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Trovati 1608 documenti.

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Alberto Asor Rosa racconta Alessandro Manzoni
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Videoregistrazioni: DVD

Alberto Asor Rosa racconta Alessandro Manzoni [Videoregistrazione] : e i Promessi Sposi / regia di Michele Calvano

: La Repubblica : L'Espresso, 2010

Ilcaffe letterario ; 9

Pietro Citati racconta Giacomo Leopardi
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Videoregistrazioni: DVD

Pietro Citati racconta Giacomo Leopardi [Videoregistrazione] : e la riflessione sull'esistenza / regia di Michele Calvano

: La Repubblica : L'Espresso, 2010

Ilcaffe letterario ; 7

Ginevra Bompiani racconta Jane Austen
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Videoregistrazioni: DVD

Ginevra Bompiani racconta Jane Austen [Videoregistrazione] : e la scrittura al femminile / regia di Michele Calvano

: L'Espresso : La Repubblica, 2010

Ilcaffe letterario ; 6

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori
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Videoregistrazioni: DVD

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori [Videoregistrazione] / regia di Laurent Tirard

: BIM, 2010

Abstract: Amato in famiglia, benvoluto dai propri compagni di scuola, il piccolo Nicolas vive una vita felice. Ma un giorno una conversazione tra i suoi genitori, lo induce a pensare che sia in arrivo un altro fratellino e il timore di seguire le sorti di Pollicino, di essere abbandonato nel mezzo di un bosco, lo assale... Nato dalla penna di René Goscinny, co-autore di Asterix e di Lucky Luke, e dal talento di Jean Jacques Sempé, nel marzo 1959 appare su "Soud Ouest Dimanche", il primo episodio della serie di racconti umoristici illustrati, che ha per protagonista un bambino che racconta in prima persona le proprie avventure. Qualche mese dopo Le petit Nicolas, fa la sua comparsa sul celebre periodico di fumetti d'oltralpe, "Pilote" e ben presto entra nella storia della letteratura moderna per l'infanzia. A cinquant'anni dalla nascita del personaggio, Laurent Tirard propone un adattamento della serie per il grande schermo. Uscito a fine settembre 2009 in Francia, Il piccolo Nicolas e i suoi genitori ha già registrato un record di incassi, ripetendo quel piccolo miracolo di diverso tempo prima. Il segreto della pellicola, come del resto della fortunata saga, consiste nel raccontare un universo filtrato dalla sensibilità e dalla fervida immaginazione infantile di uno scolaro e dei propri compagni. Nel dare corpo alla fantasia di Nicolas, il regista mette in scena una Francia degli anni Cinquanta stilizzata, sospesa nel tempo, irreale, dove non esistono criminalità, violenza, indigenza, dove tutt'al più qualche marachella non ha tuttavia gravi conseguenze. Un mondo che sorride delle incomprensioni tra grandi e piccini, che pone sullo stesso piano, le bravate dei ragazzini e le ansie di prestazione dei grandi, dove il caos creativo irrompe benevolmente in un universo fin troppo ordinato. Bravi gli attori nel dare vita ai piccoli eroi. Nicolas, è interpretato dal giovane Maxime Godart, la madre è l'attrice e regista Valéria Lemercier. Kad Merad è il padre, dell'intero cast è certamente il volto più noto anche per il pubblico italiano (è il protagonista di Giù al Nord ). Se sono ovvi i debiti letterari, non da meno la pellicola rimanda, sul piano cinematografico, a certa tradizione e a un immaginario, made in France, che trova in Zero in condotta di Vigo, nel truffautiano I 400 colpi , e più ancora, forse, ne La guerra dei bottoni di Yves Robert, alcuni tra i suoi più illustri predecessori.

Umberto Eco racconta Victor Hugo
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Videoregistrazioni: DVD

Umberto Eco racconta Victor Hugo [Videoregistrazione] : e la vertigine del racconto / regia di Michele Calvano

: La Repubblica : L'Espresso, 2010

Ilcaffe letterario ; 10

La Valchiria
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Videoregistrazioni: DVD

La Valchiria [Videoregistrazione] / Wagner ; regia di La Fura dels Baus ; Orquestra de la Comunitat Valenciana ; Zubin Mehta, direttore

: XG publishing, 2010

Pietro Citati racconta Omero
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Videoregistrazioni: DVD

Pietro Citati racconta Omero [Videoregistrazione] : e la nascita della letteratura occidentale / regia di Michele Calvano

: La Repubblica : L'Espresso, 2010

Ilcaffe letterario ; 1

Valerio Magrelli racconta Charles Baudelaire
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Videoregistrazioni: DVD

Valerio Magrelli racconta Charles Baudelaire [Videoregistrazione] : e i Fiori del male / regia di Michele Calvano

