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HarperCollins Italia, 13/02/2020
Abstract: I paesaggi aspri e selvaggi dell'Australiadi fine Ottocento sono lo sfondo di unwestern letterario di grande qualità.Due fratelli si confrontano con le brutali realtà della vita e la crudeltà del potere in questa storia di ferocia e scontri etnici, ingiustizia e onore, ambientata nella selvaggia frontiera dell'Australia. È il 1885 e una siccità paralizzante minaccia di rovinare la famiglia McBride. Quando finalmente arriva la pioggia, è un miracolo che rinnova la speranza di sopravvivenza. Ma tornando a casa dopo un pomeriggio trascorso in uno stagno riempito dal diluvio, il quattordicenne Tommy e il sedicenne Billy si trovano di fronte a una tragedia sconvolgente. Distrutti e assetati di vendetta, i due fratelli si rivolgono allo spietato John Sullivan, ricco proprietario terriero della regione ed ex datore di lavoro del padre. Sullivan raduna una squadra guidata dal pericoloso ispettore Edmund Noone e dalla polizia del Queensland, un famigerato braccio armato incaricato della "dispersione" degli indigeni australiani per "proteggere" i coloni bianchi. Questo duro e sconvolgente inseguimento attraverso l'arido entroterra avrà un impatto devastante su Tommy, tormentandolo per tutta la vita, e conseguenze durature per un giovane paese che lotta alla ricerca della propria identità. Ricreando un periodo della storia australiana e britannica evocativo e violento come l'era della frontiera americana, Solo ladri e assassini è una storia indimenticabile di famiglia, senso di colpa, impero, razza, virilità e fede.
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Marsilio, 10/01/2019
Abstract: Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d'armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride.
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Elliot, 13/12/2018
Abstract: In questo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1907, John Galsworthy ha saputo condensare al meglio i tratti caratteristici che hanno fatto la fortuna della più nota Saga dei Forsyte. La casa di campagna presenta un magistrale ritratto dell'alta società dei proprietari terrieri e con il suo stile arguto e insieme ironico racconta l'amore sconveniente che George Pendyce nutre per Helen Bellew, separata dal marito ma non ancora divorziata. Una lunga lista di complicazioni e fraintendimenti metterà a serio rischio il loro rapporto, fino al fondamentale intervento della madre di George, divisa tra l'amore materno e la volontà di mantenere alta la reputazione del figlio. Con La casa di campagna, prosegue la riscoperta del grande narratore John Galsworthy, Premio Nobel per la Letteratura nel 1932.
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Mimesis Edizioni, 31/08/2017
Abstract: Alessandro Curioni è uno dei maggiori esperti di cybersicurezza in Italia, Bianca è sua fi glia e, a tutti gli effetti, una "nativa digitale". Nel 2017 il rapporto tra genitori e fi gli viaggia anche attraverso una connessione wi-fi . Internet non è mai stato un luogo così poco "virtuale" e così tanto "reale". Eppure mamme e papà sono spesso all'oscuro delle più banali regole di sicurezza su Internet, mentre i figli, fin troppo abili, restano vittime dell'ingenuità dei loro anni. Al giorno d'oggi, la rete si colloca al centro di un nuovo dibattito dove genitori e fi gli possono condividere le loro esperienze – e le loro debolezze – per affrontare insieme gli spiacevoli inconvenienti della navigazione on line. Dopo Come pesci nella rete e La privacy vi salverà la vita, Alessandro Curioni prosegue il ciclo di pubblicazioni dedicate al tema della sicurezza su Internet e ai pericoli del web con un manuale, scritto con il contributo fondamentale di Bianca, che spiega in modo divertente come unire il meglio delle due visioni – quella degli adulti e quella dei ragazzi – per affrontare in tutta serenità e responsabilmente gli sconfi nati mari del web.
