Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 1975 documenti.
Piccolo mondo antico [Videoregistrazione] / regia di Mario Soldati
: Surf Video, 2006
Abstract: Franco Maironi (M. Serato), patriota e fervido cattolico, sposa _ nella Lombardia austriaca intorno al 1850 _ Luisa Rigey (A. Valli) contro il volere della nonna austriacante (A. Dondini) che minaccia di diseredarlo, e si sistema a Oria, sul lago di Lugano, in casa di uno zio. Nasce Ombretta che pochi anni dopo annega. È una durissima prova per i due genitori. Mentre Luisa s'indurisce nel dolore, Franco, sorretto dalla fede, si dà all'azione patriottica. Oppressa dai rimorsi, la nonna si ravvede. Dal romanzo (1895) del vicentino Antonio Fogazzaro, sceneggiato con Mario Bonfantini, Emilio Cecchi e Alberto Lattuada, M. Soldati, alla sua 4ª regia, cavò un film di strenua eleganza figurativa dove, nonostante qualche debolezza nel disegno psicologico dei personaggi, "il paesaggio diventa stato d'animo" (Guido Gerosa). Vibrata e schiva interpretazione della Valli nel suo 1° cimento sul registro drammatico.AUTORE LETTERARIO: Antonio Fogazzaro
La terra trema [Videoregistrazione] : episodio del mare / regia di Luchino Visconti
: Ripley's home video, 2006
Abstract: E' la storia di una famiglia di pescatori siciliani, sfruttati nella loro miseria dai commercianti grossisti. Decisi a lottare contro l'oppressione, ipotecano la casa per comperare una barca e lavorare in proprio. Ma anche gli elementi sono avversi; in una notte di tempesta, la barca si rovina. Perduta la casa, la famiglia si disgrega; i miseri si riducono ad una condizione di vita anche peggiore, e devono riprendere l'ingrato lavoro, subendo, senza più speranza, quello che a loro appare un destino ineluttabile. "'La terra trema' è un film che non va troppo approfondito criticamente. Bisogna cercare di scoprire il segreto della sua poesia in quello che muove in noi, bisogna coglierne le vibrazioni in superficie (...). Chi conosce Visconti sa che hanno tanto più peso e sono tanto più suoi i gesti delle parole." (Michelangelo Antonioni, 'Bianco e Nero', 7 luglio 1949) Note - IL FILM E' STATO GIRATO AD ACITREZZA CON I PESCATORI E GLI ABITANTI DEL LUOGO. - FRANCESCO ROSI SUCCESSIVAMENTE CURO' IL DOPPIAGGIO DELL' EDIZIONE "ITALIANA" (L'ORIGINALE ERA IN SICILIANO STRETTO). - PREMIO INTERNAZIONALE ALLA MOSTRA DI VENEZIA 1948 PER VALORI STILISTICI E CORALI. - COPIA RESTAURATA NEL 1993 DALL'ASSOCIAZIONE PHILIP MORRIS PROGETTO CINEMA IN COLLABORAZIONE CON IL CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA.
