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Trovati 667817 documenti.
Spongebob [Videoregistrazione] : il film / regia di Stephen Hillenburg
: Paramount home entertainment, 2004
I fratelli Skladanowsky [Videoregistrazione] / regia di Wim Wenders
: Ripley's home video, 2004
Abstract: Anche la Germania ebbe i suoi inventori del cinema: i berlinesi Max Skladanowsky (1863-1939) e i suoi fratelli Emil ed Eugen, figli del fotografo d'arte Carl, che dopo vari esperimenti di "fotografie viventi" misero a punto il Bioskop, brevettato nel 1895, apparecchio a doppio proiettore. Fu usato per la prima proiezione pubblica a pagamento al Wintergarten di Berlino l'1-11-1895, un mese prima del Cinématographe dei fratelli Lumière la cui superiorità tecnica li condannò all'oblio. Prodotto e realizzato da Wenders con gli allievi della Hochschule für Fernsehen und Film di Monaco, dedicato a tutti i pionieri del cinema, si compone di 2 parti. Nella 1ª si ricostruiscono in bianconero i tentativi dei fratelli, le prime affermazioni e la sconfitta finale; nella 2ª, la migliore, s'intervista l'anziana e vispa figlia di Max che fruga tra ricordi, cimeli, ritagli e fotografie.
Le regole del gioco [Videoregistrazione] / regia di Curtis Hanson
: Warner home video, 2007
Abstract: A Las Vegas Huck è conosciuto per essere un tipo poco affidabile. La sua vita è un susseguirsi di vittorie e sconfitte che incassa seduto al tavolo da gioco. La passione per il poker gli è stata tramandata dal padre, nei confronti del quale nutre rancore per aver abbandonato la madre. A pochi giorni dal Campionato Mondiale di Poker, Huck deve fare i conti con l'ascendente negativo del genitore e con Billie Offer, una giovane cantante in cerca di lavoro che riesce a colpire il suo cuore. Il film di Curtis Hanson arriva sui grandi schermi in un momento in cui il poker è tornato ad appassionare milioni di telespettatori in tutto il mondo, Italia compresa. Non è un caso che due dei maggiori commentatori del fenomeno televisivo - Fabio Caressa e Stefano De Grandis - prestino la loro voce ai presentatori del Campionato Mondiale di Poker inscenato nelle Regole del gioco. La scommessa era di riuscire a catturare l'essenza stessa del gioco (il bluff) nelle sequenze cinematografiche e, grazie all'apporto di veri campioni internazionali (presenti anche nel film), il regista riesce nell'impresa. Eric Bana è Huck ed è molto abile nel tracciare il profilo del giocatore, soprattutto al tavolo verde quando, di fronte al padre (Robert Duvall), perde le staffe e la faccia da poker. La scintillante Las Vegas, ripulita dagli omicidi di CSI, è catturata con efficienza dalla fotografia di Peter Deming (Mulholland Drive) che la trasforma in una cartolina per turisti con la febbre del gioco. Il meccanismo complessivo del film, appassionante nella struttura e divertente nei dialoghi, si inceppa solo di fronte all'aspetto romantico della trama. Nonostante la metafora sia interessante, perde fascino nello sviluppo. Se la vita fosse come il poker gli innamorati sarebbero sull'orlo del lastrico. Almeno secondo Hanson che dichiara: "le capacità che uno deve sviluppare per diventare un buon giocatore sono quasi l'esatto opposto di quelle necessarie per avere un buon rapporto con una persona". Non ci sarebbe altro motivo per dare spazio - in una commedia già così perfettamente articolata - alla storia d'amore tra Huck e Billie (Drew Barrymore). Ma è pur vero che un po' di romanticismo è utile ad attirare al cinema un pubblico misto allo scopo di fare conoscere anche alle signore Le regole del gioco.
