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Trovati 584 documenti.
MOMO alla conquista del tempo [Videoregistrazione / regia di Enzo D'Alo'
: Cecchi Gori Home Video, 2001, 2001
Abstract: TRAMA CORTA Momo è una bambina di circa nove anni molto speciale: se guarda qualcuno dritto negli occhi, questi è obbligato a dire la verità. Con l'aiuto di Cassiopea, una tartaruga veggente di 180 anni, e del maestro Hora, Momo riuscirà a sventare i loschi piani degli 'Uomoni Grigi', che con la scusa di vendere enciclopedie e polizze assicurative corrompono gli uomini e fumano il loro tempo. TRAMA LUNGA Da chissà dove arriva in un paesino Momo, una bambina che, col suo candore e la sua curiosità, conquista i ragazzini del luogo e gioca con loro in un anfiteatro abbandonato. I Signori Grigi, uniti in società, convincono gli adulti a risparmiare tempo, sottraendolo ai loro affetti, agli hobby, al sonno, e lavorando più alacremente. Promettono loro di maturare interessi sul tempo risparmiato custodendolo in una banca speciale. In realtà usano le foglie essiccate di ogni Orafiore in dotazione agli uomini allo scopo di farne sigari che fumano in continuazione per poter esistere; qualora ne rimangano senza, si dissolvono. Nel tentativo di dare a Momo una bambola parlante e superaccessoriata (dice in continuazione: "Voglio più cose"), al posto di quella di pezza che tanto ama, un Signore Grigio si lascia intenerire dalla bambina, che gli chiede se nessuno gli abbia mai voluto bene. L'uomo diventa color carne e rivela il piano del gruppo a cui appartiene. Quando Momo decide di salvare il mondo in pericolo insieme agli altri bambini, il Presidente dei Signori Grigi la isola rubando il tempo a tutti i suoi amici e ordina di darle la caccia per eliminarla. Seguendo Cassiopea, una tartaruga magica, Momo arriva al Palazzo del Tempo, dove è accolta da Mastro Hora, il cui compito è di assegnare il tempo ad ogni uomo, e per questo non può mai addormentarsi. L'unico piano possibile per sconfiggere i temibili Signori Grigi necessita del coraggio di Momo. Mastro Hora si addormenta, il tempo si ferma e i Signori Grigi, cominciando a dissolversi, corrono verso il deposito di sigari. Momo arriva in tempo per bloccarne l'ingresso e liberare così tutti i petali delle Orafiore, che tornano ai legittimi proprietari. "Se la metafora trasparente persegue una lodevole intenzione educativa, lo spettacolo è piavevolissimo. Le sei canzoni composte e cantate da Gianna Nannini per gli intermezzi musicali sono bellissime: è divertente il doppiaggio di Giancarlo Giannini, Diego Abatantuono, Sergio Rubini. E per tutto il film circola un'aria di poesia che ti manda a casa leggermente trasognato". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 22 dicembre 2001) "Una bambina il lotta contro i ladri del tempo: è 'Momo alla conquista del Tempo' di Enzo D'Alò, bellissimo cartoon dal best-seller di Michael Ende, che in quasi trenta anni non ha perso attualità, anzi (...) Una parabola anticonsumista piena di idee, leggera come una fiaba. E sorretta da un gusto sicuro, che permette di visualizzare con grazia anche i concetti più astratti. Semplice e sofisticato, coloratissimo e trascinante. Se anziché Grigi i cattivi fossero Azzurri, il messaggio non sarebbe più chiaro". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 21 dicembre 2001) "Tratto dal libro del 1972 dello scrittore tedesco Micahel Ende, l'autore de 'La storia infinita', il film d'animazione più aggraziato, significativo e toccante della stagione ha come protagonista la bambina Momo". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 21 dicembre 2001) "Il cartoon più bello di Natale. Ed è italiano, scritto e diretto dall'autore di 'La gabbianella e il gatto', ma viene dal romanzo per ragazzi di Michael Ende, da cui è stato già tratto un film mediocre di nazionalità tedesca. (...) A determinare l'armonia non è soltanto il fiabesco tocco registico nel passo del film o il disegno fumettistico, per una volta ancora equilibrio di invenzione e tradizione. Le canzoni di Gianna Nannini (bellissime), la sua voce disequilibrata e lirica, oramai magistrale, sono in risonanza con l'ampiezza della crisi sociale e metafisica suggerita dai temi del film. Per tutti". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 21 dicembre 2001) "D´Alò è il regista che con i successi di 'La freccia azzurra' e 'La gabbianella e il gatto' ha creato nuove premesse al cinema di animazione nel nostro paese. Sceneggiato al solito in collaborazione con Umberto Marino, 'Momo' ci sembra il suo risultato più felice. Ben musicata da Gianna Nannini, la favola è narrata con limpidezza, mentre le pittoriche scenografie del francese Michel Fuzellier, che citano da Magritte a Escher agli Espressionisti tedeschi (la plumbea Metropolis degli uomini grigi), si amalgamano con il morbido disegno del milanese Walter Cavazzuti, creatore dei personaggi. I quali, all'americana, sono doppiati da fior di attori che vanno da Giancarlo Giannini a Diego Abatantuono, a Sergio Rubini". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 18 dicembre 2001) Note DOPPIATO DA GIANCARLO GIANNINI, DIEGO ABATANTUONO, SERGIO RUBINI. CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2002 PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA.
BALTO 2 [Videoregistrazione : il mistero del lupo
: Universal, 2001
BW2 [Videoregistrazione = Blair Witch 2 : Il libro segreto delle streghe / regia di Joe Berlinger
: Filmauro home video, 2001, 2000
I FIUMI di porpora [Videoregistrazione / regia di Mathieu Kassowitz
: Filmauro home video, 2001, 2000
Abstract: Due crimini atroci a chilometri di distanza, due casi in apparenza senza legami. A Grenoble un cadavere viene trovato orribilmente mutilato. Nello stesso tempo, nella campagna di Lot viene profanata la tomba di una ragazzina morta in un drammatico incidente nel 1982.. Esiste un legame fra i due avvenimenti? I due poliziotti incaricati del caso accettano, all'inizio con diffidenza, di lavorare insieme in un'indagine via via sempre più inquietante e ricca di pericoli. TRAMA LUNGA Sulle montagne sopra Guernon, paesino dell'Alta Savoia, viene trovato il cadavere di un uomo ucciso in modo violento, tra atroci torture. Accorso sul posto, il commissario Niemans appura che si tratta di Remy, il bibliotecario della locale università, una istituzione di antiche tradizioni molto radicata sul territorio ed anche collegata al vicino ospedale. Nello stesso momento in una località non molto distante la tomba di una bambina morta dieci anni prima viene trovata profanata. Max, della polizia, comincia ad indagare sul caso. Attraverso successivi interrogatori, Nieman e Max si trovano un giorno nello stesso luogo a cercare la stessa persona: i due fatti sono dunque collegati. Dopo un ulteriore omicidio, le indagini cominciano a restringersi intorno all'università. Niemans decide di tornare dal rettore, che però viene trovato morto crocefisso. Il figlio aveva preparato una tesi sull'eugenetica. Viene così alla luce la realtà della situazione locale, dove i responsabili dell'università, per avere elementi migliori, operavano scambi di neonati tra i loro e quelli dei figli dei contadini. E la bambina morta non era sola ma la prima di due gemelle. Dopo scontri ad alto rischio sulle montagne innevate, il turpe traffico viene infine interrotto. "E' un bel thriller 'I fiumi di porpora', un thriller che fa paura. E non soltanto per le situazioni macabre e truculente, ma per il susseguirsi serrato degli eventi, ciascuno dei quali aumenta la voglia di conoscere quello successivo (...) per la regia di Kassovitz, efficace e potente. Altrove troppo compreso nel proprio ruolo di autore con qualcosa da dire qui il giovane Mathieu si mette al servizio del genere, deciso a rispettarne le regole piuttosto che a rivisitarle; come a dimostrare quel che è capace di fare nel cinema di puro intrattenimento. (...) Kassovitz dispone di un ottimo senso dello spazio e lo mette a profitto per rendere più appassionante l'intrigo. L'unico problema è l'intreccio assai complicato, che nell'ultima parte moltiplica le spiegazioni e le ellissi narrative imprimendo un'accelerazione eccessiva al film; senza, peraltro, che tutto risulti chiaro a chi non ha letto il romanzo". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 ottobre 2000) "Il protagonista Vincent Cassel, marito di Monica Bellocci, è pure la metà di una coppia di poliziotti impegnata in indagini affannose e frustranti (...). Il film è tratto dal romanzo di Jean-Christophe Grangé, gli avvenimenti sono spinti oltre il verosimile e al di là dell'eccesso: è abituale per il giovane regista francese di 'Assassins', Mathieu Kassovitz, che per la prima volta realizza un film da un soggetto non suo; se la storia è meno ardita e personale lo stile resta il più duro e contemporaneo". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 10 novembre 2000) "Come qualcuno ha notato, 'I fiumi di porpora' ha qualche somiglianza con 'Seven', di David Fincher. Pur essendo l'ambientazione differente anche la pellicola francese è immersa in un'atmosfera plumbea e inquietante: e si respira un'aria quasi metafisica nella scoperta di una società non meno colpevole dei mostri che partorisce. Su questo piano, ben coadiuvato dall'ottimo direttore di fotografia Thierry Arbogast, Kassovitz si dimostra all'altezza". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 29 ottobre 2000)
HO solo fatto a pezzi mia moglie [Videoregistrazione / regia di Alfonso Arau
: Filmauro home video, 2001, 1999
Abstract: Woody uccide la moglie fedifraga, la taglia a pezzi e nel trasporto verso il Messico ne perde una mano. Una vecchietta ci inciampa e riacquista la vista. Tutti gridano al miracolo. Ne nasce un caso, poi un evento, poi un miracolo. Coinvolti popolo e chiesa. Un discreto "scherzo" di un autore che ha già mostrato creatività ( Come l'acqua per il cioccolato e Il profumo del mosto selvatico). Certo, non siamo abituati a vedere Allen non diretto da se stesso.
La REGINA d'Africa [Videoregistrazione / un film di John Huston
: Eagles Pictures, 2001, 1951
Abstract: Con l'aiuto di un marinaio cinquantenne e alcolista, una ruvida missionaria inglese quarantenne scende su un battello lungo un fiume africano per arrivare ad affondare una nave da guerra tedesca. E' un film ambientato in Africa in cui l'Africa è assente. E' un film d'avventura in cui si critica il cinema d'avventura, dove la fanno da padrone i duetti dei due mostri sacri. Nomination per entrambi, Oscar solo a Bogart. Note - OSCAR PER MIGLIOR ATTORE (HUMPHREY BOGART) (1951).
ASTERIX & Cleopatra [Videoregistrazione / regia di Rene' Goscinny e Albert Uderzo
: Eagle pictures, 2001
SMALL soldiers [Videoregistrazione / regia di Joe Dante
: Columbia Tristar, 2001, 1998
Abstract: Nella cittadina di Winslow Corners, nell'Ohio, gli inconsapevoli abitanti si trovano alleati dei Gorgoniti, pupazzi giocattolo avversari dei Commando Elite, anche loro giocattoli. Di aspetto terribile e animo nobile, i Gorgoniti cercano un rifugio in attesa di ritrovare la loro terra, l'isola di Gorgon. Ma i commando non accettano armistizi né negoziati e non fanno prigionieri. TRAMA LUNGA I Commando Elite, un gruppo di soldati giocattolo, hanno come acerrimi nemici i Gorgoniti. Senza saperlo, gli abitanti di Winslow Corners, cittadina dell'Ohio, si ritrovano ad essere alleati dei Commando. I Gorgoniti, da parte loro, desiderano solo nascondersi il tempo necessario per ritrovare la loro patria, l'isola di Gorgon. Nel Commando Elite, che non accetta