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Trovati 37862 documenti.
La LEGGENDA di Zorro [Videoregistrazione : il film
Abstract: Nell'epoca odierna, fatta di crisi e instabilità, anche gli eroi sembrano avvicinarsi sempre più agli uomini di tutti i giorni, per scontrarsi quindi con il quotidiano. Il tono utilizzato è di conseguenza quello della commedia, dell'ironia, alternata all'azione, caratteristica proprietaria di eroi e supereroi. The legend of Zorro non sfugge a questa meccanica, narrando di Alejandro De La Vega e famiglia, sempre in bilico fra il salvare la patria e l'amore filiale. Zorro non può però dimenticare la sua natura e quando la California, che sta per diventare il 31° stato dell'unione (siamo nel 1850), viene minacciata da un complotto di possidenti terrieri, dovrà intervenire rischiando di perdere l'amore della moglie Helena. Ispirandosi alle commedie romantiche hollywoodiane tinte di azione e di imprese mirabolanti, Martin Campbell realizza con mestiere questo sequel de La maschera di Zorro confermando i due protagonisti, Antonio Banderas e Catherine Zeta Jones, naturali mattatori del film. L'ironia impazza, così come l'abbondanza di stereotipi nei personaggi di contorno. The legend of Zorro è un prodotto USA a tutto tondo e come tale deve essere considerato. Momenti didascalici, azioni, risate e una manciata di puro intrattenimento per tutti.
QUANDO Alice ruppe lo specchio [Videoregistrazione / regia di Lucio Fulci
Abstract: Lester Parson (Brett Halsey) si rilassa guardando video di donne nude con difetti fisici e mangiando grossi pezzi di carne al sangue. In cantina giace il cadavere di una donna del video, e la mancanza di una bella fetta di carne dalla coscia ci lascia intendere la natura del pasto: Lester scende e, armato di una motosega, provvede a tagliare a pezzi il cadavere e a farne ottimo macinato. Poi porta le frattaglie ai maiali. Appassionato di corse di cavalli, Lester si appoggia al bookmaker clandestino Randy (Pier Luigi Conti), ma perde sempre e ha costantemente bisogno di soldi. Quindi cerca nelle rubriche di cuori solitari nuove vittime da uccidere e depredare. La cosa strana è che i cadaveri da lui sminuzzati e totalmente eliminati vengono ritrovati interi dalla polizia. Scritto e diretto da Lucio Fulci, il film aggiorna la classica figura dellomicida seduttore alla Landru: Lester è un amorale impenitente che prova un sincero disgusto verso le donne che deve sedurre. Fulci punta decisamente alla sgradevolezza, mostrando donne brutte o con difetti fisici, vittime di morti efferate e brutali. Pur con diverse sequenze di nudo è un film decisamente antierotico, tra flaccidi ammiccamenti e cellulitici amplessi. Tutto cospira a creare il clima sudaticcio e malsano che Fulci vuole, condendo la vicenda di feroce sarcasmo e di siparietti comici che danno al film un carattere di unicità, al di là degli evidenti limiti di budget e della povertà visiva della messa in scena. Più originale che riuscita, è unopera che testimonia la creatività del regista anche nel periodo finale e meno felice della sua carriera. Brett Halsey offre la sua adeguata faccia da hollywoodiano in Italia nel ruolo del protagonista e Ria De Simone è spiritosamente eccessiva in quello di una vittima. Maurice Poli legge il telegiornale. Al Cliver, che con Fulci ha fatto diversi film, partecipa con il suo vero nome, Pier Luigi Conti. Finale metafisico
I FILM della Pantera Rosa [Videoregistrazione / regia di Blake Edwards
Il SEGNO di Zorro [Videoregistrazione / regia di Rouben Mamoulian
Abstract: Tornato a Los Angeles dopo aver terminato gli studi in Spagna, Don Diego Vega trova al potere il tirannico governatore Alvarado. Facendosi credere debole e pasticcione, agisce, in realtà, nei panni di Zorro, un vendicatore mascherato che combatte per la giustizia. La sua identità è conosciuta solo dal fedele servitore serdomuto Bernardo. "Sotto certi aspetti questo duplice ruolo è la più riuscita interpetazione che Douglas Faibanks abbia mai dato". ('Moving Picture World', 11 dicembre 1920)
A ciascuno il suo [Videoregistrazione] / regia di Elio Petri
: Medusa video, [200-?]
