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Barbie Fairytopia
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Videoregistrazioni: DVD

Barbie Fairytopia

Mondadori, 2006

Notting hill
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Videoregistrazioni: DVD

Notting hill / regia: Roger Michell ; con: Julia Roberts ... [et al.

Universal, 2003

Paw Patrol
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Videoregistrazioni: DVD

Paw Patrol : il film

Paramount, 2021

Abstract: Humdinger, l’acerrimo nemico dei nostri eroi, diventa sindaco della vicina Adventure City e inizia a seminare il caos. Ryder e i super cuccioli si danno da fare per affrontare questa nuova sfida a muso alto. Strada facendo la squadra trova l'aiuto di un nuovo alleato, l’esperto bassotto Liberty, e armata di nuovi entusiasmanti gadget e attrezzature, la PAW Patrol combatterà insieme per salvare i cittadini di Adventure City!

Asteroid City
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Videoregistrazioni: DVD

Asteroid City / Jason Schwartzman ... [et al.] ; una produzione American Empirical pictures di Wes Anderson

Universal, 2023

Abstract: 1955. In una versione retrofuturistica degli anni cinquanta, un conduttore televisivo introduce la produzione in diretta di un documentario sulla creazione e la realizzazione di Asteroid City, un'opera teatrale fittizia ambientata in un programma televisivo e realizzata dal famoso drammaturgo Conrad Earp. Nell'opera teatrale si tiene una convention di astronomia giovanile in un'immaginaria città americana nel deserto, Asteroid City. Giovani astronomi con rispettivi genitori arrivano da tutto il paese per l'annuale convegno dell'Asteroid Day e per presentare le loro invenzioni scientifiche, ma la competizione scolastica viene sconvolta da eventi inaspettati.

Miracolo a Sant'Anna
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Videoregistrazioni: DVD