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Mimesis Edizioni, 29/08/2017
Abstract: Succede, in circostanze fortunate, che una tensione positiva della società, l'affacciarsi di nuove tecnologie, la voglia di un mondo migliore e l'entusiasmo della gioventù diventino ingredienti per generare magie. È esattamente ciò che accade nel 1977 con George Lucas e il suo Star Wars, l'opera che inizia la saga destinata a cambiare la storia del cinema. Qual è il segreto del suo successo planetario? Perché Lucas crea Luke Skywalker? Cos'è l'Expanded Universe? Come si realizza la spada laser? Cosa c'entrano i disegni animati con Star Wars? Quando nascono la computer animation e gli attori digitali? Per rispondere a queste e a tante altre domande Giorgio E. S. Ghisolfi analizza il complesso universo di Star Wars – costituito originalmente dall'esalogia e dall'Expanded Universe – e l'eclettica figura di George Lucas nei loro stretti legami con la società e la cultura del Novecento, con il cinema d'animazione, gli effetti speciali, l'arte e i significati simbolici. L'Epoca Lucas individua un momento fondamentale nella storia del cinema: quello che vede nell'incontro fra mitologia e informatica l'esordio del cinema postmoderno e del cinema digitale. Numerose immagini, una cronologia generale comparata, un esauriente glossario tecnico cinematografico e un'appendice sui primi due film prodotti sotto la gestione Disney completano il volume.
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La privacy vi salverà la vita!
Mimesis Edizioni, 10/10/2017
Abstract: "Stiamo morendo per eccesso di informazioni" è una frase di Federico Zeri che oggi appare profetica. Al cospetto di una Rete sconfinata che non dimentica nulla, continuiamo a riversare su web, chat on line e social media pezzi della nostra vita, con conseguenze imprevedibili e non di rado tragiche. Ricatti, vendette, umiliazioni pubbliche, furti di identità sono cronaca quotidiana sul web e spesso i colpevoli sono le stesse vittime, incapaci di trattenere il desiderio di trovare un posto al sole su Internet. Un atteggiamento favorito da un sistema in cui la vera merce sono proprio i dati e le informazioni che vengono venduti e scambiati più o meno legalmente. L'unica salvezza sembra essere la riscoperta del valore della propria privacy, che diventa il tema centrale di questo libro, in cui l'autore, attraverso racconti, a volte drammatici altre esilaranti, spiega come e perché tutelare la nostra vita privata non è un diritto, ma un dovere; come esistano leggi e regolamenti in materia e di quelle volte in cui mettiamo in pericolo anche gli altri.
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I mondi di Miyazaki. Percorsi filosofici negli universi dell'artista giapponese
Mimesis Edizioni, 12/10/2018
Abstract: Nuova edizione aggiornata! Questa non è la storia del più grande regista d'animazione vivente e neanche il racconto cronologico dei suoi successi cinematografici, che hanno battuto ogni record di incassi nelle sale giapponesi. Matteo Boscarol, studioso della cultura giapponese e critico cinematografico, cura un volume dove viene scelta un'altra via. I saggi presenti nel libro intrecciano e sviluppano infatti varie problematiche, discorsi e pratiche filosofiche presenti nelle opere del regista. Dal concetto di ucronia e quello pacifista alla presenza divina in La principessa Mononoke; dal significato della tecnica fi no al rapporto fra natura e scienza lungo tutta la sua carriera, con particolare attenzione a quello che rimane l'ultimo lungometraggio del maestro: Si alza il vento. Matteo Boscarol vive in Giappone, è saggista e critico cinematografico e scrive di cinema per "Il Manifesto" e per alcune riviste in rete. Ha curato Tetsuo. La Filosofia di Tsukamoto Shin'ya (2013), ed è intervenuto in volumi monografici su Satoshi Kon, Oshima Nagisa, Sono Sion, lo Studio Ghibli e con due saggi in "World Film Locations: Tokyo" (2011) e "Agalma" n. 16 (2009). Collabora con il Festival di Lucca come corrispondente dall'Asia. Al momento è impegnato nella stesura di un volume sulla storia del documentario giapponese.
