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Trovati 1162 documenti.
: 20th Century Fox home entertainment, 2003
Tokyo-Ga [Videoregistrazione] / regia di Wim Wenders
: Ripley's home video S.r.l., 2003
Abstract: Nel 1983, vent'anni dopo la morte del regista Yasujiro Ozu, Wenders si reca insieme al suo operatore Ed Lachman nella capitale del Giappone (il titolo significa "immagine di Tokyo") per cavarne un diario fatto con la cinepresa, invece che scritto, nella tradizione dei racconti di viaggio degli scrittori dell'Ottocento. È un documentario su Tokyo e sul grande regista giapponese che dal 1927 al 1962 ne raccontò la gente e la sua metamorfosi. Wenders lo rievoca anche attraverso le parole del suo direttore della fotografia Atsuta (che, dopo la morte del suo regista-padre, rifiutò di lavorare con altri) e di Ryu, suo attore in una ventina di film, mentre con il collega Herzog confronta il diverso rapporto con la visione che nutre il cinema dei due registi. Wenders, tra l'altro, ritrova a Tokyo quell'americanizzazione della cultura, del cinema e del paesaggio che già conosceva in Germania.
Dove sognano le formiche verdi [Videoregistrazione] / regia di Werner Herzog
: Ripley's home video S.r.l., 2003
Abstract: Nell'Australia del Nord una compagnia mineraria scava in cerca di giacimenti di uranio, ma un gruppo di aborigeni rivendica il diritto di conservare _ con la terra _ tradizioni, sentimenti, sogni. Western cosmogonico per ecologi, "verdi", difensori della natura pessimisti ma non rassegnati. Film sconsolato che contempla il fallimento della civiltà occidentale, ma con la speranza che si può ancora tentare di salvare qualcosa.
Non aprite quella porta [Videoregistrazione] = The Texas chainsaw massacre / regia di Marcus Nispel
: Eagle Pictures, 2003
Abstract: Dal Messico, per comprare un chilo di marijuana, di ritorno a Dallas, per il concerto degli Skynird. Sul furgone di Kemper la sua ragazza, i suoi due amici, una autostoppista incontrata per strada. Kemper per poco non investe una donna che cammina in mezzo alla carreggiata: è confusa, macchiata di sangue, la fanno salire a bordo, lei delira, è terrorizzata, tira fuori una pistola e si spara un colpo in bocca. Ha inizio il più terrificante incubo che il Texas ricordi, il "massacro della motosega", e a rinforzarne la memoria arriva questo rifacimento del classico horror omonimo, diretto da un giovanissimo Tobe Hooper nel 1974, a ridosso dell'accadimento della strage nella realtà. L'esordiente Nispel, proveniente dal mondo dei videoclip, se la cava con onore nel difficile confronto con l'originale, nonostante fosse una "sfida" perduta in partenza. Nel corso della stagione, infatti, l'horror è tornato di gran voga, purtroppo evidenziando i propri limiti anziché le potenzialità. La resurrezione di Faccia di Pelle non fa eccezione, condito con tutti gli stilemi del genere, peraltro ben dosati e di una certa efficacia, ma sostanzialmente privo di qualsiasi innovazione al genere. Un film che mette una sobria angoscia addosso e che induce a darsi un'occhiata attorno per un paio d'ore, ma che poi svanisce rapidamente. Niente a che vedere con il terrore allo stato puro che circa 30 anni fa incuteva la campagna americana protagonista di film come Le colline hanno gli occhi di Craven o lo stesso Texas Chainsaw Massacre. Restiamo in attesa di nuovi incubi, non disdegnando che ci vengano ricordati i vecchi.
