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Fino all'ultimo respiro
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Videoregistrazioni: DVD

Fino all'ultimo respiro [Videoregistrazione] = A' bout de souffle / regia di Jean-Luc Godard

: Eagle pictures, [200-?]

Abstract: Michel, giovane dal passato burrascoso, ruba un'automobile e fugge col proposito di recarsi in Italia. Inseguito da due agenti, ne uccide uno e, continuando la sua fuga, giunge a Parigi. Dopo essersi rivolto ad alcuni amici per ottenere del denaro, va in cerca di Patrizia, giovane americana, per la quale sente un sincero affetto. La ragazza però non ricambia il suo sentimento e continua a farsi corteggiare da un collega al giornale dove lavora. La polizia intanto fa delle indagini per scoprire l'assassino dell'agente e avendo accertato che si tratta di Michel, si dà da fare per catturarlo. Nel corso delle ricerche viene interrogata anche Patrizia, la quale afferma di non saper nulla, e riesce poi a nascondersi con Michel in casa di amici. Il giorno seguente, però, essendosi resa conto che non ama il giovane la ragazza non esita a denunciarlo alla polizia. "Un montaggio e un uso della macchina piuttosto insoliti sono gli elementi che caratterizzano questo film, distinguendolo da altri della 'nouvelle vague'. Il soggetto però assai banale e la sceneggiatura in più parti incomprensibile, oltre ad un dialogo dalle false apparenze intellettualistiche, rendono il film lento e discontinuo." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 48, 1960) Note - ORSO D'ARGENTO PER LA MIGLIOR REGIAL AL FESTIVAL DI BERLINO (1960). - PROIETTATO AL 60. FESTIVAL DI BERLINO (2010) NELLA RETROSPETTIVA 'PLAY IT AGAIN...!'.

Hulk
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Videoregistrazioni: DVD

Hulk / [directed by Ang Lee]

2 disc special edition

Universal, 2003

Abstract: Bruce è un brillante ricercatore e lavora insieme alla sua ex fidanzata, ma dietro la sua vita tranquilla si nasconde un passato doloroso. Un imprevisto incidente di laboratorio rivela gli impulsi eroici di Bruce facendolo diventare il più potente essere della Terra

Miracolo a Sant'Anna
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Videoregistrazioni: DVD