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Mimesis Edizioni, 13/12/2018
Abstract: Il volume mette in dialogo due discipline che, seppure quasi mai poste a confronto sul piano accademico, hanno dei profondi punti di contatto. Di certo usano strumenti e linguaggi radicalmente differenti, talvolta apparentemente inconciliabili, eppure possiedono un terreno comune di temi e problemi che può essere indagato con profitto. In alcuni casi, la fantascienza pare addirittura costituire un tentativo di risposta a quesiti ed esigenze filosofiche. Un tentativo che risponde in primo luogo alle logiche dell'immaginazione e del mito, ma che può anche fornire interessanti spunti di discussione ai filosofi, sotto forma di quegli esperimenti mentali che spesso la dialettica del pensiero utilizza fruttuosamente. Se, quindi, come sostiene Dick, la fantascienza ha la capacità di stupire attraverso una "trasposizione fondata dell'esistente", allora può anche costituire il luogo di scaturigine di interrogativi e problemi da indagare razionalmente. I saggi proposti esplorano il rapporto tra filosofia e fantascienza sotto molteplici punti di vista, interrogandosi costantemente sulla relazione tra l'uomo e il mondo in cui vive. Così facendo possono aiutarci a comprendere più a fondo il tempo presente, senza dimenticare mai di gettare lo sguardo verso il futuro.
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Mimesis Edizioni, 13/12/2018
Abstract: Questa biografi a è la più importante testimonianza dell'interesse provato da Charles Darwin nei confronti della vita e delle opere di suo nonno Erasmus; i due non si conobbero mai, ma lo stesso Charles confessò, fra le pagine della sua Autobiografia, come l'opera di suo nonno fosse riuscita a preparare il "terreno favorevole a quella dottrina che più tardi, in forma diversa, ho sviluppato nell'Origine delle specie". Diversi contadini della cittadina di Lichfi eld credevano che il Dr. Erasmus Darwin fosse un mago, altri pensavano si trattasse di un ateo, a giudizio di molti fu uno strabiliante poeta, per alcuni invece fu il primo grande teorico delle leggi della vita organica. Egli, infatti, già nel corso del XVIII secolo iniziò a porsi alcuni fondamentali interrogativi sulla natura e sulla storia della vita, cercando di rispondere alla più diffi cile delle domande: da dove veniamo e qual è la nostra storia? Con uno sguardo al contesto fi losofi co e scientifi co in cui emersero le sue risposte trasformiste e tentando di porre nuovamente in rilevanza anche alcuni aspetti dell'opera e del pensiero del nipote, questo testo intende offrire un ampio quadro del trasformismo settecentesco attraverso lo sguardo di uno dei suoi più noti pensatori.
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Quando le immagini prendono posizione
Mimesis Edizioni, 13/12/2018
Abstract: A partire dall'analisi delle opere L'Abicì della guerra e Diario di lavoro, Georges Didi-Huberman approfondisce le dinamiche, le idee e le disposizioni formali della riflessione di Bertolt Brecht sulla guerra. Un percorso originale che, passando in rassegna i documenti visuali e i reportage fotografici raccolti da Brecht sulla Seconda guerra mondiale, attraversa alcuni motivi cruciali per il pensiero del drammaturgo tedesco, come il concetto di esilio e quelli di rilettura e di costruzione della storia attraverso il montaggio delle immagini. Obiettivo dell'opera è quello di individuare nei montaggi brechtiani un momento fondamentale della cultura europea del Novecento e un modello di intersezione tra l'esigenza dell'interpretazione della storia, la sfida del politico e lo spazio estetico. Didi-Huberman si sofferma con particolare attenzione sull'esperienza brechtiana della "messa in scena" quale processo conoscitivo in cui gli elementi del montaggio – come "le riproduzioni delle opere d'arte, le fotografie della guerra nei cieli, i ritagli di giornale, i volti di chi gli stava vicino, gli schemi scientifici, i cadaveri dei soldati sui campi di battaglia, i ritratti dei dirigenti politici, statistiche, le città in rovina, nature morte, paesaggi e le opere d'arte rese oggetto di vandalismo dalla violenza militare" – intrattengono fra loro un rapporto vivo e dialettico, che non li irrigidisce nelle strette maglie della presa di partito, ma li colloca piuttosto sul versante critico del sapere e del vedere che ogni presa di posizione necessariamente comporta.
