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Trovati 1474 documenti.

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Il ragazzo dal kimono d'oro 6
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Videoregistrazioni: DVD

Il ragazzo dal kimono d'oro 6 [Videoregistrazione] / regia di Larry Ludman [ [i.e. Fabrizio De Angelis

: Avo film, 2004

Bruce Lee, l'immortale campione
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Bruce Lee, l'immortale campione [Videoregistrazione] / regia di Danny Chang

: Fabbri, 2004

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Fabrizio De Andre' in concerto
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Videoregistrazioni: DVD

Fabrizio De Andre' in concerto [Videoregistrazione]

: Nuvole : Sony BMG music entertainment, 2004

Les contes d'Hoffmann
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Les contes d'Hoffmann [Videoregistrazione] / Jacques Offenbach ; Orchestre et choeurs de l'Opera national de Paris ; Jesus Lopez-Cobos, direttore

: TDK marketing Europe, 2004

L' ultima porta
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L' ultima porta [Videoregistrazione] = The Lazarus child / regia di Graham Theakston

: Eagle pictures, 2004

Rigoletto
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Rigoletto [Videoregistrazione] : melodramma in tre atti / Giuseppe Verdi ; libretto Francesco Maria Piave ; Metropolitan Opera Orchestra and Chorus ; James Levine, direttore ; regia di Kirk Browning

: Deutsche Grammophon, 2004

Abstract: Il duca di Mantova fa rapire Gilda e la restituisce disonorata al padre Rigoletto. Per vendicarsi il deforme buffone assolda un sicario perché ammazzi l'infame, ma al suo posto è pugnalata la fanciulla. Rigoletto piange. De Mille dei poveri, cioè del cinema italiano, per 30 anni, Gallone fu anche un sagace specialista di film operistici come dimostra questo Rigoletto messo in scena con robusto senso dello spettacolo.

B.B. King & Joan Baez
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B.B. King & Joan Baez [Videoregistrazione] : live in Sing Sing

: Membran international, 2004

Cordura
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Cordura [Videoregistrazione] / regia di Robert Rossen

: Columbia Tristar home entertainment, 2004

Abstract: Da un romanzo di Glendon Swarthout. Sei soldati americani e una donna in marcia faticosa e pericolosa per raggiungere un avamposto nel Messico del 1916. Durante il viaggio ciascuno dei sette mostra il suo vero volto. Fece perdere 5 milioni di dollari alla Columbia e fu maltrattato dalla maggior parte dei critici. Come film d'azione è lento, come racconto psicologico schematico. È forse il peggior risultato dell'egregio R. Rossen.AUTORE LETTERARIO: Glendon Swarthout

Nabucco
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Nabucco [Videoregistrazione] / Giuseppe Verdi ; Coro del Teatro Municipale di Piacenza ; Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini ; Daniel Oren, direttore

: Arthaus Musik : Rai-Trade, 2004

La rivincita dei Nerds
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La rivincita dei Nerds [Videoregistrazione] / regia di Jeff Kanew

: 20th Century Fox home entertainment, 2004

Abstract: Un plotoncino di matricole - sempre dileggiate, nel "college" dell'Arizona in cui l'azione si svolge, con il tradizionale nomignolo di "nerds" - arriva assai titubante al "campus". L'iniziazione è lunga e penosa. Gli scherzi, anche feroci, si sprecano. Per le povere matricole non vi è pace: la potente associazione degli anziani (gli Alfa Beta), fracassoni, sportivi e razziatori di cuori femminili, incendia la palazzina dove i malcapitati si sono appena messi a posto, fa spedizioni distruttive nel nuovo alloggio e tormenta in ogni modo i nuovi venuti. Ma questi, guidati da Lewis e sempre tutti d'accordo, non mollano. Riusciti a farsi accogliere dai Trilambda per un breve periodo di prova, poco a poco rispondono alle prevaricazioni con mille astuzie, compiendo, tra l'altro, una riuscita incursione notturna nell'edificio che ospita le ragazze. Poi, in occasione del Carnevale, partecipando alle varie gare di forza, di bravura e di abilità, finiscono con il passarsi il lusso di una clamorosa rivincita. I grossolani e violenti Alfa Beta sono battuti e già molte delle loro amichette passano sulla sponda vittoriosamente occupata dalle matricole.