La terra [Videoregistrazione] / regia di Sergio Rubini
: Medusa video, 2006
Abstract: Se con il precedente film, Sergio Rubini sembrava aver completato il viaggio nella memoria e nella cultura della propria terra dorigine, con La Terra vi fa ritorno, quasi sentisse la necessità di pareggiare e chiudere i conti con un certo vissuto. Almeno questo è quanto si trova a dover fare il protagonista del film Luigi, un professore di filosofia che vive ormai da molto tempo a Milano, che ritorna in Puglia per vendere la tenuta di famiglia. Scopre, ben presto, che dei tre fratelli, soltanto Michele (affarista sfortunato e un po avventato) e Mario (studente impegnato nel volontariato) sono daccordo: Aldo, il fratellastro, per nessuna ragione è intenzionato a dare il consenso alla vendita della proprietà, su cui peraltro risiede. La vicenda si complica con un omicidio e Luigi si ritroverà, suo malgrado, a dover ricomporre la precaria unione familiare. Rubini riesce a non cadere nel clichè e stereotipo dei film sul "ritorno a casa", grazie anche e soprattutto alla bravura di Fabrizio Bentivoglio, che interpreta il personaggio del professore giunto dal nord, con una gamma di tonalità espressive equilibrate e non scontate. La scrittura adottata è quella del thriller, di cui il regista si serve per una storia di più sicura e facile accessibilità. Forse un po troppo e questa scelta rischia di costituire il limite del film, ma al contempo di renderlo fruibile ad un più vasto pubblico. Interessante la chiusura del film, un apparente happy end, in cui però, nulla è più come prima o come sembra, ciascun personaggio ha perso e ritrovato sé stesso nel momento in cui si confronta con gli altri e dove la verità, per chi la vuole sapere, ha il valore di parole sussurrate allorecchio. A far da sfondo alla vicenda, ma a tutti gli effetti presente al pari di un altro personaggio, è il paesaggio della Puglia, coi suoi maestosi scenari, che alternano alla solarità delle spiagge, la bellezza delle piazze dei piccoli centri urbani con le chiese barocche e le suggestioni di processioni notturne.
Ultime notizie dalla terra [Videoregistrazione] / prodotto da National Geographic
: National Geographic Television, 2006
National Geographic Video ; 56
One day in september [Videoregistrazione] / regia di Kevin Macdonald
: Fandango home entertainment, 2006
Abstract: Non è il settembre 2001, ma quello del 1972, l'anno del sanguinoso attentato contro gli atleti israeliani, compiuto da terroristi palestinesi, durante i Giochi Olimpici di Monaco di Baviera. Incalzante, stringato, polemico, corredato da una funzionale fotografia (Alwin Küchner) e da una colonna musicale rock (Alex Heffes), il documentario di Macdonald ebbe l'Oscar 2000. Alterna materiale di repertorio con molte interviste tra le quali quelle a Ankie Spitzer (vedova dell'allenatore israeliano), Hans Dietrich Genscher (negoziatore del governo israeliano), Zvi Zamir (capo del Mossad) e Jamal Al-Gashey, l'unico dei terroristi sopravvissuto. Vibrante denuncia del comportamento delle autorità tedesche, accusate di incompetenza, insensibilità, doppio gioco, ma anche di più o meno consapevole razzismo e palese illegalità.
L' ereditiera [Videoregistrazione] / regia di William Wyler
: Universal Studios, 2006
Vesna va veloce [Videoregistrazione] / regia di Carlo Mazzacurati
: Cecchi Gori home video, 2006
