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Trovati 1786 documenti.
MAGICA Doremi'. Un regalo speciale [Videoregistrazione] ]
: Dynit, 2005
MAGICA Doremi'. Una sfida accesissima [Videoregistrazione]
: Dynit, 2005
MAGICA Doremi'. Il denaro non e' tutto [Videoregistrazione]
: Dynit, 2005
TURISTA per caso [Videoregistrazione] / regia di Lawrence Kasdan
: Warner home video, 2005
Abstract: Macon e Sara Leary hanno perso il filglio di dieci anni nel corso di una sparatoria. Un anno dopo Sara decide di divorziare e così Macon resta solo. Scrittore, continua a viaggiare per documentarsi e scrivere le sue guide turistiche, finchè non resta vittima di un incidente domestico e si rifugia nella vecchia casa dei suoi genitori, dove vivono i suoi tre fratelli (Charles, Porter e Rose) tipi un po' stravaganti ma che gli vogliono bene. Rimessosi e di nuovo in partenza è costretto a lasciare il suo amato cagnolino Edward ad una ammaestratrice di cani, Muriel, divorziata con un figlio malaticcio, Alexander. La vitalità della donna ridona a Macon la voglia di vivere, finchè al matrimonio della sorella con il suo editore, reincontra Sarah e il passato ritorna. Non sapendo che fare si butta a capo fitto nel lavoro e parte per Parigi. Sull' aereo incontra Muriel, mentre nell' albergo incontra Sarah, decisa a riconquistarlo. Ma ormai è tardi. Soggetto interessante, semplice e complesso allo stesso tempo un pò ripetitivo, affrontato con finezza di intuito, ma anche con direzione attenta, in un film che moltissimo deve, per intelligenza, ad interpreti validissimi. (Segnalazioni Cinematografiche) Note OSCAR PER MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (GEENA DAVIS) (1988).
ABENOBASHI, il quartiere commerciale di magia. Episodi 8, 9, 10 [Videoregistrazione]
: Shin vision, 2005
DANNY the dog [Videoregistrazione] / regia di Louis Leterrier
: 01 Distribution, 2005
Abstract: In Scozia, Danny è cresciuto sin da piccolo, come una sorta di moderno schiavo. Conosce da sempre solo l'odio e la violenza, e l'unica lezione che gli è stata impartita è come farsi valere e come combattere. E' sempre solo e, non avendo mai avuto vicino persone pronte ad occuparsi di lui, non è in grado di avere delle relazioni sociali soddisfacenti per cui ha le capacità intellettive e la personalità di un bambino. Bart, il suo padrone, lo ha accolto e addrestrato con un unico scopo: quello di farne una micidiale macchina di morte nei pericolosi e sanguinosi incontri di lotta clandestina che si svolgono nella periferia della città. Danny diventa in breve tempo il campione indiscusso del circuito illegale e procura molti soldi al suo padrone nel giro delle scommesse clandestine. Un giorno però, in seguito a un incidente, Bart entra in coma e Danny si trova improvvisamente libero, ma solo e sperduto in un mondo che non conosce e che non sa come affrontare. L'incontro con Sam, un pianista cieco braccato da dei gangster che vogliono ucciderlo per impedirgli di fare importanti rivelazioni, gli cambierà la vita... "Jet Li è (insieme con Donnie Yen) l'erede di Bruce Lee: è ovvio che in 'Danny the Dog' il kung fu si sprechi. Ma, al contrario di molti altri casi, questo film non è un pretesto per mettere in scena le arti marziali e non f a semplicemente da sfondo a feroci e sanguinolenti combattimenti. Dietro, c'è molto altro. Come la sempre affascinante storia di un primitivo, una specie di Tarzan, che scopre la vita, la civiltà e gli affetti quando è già un adulto. 'Danny The Dog' diventa così un miscuglio di violenza e dolcezza, al ritmo della musica dei 'Massive Attack'. Non a caso produce Luc Besson." