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Trovati 37796 documenti.
Blackbird : l'ultimo abbraccio / un film di Roger Michell ; [Susan Sarandon ... et al.]
Eagle Pictures, [2021]
Abstract: Una madre malata terminale decide di unire le tre generazioni della sua famiglia per un ultimo weekend da trascorrere insieme prima di togliersi la vita. Nonostante le sue due figlie sostengano fermamente la sua decisione di morire dignitosamente tramite eutanasia, quando alcuni scomodi segreti vengono a galla, la situazione prende una piega inaspettata che potrebbe condurre la donna a troncare il suo desiderio di morire in pace e alle sue condizioni.
The bachelors [Videoregistrazione] : un nuovo inizio / scritto e diretto da Kurt Voelker
: Sound Mirror, [2018]
Asterix e il regno degli Dei [Videoregistrazione] / un film di Louis Clichy e Alexandre Astier
: Koch media, 2014
Mustang Entertainment, 2020
Abstract: Victor è un uomo all’antica che odia il presente digitale. Quando un eccentrico imprenditore, grazie all’uso di scenografie cinematografiche, comparse e un po’ di trucchi di scena, gli propone di rivivere il giorno più bello della sua vita, Victor non ha dubbi. Sceglie di tornare al 16 maggio del 1974: il giorno in cui in un café di Lione ha incontrato la donna della sua vita, la bellissima Marianne.
Poliziotti fuori [Videoregistrazione] : due sbirri a piede libero = Cop Out / regia di Kevin Smith
[S.l.] : Warner home video, 2010
Abstract: Co Due poliziotti di Los Angeles sono sulle tracce di una preziosissima e rara figurina di baseball che è stata rubata. I due vecchi amici, però, incappano in un gangster ossessionato dai cimeli antichi, e prima di poter ritrovare la tanto ambita '52 Pafko, dovranno aiutare una bella ragazza messicana che è in possesso di una chiave che può far accedere a migliaia di dollari in conti bancari off-shore e che ha già assistito ad un assassinio eccellente a causa di tale denaro...
La guerra e' dichiarata [Videoregistrazione] / regia di Valerie Donzelli
[S.l.] : Cecchi Gori home video, 2013
Abstract: Romeo e Juliette si sono incontrati ad una festa locale, si sono innamorati a prima vista, e sono andati a vivere insieme. Presto concepiscono un bel bambino, Adam. Una storia d'amore come milioni di altre, la loro. Salvo che il loro bambino, Adam, si comporta in modo anomalo. I giovani genitori si sforzano di convincere se stessi che va tutto bene ma, con il passare del tempo, non possono piu' illudersi: il loro figlio ha un problema. E i loro timori purtroppo vengono confermati: a 18 mesi scoprono che Adam soffre di un tumore maligno al cervello. Da ora in poi, la guerra e' dichiarata. Una guerra contro la malattia. Una guerra contro la morte. Una guerra contro la disperazione. La loro dolorosa tragedia si trasformera' presto in una lotta contro il destino e in un gioioso inno alla vita, che li accompagnera' fino alla guarigione del piccolo Adam.
Questione di tempo / di Richard Curtis ; Domhnall Gleeson... [et al.