Abstract: Arrivata a Trieste con un pullman di connazionali (da una zona rurale della Cecoslovacchia), la giovane Vesna rimane volutamente in Italia privandosi della presenza della compaesana Marina in procinto di ripartire con il gruppo del suo Paese. Senza denaro accetta l'ospitalità di un assicuratore che rinuncia a possederla. Poi mangia in un ristorante senza pagare e, visti i prezzi in auge in Italia, pensa di prostituirsi. Decisa a raggiungere Rimini, Vesna accetta un passaggio in camion assistendo impassibile alla morte di uno slavo ubriaco in autostrada. Preso alloggio in un residence entra nel giro delle prostitute dell'Est. Ben presto, superando il disgusto per certi incontri, raggranella del denaro che nasconde dietro il bidé. Una sera l'abborda Antonio, un muratore interessato a lei, che la porta a cena in un locale di sinistra dove Vesna mangia e balla, per poi scomparire. Ma il racket l'ha notata e un protettore dell'Est le ruba il passaporto e l'accoltella. Antonio la soccorre, la fa curare clandestinamente per evitare il rimpatrio obbligatorio e la fa ristabilire. Grata per l'aiuto ricevuto, Vesna sembra conquistata dall'affetto del semplice uomo, ma quando costui pensa, vedendola parlare con una prostituta, che comunque tornerà al precedente "lavoro", che in cuor suo non sa perdonarle, comincia a trattarla male. Lei cerca di conquistare la sua fiducia e l'accompagna ad un sopralluogo ad una diga in montagna. Qui i due vengono invitati ad una festa dall'imprenditore: Antonio beve ed è sempre più brusco. Vesna decide allora di andare a Milano e si avvia a piedi ma Antonio la segue con la macchina e la costringe a salirvi, che per un eccesso di velocità investe una mucca. Intervengono i carabinieri che sono costretti a portare la giovane a Firenze per farla rimpatriare. Vesna, approfittando della sosta dell'automobile presso una stazione di servizio, cerca di fuggire attraversando temerariamente l'autostrada. La vena solidaristica del regista si manifesta ancora una volta con lucidità anche se l'esito del film, dal punto di vista espressivo, è abbastanza modesto. Le interpretazioni funzionano (non tanto da parte della protagonista, una autentica céca che è soltanto una presenza, quanto da parte del comico Antonio Albanese, qui per la prima volta in un ruolo cinematografico, e drammatico per giunta), ma Vesna va veloce conta per il messaggio che, senza mai fare la voce grossa, con la come dire? - tranquilla vena di protesta che contraddistingue Mazzacurati, scalfisce la nostra superficie e ci spinge a riflettere su come siamo noi, non su come sono loro. (La Rivista del Cinematografo, Ermanno Comuzio, n. 10/1996) Note REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1996 PRESENTATO ALLA 53.MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA.
Silent Hill [Videoregistrazione] / regia di Christophe Gans
: Eagle pictures, 2006
Abstract: Rose ha una figlia, Sharon, che sta morendo per una terribile malattia. Lultimo tentativo per salvarla è portarla da un guaritore, e, contro la volontà del marito, Rose fugge con la bambina. Direzione: Silent Hill. Ispirarsi a un videogioco, per il cinema, non è mai stata una cosa semplice. Le trame dei game sono studiate a livelli, a crocevia, mentre una sceneggiatura cinematografica deve essere scorrevole, dettagliata, seguire una consecutio temporum. Cè però un elemento che i due mondi hanno in comune, ovvero lopportunità di creare atmosfere, visive e sonore. Ciò accade in "Silent Hill", ultimo film di Christophe Gans, uno che in materia di fantasy e mondi ibridi sa il fatto suo ("Il patto dei lupi", "Crying Freeman"), e che costruisce un lungometraggio tetro e sinistro, sui tappeti sonori del Videogame e su immagini buie e livide che creano inquietudine e partecipazione in chi guarda. "Silent Hill" prende però dalle sue fonti anche i difetti, e lo script si svolge in una direzione soggettiva, quella di Rose, che attraversa i vari quadri, uniti da sequenze di raccordo che coinvolgono i personaggi secondari. Chi ha vissuto in prima persona il gioco della Playstation non potrà non rimanere coinvolto e sconvolto dalla verosimiglianza dei mondi ricreati sullo schermo, tuttavia, anche coloro che non sono dei fedelissimi della console troveranno questo viaggio, affascinante, dilatato nella durata (centoventi minuti per un soggetto mistery, sono molti), angosciante e visionario. Forse la migliore trasposizione cinematografica da un videogame dai tempi di Tron.