Abstract: In un paese della Sicilia vengono uccisi due uomini: il farmacista Manno e il dottor Roscio. Le indagini della polizia concludono che gli assassini hanno agito per motivi di onore nei confronti di Manno e che Roscio è stato ucciso in quanto aveva assistito all'omicidio. Paolo Laurana, un professore di liceo, giunge invece alla conclusione che le persone incriminate sono estranee al fatto e che la vera vittima da colpire era Roscio e non Manno. Confida pertanto le sue deduzioni all'avv. Rosello, cugino della moglie di Roscio, ed a Luisa, la vedova del dottore. Laurana, coadiuvato da Luisa, prosegue nelle indagini e scopre un diario di Roscio nel quale si legge, tra l'altro, che questi voleva denunciare Rosello per alcune attività illegali. A queste rivelazioni Laurana comprende di aver confidato i suoi sospetti proprio al mandante dell'omicidio, ma non immagina che Luisa, innamorata di Rosello sin da bambina, sia complice nel delitto. Egli decide di denunciare Rosello, ma Luisa, apparentemente d'accordo con lui, lo tradisce e lo abbandona in un luogo solitario dove alcuni sicari lo raggiungono e lo uccidono. Finalmente al sicuro, Rosello e Luisa si sposano con grande fasto nella chiesa del paese. "Sfruttando abilmente un particolare ambiente il regista è riuscito a creare, con questo suo lavoro, un giallo di costume suggestivo, avvincente, stringato, dal ritmo sempre sostenuto e dai personaggi ben delineati. Anche se l'intreccio risulta a volte un po' macchinoso, a scapito della comprensibilità della vicenda, il film si impone all'attenzione dei suoi notevoli valori figurativi, per l'ottima interpretazione e per l'appropriato commento musicale." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 63, 1968) Note - VALENTINO MACCHI CITATO NEI TITOLI DI TESTA, NON PARTECIPO' AL FILM. - NASTRO D'ARGENTO 1968: MIGLIOR REGIA (ELIO PETRI), MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA (GIAN MARIA VOLONTE') E NON PROTAGONISTA (GABRIELE FERZETTI).
DEAD man walking [Videoregistrazione = Condannato a morte / un film di Tim Robbins
[S.l.] : Poligram, 1995
Speak up video ; 141
Abstract: Il giovane Matthew Poncelet, condannato a morte in Louisiana, scrive alla suora Helen Prejean per avere colloqui ed assistenza in carcere. Con l'amico Carl Vitello, ora all'ergastolo, il giovane ha ucciso una notte due fidanzati che si erano appartati in un bosco. Vitello avendo tanto denaro ha potuto scampare con validi avvocati alla pena capitale, mentre Matthew è stato condannato a morte. Con l'approvazione dei suoi superiori, suor Helen (che svolge i propri compiti in un centro di servizi sociali) si appresta alla insolita missione. Matthew è un tipo fra il bullesco e lo sprezzante, ma in realta è disperato e dopo qualche contatto la suora entra in crisi. Tuttavia visita la madre del detenuto, Lucille Poncelet (con altri figli minorenni a carico cui provvedere) e raccoglie notizie ed elementi sull'infanzia del giovane, che ha contro l'opinione pubblica, la stampa e la televisione, oltre che i comitati favorevoli alla pena di morte. La minoranza invece, contraria alla barbarie delle esecuzioni in carcere, lotta invano. Ingaggiato un solerte difensore, vengono attivati gli ultimi strumenti giuridici utilizzabili, tra i quali la domanda di grazia al Governatore dello Stato, che la negherà. Suor Helen contatta i familiari delle due vittime: Earl Delacroix per il ragazzo Walter; Clyde e Mary Beth Percy per la figlia Hope, violentata e straziata prima dell'assassinio. Costoro non comprendono come la suora "difenda" un criminale non accettando loro l'idea del perdono. Malgrado lo scarsissimo tempo residuo, Matthew ha qualche cedimento: le parole della sua assistente spirituale e la Bibbia che essa gli ha dato cominciano ad avere effetto mentre le visite e l'evidente stato di angoscia e di crisi della suora aprono spiragli nel suo cuore. Suor Helen ottiene di poter assistere alla terribile prova dell'esecuzione pubblica, perché lui la vuole vicina: alla vigilia e fra le prime lacrime le confessa che lei soltanto ha dimostrato di volergli bene. Già legato al lettuccio per essere sottoposto ad iniezioni di sostanze chimiche secondo le norme in vigore per l'esecuzione, le