Universal, 2014
A BEAUTIFUL mind [Videoregistrazione / regia di Ron Howard
Abstract: TRAMA BREVE Nel 1947 John Forbes Nash Jr. viene ammesso a Princeton per la specializzazione post lauream in matematica. A differenza di quasi tutti i suoi colleghi, tuttavia, non appartiene a famiglie prestigiose che, da generazioni, si susseguono nell'Università né ha frequentato le loro scuole esclusive. La situazione non è facile né per Nash né per l'Università anche perché John non frequenta le lezioni ed è ossessionato da un solo pensiero: trovare un'idea veramente originale. Ai suoi occhi, infatti, questa è l'unica cosa che avrà mai valore nella vita. TRAMA LUNGA Anno 1947. Benché non sia rampollo di famiglia prestigiosa, il giovane John Forbes Nash jr. viene ammesso a Princeton per la specializzazione post lauream in matematica. Del resto i convenevoli sociali non hanno alcun significato per Nash, ed anche alle lezioni non si presenta. John è ossessionato da un solo pensiero: trovare un'idea veramente originale. Per lui questa è l'unica cosa che possa avere un valore. Una sera, mentre è in un bar con alcuni compagni, assiste al loro comportamento nei confronti di una bellissima bionda presente. Osserva gesti e modalità, e all'improvviso sente delinearsi nella mente quell'idea che inseguiva da tempo. La sua conseguente relazione sulla teoria dei giochi, la disciplina matematica che analizza il comportamento ottimale di individui, o coalizioni, in situazioni di interazione strategica, contraddice apertamente con le teorie di Adam Smith, il padre dell'economia moderna. Il pensiero di Smith dopo 150 anni appare improvvisamente superato. In seguito a questa scoperta, Nash riceve un posto di professore al MIT, ma soddisfazione ancora maggiore ricava quando un certo William Parcher, agente segreto, lo contatta per un incarico rischioso: siamo in piena guerra fredda, e a Nash viene chiesto di decodificare i codici segreti del nemico. Intanto al MIT Alicia, studentessa di fisica, riesce ad aprirgli anche la strada del cuore e dei sentimenti. I due si sposano in breve, ma Nash non dice alla moglie alcunché dei suoi lavori segreti. La troppa tensione, la fatica, il pericolo alla fine hanno il sopravvento: ossessionato da paranoie, visioni, incubi, Nash viene dichiarato affetto da schizofrenia e ricoverato in ospedale psichiatrico. Da quel momento la sua vita si svolge tra lunghi ricoveri e ritorni a casa. Sorretto dall'amore di Alicia, Nash sembra riuscire a scacciare le proprie allucinazioni. Nell'ottobre 1978 è di nuovo a Princeton. Nel marzo 1994, mentre è seduto al tavolo della biblioteca dove quasi 50 anni prima aveva ammirato i veterani dell'università, gli viene annunciato che l'accademia di Stoccolma gli ha assegnato il premio Nobel per la teoria dell'equilibrio nell'economia moderna. Nel dicembre 1994, Nash sale sul palco, ritira il premio e ringrazia la moglie in sala. "Tu sei tutte le mie ragioni" afferma, rivolgendosi a lei. "Otto volte candidato all'Oscar, bene interpretato da Russell Crowe, tratto dalla biografia scritta da Sylvia Nasar, è il classico film con malato hollywoodiano (...) Il film, che censura i rapporti omosessuali del professore è stato fortemente attaccato dalle associazioni americane di gay e per i diritti civili". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 22 febbraio 2002) "L'intera credibilità del film riposa sulla forza del racconto e sulle spalle di Russell Crowe: l'attore evita ogni smania risaputa, sfuma sapientemente i confini tra normalità e follia e grazie a piccoli tocchi stupefatti dipinge John Nash come un eccentrico che sfida il mondo e ne è vinto. Nomination all'Oscar meritatissima, quanto quella di Jennifer Connelly che sta accanto discreta, con la forza dimessa e dirompente che sanno a volta mostrare le donne". (Piera Detassis, 'Panorama', 28 febbraio 2002) "La biografia cui il film si è ispirato, scritta da Sylvia Nasar, dice cose ignorate dal film: che da studente Nash fu omosessuale, che divorziò dalla moglie che lo fece internare, che