Nick's film [Videoregistrazione] : lampi sull'acqua / regia di Nicholas Ray e Wim Wenders
: Ripley's home video, 2004
The fog of war [Videoregistrazione] : la guerra secondo Robert McNamara / regia di Errol Morris
: Sony pictures home entertainment, 2009
Le luci della sera [Videoregistrazione] / regia di Aki Kaurismaki
: 01 Distribution, 2007
Abstract: Koistinen è un piccolo uomo senza qualità. Buono e incapace di perdere la speranza, lavora come guardiano di un grande magazzino ad Helsinki. Una sera, durante il turno di lavoro, una giovane donna lo seduce per far sì che i suoi complici riescano ad entrare nella struttura e la svaligino. Complice suo malgrado del furto, amato soltanto dalla padrona di un chiosco di salsicce, Koistinen viene condannato dalla giustizia a pagare per la sua ingenuità e per reati che non ha commesso. "Kaurismaki, chiude la 'trilogia dei perdenti' con 'Le luci dei sobborghi'. Il mood, inconfondibile, è lo stesso di 'Nuvole in viaggio' e 'L'uomo senza passato', con una punta di humour in meno. La città è sempre Helsinki, una Helsinki moderna e insieme senza tempo, fatta di periferie silenziose e bar malinconici che probabilmente esistono solo nei film del geniale finlandese. (...) Luci anni '50, dialoghi scarni ma irresistibili (Kaurismaki è un maestro del sottotesto), una colonna sonora che mescola Puccini e Gardel (ancora 'Volver !') ai tanghi di Olavi Virta, compositore finlandese amatissimo in patria. Più una fievole speranza che in extrenmis illumina il destino dei diseredati. Ammirevole per coerenza, Kaurismaki stavolta non brilla per novità. E il suo ultimo film somiglia fin troppo a tutti gli altri, un po' come l'irresistibile cagnetto Paju, ultimo discendente di una famiglia di bastardini che accompagna da sempre il lavoro del finlandese." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 23 maggio 2006) "Destinato ai cultori del cinema d'arte e d'essai, 'Les lumières du Faubourg' non aggiunge nulla all'identikit di Aki Kaurismaki. Già incoronato con due premi importanti a Cannes grazie a 'L'uomo senza passato', il regista finlandese vi sviluppa l'allusione chapliniana del titolo con i consueti toni da ballata minimalista: una sorta di spleen boreale che privilegia sino alla maniera il sottomondo degli umili e dei marginali e lo culla con le immagini fredde e asettiche e la complicità dell'accompagnamento musicale. Assistiamo così, senza un briciolo di vera emozione, alla discesa agli inferi del signor Koistinen (Janne Hyytiainen), sconsolato nottambulo ingiustamente accusato di furto con scasso proprio dalla donna di cui è innamorato. Negli sgradevoli sfondi di un nord Europa più disumano che mai, il poverocristo s'appresta a perdere in un colpo solo e senza un lamento posto di lavoro, alloggio, libertà e illusioni; ma per fortuna anche nella miseria più nera può materializzarsi l'ala di un angelo... E Kaurismaki finisce per fare della stralunata naiveté compositiva un fine ammiccante anziché un mezzo espressivo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 settembre 2006) "Vedere un film del finlandese Aki Kaurismaki, 49 anni, è un autentico piacere. La semplicità classica e profonda, lo stile lucido tutto concentrato sui protagonisti e sulla storia, senza distrazioni né parentesi, l'espressività degli attori, il deserto irreale della città; questo e altro fanno di Kaurismaki un maestro. 'Le luci della sera' (dopo 'Nuvole in viaggio' e 'L'uomo senza passato') è l'ultimo film di una trilogia proletaria dedicata ai perdenti: se il soggetto dei primi due film era la mancanza di lavoro e la mancanza di casa, il tema di questo è la mancanza di affetti, la solitudine. (...) La magia, le luci romantiche, il lato favoloso d'altri film del regista sono scomparsi per lasciar posto al male di vivere. Dolci canzoni, musica di tango, accompagnano la brutalità." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 gennaio 2007) "Breve: dura un'ora e venti; laconico: pochi dialoghi, molti silenzi; insolito: protagonista è 'un romantico scemo, fedele come un cane'. Può essere solo un film di Aki Kaurismäki su Aki Kaurismäki. Stavolta s'intitola 'Le luci della sera'. Stavolta, perché - se il film ha questi pregi - ha anche un difetto: è seriale. Il regista, sceneggiatore e produttore finlandese si ripete. Ma i più non hanno visto i suoi film precedenti, come il capolavoro 'Nuvole in viaggio' (1996) e il notevole 'L'uomo senza memoria'. E per loro valgono gli attributi dell'incipit. Kaurismäki presenta questi tre film come parti di una trilogia. In realtà 'Nuvole in viaggio' ne era la sintesi. L'analisi è venuta con gli altri due. Nulla di male, ma nemmeno nulla che sia tornato a quei livelli. È probabile che, cinquantenne etilista, Kaurismäki trovi fondi solo per film a basso costo e garantito rendimento. 'Le luci della sera' era infatti in concorso al Festival di Cannes: vetrina importante. Improbabile che da lui avremo mai una produzione di vasto respiro, quella di cui il cinema europeo avrebbe più bisogno, perché farebbe pensare senza annoiare." