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Partire (s)vantaggiati?
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Camporesi, Silvia

Partire (s)vantaggiati?

Fandango Libri, 06/10/2023

Abstract: Per quale ragione alcuni vantaggi vengono considerati equi e parte del gioco e altri invece vengono considerati iniqui e regolati? Quando Caster Semenya cominciò a gareggiare, non c'erano regole in vigore che vietassero la partecipazione alle competizioni sportive alle donne con alti livelli di testosterone. Oggi non è più così e avere alti livelli di testosterone è considerato un vantaggio iniquo. Le protesi conferiscono ai corridori o ai saltatori in lungo un vantaggio o uno svantaggio sugli atleti che non usano tecnologia assistiva? La Corte Suprema per lo Sport (Cas) permise a Pistorius di competere alle Olimpiadi di Londra nel 2012. Nel 2015 l'atleta tedesco di salto in lungo Markus Rehm saltò 8,40 metri ai Campionati Internazionali Paraolimpici di Doha, in Qatar. Una simile misura gli avrebbe assicurato la medaglia d'oro, alle Olimpiadi di Londra, di fronte al britannico Greg Rutherford. Ovviamente, Markus Rehm, che nel frattempo si è migliorato e salta 8,64 metri, ha il desiderio di competere con i migliori al mondo. Ma non può, perché la federazione sportiva pretende che l'atleta dimostri che le protesi non gli conferiscono un vantaggio, cosa pressoché impossibile in pratica. Chi decide, e su quale base, quando una disabilità diventa una super abilità? Inoltre, le biotecnologie e la terapia genica sono in grado di potenziare le capacità performanti. Come influiscono sul futuro dell'umano e dello sportivo? Quando valicare un limite che sembrava invalicabile diventa una questione di doping? Questo libro mira a esaminare in modo critico le politiche internazionali che regolamentano la partecipazione di atleti e atlete alle competizioni sportive. L'obiettivo è avviare una nuova riflessione filosofica sulle tecnologie assistive e genetiche che migliorano le prestazioni fisiche.

Il tormento e lo scudo. Un compromesso contro le donne
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Conti, Laura

Il tormento e lo scudo. Un compromesso contro le donne

Fandango Libri, 19/05/2023

Abstract: Questo è un libro sull'aborto e sulla legge che lo regolamenta nel nostro paese: la legge 194 del 1978. Perché parlare ancora di aborto e della legge 194? Rispondere alla domanda è facile: la possibilità per le donne di interrompere volontariamente la gravidanza è da molti sentita ancora oggi, nel nostro paese, come potentemente scandalosa; l'applicazione della legge 194 è quotidianamente ostacolata e la legge stessa è minacciata da tentativi di limitarla, se non cancellarla. E perché rileggere oggi un libro scritto nel 1981, in occasione del referendum abrogativo che si proponeva di cancellare di fatto il diritto all'aborto? In questo libro Laura Conti difende, innanzitutto, la legittimità della pratica dell'aborto e afferma che la decisione in merito spetta esclusivamente alla donna. Al tempo stesso, analizza la legge 194, di cui contesta i criteri che regolamentano l'accesso all'aborto, basati su assunti antiscientifici e frutto di compromessi tra principi inconciliabili; mostra come la legge non accolga realmente la legittimità della pratica e della scelta femminile e limiti drammaticamente la possibilità di abortire. Laura Conti ci costringe, dunque, a confrontarci con i termini di questa legge, con le ragioni esplicite e implicite della sua tortuosa struttura e con le possibili alternative. L'operazione è fondamentale ancora oggi: è infatti necessario conoscere la legge nel dettaglio e metterla in discussione per andare oltre. A 45 anni dall'approvazione della legge 194 e a 30 anni dalla morte di Laura Conti, riproporre questo libro, con l'importante curatela di Caterina Botti, non è dunque una scelta anacronistica, ma un prezioso contributo a un dibattito più che mai attuale.

