesto storico drammatico e dentro l'Europa dei totalitarismi, prossima alle intemperanze strumentali e propagandistiche di Adolf Hitler. Non sfugge al re sensibile di Colin Firth e alla regia colta di Hooper l'abile oratoria del Führer, che intuì precocemente le strategie di negoziazione tra ascoltatore e (s)oggetto sonoro, il primo impegnato nel tentativo di ricostruire l'immagine della voce priva di corpo, il secondo istituendo un rapporto di credibilità se non addirittura di fede con la voce dall'altoparlante. Se il mondo precipitava nell'abisso non era tempo di guardare al mondo con paura, soprattutto per un sovrano. Bertie, incoronato Giorgio VI, doveva ricucire dentro di sé il filo interrotto della relazione con l'altro, affrontando il suo popolo dietro al microfono e l'immaginario radiofonico. Fu un illuminato e poco allineato logopedista australiano a correggere il “mal di voce” di un re che voleva imporsi al silenzio. Lionel Logue sostituì col metodo il protocollo di corte, educando la balbuzie del suo blasonato allievo e incoraggiandolo a costruire la propria autostima, a riprendere il controllo della propria vita e a vincere prima la guerra con le parole e poi quella con le potenze dell'Asse. A guadagnare la fluenza e a prendersi la parola è il ‘regale' protagonista di Colin Firth, impeccabile nell'articolare legato, solenne nella riproposta plastico-fisica del suo sovrano e appropriato nell'interpretazione di un re che ‘ingessa' emozioni e corporeità nel rispetto rigoroso della disciplina. Dietro al ‘re' c'è l'incanto eccentrico di Geoffrey Rush, portatore di una “luccicanza” che brilla, rivelando la bellezza della musica (Shine) o quella di un uomo finalmente libero dalla paura di comunicare. Lunga vita al re (e al suo garbato precettore dell'eloquio).

Caccia in branco
0 0
Videoregistrazioni: DVD

National Geographic <organizzazione non a scopo di lucro>

Caccia in branco : l'imboscata, il blitz, l'assedio

Digital Adventure, 2011

Abstract: Le strategie e le tecniche di caccia in branco di leoni e licaoni

Cooking with Stella
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Cooking with Stella [Videoregistrazione] / regia di Dilip Metha

: BIM, 2011

Kick-Ass
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Kick-Ass [Videoregistrazione] / regia di Matthew Vaughn

: Eagle pictures, 2011

Abstract: Dave Lizewski all'apparenza è un normale teenager di New York. Un giorno, però, Dave decide di diventare un supereroe... senza essere dotato di particolari poteri. Nasce così 'Kick-Ass', un guerriero mascherato che si alleerà con il duo Big Daddy e Hit-Girl (padre e figlia che lottano insieme contro i malavitosi) per combattere il crimine ed aiutare la polizia a sconfiggere il capomafia locale Frank D'Amico. Come ogni supereroe che si rispetti Kick-Ass si troverà di fronte anche una nemesi: Red Mist/Chris D'Amico, ovvero il figlio del boss. "Piccoli nerd crescono, e combattono: senza essere dotato di superpoteri, Dave decide di diventare un supereroe, 'Kick-Ass' (Aaron Johnson), in tutina verde-giallo-vomito. (...) Una baby-eroina che, per come le prende e le dà, ha fatto gridare allo scandalo Hollywood: non è il solito rumore per nulla, perché 'Kick-Ass' assesta un'eroica mazzata alle convenzioni e ai paraocchi del genere in calzamaglia, brandendo l'iconica minorenne forgiata dai fumetti del genio-beone Mark Millar. Pollice alto, dunque, al netto del conservatorismo armato che predica: dopo il prologo folgorante, 'Kick-Ass' traccheggia e mette all'angolo la parodia, ma ha un gancio destro(rso) micidiale, Hit-Girl." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 31 marzo 2011) "Pur senza cadere in subitaneo delirio da cult movie, questa irriverenza fantasy nei confronti del supereroe da fumetto è divertente, con un dialogo sfacciatamente spiritoso. Il film di Matthew Vaughn racconta del teenager con Super-io da 'Batman', lottatore del Bene contro il Male, icona di Internet come kick-ass, calcio nel di dietro. La morale? Infelice il cinema che ha ancora bisogno di supereroi. E anche se gioca come complice, l'operazione è stravagante." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 01 aprile 2011) "In un'epoca, come la nostra, dove la fila di aspiranti star si ingrossa di pari passo con la loro incapacità artistica, ecco che un film come 'Kick-Ass' può passare, tranquillamente, da manifesto per chiunque aspiri ad uscire dall'anonimato liberando il proprio ego attraverso la scorciatoia, il più delle volte insidiosa, fornita da una telecamera o da Internet. L'importante, per non finire con altrettanta velocità nel dimenticatoio, è avere l'idea giusta. (...). Dave è l'antitesi di un supereroe: non è stato punto da ragni, non è venuto da altri pianeti, è uno sfigato. Eppure, nella nazione che concede a tutti almeno una chance, gli basta (...) comprare una tuta da sub su Internet e trasformarsi in un giustiziere mascherato. (...) Linguaggio scurrile e violenza all'estremo hanno creato problemi negli States ma il suo fascino sta proprio in questa sfacciata trasgressione che non turba." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 1 aprile 2011) "Non lo volevano distribuire Italia per via di una minorenne. La figlia di Big Daddy: Hit Girl. Lui si veste come Batman. Lei indossa gonnellino scozzese da collegiale, mascherina nera alla Robin e parrucca fucsia stile Johansson in 'Lost in Translation'. Tutto qui? La piccola Nikita di 11 anni sbudella i criminali di New York dicendo parolacce. Per la gioia di papà. (...) Quello che non era riuscito a 'Green Hornet' riesce a 'Kick-Ass' revisionismo (ma non parodia) del cinefumetto, incursioni intimiste dentro il genere, violenza mista a humour. Dal fumetto dello scozzese Mark Millar e dalla cinepresa dell'inglese Matthew Vaughn una torta acida con due ciliegine: Big Daddy e Hit Girl interpretati da Cage e Moretz in modo super." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 1 aprile 2011) Note - MARK MILLAR E JOHN S. ROMITA JR. FIGURANO ANCHE COME PRODUTTORI ESECUTIVI.