ultime parole di Matthew sono una richiesta di perdono ai parenti presenti, la confessione della propria delittuosa complicità (ha ucciso, tuttavia, solo il ragazzo, violentando Hope) e la dichiarazione di affetto a quella suora che tende fino alla morte la propria mano verso di lui. "La bravura della Sarandon è venata da un eccesso di esaltazione penitenziale, con implicito pericolo (soprattutto in sottofinale) di patetismo retorico; mentre quella di Sean Penn è eccelsa senza riserve, anche considerando come la macchina da presa gli incomba per gran parte del film a distanza di primissimo piano... Tutta una serie di sfumature impercettibili, finissime ambiguità, viscerali introversioni, sguardi disarmanti ora torvi concorrono a confermarlo come gigante del neo-giovanilismo hollywoodiano." (Il Mattino, Valerio Caprara, 20/3/96). "Ha un bel darsi coraggio l'intrepida protagonista, che della suora ha tutto tranne l'abito, per venire a capo dell'enigma psicologico costituito dal tipaccio che ha di fronte, tanto più che c'è da tener conto anche del dolore dei familiari delle vittime. Ai quali, scoccando l'ora fatale, lo Stato riserva un posto in prima fila per assistere all'omicidio legalizzato: nel libro tramite sedia elettrica, nel film più asetticamente con un'iniezione letale. E' nella puntualizzazione di questi orrendi particolari che Dead Man Walking (è il grido del carceriere che annuncia l'ultima passeggiata del condannato dalla cella al patibolo) raggiunge i suoi momenti più conturbanti senza svelare la falsariga di una tesi precostituita. Via Crucis. Ed è ammirevole come Susan Sarandon si faccia pellegrina della via crucis senza un filo di trucco, motivata da una contagiosa partecipazione emotiva: mentre dall'altra parte del cristallo di protezione, ammanettato e con lo sguardo sfuggente l'introverso Penn riesce a conferire tutta l'umanità possibile a un assassino che ha compiuto il più disumano dei crimini. Insommma, pur sapendo come andrà a finire il film si segue con il cuore in gola; ed è un peccato che proprio in sottofinale, rompendo la consegna del rigore con musiche emollienti e un paio di inciampi nel patetismo, Tim Robbins abbia concesso alla star, sua moglie nella vita, qualche primo piano in più." (Corriere della sera, Tullio Kezich, 16.03.1996) La direzione di Tim Robbins, che come regista ha fatto un gran balzo in avanti dal pur interessante Mister Robbins, è sostenuta dalle eccellenti interpretazioni di un bravo Sean Penn, odioso e ambiguo, e di Susan Sarandon, che affronta impavidamente la cinepresa a faccia nuda di trucco e si dimostra l'attrice sensibilissima di sempre. Ma il cuore del film è contenuto nei quindici minuti del prefinale: un'agghiacciante registrazione delle nude e semplici procedure dell'esecuzione, che in Louisiana avviene per iniezione. I rituali meticolosi, burocratici, medici, di questo omicidio di stato parlano da soli. "(La Repubblica, Irene Bignardi, 16/3/96). "Tim Robbins seguendoli molto da vicino in cifre sempre tetre, con atmosfere pesanti come cappe di piombo, ha forse un po' ecceduto nelle perorazioni (il libro di Suor Hellen era più secco), non è riuscito a trovare il finale giusto (accettandone almeno due o tre) e nella duplice descrizione del ricordo del delitto ha forse passato qualche limite di sobrietà e di misura; ma anche così il film rimane nobile e accorato, nell'ambito di un cinema serio saldamente sorretto da una buona causa e acceso - in quelle pagine prima di concludere in cui si descrivono le modalità dell'esecuzione - da una violenza gelida che prende più alla gola degli omicidi pur così orrendi rappresentati prima. Suor Hellen è Susan Sarandon che, moglie del regista, resta forse più in campo di quel che sarebbe necessario: con una vitalità, però, una sensibilità e una forza che suscitano ogni volta ammirazione. Di fronte a lei Sean Penn, nel suo ruolo fino ad oggi più ingrato: espresso in tutta la sua negatività più sgradevole." (Il Tempo, Gian Luigi Rondi, 20/3/96). Note REVISIONE MINISTERO MARZO 1996. OSCAR 1996: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (SUSAN SARANDON). COSTUMI DI RENEE EHRLICH KALFUS. DAVID DI DONATELLO 1996 PER MIGLIORE ATTRICE STRANIERA A SUSAN SARANDON.