Miracolo a Sant'Anna [Videoregistrazione] / regia di Spike Lee

: 01 Distribution, 2009

Abstract: Toscana, 1944. Quattro soldati americani appartenenti alla 92ª Divisione "Buffalo Soldiers" dell'esercito statunitense, interamente composta da militari di colore, rimangono bloccati in un piccolo paese al di là delle linee nemiche. I quattro sono rimasti separati dal resto della compagnia dopo che uno di loro ha rischiato la vita per trarre in salvo un bambino italiano, Angelo. Asserragliati sulle montagne toscane con i tedeschi da un lato ed i superiori americani incapaci di gestire gli eventi dall'altro, i soldati riscoprono una dimenticata umanità vivendo tra gli abitanti del paese e con un gruppo di partigiani. L'innocenza, il coraggio e l'affetto di Angelo, li aiuteranno a recuperare la speranza per andare avanti. Dalle note di regia: "E' un film sulla Seconda Guerra Mondiale, brutale e terribile, un giallo che affronta eventi storici e la cruda realtà della guerra. Ma è anche una storia di compassione e amore. C'è un elemento molto lirico, magico e mistico al suo interno". "Fa impressione pensare che prima di 'Miracolo a Sant'Anna', Spike Lee aveva firmato un capolavoro come 'When the Levees Broke' ('Quando si sono rotti gli argini'. Fa impressione perché quello che non funziona nella ricostruzione romanzata dei combattimenti in Toscana intorno alla Linea Gotica, nel 1944, è proprio quello che faceva la bellezza e il fascino del documentario su New Orleans devastata dall'uragano Katrina: il rispetto delle persone, delle cose, della realtà. Possibile che un regista capace di restituire l'intensità e la disperazione così autentica e toccante delle persone sconvolte dal disastro meteorologico possa sembrare così falso e retorico quando racconta le persone alle prese con la guerra? Possibile che il regista di 'Miracolo a Sant'Anna' sia lo stesso di 'La 25ma ora', dove le angosce di un piccolo spacciatore diventavano le incertezze e le paure di tutta una nazione? Possibile che l'abilissimo burattinaio di 'Inside Man' finisca per ingarbugliare tutto, fili, dita e marionette, raccontando una storia cosi poco convincente? Perché il vero problema del film che Spike Lee ha tratto dai romanzo omonimo di James McBride e che ha scatenato un mare di polemiche tutte extracinematografiche è proprio quello di perdere subito la bussola e mescolare troppi registri e troppe (irrisolte) ambizioni." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 3 ottobre 2008) "Alcune sequenze di combattimento sono da antologia del 'war movie', senza dubbio. E tuttavia i difetti restano molti. Tra gli altri, l'incapacità di dirigere gli attori italiani (quelli americani sono molto bravi), incluso un grande come Omero Antonutti." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 3 ottobre 2008) " E' piaciuto anche a noi se non altro perché riempie una bella lacuna nella cinematografia di guerra. Com'è noto, è il cinema ormai la nostra memoria. I testimoni del conflitto mondiale sono sempre meno. Ai loro ricordi si sono ormai sovrapposte le immagini dei film. E i film, dobbiamo ammetterlo, finora non hanno fatto un buon servizio alla truppe di colore. Le uniche (o quasi) sequenze stampate nelle nostre menti sono quelle dello stupro dei marocchini a Sophia Loren nella 'Ciociara'. Belle sequenze che però infilavano nell'inconscio dello spettatore l'idea che i neri allora in Italia avessero solo violentato e ucciso. Spike ha voluto ristabilire la verità e questo gli fa solo onore. Cioè ci ha ricordato che tra i molti americani che morirono per ridare la libertà agli italiani tanti, tantissimi avevano la pelle scura. E furono tantissimi perché, discriminati anche nell'esercito, se c'era qualcuno da mandare a macellare sceglievano loro, le mission impossible le rifilavano a loro, negli sbarchi (in Sicilia, ad Anzio) le prime ondate erano formate dai Buffallo Soldiers. Preoccupato troppo del messaggio, Spike ha commesso l'errore in cui era già incappato ai tempi di 'Malcom X'. Ha messo troppa carne al fuoco, ha alternato a sequenze pregevoli altre decisamente di maniera, ha messo su un prodotto che dura almeno 40 minuti di troppo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 3 ottobre 2008) "Al regista non interessano i morti italiani di allora, ma morti (e soprattutto vivi) americani di allora e di oggi, cioè la divisione Buffalo presa come simbolo della condizione semilibera degli ex schiavi. Nella gara a chi è peggio, vincono gli ufficiali bianchi dell'esercito americano, ridotti a elemento di contrasto con la loro truppa, nera e ignorante, a tratti vile, ma fin troppo coraggiosa, come carne da cannone. Insomma, 'Miracolo a Sant'Anna' è un polpettone con qualche boccone digeribile." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 3 ottobre 2008) "Tutte le scene di guerra, di scontro, di battaglia sono concitate, bellissime; lo stile, i toni evocano i vecchi film sulla Seconda guerra mondiale. (...) Poi c'è l'ambizione (già presente nel romanzo di James McBride da cui il film è tratto) di raccontare ogni sfaccettatura dell'umanità incancellabile persino dalla guerra, ogni aspetto di quel momento italiano: il che porta a immagini alte ma anche a bozzetti, banalità, macchiette. Miracolo a Sant'Anna non è il miglior film di Spike Lee: ma è un film di Spike Lee, quindi importante. L'ambientazione e tutti i valori produttivi sono perfetti: sembra di vedere le fotografie d'epoca, nel primo film prodotto dalla società On My Own di Roberto Cicutto e Luigi Musini, ex Mikado. Le polemiche che hanno preceduto e accompagnato il film sono prive di senso, frutto di incultura, di localismo, di dilatazione dei media." (Lietta Tornabuoni, "L'Espresso", 16 ottobre 2008) "Nell'intento di scrivere una sorta di favola sullo sfondo della guerra - una favola in cui far convergere qualcosa di magico e di miracolistico, alcuni aspetti del conflitto tra bianchi e neri e in qualche modo l'eterna lotta tra il bene e il male che qui non risparmia neppure le brigate partigiane al loro interno - la regia non riesce a indirizzare il racconto su un percorso preciso. Non riesce neppure a rendere credibili i personaggi, soprattutto quelli italiani, ai quali ha applicato caratterizzazioni troppo stereotipate. Va un po' meglio con i soldati statunitensi, che non restano ingabbiati in cliché. Cosicché la parte più riuscita della pellicola - che peraltro ha suscitato reazioni contrastanti negli Stati Uniti - è quella che racconta le discriminazioni e i pregiudizi all'interno dell'esercito a stelle e strisce nei confronti dei soldati neri, usati come carne da macello. E siamo di fronte al tema centrale della pellicola, il razzismo, la cui denuncia da sempre caratterizza l'impegno civile e l'opera di Spike Lee (vedi Malcom X). Ma qui ci si ferma. (...) A sfuggire è, in ultima analisi, il senso stesso del film, confuso in tanti indizi di diverso segno. Di sicuro non è in gioco la verità storica, e accusare Lee di revisionismo appare eccessivo e fuori luogo, nonostante alcune dichiarazioni avventate dopo le critiche ricevute dalle associazioni di ex combattenti (...) Semmai lo si può accusare di essersi cimentato in una materia delicata con troppa superficialità, e con un soggetto tanto ambizioso quanto insignificante e inverosimile che ha finito per travolgere anche la sua mano di bravo regista." (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 15 ottobre 2008) Note - RIPRESE EFFETTUATE IN ALTA VERSILIA, IN GARFAGNANA E A ROMA. - FiILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE NAZIONALE DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - ALL'INIZIO DEL FILM UNA SCRITTA AVVERTE GLI SPETTATORI CHE I FATTI NARRATI SONO FRUTTO DELLA FANTASIA DEL REGISTA E DI JAMES MCBRIDE, AUTORE DELL'OMONIMO ROMANZO E DELLA SCENEGGIATURA, E CHE LA VERITÀ E LE RESPONSABILITÀ PER QUANTO ACCADUTO - L'ECCIDIO NAZISTA DEL 12 AGOSTO 1944 A SANT'ANNA DI STAZZEMA IN CUI FURONO TRUCIDATI 560 CIVILI - SONO STATE ACCERTATE .