Gli Spari Sopra Tour [Videoregistrazione] / Vasco Rossi
: EMI Music Italy, 2006
L' angelo del male [Videoregistrazione] / regia di Jean Renoir
: Multimedia San Paolo, 2006
Abstract: Mentre va in auto, Valerie Rosales (Jennifer Beals), infermiera, investe una persona che rimane gravemente ferita, Danyael (Russell Wong). Nella sua celletta nel convento Thomas (Bruce Abbott), sofferente, mormora che lui sta tornando. Si apre infatti una breccia nellasfalto e dalle viscere infuocate della terra ritorna Gabriel (Christopher Walken). Come prima cosa visita Thomas e quando questi si rifiuta di rivelargli dove si trovi Valerie gli fa fare il piccolo passo da profeta a martire. Intanto linfermiera fa amicizia con Danyael che ha caratteristiche particolari: quando fanno lamore, per esempio, si aprono i cieli. Niente male come esperienza. Diventa un po spiazzante però quando Valerie scopre di essere nel secondo trimestre di gravidanza anche se ha fatto lamore appena due giorni prima. Intanto Gabriel si procura unassistente zombie (Brittany Murphy) e si mette al lavoro con impegno. Seguito direct-to-video de #Vedi#Lultima profezia, rivede larcangelo Gabriele impegnato nella sua personale guerra contro gli altri angeli allo scopo di distruggere lumanità, invidioso del fatto che essa è nei favori di Dio (o qualcosa del genere, non ha poi molta importanza ai fini del racconto). Lantagonista del film precedente viene liquidato in un attimo (interpretato da un altro attore) e quindi la lotta si svolge contro altre persone e altri angeli, ma è singolarmente simile a quella che abbiamo già visto. Fortunatamente, Christopher Walken è più divertito e divertente nella parte e domina il film dandogli la sua vera ragion dessere: ironiche, vista la sua strapotenza, le difficoltà che incontra con gli oggetti della tecnologia moderna (computer, radiotrasmittenti). Anche il resto del cast è interessante: Jennifer Beals è brava, Brittany Murphy simpatica come zomba desiderosa di morire, Eric Roberts ricco di carisma da B-movie nel ruolo dellarcangelo Michele. Non travolgente, ma accettabile. Il seguito è #Vedi#La profezia
Annibale, il grande nemico di Roma [Videoregistrazione] / regia di Richard Bedser
: Atlantic Productions, 2006
: Buena Vista home entertainment, 2006
Io e mia sorella [Videoregistrazione] / regia di Carlo Verdone
: Cecchi Gori editoria elettronica home video, 2006
Abstract: Carlo Piergentili - un oboista che, con la moglie Serena, violoncellista, fa parte dell'orchestra di Spoleto - ha la madre in fin di vita. Carlo deve avvertire sua sorella Silvia - tanto irrequieta e vagabonda, quanto lui è mite e amante della vita tranquilla - e chiederle di tornare a casa. Il telegramma la raggiunge in Grecia, ma lei arriva soltanto poco prima della tumulazione. Da quel momento sullo sfortunato e generoso fratello piombano un mare di guai, poiché Silvia si installa in casa sua. Silvia è una donna dal passato avventuroso, sempre in giro per il mondo, ha un ex marito a Spoleto, incapace di perdonarla, un uomo in Ungheria, dove ha lasciato anche il figlioletto Zoltan, e un anziano amante, sposato e con figli, a Milano. Se tutto ciò non bastasse, Silvia è anche perseguitata da un assillante creditore di Torino. Mentre Serena entra in crisi per l'ivadenza di Silvia, questa chiede al fratello di accompagnarla a Budapest a riprendersi il figlio. Carlo accetta e i due fratelli riescono, dopo varie peripezie, a riprendersi il bambino, con l'aiuto del padre di Zoltan, un campione di nuoto ormai immobilizzato. Silvia decide di andare a vivere con l'avvocato milanese, ma l'idillio dura poco e lei lo lascia, scomparendo come al solito nel nulla. L'avvocato riporta il piccolo Zoltan a Spoleto e lo affida a Carlo, che si reca a Londra a cercare Silvia, che si è messa con un cantante inglese, rimediando un proiettile alla spalla ad opera di una moglie gelosissima. Dopo il rientro a Spoleto di Carlo e Silvia, Serena, esasperata da una situazione diventata ormai intollerabile, se ne va da casa. E a Carlo, sempre mite e come intontito dal susseguirsi degli eventi, toccherà occuparsi di Silvia e del nipotino, che ormai lo chiama papà. "Un film di gran successo, ma lontano dalle prove migliori di Verdone." ('Magazine Italiano tv') "La commedia ha una struttura solidamente articolata con una conclusione che corregge il suo potenziale sentimentalismo." ("Telesette") "[...] Imbastito con una mano leggera ormai inconsueta nel cinema comico italiano, 'Io e mia sorella' riesce a scherzare su temi profondi (inclusa la morte della madre, che per Verdone ha un doloroso riferimento autobiografico) in una chiave ilare e malinconica insieme. Pur non arrivando in primo piano, le figure di contorno sono accennate con estro divertito [...]. E dall'insieme emerge un sapore di verità, che si traduce in una paradossale e burlesca apologia dei legami di sangue," (Tullio Kezich, "Panorama", dicembre 1987). Note - DAVID DI DONATELLO 1988 PER MIGLIOR SCENEGGIATURA (LEO BENVENUTI, CARLO VERDONE E PIERO DE BERNARDI), MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (ELENA SOFIA RICCI).