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Fazi Editore, 28/01/2019
Abstract: È trascorso qualche anno da quando abbiamo salutato la famiglia Aubrey. Le bambine non sono più tali: i corsetti e gli abiti si sono fatti più attillati, le acconciature più sofisticate; l'ozio delle giornate estive è solo un ricordo. Oggi le Aubrey sono giovani donne, e ognuna ha preso la sua strada: le gemelle Mary e Rose sono due pianiste affermate e vivono le difficoltà che comporta avere un talento straordinario. La sorella maggiore, Cordelia, ha abbandonato le velleità artistiche per sposarsi e accomodarsi nel ruolo di moglie convenzionale. La cugina Rosamund, affascinante più che mai, lavora come infermiera. La madre comincia piano piano a spegnersi, mentre il padre è sparito definitivamente. Poi c'è lui, il piccolo Richard Quin, che si è trasformato in un giovane seduttore brillante e, sempre più, adorato da tutti. La guerra, che piomberà sulla famiglia come una catastrofe annunciata, busserà anche alla sua porta, e sconvolgerà ogni cosa. Mentre l'Inghilterra intera è costretta a separarsi dai suoi uomini, l'universo delle Aubrey si fa sempre più esclusivamente femminile: gli uomini e l'amore rimangono un grande mistero, un terreno inesplorato da attraversare, pagine ancora tutte da scrivere che, forse, troveranno spazio nel prossimo volume di questa appassionante saga familiare.Dopo La famiglia Aubrey, Nel cuore della notte è il secondo capitolo della trilogia di Rebecca West."Uno dei migliori libri scritti nel Novecento. Sto parlando del suono che quel libro emette, del suo peso nella memoria, del suo modo di disporsi nel tempo, dei suoi colori, del suo modo di accoppiarsi con l'attenzione del lettore...".Alessandro Baricco
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In un chiaro, gelido mattino di gennaio all'inizio del ventunesimo secolo
Fazi Editore, 17/01/2019
Abstract: In un chiaro, gelido mattino di gennaio all'inizio del ventunesimo secolo un lupo attraversa il confine polacco-tedesco e si dirige verso Berlino. Un manovale polacco bloccato in autostrada a causa di un incidente lo vede e lo fotografa. La sua compagna fa pubblicare la foto. Negli stessi giorni due adolescenti scappano di casa e dalla provincia brandeburghese si mettono in viaggio per raggiungere la capitale, dove sperano di rintracciare un amico; un padre alcolista esce dalla clinica e si mette sulle tracce dei due ragazzi; una madre depressa torna nei luoghi della sua radiosa gioventù; un losco cileno proprietario di un locale tinteggiato di nero ospita i due ragazzini… E mentre la città, coperta di neve, s'impregna di un misto di paura e attrazione verso il lupo e crede di avvistarlo in ogni angolo, l'animale si nasconde, si sottrae, per poi apparire dove nessuno se lo aspetta. Una silenziosa parabola del cercare, del morire, del bere, del perdersi e del ritrovarsi segna il debutto narrativo del drammaturgo tedesco più tradotto al mondo.In un chiaro, gelido mattino di gennaio all'inizio del ventunesimo secolo è una fiaba metropolitana ambientata sul palcoscenico minimalista della Berlino dei nostri giorni: Schimmelpfennig posiziona i riflettori in modo da illuminare di volta in volta un solo angolo della scena, mostrandoci personaggi incapaci di uscire dalla solitudine del loro cono di luce; sullo sfondo, i fantasmi della DDR incontrano i mostri della gentrificazione."Una geniale favola dai molti risvolti"."Financial Times""Un romanzo potente, straordinariamente impetuoso e contemporaneo – una narrazione ad anelli avvincente e perturbante"."Der Spiegel""Schimmelpfennig connette il quotidiano con il mitico, e lo fa con una leggerezza che è tedesca quanto García Márquez in un giorno di sole". "The Village Voice""Un libro commovente, che cattura in modo delicato ed esperto un'atmosfera predominante nella società: quella del disorientamento, della desolazione, dei sentimenti inespressi". "Deutschlandradio Kultur"
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Adelphi, 17/01/2019