Tom, Dick and Harry [Videoregistrazione] / regia di Garson Kanin
: General Video recording, 2003
Mio cognato [Videoregistrazione] / regia di Alessandro Piva
: 01 Distribution, 2003
Abstract: Quando a Vito, impiegato tranquillo e pignolo, viene rubata la macchina al battesimo del figlio della sorella, tocca al suo poco amato cognato Toni passare la notte a cercarla con lui nei vicoli della Bari vecchia. Toni, infatti, è piuttosto disinvolto e oltre agli amici borghesi ha strane frequentazioni nel sottobosco più malfamato della città. Alla fine della nottata i due cognati avranno imparato a loro spese a conoscersi meglio ma anche a rispettarsi. "Continua la nouvelle vague del cinema barese. Dopo il miracoloso 'Miracolo' ecco l'opera seconda di Alessandro Piva, regista della 'Capagira' e ora di 'Mio cognato', un'acida commedia notturna, violentemente radicata nel territorio e nel dialetto che, per la struttura a due caratteri contrapposti, ricorda 'Il sorpasso', anche se l'autore cita 'Ladri di biciclette'. (...) Piva ha un'estrema facilità narrativa e si immette, con un road movie decapottabile, nel solco della commedia all'italiana, dove la città-società con le sue ferite aperte nell'amoralità con plusvalore è importante. Soprattutto ai fini della caratterizzazione psicologica di due classici prototipi che Sergio Rubini, quasi barese, e Luigi Lo Cascio, siciliano, sposano con magistrale vitalità, simpatia, sintonia, tanto da formare una strana, inedita, vincente coppia in cui è utile riconoscersi. Costellato di un mosaico di impressioni e sensazioni, il racconto frena e poi vira verso un finale tragico forse evitabile, ma in cui Piva dimostra che sorride ma non scherza: il pericolo c' è". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 4 ottobre 2003) "Il regista dell'opera seconda Alessandro Piva non lo può proprio smentire che 'Mio cognato' è un 'Sorpasso' quarant'anni dopo (41 per la precisione). Ed è forse il miglior tentativo che sia stato mai fatto di far rivivere il capolavoro di Dino Risi. Con un gran vantaggio sull'originale. Se per un verso manca Gassman, Rubini è al suo top e si prodiga per sostituirlo più che degnamente nella parte dell'assicuratore". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 4 ottobre 2003) "'Mio cognato', seconda prova del pugliese Piva dopo la sorprendente 'Lacapagira', riparte addirittura dal 'Sorpasso' di Dino Risi. (...) Puntuale la rappresentazione degli sfondi, veri e propri laghi inaciditi dal finto benessere. Meno efficace il rapporto scostante dei protagonisti, che paiono subire più che le indecisioni di Piva, la sua curiosa non voglia di affondare il coltello nella piaga. forse una vena dichiaratamente grottesca avrebbe giovato maggiormente. Bravi Lo Cascio (di più) e Rubini." (Aldo Fittante, 'Film Tv', 7 ottobre 2003) "Con 'Mio cognato', in dialetto pugliese come la sua opera prima 'La capagira', Alessandro Piva firma un notevole secondo film su cui è riuscito a incidere una salda cifra autoriale, nonostante il budget ben più consistente rispetto alle poche centinaia di milioni del precedente. (...) Piva, in un ben calibrato alternarsi di neri e tinte forti, sa conferire un'allarmata irrealtà al suo affresco di sottobosco barese. In questo paesaggio stralunato, abitato da guaglioni di malavita impersonati in chiave grottesca da locali (attori e no), spicca soprattutto la singolare coppia Rubini/Lo Cascio, che funziona a meraviglia e rappresenta un indiscutibile punto di forza del film." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 5 ottobre 2003) "Seconda prova di Piva, cineasta quarantenne della scuola pugliese. Tre anni fa 'Lacapagira', peripatetica avventura nei bassifondi del porto con camera a mano e nichilismo barese nel cuore, lasciò il segno tra gli esordienti. (...) Inscritto in una giornata e una notte, trascorse in giro con la Saab cabriolet del professore a cercare l'auto rubata del cognatino, un po' telefonato come si trattasse di 'Il sorpasso' dello Ionio, qualche volta a rischio di tipizzazioni regionalistiche, è una commedia che cerca di sfruttare al massimo la povertà del soggetto, riuscendo a lasciare lo scorcio di un'Italia chiusa in se stessa, in un regime di piccoli poteri localistici e delinquenziali. Vale una visita." (Silvio Danese, 'Il Giorno', 4 ottobre 2003) Note - NICOLA CIPRIANI HA COLLABORATO ALLE MUSICHE. - PRESENTATO AL 56MO FESTIVAL DI LAOCARNO (2003).