: 01 Distribution, 2006
Desiderio [Videoregistrazione] / regia di Roberto Rossellini
: Ripley's Home Video, 2006
Abstract: Markus ed Ella vivono in un villaggio vicino Berlino. La loro storia d'amore è nata quando erano bambini e la loro felicità è tale da destare l'ammirazione, quasi incredula, degli altri abitanti del villaggio. Difficilmente si separano l'uno dall'altra, tranne quando lui parte in missione di lavoro con la squadra dei pompieri. Un giorno Markus si reca in un'altra cittadina per lavoro e, dopo una notte di pesanti bevute, si sveglia a casa di una sconosciuta senza ricordare nulla della serata precedente. Inizia così a portare avanti una doppia vita che però si rende conto di non riuscire a condurre, arrivando a scegliere una drastica soluzione... "L'opera prima della tedesca Valeska Grisebach è letteralmente ricamata sulle tonalità, insieme melodrammatiche e favolistiche, di una love story tra trentenni: (...) Il finale tragico non basta a far trovare al film un vero equilibrio; ma, almeno per quanto riguarda lo stile, la quarantasettenne di Brema dimostra di non essere una regista qualunque e di meritarsi nuovi confronti con soggetti e sceneggiature meno divaganti e pretestuosi." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 16 febbraio 2006) "'Anelito' in tedesco si dice 'Sehnsucht', ma è anche il titolo di un film in concorso della regista Valeska Grisebach. Storia banale, sul travaglio d'amore di un pompiere per due donne (moglie e amante), che mortifica una delle parole più pregnanti della letteratura romantica tedesca." (Salvatore Trapani, 'Il Giornale', 18 febbraio 2006) "'Desiderio', ma se fosse possibile meglio 'Languore', è il titolo del tedesco 'Sehnsucht' che la 39enne decorata regista di Brema traduce come energia positiva, qualcosa di grande. E per suffragare il via vai affettivo (volutamente?) banale del film, per qualche mese prima delle riprese ha fatto i suoi pasoliniani comizi d'amore, intervistando la gente comune su come la realtà di oggi fosse più o meno corrispondente ai desideri, i sogni e le illusioni dell'adolescenza. Lo scoop è che non si riesce mai a voler bene a una persona senza fare un po' male a un'altra e che l'amore ahimé è eterno finché dura, come dice Verdone. Markus vive il suo piccolo sturm und drang in solitudine esistenziale, dannandosi l'anima per non avere a disposizione due vite invece di una. E' chiaro che da tempo non vede 'L'eclisse' di Antonioni, che già disse tutto. Il secondo film di Valeska Grisebach si muove in zona nobilmente europea, presso i fratelli Dardenne, con macchina a mano, silenzi di lunghe inquadrature, molti rumori e poca musica, lasciando allo spettatore un lasciapassare per immedesimarsi ed entrare nei misteri affettivi di un virtuale triangolo espresso con modi delicati, senza sensualità e con modesto mordente. Gli attori dilettanti guardano con occhi intensi e interrogativi il cielo in una stanza, pieno di nuvole." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 giugno 2007) "Il film inizia con il salvataggio di qualcuno che probabilmente non voleva essere salvato, e finisce con un gesto drammatico di chi era artefice del salvataggio iniziale: una persona che, al contrario, di motivi per vivere e desiderare ne aveva troppi. E' corretto dire che non vi accingete a vedere un film che dispensa buonumore e spensieratezza. Ma quest'opera seconda della quasi quarantenne regista di Brema Valeska Grisebach vale davvero. E conferma una novelle vague tedesca di sorprendente vivacità." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 29 giugno 2007) "Quanto tempo occorre per cogliere l'anima di una persona o di una comunità? Dipende. A Edgar Reitz, autore dei tre 'Heimat', ci sono voluti vent'anni e 30 episodi. Alla connazionale Valeska Grisebach (Brema, 1968) bastano 88 minuti girati in un paesino del Brandeburgo con attori non professionisti (e 'Feel' di Robbie Williams) per raccontare la madre di tutte le storie d'amore. Quella di un uomo che si ritrova senza neanche volerlo ad amare due donne. Tutto qui. Diretto, inesorabile e dannatamente semplice (...) Dall'eros all'epos, insomma, perché l'esperienza più intima non è mai solo del singolo e non servono secoli perché entri nelle vite e nei sogni di tutti. Come la Grisebach ci mostra con un'arte portentosa del montaggio e delle ellissi. Mai visto tanta emozione racchiusa in tanta apparente semplicità. Una autentica gemma." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 29 giugno 2007) "'Sehnsucht' si colora di una ambiguità di fondo che adombra il giudizio morale che scatterebbe automaticamente per lo spettatore: lui ha consumato il rapporto, è reo di tradimento. Ma il disegno della Grisebach, quarant'anni, un primo lungometraggio come documentarista, è quello di concentrarsi non tanto sull'elemento fisico e carnale alternativo alla coppia, ma sulla nostalgia di un sentimento fuggito, sull'impossibilità mentale di possessione dell'altro. Esterni grigi e silenziosi, suono in presa diretta, pochissimi inserti musicali, attori assolutamente non professionisti per un incunearsi nell'anima taciturna di un uomo disperato e infelice. L'alto della riflessione filosofica sull'intimo e della sperimentazione formale si mescola egregiamente con il basso degli elementi basici del racconto (solita coppia di provincia insoddisfatta). Magari quel codino con bimbi stempera un po' troppo la tragedia che alla fine deflagra senza pietà." (Davide Turrini, 'Liberazione', 29 giugno 2007) "La storia l'ha scritta e poi rappresentata una regista di Brema, Valeska Grisebach, arrivata qui al suo secondo film. Lo spunto, certamente non nuovo, è riuscita a rinnovarlo narrativamente in due modi: mettendo bene in risalto che il protagonista ama fortemente la moglie e, dopo, con la stessa intensità, l'amante, quasi a non far mai accettare l'idea di un adulterio, quindi dipanando questo intreccio sulla base di un testo (e poi della sua regia) che privilegia le ellissi, i toni sospesi, le situazioni, a lungo tenute, che si vietano le indicazioni esplicite: quasi a voler chiedere allo spettatore di intuire da solo i sentimenti e le reazioni cui a poco a poco soggiace il protagonista, proposto intenzionalmente dal di fuori, senza far mai indagini psicologiche dirette. Certo è un merito, narrativo e stilistico, perché quella situazione tante volte incontrata su uno schermo, riesce poi a svolgersi di fronte a noi quasi soltanto