Abstract: Opera capitale e innovatrice, sia per la sostanza sia per il metodo, "Il pensiero cinese" è il libro della piena maturità di Marcel Granet, dove vengono a confluire e ad amplificarsi i risultati delle sue geniali ricerche. Il lettore non vi troverà soltanto una storia del pensiero cinese, ordinata per date e autori: ben più ambizioso è il compito che Granet si è scelto. Con questo libro – si può ben dire per la prima volta – un sinologo ha provato, con straordinaria felicità, a ricostruire una per una le categorie in cui il pensiero cinese si è manifestato, superando così, audacemente, il limite più grave che incontriamo anche nelle più attendibili storie della filosofia cinese, per esempio in quella di Forke: e cioè di essere pur sempre una sorta di ritraduzioni del pensiero cinese nel linguaggio filosofico che ci è familiare dalla nostra tradizione. Non solo: applicando con conseguente radicalismo la teoria sociologica della scuola di Durkheim, e soprattutto le formulazioni di Marcel Mauss, Granet non ha ritenuto possibile di dar conto del pensiero cinese senza seguirlo in atto nei più minuti e oscuri aspetti della vita sociale e dell'etichetta, nei presupposti cosmologici e mitologici, e infine nei tanti travestimenti in cui la infida storia cinese ha fatto ricomparire per secoli sempre la stessa serie di princìpi fondamentali. Una rete speculativa immensa si tesse in questo libro, dove le vite dei grandi pensatori, spesso così elusive e sottratte a ogni certezza, si intrecciano con i particolari di un rito, con una antica metafora, con la figurazione di una danza arcaica; dove la musica occupa altrettanto spazio della morale, e anzi spesso vediamo l'una illustrare l'altra; dove alla teoria dei numeri è dedicata una memorabile analisi che forma da sola quasi un libro a parte, analisi che rivela per la prima volta la fisionomia della sottilissima numerologia cinese, scienza qualitativa più che quantitativa, antitetica alla nostra matematica; dove, infine, Lao tseu e Confucio, i due più famosi pensatori della Cina, vengono presentati non tanto come capiscuola di opposte dottrine filosofiche, quanto come due costanti nella fenomenologia del pensiero cinese, sicché la loro opera ci appare, più che come l'irripetibile costruzione di un singolo, come una sorta di ricettacolo dove il fondo stesso del pensiero cinese arcaico si è raccolto e si è dato due forme complementari. Questo libro è valso anche a dimostrare come, più che in ogni altra delle grandi civiltà, in quella cinese i diversi piani, filosofico, religioso e sociale, fossero, in origine, pressoché indistinguibili: Granet è riuscito a darci della Cina arcaica una immagine totale.Uscita nel 1934, e accolta dal silenzio delle riviste specializzate, quest'opera fu così giudicata qualche anno dopo da un altro grande sinologo, J.J.L. Duyvendak: "Si possono senz'altro rimproverare a questo libro certe stravaganze, ma esso appartiene in ogni caso a quanto di più splendido sia stato scritto sul pensiero cinese". In anni più recenti, Joseph Needham, la massima autorità fra i sinologi viventi, ha definito il libro di Granet "a suo modo un'opera di genio". Oggi "Il pensiero cinese" è universalmente ritenuto come un'opera classica: ma si tratta di un classico ancora in buona parte da scoprire, carico di suggerimenti, suggestioni e ipotesi sorprendenti.
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Adelphi, 17/01/2019
Abstract: Molti anni prima che lo facessero gli sceneggiatori dei grandi serial americani (uno per tutti: "True detective") Roberto Bolaño aveva usato quella che potremmo chiamare la tecnica della "confessione incrociata" nel suo primo romanzo. Tre sono i personaggi che si raccontano, si confessano e si difendono in questo perfetto congegno narrativo, dove a una trama decisamente noir – l'omicidio di una vecchia cantante d'opera semialcolizzata che vive da barbona in un campeggio della Costa Brava – si intrecciano, intersecandosi, diverse storie d'amore: un poeta messicano in esilio, innamorato della cupa e sfuggente Caridad, che va in giro con un coltello nascosto sotto la maglietta; il proprietario del campeggio, amante della bellissima Nuria, campionessa nazionale di pattinaggio; e un funzionario socialista, un "ciccione" pateticamente innamorato della capricciosa pattinatrice, per la quale, stornando fondi pubblici, fa costruire una pista di ghiaccio dentro una grande villa fatiscente di proprietà del comune. Seminando sapientemente indizi preziosi e tracce fuorvianti, Bolaño riesce a creare un'atmosfera rarefatta di suspense che, è stato scritto, "non ha niente da invidiare a quella dei migliori giallisti" – anche se non gli interessa poi tanto che l'assassino venga arrestato, e non tutti gli innamorati vivranno "felici e contenti" –, e conduce la narrazione di questo "giallo notturno e cubista" con la consueta, ipnotica visionarietà.