Miracolo a Sant'Anna [Videoregistrazione] / regia di Spike Lee

: 01 Distribution, 2009

Abstract: Toscana, 1944. Quattro soldati americani appartenenti alla 92ª Divisione "Buffalo Soldiers" dell'esercito statunitense, interamente composta da militari di colore, rimangono bloccati in un piccolo paese al di là delle linee nemiche. I quattro sono rimasti separati dal resto della compagnia dopo che uno di loro ha rischiato la vita per trarre in salvo un bambino italiano, Angelo. Asserragliati sulle montagne toscane con i tedeschi da un lato ed i superiori americani incapaci di gestire gli eventi dall'altro, i soldati riscoprono una dimenticata umanità vivendo tra gli abitanti del paese e con un gruppo di partigiani. L'innocenza, il coraggio e l'affetto di Angelo, li aiuteranno a recuperare la speranza per andare avanti. Dalle note di regia: "E' un film sulla Seconda Guerra Mondiale, brutale e terribile, un giallo che affronta eventi storici e la cruda realtà della guerra. Ma è anche una storia di compassione e amore. C'è un elemento molto lirico, magico e mistico al suo interno". "Fa impressione pensare che prima di 'Miracolo a Sant'Anna', Spike Lee aveva firmato un capolavoro come 'When the Levees Broke' ('Quando si sono rotti gli argini'. Fa impressione perché quello che non funziona nella ricostruzione romanzata dei combattimenti in Toscana intorno alla Linea Gotica, nel 1944, è proprio quello che faceva la bellezza e il fascino del documentario su New Orleans devastata dall'uragano Katrina: il rispetto delle persone, delle cose, della realtà. Possibile che un regista capace di restituire l'intensità e la disperazione così autentica e toccante delle persone sconvolte dal disastro meteorologico possa sembrare così falso e retorico quando racconta le persone alle prese con la guerra? Possibile che il regista di 'Miracolo a Sant'Anna' sia lo stesso di 'La 25ma ora', dove le angosce di un piccolo spacciatore diventavano le incertezze e le paure di tutta una nazione? Possibile che l'abilissimo burattinaio di 'Inside Man' finisca per ingarbugliare tutto, fili, dita e marionette, raccontando una storia cosi poco convincente? Perché il vero problema del film che Spike Lee ha tratto dai romanzo omonimo di James McBride e che ha scatenato un mare di polemiche tutte extracinematografiche è proprio quello di perdere subito la bussola e mescolare troppi registri e troppe (irrisolte) ambizioni." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 3 ottobre 2008) "Alcune sequenze di combattimento sono da antologia del 'war movie', senza dubbio. E tuttavia i difetti restano molti. Tra gli altri, l'incapacità di dirigere gli attori italiani (quelli americani sono molto bravi), incluso un grande come Omero Antonutti." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 3 ottobre 2008) " E' piaciuto anche a noi se non altro perché riempie una bella lacuna nella cinematografia di guerra. Com'è noto, è il cinema ormai la nostra memoria. I testimoni del conflitto mondiale sono sempre meno. Ai loro ricordi si sono ormai sovrapposte le immagini dei film. E i film, dobbiamo ammetterlo, finora non hanno fatto un buon servizio alla truppe di colore. Le uniche (o quasi) sequenze stampate nelle nostre menti sono quelle dello stupro dei marocchini a Sophia Loren nella 'Ciociara'. Belle sequenze che però infilavano nell'inconscio dello spettatore l'idea che i neri allora in Italia avessero solo violentato e ucciso. Spike ha voluto ristabilire la verità e questo gli fa solo onore. Cioè ci ha ricordato che tra i molti americani che morirono per ridare la libertà agli italiani tanti, tantissimi avevano la pelle scura. E furono tantissimi perché, discriminati anche nell'esercito, se c'era qualcuno da mandare a macellare sceglievano loro, le mission impossible le rifilavano a loro, negli sbarchi (in Sicilia, ad Anzio) le prime ondate erano formate dai Buffallo Soldiers. Preoccupato troppo del messaggio, Spike ha commesso l'errore in cui era già incappato ai tempi di 'Malcom X'. Ha messo troppa carne al fuoco, ha alternato a sequenze pregevoli altre decisamente di maniera, ha messo su un prodotto che dura almeno 40 minuti di troppo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 3 ottobre 2008) "Al regista non interessano i morti italiani di allora, ma morti (e soprattutto vivi) americani di allora e di oggi, cioè la divisione Buffalo presa come simbolo della condizione semilibera degli ex schiavi. Nella gara a chi è peggio, vincono gli ufficiali bianchi dell'esercito americano, ridotti a elemento di contrasto con la loro truppa, nera e ignorante, a tratti vile, ma fin troppo coraggiosa, come carne da cannone. Insomma, 'Miracolo a Sant'Anna' è un polpettone con qualche boccone digeribile." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 3 ottobre 2008) "Tutte le scene di guerra, di scontro, di battaglia sono concitate, bellissime; lo stile, i toni evocano i vecchi film sulla Seconda guerra mondiale. (...) Poi c'è l'ambizione (già presente nel romanzo di James McBride da cui il film è tratto) di raccontare ogni sfaccettatura dell'umanità incancellabile persino dalla guerra, ogni aspetto di quel momento italiano: il che porta a immagini alte ma anche a bozzetti, banalità, macchiette. Miracolo a Sant'Anna non è il miglior film di Spike Lee: ma è un film di Spike Lee, quindi importante. L'ambientazione e tutti i valori produttivi sono perfetti: sembra di vedere le fotografie d'epoca, nel primo film prodotto dalla società On My Own di Roberto Cicutto e Luigi Musini, ex Mikado. Le polemiche che hanno preceduto e accompagnato il film sono prive di senso, frutto di incultura, di localismo, di dilatazione dei media." (Lietta Tornabuoni, "L'Espresso", 16 ottobre 2008) "Nell'intento di scrivere una sorta di favola sullo sfondo della guerra - una favola in cui far convergere qualcosa di magico e di miracolistico, alcuni aspetti del conflitto tra bianchi e neri e in qualche modo l'eterna lotta tra il bene e il male che qui non risparmia neppure le brigate partigiane al loro interno - la regia non riesce a indirizzare il racconto su un percorso preciso. Non riesce neppure a rendere credibili i personaggi, soprattutto quelli italiani, ai quali ha applicato caratterizzazioni troppo stereotipate. Va un po' meglio con i soldati statunitensi, che non restano ingabbiati in cliché. Cosicché la parte più riuscita della pellicola - che peraltro ha suscitato reazioni contrastanti negli Stati Uniti - è quella che racconta le discriminazioni e i pregiudizi all'interno dell'esercito a stelle e strisce nei confronti dei soldati neri, usati come carne da macello. E siamo di fronte al tema centrale della pellicola, il razzismo, la cui denuncia da sempre caratterizza l'impegno civile e l'opera di Spike Lee (vedi Malcom X). Ma qui ci si ferma. (...) A sfuggire è, in ultima analisi, il senso stesso del film, confuso in tanti indizi di diverso segno. Di sicuro non è in gioco la verità storica, e accusare Lee di revisionismo appare eccessivo e fuori luogo, nonostante alcune dichiarazioni avventate dopo le critiche ricevute dalle associazioni di ex combattenti (...) Semmai lo si può accusare di essersi cimentato in una materia delicata con troppa superficialità, e con un soggetto tanto ambizioso quanto insignificante e inverosimile che ha finito per travolgere anche la sua mano di bravo regista." (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 15 ottobre 2008) Note - RIPRESE EFFETTUATE IN ALTA VERSILIA, IN GARFAGNANA E A ROMA. - FiILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE NAZIONALE DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - ALL'INIZIO DEL FILM UNA SCRITTA AVVERTE GLI SPETTATORI CHE I FATTI NARRATI SONO FRUTTO DELLA FANTASIA DEL REGISTA E DI JAMES MCBRIDE, AUTORE DELL'OMONIMO ROMANZO E DELLA SCENEGGIATURA, E CHE LA VERITÀ E LE RESPONSABILITÀ PER QUANTO ACCADUTO - L'ECCIDIO NAZISTA DEL 12 AGOSTO 1944 A SANT'ANNA DI STAZZEMA IN CUI FURONO TRUCIDATI 560 CIVILI - SONO STATE ACCERTATE .