Motel Woodstock
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Videoregistrazioni: DVD

Motel Woodstock [Videoregistrazione] / regia di Ang Lee

: 01 Distribution, 2010

Abstract: Stati Uniti, 1969. Il giovane Elliot Tiber che gestisce insieme ai suoi genitori un motel ai piedi dei monti Catskills trova una brillante idea per riuscire a racimolare un po' di soldi utili a coprire i debiti di famiglia: utilizzare il permesso ottenuto dalla comunità per un evento culturale e ospitare il festival musicale hippy promosso da Michael Lang e soci. Grazie all'aiuto di Elliot, che vedrà così risollevate le risorse economiche di famiglia ben oltre le sue aspettative, Lang e gli altri organizzeranno il più grande evento della storia del Rock: il concerto di Woodstock. "Tre giorni di pace, amore e musica visti da Ang Lee, un cinese che ha imparato a fare l'americano. Racconta i bei tempi dell'utopia hippie ma ne annuncia anche la fine." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica' 18 maggio 2009) "Il bilancio di 'Taking Woodstock' arriva all' ultimo minuto, dopo che per due ore Ang Lee si è come perso nel mare di folla e di utopie che hanno accompagnato la nascita di quel celebre concerto. È quando Elliott, il giovane che forse senza ben capire la portata delle proprie azioni ha permesso di organizzare tre giorni di pace e di musica sui prati di una tranquilla cittadina di provincia, si pone l'inevitabile domanda: 'E ora?'. (...) Giocando così il film tutto sui contrasti tra le idee conservatrici degli adulti e lo spirito libertario dei giovani, concedendo «diritto di parola» ai precursori del travestitismo (come il marine in gonnella interpretato da Liev Schreiber) o ai paladini delle droghe e raccontando soprattutto la gloria un sogno destinato ben presto a perdersi tra compromessi e sconfitte." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 16 maggio 2009) "L'eclettico regista di origini taiwanesi, due Oscar e innumerevoli premi vinti, torna alla commedia per raccontare la storia di Tiber, l'uomo che nell'agosto 1969 al grido di 'Peace and love' organizzò la leggendaria tre giorni di pace, amore e musica radunando a nord dello stato di New York mezzo milione di persone. (...) Ricostruire Woodstock sullo schermo: una scommessa affascinante ma difficile, già oggetto nel 1970 del lungo documentario di Michael Wadleigh, premiato con l'Oscar. Ang Lee ha scelto un'altra prospettiva: (...) Il film, interpretato dagli attori poco conosciuti Demetri Martin, Dan Fogler e Henry Goodman, secondo il regista è anche 'la storia di una liberazione, una storia di onestà e tolleranza. E sull'ingenuità che non possiamo e non dobbiamo perdere'". (Gloria Satta, 'Il Messaggero', 16 maggio 2009) "Dopo i cowboy amanti di 'Brokeback Mountain' (2005) eccolo alle prese con la cultura hippie nel film che rifà il verso al celebre documentario di Michael Waldeigh 'Woodstock - Tre giorni pace, di amore e musica' ('70), realizzato sul concerto-evento del '69. Split screen e valanghe di deja-vu, effetti speciali acidi con alterazioni visive pop, figli dei fiori nudi, cartelli anti-guerra in Vietnam, libertà (omo)sessuale, poliziotti che fanno il segno della pace, prati e tende, birre e spinelli... Ma meglio Woodstock del West. Ang Lee, che ha tratto un film senza rock dal romanzo autobiografico di Elliot Tiber (interpretato da Demetri Martin), si diverte a seguire lo spilungone ebreo che offre agli organizzatori del concerto, espulsi dalla cittadina di Wallkill, un luogo alternativo. Centro propulsivo, uno scassato motel in località di El Monaco, gestito da due vecchi genitori, padre succube e madre infernalmente avida. Si scatenerà l'improbabile e succederà il prevedibile, migliaia di macchine e di ragazzi affluiranno nella zona, affari d'oro per tutti e caos, i prati si trasformeranno in un piacevole e giocherellone deserto fangoso. E, nonostante, la mediocrità del film, Ang Lee, che lascia il concerto in fuori campo, sa comunicare quell'aria di libertà e di indisciplina alla legge di una stagione felice che mai sarà cancellata. Un'euforia che lo prende e libera anche lui dagli stereotipi del suo cinema." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 17 maggio 2009) "Trio eccelso: Demetri Martin, Henry Goodman, Imelda Staunton. Il ragazzo accoglie e accampa gli organizzatori, ospita nel fienile teatranti d'avanguardia (nudista), è odiato da concittadini sicuri che la marmaglia stuprerà il loro bestiame, vive un leggendario passaggio all'età adulta con sfondo di happening (e in acido). Come sempre, il taiwanese yankee Ang Lee commuove e diverte facendo il tifo per la controcultura. Mette il tocco pastello di 'Brokeback Mountain' in un affresco che non ha bisogno di immagini d'epoca (né del concerto!) per evocare una galassia umana: gli basta una variopinta marcia verso il palco. Figure simbolo: lo skizzato Emile Hirsch vuole tornare in Vietnam per sentirsi 'normale', il marine/trave Liev Schreiber ha la pistola nella giarrettiera." (Alessio Guzzano, 'City', 09 ottobre 2009) "Il film oscilla tra toni da commedia e lessico da documentario, con abbondanti citazioni dell'originale di Michael Waldeigh, vedi lo schermo che si scompone in due o tre visuali differenti, o il celeberrimo passaggio delle tre giovani suore. E poi il fango, i ragazzi 'in viaggio'. Woodstock c'è tutta, ma vissuta ai margini di quello che accadeva sul palco, e diventa una travolgente iniziazione alla vita, quando questo significava vedere un mondo migliore, a portata di mano." (Gino Castaldo, 'la Repubblica', 09 ottobre 2009) "Da qualunque parte lo si prenda, sociologica o romantica o sessuale, il film di Ang Lee è bello divertente, originale. Racconta il ciclone Woodstock senza mostrarne il concerto, ci fa assistere ai preparativi del raduno rock del '69 che sconvolse la vecchia America, col popolo hippy che prese d'assalto la zona sconvolgendo morale e salvadanaio della famiglia (mamma yiddish) col motel il cui ragazzo intanto diventa grande. E quando si plana sul quotidiano, qualcosa è cambiato. Bel cinema, che rispetta la privacy del mondo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 09 ottobre 2009) Note - IN CONCORSO AL 62. FESTIVAL DI CANNES (2009).