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 12 gennaio 2007) "Con questo suo splendido, gelido, intangibile finale della trilogia dei perdenti Kaurismaki dice che viviamo da monadi, oggetti e non più soggetti di un mondo chiuso agli affetti. (...) Aki il finlandese afferma il diritto al pessimismo senza poesia né catarsi, il mondo è quello che è, le porte si sono chiuse. Resta la confusione, il rock mescolato al 'Volver' almodovariano e a Puccini, ma il filo è staccato. L'occhio registra l'atto beckettiano senza parole di Koistinen (Janne Hyytiainen) ma i contatti non sono più con la vita ma col cinema, finzione che l' autore rende magnifica complice della sua desolata visione del mondo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 gennaio 2007) "Luci anni '50, dialoghi scarni ma irresistibili (Kaurismäki è un maestro del sottotesto), una colonna sonora che mescola Puccini e Gardel ai tanghi di Olavi Virta, compositore finlandese amatissimo in patria. E' lo stile unico di Aki Kaurismäki, che con 'Le luci della sera' chiude la struggente trilogia dei perdenti. Il tono stralunato e dolente è quello di 'Nuvole in viaggio' e 'L'uomo senza passato', ma un poco più disperato. (...) Ammirevole per coerenza, Kaurismäki magari non brilla per novità e i suoi ultimi film si somigliano tutti un po'. Come il buffo cagnetto Paju, ultimo di una stirpe di bastardini che accompagna da sempre il lavoro del finlandese. Ma la fievole speranza che illumina il destino dei diseredati, l'esattezza degli sguardi, delle luci, dei tempi, dei gesti, scalderebbero il cuore dello spettatore più cinico." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero, 12 gennaio 2007) Note - IN CONCORSO AL 59MO FESTIVAL DI CANNES (2006).
Amici e vicini [Videoregistrazione] : una favola moderna sull'immoralita' / regia di Neil Labute
: Universal pictures, 2005
La contessa di Hong Kong [Videoregistrazione] / regia di Charlie Chaplin
: Universal pictures, 2005
Abstract: A bordo di un piroscafo di lusso che lo riporta negli Stati Uniti, il ricco diplomatico americano Ogden attende da Washington la sua nomina a ministro degli esteri. Sceso a terra ad Hong Kong vi conosce casualmente Natasha, una profuga russa di nobile origine costretta ad una vita avventurosa dalle stesse vicende rivoluzionarie che le sono costate all'esilio perpetuo. Tornato a bordo, Ogden scopre la contessa russa nascosta in un armadio della sua cabina. Alla richiesta di spiegazioni, Natasha risponde dichiarando di voler a tutti i costi entrare negli Stati Uniti nonostante la mancanza del passaporto e di essere disposta, pur di raggiungere il suo scopo, a sfruttare, a danno del diplomatico, la situazione in cui si trova. Ogden, che nel frattempo si è innamorato della donna, per proteggere la propria carriera ed il suo matrimonio con Martha, cerca di realizzare un matrimonio fittizio tra il suo maggiordomo Harvey e Natasha per permettere alla donna di divenire cittadina americana. Ma quando la nave fa scalo alle Hawaii e il diplomatico viene raggiunto dalla legittima moglie, Ogden preferisce abbandonare la sua carriera, protetta da un mènage convenzionale, e legarsi per sempre a Natasha. "Si tratta di una classica commedia all'americana retta, nonostante l'inconsistenza della intera vicenda, da un dialogo sottilmente allusivo e da qualche sapida situazione. Discontinua la regia e a tratti briosa l'interpretazione." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 62, 1967)
La storia di Qiu Ju [Videoregistrazione] / regia di Zhang Yimou
: 01 Distribution, 2006
Abstract: L'inverno si addensa su un remoto villaggio nella Cina del nord. Dentro di sè, Qiu Ju si compiace della sua buona sorte è in attesa del suo primo figlio. Di li' a poco suo marito Qinglai rimane ferito in una lite con il capo del villaggio Wang Shantang. Qiu Ju esige delle scuse, ma l'orgoglioso Wang non ne vuole sapere. Allora Qiu Ju affida tutto nelle mani di un poliziotto Li Shunlin. Li Shunli considera chiusa la questione quando Wang acconsente a pagare la parcella del medico di Qinglai. Qiu Ju però restituisce il denaro e fa causa a Wang. Al processo, la corte si limita a confermare il loro precedente accordo. Ingenuamente spavalda a causa della sua scarsa familiarità con le procedure legali, Qiu Ju si appella a una corte superiore. Film molto bello, politicamente forte, premiato col leone d'oro all'ultima mostra di Venezia. (Lietta Tornabuoni, La Stampa) Il film che appare incentrato su temi e registri completamente differenti da quelli pure interessanti e splendidi, proposti da Yimou in altri lavori. E' godibilissimo, non difetta di riflessi e venature perfino comiche, è intelligente e arioso mentre offre un invidiabile caleidoscopio di figurine coloratissime (scrivani, faccendieri, conducenti pubblici, locatori e funzionari). (Segnalazioni Cinematografiche) Note - REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1992 - ASSISTENTI REGIA: HU XIAOFENG, ZHANG ZHENYAN, TIAN WEI XI. - LEONE D'ORO ALLA MOSTRA DI VENEZIA E COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE ATTRICE A GONG LI (1992).