compromessi né fa prigionieri, ci sono l'ufficiale Chip Hazard, il granatiere Butch Meathook, l'esperto di operazioni mimetiche Kip Killagin, l'artigliere Brick Bazooka, l'addetto alle comunicazioni Link Static e l'esperto di esplosivi Nick Nitro. Tra i Gorgoniti ci sono il leader Archer, il mutante Freakenstein, il tiratore di fionda Scratch-It, l'esperto manipolatore di catene Insaniac e altri. A scatenare la guerra nel cortile di casa è il 15enne Alan, appassionato di soldatini e portato d'istinto a schierarsi con i Gorgonauti. Dopo un po', Alan riesce a coinvolgere nell'azione anche Christy, figlia dei vicini di casa, che finisce per diventare un'eroina.Dopo aspri combattimenti, i Commando assaltano la casa di Alan. Ma il ragazzo li fa entrare nel fascio della corrente elettrica, e tutti si rompono. Ora la barca con i Gorgonauti può partite alla ricerca di Gorgon. "Faziosissimo e noioso fumetto fantascientifico di Joe Dante già allievo prediletto di Spielberg, che sotto la vernice finto ingenua lancia l'allarme antimilitarista, travestendo i cattivi, per chiarire meglio l'allegoria pacifista, con un'uniforme americana. Unica controindicazione: il film lo guarderanno soprattutto i bambini, impermeabili per loro fortuna, sia alle ideologie sia alle metafore". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 1 novembre 2001)
X-MEN [Videoregistrazione / regia di Bryan Singer
: 20th Century Fox home entertainment, 2001, 2000
Abstract: Ciclope, Jean Grey e Tempesta sono i figli dell'atomo, il prossimo anello nella catena evolutiva. Ognuno di loro - nato da una mutazione genetica - ha un potere particolare: gli occhi di Ciclope emettono un raggio di energia che può scavare un buco nelle montagne. La forza di Jean è sia telecinetica che telepatica. Tempesta può manipolare ogni forma di condizione metereologica. Nonostante gli X-men siano avversati da quanti non accettano la loro diversità, essi, guidati dal professor Charles Xavier, hanno imparato ad utilizzare i loro poteri per il bene dell'umanità. La loro prossima battaglia è contro Magneto, un vecchio amico e collega del professore convinto che esseri umani e mutanti non possano convivere e che i mutanti siano gli eredi del futuro del mondo. TRAMA LUNGA Per l'umanità il momento è delicato. I mutanti, esseri il cui DNA è corredato da un gene X che garantisce loro poteri sovrumani, sono in procinto di sopravanzare l'uomo. Il senatore Kelly, preoccupato, cerca di far approvare dal congresso degli Stati Uniti una legge che permetta la schedatura di tutti gli esseri sui quali sia stato riscontrato un gene mutante. L'iniziativa scatena violente reazioni sul fronte dei mutanti, che si dividono in due fazioni. Da un lato la Fratellanza dei mutanti malvagi, con a capo Magneto, che non ha intenzione di farsi schedare come bestiame ed è pronta a combattere la guerra contro l'umanità. Dall'altra c'è il gruppo guidato dal genetista professor Xavier, paraplegico, che si sforza di cercare una via di convivenza con gli umani. In attesa di questa soluzione però i suoi uomini vivono come terroristi. Ciclope, Tempesta, Jean Grey si dedicano con molti rischi alla loro missione, e con loro ci sono altri due appena arrivati: l'adolescente Rogue, e Wolverine, essere dall'indole bestiale capace di guarire subito da qualsiasi ferita e dotato di micidiali artigli nelle mani. La lotta tra i due gruppi e contro il senatore Kelly prosegue senza esclusione di colpi. Il senatore cade prigioniero dei mutanti, e Magneto poi rapisce Rogue. Per liberarla si scatena una battaglia spaziale di grandi proporzioni. Poi Wolverine affronta Magneto, e Rogue è salva. Ora Magneto e Xavier sono di fronte e giocano a scacchi. Magneto vorrebbe la guerra. Xavier lo conduce alla calma, e lo congeda con parole di pace e di amicizia. "Spettacolone che scorre implacabile con tutte le