diceva d'essere in contatto con gli alieni e Imperatore della Antartica. Ma nei film, anche se pazzi, gli eroi non fanno mai cose indecenti. Russel Crowe rappresenta il dolore della follia quasi cancellandosi fisicamente: per il Nobel lo truccano mirabilmente facendo di lui un autentico vecchio, senza cancellare il ricordo delle sue mitiche gambe nel 'Gladiatore'". (Natalia Aspesi, 'D - la Repubblica delle donne', 12 febbraio 2002) "Magari Russell Crowe vincerà un altro premio Oscar per questa interpretazione vistosa e priva di sottigliezze. Ma è decisamente più a suo agio in film come 'L.A. Confidential' e 'Il gladiatore', così come Howard ci piace molto di più come regista di 'Apollo 13' o 'Il grinch'". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 22 febbraio 2002) "La buona idea del film consiste nell'installare il dubbio nella mente dello spettatore, che resta incerto tra una versione soggettiva e una oggettiva dei fatti. Peccato che il bel gioco duri poco: perché Ron Howard, preoccupato di rendere il senso degli avvenimenti accessibile a tutti, banalizza i dubbi chiarendo che si tratta di ossessioni del protagonista. Va bene risparmiare al pubblico dei non-iniziati le complesse teorie matematiche; meno bene trattarlo come una massa di scolaretti, spiegandogli ogni cosa puntigliosamente e concludendo con una tirata benpensante sui miracoli dell'amore coniugale. Così, se la prima parte è coinvolgente, la seconda diventa didascalica e un po' noiosa". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 24 febbraio 2002) "Prima ancora che un film senza difetti, una storia vera quasi immaginaria che si insinua sotto pelle. Anche se sono da ricordare almeno Ed Harris e l'emergente Paul Bettany, molto si deve alla performance di Russell Crowe, la cui interpretazione supera di slancio ogni abitudine. Dipingendo, con piccoli tocchi stupefatti, Nash come un eccentrico che sfida il mondo e ne è vinto, Crowe vola al di là del consueto e ana i confini rigidi tra normalità e follia. Di Nash non sapremo mai dove finisce una certa quotidiana dissociazione e dove comincia la vera malattia mentale. Crowe non ce lo vuole dire e fa bene. Ecco la storia tortuosa di una mente, nonostante tutto, stupenda. Cioè semplicemente umana". (Piera Detassis, 'Ciak', 1 febbraio 2002) "Howard, che da 'Fuoco assassino' a 'Apollo 13' ha dimostrato di saper miscelare melò e azione come una volta riuscivano a fare i registi americani degli anni '40, costruisce nel tradizionale melodramma hollywoodiano delle tensioni angosciose, quasi estranianti, in cui la potenza dell'intelligenza diventa la fonte di un'allucinazione costante, di uno sguardo perennemente diviso tra purezza e persecuzione, amore e terrore. Gli ambienti di Princeton, nella cristallina fotografia di Roger Deakins, il direttore della fotografia al quale si devono molte straordinarie immagini dei film dei fratelli Coen, possiedono l'aura claustrale di un'età fantastica, un medioevo irreale che cozza contro la nevrosi dell'America della guerra fredda, nella quale precipita a spirale la psicosi del protagonista. (...) Paura, amore illimitato, senso inaudito di sconfitta: per essere un film da Oscar, 'A Beautiful Mind' lascia troppe volte lo spettatore sull'orlo di sentimenti aspri e abrasivi. Resi ancor più laceranti dal fatto che a dovervi fare i conti sia proprio un matematico di genio, costretto a fare la spola tra il mondo perfetto delle idee matematiche e quello ambiguo, misterioso e assurdo della propria vita". (Mario Sesti, 'Duel', i febbraio 2002) "'A Beautiful Mind' è un film dalle cadenze classiche e impreviste. Nasconde con abilità i risvolti misteriosi della sceneggiatura e con senso sotterraneo del suspense centellina dubbi e rivelazioni, quasi la consapevolezza degli spettatori dovesse andare di pari passo con quella del protagonista. Non esita davanti all'esasperazione e non si vergogna della commozione. Ron Howard cresce sempre di più come regista e, se non inventa, certamente ama raccontare". (Emanuela Martini, 'Film