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 10 giugno 2005) "Un pianista americano di colore, cieco, e la sua timida figlia accolgono il selvaggio cinese Danny, lo rendono umano e lo strappano alla sua allucinante condizione. È lo schema di una favola moderna, di un feuilleton strappalacrime, ma la presenza del cinese Jet Li, uno degli eredi di Bruce Lee, e delle arti marziali e la colonna sonora dei Massive Attack fanno di 'Danny the Dog', prodotto da Luc Besson, un dignitoso miscuglio di action/kung fu movie, commedia e melodramma. (...) Morgan Freeman e Bob Hoskins interpretano il buono e il cattivo tra i quali si muove Jet Li, all'inizio una via di mezzo tra l'enfant sauvage di Truffaut e un personaggio di Herzog, pronto a sfoderare il suo micidiale repertorio marziale quando è costretto a combattere contro spietate creature." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 12 giugno 2005) "Leterrier, deb che ha lavorato al fantasy horror e per Asterix, ha un io di cinema diviso che il suo produttore Besson cerca di congiungere in questo curioso film subliminale. (...) Il ping pong fra colpi bassi di kung fu e il sospetto che nella melodia ci sia l' arte della vita è didascalico, elementare, ma la cornice fantastica colpisce nel segno." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 giugno 2005) "Sì, d'accordo: il soggetto di 'Danny the dog' è abbastanza ridicolo; però non stupirà chi conosce Luc Besson di cui interpreta alla lettera l'immaginario popolato di assassini disadattati quanto ansiosi di redenzione. Non è il caso, insomma, di parlare di psicologia, né di esigere verosimiglianza. L'obiezione è un'altra e riguarda un paradosso evidente: per raccontare la conversione dell'angelo della morte alla bontà, il film sgrana un rosario di zuffe una più feroce dell'altra, fatte su misura per alzare il tasso di adrenalina dello spettatore in sinergia con la colonna sonora originale dei Massive Attack. Che poi le sequenze in questione, coreografate Yuen Wo-Ping, ben girate e montate, siano la vera ragione d'essere di tutta la faccenda, non sfugge a nessuno: ma fa a pugni con la pretesa 'morale' della favola." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 10 giugno 2005)
LORD of war [Videoregistrazione] : dove c'e' un uomo c'e' un'arma / regia di Andrew Niccol
: 01 Distribution, 2005
Abstract: Alla fine della Guerra Fredda, un gran numero di armi che facevano parte dell'arsenale dell'ex Unione Sovietica è stato venduto clandestinamente ai Paesi in via di sviluppo. Le incessanti ricerche dell'Interpol, cha da anni indaga sui venditori clandestini, non hanno ancora portato i risultati sperati. Yuri Orlov è un mercante d'armi e tra i suoi clienti figurano alcuni dei più potenti dittatori della Terra. Sulle sue tracce c'è Jack Valentie, un implacabile agente dell'Interpol. Riuscirà Yuri a tenere testa al suo nemico e alla crescente concorrenza? "L'incipit di 'Lord of War' di Andrew Niccol (sceneggiatore di 'The Truman Show') porta dritto al cuore del film. (...) Una parabola, quella del trafficante d'armi, che si ispira a una storia vera e mostra anche l'altro lato di Yuri Orlov. Quello dell'immigrato ucraino, che si ritrova catapultato in uno squallido sobborgo di Brooklyn e vive una quotidianità al di sotto del minimo sopportabile. Ed è la parte più interessante del film, che diventa invece leggermente didascalico quando racconta la mancanza di scrupoli del trafficante, fin troppo efferato, che tratta i bazooka alla stregua di noccioline. Ma l'unico vero punto debole del film è, paradossalmente, proprio Nicolas Cage, che passa dal sudicio ristorante di Brooklyn alla fase degli hotel di lusso, senza cambiare di una virgola l'espressione del viso." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 18 novembre 2005) "Un film ignobile, reazionario dal profondo, che giustifica l' amoralità di un trafficante d' armi con la scusa che le colpe stanno in alto, il Male è necessario e in fondo chi vende non si macchia. Viaggiando per Paesi e dittatori disastrati, l' ex Urss e l' Africa, Cage, pessimo più del solito, non ascolta la famiglia e continua la missione con la molesta superficialità di un film che cita i politici per darsi arie attuali. Invece svende temi importanti (la bimba nera senza braccio) con una sceneggiatura sotto il livello di guardia (il paragone tra armi e sigarette, la guerra nei Balcani), ridicola e/o offensiva. (?) Dirige, si fa per dire, Andrew Niccol che in un'altra vita scrisse 'Truman show' e diresse 'Gattaca'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 novembre 2005)