WHEN a man loves a woman [Videoregistrazione = Amarsi / directed by Luis Mandoki
Novara : De Agostini, 1998, 1994
TheEnglish Movie Collection
Abstract: Michael e Alice Green, una coppia felice e ben affiatata, hanno due deliziose bambine: Jess, sei anni, frutto del precedente matrimonio di lei e la piccola Casey, di quattro. Michael è pilota civile, Alice casalinga. Una sera Michael perde un volo per il ritardo della moglie, che rientra ubriaca. Per scaricare lo stress, i due si concedono una vacanza in Messico, ma lei rileva il suo stato di alcolista, che la porta un giorno a picchiare addirittura la maggiore, prima di svenire nella doccia, rompendo il vetro. Avvisato dalla piccola, il padre interviene e convince Alice a disintossicarsi in un centro specializzato. Il recupero è lento e faticoso, ma la solidarietà dei compagni di cura e la paziente opera dei medici e psicologi sembra aver ragione del terribile vizio. Ma al rientro Alice non è più la stessa: come spenta, si irrita quando il marito, in buona fede, la circonda di eccessive premure, ma senza cercare di indagare circa le cause profonde del malessere psicologico della donna. Tra l'altro la laboriosa cura delle bambine, affidate ad una baby sitter cinese, che esasperata arriva a piantarlo temporaneamente; la pena per la moglie ricoverata e i sopraggiunti problemi di lavoro hanno lasciato il segno nel sistema di Michael: i due, che non hanno più rapporti, finiscono per non comprendersi; tra l'altro Gary, un ex tossicodipendente conosciuto in clinica, frequenta Alice che sembra avere con lui la confidenza perduta col marito che, esasperato, nonostante la frequentazione di un gruppo terapeutico per parenti di alcolisti, se ne va di casa, e quindi accetta, con dolore di Alice che vorrebbe reagire ma è come bloccata, un trasferimento a Denver per motivi di lavoro. Dopo alcuni mesi la donna, più serena, fa la sua confessione davanti al suo gruppo, rilevando che a nove anni il padre, alcolizzato, le fece bere la sua prima birra, assuefacendola all'alcool, e manifestando il suo dolore per lo smembramento della famiglia e la perdita dell'affetto del marito. Questi presente in sala, si riconcilia con Alice per ricominciare una nuova vita. Piagnucolosissimo e barboso melodramma a due voci e una bottiglia, per non dire una damigiana, di Lusi Mandoki ('Calda emozione'), che penetra fraudolentemente nella bella casa della famiglia tipo americana per impartire lezioni di buona condotta. Oltre a ubriacature e crisi d'astinenza, la graziosa e un pò nevrotica meg Ryan deve sopportare pure il muso lungo di Andy Garcia". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 25 giugno 2000)
L' AMOUR braque [Videoregistrazione = l'amore balordo / regia di Andrzej Zulawski
: De Agostini, 1995, 1985
Collection du Cinema Francais
FUNERALE a Berlino [Videoregistrazione / regia di Guy Hamilton
Abstract: Harry Palmer, agente del servizio segreto inglese, viene incaricato di far attraversare il muro di Berlino a Stock, un colonnello russo. Dopo avere conferito con Stock per studiarne le intenzioni, Palmer ottiene dai superiori i documenti di Broum - un defunto criminale nazista - e diecimila sterline, necessarie per "pagare" Kreutzman, un tedesco senza scrupoli specialista nell'organizzare le evasioni, con cui era entrato in contatto per mezzo di Vulkan, un agente inglese. Concordato il piano, Kreutzman si reca a Berlino Est a prelevare Stock per sostituirlo alla salma di un vecchio del quale ha organizzato e l'assassinio e il funerale. Quando Harry, conclusosi lo strano funerale, intende prendere in consegna Stock, nella bara trova il cadavere di Kreutzman, sorvegliato da un gruppo di agenti israeliani comandato da Samantha e intenzionato a catturare il redivivo Broum. Palmer scopre cosi' che Vulkan è lo stesso Broum e che questi, d'accordo con i russi, dopo averlo raggirato è riuscito ad impossessarsi dei propri documenti che, oltre ad affrancarlo dal servizio segreto inglese, gli consentono di poter ritirare una cospicua somma depositata durante la guerra in Svizzera. L'intervento di Samantha e dei suoi uomini porrà fine alle criminali gesta di Vulkan. "Il modesto specialista di 007 bondiani Guy Hamilton (quattro film tra cui 'Goldfinger' è l'unico memorabile) affida all'occhialuto inglese emergente Michael Caine un personaggio quasi gemello a quello interpretato l'anno prima nel sopravvalutato 'Ipcress'. Il risultato è comunque nettamente inferiore, per colpa di un intreccio eccessivamente aggrovigliato e la ricerca esasperata dei colpi a effetto. Insomma, alla fine non si capisce più quali dei troppi cadaveri siano davvero tali". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 28 giugno 2001)
DUELLO al sole [Videoregistrazione / regiadi King Vidor
Abstract: Pearl Chevez, una meticcia dal carattere focoso, quando suo padre viene arrestato per aver ucciso la moglie insieme al suo amante, fugge lontano dal villaggio dove è nata e cerca di costruirsi una nuova vita nel Texas. Lì viene accolta da Laura Bell, la moglie del senatore Jackson McCanles, costretto su una sedia a rotelle da un colpo di pistola. La coppia ha due figli: il cinico e intraprendente Lewton e il timido e cavalleresco Jesse. La presenza della ragazza crea forti dissidi all'interno della famiglia, perché entrambi i fratelli sono attratti da lei. Pearl si innamora di Lewton ma l'uomo, gelosissimo, uccide due volte e poi fugge per sottrarsi alla giustizia. La donna, abbandonata, cerca in tutti i modi di raggiungerlo per vendicarsi, pur amandolo. "Il lavoro, realizzato con larghezza di mezzi e con grande perizia tecnica, è animato, qua e là, da un senso di selvaggia poesia. Ottima l'interpretazione." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 24, 1946). "E' forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood; 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 5 registi (Vidor a un certo punto si ritirò). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore." (Laura e Morando Morandini, Telesette). Note - NELLA VERSIONE ORIGINALE, LA VOCE DEL NARRATORE E' DI ORSON WELLES. - NOMINATION ALL'OSCAR PER LILIAN GISH E JENNIFER JONES.