Picnic alla francese [Videoregistrazione] / regia di Jean Renoir
: Multimedia San Paolo, 2009
Abstract: Il professor Alexis (P. Meurisse), sostenitore della fecondazione artificiale, è sedotto dalla bellezza della contadina Nenette (C. Rouvel) e con lei passa giorni felici sotto il sole di Provenza. Mesi dopo, saputo che è rimasta incinta, rinnega le sue teorie e la sposa. Temi gravi (la scienza, la dittatura degli scienziati, la pianificazione dell'esistenza umana) futilmente trattati in un film che trabocca di amore per la natura e di gioia di vivere. Titolo preso da un celebre quadro (1863) di Manet. Girato in parte nella tenuta di famiglia "Les Collettes" a Cagnes-sur-Mer (Provenza) dove il pittore Auguste Renoir trascorse gli ultimi anni e morì, è un film dove, come in un quadro impressionista, conta più il colore che il disegno. Più che quelle satiriche, vibrano le corde liriche. Come scrisse André Bazin per Une Partie de campagne (1936) "Renoir fa il cinema ideale che avrebbe fatto suo padre...". Per la 1ª volta ricorse all'uso di più cineprese (anche 8) allo scopo di ottenere dagli attori una maggiore naturalezza recitativa. V.M. 16 anni dalla censura democristiana dell'epoca.
Last life in the universe [Videoregistrazione] / regia di Pen-Ek Ratanaruang
: Sony pictures home entertainment, 2007
Abstract: Kenji è un giapponese che vive a Bangkok, ossessionato dall'idea di suicidarsi. Una notte uccide accidentalmente un membro della mafia giapponese che perseguita suo fratello. Noi è una ragazza tailandese che vive a Pattaya anche lei, per errore, uccide sua sorella. Kenji e Noi uniti da un insolito destino si nascondono e trascorrono insieme tre giorni sperando di trovare l'amore, la vita e la redenzione. Note PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 60MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA NELLA SEZIONE CONTROCORRENTE (2003), DOVE ASANO TADANOBU HA VINTO IL PREMIO COME MIGLIOR ATTORE.
Autopsia di un sogno [Videoregistrazione] / regia di Raul Ruiz
: 01 Distribution, [2006]
Abstract: Il protagonista e la protagonista sono in vacanza ai Tropici con qualche difficoltà all'orizzonte soprattutto per lei. Ruiz si aggroviglia nelle sue elucubrazioni cinefile toccando uno dei livelli più elevati di astrusità nel suo cinema. Questa volta il gioco della mescolanza dei piani tra sogno e realtà non funziona.
Condannato a nozze [Videoregistrazione] / regia di Giuseppe Piccioni
: Medusa home entertainment, 2007
Abstract: In teoria: ritratto dello sdoppiamento di un brillante avvocato, indeciso a tutto in amore. In pratica: la storia di un maschietto italiota che esce da un letto per entrare in un altro, ovvero il sogno di almeno un italiano adulto su due. 3° film del marchigiano G. Piccioni, e il peggiore. Quello che guadagna in furbizia, ha perduto in sensibilità. Era difficile sciupare un poker delle migliori attrici giovani italiane. Ci è riuscito.