Il BAMBINO e il poliziotto [Videoregistrazione] / regia di Carlo Verdone
: Cecchi Gori Home Video, 2005
Abstract: A sconvolgere la vita del giovane commissario romano Carlo Vinciguerra, arriva il piccolo Giulio, figlio di Rosanna Clerici, arrestata per spaccio di droga. Il ragazzino, rimasto solo, non intende andare in istituto. Carlo, dapprima perplesso e contrariato dall'averlo in giro per caso, ben presto si affeziona al bambino che gli si è affezionato. L'uomo organizza la propria vita in funzione del piccolo: mette in crisi colleghi, vicine di casa e anche la relazione che ha con Lucia, una sua collega, che sarebbe pronta a lasciare il marito per stare con lui. Rosanna, dal carcere, non gradisce l'affetto che suo figlio prova per Carlo, poiché ce l'ha con lui per averla arrestata. Intanto la sua posizione di accusata si fa preoccupante. Dal momento che si rifiuta di rivelare il nome dei suoi capi, per lei si profila un lungo periodo di detenzione. Carlo non se ne angustia più di tanto: ogni giorno che passa scopre di stare sempre meglio con Giulio, anche quando si ritrovano entrambi a letto con il morbillo. Una mattina, però, Giulio viene rapito dai trafficanti di droga e il commissario, disperato, mobilita uomini e macchine per trovare il bambino che a suo modo tenta di lasciare indizi per la polizia. Forse anche Rosanna, ora, inizia a voler bene a Carlo... "E' un film deludente scontato e noioso. Con situazioni convenzionali e prevedibilissime". ("Segnalazioni cinematografiche", vol. 108, 1990). "Verdone cerca di affrancarsi dai luoghi comuni della commedia inventandosi strade alternative: il giallorosa, il sorriso al posto della risata, il sentimento di tradizione popolare. Ci sono anche molte situazioni prevedibili e l'insieme non è così originale come l'autore vorrebbe. Ma, sorridendo, non ci si fa caso". (Francesco Mininni, "Magazine Italiano tv") "Film [...] per famiglie, è un raccontino anemico e dilatato dove alcune gag divertenti si alternano con lasche e fiacche sequenze d'azione. Invece di affondare i denti nella realtà, la sfiora. Bene la Franceschi". (Laura e Morando Morandini, "Telesette"). "La formula ha quasi settant'anni e risale a 'Il monello' (1921), primo lungometraggio di Chaplin. Si prende un comico famoso e gli si mette accanto un bambino: se la chimica funziona, molto presto non si capirà più chi dei due è il comico e chi fa la spalla. [...] Verdone riesce a essere buffo ma non risibile in una chiave semiseria che ricorda lo stile di Jack Lemmon. Le sue aggiornatissime Romanescherie verbali meriterebbero, dopo le risate, un attento studio linguistico." (Tullio Kezich, "Panorama", gennaio 1990). Note - IN UNA SCENA DEL FILM ALLA TV VIENE TRASMESSO "L'ISPETTORE DERRICK".
LITTLE einsteins. Pronti, partenza e via! [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney
: Buena vista home entertainment, 2005
WINX Club 3. Nella tana del serpente ; Lo scrigno di Valtor [Videoregistrazione]
: 01 Distribution, 2005
LORDS of Dogtown [Videoregistrazione] / regia di Catherine Hardwicke
: Sony pictures home entertainment, 2005
Abstract: Una docu-fiction che narra la storia dei celebri skateboarders noti come Z-Boys, un gruppo di adolescenti di Venice, in California, entrati nella leggenda degli sport estremi. Tony Alva, Jay Adams, Stacy Peralta, i ragazzi dello Zephir Shop e il loro mentore Skip Engblom, negli anni '70 decisero di unire le straordinare evoluzioni fatte con la 'tavola da surf' all'arte metropolitana della 'tavola a rotelle', utilizzando come piste le piscine vuote degli ignari abitanti della zona chiamata 'Dogtown'. Dalla scalata al successo, ai periodi bui degli anni '80 fino al rinnovato interesse per lo 'skateboard' negli anni '90, il film ripercorre le vicende dei protagonisti, ideatori anche di uno stile di vita imitato da migliaia di ragazzi in tutto il mondo...