Tv', 26 febbraio 2002) "Il film è lievemente retorico, e smussa gli angoli più controversi della personalità di Nash. Non approfondisce né gli aspetti clinici della sua schizofrenia, né le sue teorie. Ma non poteva essere altrimenti: i primi sarebbero troppo dolorosi per il pubblico, le seconde del tutto incomprensibili per chi é digiuno di alta matematica. È un film sul Genio che non spiega il Genio, un po' come 'Amadeus' di Forman, su Mozart e Salieri. Ci racconta però una storia complessa, coinvolgente, con risvolti thriller non banali. Howard è un regista troppo bravo per fare un film noioso. Anche se, nella sua carriera, 'A Beautiful Mind' rimarrà, nonostante le 8 candidature all'oscar - un titolo di transizione". (Alberto Crespi, 'l'Unità', 22 febbraio 2002) "Accademico nell'ambientazione e negli slanci emotivi, assai meno nella sceneggiatura, il film di Howard si adagia sulla falsariga del classico biopic (film biografico) e ci lascia con il sospetto della classica occasione perduta, di una dinamica dominata dal divismo. Se nelle Nomination per gli attori protagonisti, accanto a Russell Crowe, per altro ammirevole quando colleziona gaffe o trascina i piedi come fanno gli handicappati, figurasse Jennifer Connelly, 'A Beautiful Mind' potrebbe giustamente ambire all'Oscar per il miglior film dell'anno. Purtroppo non è così: l'altra metà del cielo concorre tra le non protagoniste". (Alfredo Boccioletti, 'Il Resto del Carlino', 24 febbraio 2002) "Si può fare un bel film che nello stesso tempo è una stupidaggine? Nei remoti anni '30, prima che se ne impadronissero gli intellettuali, il cinema era proprio quel fenomeno ingenuo e furbo che ritroviamo in 'A beautiful mind', dove la storia vera diventa romanzo d'appendice (...) Leggo che Nash e signora, ormai risposati, hanno assistito con il regista Howard alla proiezione della pellicola e mi piacerebbe sapere che cos'è passato nella mente del fanta-biografato, restaurata ma forse messa troppo a dura prova. Pare che lo abbia colpito soprattutto la sequenza dell'elettrochoc. Spiegazione dell'iperazionale scienziato: 'Nel corso del trattamento sei incosciente e questo è dunque l'unico capitolo della mia vita che posso affermare di non aver vissuto'. Troppo buono, direi, nei confronti di un film che le spara ben più grosse". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 23 febbraio 2002) Note - VINCITORE DI 4 GOLDEN GLOBES 2002: MIGLIOR FILM, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (RUSSELL CROWE), MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (JENNIFER CONNELLY), MIGLIOR SCENEGGIATURA (AKIVA GOLDSMAN) NELLA CATEGORIA FILM DRAMMATICO. - PREMI OSCAR 2002: MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGISTA A RON HOWARD, MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA A JENNIFER CONNELLY, MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE AD AKIVA GOLDSMAN.
Il rumore della memoria [Videoregistrazione] : il film / regia di Marco Bechis
: Corriere della sera, 2015
Fa parte di: Il rumore della memoria : il viaggio di Vera dalla Shoah ai desaparecidos
Abstract: Un concentrato di emozioni e una grande lezione di educazione civica. il rumore della memoria è il racconto del viaggio intrapreso da Vera Vigevani Jarach sulle orme del nonno ettore Felice Camerino, morto nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, e della figlia Franca, una delle 30.000 vittime della dittatura argentina. il film è accompagnato da un libro inchiesta di Antonio Ferrari e Alessia Rastelli che raccoglie gli incontri, le interviste con i testimoni, gli approfondimenti. Un progetto nato dalla serie web girata da Marco Bechis per il "Corriere" dedicata a Vera Vigevani Jarach, arricchito da materiali inediti, tra cui un intervento del regista, desaparecido sopravvissuto: nato a Santiago del Cile, cresciuto tra San Paolo e Buenos Aires, a vent'anni fu sequestrato e detenuto in un carcere clandestino, prima di essere espulso dall'Argentina; nei suoi film ha denunciato la violenta repressione della dittatura.
