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Trovati 88 documenti.
Milano : Mondadori video, 1992
Video guide
I CAMMELLI [Videoregistrazione / regia di Giuseppe Bertolucci
Roma : Columbia Tristar Home Video, 1992, 1989
Abstract: Camillo, organizzatore di troupe per spettacoli di modesta qualità, ha messo sotto contratto Ferruccio Ferri, uno sprovveduto giovane che sa tutto sui cammelli. I due, accompagnati da un autista-factotum e da una grottesca cantante di cui Camillo è innamorato, partono da Carpi con un cammello al seguito e, attraversando la Bassa padana, si dirigono a Milano, dove Ferruccio Ferri sosterrà la prova finale di un quiz televisivo. Durante il percorso egli vince intanto alcuni premi producendosi in sagre paesane. Alla fatidica serata, tuttavia (e ci sono cinquecento milioni in palio) Ferruccio arriva tutto solo e senza il quadrupede, poiché Camillo ha sciolto la poco redditizia compagnia. Però non vincerà: a suo dire i cammelli somali sono daltonici, mentre per l'emittente televisiva sono strabici. Presentato il suo ricorso, Ferruccio se ne torna a casa in treno e sul convoglio una sconosciuta - Anna - che viaggia con i genitori e il fidanzato, di cui vuol liberarsi, convince Ferruccio a fingere di essere non solo il suo amante, ma addirittura il padre del bambino che porta in grembo da alcuni mesi. Il papà rinnega la figlia, la madre le suggerisce di abortire, il fidanzato piagnucola e sarebbe pure disposto ad accollarsi la responsabilità del nascituro, ma Anna non cede. Quando il treno si ferma nella stazione del paesello natìo di Ferruccio una piccola folla entusiasta e vociante lo acclama: Ferruccio ha vinto il ricorso, quei cammelli somali erano davvero daltonici e ora è ricco. Il treno riparte, ma dall'altra parte del binario è scesa Anna che con Ferruccio si allontana dalla folla. Risulta un lavoro strambo irritante e zoppo. Quanto agli interpreti, discreto per il suo ormai collaudato mestiere Diego Abbatantuono, ma molto modesto Paolo Rossi. (Segnalazioni Cinematografiche)
TAXI blues [Videoregistrazione / regia di Pavel Lounguine
Milano : Panarecord, 1992, 1990
Gallery
Abstract: A Mosca, Liocha, sassofonista ebreo alcolizzato, dopo aver utilizzato a lungo di notte un taxi e bevuto la vodka procuratagli dal conducente Schiikov, scompare senza pagare il conto. Per avere i soldi, che gli spettano, il tassista riesce a ritrovarlo, quando questi è completamente privo di denaro, e finisce col portarlo a vivere nella propria casa, che il sassofonista ubriaco gli allaga, causandogli un grosso danno economico. Perciò, toltigli i documenti, Schiikov lo riduce suo schiavo, facendogli fare i più umili servizi, in cambio di un letto, del cibo e di un pò d'alcool. Ma Liocha è contento, perchè può suonare il suo sassofono e bere. Nasce così fra i due uomini, tanto diversi, un rapporto di amicizia-odio: ormai il rozzo Schiikov non pensa più ai soldi, ma vuole trasformare il musicista in un "onesto lavoratore" e, poichè non comprende la sua arte, considera i suoi stati d'animo come una malattia, che egli cerca di curare, magari picchiandolo e insultandolo. Liocha suona sempre il sassofono in casa, e, se il tassista disprezza quella musica, alla quale contrappone un inno patriottico, la sua amante, Christina, invece, ne è tanto turbata una sera da farlo adirare cosicchè, più tardi, Schiikov la possiede brutalmente. Intanto giunge a Mosca un impresario americano, col celebre sassofonista negro Hal Singer, e, scoperto il talento del russo, lo scrittura, portandolo con sè negli Stati Uniti dove ottiene un grande successo, tanto da apparire in una trasmissione televisiva da New York. Quando torna a Mosca per un concerto, ormai Liocha è una celebrità, e anche Schiikov va ad ascoltarlo, commosso, ma è deluso perchè l'amico, tutto preso dagli ammiratori, non si presenta alla cena, che egli aveva preparato in suo onore. Finalmente, nella notte, Liocha fa una breve apparizione in casa del tassista, portandogli in dono dei vestiti e una grande bambola gonfiabile; poi se ne va, con un gruppo di maschere. Allora Schiikov, furibondo anche per quel successo, che ritiene immeritato, rubato un taxi, insegue un'auto, che crede quella di Liocha, e la investe volontariamente, disposto anche ad uccidere l'amico. Ma, subito pentito, cerca di salvarlo dalla imminente esplosione, ed estrae