La rivincita dei nerds 2
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La rivincita dei nerds 2 [Videoregistrazione] / regia di Joe Roth

: 20th Century Fox home entertainment, 2004

Abstract: I Nerds, cioé il gruppo dei Tri-Lambsa, Lewis Saolnick, Booger Dawson, Arnold Poindexter, Wormser, Lamar Latrelle e Stewart Lipsey ed atri (bruttini e debolucci, ma intelligenti), dopo la vittoria riportata sugli Alpha-Beta (forti e belli), ricevono l'invito a recarsi in Florida, a Lauderdale, per prender parte al congresso annuale delle Associazioni studentesche. Sono felicissimi per l'onore e perché andranno in una delle spiagge più eleganti della Florida. Poiché Gilbert si è rotta una gamba, e non può partire, assume il comando Lewis, quello coi denti da coniglio, e il gruppo arriva sul posto. Ma qui cominciano subiti i guai, perché gli Alpha Beta, naturalmente presenti, hanno deciso di far loro pagare la sconfitta subita nel passato. Cosicché il direttore dell'albergo, in cui erano state prenotate le loro stanze, essendo un ex Alpha Beta, li caccia via con un pretesto, e, non trovando posto negli altri hotel, i Nerds finiscono in un locale d'infimo ordine. Intanto hanno conosciuto Sunny Larstairs, una bella ragazza che sembra interessarsi molto a Lewis. Sempre resistendo con coraggio ai continui attacchi degli Alpha Beta, i Nerds passano molte piaccvoli avventure. Soprattutto Roger, il capo dei rivali, è pericoloso per loro: li fa arrestare con la falsa accusa di aver rubato la sua auto e quindi, perché non possano recarsi al Congresso, li abbandona su di un isolotto disabitato. Qui Lewis, confortato dalla apparizione di Gilbert, riprende coraggio e, trovato un vero arsenale di armi sepolte, compreso un carro armato, decide di passare al contrattacco. Piomba quindi sul congresso studentesco coi suoi amici, proprio quando Roger sta per farli dichiarare cancellati per indegnità, e, accompagnato da Ogre, un colossale Alpha Beta, diventato ora un entusiasta Tri-Lambsa, sconfigge ancora una volta i rivali, dimostrando anche l'infondatezza dell'accusa di furto, con l'aiuto di Sunny. "Il primo film della serie era una sciocchezzuola, mentre questo sequel è solo insignificante". ('Venerdì di Repubblica', 21 luglio 2000)

La meta' ignota
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La meta' ignota [Videoregistrazione] = Echo / regia di Charles Correll

: Millennium storm, 2004

Una pazza giornata a New York
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Una pazza giornata a New York [Videoregistrazione] / regia di Dennie Gordon

: Warner home video, 2004

Abstract: Jane e Roxanne Ryan, gemelle diciassettenni, vanno a New York insieme ma per motivi diversi: Jane deve tenere un colloquio per accedere all'Università di Oxford; Roxy l'accompagna nella speranza di potersi intrufolare sul set di un videoclip di una rock band che le piace molto, e magari fargli avere un suo demo-tape. Le cose non vanno esattamente come programmato, e le due sorelle si perdono nella "jungla d'asfalto" che è New York, vivono pazzesche disavventure e si beccano ognuna il suo colpo di fulmine... Ennesimo teen movie di consistenza effimera e sostanza impercettibile, il film punta tutto sulla "simpatia" delle due sorelle (che, a dire il vero, hanno ricevuto, per questo film, una nomination come peggiori attrici dell'anno...), famose star della televisione americana, alle prese con innumerevoli avventure. Al target di riferimento piacerà, tutti gli altri possono tranquillamente starsene alla larga.