Rischio totale [Videoregistrazione] / scritto e diretto da Peter Hyams
: Cecchi Gori home video, 3003
I gemelli / prodotto e diretto da Ivan Reitman
[S.l.] : Pulp Video, 2016
Abstract: Per uno specialissimo esperimento scientifico, Mary Ann Benedict è stata fecondata col seme di sei uomini eccezionali, affinché generi un figlio straordinario, per il bene dell'umanità. Ma nascono invece due gemelli: Julius, eccezionalmente sviluppato, e Vincent, piccolissimo, mentre alla madre viene comunicato che l'unico nato è morto. I due bambini, separati subito dopo la nascita, crescono ignorando l'uno l'esistenza dell'altro e credendo che la madre sia morta di parto. Dopo 35 anni, Julius Benedict un uomo gigantesco, intelligente, colto, ma molto ingenuo, dedito a studi scientifici in un'isola deserta dei Mari del Sud, apprende dallo scienziato suo maestro di avere un fratello gemello, che vive negli Stati Uniti, e subito parte entusiasta per raggiungerlo. Vincent Benedict è invece un piccolissimo e vivacissimo ometto, allevato in un orfanotrofio, un imbroglione che vive di espedienti, ed è sempre in mezzo ai guai per i suoi affari poco puliti. Giunto a New York, Julius lo trova in prigione e per liberarlo gli paga la cauzione. Dal quel momento, i due fratelli, diversissimi in tutto, diventano indivisibili, imparano a volersi bene e ad aiutarsi, attraversando molte spiacevoli avventure, sia con pericolosi gangsters, sia con commercianti d'auto di lusso rubate, dai quali Vincent è seriamente minacciato, e dai quali Julius riesce a salvarlo, un po' con la sua eccezionale forza fisica, un po' con la sua onestà. Mentre si smussano le diversità dei loro caratteri, i gemelli vanno in cerca della madre, della quale hanno saputo che è ancora viva, accompagnati da Linda, fidanzata di Vincent, e dalla sorella di costei, Marnie, della quale Julius si è innamorato. Finalmente Mary Ann viene ritrovata e deve persuadersi che quelli sono veramente i suoi figli gemelli, vivi e vegeti. Così, risolti felicemente tutti i problemi, Julius e Vincent sposano le due ragazze, iniziano una serena vita familiare, e hanno subito una coppia di gemelli per ciascuno, con gran gioia della loro mamma, divenuta nonna.
I ragazzi del coro [Videoregistrazione] = Les choristes / regia di Christophe Barratier
: Filmauro home video, 2005
Abstract: I componenti di un distretto di polizia di Los Angeles sono per le origini - molti provengono dalla guerra del Vietnam - per il mestiere che li mette a contatto quotidiano con le brutture della città, per gli stessi superiori pronti a sacrificarli quando nasce una grana, degli uomini, nonostante le apparenze, insicuri, psicologicamente fragili, moralmente incerti. La loro valvola di sicurezza è il parco cittadino, dove ogni tanto si raccolgono per fare bisboccia, e la loro reciproca solidarietà. Tra i sottufficiali si distingue per umanità il sergente Dominic Scuzzi, capo della Buoncostume. Tra gli agenti fanno spicco il pignolo e brutale Roscoe Rules, il complessato Baxter Slate, che del collegio gesuitico ha conservato tendenze sadomasochiste che lo porteranno al suicidio, ed infine l'anziano Whalen, "nonno del coro" cui mancano solo sei mesi per andare in pensione. Già scossi per il suicidio del collega, una notte, mentre vagano sbronzi per il parco, provocano involontariamente la reazione isterica di Spencer Van Moot, che uccide un giovane gay di passaggio. Whalen, che si è parzialmente sacrificato per evitare il peggio agli altri, quando viene a sapere della cinica soluzione adottata dal comandante, torna in sede e lo costringe a recedere. "Il film, basato più sulla serie dei bozzetti descrittivi che non su di una autentica trama, oscilla e spesso sbanda tra i due estremi della comprensione umana dei singoli componenti del bizzarro "coro" e della critica sociologica della loro ambigua posizione professionale nel bel mezzo della coruzione in alto e del vizio in basso. Le annotazioni felici si alternano a quelle di maniera; il senso del tragico viene spesso annegato nel gusto per la spettacolarità cruda; le rare espressioni gentili sono annientate dal susseguirsi delle scurrilità e trivialità." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 84, 1978) Note - REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1994.