I mangiafemmine
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Cavalli, Giulio

I mangiafemmine

Fandango Libri, 14/11/2023

Abstract: A un passo dalle elezioni, la placida vittoria di Valerio Corti – uomo forte dei Conservatori – è minata da una vera e propria epidemia di donne, di donne ammazzate a casa, dai mariti, dagli amanti, dagli ex fidanzati, donne fatte a pezzi da compagni devoti. Ma il candidato premier non intende occuparsene, perché le donne sono sempre morte, perché le donne per bene, normali, le madri di famiglia, le fidanzate discrete non corrono rischi. Oltre ogni strategia politica però pare che la strada della sua incoronazione a presidente del consiglio sia lastricata di sangue, con l'opinione pubblica che chiede conto e le poche voci delle attiviste che gridano al massacro. Ma c'è davvero un'epidemia di donne? C'è davvero un problema? E che cosa succede quando la politica, un'intera classe politica, uno Stato, il problema non sono in grado di risolverlo? Con I mangiafemmine Giulio Cavalli firma la sua opera più radicale e provocatoria, con lo stile riconoscibile di un narratore raffinato che non ha paura di raccontare un mondo che già c'è. DF è ora più che mai lo specchio oscuro di una società in cui non vorremmo mai guardarci.

1983
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Yannick, Noah - Benneteau, Antoine

1983

Fandango Libri, 03/11/2023

Abstract: Questo libro non è una biografia, ma piuttosto una galleria di tutti i momenti che hanno reso Yannick Noah uno dei più grandi tennisti francesi di tutti i tempi. La sua brillante carriera, culminata nella vittoria al Roland Garros del 5 giugno 1983, viene ricostruita in modo commosso e incalzante attraverso gli incontri e i suoi allenatori, come Patrice Hagelauer, che lo ha seguito per undici anni. Yannick, un giovane "café au lait" (come amava definirsi, nato da madre bianca e padre nero) che ha iniziato dal nulla e ha costruito la propria carriera quasi da solo, con un fisico acrobatico, atletico, vincente, con una personalità carismatica, eclettica, con la determinazione che gli ha permesso di inventare un modo di allenarsi molto moderno, lontano dai media. Quello che rimane della vita di un grande tennista, di un vero campione, si ritrova nel presente: Noah è stato ed è tuttora un uomo poliedrico e pieno di sfumature. Dopo l'abbandono dei campi e un periodo da capitano della squadra francese di Coppa Davis, si è esibito come cantante e artista. Sempre però accompagnato da un tratto distintivo: non si è mai distaccato dalle sue origini africane. L'ennesima riprova nel 2017 quando, dopo la scomparsa del padre, ha ereditato il ruolo di capo villaggio del distretto di Etoudi, in Camerun, suo paese d'origine, dove in prima persona si occupa del benessere di bambini e anziani, trascorrendo lì dai sei ai sette mesi all'anno. La storia di un mito che ha segnato il tennis europeo e mondiale e di un uomo alla continua ricerca della propria strada.

Diario del tempo
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Calamaro, Lucia

Diario del tempo

Fandango Libri, 20/10/2023

Abstract: Laura è una donna di quarant'anni, ha due figli piccoli e un marito lontano, una casa da gestire e tutto il tempo che le serve, forse anche più del tempo che le serve, dato che da due anni non lavora, non lavora affatto. In teoria, si è sempre impiegata in campo "creativo", senza orari, a progetto, ma i progetti da un po' non entrano, non si concre- tizza niente e, pur non essendo spinta da una stringente necessità economica, Laura non sa più come passare le proprie giornate, perché ha ragione Adriano Olivetti: "Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è an- cora per molti tormento, tormento di non averlo", e Laura comincia a percepirlo sulla pelle, sotto gli occhi, nelle giunture. Cerca di riorganizzare la propria vita senza paletti, in un tempo esteso e non scandito dal lavoro, fa sport, legge, dorme, dorme molto, cammina, attraversa Roma a piedi cercando di sfinirsi, di sfiancarsi per non pensare, per non passare tutto il tempo a capire quale identità le sia rimasta in una società che definisce l'individuo e gli dà cittadinanza solo attraverso il lavoro. Che cosa rimane a un essere umano quando il lavoro scompare? In che modo il lavoro definisce noi stessi e la nostra visione della vita, anche quando non C'è e tutti sembrano farcene una colpa? Un diario semiserio e quasi drammatico, una voce cristallina e disincantata che snuda un presente nevrastenico e rende più umano l'essere umano.