Moonlight e Valentino [Videoregistrazione] / regia di David Anspaugh
: 01 Distribution, [2006]
Anche i nani hanno cominciato da piccoli [Videoregistrazione] / regia di Werner Herzog
: Ripley's home video, 2003
Abstract: Un gruppo di nani che vivono in una sorta di prigione in una terra lontana, stanchi della loro condizione, si ribellano ai loro guardiani. Note - SUONO: HERBERT PRASCH. - GIRATO A LANZAROTE (ISOLE CANARIE) IL FILM E' INTERPRETATO DA ATTORI NON PROFESSIONISTI.
Ognuno cerca il suo gatto [Videoregistrazione] / regia di Cedric Klapisch
: 01 distribution, 2006
Abstract: Tornata dalle vacanze a Parigi, Chloe riceve dalla vicina la notizia che il suo gatto, da lei tenuto in custodia, è scappato e non si trova più. Chloe - che è una ragazza introversa portata più a nascondersi che a valorizzarsi - comincia una ricerca a tappeto in tutto il quartiere e scopre un mondo a lei estraneo, fatto di vecchiette che si riuniscono a prendere il tè e sanno tutto di tutti, di uomini che trascorrono la loro esistenza per strada o perdendo tempo nelle bettole, personaggi caricature con un abisso di solitudine dentro. Quando tutto sembra ormai perduto e ogni ricerca vana ecco che, da dietro una cucina a gas, spunta fuori il gatto. Chloe riprende fiducia nella vita e finalmente intreccia una storia d'amore con un vicino. "Cédric Klapisch vince la partita evitando sia l'annotazione commovente che lo spunto umoristico. Fa del minimalismo, ma un minimalismo non sentimentale, controllato dalla misura realistica che il suo film è venuto assumendo. Presentandolo il regista ha parlato di 'scrittura in diretta'. (...) Un cinema che non si accontenta di disegnare tipi buffi. Senza dubbio, sono un po' eccentrici, un po' bizzarri gli uomini e le donne che, mentre andiamo cercando un gatto, il regista - senza eccessi, senza esagerazioni, con leggerezza - ci presenta. E, dato che li lascia parlare, li lascia muovere secondo la loro natura e il passato che portano in sé, ci accorgiamo che ognuno di quegli sconosciuti coabita con la sua solitudine che, spesso, si nasconde sotto la maschera dell'aggressività. L'una e l'altra non sono gridate. Non esibite. E, per questo, risultano vere". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 22 novembre 1996) "Che meraviglia: una commedia fatta di nulla che parla di tutto e cioè d'amore e solitudine, di malinconia e desiderio, di sogni e di equivoci, insomma la stoffa di cui son fatte le vere commedie. Che allegria: un film con attori ignoti e bravissimi mescolati a una folla di 'tipi' presi dalla strada ma pronti a recitare come se non avessero mai fatto altro. Che rarità: un 'corto' che diventa lungo ma senza perdere in tensione o in divertimento, e coinvolgendo nelle riprese un intero quartiere parigino. Ovvero quella parte dell'undicesimo arrondissement che sta dietro la Bastiglia. Per la cronaca è anche la zona dei Cahiers du Cinéma, ma non cercate ammicchi cinèfili nel terzo film di Klapisch: non ce n'è (per fortuna)". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 novembre 1996) "Nato come cortometraggio, Ognuno cerca il suo gatto mostra meglio di tante chiacchiere come si possa far buon cinema con pochi soldi e parecchie idee. Ma non alla maniera di 'Clerks' o del nostro 'Cresceranno i carciofi a Mimongo'. Meno modaiolo e leggero, il film, di Klapisch porta sullo schermo il piacere di coinvolgere nelle riprese un intero quartiere: estraendo dalla realtà quotidiana umanissime macchiette e abissali solitudini, secondo un'idea di commedia realista che nessuno in Italia pratica più. Sicché dopo un po' diventa difficile individuare gli attori e le comparse, potendo contare il regista su una verità in presa diretta, scaturita da una sorta di work in progress collettivo". (Michele Anselmi, 'L'Unità', 23 novembre 1996) Note - TRA GLI INTERPRETI, IL GATTO ARAPIMOU (GRIS GRIS) E IL GATTO RAMBO. - REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.
L' inventore di favole [Videoregistrazione] / regia di Billy Ray
: Medusa home entertainment, 2005
: Paramount home entertainment, [2004]
Bunuel e la tavola di re Salomone [Videoregistrazione] / regia di Carlos Saura
: 01 distribution, 2007
Estranei alla massa [Videoregistrazione] / regia di Vincenzo Marra
: 01 Distribution, 2006