STALKER [Videoregistrazione / regia di Andreij Tarkovskij
Abstract: Forse un meteorite, oppure la visita di alieni Fatto sta che, nei pressi di un centro abitato, s'è creata una strana "Zona", un luogo dove avvengono fenomeni inspiegabili e al centro del quale sorge la "Stanza dei desideri". Le autorità, inizialmente, hanno mandato degli uomini per perlustrarla, ma quelli non sono tornati. S'è quindi pensato bene di recintarla con del filo spinato, mettendovi a guardia i soldati affinché nessuno vi abbia accesso. Gli "stalker" sono delle guide illegali, gli unici che riescono a muoversi all'interno della Zona senza rischiare la vita. Molte persone sono disposte a pagarle pur di raggiungere la Stanza dei desideri. Il film ci racconta l'escursione di uno Stalker, di uno scienziato (il "Professore") e di uno scrittore disilluso (lo "Scrittore"). Le immagini "fuori" dalla Zona sono in bianconero, quelle "dentro" a colori. In quel luogo, il cammino deve seguire precise regole, che, se trasgredite, possono portare anche alla morte: la via diretta non è la più breve, e non si può passare due volte per lo stesso tratto; e, rivela lo Stalker, la Zona (che sembra una banale campagna disabitata) è un organismo in continuo mutamento: ciò ch'era sicuro prima ora può essere impervio e pericoloso. Se lo Scrittore (lo scettico del terzetto) si dimostra spesso indisciplinato, suscitando l'apprensione della guida, il Professore segue invece scrupolosamente tutte le indicazioni: ha in mente un progetto ben preciso, distruggere la Stanza con una la bomba atomica che cela nello zaino. Le suppliche dello Stalker lo fanno desistere. Né il Professore né lo Scrittore accettano però di varcare la soglia della Stanza dei desideri. Ritroviamo i tre nel bar da dove è cominciato il loro viaggio. La moglie dello Stalker viene a prendere quest'ultimo, portando con sé anche la figlia Martiska, una bambina che non ha l'uso delle gambe (risente infatti degli effetti negativi della Zona assorbiti dal padre). Lo Stalker è profondamente deluso dall'incredulità dei suoi due compagni: a casa, la moglie lo rincuora. Nell'ultima inquadratura (a colori) vediamo Martiska spostare tre bicchieri con la sola forza dello sguardo.