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Adelphi, 17/01/2019
Abstract: Sin dal suo inizio storico la filosofia è stata la volontà di incarnare il sapere assolutamente innegabile. Ma come è possibile "la stabile conoscenza della verità", si chiede Emanuele Severino, "in un clima come quello del nostro tempo, dove non solo la scienza, ma la filosofia stessa ha quasi ovunque voltato le spalle a ciò che essa ritiene il "sogno" di un sapere siffatto?". In verità, già nel modo in cui la "scienza della verità" compiva i primi passi era presente l'errare più radicale in cui l'uomo possa trovarsi, quella che per Severino è la Follia estrema: "la fede nella quale si crede che le cose diventano altro da ciò che esse sono ... affermando che l'evidenza suprema è che le cose escono dal nulla (dal loro non essere) e vi ritornano". Tutta l'opera di Severino, sin dal suo primo libro ("La struttura originaria"), è volta dichiaratamente allo "smascheramento della Follia di questa fede", per "consentire al linguaggio di testimoniare l'assoluta innegabilità del destino della verità". E in queste pagine l'intero percorso viene ripresentato nell'insieme dei suoi tratti fondativi, approfondendone alcuni temi centrali quali l'interpretazione, il rapporto tra destino e scienza, l'essenza linguistica del sapere originario, il senso ultimo dell'esser uomo e la storia infinita dell'uomo, il senso della salvezza. Un percorso, dunque, attraverso l'intero 'terreno' di Severino, da cui il lettore potrà spaziare con lo sguardo: "Non basta possedere un campo: bisogna coltivarlo. Il campo di cui qui si tratta è l'insieme dei 'miei scritti'. Un linguaggio, dunque. E anche questo libro intende indicare l'autentica "pianura della verità"".
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Ultra, 17/12/2018
Abstract: Milano, anni Sessanta. In un bel palazzo d'epoca abita la giovane Nicolle Gherardi, brillante studentessa di ottima famiglia. Il suo sogno? Diventare scrittrice. Suo padre, l'Avvocato Gherardi, ha un programma diverso per lei: una carriera già scritta tra arringhe e perizie e un matrimonio perfetto, con Antongiulio Bestetti, pupillo del suo Studio Legale. Nicolle è innamorata della musica, le sue ambizioni sono artistiche e romantiche, ben lontane dai desideri del padre. La sorella Priscilla, al contrario, farebbe carte false per un matrimonio di sicuro successo economico. E poi c'è lui, Jacopo Castiglioni, un giovane musicista che abita nel deposito di strumenti del "compianto" Maestro Bartolomeo Mantegazza, per "gentile concessione" degli eredi. Jacopo fa fatica a pagare l'affitto di quell'abbaino e, per il decoro del palazzo, è costretto a usare un ingresso secondario, lontano dalla vista dei proprietari che non gradiscono affatto la sua presenza. La vista impagabile dal tetto ispirerà al giovane Jacopo le melodie più dolci e malinconiche. Una straordinaria scoperta, tra le carte del Mantegazza, darà il via a questa travolgente favola d'amore.