dalla vettura un corpo, che però è quello di un giapponese, ormai morto. "Taxi blues", con quel titolo americaneggiante quasi inneggiante alla "perestroika", conferma quanto forte sia ormai il vento dell'occidente in Russia, e come possa trasformarsi in tempesta se alla libertà non corrisponderà il rispetto reciproco tra le varie mentalità culturali russe. (Alfio Cantelli, Il Giornale) Lounguine si rivela cineasta già maturo amico del vero per quanto esso sia crudo e feroce. E i suoi attori sembrano presi pari pari dalla più scettica, aspra realtà. (Giovanni Grazzini, Il Messaggero) Nonostante qualche lungaggine e un'eccessiva precipitazione nel finale "Taxi blues" è davvero una riuscita magari una rivelazione. (Lietta Tornabuoni, La Stampa)
EROE per caso [ Videoregistrazione / directed by Stephen Frears
: Columbia pictures, 1992
Speak up video ; 116
La BAMBOLA di carne [Videoregistrazione / regia di Ernst Lubitsch
: Mondadori video, 1992, 1919
Abstract: Il giovane e timido Lancelot fugge dal castello di suo zio, il barone von Chanterelle, per scampare a un matrimonio combinato. Trova rifugio in un monastero, dove alcuni monaci gli suggeriscono di assolvere il suo dovere sposando una bambola meccanica dalle fattezze umane. Così, Lancelot si reca dal burattinaio Hilarius, dove vede l'ultima creazione dell'artigiano, una bambola con le fattezze di Ossi, la figlia di Hilarius, e decide immediatamente di comprarla. Per un caso fortuito, però, l'apprendista di Hilarius rompe un braccio della bambola e così, per evitare un guaio, la vera Ossi si sostituisce alla bambola. Lancelot porta la sua futura sposa al castello deciso a celebrare le nozze. L'amore, però, è dietro l'angolo... Note - CONSULENTE TECNICO: KURT WASCHNECK. - UNA COPIA IN LINGUA ORIGINALE CON SOTTOTITOLI E' DISPONIBILE PRESSO LA CINETECA NAZIONALE.
VIAGGIO immaginario [Videoregistrazione / regia di Rene' Clair
: Mondadori video, 1992, 1925
Ilgrande cinema Mondadori video
VITE perdute [Videoregistrazione / regia di Giorgio Castellani
: Skorpion Home Video, 1992, 1992
Abstract: "Il film ha un impianto corale, con molteplici personaggi che toccano il tema della paura, dell'angoscia, della persecuzione che scatena, a sua volta, una reattività aggressiva e crudele: la ragazza medio-borghese ostacolata dal padre nella sua simpatia per un ragazzo di vita; la mamma trepida che interroga il figlio sul suo incerto futuro; l'onorevole grassoccio e libertino; i ladri che portano via gli argenti di una villa, ma la Polizia li sorprende; la fanciulla che si getta giù dal ponte. Parecchie sequenze tengono presente il modello del thriller urbano alla Jean-Pierre Melville; scontri a fuoco e caroselli d'auto sono ben ricostruiti. Qualche scena è azzeccata, come quella del padre che riconosce dagli occhi il figlio rapinatore, col volto coperto da passamontagna. Altrove, c'è una caduta di gusto, come nell'ultima cena consumata col prosciutto rubato. Ma 'Vite perdute' parla al popolo, a giudicare dai frequenti applausi che, giovedì pomeriggio, salutavano i vari capitoli del film." (Gregorio Napoli, 'Il Giornale di Sicilia', 22 Febbraio 1992) "'Vite perdute', opera da tre soldi sotto forma di sceneggiata mistica, diretta - si dice - da Giuseppe Greco, figlio di Michele detto 'il Papa', con lo pseudonimo di Giorgio Castellani, è dunque un film sull'omertà nel quale convergono tutti i luoghi comuni possibili e anche quelli inimmaginabili sull'emarginazione giovanile. L'effetto comico di alcune situazioni è talvolta esilarante, i dialoghi sono del tipo 'io speriamo che me la cavo'." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 3 Luglio 1992) "Se si corregge Ragazzi fuori con lo spirito della lacrima napoletana alla Mario Merola e poi si tenta di dargli un tocco di indignazione civile in perfetto stile Damiano Damiani ecco che il risultato non può essere altro che questo piagnucoloso tv movie scritto e diretto da Giorgio Castellani e destinato a un pubblico che non abbia fatto a tempo ad annoiarsi con l'ennesimo sequel della 'Piovra' nazional popolare. Per Castellani, forse convinto che certe mafia-story da tardi anni '70 possano ancora avere un valore di denuncia e impressionare un pubblico ormai devastato dalle immagini di giudici e quartieri che saltano per aria, il fenomeno mafioso all'altezza dell'umile gregariato da picciotti si riduce a un affare di miseria e disoccupazione, dove qualcuno uccide per amore, qualcun altro finisce farcito di piombo perché la società è malata ed i più si arruolano nei ranghi di Cosa Nostra perché a uccidere per contratto si fatica meno che alle Poste o in Ferrovia. Alle cause vere del fenomeno non si accenna invece mai, lasciando che il soggetto galleggi in superficie sporcandosi ogni tanto con il sangue misto a lacrime che gronda un po' dappertutto e senza mai lasciarsi sfiorare dal sospetto di sfondare porte aperte da secoli." ('Il Lavoro', 22 Agosto 1992) Note LA DURATA DELL'EDIZIONE VIDEO E' DI 118'