A TOWN like Alice [Videoregistrazione / regia di Jack Lee
NON ho sonno [Videoregistrazione / regia di Dario Argento
Abstract: Un detective in pensione che soffre d'insonnia è chiamato a risolvere il caso di una serie di omicidi misteriosi. Lo aiuta un giovane poliziotto che per le indagini si avvale delle migliori attrezzature tecnologiche. TRAMA LUNGA A Torino nel 1983, il piccolo Giacomo ha assistito senza capire bene cosa stesse accadendo all'omicidio della madre. Il commissario Moretti, incaricato delle indagini, si è impegnato a trovare ad ogni costo il colpevole. Nel 2000 la città torna ad essere minacciata da una serie di misteriosi delitti. Il commissario Manni, nuovo incaricato, non può fare a meno di accettare la collaborazione di Moretti, sia pure anziano e affaticato. Da Roma torna anche Giacomo, e, dopo qualche esitazione, comincia a partecipare alle indagini. Moretti ricorda che 17 anni prima fu accusato un nano, di nome Vincenzo, scrittore di libri gialli, poi a sua volta ucciso pochi mesi dopo. Allora riandando sui luoghi di quel periodo e interrogando persone che avevano conosciuto Vincenzo, Moretti pensa di essere vicino alla soluzione, intuendo che le azioni dell'assassino sono legate allo scandire di una filastrocca. Confida i suoi sospetti a Giacomo ma durante la notte, ricevuta in casa una visita dell'omicida è colpito da infarto e muore. Giacomo segue le piste indicate. In una casa si trova faccia a faccia con l'amico Lorenzo, mette insieme i dettagli forniti da Moretti e lo accusa di essere il colpevole: Lorenzo da bambino aveva commesso i primi tre delitti tra cui l'omicidio della madre. Poi il padre lo aveva mandato lontano nella speranza di guarirlo. Ma, tornato, aveva ripreso 17 anni dopo le azioni di sempre, guidato come un'ossessione dalle filastrocche ascoltate nell'infanzia. Dalla strada Manni spara e attraverso il vetro uccide Lorenzo. "Assieme a Franco Ferrini e Carlo Lucarelli, Argento ha scritto una sceneggiatura eccessivamente macchinosa, così piena di personaggi e colpi di scena da diventare dispersiva (...) La regia alterna alcuni momenti di virtuosismo e lunghe scene esplicative che evidenziano uno dei problemi atavici del cinema di Argento, ossia il dislivello della recitazione. Come altre volte il cast assembla attori di inossidabile bravura, altri di talento indiscutibile ma inadatti al ruolo, altri ancora di livello improponibile. Tantè: il cinema di Argento resta un amalgama inestricabile di momenti dalto livello stilistico e di momenti addirittura imbarazzanti. Apprezzando i primi, è impossibile non rammaricarsi degli altri". (Roberto Nepoti, la Repubblica, 6 gennaio 2001) "Il nuovo film di Dario Argento corrisponde perfettamente alla sua maniera di mettere spavento, grandguignolesca, illogica nelle soluzioni, un poco antiquata, divertente". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 gennaio 2001) "Profondo Argento. La critica, come al solito, si è divisa. Grande ritorno al 'giallo d'autore' o ennesima delusione? 'Non ho sonno', ispirato al suo cinema primordiale e a 'Profondo rosso' in particolare va, forse, preso per quello che è. Un catalogo delle ossessioni di Dario, una languida e dimessa commemorazione di se stesso, un oggetto di modernariato, un film iconografico e iconoclasta, un'opera che smaschera la maturità imperfetta e nostalgica d'un grande regista visionario. Insonnia? No, dormiveglia". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 12 gennaio 2001) Note - REVISIONE MINISTERO OTTOBRE/DICEMBRE 2002 - IL GRUPPO MUSICALE "I GOBLIN" E' COMPOSTO DA: AGOSTINO MARANGOLO, MASSIMO MORANTE, FABIO PIGNATELLI, CLAUDIO SIMONETTI.
Gli SPOSTATI [Videoregistrazione / regia di John Huston
Abstract: La bella e ingenua Roslyn, da poco divorziata, per mezzo dell'amica lsabelle stringe amicizia con due uomini: Gay, un cow boy in attesa anche lui del divorzio, e Guido, un valente meccanico. Respinti gli approcci di quest'ultimo, Roslyn sente nascere in sé una viva simpatia per il cow boy che, dal suo canto, non è insensibile al fascino della giovane donna, di cui riconosce ed apprezza la profonda sensibilità ed umanità. Inizia così una relazione fra Roslyn e Gay, finché Guido non propone all'amico di prender parte ad una caccia ai cavalli selvaggi. La brutalità di un rodeo e le ferite che Perce, uno dei concorrenti, subisce durante la gara, sconvolgono l'animo di Roslyn: ai suoi occhi Gay appare ora sotto un aspetto diverso, cinico, rozzo e istintivamente violento. La reazione della donna è immediata e quando Guido e Gay, dopo un'estenuante caccia, riescono a catturare un cavallo selvaggio lei, con l'aiuto di Perce, libera l'animale. Gay torna a catturarlo a prezzo d'una lotta furiosa ma, dopo aver provato la sua superiorità sulla forza selvaggia dell'animale, a sua volta lo scioglie dai lacci e gli rende la libertà. E' questo il suo cavalleresco omaggio alla sensibilità di Roslyn, che ha definitivamente conquistato il suo amore. "Il film, benché possa contare su attori e realizzatori di fama ed esperienza, non riesce a liberarsi dagli impacci d'una eccessiva letterarietà, che smorza in gran parte gli effetti drammatici e toglie spontaneità e vigore alla psicologia dei personaggi." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 49, 1961) Note - E' L'ULTIMO FILM DI CLARK GABLE E DI MARILYN MONROE ED E' UN FILM IN CUI UN SENSO DI MORTE SEMBRA PALPABILE.