mutazioni a vista. Un po' dejà-vu, ma l'attacco del film è memorabile. Dall'autore de 'I soliti sospetti' ci saremmo aspettati una maggiore ambiguità. (...) In America sale zeppe e applausi alla fine. Comunque fastoso". (Piera Detassis, 'Panorama', 24 agosto 2000) "Di tutto e di più, compresa la voglia del regista Bryan Singer di confezionare il regalo con un purtroppo attuale allarme verso il razzismo: ma i piani non s'incontrano. Il filmone arriva plumbeo nel cielo dark per proteggere diversi di ogni tipo (?) Ma sotto il fascino visivo resta ben poco, la noia tecnologica non fa miracoli, le battute sono impronunciabili anche dalle new entry del cast come l'australiano Hugh Jackman e l'ex bambina di 'Lezioni di piano' Anna Paquin in ruolo da Zelig". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 28 ottobre 2000) "Il film di Singer non manca di appeal visivo; le coreografie d'azione di Corey Yuen sono sorprendenti. Malgrado lo sforzo di sintesi, invece, la sceneggiatura è un po' ripetitiva. Quasi impossibile approfondire i caratteri di così numerosi personaggi, tanto più quando si deve lasciare spazio a oltre quattrocento inquadrature con effetti speciali". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 31 ottobre 2000) "Infinite allusioni ai razzismi contemporanei, alla necessità di armonia multietnica, alla violenza razzista e alle ritorsioni terroriste, in una vicenda di mutanti (...) Piuttosto divertente: ed è persino commovente ritrovare il nostro vecchio amico Patrick Stewart di 'Star Trek' ". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 17 novembre 2000) Note - PRODUTTORE ESECUTIVO: STAN LEE.
Il MIGLIORE [Videoregistrazione / regia di Barry Levinson
: Columbia Tristar home video, 2001, 1984
Abstract: Giovane di provincia si scopre un talento naturale per il baseball, ma un drammatico incidente lo toglie dalla circolazione. Sedici anni dopo ritenta la scalata. Sceneggiato da Robert Towne e Phil Dusenberry dall'allegorico romanzo omonimo (1952) di Bernard Malamud. Strana mistura di stereotipi hollywoodiani e di passaggi narrativi che non lo sono, a dispetto del titolo originale, le sue componenti eroiche e mitiche dispensano gli interpreti del naturalismo. Altre qualità: attori tutti elogiabili, specialmente nei ruoli minori; la fotografia di Caleb Deschanel; le musiche di Randy Newman. Abuso del ralenti nelle sequenze di baseball e qualche preziosismo allegorico di troppo. Rivela la qualità, ma anche i limiti di Levinson.AUTORE LETTERARIO: Bernard Malamud
BENNY & Joon [Videoregistrazione / regia di Jeremiah Chechik
: MGM Home Entertainment, 2001
Abstract: Alcune persone colorano i disegni, facendo attenzione a non sbavare col colore fuori dei bordi. Altre, invece, escono leggermente dai bordi. Poi c'è Sam che non vede nemmeno i bordi. Joon Pearl è una ragazza giovane e carina che ha un grande senso artistico, è intelligente... e squilibrata. Joon vive con il fratello Benny che, nel suo desiderio di proteggerla dal mondo esterno, potrebbe perderla per sempre. Nella vita di Benny e Joon fa capolino Sam. Il quale, eccentrico e divertente, nutre una vera passione per i film, sia classici che non, e possiede un'abilità prodigiosa nel ricreare la magia dei suoi idoli Buster Keaton e Charlie Chaplin. Sam procede ad un ritmo tutto suo, ma Joon riesce a seguirne il passo ed essendo entrambi due tipi originali, finiscono con il trovarsi. Le esortazioni dolci e amare del Tim Burton di Edward manidiforbice influenzano piacevolmente il cinema di Chechick e la straordinaria performance di Johnny Depp, forse il più singolare e dotato attore della nuova ondata americana. Abilissimo nella mimica, qui poeticamente (e cinefilicamente) ispirato alla gestualità di Buster Keaton e di Charlie Chaplin, il trentenne Depp costruisce un personaggio trasognato, malinconico e languido. E Maria