INSIDE man [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Lee, Spike <1957->

INSIDE man [Videoregistrazione / regia di Spike Lee

Abstract: Nel cinema contemporaneo succube delle logiche di globalizzazione, dell'evoluzione della tecnologia, del marketing e della commercializzazione, è sempre più difficile percepire la mano, lo stile di un regista. Spike Lee è un'eccezione. I suoi film hanno un marchio di fabbrica unico. I movimenti di macchina (odiati da alcuni), i carrelli, la fotografia, i riferimenti al razzismo, l'uso spropositato delle parole, sono elementi perenni del suo cinema che esprime emozione, attraverso i contrasti e l'onanistico utilizzo della macchina da presa. Inside man ne è un'ulteriore conferma. Divertita e assoluta. In una struttura da noir classico (altro genere con cui si confronta il regista), una banda di rapinatori, guidata da Dalton Russel (Clive Owen) entra in una banca e prende in ostaggio dipendenti e clienti. Il caso viene assegnato allo stiloso e brillante Detective Frazier (un sempre meraviglioso Denzel Washington), che instaura un rapporto telefonico con l'autore del sequestro. Per Frazier, un problema non è abbastanza, e un losco intrigo si intreccia con la rapina, coinvolgendo una donna (Jodie Foster) a difesa delle istituzioni. Perfetto nella sceneggiatura intelligente e "tricky", intoccabile nella cura dei particolari (il gessato bruciato, il cappello avana, la camicia bianca e la cravatta regimental oro e blu di Denzel sono classe pura), ricco nella regia che culmina nel piano sequenza all'interno della banca, questo "magic touch" d'autore diverte nel mettere in scena una storia che cita Spillaine e Chandler, immergendoli nella poetica da strada del cineasta. Inside man è vero cinema. E Spike Lee is the Man.