L'insolente
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Selek, Pinar - Gamblin, Guillaume

L'insolente

Fandango Libri, 08/12/2023

Abstract: Quando Pinar Selek incontrò il famoso giornalista armeno Hrant Dink, assassinato nel 2007, lui la soprannominò affettuosamente "l'insolente".Aveva ragione: è insolente ovunque, in Turchia e in Francia. Sociologa, scrittrice, militante antimilitarista, femminista e attivista libertaria, Pinar Selek è nota soprattutto per la repressione che ha subito per mano del sistema giudiziario turco per oltre 20 anni.In questo libro ripercorre la sua vita, la sua infanzia, le sue lotte con gli oppressi: i bambini di strada di Istanbul, le prostitute, i curdi, le donne armene.Racconta le torture e la prigione, ma anche la creazione di un laboratorio di artisti di strada, di una cooperativa femminista e di una piattaforma di ecologia sociale.Oggi vive in esilio in Francia dove continua la sua ricerca universitaria, ma soprattutto la sua lotta per abbattere barriere e aprire strade creative verso una società diversa.Guillaume Gamblin, che ha conosciuto a Lione in seno al movimento alternativo e che è diventato suo amico, ci invita a incontrare questa "donna dalle mille vite", la cui energia è contagiosa.

La condizione sperimentale
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Conti, Laura

La condizione sperimentale

Fandango Libri, 19/01/2024

Abstract: Un Durchgangslager, un campo di transito nazista durante l'inverno del 1944.L'ufficiale delle SS che ne assume il comando concede sperimentalmente ai prigionieri la possibilità di un'esistenza meno disumana: ma l'operazione si ritorce contro di lui, determinando il suo fallimento.La macchina nazista ha leggi fatali, cui non è dato sfuggire, e la vittoria, sia pure nella morte, sta dall'altra parte della barricata.Pur essendosi dedicata con diverse pubblicazioni allo studio della storia della Resistenza, Laura Conti era convinta che i materiali documentari, anche memorialistici, fossero spesso inadeguati a trasmettere ciò che di indicibile era insito nella realtà della vita e della morte nei campi nazisti.Da qui la decisione di scrivere questo romanzo, pubblicato nel 1965, ispirato alla propria esperienza nella Resistenza e nel Lager di Bolzano dove era stata imprigionata dall'inizio di settembre 1944 alla fine di aprile 1945. I numerosi personaggi sono ricreati con la fantasia ma ancorati alla drammatica esperienza vissuta.Le dinamiche del campo di concentramento sono ricostruite non solo attraverso i rapporti di potere tra carcerieri e prigionieri, ma anche attraverso i rapporti complessi e spesso contraddittori che si instaurano tra i prigionieri, attraverso i loro ragionamenti e le loro emozioni.Le storie dei diversi personaggi sono rielaborazioni di situazioni, voci e immagini rimaste impresse nella memoria dell'autrice, in una molteplicità di punti di vista, tra ricordi e rimpianti, paure e speranze.

L'Unità
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Roscani, Roberto

L'Unità

Fandango Libri, 02/02/2024

Abstract: Il 12 settembre 1923 Antonio Gramsci propone la fondazione di un giornale durante una riunione del Comitato Esecutivo del Partito Comunista d'Italia, un giornale che si proponeva di rappresentare la sinistra, gli operai e le istanze del Partito da poco fondato. Il 12 febbraio 1924, cinque mesi dopo quella proposta, a Milano esce il primo numero dell'Unità, testata che reca sotto il titolo la scritta: Quotidiano degli operai e dei contadini. Da quel lontano 1924 sono trascorsi cento anni. Una storia scritta con le pagine inchiostrate del quotidiano che più di tutti ha rappresentato il desiderio delle italiane e degli italiani di sentirsi parte di una comunità solidale. L'Unità la si mostrava orgogliosi sottobraccio, ci si riconosceva, si commentavano gli articoli ad alta voce al bar. Roberto Roscani, da giovane militante del Pci, entra a far parte della redazione romana dell'Unità nei primi anni Settanta e ci rimane fino al duemila, quando il giornale chiude improvvisamente. Quello che chiudeva, dopo non poche contorsioni e crisi, era il più diffuso giornale di partito in Italia e nell'Europa occidentale. Attraverso i ricordi, la memoria di chi il giornale l'ha costruito e contribuito a diffondere, gli incontri con i direttori che si sono susseguiti, la cronaca delle riunioni di redazione, i casi che hanno fatto storia, dal delitto Pasolini all'allontanamento di Calvino, passando per la pubblicazione de Il dottor Živago fino al "caso Maresca". Un racconto corale perché una sola voce non può bastare per rappresentare la pluralità di posizioni, idee, fantasie che hanno prodotto l'appassionante storia di 100 anni dell'Unità.