Stuart Masterson - faccino nitido e ingenuo - simula una splendida, timida, introversa crisi psicotica senza, per questo, dover saccheggiare il lacero repertorio di smorfie ed enfasi alla Rain Man. (Il Messaggero, Fabio Bo, 17/09/93). E' raro trovare una commedia romantica sul tipo di Benny & Joon, dove delicatezza e tolleranza sono prese a criterio di rappresentazione al posto di clamore e furia della stragrande maggioranza dei film. Non è poco, e basta per farsi perdonare alcuni difetti. Nell'esplorare il confine tra la normalità e la pazzia ad esempio, Chechick cade a volte nelle semplificazioni della vecchia antipsichiatria: i disturbati mentali sono poetici e potenzialmente felici, basta lasciarli liberi della loro diversità . E alla lunga , i continui riferimenti a Keaton diventano invadenti, mentre il compito di rifare la chapliniana "danza dei panini" è un pò troppo anche per l'amabile Depp. Ma sono peccati veniali. Anzi, la semplificazione della "morale della favola", unita a qualche goffagine in sceneggiatura rischia di avere un effetto benefico su questa commedia gentile, rendendola ancora più toccante e meritevole di simpatia. Al suo confronto i vari, perfetti "Rainman" e film sull'handicap confezionati per gli Oscar si rivelano esempi di calcolo smaliziato. (La Repubblica, Roberto Nepoti, 05/10/93) Note - PRODUTTORE ESECUTIVO: BILL BADALATO. - REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1993.
ROAD trip [Videocassetta / regia di Todd Phillips
: Dreamworks Home Entertainment, 2001
DRAGON ball [Videoregistrazione : il film / regia di Joe Chan
: Passworld, 2001
DARK Star [Videoregistrazione / regia di John Carpenter
: CVC, 2001, 1973
Abstract: Nel XXII secolo l'equipaggio annoiato di un'astronave in missione intergalattica diventa preda di fobie claustrofobiche e di una mascotte aliena che stanno trasportando sul pianeta Terra. 1° film di Carpenter, girato con 60000 dollari ed effetti speciali poveri (curati dall'amico O'Bannon, qui anche interprete e cosceneggiatore), è una space-opera divertente e ingegnosa che esibisce già tutti gli attrezzi del regista.
Supernova [Videoregistrazione] / regia di Thomas Lee (i.e. Walter Hill)
: 20th Century Fox home entertainment, 2001
Abstract: All'alba del XXII secolo l'astronave spaziale di soccorso 'Nightingale 229' sta compiendo una spedizione di routine nello spazio profondo. Mentre tutti sono impegnati nelle normali attività di bordo, da uno dei pianeti della galassia arriva un segnale di soccorso da parte di un naufrago alieno. L'astronave si precipita in suo soccorso ma, compiuto il balzo nell'iperspazio, si ritrova proprio sulla rotta di una Supernova sul punto di esplodere. I membri dell'equipaggio devono inoltre vedersela con Karl Larson, il carismatico e misterioso giovane da loro salvato. "Cronaca di un insuccesso annunciato, lo sappiamo tutti. Quando un film come 'Supenova' va lentamente alla deriva nella sua fase produttiva, alla fine è difficile riuscire ad 'abbordarlo'. Così finisce nelle sale cittadine a ferragosto, mentre sono tutti al mare. Peccato, perché quest'opera irrisolta e imperfetta, riesce comunque ad essere molto affascinante. Prima di tutto per l'energia di alcune situazioni: Robert Forster che studia i cartoni animati nella cabina di guida, l'innamoramento formidabile del computer di bordo per un membro dell'equipaggio, la chiave di lettura 'seducente' dell'ospite mutante, la suspense delle scene d'azione... Poi perché la regia di Walter Hill (che si firma Thomas Lee per un disaccordo con la produzione) è solida e convincente, funzionale a una storia che metabolizza (con intelligenza) schegge di 'Alien', 'Solaris', '2001'". (Mauro Gervasini, 'Film Tv', 20 agosto 2000) Note - REGIA E MONTAGGIO: FRANCES FORD COPPOLA (NON ACCREDITATO)
MANHUNTER [Videoregistrazione = Frammenti di un omicidio / regia di Michael Mann
