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Trovati 668129 documenti.
I Simpson. Stagione due [Videoregistrazione] / creato da Matt Groening
: 20th century fox home entertainment, 2002
I Simpson. Stagione tre [Videoregistrazione] / creato da Matt Groening
: 20th century fox home entertainment, 2003
I Simpson. Stagione quattro [Videoregistrazione] / creato da Matt Groening
: 20th century fox home entertainment, 2005
I Simpson. Stagione cinque [Videoregistrazione] / creato da Matt Groening
: 20th century fox home entertainment, 2005
I Simpson. Stagione sei [Videoregistrazione] / creato da Matt Groening
: 20th century fox home entertainment, 2006
I Simpson. Stagione sette [Videoregistrazione] / creato da Matt Groening
: 20th century fox home entertainment, 2006
I Simpson. Stagione otto [Videoregistrazione] / creato da Matt Groening
: 20th century fox home entertainment, 2006
I Simpson. Stagione nove [Videoregistrazione] / creato da Matt Groening
: 20th century fox home entertainment, 2007
I Simpson. Stagione undici [Videoregistrazione] / creato da Matt Groening
: 20th century fox home entertainment, 2008
Factotum [Videoregistrazione] / regia di Bent Hamer
: Dolmen home video, [2006?]
Abstract: Henry Chinaski accetta ogni genere di lavoro, basta che gli procuri i soldi necessari per dedicarsi alle sole tre cose che considera importanti nella vita e che ha eletto a sue personali divinità: l'alcol, le donne e la scrittura. Henry usa l'arma affilata dell'ironia per mettere in luce le contraddizioni della vita e del sistema lavorativo dell'America contemporanea, le relazioni nate nei bar, le chiacchiere, le interminabili ore in fabbrica... "Dal 'Factotum' di Bent Hamer non ci aspettavamo granché e invece, sorpresa: sarà che Matt Dillon, eterno ragazzo, mette per la prima volta in Bukowski/Chinaski una certa ironia; sarà che lo scrittore, morto nel '94, non essendo più fastidiosamente di moda risulta nuovamente vivo ed attuale, ma per la prima volta ci sembra di poter ascoltare veramente la sua voce . E poi il norvegese Bent Hamer (suo il notevole Kitchen Stories ), adattando il romanzo 'Factotum', oltre che sull'alcol e le donne punta sullo strano rapporto di Bukowski con i suoi mille lavori. Lavori umili, precari, accidentali, disprezzati e insieme ricercati perché solo in un rapporto alienato con le proprie mansioni lo scrittore, paradossalmente, sembra trovare la verità del suo tempo. E se ambientare tutto oggi suona qua e là anacronistico, l'andatura volutamente frammentaria del racconto, pieno di episodi e incontri bislacchi, dà alle sue gesta il tono rubato, proprio in senso musicale, che più gli somiglia. Perché questo in fondo fa Chinaski: ruba alla vita (al suo corpo) i suoi segreti; i piaceri acri dell'alcol e del sesso, ma anche quelli ineffabili del lavoro; l'effimera ricchezza accumulata puntando sui cavalli, e l'amarezza senza fondo di un amore che finisce. Tutto mescolato in un cocktail da trangugiare senza pensarci troppo perché solo così, cadendo e rialzandosi, 'sarai solo con gli dèi e il fuoco incendierà le tue notti'. Il resto è per gli altri, per quelli che scelgono di lavorare, di fare soldi, di avere una bella casa e magari rubarti la donna, come fa l'odioso tipetto dell'ippodromo. Ma la gioia, ovvero lo stupore, l'esaltazione, la dignità, la libertà, non sanno nemmeno dove stia di casa." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 31 marzo 2006) "Con un gusto un po' vecchia maniera, 'Factotum' mette in scena un personaggio pieno di 'spleen' e mal di vivere; un asociale, però dotato di una certa grazia e, a conti fatti, più umano di tutti gli altri. Il norvegese Bent Hamer scandisce gli eventi per brevi quadri impressionistici, ambientati in un'America popolata di umiliati e offesi. Segue il suo eroe come in uno stato di sonnambulismo; lasciando trasparire, però, una sottile vena ironica. Il limite è che il suo film non assume un vero punto di vista: tutto è sullo stesso piano, dalla dipendenza alcolica alla vita erotica, ai rapporti col padre. Appesantito, laconico, parco nei gesti, Dillon è bravo. L'ex ragazzo della 56ma strada non ha fatto la carriera di altri, però le sue scelte sono sempre impreviste, e spesso interessanti." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 31 marzo 2006) Note - PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 37MA QUINZAINE DES REALISATEURS, CANNES 2005. - LA SCENOGRAFA EVE CAULEY E' ACCREDITATA COME EVE CAULEY TURNER. - LA SCENEGGIATURA E' BASATA ANCHE SU BRANI TRATTI DA ALTRE OPERE DI CHARLES BUKOWSKI: "THE DAYS RUN AWAY LIKE WILD HORSES OVER THE HILLS", "WHAT MATTERS MOST IS HOW WELL YOU WALK THROUGH THE FIRE", "IL CAPITANO E' FUORI A PRANZO".