The COMPANY
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The COMPANY [Videoregistrazione] / regia di Robert Altman

: Medusa home entertainment, 2004

Abstract: La storia è semplice, quasi banale, e allora non la si racconta piuttosto la si danza come ha fatto il regista limitandosi e limitandola a brevi sequenze di raccordo, tra una coreografia e un’altra, decisamente anonime. Alberto Antonelli, un impacciato ed esageratamente virtuoso (della recitazione) Malcom MacDowell, dirige tra mille difficoltà, non ultime quelle economiche, il Joffrey Ballett di cui Ry, Neve Campbell, ne è la stella più promettente. Nonostante le aspettative dello spettatore si stringano presto intorno alla giovane protagonista, Altman ancora una volta confeziona un film corale, dove gli egoismi e gli eccessi di individualismo vengono piegati fin dal titolo a favore del gruppo. Solo che questa volta a supportare le immagini che mutuano la storia non c’è più la partitura di parole carveriana (America Oggi) ma quella di gesti e di passi duncaniana. Isadora Duncan, madre della danza moderna americana, ballerina che scriveva e scrittrice che danzava, come si preferisce. La convinzione profonda della Duncan che l’estetica del balletto accademico si fondasse sulla negazione di ogni spontaneità, la portò a teorizzare nella prima metà del XX secolo, pur nella piena ammirazione dei maggiori esponenti della tradizione classica russa, una nuova forma di danza basata sulla rivalutazione dell’improvvisazione, priva di schemi, scene e costumi. La compagnia del Joffrey Ballett è allora erede legittima di quella “madre”, erede di quella “origine moderna” non limitando mai il proprio repertorio al solo momento classico, al solo virtuosismo della danza accademica ma allargando,al contrario, le sue evoluzioni a un’estetica meno unitaria, a una coreografia più radicale e ansiosa nel ripensare l’arte della danza. E Altman, neofita nel coro (e si vede tanto, troppo), si limita a coglierne i diversi registri:la ballettistica accademica, la “danse d’école”, con i suoi severi canoni di bellezza, grazia, armonia e l’altrettanto rigorosa e regale verticalità del corpo, da una parte;la gravità, la dissonanza e l’accentuata orizzontalità del corpo, dall’altra. Ci sono storie più difficili da raccontare, senza dubbio, forse perché già interamente iscritte nei corpi di chi le agisce a tal punto che il cinema si limita a doppiare senza aggiungere. E la danza doppiata di Altman interessa ed emoziona poco coi suoi luoghi comuni e i suoi stereotipi imbarazzanti, col suo poco sudore e il suo poco dolore, con la sua ingenuità e la sua benevolenza, con la sua pateticità e i suoi buonismi. La danza è dura e crudele quanto un racconto di Carver e in questo senso pertanto in assoluta armonia con la poetica di Altman. Appuntamento mancato? Forse. Ma perdonato per quella ballerina appesa a una corda appesa in cielo dentro le pieghe vorticanti e cangianti degli ampi drappeggi che la avvolgono, rediviva Loïe Füller –precorritrice della Duncan – sottratta da un fuori campo graffiato da una scarpetta.

LICANTROPIA
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LICANTROPIA [Videoregistrazione] = Ginger Snaps back, the beginning / regia di Grant Harvey

: Eagle pictures, 2004

Abstract: Canada, XIX Sec. Le due sorelle Brigitte e Ginger Fitzgerald si sono perdute nella foresta ai limiti del Mondo Conosciuto. Trovano rifugio in un fortino abitato da un gruppo di uomini molto strani che sembrano nascondere un terribile segreto, ma si rendono conto della pericolosità del luogo quando vengono attaccate da un branco di pericolosi lupi mannari. L'unica persona in grado di poterle salvare sembra essere un enigmatico cacciatore indiano, ma una delle due ragazze viene morsa da un licantropo e si trasforma lei stessa in un malvagio essere assetato di sangue... "Solo gli appassionati del genere potranno gustare appieno questo film: anche se la distribuzione non lo annuncia, si tratta infatti di un prequel di 'Cinger Snaps' (2000) di John Fawcett, horror canadese molto curioso ma quasi ignoto in Italia su due sorelle licantrope, che aveva già avuto un seguito l'anno scorso. (...) La sceneggiatura ha una struttura un po' rozza ma anche imprevedibili sottigliezze, con le due ragazze che in fondo sono le eroine, i lupi e i mostri tutt'altro che cattivi, e gli "umani" un branco di pazzi votati all'autodistruzione. Purtroppo la regia molto piatta ha una ritmo sfilacciato e non sfrutta appieno le potenzialità della vicenda, che sarebbe un northern pieno di echi letterari (Hawthorne, le Bronte) e forse anche sociologici; ma il film è comunque superiore ai mosci horror Usa medi." (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 2 agosto 2005)

ALICE's restaurant
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ALICE's restaurant [Videoregistrazione] / regia di Arthur Penn

: 20th century fox home entertainment, 2004

Abstract: Ray e Alice gestiscono un restaurant per mantenere una comunità hippy che vive in una chiesa sconsacrata. Ben presto il gruppo si assottiglia. È un film in forma di tenera ballata che si vede con simpatia, almeno per chi ha interesse o nostalgia per gli anni '60.