: La Repubblica : L'Espresso, 2010

Ilcaffe letterario ; 13

Alessandro Baricco racconta Gabriel Garcia Marquez
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Videoregistrazioni: DVD

Alessandro Baricco racconta Gabriel Garcia Marquez [Videoregistrazione] : e il realismo magico / regia di Michele Calvano

: La Repubblica : L'Espresso, 2010

Ilcaffe letterario ; 25

Il treno dei dinosauri. Inizia l'avventura
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Videoregistrazioni: DVD

Il treno dei dinosauri. Inizia l'avventura [Videoregistrazione]

: Dall'Angelo pictures, 2010

Shaun, vita da pecora. Natale in fattoria
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Videoregistrazioni: DVD

Shaun, vita da pecora. Natale in fattoria [Videoregistrazione] / regia di Seamus Malone, Richard Webber, Lee Wilton

: Dall'Angelo pictures, 2010

Dora l'esploratrice. Dora e' Halloween!
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Videoregistrazioni: DVD

Dora l'esploratrice. Dora e' Halloween! [Videoregistrazione]

: Paramount pictures, 2010

Dora l'esploratrice e l'avventura di Natale
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Videoregistrazioni: DVD

Dora l'esploratrice e l'avventura di Natale [Videoregistrazione]

: Paramount pictures, 2010

Lupin the 3rd. La terza serie
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Videoregistrazioni: DVD

Lupin the 3rd. La terza serie [Videoregistrazione] : box 1 : episodi 1-22 / regia di Yuzo Aoki ... [et al.

: Yamato : Dolmen home video, 2010

Le avventure di Miffy
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Videoregistrazioni: DVD

Le avventure di Miffy [Videoregistrazione]

: Cinehollywood, 2010

Il figlio piu' piccolo
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Videoregistrazioni: DVD

Il figlio piu' piccolo [Videoregistrazione] / regia di Pupi Avati

: Medusa film, 2010

Alpe del Vicerè 1973 e Re nudo
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Videoregistrazioni: DVD

Alpe del Vicerè 1973 e Re nudo ; Artisti per Re nudo

Abstract: Un libro sull'esperienza dei Festival in Italia negli anni '70, scritto da Matteo Guarnaccia con prefazione di Majid Valcarenghi e interventi di Enzo Gentile, Eugenio Finardi, Bruno Casini, Massimo Pirrotta e Claudio Fucci. Allegati al libro: il DVD con il documentario inedito di Alpe del Vicerè e intervista a Massimo Villa; il CD con brani inediti di artisti legati al movimento dei Festival e a Re Nudo: tra gli altri: Franco Battiato, Garybaldi, Come le foglie, Analogy, Donatella Bardi, Claudio Fucci.

Il profeta
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Videoregistrazioni: DVD

Il profeta [Videoregistrazione] : uccidi o sarai ucciso / regia di Jacques Audiard