13: La scienza : dal XX al XXI secolo
Copyr. 2003
Fa parte di: Storia dell'umanità
Abstract: I documentari di questo DVD presentano gli sforzi della comunita' scientificanel campo della clonazione e l'accordo mondiale per la costruzione dellaStazione Spaziale Internazionale (ISS).
TERAPIA d'urto [Videoregistrazione / regia di Peter Segal
: Revolution studios, 2003
Speak up video ; 228
Abstract: Dave Buznik è un bravo ragazzo, abitualmente mite e pacato. La sua unica colpa è quella di aver perso la pazienza durante un volo aereo. Condannato dal giudice per tentata aggressione, Dave è costretto a sottoporsi ad una terapia comportamentale per un migliore autocontrollo. Purtroppo a sorvegliare i suoi prgressi viene chiamato Buddy Rydell (Jack Nicholson), un terapeuta dai metodi alquanto bizzarri e decisamente inadatto al compito... Da quando Woody Allen ha dato l'esempio, Hollywood si è resa conto delle potenzialità comiche del rapporto psicanalista - paziente. L'ennesima variazione sul tema non è purtroppo tra le più riuscite. Non basta mettere insieme due mostri sacri (almeno per il mercato USA) per ottenere un buon risultato. Specialmente se ai due viene data briglia sciolta per nascondere le carenze di uno script anonimo. Tra continui (e a volte insopportabili)gigioneggiamenti e situazioni per lo più risapute, Terapia d'urto è il classico esempio - ahimè sempre più frequente - di commedia brillante che perde lo smalto appena dopo l'inizio: e 106 minuti diventano lunghi. Cameo per John McEnroe, John Turturro, Woody Harrelson e per l'ex sindaco di NY Rudolph Giuliani.
Prepotenti / con Oreste Castagna
RAI ERI, copyr. 2003
Abstract: Storie tratte dalla Melevisione ambientate nel Fantabosco che hanno come protagonista la Strega Salamandra e altri prepotenti
Mai morti : monologo drammatico / interpretato da Bebo Storti
Mondadori, [2003]
Abstract: Monologo teatrale registrato al Teatro dell'Elfo di Milano nel marzo del 2002.
La GUERRA lampo dei fratelli Marx [Videoregistrazione = Duck Soup / regia di Leo McCarey
: Universal Studios, 2003, 1933
Abstract: Nella piccola nazione di Freedonia Rufus T. Firefly (Groucho) assume i poteri di un dittatore, ma deve fare i conti con due spie nemiche (Chico e Harpo), un tenore (Zeppo) e un astuto "cattivo" (Calhern). Considerato da molti, ma dopo gli anni '60, il capolavoro dei fratelli Marx. È il loro unico film diretto da un regista di talento, e fa storia a sé per la miscela tra satira e operetta europea. 70 minuti di buffoneria non stop senza interventi musicali né romantici. Fu un fiasco quando uscì.
SCACCO al re nero [Videoregistrazione = Sugar hill / regia di Leon Ichaso
: Cecchi Gori home video, 2003, 1995
Abstract: Roemello è stufo di Harlem, della violenza e della droga. Vorrebbe andarsene con l'amata Melissa ma uscire dall'ambiente è più difficile di quanto creda.
Pappagone / Peppino De Filippo
Mondadori, [2003]
Abstract: Sketch televisivi con protagonista il personaggio di Pappagone, tratti dallatrasmissione Scala reale, degli anni 1966-1967.
DOLLS [Videoregistrazione / regia di Takeshi Kitano
: Cecchi Gori home video, 2003, 2002
Abstract: Iska, Vendula e Karolína sono tre amiche diciottenni che decidono di fare un viaggio on-the-road per passare l'ultima estate spensierata prima di affrontare il mondo del lavoro. Per ognuna di loro la vacanza si rivelerà molto ricca di esperienze pratiche e sentimentali.