Mio fratello rincorre i dinosauri
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Mio fratello rincorre i dinosauri [Videoregistrazione] / regia di Stefano Cipani

Eagle pictures, [2019]

Abstract: Per il piccolo Jack la famiglia è croce e delizia: delizia perché è composta da due genitori spiritosi e democratici, croce perché le sorelle lo tiranneggiano, asserendo la loro "superiorità femminile". Dunque la notizia dell'arrivo di un fratellino è accolta da Jack come un trionfo personale, tantopiù che quel fratellino, Giò, si rivela davvero speciale, cioè dotato del superpotere di "dar vita alle cose". Ma Giò è anche affetto dalla sindrome di Down: e quando Jack raggiunge la (di per sé problematica) età di 14 anni il fratellino diventa una presenza ingombrante nonché, per dirla tutta, potenzialmente imbarazzante. E siccome a raccontare la storia da un punto di vista totalmente soggettivo è la voce di Jack, Mio fratello rincorre i dinosauri è un racconto di formazione adolescenziale incentrato sul disagio e la vergogna che ogni teenager prova nei confronti della propria esistenza, a maggior ragione se "ostacolata" dalla diversità.

Mo' better blues
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Mo' better blues [Videoregistrazione] / regia di Spike Lee

: Universal pictures, 2006

SOSTIENE Pereira [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Faenza, Roberto <1943->

SOSTIENE Pereira [Videoregistrazione / regia di Roberto Faenza

Abstract: Nella Lisbona del 1938, sotto la cappa del fascismo salazariano, un anziano giornalista culturale con la passione dei necrologi di scrittori illustri incontra due giovani impegnati nella lotta clandestina contro il regime e un medico colto e democratico che l'aiutano a uscire dal guscio della sua quieta neutralità. E a ribellarsi. Tratto dal romanzo (1994) di Antonio Tabucchi, è una limpida trasposizione secondo un criterio di scrupolosa fedeltà (con poche variazioni, e un'importante aggiunta nel finale) che è anche il suo limite. Un ottimo Mastroianni in perfetta osmosi con il personaggio. Un po' spenti gli altri.AUTORE LETTERARIO: Antonio Tabucchi

CLOCKERS [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Lee, Spike <1957->

CLOCKERS [Videoregistrazione / regia di Spike Lee

Abstract: Dal romanzo omonimo di Richard Price. Della morte violenta del gestore notturno di un fast food a Brooklyn (New York) si accusa un nero, onesto padre di famiglia, ma l'anziano poliziotto bianco Rocco Klein concentra le indagini su un suo fratello sedicenne che spaccia droga pesante. Sul piano del racconto realistico corale sulla cultura della droga e della violenza nei ghetti neri, alimentata dai mass media, è ineccepibile, ma su quello dei risultati espressivi rivela uno S. Lee riconciliato e un po' incerto. In un primo tempo doveva essere diretto da Martin Scorsese che ne è uno dei produttori.AUTORE LETTERARIO: Richard Price

MAMMA Roma [Videoregistrazione
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Pasolini, Pier Paolo <1922-1975>