Nessuno sa il mio nome
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Baldwin, James

Nessuno sa il mio nome

Fandango Libri, 02/02/2024

Abstract: Nessuno sa il mio nome è la seconda raccolta di saggi di James Baldwin pubblicata per la prima volta nel 1961 e scritta durante la sua permanenza in Europa, quando la distanza dagli Stati Uniti, fortissimamente voluta, gli aveva permesso di riflettere in modo nuovo sulla condizione delle persone nere in una società dominata dai bianchi. Trascendere la sterile categoria di blackness, sia essa quella imposta dal mondo bianco o quella eretta a scopo difensivo dalla comunità nera, divenne il nucleo dell'opera di Baldwin come scrittore. Voleva impedire a se stesso di "diventare semplicemente un nero; o anche semplicemente uno scrittore nero". Sapeva che "il mondo tende a intrappolarti e a immobilizzarti nel ruolo che interpreti", e sapeva anche che per lo scrittore nero poco importa se questa trappola abbia confini di odio o di scomoda gentilezza. Non conosci il mio nome perché non puoi vedermi, dicono questi saggi. "Vedi solo la maschera che mi hai fatto indossare." Se la politica della razza e la segregazione dominano la prima parte del libro, nella seconda i saggi su Gide, Bergman, Wright e Mailer rappresentano per Baldwin il tentativo di scoprire il proprio "nome", esaminando i mondi interiori di altri artisti. Invita l'America a guardare se stessa, ad abbattere i propri miti e ritrovare la capacità di vedere al di là delle categorie. Ampiamente elogiato al momento della pubblicazione, Alfred Kazin lo salutò, su The Reporter, come "la biografia spirituale di qualcuno che spera, affrontando più di una bestia sulla sua strada, di vedere se la sua paura è del tutto necessaria". Nessuno sa il mio nome, riletto oggi in una edizione rivista e aggiornata, stupisce per l'attualità e la potenza, quella riconosciuta dei classici senza tempo.

Lettere a una nera
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Ega, Françoise

Lettere a una nera

Fandango Libri, 09/02/2024

Abstract: Lettere a una nera di Françoise Ega, pubblicato postumo nel 1978, rappresenta un'inquietante testimonianza del nostro tempo. Nata in Martinica, Ega si trasferì a Marsiglia negli anni Cinquanta.Nel 1962, il desiderio di scrivere la colse quando, leggendo Paris Match, scoprì il destino di Carolina Maria de Jesus, una scrittrice brasiliana proveniente da una favela.È a questa "sorella" sconosciuta che si rivolge scrivendo il suo diario dal 1962 al 1964, e il resoconto intimo si trasforma in uno struggente manifesto contro la schiavitù moderna.È il diario di una donna che decide di farsi assumere come domestica per testimoniare i rapporti di potere che si instaurano, nel privato di una casa, tra una donna borghese bianca e la "sua" domestica nera. Le lettere di Ega provano da un lato un'esperienza vissuta in prima persona che distrugge il corpo, i muscoli, le mani, la schiena annientando l'identità di una donna.Dall'altro, come scrive Elsa Dorlin nella sua Prefazione, mostrano come queste dinamiche di dominio siano il risultato di un sistema più grande di oppressione, generato dalle politiche francesi di quegli anni.Le umiliazioni erano innumerevoli, i compiti ardui, e quando nuove ragazze sostituivano le altre, dovevano portare il nome della persona che veniva rimpiazzata.Nelle sue lettere Ega racconta la sua storia con un realismo impressionante, pieno di rabbia, ma anche di ironia.Il suo "rifiuto dell'alienazione" ci apre gli occhi su ciò che ancora oggi può accadere.Un documento raro, vero racconto di una tratta di schiavi contemporanea e testimonianza di una coscienza libera.