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Elliot, 17/12/2018
Abstract: Ne L'albero di Natale di Charles Dickens, che dà il titolo a questa raccolta, troviamo uno dei racconti più intimi e autobiografici dell'autore, quasi una meditazione proustiana sull'infanzia, sorprendentemente toccante. Di tutt'altra atmosfera è il racconto natalizio di O. Henry, in cui il regalo di Natale a cui fa riferimento il titolo è in realtà una pistolettata improvvisa. E ancora, a comporre questa eterogenea antologia, Louisa May Alcott e le sue narrazioni familiari, Thomas Hardy e la storia del quattordicenne Hubert ne I ladri che non riuscirono a frenare lo starnuto, Emma Orczy con la sua Tragedia di Natale, e infine Ring Lardner, con l'intenso Un Natale in famiglia. Con i racconti di: Charles Dickens Thomas Hardy G.K. Chesterton O. Henry Louisa May Alcott Emma Orczy Ring Lardner
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Elliot, 17/12/2018
Abstract: I suoi demonietti bretoni, la sua malalingua, il suo cuore d'oro, li amo, li ammiro e tutti gli dobbiamo qualcosa" scriveva Jean Cocteau a proposito di Max Jacob, figura eccentrica e profetica dello spirito dei tempi moderni. Arte poetica (1922) è una costellazione di pensieri folgoranti in bilico tra classicismo ed Esprit Nouveau, una riflessione sulla poesia che si fa essa stessa poesia; Consigli a un giovane poeta (1945) può essere considerato il testamento letterario dell'autore, scritto "per formare un probabile poeta dell'avvenire (di cui non conosco un solo verso e neppure una lettera)". Entrambi gli scritti hanno in comune la forma frammentata, priva di manifesti programmatici, in cui ogni aforisma custodisce un riflesso della varietà inesauribile dell'oggetto rappresentato: la poesia e il suo rapporto con l'emozione.
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Edizioni e/o, 06/02/2019
Abstract: E se il mondo in cui viviamo fosse congegnato per renderci infelici? E se invece potessimo fare qualcosa al riguardo? Il mondo ci sta confondendo la mente. Aumentano ondate di stress e ansia. Un pianeta frenetico e nervoso sta creando vite frenetiche e nervose. Siamo più connessi, ma ci sentiamo sempre più soli. E siamo spinti ad aver paura di tutto, dalla politica mondiale al nostro indice di massa corporea.Come possiamo rimanere lucidi su un pianeta che ci rende pazzi? Come restare umani in un mondo tecnologico? Come sentirsi felici se ci spingono a essere ansiosi?Dopo anni di attacchi di panico e ansia, queste domande diventano questione di vita o di morte per Matt Haig. Che inizia a cercare il legame tra ciò che sente e il mondo intorno a lui. Vita su un pianeta nervoso è uno sguardo personale e vivace su come sentirsi felici, umani e integri nel ventunesimo secolo."Assumere Vita su un pianeta nervoso due volte al giorno, prima o dopo i pasti. Un libro pieno zeppo di saggezza, intuizione, amore e umorismo". Stephen Fry"Un libro caloroso, generoso e profondo sulle difficoltà del genere umano oggi. Haig è uno dei più importanti scrittori del nostro tempo". Dolly Alderton
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Edizioni e/o, 13/02/2019
Abstract: Storia di un giornale ribelle in un califfato di morte. Nel 2015, a soli 25 anni, l'autore senegalese Mohamed Mbougar Sarr ha vinto con questo romanzo il Premio Ahmadou Kourouma al Salone del Libro di Ginevra e il Gran premio del romanzo meticcio all'isola della Réunion. Il Sumal è un paese felice, almeno fino a quando gli uomini della Fratellanza, feroci integralisti islamici, non occupano il nord dello stato. Per la maggior parte della popolazione, non integralista, comincia un incubo fatto di violenza, barbarie, giustizia sommaria e rigido moralismo in osservanza alle norme della sharia. In queste difficili condizioni un ristretto gruppo di intellettuali decide di fare opera di resistenza attraverso un giornale di opposizione che scatena il furore di Abdel Karim, crudele capo della polizia islamica. Ne consegue un'immediata e spietata repressione che fa sorgere dubbi morali al dottor Malamine, al professor Déthié, alla bella informatica Madjigueen Ngoné e agli altri autori del giornale clandestino: qual è l'effettiva utilità della loro azione, se deve portare all'arresto e alla tortura di chiunque legga o detenga una copia del foglio ribelle? Nel frattempo si scatena la caccia ai misteriosi giornalisti condotta da Abdel Karim con una micidiale alternanza di brutalità spiccia e astuzie psicologiche. Ma non c'è clima di terrore in grado di impedire la nascita dell'amore, che a un certo punto sboccia potente tra due membri del gruppo segreto. Amore e morte si mischiano e si sovrappongono nella vita degli avventurosi protagonisti.