MAMMA Roma [Videoregistrazione / regia di Pier Paolo Pasolini

Abstract: Mamma Roma, una prostituta non più giovane, in seguito al matrimonio del suo protettore Carmine, con una contadina, decide di abbandonare il mestiere. Desiderosa di cominciare una nuova vita insieme a suo figlio Ettore, cresciuto in campagna, compra una casa alla periferia di Roma e si aggiudica un banco al mercato rionale. Per Ettore, però, lei non è altro che un'estranea e a nulla valgono i suoi sforzi per garantirgli un lavoro e un avvenire sicuro. Mentre Carmine la spinge di nuovo sul marciapiede, minacciandola di raccontare la verità a Ettore, questi, che è venuto a sapere da tempo del passato di sua madre, lascia il lavoro per dedicarsi a piccoli furti con conseguenze che si riveleranno fatali per tutta la famiglia. "Pasolini ha voluto ricordare che il tema dell'amor materno, assente dai suoi romanzi, non lo è nella sua poesia; e che in questo film (...) c'è un'effusione autobiografica (come c'è, del resto, nella vibrante passione con cui Anna Magnani ha interpretato il suo ruolo). Alcuni difetti di logica (...) diventano 'maniera', urtano contro la inesorabilità dell'impostazione ideale, la raffrenano e la smorzano . (...) Pur essendo centrato su fatti più commoventi e su una visione più ampia e aperta della realtà, noi troviamo che 'Mamma Roma' rimane artisticamente indietro ad "Accattone" [...]". (Ugo Casiraghi, 'l'Unità', 1° settembre 1962).

Il deserto rosso
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Il deserto rosso [Videoregistrazione] / regia di Michelangelo Antonioni

: Medusa video, [200-?]

Abstract: A Ravenna, ridotta a deserto industriale, una giovane borghese nevrotica, moglie di un ingegnere, cerca vanamente un equilibrio. 9° film di Antonioni, e il suo primo a colori, in funzione soggettiva (fotografia di Carlo Di Palma, Nastro d'argento) come espressione di una realtà dissociata e con ambizione di trasformarlo esso stesso in racconto come "mito della sostanziale e angosciosa bellezza autonoma delle cose". Come nei 3 precedenti film con Monica Vitti, la donna è l'antenna più sensibile di una nevrosi comune nel contesto della società dei consumi e della natura inquinata. Leone d'oro a Venezia.

Oceania
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Oceania [Videoregistrazione] = Moana / regia di John Musker, Ron Clements, Don Hall, Chris Williams

: Walt Disney studios home entertainment, 2017

Tre piani
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Tre piani / Margherita Buy ... [et al.] ; un film di Nanni Moretti

01 Distribution : Eagle Pictures, [2022]

Abstract: Roma. Al primo piano di una palazzina vivono Lucio, Sara e la loro bambina, Francesca. Nell’appartamento accanto ci sono Giovanna e Renato, che spesso fanno le fanno da babysitter. Una sera, Renato, a cui è stata affidata Francesca, scompare con la bambina per molte ore. Quando finalmente i due vengono ritrovati, Lucio teme che a sua figlia sia accaduto qualcosa di terribile... Al secondo piano vivono Monica e Giorgio, lei alle prese con la prima esperienza di maternità, lui sempre lontano per lavoro. Quando Giorgio realizza che il matrimonio così non può funzionare, forse è troppo tardi. Dora è una giudice, come suo marito Vittorio e insieme al figlio Andrea, abitano all’ultimo piano della palazzina. Una notte il ragazzo, ubriaco, investe e uccide una donna. Sconvolto, chiede ai genitori di fargli evitare il carcere ma Vittorio pensa che suo figlio debba essere giudicato e condannato per quello che ha fatto. Dora sarà messa davanti alla scelta di dover scegliere tra il marito e il figlio.

Lisbon story
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Lisbon story / Rudiger Vogler ... [et al.] ; scritto e diretto da Wim Wenders ; musiche dei Madredeus

Dall'Angelo Pictures, [2011]

Abstract: Philip, un tecnico del suono, riceve un misterioso messaggio di aiuto da Friedrich, un suo amico regista, che lo prega di raggiungerlo a Lisbona. Nella capitale portoghese, Philip non trova l'amico, ma solo le tracce dell'utopico progetto di realizzare un film con l'originaria purezza di un pioniere della settima arte, come se l'intera storia del cinema non avesse avuto corso.