Unita'$3: Made in USA [Videoregistrazione = Una storia americana / regia di Jean-Luc Godard
Fa parte di: JEAN-LUC Godard [Videoregistrazione / a cura di Gabrielle Lucantonio e di Enrico Ghezzi
Abstract: Dar e Tuck sono amici da sempre ed hanno in comune due cose: la monotonia delle loro vite nella loro piccola cittadina mineraria e il sogno di fuggire per raggiungere le spiagge californiane. Un giorno i due decidono di lasciare le loro case ed affrontare un viaggio in macchina attraverso tutta l'America fino alla California. Sul loro cammino incontreranno Anne, una ragazza che è, come loro, alla ricerca di libertà e nuove esperienze....
TEOREMA [Videoregistrazione / regia di Pier Paolo Pasolini
Abstract: E' la storia di una famiglia milanese composta dai genitori, Lucia e Paolo, due figli studenti, Pietro e Odetta, e dalla serva Emilia. Queste persone conducono l'esistenza di una qualunque famiglia borghese fino a quando non vengono messe in crisi da un evento apparentemente innocuo eppure sconvolgente: l'arrivo di un ospite, un personaggio dai dati anagrafici quanto mai vaghi e allusivi. lmprovvisamente i cinque membri della famiglia sono conquistati dall'ospite misterioso; e questi non rifiuta di avere rapporti sessuali con ciascuno di essi. Allorquando egli se ne va, la vita non riprende il suo corso normale: Odetta finisce in una casa di cura; Pietro si dà alla pittura, ma poiché non ha una sincera vocazione si perde in un astrattismo assurdo; Lucia, la madre, si avvilisce in uno sfrenato erotismo, mentre Emilia ritorna alla casa paterna dove, ammutolita, viene ritenuta dai paesani come l'espressione di una religiosa santità. Infine il padre, Paolo, regala la sua fabbrica agli operai, poi alla stazione centrale si denuda completamente, e lo si vede in ultimo vagare nel deserto. Note - PREMIO O.C.I.C. (OFFICE CATHOLIQUE INTERNATIONAL DU CINEMA) AL XXIX FESTIVAL DI VENEZIA (1968). LA DECISIONE FU DEPLORATA IN UN ARTICOLO DELL'OSSERVATORE ROMANO. - COPPA VOLPI A LAURA BETTI COME MIGLIORE ATTRICE. - IL FILM FU SEQUESTRATO PER OSCENITA'. REGISTA E PRODUTTORI FURONO DENUNCIATI MA POI ASSOLTI.
La COLLEZIONISTA [Videoregistrazione / regia di Eric Rohmer
Abstract: Haydée è una ragazza molto bella che per principio trascorre ogni notte con un uomo diverso. Daniel è un pittore specializzato in nature morte e Adrien è un gallerista d'arte, che è stato appena lasciato dalla sua fidanzata che non vuole trasferirsi con lui in Costa Azzurra dove lui aprirà una nuova galleria con l'appoggio di Sam, un collezionista americano d'antichità. Daniel e Adrien trascorrono un periodo di vacanza nella villa di un amico a St. Tropez, ma arriva Haydée a turbare il loro equilibrio, perché nonostante siano disturbati dal suo collezionare uomini diversi, ne sono inconsapevolmente attratti. Quando una mattina, rientrando all'alba, Adrien trova Haydée nel letto di Daniel, si indispettisce, perché sente aperta una partita nella quale l'amico ha già collezionato molti più punti di lui. A sua volta, Daniel, sentendosi a disagio, parte per un viaggio, ma arriva Sam, il collezionista e Adrien utilizza la ragazza come esca. Solo quando la lascia sola con il suo cliente, si accorge di quanto vorrebbe essere lui al suo posto e torna a prenderla. La lotta sembra finita, ma eccoli incrociare due vecchie conoscenze di Haydée e... "La sovrabbondanza di dialoghi e di situazioni commentate dal protagonista con voce fuori campo rende la vicenda piuttosto statica e talvolta irritante per la verbosità che caratterizza i vari personaggi. Letterario e intellettualistico, il film si avvale di una buona interpretazione". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 64, 1968) Note - PRIMA: 2 MARZO 1967, STUDIO GIT-LE-COEUR. - PRIMO FILM DI ERIC ROHMER DISTRIBUITO IN ITALIA.