VIRIDIANA [Videoregistrazione / regia di Luis Bunuel
: Multimedia San Paolo, 2003, 1961
Abstract: Don Jaime riceve nella sua fattoria la visita della nipote Viridiana, che prima di pronunciare i voti, è venuta a salutarlo. Colpito dalla straordinaria rassomiglianza della ragazza con la defunta moglie, Don Jaime se ne innamora e vorrebbe sposarla. La ragazza si rifiuta, ma quando sta per partire apprende che lo zio si è impiccato: sentendosi in qualche modo responsabile, resta ala fattoria e comincia a dedicarsi ad opere di carità, ospitando dei mendicanti. Ma anche Jorge, figlio naturale di Don Jaime, si stabilisce nella fattoria e fra i due nascono presto dei contrasti a causa dei mendicanti. Questi, un giorno in cui i due giovani sono assenti dalla casa, organizzano un banchetto che non tarda a trasformarsi in una vera orgia. Sorpresi sul fatto provocano una rissa, con un tentativo di violenza che solo un omicidio riesce a scongiurare. Dopo questo fatto Viridiana tenta inutilmente di riprendere la vita di preghiera. Infine accetterà di rimanere vicino a Jorge, il quale ha una relazione con la donna di servizio. Fra i tre s'intuisce lo stabilirsi di un rapporto ambiguo. "La potenza figurativa delle immagini, non di rado pittoricamente elaborate, l'efficacia polemica di un montaggio a scacchi usato con precisi intenti espressivi e la suggestione di alcune pagine, non valgono a riscattare l'opera stilisticamente discontinua, ambigua e barocca, né a giustificare la paradossalità delle situazioni e la portata patologica dei personaggi piegati indistintamente al furore polemico dell'autore. Infatti Buñuel cerca invano di conferire plausibilità all'ibrida mescolanza degli elementi di cui si serve, affidando a contorti simboli il demoniaco misticismo che pervade l'opera". (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 53, 1963.) Note - PALMA D'ORO AL FESTIVAL DI CANNES 1961, EX AEQUO CON "L'INVERNO TI FARA' TORNARE" DI HENRI COLPI.
FATHERLAND [Videoregistrazione / regia di Ken Loach
: Elleu multimedia, 2003, 1986
Abstract: Nel 1985 il cantautore d'opposizione Klaus Drittemann fugge dalla Germania Est e si rifugia all'Ovest come aveva fatto anni prima il padre Jaccob, anch'egli musicista dissidente. A Berlino Ovest, Klaus è accolto da una emissaria della casa discografica Taube Records, che gli propone un contratto. Klaus chiede aiuto per rintracciare il padre, scomparso nel nulla quindici anni prima. Note - PREMIO UNICEF ALLA 43. MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (1986).
Il GRANDE Lebowski [Videoregistrazione / regia di Joel Coen
: Cecchi Gori home video, 2003, 1998
Abstract: Riassumere questo film nichilista ambientato a Los Angeles nel 1991 che rotola, ruzzola, rimbalza come una palla da bowling è difficile quasi quanto Il grande sonno di Chandler-Hawks. Imperniato su un errore di identità e un sequestro di persona, ha per protagonista il barbuto in calzoncini corti Jeff Lebowski detto il Drugo (pessima traduzione dell'originale Dude), vecchio ragazzo degli anni '70, uno degli estensori del Manifesto (1962) di Port Huron, fedele alle amicizie e alle proprie idee, disincantato osservatore della putredine del mondo, ma deciso a fare la cosa giusta. Manca un filo forte a legare questa storia contorta, ma c'è un'assortita galleria di personaggi, attori bravissimi, talvolta irresistibili, ricchezza di invenzioni, una ghiotta sequenza onirica, intelligenti e divertenti dimostrazioni di cinema concettuale: "è come una grande stanza mirabolante di quel museo-galleria degli sfigati e bizzarri del mondo in cui viviamo e che abbiamo voluto come è" (G. Fofi).
La SIGNORA in rosso [Videoregistrazione / regia di Gene Wilder
: DVD Storm, 2003, 1984
Abstract: Il quieto tran-tran coniugale di un impiegato è sconvolto dall'apparizione di una bellissima giovane sconosciuta, inducendolo a inseguimenti rischiosi e a equivoci in serie. L'adulterio non sarà consumato. Rifacimento della commedia francese Certi piccolissimi peccati (1976) di Yves Robert, il film è esplicitamente farsesco, ma come qualità corrisponde a un frizzantino più che a uno champagne. Belle canzoni di Stevie Wonder, che prese l'Oscar per "I Just Called to Say I Love You".