END of the century [Videoregistrazione] : the story of the Ramones / Ramones
: Cugat Incorporation, 2005
DOGTOWN and z-boys [Videoregistrazione] / regia di Stacey Peralta
: Fandango home entertainment, 2005
Abstract: Il documentario, dedicato al formidabile Zephyr Team racconta l'evoluzione del fenomeno dello skateboard, dalla nascita negli anni '70, al declino negli anni '80, fino al trionfale ritorno negli anni '90. "Il regista Stacey Peralta evoca, con immagini d'epoca e accostamenti a immagini contemporanee con musiche di quel tempo, la moda dello skateboard, la tavola con rotelle che permetteva di correre veloci, di abbandonarsi a esibizioni acrobatiche, e che preparò la grande moda del windsurf. Divertente, senza nostalgia e con umorismo." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 24 giugno 2005) "Le interviste sono fantastiche, c'è dentro un'epoca che quando nasce almeno non è multinazionale, è coraggio, indipendenza, voglia di libertà. Non poco. Impedibili poi le sequenze in cui, durante una siccità mitica, gli Z-boys si buttano all'arrembaggio delle piscine di mezza Los Angeles, trasformandole nelle loro piste favorite. Peraltro nel 2004 inaugurò il Sundance dedicando al surf 'Riding Giants'. Siamo in attesa." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 24 giugno 2005) "Il regista Stacey Peralta (uno dei membri originali degli Z-Boys e per questo a perfetta conoscenza dei meccanismi all'origine del fenomeno) ha strutturato il film intrecciando il piano storico con quello sociologico, il momento aneddotico con la ricostruzione di costume, alternando le interviste fatte ai protagonisti con delle meravigliose immagini - fotografie e filmini - realizzate allora dal giovane fotoreporter Craig Stecyk. Sino filmini, con tanto di patina sbiadita e 'sporcature' del tempo, che riprendono le imprese degli Z-Boys." (Dario Zonta, 'L'Unità', 24 giugno 2005) "Con un montaggio di filmini di repertorio, fotografie, vecchi servizi e recenti interviste ai protagonisti, Peralta compone un film seminale e (auto) celebrativo su un gruppo di rivoluzionari per caso, che senza saperlo ispirarono un fenomeno importante della cultura pop e fecero dello skate qualcosa di simile a un'arte. Le evoluzioni sono impressionanti, le performance disumane; e osservarle fa capire, meglio delle argomentazioni psico-sociologiche, come la religione dello skate, l'obiettivo di superare se stesso, giunga a monopolizzare la vita di un ragazzo." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 luglio 2005) Note - VOCE NARRANTE NELLA VERSIONE ORIGINALE: SEAN PENN. - IL DOCUMENTARIO, CHE VEDE PROTAGONISTI I MEMBRI DEI GRUPPI 'Z-BOYS' DI DOGTOWN E 'ZEPHYR SKATEBOARD TEAM', HA AVUTO UN ENORME SUCCESSO NEGLI STATI UNITI.
TUTTI gli uomini del Re [Videoregistrazione] = All the King's men / regia di Robert Rossen
: Columbia Tristar Home Video, 2005
Abstract: Willie Stark è un venditore a domicilio e un attivista politico appassionato nella Louisiana degli anni 30. Il suo carisma e le sue indubbie capacità politiche non restano inosservate. Reclutato dal partito democratico, si accorge presto di esserne il burattino e decide di fare per sé e per i suoi villani. Nominato governatore dello stato della Louisiana, Stark presenta un programma rivoluzionario, contro il monopolio dei banchieri, a favore dei diritti civili e della ridistribuzione delle ricchezze. Testimone della sua ascesa è il giornalista Jack Burden, destinato a diventarne collaboratore e confidente. Ma la scalata al potere corromperà le sue buone intenzioni, sospettato di corruzione e malcostume si trasformerà in un uomo arrogante, finendo per minacciare indebitamente i suoi avversari politici. Il suo destino si compirà nel Campidoglio di Baton Rouge. La Louisiana è lo stato più povero degli States, con un reddito pro capite che è meno della metà di quello del Connecticut, uno stato dove i poveri sono quasi il venti per cento della popolazione e una persona su quattro è sprovvista di assistenza sanitaria. Questa è la Louisiana dellAmministrazione Bush, questa era la condizione dello Stato quando il figlio di un contadino di Winn Parish, Huey P. Long, Willie Stark nella finzione, decise di rovesciarne le sorti e di contribuire con entusiasmo villano a riformarlo. Come luragano Katrina, loratoria accesa, piena e sbracciata di Long/Stark si abbattè sul sud dellUnione, smantellando, bonificando e ricostruendo sulle macerie. Quelle del crollo di Wall Street coscienziosamente pianificato dalle istituzioni finanziarie, incarnate nel film dallaristocratico giudice interpretato da Anthony Hopkins. Steven Zaillian, già sceneggiatore giusto e premiato per Schindlers List, dirige il re e i suoi uomini con un respiro epico, dentro una struttura circolare, dove il principio e la fine convergono. La tavola rotonda di Kingfish, come amava definirsi Huey P. Long (un piccolo pesce a Washington, ma un re dei pesci in Louisiana), è riprodotta nel mosaico a forma circolare sul pavimento del Louisiana State Capitol, dove agisce, è inquisito e assolto il re infinito, popolare e populista di Sean Penn. Alla sua tavola siedono il medico fragile e conservatore di Mark Ruffalo, il massiccio luogotenente di James Gandolfini, e il languido giornalista di Jude Law, testimone del patto contratto e sempre indietro sulla verità. Due stelle ai cavalieri, una al re. Quella della Louisiana.