Que hora es, Dracula? / Victor G.Ambrus
: Lumen, 1992
Cuenta conmigo, Dracula! / Victor G.Ambrus
: Lumen, 1992
Il MOSTRO del mare [Videoregistrazione = The sea best / regia di Millard Webb
: Mondadori video, 1992, 1926
Ilgrande cinema Mondadori video
Abstract: Dal romanzo Moby Dick (1851) di Herman Melville, sceneggiato da Bess Meredith e prodotto dalla Warner. In questa 1ª versione muta del celeberrimo romanzo, il capitano Achab ha un fratello fellone (O'Hara) e una promessa sposa (Costello) con cui, perduta una gamba e uccisa la balena bianca, si sposa. Alcune scene di mare sono notevoli. Lo è anche Barrymore che tornò ad Achab col sonoro in Moby Dick (1930) di Lloyd Bacon. Muto.AUTORE LETTERARIO: Herman Melville
Il FU Mattia Pascal [Videoregistrazione / regia di Marcel L'Herbier
: Mondadori video, 1992, 1925
Ilgrande cinema Mondadori video
Abstract: Dal romanzo omonimo di Luigi Pirandello. Mattia Pascal, uomo debole e sognatore, si sposa ad una giovane ed è tiranneggiato dalla madre di lei che, in breve tempo, riesce a rendergli ostile anche la moglie. Quando sua madre, ridotta in miseria per avergli fornito il capitale preteso dalla suocera per acconsentire alle nozze, muore di crepacuore, il Pascal si allontana all'improvviso con le poche centinaia di lire che la mamma gli ha lasciato. Capitato a Montecarlo vince in poche ore una grande fortuna. Ritorna allora al suo paese, ma viene a sapere che il cadavere di un vagabondo è stato scambiato per il suo ed è stato seppellito. Si allontana allora di nuovo, celandosi sotto il nome di Adriano Meis. A Roma, dopo una certa permanenza, ama riamato da una fanciulla, fidanzata di un losco figuro. Costui intuisce qualche segreto nel passato del giovane Meis e cerca di farlo sospettare anche dalla ragazza. Poiché la situazione del Pascal non gli consente di opporsi alle mene del malvagio, egli decide di ritornare in famiglia. Ma qui trova che sua moglie è risposata ed ha un bambino; e allora approfitta della minaccia rappresentata dal suo ritorno per chiedere al secondo marito di lei, impiegato allo Stato Civile del Municipio, di fabbricargli le carte di identità al nome di Adriano Meis. E con questa nuova personalità ritorna a Roma, sgomina il rivale e sposa la fanciulla.
MADAME Dubarry [Videoregistrazione / regia di Ernst Lubitsch
: Mondadori Video, 1992, 1919
Abstract: Jeanne Vaubernier, un'umile sarta, decide di lasciare il suo fidanzato, Armand De Foix, per iniziare una relazione con il conte DuBarry, che può introdurla nell'ambiente di corte. La sua bellezza non passa inosservata agli occhi del re, che decide di farne la sua amante e, per questo, organizza il suo matrimonio con DuBarry. In breve tempo, Jeanne si trasforma in una cortigiana e, grazie all'appoggio di Re Luigi XV, il suo potere appare illimitato, benché nessuno a corte dimentichi le sue origini. Armand, però, non l'ha dimenticata e Madame DuBarry dovrà imparare a temere il suo nuovo acerrimo nemico... "Prodotto con grandi sforzi dall'UFA (la Germania era ancora prostata dalla guerra) il primo successo internazionale di Lubitsch è un kolossal storico ricco di scene di massa sapientemente coreografate, dove però solo a tratti si ritrova la sua mano. Nè riesce bene la fusione tra il tono malizioso della prima parte e quello melodrammati o della seconda. Fu forse per venmdetta contro la sua eroina smorfiosa che Lubitsch tenne a girare la scena in cui il boia ne getta la testa alla folla in delirio. Ma quasi tuttti i distributori dell'epoca la tagliarono e manca anche nella copia italiana edita in cassetta" (Paolo Mereghetti, Dizionario dei film 1998) Note - CONSULENZA TECNICA: KURT WASCHNECK. - UNA COPIA SENZA SOTTOTITOLI E MOLTO MALCONCIA E' DISPONIBILE PRESSO LA CINETECA NAZIONALE.