La NOTTE [Videoregistrazione / regia di Michelangelo Antonioni
: RHV, 2003, 1961
Abstract: Settimo lungometraggio diretto da Antonioni, Orso d'oro al Festival di Berlino, Nastro d'Argento e David di Donatello per la regia del miglior film. È il capitolo centrale della cosiddetta trilogia esistenziale o dell'incomunicabilità, dopo "L'avventura" e prima de "L'eclisse". È considerato un film fortemente innovativo nei contenuti e nel linguaggio filmico ed è fra i più significativi del cinema italiano degli anni Sessanta. In esso Giovanni Pontano, scrittore milanese di successo, attraversa un periodo di crisi matrimoniale: ogni possibilità di dialogo con la moglie sembra perduta. I due, scossi dalla visita a un amico morente e dopo un party letterario per la presentazione dell'ultimo libro di Giovanni, vagano per la città completamente svuotati. La sera, si ritrovano a una festa nella sontuosa villa di campagna di un grande industriale e si buttano entrambi in avventure sentimentali, da cui escono ancora più delusi di prima. All'alba riescono finalmente a parlarsi apertamente e intravedono, forse, una possibilità di salvezza e di maturazione per il loro rapporto. Nessuno dei personaggi riesce a instaurare rapporti sinceri e costruttivi con l'ambiente che lo circonda, né l'intellettuale Pontano, né la moglie di questi, né la giovane figlia dell'industriale, interpretata da una bravissima Vitti: solo la morte dell'amico sembra scalfire la passività dei due protagonisti. Eccellente sceneggiatura di Antonioni, Flaiano e Guerra e splendida fotografia di Gianni Di Venanzo. Critica: "Antonioni nel cinema è unico: il suo linguaggio si avvicina più a quello di uno scrittore che a quello di un regista. (...) Rifugge dalla logica dei fatti curandosi soltanto degli stati d'animo e delle atmosfere da rendere. (...) Il risultato è un racconto con punte espressive bellissime e tuttavia pieno di vuoti e di silenzi inesplicabili." (Ercole Patti, "Tempo", 11 febbraio 1961)
JOHAN Padan a la descoverta de le Americhe [Videoregistrazione / Dario Fo ; a cura di Franca Rame
: Einaudi, 2003
Einaudi tascabili. Stile libero ; 1157
Abstract: Agli inizi del '500, Johan Padan - giovane bergamasco delle Alpi occidentali, furbo, intelligente ma anche ladro e bugiardo - fugge da un campo di addestramento dei Lanzichenecchi. Dopo una serie di disavventure e di incontri magici e fortunosi a Siviglia, Johan, che è un esperto nell'arte di sopravvivere, si imbarca su una nave alla volta delle Americhe. Al suo arrivo in Florida, conquistata la fiducia degli indigeni, li spinge alla rivolta contro gli spagnoli e impara da loro ad essere a sua volta un uomo libero. "Un film d'animazione molto vivace, educativo, intelligente, divertente, con Fiorello come doppiatore del protagonista, con qualche canzone da show televisivo, un poco grossolano nel disegno degli umani ma raffinato nel disegno dei paesaggi: 'Johan Padan a la descoverta de le Americhe', che Guido Cingoli ha liberamente tratto dall'opera teatrale di Dario Fo, è molto riuscito". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 4 ottobre 2002) "Avvincente la prima parte, più posata e prevedibile la seconda. Un passo in più nel cinema d'animazione italiano. Per tutti.". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 4 ottobre 2002) "Il film non convince del tutto, troppo oscillante fra il tentativo di affrancarsi dall'agiografia storica sulla scoperta dell'America e una lettura ottocentesca 'dell'altro', visto come il 'buon selvaggio' di Rousseau. L'animazione è di buon livello, specialmente nella prima parte e in alcuni intermezzi in cui si tenta una interessante sperimentazione". (Fabrizio Liberti, 'Film Tv', 8 ottobre 2002) Note FILM DI INTERESSE CULTURALE NAZIONALE, CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI. AIUTO REGISTI: GREGORY PANACCIONE, PAOLO GRIMALDI, MATTEO PINCELLI, DARKO DEBELIC. PRESENTATO ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2002) COME EVENTO SPECIALE. IL PERSONAGGIO DI "JOHAN PADAN" HA LA VOCE DI FIORELLO.