Terrore sul Mar Nero
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Terrore sul Mar Nero [Videoregistrazione] / regia di Norman Foster

: Columbia Tristar home entertainment, 2004

Abstract: A Istanbul gli agenti nazisti assoldano un sicario (Moss) per eliminare un agente americano (Cotten) che, grazie alla protezione di un colonnello turco (Welles, truccato alla Stalin), scampa agli agguati di terra e di mare. Da un romanzo di Eric Ambler, sceneggiato da Cotten e Welles, un thriller spionistico RKO ad alta tensione che a livello stilistico è impregnato di tocchi ed eccessi wellesiani. Welles dichiarò di aver "disegnato" il film senza averne diretto le riprese. Ne fu, comunque, il supervisore, l'eminenza grigia. Rifatto con La rotta del terrore (1975).AUTORE LETTERARIO: Eric Ambler

Danton
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Danton [Videoregistrazione] / regia di Andrzej Wajda

: San Paolo : 20th Century Fox, 2004

Abstract: Note .

Behind enemy lines
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Behind enemy lines [Videoregistrazione] : Dietro le linee nemiche / regia di John Moore

: 20th century Fox, 2004

Abstract: TRAMA BREVE Un comandante dell'esercito americano stanziato in Bosnia, contravvenendo agli ordini dei suoi superiori, organizza una missione per recuperare un pilota americano abbattuto durante un volo di ricognizione, che si trova solo e braccato nel territorio nemico. TRAMA LUNGA Sulla portaerei americana Vinson, in missione di pace e di controllo al largo della Bosnia, il giovane tenente Chris Burnett confida ai colleghi di essere seriamente intenzionato a lasciare il servizio: troppa routine e troppo tempo passato senza far niente. Subito il comandante, ammiraglio Reigart, lo convoca e gli chiarisce che per il momento non si parla di congedo. Per tutta risposta, e proprio nel giorno di Natale, lo invia su un F18 in missione di ricognizione fotografica. Burnett parte di malavoglia, poi scatta alcune foto su zone proibite e subito entra in funzione la contraerea. Colpito dai missili, l'aereo cade, Burnett e il copilota Steakhouse si gettano con il paracadute. Mentre Burnett sale su una collina per attivare il contatto telefonico, arrivano soldati serbi. Sasha, killer designato, spara di spalle a Steakhouse, uccidendolo. Rimasto solo e scoperto, Burnett si dà alla fuga, inseguito da Sasha, che deve eliminarlo. Quando faticosamente raggiunge il punto di incontro stabilito e crede di essere in salvo, Burnett si sente dire che non può essere prelevato in quella zona: il rischio è di compromettere il delicato processo di pace avviato dall'ONU. Dovendo raggiungere una zona presidiata dagli Usa, Burnett comincia una fuga tra territori desolati e città fantasma rase al suolo. Passa tra sparatorie, bombe, attentati, e ad un certo punto scambia la propria divisa con quella di un serbo. Annunciato alla portaerei come morto, Burnett va avanti, fin quando decide di andare a recuperare le fotografie scattate alle fosse comuni, che avevano determinato la reazione serba. Giunto sul luogo, riattiva una radio e fa capire di essere ancora vivo. Reigart a questo punto decide di andare a prenderlo, anche contravvenendo agli ordini. Dopo una colluttazione, Burnett uccide il killer Sasha, prende le fotografie, e finalmente arriva l'elicottero a salvarlo. Tornati in patria, Reigart sarà sollevato dal comando e assegnato ad un ufficio a Washington, che lui però rifiuta per andare in pensione mentre Burnett rimarrà nei marines. "Patriottismo oltranzista, critica del pacifismo, onore, eroismo, sacrificio. Il film sembra un lungo spot a favore dell'arruolamento dei giovani americani: cosa tanto più scontata poiché realizzato in anticipo sull'11 settembre (...) Per un'ora e quaranta, Moore manipola senza ritegno lo spettatore con abili riprese montate a ritmo frenetico, senza lasciargli un attimo per riflettere su chi siano i buoni e chi i cattivissimi. Di eroi con sventolio di bandiere stelle-e-strisce come questo non se ne vedevano dai tempi di John Wayne e dei 'Berretti verdi'". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 8 dicembre 2001) "Ispirato al caso di Scott O'Grady, il 'plot' sta in tre righe. (...) ma ogni riferimento alla realtà viene saltato a piè pari dallo spottone patriottardo di Moore, che usa tutti gli espedienti delle vecchie serie B e del moderno cinema d'azione per semplificare, estremizzare, cartoonizzare la guerra nella ex-Jugoslavia, così maledettamente complicata, anzi 'incomprensibile'. Ma in tanta rozza propaganda ci sono almeno due sequenze davvero da antologia. La prima è l'abbattimento del caccia (...) La seconda, da non raccontare, è la scena che culmina con la scoperta delle fosse comuni. Anche questa, e non è certo un caso, ad alto coefficiente di tecnologia". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 gennaio 2002) "Muscolare mega spot della marina americana, con una sequenza aerea iniziale mozzafiato e un finale nazionalista involontariamente comico. In mezzo, il dramma della ricerca del commilitone disperso, ripreso da 'Rambo' (...) Il finale allinea l'intervento militare americano in Jugoslavia alle azioni fumettistiche di James Bond. Almeno una sequenza vale il biglietto: la fuga del jet supersonico inseguito dai missili, di parossistica e coinvolgente precisione. Si spara. Troppo". (Silvio Danese, 'Il Giorno' 11 gennaio 2002) "(...) L'aereo va fuori rotta, fotografa fosse comuni e movimenti di truppe serbe e viene abbattuto. Burnett sopravvive, ma è braccato dai soldati e da un cecchino-predatore. Da questo momento il film, tradotto in immagini il 'soggetto' annunciato dal titolo, si lancia, senza intreccio e con dialoghi risibili, in un rush effettato verso la salvezza che miscela la meccanica idiota dei videogame con una sorta di decathlon di guerra. Wilson non si scrolla di dosso quell'aria da comprimario, gli sceneggiatori praticano ogni codicillo dell'inverosimiglianza, il regista è al suo debutto, dopo aver impressionato i produttori con uno spot per un gioco della Sega". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 15 gennaio 2002) "Benché realizzato prima dell'attacco alle Torri di New York dell'11 settembre 2001, il film fa parte del nuovo cinema bellico che dovrebbe nutrire o contrastare il patriottismo americano. Ma le difficoltà sono molte: il vecchio kolossal guerresco non si può più fare, risulterebbe ormai autoironico e insopportabile; il nuovo stile, applicato a conflitti militari, non arriva oltre il videogioco nella sua carenza di principi, moralità, emozioni; la via di mezzo è inevitabilmente mediocre. In 'Behind Enemy Lines' si adotta il genere Stallone nella giungla o 'Salvate il soldato Ryan' (...). Come nei film di Stallone, il protagonista è insofferente dei compromessi necessari, vorrebbe combattere in modo aperto e diretto, disprezza le politiche di pace. Il regista debuttante John Moore gira in uno stile da videogioco veloce, frammentato, affannato, supercontemporaneo: eppure il film dà l´impressione di essere lungo, e nel suo patriottismo enfatico risulta antiquato, poco interessante". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 13 gennaio 2002) "'Behind Enemy Lines' vorrebbe essere un inno agli Usa come gendarmi del mondo: ne diviene, per assurdo, la parodia. Un decisivo contributo lo dà il regista, l'irlandese John Moore, scelto dai produttori per come aveva girato uno spot per la 'Sega' (in precedenza è stato operatore per Neil Jordan e Jim Sheridan, registi dai quali non ha imparato nulla in termini di finezza psicologica e analisi politica). Moore gira tutto come fosse un videogame: macchina da presa ballerina, effettacci visivi, sonoro perennemente roboante. Alla fine il film risulta tronfio, retorico, decerebrato, politicamente disgustoso. Ma anche istruttivo: con gente simile a dargli la caccia, il mullah Omar potrebbe essere fuggito anche in monopattino, altro che motocicletta". (Alberto Crespi, 'L'Unità', 11 gennaio 2002) "Che il regista venga dalla pubblicità è evidente. L'adrenalina del montaggio, dei continui e moltissimi stacchi, della guerra vista come un prodotto, ma anche una sensazione, da pubblicizzare a vista, e non in negativo, grazie a inquadrature da steadycam, filtri, jump cut, è il 'pregio' di un film che distilla retorica yankee manipolando l'emotività. Con fervente patriottismo e vezzi da video game, il film è molto manicheo ma corre veloce come il suo eroe, col ritmo da hip-hop: in fondo potrebbe diventare un ottimo spot per l'arruolamento. C'è sempre qualcuno che 'want you'. Sarà una stagione gonfia di guerre cinematografiche. La violenza continua a pagare, specie se associata ai soliti optional: l'onore, la patria e il sacrificio. Purtroppo nel dozzinale film di Moore anche i sentimenti sono video giochi, nonostante la passione anche fisica che ci mette Wilson. Il quale non fa che errori, gioca a pallone sul ponte della portaerei, si serve di serbi rockabilly in cambio di una Coca, fa esplodere un campo minato: è un miracolo che sia vivo. Lo stesso dicasi per il pubblico, anestetizzato alla fine di fronte a tutto, con una baraonda di emozione visiva che comunica solo un disagio semplicistico e puramente irrazionale, da thriller, rispetto alla guerra, alla ragione, alla politica". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 gennaio 2002)