Roma : L'Unita', 1996
Abstract: Il commentatore televisivo di una grossa rete nazionale di Los Angeles, Howard Beale, stanco e sfiduciato, viene condannato all'eliminazione poichè l'indice di gradimento è sceso di troppo. Tuttavia, prima di congedarsi, senza preavviso ai colleghi e ai superiori, Beale annuncia il proprio suicidio davanti alla telecamera. Scoppia una specie di bomba: Diana Christensen per prima fiuta l'affarone; Frank Hackett l'appoggia; Max Schumacher, amico di Howard, perde il posto per essersi rifiutato di accettare il massacro intellettuale di Beale. In un rivoluzionario giornale-spettacolo, messo insieme cinicamente da Diana, il presentatore diventa l'ascoltatissimo "pazzo profeta dell'etere". Le sue feroci critiche, mentre entusiasmano il pubblico, allarmano i vertici e il presidente della U.B.S., Arthur Jensen, induce il divo a propagandare la sottomissione al sistema. E' un nuovo tracollo dell'organizzazione; ma Jensen non recede dalla linea. Diana, Frank e gli altri responsabili locali decretano la morte di Howard che fanno colpire da un killer nel bel mezzo di una trasmissione. "Velenosa, sconvolgente denuncia di Sidney Lumet contro il potere della televisione, ingovernabile mostro lanciato alla conquista dell'etere in nome dell'indice di ascolto. Nel gran ballo dei cinici la palma va all'affascinante Faye Dunaway. Un film, per noi, impensabile: ve l'immaginate l'aspirante suicida Lilli Gruber salvata in extremis da Emilio Fede?". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 27 luglio 2001) Note - 4 OSCAR: MIGLIOR ATTORE (PETER FINCH, ATTRIBUITO POSTUMO), MIGLIORE ATTRICE (FAYE DUNAWAY), MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (BEATRICE STRAIGHT), MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE (1976). - PREMIO DAVID 1977 PER MIGLIORE ATTRICE STRANIERA A FAYE DUNAWAY.
[Italia] : Warner Bros. Home Entertainment, ©2018
Coraline e la porta magica [Videoregistrazione] / regia di Henry Selick
: Universal studios, 2009
Abstract: Coraline ha undici anni e si è da poco trasferita con la sua famiglia in una nuova casa. Tutto è ancora da esplorare, ma i suoi genitori sono troppo occupati con il lavoro per dedicarsi a lei. La spediscono a giocare in giardino, le preparano al volo la cena quando è ora, la invitano a cavarsela da sola. È così che Coraline scopre una porticina che dà su un tunnel polveroso che porta ad un altro appartamento, in tutto simile al suo, dove vivono un'altra mamma e un altro papà, che altro non fanno che occuparsi di lei. Tutto è spettacolare e desiderabile, dall'altra parte del tunnel, se non fosse che le persone hanno strani bottoni cuciti al posto degli occhi. È nata da un errore di battitura, Coraline. Neil Gaiman, il suo creatore, voleva scrivere Caroline, ma gli è scivolato il dito sulla tastiera e le lettere si sono scambiate di posto. Così Coraline è unica e a lei toccherà un'esperienza unica, nella quale i doppi e i ribaltamenti (non) si sprecano. Avventura tinta d'orrore, Coraline, nelle mani di Henry Selick, si avvicina piacevolmente ai temi di Nightmare before Christmas. Ancora, si tratta di un passaggio casuale in un altro mondo, là apparentemente distante e qui illusoriamente speculare, un mondo dove la morte s'impone per fascino sulla vita (i bottoni sugli occhi, come monete che propiziano il trapasso), con la sua lusinga della perfezione e della soddisfazione. Non a caso a fare da tramite è in qualche modo il personaggio di Wybie, estraneo al testo letterario ma imprescindibile in quello cinematografico di eco burtoniana, in quanto freak che si muove sul confine della vita, il cui diritto all'esistenza è stato messo in discussione da sempre e per sempre, inscritto nel suo stesso nome. Prima volta della combinazione di animazione in stop motion e stereo 3D, Coraline parrebbe fatto per gli adulti anziché per i bambini e in un certo senso è così, perché sono i grandi che hanno di che spaventarsi maggiormente, dato che, non importa da quale delle due parti del tunnel si posizionino, non ci fanno una bella figura, sregolati nel dosaggio amoroso, spettatori congelati del pericolo, in attesa di venire salvati da una bambina. Le avventure di Coraline, novella Alice, correttamente accompagnata da un gatto, richiamano grazie al 3D il sapore psichedelico del classico di Carrol ma sono bagnate da una pioggia grigia e costante, che dell'infanzia racconta la difficoltà e la solitudine, prima che la malizia o il gioco. La protagonista va avanti e indietro tra un mondo e l'altro ma non è la sua strada che sta cercando: tra animali imbalsamati e acrobati senza pubblico, isolata e immersa nella nebbia che tutto incupisce e tutto avvolge, a undici anni sta cercando soprattutto la vita; una buona ragione per essa.