Hotel Meina [Videoregistrazione] / regia di Carlo Lizzani
: Dolmen home video, 2008
Abstract: All'Hotel Meina, sulle belle rive del lago Maggiore, tra gli ospiti sono accolti vari sfollati di cui sedici, compresi alcuni bambini, sono ebrei. Devono l'ospitalità al proprietario, loro correligionario, che però oltre alla cittadinanza italiana gode di quella turca che lo rende immune alle leggi razziali, in quanto Paese neutrale. Quando la voce di Badoglio attraverso la radio annuncia l'armistizio, la gioia degli ospiti dell'albergo è grande, ma subito dopo già cominciano a sorgere le prime perplessità tra chi parla di guerra terminata e fine delle persecuzioni, e chi è invece piuttosto perplesso. Nessuno sa come comportarsi e, pensando che la natura degli italiani non contempli la ferocia e la crudeltà, si perde tempo prezioso lasciandosi prendere dall'inerzia. Finché non arrivano le SS con l'elenco degli ospiti ebrei, fornito forse da un dipendente dell'albergo. Vani saranno anche i tentativi di farli espatriare in Svizzera, fatti da Cora Bern, una tedesca antinazista. Moriranno in 54. Dalle note di regia: "'Hotel Meina' è un altro capitolo di quella ideale storia in immagini del fascismo e dell'antifascismo che da decenni vado costruendo con film sia tratti da eventi realmente accaduti, sia da opere letterarie. Gli anni venti: 'Fontamara' (con Michele Placido), 'Cronache di poveri amanti' (con Marcello Mastroianni). Gli anni trenta: 'Un'isola' (il libro di Giorgio Amendola). Gli anni quaranta (dalla nascita della Resistenza fino alla condanna a morte): 'Achtung! Banditi!', 'Il Gobbo', 'L'oro di Roma', 'Mussolini ultimo atto'. In tutte queste opere mi sono sempre attenuto al rispetto del testo (nel caso dell'opera letteraria). E al massimo rispetto per la memoria delle vittime o dei sopravvissuti, nel caso di film ispirati a fatti realmente accaduti." "Tratto dal libro di Marco Nozza, 'Hotel Meina' è un terrificante apologo sul male e l'ennesima prova oggettiva, se ce ne fosse ancora bisogno, dello sterminio e della persecuzione ebraica avvenuta in un luogo di transito e passaggio quando ancora l'Italia del Nord non si era tramutata nell'efferata Salò. (...) Opera dall'alto contenuto storico-civile, quella di Lizzani, per un festival veneziano che fa parlare di sé anche per i documentari e gli squarci di comunicazione visiva via web 'impegnati'." (Davide Turrini, 'Liberazione', 2 settembre 2007) "Un felice ritorno, dopo una carriera che onora da anni il cinema italiano, sia quando l'ha guidata l'impegno, sia quando, sempre con sicuro mestiere, ha seguito gli inviti dello spettacolo. Oggi siamo di nuovo all'impegno, con un linguaggio teso a suscitare emozioni intensissime senza mai smarrire un solo istante l'equilibrio e la misura. Il tema, come il titolo, 'Hotel Meina', fa intuire, ci mette di fronte ad una delle stragi più spietate perpetrate dai nazisti contro gli ebrei subito dopo l'8 settembre. (...) Lizzani, questi fatti, in più momenti addirittura atroci, se li è fatti suggerire da un libro che ne aveva fatto la cronaca precisa. (...) Prima una cronaca che, pur nella sua apparente levità, comincia a rivelare nubi scure di ansia, poi un susseguirsi di pagine tragiche ricostruite da Lizzani con la sua consueta maestria, toccando, con voluta asprezza, tutti i tasti della disperazione e dell'orrore. Con il risultato di suscitare, ad ogni immagine, un clima soffocante che serra alla gola, senza più un momento di respiro, senza una pausa, ma anche - ed è un altro merito - senza un eccesso. Perché bastano quegli eventi orrendi a pretendere, anche senza né orpelli né aggiunte, l'emozione più lacerata. Sostenuta da una recitazione, in tutti, anche in interpreti volutamente poco noti per far vero, che sa adeguarsi alle intenzioni dell'autore. Ancora una volta nobilissime e degne." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 3 settembre 2007) "D'impostazione televisiva, il film di Lizzani ha il pregio di mostrare come la Svizzera lasciasse passare molti profughi e il difetto di qualche anacronismo: azioni partigiane anticipate di mesi e mesi rispetto alla realtà; il Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli con la dicitura «Consiglio regionale del Piemonte », dunque posteriore al 1970... Ma si lascia vedere ed è stato applaudito a lungo. Il film cede solo nel finale, ridicolizzando l'ufficiale tedesco, figura tragica caso mai, per togliergli il fascino di chi ben l'interpreta: Benjamin Sadler." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 3 settembre 2007) "Il film forza la realtà soprattutto in un punto: inventando (o modificando) il personaggio di una donna tedesca, resistente antinazista sotto mentite spoglie, che si prodiga per aiutare gli ebrei. Il regista difende questa scelta nel nome di una libertà creativa volta a diffondere più conoscenza della storia. Suo desiderio era inoltre quello di ricordare che 'cera anche 'un'altra' Germania e di riconoscerne lo sfortunato slancio a riscattare la dignità e il futuro di quella nazione." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 3 settembre 2007) "L'Hotel Meina - che accoglie semplici ospiti e sfollati, tra i quali sedici ebrei - appare come lo specchio dell'Italia di quei giorni di incertezza, in cui nessuno sa bene cosa fare, come comportarsi. Nemmeno le SS, che irrompono improvvisamente nell'albergo, con il loro elenco di ebrei, forse fornito loro da uno dei dipendenti dell'albergo, separandoli dagli altri. Comincia da qui, con un flashback che durerà quasi sino alla fine, il film Hotel Meina di Carlo Lizzani, liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Marco Nozza, che documenta la prima strage nazista di ebrei in Italia costata alla fine la vita a cinquantaquattro persone. La toccante pellicola è stata presentata con successo fuori concorso a Venezia e uscirà nelle sale italiane alla vigilia della Giornata della memoria che si celebra il 27 gennaio, data della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, per commemorare le vittime della Shoah. Il regista - non nuovo ad opere impegnate, tese a ricostruire quella ideale storia per immagini del fascismo e dell'antifascismo - è rimasto impressionato da come è maturato l'eccidio, ovvero dalle vicende paradossali che l'hanno preceduto. E in effetti colpisce l'ambiguità di una situazione in cui nessuno all'inizio riesce a prendere decisioni definitive: la sorveglianza dei tedeschi, in attesa di ordini, è tutto sommato morbida, alternando brutalità e aperture, mentre i prigionieri sono incapaci di approfittare anche dell'unica, inattesa opportunità di fuga. Una situazione che richiama, per esplicita ammissione dell'autore, quella analoga raccontata sotto forma di metafora da Buñuel ne L'angelo sterminatore. (...) Il racconto si sofferma più sul dramma collettivo dei prigionieri, portando mano a mano in superficie - con uno stile a tratti troppo teatrale - la capacità di inganno e di dissimulazione dei nazisti che condurrà verso l'inesorabile fine. Una fine già scritta ma che il regista, prendendosi una libertà sulla verità storica, cerca di modificare inserendo nel racconto una figura, peraltro non molto riuscita, che nella realtà non fu presente ma che gli serve per raccontare come non tutti neppure in Germania si piegarono. (...) Senza raggiungere traguardi stilistici e narrativi pure sperimentati da Lizzani in altre pellicole, Hotel Meina disegna comunque un terribile affresco della lotta tra il bene e il male, consegnandoci un'altra cruda testimonianza della terrificante macchina dello sterminio. Un film che, nonostante alcuni limiti, è capace di suscitare emozioni forti, senza mai cadere nella trappola della retorica. Forse l'unico vero fastidioso cedimento è nel finale, quando, a massacro avvenuto, la donna tedesca si scontra con l'ufficiale delle SS, in una lotta fisica e psicologica. L'uomo, emblema del perfetto nazista, ne esce moralmente sconfitto. Ma lo sarebbe stato comunque. Dalla storia." (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 22 gennaio 2008) Note - FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBAC. - EVENTO FUORI CONCORSO 'VENEZIA GIUBILEO (1932-2005): OMAGGIO A CARLO LIZZANI' ALLA 64. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2007). - CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2008 PER: MIGLIOR SCENOGRAFIA, COSTUMI E ACCONCIATURE (FERDINANDO MEROLLA). - CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2008 PER MIGLIOR SCENOGRAFIA E COSTUMI.