Motel Woodstock
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Videoregistrazioni: DVD

Motel Woodstock / un film di Ang Lee ; Demetri Martin ... [et al.

BIM Distribuzione, 2010

Miracolo a Sant'Anna
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Videoregistrazioni: DVD

Miracolo a Sant'Anna / regia Spike Lee ; Michael Ealy... [et al.

01 Distribution, 2009

Noam Chomsky racconta i rischi della globalizzazione
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Noam Chomsky racconta i rischi della globalizzazione / regia di Michele Calvano

L'Espresso, 2013

Capire l'economia ; 20

Il principe abusivo
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Il principe abusivo / un film di Alessandro Siani ; Christian De Sica ... [et al.

01 Distribution, 2013

I racconti del mistero
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Videoregistrazioni: DVD

I racconti del mistero / [basato sui racconti di] Edgar Allan Poe ; [regia di Bill Hays ... et al.]

[Roma] : Cult Media, [2009]

Abstract: In occasione del bicentenario della nascita del grande narratore americano Edgar Allan Poe, vengono presentati per la prima volta in DVD undici racconti del mistero comprendenti classici quali "La caduta della casa Usher", "Il ritratto ovale", "Il gatto nero", "Il barile di Amontillado", "Il pozzo e il pendolo" ed il capolavoro assoluto in due parti "La maschera della morte rossa", con la grande icona dell'horror Christopher Lee, qui nella duplice veste di interprete del personaggio di Prospero e presentatore della serie. Undici storie del brivido, undici gioielli di tensione e mistero, undici incubi per non dormire... Include: - La caduta della casa Usher - Il ritratto ovale - Berenice - Il gatto nero - Ligeia - Il barile di Amontillado - La verità sul caso di Mr. Valdemar - Il cuore rivelatore - Morella - Il pozzo e il pendolo - La maschera della morte rossa Extra: un ritratto biografico di Edgar Allan Poe