Crimini invisibili [Videoregistrazione] = The end of violence / regia di Wim Wenders
: Cecchi Gori home video, 2005
Abstract: A Los Angeles s'intrecciano, tra le tante, le storie di un potente produttore (Pullman) di film violenti e di uno scienziato (Byrne), incaricato dal governo di mettere a punto un sistema di controllo mediante un monitoraggio satellitare per rendere visibile il crimine e, quindi, porvi fine. Campionario di ossessioni wendersiane e, forse, limite estremo del suo moralismo millenaristico, scritto da Nicholas Klein (ma il soggetto è anche del regista), "è un film riuscito per una certa armonia narrativa, appesa a un filo, che si può spezzare appena si va ad analizzare ciascuna parte" (S. Danese). Il meglio e il peggio di W. Wenders si alternano: il risultato complessivo non è di cattivo gusto, ma di gusto cattivo. Rispetto all'edizione presentata a Cannes 1997, l'edizione italiana risulta tagliata di quasi mezz'ora e rimontata dallo stesso regista.
: Sony pictures home entertainment, 2005
Abstract: Alla fine della dinastia dei Ching, in Cina sopravvivono solo due scuole rivali di arti marziali: Artiglio d'Aquila e Pugno di Serpente. Mentre il maestro dell'una è pronto a tutto per eliminare i membri della scuola rivale, l'altro allena in segreto un giovane promettente per lo scontro finale.
Sangue [Videoregistrazione] : la morte non esiste / regia di Libero De Rienzo
: Dolmen home video, 2005
: 20th Century Fox home entertainment, 2005
Abstract: Charles Bonnet è un filantropo e mecenate d'arte che, possedendo una ricchissima e famosa collezione, a volte regala pezzi rari a musei e a volte ne vende alcuni ricavandone grosse somme. L'ultimo suo gesto consiste nel prestito di una statuetta di Venere, attribuita al Cellini, che viene esposta in un museo di Parigi. Della cosa è molto preoccupata Nicole, la figlia di Bonnet, specie quando apprende che, per una clausola del contratto assicurativo, la statuetta celliniana verrà esaminata da uno specialista. Motivo delle apprensioni della ragazza è il fatto che il signor Bonnet, esperto pittore ed abilissimo falsificatore, svolge da anni un'intensa attività diretta ad imitare grandi maestri, vendendo tali prodotti come autentici. Anche la famosa Venere del Cellini non è che un falso, opera, però del padre di Charles Bonnet. Per buona fortuna Nicole sorprende di notte nel proprio appartamento Simon Dermott e, scambiatolo per un ladro, ne ottiene la collaborazione per sottrarre al museo la statuetta prima che venga effettuata la pericolosa perizia. Solo dopo questo fatto Nicole, che nel frattempo si è innamorata del giovane, scopre che costui è un'agente privato, specializzato nello smascherare gli autori dei falsi artistici.
E' arrivata la felicita' [Videoregistrazione] = Mr. Deeds goes to town / regia di Frank Capra
: Sony pictures home entertainment, 2005
Gabrielle [Videoregistrazione] / regia di Patrice Chereau
: Dolmen home video, 2005
Abstract: Basato sul racconto di Joseph Conrad, Il ritorno, il film di Chereau è ambientato nel 1912 a Parigi. Protagonisti sono Jean (Pascal Greggory) e Gabrielle (Isabelle Huppert), una coppia sposata da dieci anni, appartenente all'alta borghesia. La loro vita è fredda, dettata dagli eventi mondani a cui l'autoritario editore Jean non può mancare. Gabrielle, gioca così la parte della moglie repressa costretta in piccoli spazi, e a un'esistenza spersonalizzata alle spalle del marito. Almeno fino al momento in cui, improvvisamente, le regole vengono cambiate. L'ottima interpretazione della Huppert non salva un film patinato e sontuoso nelle scenografie e nella cura dei costumi. Lo stile registico è spesso manieristico e poco omogeneo con un utilizzo non motivato di slow motion e di sequenze in bianco e nero. Dopo Son Frère Chereau non convince nel descrivere questo amore che si perde in una splendida camera vuota.