Alvin superstar incontra l'uomo lupo [Videoregistrazione]
: Universal pictures, 2008
A voce alta = The reader / Bernhard Schlink ; traduzione e nota di Rolando Zorzi
Garzanti, 2009
Abstract: Siamo negli anni Cinquanta e Michael Berg attraversa i primi turbamenti dell'adolescenza. Quando un giorno, per la strada, si sente male, viene soccorso da Hannah, che ha da poco superato la trentina. Colpito da questa donna gentile e sconosciuta, irresistibilmente attratto dalla sua misteriosa e profonda sensualità, Michael riesce a rintracciarla. Tra loro nasce un'intensa relazione, fatta di passioni e di pudori. Presto, però, Michael intuisce che nella vita di Hannah, nel suo passato, ci sono altri misteri: qualcosa che lei non può rivelargli e che segnerà per sempre il destino di entrambi.
A spasso con Ollie / Stephen Foster
[Milano] : Sperling & Kupfer, copyr. 2009
Abstract: Un pomeriggio d'inverno Stephen Poster entra in un centro di recupero per cani con l'intenzione di scegliere un vecchio greyhound. Invece acquista un cucciolo di lurcher abbandonato. La conoscenza di Poster in materia di razze canine è così vaga che deve cercare lurcher sull'enciclopedia per scoprire che genere di animale sta per entrare nella sua famiglia. La sua ricerca serve a ben poco: il nuovo arrivato è talmente strambo che non somiglia a nessun cane normale. Ollie è un cucciolo che rifiuta di farsi mettere il guinzaglio, non risponde ai richiami e, come se non bastasse, è incontinente. Inoltre è terrorizzato dagli uomini, così come dai sacchetti di plastica, dalle passeggiate notturne e da un'interminabile serie di cose. Se in un primo momento Stephen riesce a tollerare le stranezze tragicomiche del giovane lurcher, ben presto si sente frustrato: la sua quotidianità è irrimediabilmente stravolta e, malgrado ogni sforzo, Ollie fa di tutto per sottrarsi alle sue attenzioni. Fino al giorno in cui il cagnolino viene investito da un'auto. Un incidente che diventa il punto di partenza per un percorso di scoperta reciproca, che avrà un risvolto inaspettato. Tanto da spingere il protagonista a mettere per iscritto la sua esperienza.
Diario di una cotta. French kiss / Sarra Manning ; traduzione di Roberta Magnaghi
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: Città nuova, scuola nuova, gente nuova... Edie si sente allo sbaraglio. E se nessuno volesse far amicizia con lei? Ma il giorno dopo il suo arrivo, accade qualcosa che la sconvolge. Edie vede Dylan: capelli arruffati, muso lungo, occhi sfuggenti. È amore a prima vista! Durante la gita scolastica a Parigi, tra baci, scorribande nei locali notturni, litigi e riappacificazioni, fra Edie e Dylan nasce qualcosa che potrebbe cambiare la vita di entrambi... Ma i ragazzi che ti rubano l'anima fanno mai sul serio?
Principessa dei ghiacci / Tea Stilton
Casale Monferrato : Piemme junior, 2009
Abstract: Vi fu un tempo in cui esisteva il Grande Regno, un immenso territorio ai confini del Regno della Fantasia. Un mago malvagio governava su tutto il reame, fino a quando un valoroso cavaliere lo sconfisse. Poi bandì ogni magia e divise tutto il reame in cinque regni affidandoli alle sue figlie: le Principesse del Regno della Fantasia. Ma ora qualcuno cerca di riunificare i Cinque Regni, qualcuno che vuole conquistare il cuore di Nives, la principessa del Regno dei Ghiacci Eterni. Età di lettura: da 10 anni.
Virginia, principessa litigiosa / Silvia Roncaglia, Sara Not
[San Dorligo della Valle] : Emme, copyr. 2009
Abstract: Il re Lionello e la regina Cloe sono i miti regnanti di Verzolino, un posto tranquillo dove non è mai scoppiata una guerra. Hanno anche due figli ubbidienti e perfetti, Carletto e Betta, ma poi nasce Virginia e finisce la pace! La piccola Virginia sembra nata arrabbiata e porta zizzania a corte dove litiga continuamente con i fratelli, prende in giro le governanti, maltratta i valletti. Finché, ormai in età da marito, offende gravemente il padre del promesso sposo e scatena addirittura una guerra. La principessa non sa cosa sia una guerra, ma lo scoprirà presto a sue spese.