: BIM, 2010

Abstract: Il 19enne Malik El Djebena viene condannato a sei anni di prigione. Giovane e fragile, ma estremamente intelligente nonostante sia analfabeta, Malik inizia a svolgere 'missioni' per un gruppo di detenuti corsi che ha imposto la propria legge all'interno dell'istituto penale. Con il passare del tempo, il ragazzo si guadagna la loro completa fiducia riuscendo ben presto a sfruttare la situazione a proprio vantaggio. "Sintesi di realismo e apologo brechtiano (l'Opera da tre soldi) il film di Audiard è il migliore visto finora." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica' 18 maggio 2009) "'Un profeta' è potentissimo ed è interpretato da due attori, Tahar Rahim e Miels Arestrup, straordinari. E' forse troppo 'macho' per la giuria di Cannes, ma è un buon film che non ha bisogno di Palme: il pubblico, voi compresi, lo adorerà." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 17 maggio 2009) "Audiard piace perché non c'è nulla di etico e moralista nel suo cinema, si limita a raccontare una storia con una completezza visiva e narrativa che rende la lunga durata assolutamente necessaria, evita gli stereotipi e gli archetipi. E, pregio grande nel nostro cinema assopito, se ne frega del politicamente corretto. (...) Noir, gangster movie, film carcerario, opera intimista e sociale, è un puzzle che si compone con lenta e puntuale precisione. Tra Scorsese e Gabin, il regista francese, che già molti vedono lanciato verso un premio importante, ci regala un film di altissimo livello e che col tempo lieviterà nella coscienza di spettatori e critici." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 17 maggio 2009) "Audiard combina il noir di Melville e la digressione di Tavernier, ma con un passo personale del racconto che approfondisce e insieme cammina svelto. Al franco-algerino Tahar e al maturo Niels Arestrup, Audiard deve la continua credibilità dei personaggi." (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 17 maggio 2009) "Inizia così una specie di iniziazione alla malavita che Audiard racconta con una macchina da presa molto mobile, che incombe su Malik un pò come sembra incombergli addosso un destino che lo vorrebbe ridurre a ingranaggio di un gioco più grande di lui e che lui cerca di orientare a proprio favore. Man mano che il film procede prendono forma altre dinamiche importanti della vita in carcere, dalla possibilità di svolgere anche lì attività illegali all' intreccio tra orgoglio razziale, appartenenza ideologica e lotta per la supremazia. Ma su tutto al regista interessa raccontare l' evoluzione molto darwiniana del suo protagonista, che giorno dopo giorno imparerà a stare sempre meglio a galla. Senza vere radici né di clan né di razza, nonostante le sue evidenti origini arabe, il protagonista cerca di barcamenarsi tra tutti, subendone gli scoppi di violenza e ogni volta facendo un passo avanti nella comprensione dei rapporti di potere e delle molle che li guidano. Pronto a fare il «figlio» per un padre/boss che forse ne sottovaluta l' intelligenza e capace di trasformarsi lui stesso in «padrone» quando il risultato può fargli comodo. Oltre che a elaborare nel proprio inconscio gli incubi e i sensi di colpa così da poterci tranquillamente convivere, come mostrano alcune scene «fantastiche». E alla fine, anche grazie a un gruppo di attori straordinari dove svettano Niels Arestrup (è Luciani) e il meno conosciuto ma non meno efficace di Tahar Rahim (Malik), Audiard ci racconta non solo la nascita di un nuovo Mackie Messer (come sottolinea esplicitamente la musica finale) ma soprattutto l' universo senza speranza che si annida dentro il mondo delle carceri, dove si impara solo a essere più violenti e più avidi di quanto non si fosse prima di entrare." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 17 maggio 2009) "'Un profeta', due ore e mezzo, diretto con accurato dinamismo e certosina catalogazione di ogni figura retorica del filone carcerario (rivolta esclusa) non ha tempi morti e vende di tutto, dagli stupri sotto la doccia ai superiori corrotti, dalle prigioni vivibili (con tanto di «angolo moschea», mica siamo in Brasile) alle gerarchie interne che non ammettono sgarri, dagli sgozzamenti insostenibili ai languidi canti patriottici (in inusuale lingua cugina, il corso), tediandoci troppo con un realismo di maniera dal ritmo drogato, per ottenere prestazioni spettacolari. Mentre il genere carcerario (uno dei più faticosi, con quozienti altissimi di difficoltà), se non vuol essere consolatorio o filo-istituzionale, come dimostrano Bresson e Aldrich, Siegel e Ferrario, di una cosa non può fare a meno, dell'horror vacui. Del combattimento contro i tempi morti. Dunque contro l'istituzione concentrazionaria, non contro chi, il clan di Bastia, in catene, per colmo della beffa, dovrebbe rappresentarla." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 17 maggio 2009) "Jacques Audiard adora il cinema, è la sua vita, gli è necessario. Traspare da ogni sua parola, anche se è all'ennesima intervista e lui, passati pure gli Oscar - niente statuetta, ma tanta fatica - 'non vede l'ora di rimettersi a lavorare'. Audiard è un grande (per alcuni, non pochi, 'il più grande' tra i registi francesi): soltanto cinque film, e già una scuola, una 'certa idea' di fare cinema, artigianale, sofisticata, visceralmente ancorata alla realtà senza mai essere realista, con il botteghino che si inchina. Così è anche 'Il Profeta'." (Francesca Pierantozzi, 'Il Messaggero', 12 marzo, 2010) "Malik faccia d'angelo è un ragazzo senza storia. Non sa leggere né scrivere, non ha una famiglia e neanche un domicilio fisso. Si è beccato sei anni (ha picchiato un poliziotto) perché quelli come lui non hanno un buon avvocato. Entra in galera con rassegnazione perchè a quelli come lui non resta che sottomettersi al destino. Non lo farà, invece. (...) Quasi sconosciuto prima dell'incontro con Audiard, Rahim è adesso uno dei giovani 'comédiens' più sollecitati. Sia lui che il regista hanno simpatia per Malik, entrambi lo definiscono un 'opportunista positivo', 'uno che fa quello che lo costringono a fare'.