Into Paradiso
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Into Paradiso [Videoregistrazione] / regia di Paola Randi

: Cecchi Gori home video, 2011

Abstract: Alfonso è un ricercatore universitario: timido, impacciato e drammaticamente precario. Alla notizia del suo licenziamento, decide di rivolgersi ad un vecchio amico d'infanzia, un politico in ascesa, nella speranza di ricevere una raccomandazione. Ottenuto il favore, viene coinvolto in una resa dei conti tra camorristi e, costretto a scappare, si rifugia nel piccolo appartamento sul tetto di Gayan, un ex campione di cricket srilankese. La convivenza forzata tra i due permetterà la nascita di una solidarietà umana che cambierà le loro vite. Napoli è una città vitale, dove la multiculturalità - secondo la regista Paola Randi - detta legge, anche quando camorra e malavita seminano terrore. Il suo esordio al lungometraggio è un gioiello che brilla della luce vigorosa degli abitanti napoletani. Classicismo e sperimentazione si alternano come pesi di una bilancia che carica una storia complessa e ricca di riferimenti all'attualità. La rappresentazione della politica, infatti, è in linea con l'immagine dei governatori italiani; come dice Alfonso nel film, i "politici mangiano tutto", dimostrando con un'espressione breve e incisiva l'arraffamento smanioso della classe dirigente italiana. La dignità osannata ma mancata del politicante sta in mezzo ai due estremi, Alfonso e Gayan. Il luogo dell'incontro tra quest'ultimi, chiamato realmente "Paradiso" dalla comunità singalese che ci abita, è un mondo a sè, distaccato da Napoli per tradizioni popolari ma vicino alla città per esuberanza di colori. Lo spaesamento di Alfonso è indice di un'ingenuità atavica che tende a perdonare tutto, a livellare su uno stesso piano ciò che è buono e cosa non lo è affatto, la gente per bene e i camorristi. L'ironia con la quale la regista si diverte a raccontare queste contraddizioni passa attraverso scenette esilaranti che prendono in giro le abitudini private dei cittadini: l'ossessione per le telenovelas e l'incontentabile signora borghese che sfrutta Gayan come badante. La leggerezza che ne consegue smorza i toni tragici dell'intreccio, senza però appiattire i temi trattati. La denuncia di una malavita distruttiva rimane in primo piano. Ma allo stesso tempo la possibilità di una conciliazione tra due mondi diversi come quelli di Alfonso e Gayan mette il punto sulla speranza. L'estrosità dello stile registico e la forza dei contenuti dimostrano come sia possibile contribuire alla resistenza del cinema italiano con coraggio e sfrontatezza. Malgrado qualche lieve caduta di sceneggiatura, un debutto del genere va difeso senza tentennamenti.

Kill me please
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Kill me please [Videoregistrazione] / regia di Olias Barco

: Cecchi Gori home video, 2011

Abstract: Il dottor Kruger gestisce una clinica che offre assistenza e qualche goccia di veleno a chi ha deciso di farla finita con questa vita. Il giuramento di Ippocrate lo obbliga a cercare di far desistere qualsiasi paziente dalla scelta estrema ma, se la volontà è forte e sicura, il primario, sostenuto da un contributo governativo, non può far altro che assecondarla, ultimo desiderio compreso. Nella villetta del suicidio medicalmente assistito sbarcano i personaggi più disparati, dal malato di cancro alla bella sfortunata, dal depresso con la fantasia del Vietnam alla cantante lirica che ha perso la voce. Eppure non è così facile spegnere l'umano interruttore quando la campanella della natura o del destino non è ancora suonata. Il belga Olias Barco sceglie per il secondo lungometraggio un soggetto politicamente ultrascorretto, che declina, fotograficamente, in bianco e nerissimo. Si spinge senza scrupoli sul pedale dell'eccentrico e del cinico, ma la verità è che in Svizzera e non solo questo genere di cliniche esiste e prospera. Amante dei forti contrasti, Barco sceglie un'ambientazione sontuosa, dove il bianco della neve e degli interni e il silenzio della natura circostante si propongono come il miglior viatico per la quiete eterna, almeno fino a che le interazioni sociali non fanno esplodere anche lì tutta l'anarchia di cui sono portatrici. Il cast è ottimo e, tra gli altri, conta quel Bouli Lanners che sta dando non poco al cinema francofono delle ultime stagioni, da Eldorado a Louise Michel a Mammuth; per questo e altro, trattenere il riso è spesso impossibile, ma occorre comunque passare attraverso alcune scene seriamente disturbanti. Non solo, anche a livello di farsa l'impressione forte è che sarebbe bastato poco, in sede di scrittura soprattutto, per farne un prodotto di livello superiore, un piccolo cult: meno investimento d'inchiostro nella caricatura dei personaggi e più nei dialoghi, forse, che sono esilaranti ma sottoutilizzati.