Cenerentola è morta
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Bayron, Kalynn

Cenerentola è morta

Fandango Libri, 20/02/2024

Abstract: Sono passati duecento anni da quando Cenerentola ha trovato il suo Principe Azzurro, ma la favola è finita. Le ragazze del regno ora devono partecipare al ballo annuale per essere scelte dagli uomini in virtù della loro bellezza ed eleganza. Tutte si affannano per trovare un pretendente con il quale comporre il match perfetto, le ragazze la cui mano non viene reclamata scompaiono nel nulla. Sophia, sedici anni, preferirebbe di gran lunga sposare Erin, la sua migliore amica, piuttosto che sfilare davanti ai corteggiatori. Durante il ballo decide quindi di fuggire, rischiando la propria stessa vita, e dopo una lunga corsa nel bosco si rifugia nel mausoleo di Cenerentola. Lì un incontro inaspettato la porterà a scoprire qualcosa che nella tradizione è rimasto segreto, la vera storia di Cenerentola, da secoli tenuta nascosta. Puntuale, evocativo, avvincente, Cenerentola è morta è un'eccellente riscrittura di un classico in cui lettrici e lettori saranno portati a mettere in discussione le storie con le quali sono cresciuti e fare il tifo per le ragazze impegnate a sovvertire il mondo. Kalynn Bayron fa molto di più che riscrivere una fiaba, la scompone e ricostruisce una storia originale in cui finalmente saranno le ragazze a decidere chi vivrà felice e contenta.

L'invasione
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Piccirillo, Paolo

L'invasione

Fandango Libri, 23/02/2024

Abstract: Nicola Fortore, detto Barracuda (perché dicono che abbia i molari così appuntiti da poter spezzare i nervi della carne), è il capo di Ferrazzano, un paese di niente sperso nella campagna casertana, è un capo riconosciuto, anche se non dalla legge. Oltre il fiume che lambisce il paese, c'è Sant'Elpidio, un centro più ricco, con il suo capo Tiziano Bianco, che è anche il datore di lavoro di Nicola. Tra i due paesi e i due capi c'è un accordo di non belligeranza molto fragile, che per un nulla rischia di incrinarsi, e il ritrovamento del cadavere di una ragazza violentata sull'argine del fiume sembra a tutti gli effetti l'innesco di una bomba e di una caccia all'uomo. Mentre i due cercano di venire a capo, ognuno tra le proprie vie, dell'omicidio, un vecchio amico di Barracuda torna a bussare alla sua porta dopo averlo tradito: Ernesto Foglia arriva dal Sudafrica per proporre a Nicola un affare che non potrà rifiutare, che riguarda una nuova specie di api che sta per passare proprio a Ferrazzano. Con un romanzo che attinge alle radici della sua scrittura, Paolo Piccirillo torna a raccontare il male negli uomini e degli uomini, dipingendo un paesaggio in cui la vita e la sua rovina cedono il passo alla vendetta.

Dieci ferite
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Fabiano, Lorenzo

Dieci ferite

Fandango Libri, 15/03/2024

Abstract: Vi ricordate la prima volta che avete pianto da tifosi, per la sconfitta di un campione o della vostra squadra del cuore? La prima volta che avete pensato di abbandonare il tifo perché l'amarezza del rimpianto era troppo grande da digerire? Il giornalista e scrittore Lorenzo Fabiano torna indietro al tempo di sé bambino per raccontarci le sue ferite legate allo sport, dieci grandi campioni di altri tempi e di sport non sempre blasonati che hanno segnato il suo immaginario. Il pugile Nino Benvenuti, i ciclisti Franco Bitossi, Giovanni Battaglin e Francesco Moser, il pilota Clay Regazzoni, lo sciatore Gustavo Thoeni, il velocista Pietro Mennea, il tennista Adriano Panatta, e due squadre: la Nazionale italiana di calcio ai Mondiali del 1974 e la Pallacanestro Varese di Dino Meneghin. Dieci episodi attraverso gli anni Settanta, dieci storie di sconfitte che hanno segnato le carriere di altrettanti campioni. Dieci storie con un comune denominatore: campioni che, tramite le sconfitte, e soprattutto la loro accettazione, sono cresciuti e maturati come esseri umani. Dieci storie di riscatto, perché per arrivare a vincere bisogna prima di tutto saper perdere. Sullo sfondo, le cronache di un'Italia altrettanto "ferita", gli anni caldi di attentati, stragi e depistaggi, che segnano il corpo collettivo di un paese uscito malconcio dagli anni del boom. Un libro imperdibile per chi ama le cronache (anche umane) dello sport.