Green zone [Videoregistrazione] / regia di Paul Greengrass
: Medusa film, [2010]
Abstract: Conquistata Bagdad è ora il momento di trovare quelle armi di distruzione di massa che hanno scatenato il conflitto. L'ufficiale Roy Miller è a capo di una delle molte squadre che ogni giorno si recano nei siti indicati dalla CIA come probabile nascondiglio delle famigerate armi senza trovare nulla, ma diversamente da altri desidera saperne di più. Entrato in possesso grazie alla soffiata di un contatto locale di un libretto che indicherebbe i luoghi dove si nasconde il Generale Al Rawi (il Jack di Fiori secondo il mazzo di carte fornito dal governo e probabilmente l'unico uomo a conoscere la verità sulle armi di distruzione di massa) ma obbligato a non procedere dai suoi superiori, decide di trovarlo da solo e salvarlo dai suoi colleghi che, invece che interrogarlo, vogliono ucciderlo. Occorre dirlo subito: Green zone è un film sulle motivazioni dietro la seconda guerra in Iraq tanto quanto The Bourne ultimatum è un film sui problemi della perdita di memoria, ovvero ben poco. Sebbene la trama ruoti intorno alla scoperta dell'assenza delle armi di distruzione di massa da parte di un soldato stanziato in Iraq, lo stesso il nuovo film della coppia Greegrass/Damon trova la sua vera ragione d'esistere nel modo in cui rivendica per se stesso lo statuto di genere. Se infatti United 93, la precendente incursione di Greengrass nel cinema d'attualità, mirava a raccontare fatti e situazioni che conosciamo ma il cui svolgimento possiamo solo ipotizzare (le dinamiche che hanno portato allo schianto a terra del terzo aereo coinvolto negli attentati dell'11 settembre 2001), questo nuovo film non pretende di insegnarci niente che non conosciamo già ma anzi si appoggia ad un finale già noto (le armi di distruzione di massa non ci sono mai state) per riscrivere le regole del cinema d'azione militare. Rifiutando qualsiasi patente di indagatore delle realtà politiche Greengrass parte da fatti assodati e non scava oltre, si appoggia al libro "Imperial life in the Emerald City" di Rajiv Chandrasekaran per piegare i fatti alle esigenze del cinema spionistico e sceglie la via più difficile di tutte. Al centro della storia infatti non c'è più un superuomo come Jason Bourne ma un militare addestrato come tanti altri, animato da un senso patriottico e morale superiore a quello dei suoi colleghi che sono lì per eseguire ordini, il quale agisce fuori dagli schemi per arrivare ad un uomo che può rivelargli la verità nascosta dal governo prima di quelli che lo vogliono uccidere. Nulla di più classico e nulla di più innovativo. Fin dalla prima sensazionale sequenza che dal micro (una riunione di loschi iracheni) subito proietta la storia nel macro (il susseguente bombardamento che di colpo illumina la notte) Green zone è cinema in mobilità mai domo, girato con il consueto stile caoticamente controllato di Greengrass. Come gli altri che prima di lui hanno portato sul grande schermo il conflitto iracheno, Greengrass vuole scendere nelle strade ed entrare nei vicoli peni di calcinacci ma diversamente da altri più che al video sceglie di appoggiarsi all'audio (una colonna sonora costante che si mischia a rumori di fondo scelti, mixati e organizzati con una precisione meticolosa per rendere la tagliente tensione della guerriglia di strada) trovando così il vero specifico filmico della nuova guerra. Aggiornando le più classiche dinamiche del cinema d'azione americano, l'interesse del film passa in fretta dal contesto geopolitico alle frasi con le quali i personaggi si minacciano, ai colpi sparati, alla tensione degli inseguimenti (fantastico quello a tre!) e alle motivazioni che animano i comprimari, solitari quanto i protagonisti, nella loro lotta privata, sganciando così l'opera dalla contingenza attuale per proiettarla nell'Olimpo del grande cinema.
Codice 999 [Videoregistrazione] = Triple 9 / regia di John Hillcoat
: Eagle pictures, [2016?]
Abstract: Michael Atwood, ex membro delle Forze Speciali, capeggia una banda di corrotti agenti di polizia ed ex membri dell'esercito in un'audace rapina in banca che finisce con una frenetica sparatoria in autostrada. Il sergente Jeffrey Allen indaga sul caso, ignaro che proprio suo nipote Chris Allen, un onesto poliziotto, è diventato senza saperlo il partner di uno dei rapinatori della gang di Atlanta. Irina Vlaslov, spietata boss della mafia russo-israeliana, usa le maniere forti con i membri della banda per costringerli a tentare un'ultima e, all'apparenza, impossibile rapina. Ma la sola speranza che la banda ha di portare a termine il colpo è quella di distrarre tutte le forze dell'ordine organizzando un "999" - il codice usato dalla polizia per segnalare che un agente è stato colpito in azione.
il Pranzo di babette / regia Gabriel Axel ; con Stephane Audran ...[et al.
MGM, 2002