: Universal pictures, 2001
Abstract: Will Graham, ex agente dell'Fbi, vive in Florida con la moglie Molly e il figlio Kevin. La caccia ad un criminale di un precedente caso (lo psichiatra assassino dottor Lecter, ora finito in galera) è costata a Will perfino il temporaneo ricovero in una clinica per malattie mentali. Ma ora egli è di nuovo in forma e non sa resistere alle richieste di un collega che non riesce a trovare un solo indizio a carico del maniaco omicida che, durante le notti di plenilunio, commette spaventose stragi: giovani coppie con bambini sono sterminate secondo macabri rituali. Will, affascinato dalla personalità contorta dell'assassino, gradualmente ricompone l'orrendo puzzle, diventato per lui una pericolosa ossessione. Si consulta perfino con il dottor Lecter nella cella di quest'ultimo, ma Lecter, irridendo al poliziotto, riesce a comunicare al maniaco omicida che è tuttora in circolazione, mentre il plenilunio si avvicina, l'indirizzo della casa dove vive la moglie di Graham. Will non vuole di proposito uccidere il criminale, ma solo impedire ancora nuove stragi efferate. Penetrerà, a repentaglio della propria vita, nell'abitazione di questi, circondata da agenti armati, là dove il mostro sta torturando una ragazza cieca che lavora nel suo stesso laboratorio e che se ne è innamorata. Qui il mostro spara addosso al coraggioso Graham ma a sua volta cade ucciso nella sparatoria generale. "Interessante novità di questo film: la personalità di un ignoto pluriassassino ricostruita grazie alla tenace e sofferta indagine del poliziotto che ne è alla caccia, coinvolto per l'azione e pressochè travolto nella psiche. Un buon tema e condotto bene, anche se nella costruzione non tutto appare chiaramente detto. (...) La strana simbiosi tra Will Graham e il suo antagonista è sempre in primo piano, delineata con finezze psicologiche e senza cadute di ritmo, in un'atmosfera che la splendida fotografia (di Dante Spinotti) arricchisce di valori formali di spicco. Efficace l' interpretazione e adeguata al clima di tensione la colonna musicale (Michel Rubini)". ("Segnalazioni Cinematografiche")
Via col vento [Videoregistrazione / regia di Victor Fleming
: Warner home video, 2001
Abstract: Un'egocentrica fanciulla del Sud sopravvive alla guerra di Secessione e a due mariti, ma perde il solo uomo di cui era innamorata. Deve rimandare al domani il proposito di riconquistarlo. Il film-fiume più famoso della storia del cinema, campione assoluto d'incassi in dollari fino agli anni '70 (ma rimesso poi al 1° posto della classifica per numero di spettatori paganti), girato in Technicolor, melodramma e affresco insieme, firmato da Fleming ma diretto anche dallo scenografo Cameron Menzies con contributi di George Cukor e Sam Wood. Il suo vero autore è il produttore David O. Selznick. Tratto dal best-long-seller (1936) di Margaret Mitchell (più di 60 milioni di copie vendute), ebbe 8 Oscar: film, regia, sceneggiatura (Sidney Howard, postumo, e altri), fotografia (Ernest Haller, Ray Rennahan), attrice protagonista (Leigh), attrice non protagonista (McDaniel, 1° a un'attrice nera), montaggio (Hal G. Kern, James E. Newcom) più un premio speciale a Cameron Menzies. È forse il film che ha dato origine al più alto numero di libri sulla sua lavorazione. Si calcola che sia stato visto almeno una volta dal 90% dei nordamericani. Distribuito in Italia nel 1949, classificato E(scluso) dal Centro Cattolico Cinematografico che modificò il giudizio nel 1953 in Ar (adulti con riserva) e nel 1963 in A(dulti). Ridistribuito nel 1976 con un nuovo doppiaggio. Nei primi anni '70 ne fu fatta una versione teatrale con musiche di Harold Rome e all'inizio dei '90 la miniserie TV Scarlett.AUTORE LETTERARIO: Margaret Mitchell
Twentieth Century Fox Home Entertainment, 2001
Paramount, 2001
Widescreen Collection ;