Gente alla buona
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Grigolo, Mattia

Gente alla buona

Fandango Libri, 22/03/2024

Abstract: In un paese della Bassa padana vivono tre amici a un passo dall'adolescenza ma ancora bambini, Brando, Sara e Larcher. Prima di loro ci sono tre adulti, che sono i loro padri, che ugualmente sono amici, il Toni, Sander e Marione. Di generazione in generazione il paese stringe legami, crea famiglie, i figli crescono insieme come hanno fatto i padri, in attesa di imparare i ritmi della vita adulta e proseguire la catena. Solo che nel Natale del 1995 qualcosa si rompe, perché i ragazzini erano quattro, l'ultimo vertice di un quadrato diventato triangolo era Mighè, ma il figlio di emigrati dal Sud muore in modo tragico e poco chiaro. Nel corso del tempo che inciampa davanti all'imprevisto, tre famiglie e il nuovo prete del paese, don Maurizio, cercheranno di ridare spazio al futuro, ma nessuno di loro potrà mai tornare indietro e, a distanza di più di vent'anni, nessun Natale sarà mai un giorno di festa, ma ogni Natale avrà la sua pena da scontare nel ricordo. Con una scrittura che evoca i grandi narratori italiani del Novecento e una struttura che ricorda il cinema contemporaneo, Mattia Grigolo racconta la provincia italiana, una provincia rurale di lavoro e segreti, di padri legati alla terra e figli che la lasciano, di ferocia e nostalgia.

Lo schiaffo
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Khider, Abbas

Lo schiaffo

Fandango Libri, 29/03/2024

Abstract: Alla disperata ricerca di qualcuno che ascolti la sua storia, il rifugiato iracheno Karim Mensy prende in ostaggio Frau Schulz, la funzionaria dell'Autorità per l'immigrazione che gli ha revocato il diritto d'asilo. Dopo un interminabile barcamenarsi nel tentativo di ottenere lo status di rifugiato, infatti, gli è stato appena comunicato che sarà costretto a tornare in quello stesso Iraq da cui è scappato, questo perché (ritengono le autorità tedesche) con la caduta di Saddam post 11 Settembre ormai il suo è un paese sicuro. Arrivato in Germania per sba- glio, Karim scopre che le leggi europee per i rifugiati non gli consentono di scegliere dove fare richiesta d'asilo e così passa i successivi tre anni in un labirinto di centri di accoglienza, lavori in nero, divieti e moduli da riempire, per ritrovarsi poi di fronte al vicolo cieco dell'espulsione. Tra le nevi della Baviera e l'ostilità di una lingua mai sentita, Karim rivela cosa davvero lo ha portato a fuggire, la struggente nostalgia di casa, la paura di un mondo di cui non conosce i codici, l'innominabile segreto che gli impedisce di tornare e le storie che lui e i suoi com- pagni di sventura hanno dovuto imbastire per rendersi "degni" di aiuto agli occhi delle autorità tedesche. Un romanzo poetico, tragico e amaramente ironico, un viaggio nel sistema dell'accoglienza europea che sarete grati di non aver mai dovuto intraprendere.

Napalm nel cuore
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Guasch, Pol

Napalm nel cuore

Fandango Libri, 08/03/2024

Abstract: Due parole contraddittorie — Napalm e cuore, distruzione e amore. In un luogo misterioso e oscuro, che su di sé porta ancora le cicatrici di una terribile quanto indecifrabile esplosione, il giovane protagonista narra la propria esistenza sotto forma di frammenti. I suoi sono squarci di un passato sofferente ed enigmatico, sono scaglie luminose di un presente che è lotta, ed è passione contro ogni norma. La norma del potere repressivo, la norma della sessualità imposta, la norma del corpo ordinario e ordinato. Attraverso prodigiosi salti temporali e allusioni il lettore scopre quindi l'amore omo- sessuale che lega il giovane al carismatico Boris, si addentra nel rapporto che lo lega alla tribolata figura della madre, lo segue nei suoi crudi atti di ribellione e affronta assieme a lui un viaggio verso la Frontiera. Qui si raccoglie un'umanità in attesa, che cerca una via d'uscita dalla società, dalla repressione, dai cambiamenti in cui è sprofondato il mondo dal giorno del cataclisma. Il viaggio, avventuroso e non privo di ostacoli, è la scoperta di un'identità libera. E il linguaggio che lo narra un filo di immagini poetiche che si dipanano e rischiarano come piccole, continue, detonazioni.