Se qualcuno sente gridare, sono io / Johanna Thydell ; traduzione di Laura Cangemi
Milano : Mondadori junior, 2009
Abstract: Tutto era iniziato cinque anni prima quando il padre se ne era andato di casa. Ora Petra ha sedici anni e si domanda perché il padre non la venga a cercare. Di lui non le resta che il soprannome con cui la chiamava: Puck, e così la devono chiamare tutti. È nei suoi ricordi di undicenne che trova il motivo per il quale i genitori si sono lasciati: lui beveva, era violento e inaffidabile, ma nonostante questo Puck non perdona alla madre di averlo mandato fuori casa, e con lei mantiene un rapporto freddo e scostante. La delusione e il senso di abbandono si insinuano nella sua vita. Puck innalza alte pareti attorno a sé per nascondere le proprie ferite, ma quando il bel chitarrista Micke mostra interesse nei suoi confronti le sue difese si abbassano. Ma l'euforia ha breve durata: Micke ha un'altra ragazza. Solo il suo migliore amico, l'allampanato Emanuel, potrà aiutarla a sciogliere i nodi di questa tormentata esistenza. Età di lettura: da 13 anni.
Guernica / Dave Boling ; traduzione di Paola Bertante
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: Jean Jacques Rousseau scrisse nel XVIII secolo: Guernica è la cittadina più felice del mondo, governata da un'assemblea di contadini che si raduna sotto una quercia. Lunedì 26 aprile 1937 ventotto bombardieri della Legione Condor della Luftwaffe tedesca rasero al suolo la cittadina basca uccidendone gran parte degli abitanti. Pablo Picasso, mentre lavorava al quadro che avrebbe immortalato la tragedia, parlò di un oceano di dolore e morte. Questo toccante romanzo parla di queste due Guernica, della quieta cittadina basca e del luogo in cui venne sperimentata per la prima volta una delle atrocità che avrebbero segnato il XX secolo. Nel 1935 Miguel Navarro scopre di essere entrato senza volerlo in conflitto con la Guardia Civile Spagnola. Si rifugia dapprima in un villaggio basco di pescatori (Lekeitio) per poi approdare a Guernica, la più antica cittadina dei Paesi Baschi e centro della cultura tradizionale basca. In questo idilliaco bastione dei valori democratici Miguel non trova solo un ambiente diverso, trova qualcuno con cui e per cui vivere. Miren Ansotegui è una danzatrice carismatica e piena di grazia che è al centro delle attenzioni di tutti gli scapoli di Guernica ma che rimane colpita dal fascino di Miguel. Un romanzo in cui storia e finzione si intrecciano per raccontare come una famiglia, un amore e una tradizione riescano a fronteggiare i colpi più devastanti.
Baciarsi sulla luna / Tony D'Souza ; traduzione di Simona Garavelli
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: I konkani, detti anche gli ebrei d'India, sono gli abitanti di una zona dell'India occidentale, discendenti degli indù di Goa convertiti al cattolicesimo sotto la minaccia della spada di Vasco da Gama e del rogo dell'Inquisizione, nel sedicesimo secolo. Francisco D'Sai è un primogenito. Anzi è il figlio primogenito di Lawrence (un primogenito) ed è l'ultimo preziosissimo anello di una lunga catena di primogeniti konkani che risale orgogliosamente il filo dei secoli. Oltre che di Lawrence, Francisco è figlio di Denise, una ragazza americana arrivata in India con i Peace Corps all'inizio degli anni Settanta. La coppia mista, straordinaria per i tempi, si trasferisce dopo il matrimonio a Chicago, dove Lawrence, vittima del sogno americano, comincia un'incessante scalata all'assimilazione e al successo che lo porta a chiudersi in se stesso, a bere un po' troppo e a trascurare una moglie che l'ha sposato proprio per il suo sapore d'India di cui si era innamorata a prima vista. Ma questo sapore d'India finisce per raggiungerla a Chicago, nelle vesti di Samuel, il fratello minore di Lawrence, un allegro, spensierato ragazzo di cui Denise si invaghisce perdutamente. Dapprima amici, poi alleati e complici, infine amanti, lo zio Sam e Denise nutrono con visioni affascinanti dell'India la fervida immaginazione del piccolo Francisco, il testimone inconsapevole di questa relazione tormentata , tanto più impossibile in quanto consumata in un contesto di sfida a una tradizione rigidissima.