ANNA Bolena [Videoregistrazione / regia di Ernst Lubitsch
: Mondadori video, 1992, 1920
Abstract: La dolorosa storia di Anne Boleyn (1507-36) che fu prima l'amante e poi la seconda moglie del re Enrico VIII. Data alla luce nel 1533 Elisabetta, fu accusata di adulterio, rinchiusa nella Torre di Londra e decapitata. Con i due sceneggiatori di Madame Dubarry _ Fred Orbing, Hans Kräly _ e la stessa squadra di tecnici, Lubitsch fa di Anna prima un oggetto del desiderio e poi una vittima di un Enrico crapulone, rozzo e sensuale, "enfant au pouvoir che butta le bambole vecchie." (M. Salotti). Se Jannings lo impersona con un istrionismo compiaciuto, senza sfumature, ma di alta classe, la giunonica Porten dà ad Anna una dolente dignità in ombra. Nella mise en scène dei grandiosi quadri in costume (l'incoronazione, la festa, il torneo ecc.) il regista guarda alla lezione teatrale del grande Max Reinhardt più che a quella dei colossi storici italiani (e di Griffith). Ricostruito e restaurato con imbibizioni e viraggi nel 1998 a cura del laboratorio bolognese L'Immagine Ritrovata.
CENERE [Videoregistrazione / regia di Febo Mari e Arturo Ambrosio
: Mondadori video, 1992, 1916
Ilgrande cinema Mondadori video
Abstract: Rosalia, una povera ragazza madre, affida il suo bambino, Anania, al padre naturale, sperando in un futuro migliore. Anni dopo, quando sta per sposarsi, il ragazzo arriva in Sardegna per conoscere sua madre. Una volta dinanzi alla donna, però, i due sono costretti a lasciarsi ancora una volta a causa della gelosia della futura moglie di Anania. A Rosalia non resta che morire nella solitudine della sua terra. Note - UNICA APPARIZIONE CINEMATOGRAFICA DELL'ATTRICE ELEONORA DUSE.
CABIRIA [Videoregistrazione / regia di Giovanni Pastrone
: Mondadori video, 1992, 1914
Ilgrande cinema Mondadori video
Abstract: Dopo decenni di luoghi comuni (Cabiria come antenato ideologico del fascismo, il suo regista come "inventore" del carrello, le sue architetture "studiate" da Griffith durante la lavorazione di Intolerance, le acrobazie verbali di D'Annunzio), l'opus magnum di Pastrone è finalmente oggetto di una meritata revisione critica. Il disegno e la struttura del film emergono soprattutto osservando la meticolosa concatenazione delle azioni parallele all'interno dell'inquadratura e la lussureggiante ricchezza di dettaglio nelle scene d'interni, esaltate da un impiego del colore (tintura e viraggio) efficace negli effetti quanto misurato nelle variazioni. Ecco una preziosa occasione per paragonare la più recente ricostruzione della versione 1914 del film con gli affascinanti scarti di lavorazione presentati al Ridotto del Verdi durante le Giornate. -PCU
Milano : Imperial Bulldog Home Video, 1992
Robin hood [Videoregistrazione / Walt Disney
[S.l.] : Walt Disney home video, 1992
Iclassici Walt Disney
Abstract: NellInghilterra del XIII secolo, Robert Longstride è un abile arciere dellesercito di Riccardo I, impavido sovrano in guerra coi francesi. Una freccia uccide il monarca e convince Robert e i suoi amici a congedarsi dallarmata e a fare ritorno a casa, ma nel tragitto soccorrono Sir Loxley, incaricato di annunciare lavvenuta morte di Riccardo e di consegnare la sua corona. Sul punto di morte il nobile uomo strappa allarciere una promessa, dovrà restituire la sua spada al vecchio padre nella contea di Nottingham. Uomo di parola, Robert si recherà nella tenuta di Loxley, dove per volere del vecchio Walter assumerà lidentità del figlio defunto e i diritti sulla bella consorte, Marion. Superba e riottosa, la donna non vuole saperne di quellimpostore che si rivela però gentiluomo. Scoperto di essere figlio delluomo che scrisse