ItaliApartheid. Stranieri nella penisola del razzismo
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Palmisano, Leonardo

ItaliApartheid. Stranieri nella penisola del razzismo

Fandango Libri, 14/06/2024

Abstract: C'è un grido che si leva dalle bocche degli stranieri in Italia. Una parola che esprime tutto. Fuggire! Intorno a loro è stato alzato un muro perché gli stranieri sono la risorsa politica più potente nel nostro paese. Senza stranieri emarginati, soprattutto senza i neri africani, le destre non accrescerebbero quotidianamente il loro consenso. Le sinistre non se ne curano a dovere, perché impegnate anch'esse in questo folle progetto di trasformare l'Italia in un carcere a cielo aperto. Negli ultimi anni, a causa del sovraffollamento sconsiderato dei centri di confinamento per gli stranieri che raggiungono l'Italia, i migranti hanno iniziato a scrollarsi di dosso la gratitudine morale verso chi li ha salvati dal Mediterraneo ma li ha incastrati, subito dopo, in un recinto di emarginazione a Lampedusa, a Mineo, a Borgo Mezzanone… Dentro le loro vite, dentro i loro desideri, si va affermando una rivoluzione demografica: l'abbandono dell'Italia, il ritorno a casa, l'urgenza di vivere liberi in un posto più libero. Sotto questa inedita pressione demografica, il muro comincia a creparsi e da questa crepa, giorno dopo giorno, fuggono o vogliono fuggire in migliaia. Per paradosso, la legge italiana sull'immigrazione porta il nome di due irriducibili nemici dei flussi migratori, Bossi e Fini, ma costringe questi detenuti privi di un titolo di soggiorno a restare in Italia. Leonardo Palmisano li ha incontrati, ci ha parlato e in questo libro ci racconta le loro storie, dimostrando una volta per tutte che l'apertura delle frontiere è la soluzione sia in entrata che in uscita.

Bruttezza
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Hilal, Moshtari

Bruttezza

Fandango Libri, 06/09/2024

Abstract: In questo saggio dirompente e suggestivo, l'artista tedesca di origine afghana Moshtari Hilal prosegue in forma scritta – ma anche attraverso disegni, fotografie e stranianti autoritratti – la sua indagine sugli aspetti sociali e politici delle categorie estetiche. Secondo Hilal, infatti, la "bruttezza" è un fatto sociale, politico, persino economico, indissolubilmente legato alla razzializzazione degli individui. L'autrice sostiene che la bruttezza, così come la razza, non esista sul piano della realtà, ma sia piuttosto una categoria politico-economica utile a veicolare l'odio nei confronti di corpi e identità non conformi, da cui il capitalismo non riesce a produrre immediatamente valore e di cui deve quindi giustificare l'esclusione – in ultima istanza, la disumanizzazione – per renderne possibile lo sfruttamento. Il fondamento teorico da cui Hilal parte non è tanto la ricerca di parole e termini nuovi per definire il bello o il brutto, quanto la radicale messa in discussione delle cause della bruttezza, quindi della società che la produce, oggi come ieri, come categoria. Ispirandosi a pensatori come Frantz Fanon e attingendo al femminismo nero e ai Disability Studies, Hilal infrange ogni stereotipo e chiarisce quanto persino un senso come la vista, all'apparenza "naturale", sia costruito ed educato da standard che rafforzano rigide gerarchie sociali. Con un passo tra saggistica e narrativa che unisce pagine di pensiero teorico a pagine più intime, liriche e familiari, Hilal ci conduce in un viaggio attraverso la vergogna e le paure che non siamo consapevoli di aver introiettato, un viaggio al termine del quale sarà impossibile guardarsi allo specchio come un momento prima di cominciare a leggere.