(...) Tahar Rahim ha un viso d'angelo, ha quasi trent'anni, ma potrebbe averne sedici. Del duro non ha niente." (Laura Putti, 'La Repubblica', 12 marzo 2010) "Arriva sugli schermi italiani, con un meritatissimo bagaglio di premi, l'ultimo film di Jacques Audiard, segno che 'Il profeta' non è un gangster movie come gli altri. La storia è quella di un detenuto timido e fragile, iniziata in carcere alla violenza dal boss della mafia corsa. Alcune scene sono assai crude, ma il regista racconta con grande maestria e sensibilità, pensando anche al cinema western, la parabola umana di un giovane nel quale convivono luce e oscurità." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 19 marzo 2010) "Sui titoli di coda scorrono le note di 'Mack the Knife' di Weill-Brecht, da 'L'opera da tre soldi', nella versione bluesy e addolcita di Jimmie Dale Gilmore. Non è un caso che Jacques Audiard, a chiudere i 150 minuti del suo film 'Il profeta', abbia scelto proprio quella canzone, anche se la carriera del lesto criminale non si srotola più nell'Inghilterra vittoriana, bensì nella Francia odierna, feroce e multietnica, dentro e fuori il carcere. (...) Merita d'essere visto, perché è un capolavoro, anche nei suoi difetti, che alla lunga diventano pregi. Il titolo, più congruo ma egualmente enigmatico nella versione originale che recita 'Un prophete' e non 'Il profeta', discende da una battuta marginale e non significa granché. Però suona bene, per contrasto. Anche se Audiard avrebbe voluto l'equivalente francese di una ballata di Bob Dylan, 'You Gotta Serve Somebody', a evocare il tema cruciale del film: siamo sempre al servizio di qualcuno. Però le cose possono cambiare, anche rovesciarsi. E' quanto accade al piccolo criminale arabo Malik El Djebena, appena diciannovenne, condannato a sei anni, del tutto analfabeta, fragile, smarrito e pulcioso, costretto a formarsi alla scuola dei duri per sopravvivere. Non è una novità, in quanti film hollywoodiani abbiamo visto storie del genere? Ma Audiard, cineasta poco prolifico, (...) reinventa il genere, aderendo alle regole, fatte di colori lividi e brutalità indicibili, smentendole allo stesso tempo con incursioni oniriche che prima spiazzano ma poi arricchiscono il romanzo di formazione (se si vuole alla rovescia ). Il giovanotto è lesto a integrarsi, e tuttavia il battesimo del fuoco non sarà una passeggiata (...). Brechtiano? Un po', ma neanche troppo, se non fosse per quel riferimento finale. Certo un film strano, a tratti fenomenologico nel racconto minimalista della routine carceraria, ma anche gasato nelle sortite all'esterno, da gangster-movie, inclusa la sparatoria/resa dei conti vissuta dal temerario malavitoso quasi in uno stato di ipnosi, sfuggendo miracolosamente alla gragnuola di colpi. (...) A suo modo uno che ce la fa, rimescola le carte e ritrova le proprie radici, dando pure a intendere alla donna venuto a prenderlo d'essere cambiato. Il merito della riuscita è in buona misura del sorprendente interprete protagonista Tahar Rahim, dalle caratteristiche somatiche indefinite, 'potrebbe essere portoghese, arabo, spagnolo o italiano' annota il regista; mentre Niels Arestrup cesella la feroce e quieta sicumera del boss corso che odia i francesi e gli arabi, incapace di credere che sarà proprio un arabo francese a scaraventarlo un giorno giù dal trono. Un vero peccato non vederlo nella versione originale." (Michele Anselmi, 'Il Riformista', 18 marzo 2010) "Il Gran premio della giuria al Festival di Cannes 2009 a 'Il profeta' parve poco a certa critica francese, così sul film di Jacques Audiard sono piovuti anche nove premi César, due dei quali - come interprete principale e come esordiente - per Tahar Rahim, che non interpreta Maometto (profeta dell'Islam), ma un delinquente che un episodio di precognizione salverà indirettamente da un regolamento di conti. Meglio di lui Niels Arestrup come capo della malavita corsa. Mezz'ora di galera (e quindi di film) in meno gioverebbe allo spettatore." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 19 marzo 2010) Note - GRAND PRIX AL 62. FESTIVAL DI CANNES (2009). - CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2010 COME MIGLIOR FILM STRANIERO. - CANDIDATO ALL'OSCAR 2010 COME MIGLIOR FILM STRANIERO. - CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2010 COME MIGLIOR FILM DELL'UNIONE EUROPEA. - CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2010 COME MIGLIOR FILM EUROPEO.

Mafalda. E' arrivata la primavera
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Videoregistrazioni: DVD

Mafalda. E' arrivata la primavera [Videoregistrazione] / Quino

: Dynit kids : Terminal video Italia, 2010

Giovani, carini e disoccupati
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Videoregistrazioni: DVD

Giovani, carini e disoccupati [Videoregistrazione] / regia di Ben Stiller

: Universal studios, 2010

Abstract: Finita l'università, Lelaina è pronta per cambiare il mondo. Trova un posto in una TV, ma la sua aspirazione è quella di filmare con una videocamera gli amici, il loro spaesamento, le loro felicità e frustrazioni. L'idea base è buona ma, dapprima incalzante, agile e sapientemente frammentaria, la commedia diventa poi una banale, scontata storia d'amore. Produce Danny DeVito.