Hollywood homicide
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Hollywood homicide [Videoregistrazione] / regia di Ron Shelton

: Medusa home entertainment, 2004

Abstract: Joe Gavilian e K.C. Calden, due detective della squadra omicidi, investigano su un gruppo rap prodotto da Sartain, proprietario di una nota etichetta musicale rap, sospettato dell'omicidio di alcuni artisti che in passato avevano cercato di sciogliere i contratti che li legavano con la casa discografica..... ""E' tornato Indiana Jones! Harrison Ford si riprende il posto che gli spetta, tra i divi che sanno recitare. 'Hollywood Homicide' è in apparenza una detective story, con tutto l'armamentario del genere, ma una ventata di follia percorre l'intera pellicola, rivitalizzando un genere fin troppo visitato. Un po' commedia, un po' crime story, tanto per disporre di un centro di gravità, il film non scopre del tutto le carte e si deve credere solo alla metà di ciò che si vede, ma la metà scelta, se è quella giusta, dispensa un divertimento non banale. (...) Amabile gigione, Ford esprime l'humour che ha soffocato per troppo tempo, risultando la carta vincente del film." (Adriano De Carlo, 'il Giornale Nuovo', 19 dicembre 2003) "L'idea di Ron Shelton, sceneggiatore e regista del film, era di realizzare un poliziesco con la consueta coppia di agenti, il maturo e il giovane, rispettivamente impersonati da un divo (Harrisond Ford) e da un emergente (Josh Hartnett): salvo a farne dei tipici personaggi da commedia che paiono finiti per sbaglio in un thriller. (...) Sceneggiato con finezza e perfettamente sostenuto da un attore molto bravo nella chiave dell'ironia e dell'understatement come Ford, il tormentone della doppia attività che sembra occupare i protagonisti più delle indagini in corso sarebbe divertente e riuscito, se non fosse che è annacquato, addirittura sommerso in un mare di clichès. Un teatrino che ben conosciamo di cattivi-cattivi, di rappresentanti della legge collusi con la criminalità, di prostitute infide; e soprattutto rimpinzato di quelle scene d'azione, di inseguimenti di auto con relative carambole che troppe volte abbiamo visto sullo schermo e mai più vorremmo vedere. " (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 22 dicembre 2003) "In una dialettica tanto appassionante, Shelton inserisce una quantità di sottotracce inutili, che restano incompiute e pregiudicano ulteriormente il senso di un oggetto cinematografico non abbastanza emozionante per un film d'azione, non abbastanza divertente per una commedia. Quando Ford sequestra la bicicletta a una ragazzina per inseguire i malvagi, cominci a pensare che sia davvero 'troppo vecchio per queste fesserie'. Negli Usa è stato un flop; a noi lo ammanniscono a Natale." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 27 dicembre 2003)