di riflesso, chiedendo che, anziché comprenderla apertamente, ci si limiti a interpretarla, anche quando tutti i suoi termini sembrano chiariti. Però il non detto, l'alluso e, in più momenti, anche l'ellittico, rischiano di rasentare l'inespresso, lasciando che, nella esposizione, si aprano dei vuoti cui, alla fine, tenta invano di porre riparo quel commento corale che, con un'autentica frattura di gusto, pensa di tirare le somme di tutto. L'esperimento, tuttavia, specie là dove, giova ripeterlo, riesce a suggerire risvolti insoliti un tema da cui non ci si attendeva più niente di nuovo. I tre interpreti sono dei non professionisti. Aggiungono verità all'insieme." (Gian Luigi Rondi,'Il Tempo', 30 giugno 2007) "Come un anelito diventa strumento del destino più tragico, lo racconta 'Desiderio' della tedesca Valeska Grisebach. (...) Tratto da una storia vera 'Desiderio' è un occhio sulla gioventù scissa tra il peso delle responsabilità e il desiderio di una vita eroica." (Stelio Solinas, 'Il Giornale', 30 giugno 2007) Note - IN CONCORSO AL 56MO FESTIVAL DI BERLINO (2006).
Un pilota ritorna [Videoregistrazione] / regia di Roberto Rossellini
: Ripley's Home Video, 2006
Abstract: Un apparecchio da bombardamento italiano s'incendia in combattimento nei giorni decisivi della campagna di Grecia ed il pilota, salvatosi col paracadute, imprigionato dagli inglesi, è avviato con gli italiani dei campi di concentramento, a uno dei porti nei quali l'esercito sconfitto si rimbarca. Durante le peregrinazioni di questi sventurati, il pilota conosce la giovane figlia di un medico italiano che si prodiga come può ad alleviare le pene dei suoi compagni e tra i due nasce un piccolo idillio. In una notte di bombardamento infernale, egli riesce a sfuggire alle sentinelle e balzato sull'unico apparecchio nemico che non sia stato distrutto, torna in Italia e allo stremo delle forze, e ferito dal fuoco contraereo italiano, atterra nel suo campo di aviazione dove i compagni gli comunicano la resa del nemico. "Film di guerra ben riuscito; tecnicamente ed esteticamente notevole." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 15, 1942) Note - CONSULENTE TECNICO MILITARE: MAGGIORE FILIPO MASOERO. CONSULENTE DELL'AERONAUTICA: CAPITANO ALDO MOGGI. - TRA GLI INTERPRETI GLI UFFICIALI E SOTTOUFFICIALI DEL 50° GRUPPO RTV DELL'AVIAZIONE ITALIANA. - IL FILM E' STATO GIRATO A CINECITTA' E TIRRENIA SOTTO L'EGIDA DELLA GIL (GIOVENTU' ITALIANA DEL LITTORIO). NEI TITOLI DI TESTA IL FILM E' DEDICATO "CON FRATERNO CUORE AI PILOTI CHE DAI CIELI DI GRECIA NON HANNO FATTO RITORNO". - IL FILM HA VINTO NEL 1942 IL PREMIO NAZIONALE DELLA CINEMATOGRAFIA PER IL MIGLIOR FILM BELLICO-POLITICO. - REVISIONE MINISTERO GENNAIO 2000.
L' arte e la scienza [Videoregistrazione]
: Cinehollywood, 2006
Fa parte di: Leonardo da Vinci [Videoregistrazione] : il genio del Rinascimento
Il genio e il suo tempo [Videoregistrazione]
: Cinehollywood, 2006
Fa parte di: Leonardo da Vinci [Videoregistrazione] : il genio del Rinascimento
Storie grame de por puaritt... [Videoregistrazione] : I Legnanesi di Felice Musazzi
: Multivision, 2006
Un due tre... ciapal ca'l gh'e' [Videoregistrazione] / I Legnanesi di Felice Musazzi
: Multivision, 2006