la Carta della Foresta, sventato un complotto francese ai danni dellInghilterra e deciso a reagire ai soprusi di Giovanni Senzaterra e senza cuore, Robert impugnerà arco e frecce e cavalcherà coi suoi uomini per la vittoria. Restituita la gloria alla sua terra, larciere viene dichiarato fuorilegge. Rifugiatosi nella foresta di Sherwood con una Marion ormai innamorata diventerà Robin Hood e leggenda. Dopo il generale Massimo Decimo Meridio, divenuto poi stella dellarena, Ridley Scott mette in scena un altro eroe guerriero di impeccabile fattura, interpretato dal volto e dalla fisicità gladiatoria di Russell Crowe. Meno epico e rutilante del Gladiatore, Robin Hood, storia di un esperto arciere a un passo da Sherwood e dalla leggenda, esaudisce comunque levasione nel passato e lidentificazione con un personaggio verticalmente positivo. Spade sferraglianti, fendenti metallici, lame nella carne, frecce di fuoco nel cielo, sangue a fiotti, corpi fatti a pezzi, la contea di Nottingham mutua il Colosseo e diventa una formidabile macchina teatrale piena di trucchi e sorprese, meraviglie e attrazioni, rivelando al suo centro un fuorilegge impenitente, fedele a un codice antico e alla bucolica Marion di Cate Blanchett. Archiviato (ma mai scordato) leroe in bianco e nero di Douglas Fairbanks, quello a colori di Errol Flynn, quello animato e antropomorfo della Disney, quello in calzamaglia di Mel Brooks, quello crepuscolare di Sean Connery e ancora quello in fuga dai mori e da uno sceriffo incapace di Kevin Costner, Ridley Scott rilegge la leggenda popolare inglese e impone un eroe generoso e libertario che trova la sua forza, la sua differenza e la sua specialità nellinterpretazione di Russell Crowe. È lui ad aggiungere loro e a diffondere sul film la lucentezza di un metallo più fatale dellacciaio. Che impugni una spada o brandisca unascia di guerra, che imbracci un arco o scagli una freccia, che cavalchi verso la gloria o seduca ai piedi di un talamo, lattore neozelandese è mirabilmente naturale sullo schermo, in grado di eseguire perciò senza sforzo apparente le più complicate performance. Questo accade non tanto (e non solo) perché Crowe ha alle spalle il senso epico dello spettacolo e il gusto della coreografia bellica in costume di Ridley Scott, quanto perché lattore ha maturato lunghe e faticose sedute di allenamento che hanno consentito allesecuzione del gesto tecnico di diventare seconda natura. Se il Maximus di Crowe fu il magnifico (s)oggetto del desiderio di Commodo, similmente il suo Robin Hood appaga leccitazione e la visione dello spettatore senza questa volta dover morire nellarena. Il suo arciere guerriero compie azioni credibili e giustificate, colpendo al cuore i cattivi e la menzogna della recita. Corpo in action quello di Russell Crowe, che si preoccupa di essere creduto mentre una foresta va in fiamme o sullo schermo piovono frecce e cenere. Braccio flesso e pollice alzato.
KING Rollo : 13 fantastiche avventure
[Milano] : Imperial Buldog, 1992
Abstract: Con l'aiuto dei suoi amici, La Regina Gwen, il Re Frank, Il Mago, Cook, Hamlet, Rollo si districa attraverso tredici deliziose avventure. Note LA CASSETTA CONTIENE 13 EPISODI: KING ROLLO E LE SCARPE NUOVE, KING ROLLO E L'ALBERO, KING ROLLO E IL PANE, KING ROLLO E IL COMPLEANNO, KING ROLLO E I PALLONI, KING ROLLO E I PIATTI, KING ROLLO E IL BAGNO, KING ROLLO E LA RICERCA, KING ROLLO E RE FRANK, KING ROLLO E IL CANE, KING ROLLO E IL FUMETTO, KING ROLLO E LA COLAZIONE, KING ROLLO E LA STANZA DEI GIOCHI.
Milano : FoxVideo, 1992
Il DITO magico [Videoregistrazione / testi di Roald Dahl ; disegni di Quentin Blake
Milano : Imperial Bulldog Home Video, 1992