Le parole giuste
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A Sud

Le parole giuste

Fandango Libri, 11/10/2024

Abstract: In tempi di negazionismo climatico e di narrazioni distorte, usare un linguaggio corretto e comprensibile è fondamentale per capire la realtà e poter agire di conseguenza. Che si tratti di crisi climatica, di conflitti ambientali o di economia circolare le insidie di un linguaggio scorretto sono dietro l'angolo. Perché parlare di maltempo se si tratta di eventi estremi? O raccontare come sostenibile un'impresa che fa solo greenwashing? Come si raccontano le sfide del secolo? Quanto è importante usare le parole giuste per comprenderle e provare a vincerle? Come far capire a tutt3 cosa sia l'antropocene, l'ecofemminismo o il land grabbing? Da queste domande nasce il Glossario ecologista, lavoro corale e strumento prezioso per orientarsi nel mare magnum dell'informazione (e della disinformazione) che riguardano l'ambiente e il clima. Curato da A Sud, associazione indipendente attiva sui temi dell'ecologismo, il glossario conta sui contributi di tanti nomi provenienti dal mondo della scienza, della divulgazione, dell'attivismo, dell'informazione e dell'accademia: Luca Mercalli, Cristina Mangia, Laura Greco, Marco Cervino, Marco Armiero, Marica Di Pierri, Alessandro Coltré, Letizia Palmisano, Lorenzo Fargnoli, Sarah Gainsforth, Rahma Nur, Michele Carducci, Lorenzo Manni e tante e tanti altri. Il risultato è assieme una bussola per orientarsi e una cassetta degli attrezzi per approfondire teoria e pratica: dalle nozioni e concetti chiave fino alle sigle e ai vocaboli indispensabili per conoscere e capire le questioni ambientali nelle loro molteplici sfumature. Ma è anche un invito a leggere il mondo che cambia da un punto di vista ecologista e circolare

Gli ostaggi. Controstoria di un bottino coloniale
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Tervonen, Taina

Gli ostaggi. Controstoria di un bottino coloniale

Fandango Libri, 18/10/2024

Abstract: Nel 2017, a Ouagadougou, il presidente Emmanuel Macron ha affermato che la Francia avrebbe restituito "temporaneamente o definitivamente, entro cinque anni, le opere africane dai musei francesi". Cinque anni dopo, la giornalista Taina Tervonen approfondisce la questione delle opere d'arte saccheggiate all'epoca degli imperi coloniali, in particolare attraverso la storia del Tesoro di Ségou. Nel 1890, il colonnello francese Archinard e il suo esercito conquistano la città di Ségou, nell'attuale Mali. Sequestrano il tesoro del palazzo, che contiene gioielli e una sciabola forse appartenuta a El Hadj Oumar Tall, un dotto signore musulmano e condottiero di guerra che fondò un impero nel XIX secolo sul territorio degli attuali Senegal, Mali, Guinea e Mauritania. Tra il "bottino" riportato in Francia da Archinard ci sono anche due bambini, uno è Abdoulaye, 10 anni, nipote di Oumar Tall. In un momento in cui il Senegal e altri paesi africani reclamano la restituzione degli oggetti "acquisiti" dalla Francia durante la colonizzazione, l'autrice, che ha trascorso la sua infanzia in Senegal, indaga sugli oggetti rubati a Ségou e in particolare sulla sciabola di Oumar Tall, ora restituita dalla Francia ed esposta al Museo delle Civiltà Nere di Dakar. Che fine hanno fatto gli altri oggetti, quale è stato il destino dei due bambini sottratti alle loro radici? E la sciabola in questione è davvero quella di Oumar Tall? Sfruttando tutti gli archivi e le fonti disponibili in Francia e Senegal, Taina Tervonen ripercorre gradualmente le tracce dei bambini e del bottino, e porta alla luce una parte violenta, disumana e poco conosciuta della storia coloniale francese. Tra Storia e vite spezzate, tra presente e passato, Gli ostaggi è un meticoloso lavoro di ricerca che incoraggia la riflessione su alcuni comportamenti nati durante la colonizzazione, ma è anche un racconto sensibile che testimonia la volontà di aprire le menti, con umanità e umiltà.