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Trovati 3 documenti.
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Liguori Editore, 01/01/2000
Abstract: Nella nostra mentalità di moderni, divinità, miti e riti dell'antichità greca rischiano di venire fraintesi riduttivamente, come stereotipi di belle e fantasiose invenzioni, o di leziosi capricci poetici. Eppure dalla civiltà greca classica, e in particolare dalla sua religione, spuntava il germoglio destinato ad aprirsi, a fiorire e, con l'innesto della matrice giudaico-cristiana, a fruttificare nella civiltà alla quale noi tutti siamo oggi, in Occidente, legati attraverso un retaggio di inestimabili valori intellettuali, morali, sociali. Ma i Greci vivevano la loro religione nei miti, nei riti, nei culti divini, e in essa raccoglievano il senso della propria esistenza. Dunque per noi oggi si tratta di comprendere storicamente il senso della religione greca. E il libro di Brelich di ciò si fa problema. Egli riesce a ricostruire, in un grande e sintetico pannello storico, la genesi, gli sviluppi, gli esiti di quel mondo religioso, sul piano di una brillante divulgazione scientifica che vuol parlare proprio a un pubblico non specialista. Brelich guarda la religione in stretto rapporto con le più diverse manifestazioni della civiltà globale – le strutture politiche e sociali, il teatro, l'arte, i giochi, la letteratura, la filosofia –, e nel suo svolgimento storico, dall'età preellenica all'Ellenismo. Per di più, il libro si presenta come il primo e unico esempio di sintesi storica impostata su un criterio di comparazione, con il confrontare il "caso" greco con le più diverse civiltà religiose, antiche, primitive, occidentali, orientali: sì da cogliere in modo eloquente corrispondenze e peculiarità del "caso" storico preso in considerazione. Ben più di una "storia delle religioni", I Greci e gli dèi diventa un organico saggio di "storia della civiltà", entro un contesto comparativo e dinamico che non trova uguali nelle decine di manuali o di enciclopedie prodotte fin qui sull'argomento. È un modello esemplare di antropologia storica.
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Feltrinelli Editore, 08/06/2000
Abstract: Nel 1984, Italo Calvino così annunciava la pubblicazione di Narratori delle pianure: "Dopo vari anni di silenzio, Celati ritorna ora con un libro che ha al suo centro la rappresentazione del mondo visibile, e più ancora una accettazione interiore del paesaggio quotidiano in ciò che meno sembrerebbe stimolare l'immaginazione". Queste trenta novelle, comiche e fantastiche, tristi o terribili, sulla valle del Po, mentre recuperano antiche forme narrative della tradizione novellistica italiana, sono un viaggio di ritorno alle fonti del narrare: cioè al "sentito dire che circola in un luogo o paesaggio". È una figura molto cara a Walter Benjamin, quella del narratore orale, che Celati ha cercato di riscoprire viaggiando e raccogliendo storie sulle rive del Po. Celebrando con le sue novelle questa figura in via di estinzione, Celati indica una degradazione ambientale che non riguarda soltanto i paesaggi, ma anche la facoltà di raccontare e di scambiarsi esperienze. Così queste sono altrettante parabole sulla nostra epoca, e costituiscono uno sforzo per ridare all'arte narrativa una credibilità che non sia soltanto letteraria.
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Manuale di psichiatria e psicoterapia
Liguori Editore, 01/01/2000
Abstract: Volume cartonato con sovracoperta a colori. Il Manuale, alla II edizione, mantiene inalterata la struttura globale, anche se c'è un ampliamento delle tematiche e del numero dei capitoli e quindi degli argomenti trattati. Diviso in quattro parti, il Manuale espone – in maniera coerente e sistematica – nella prima parte i concetti generali della psicologia dello sviluppo psichico, di norma e salute mentale, di psicopatologia dinamica e di nosografia. Nella parte seconda vengono proposti i vari quadri clinici che seguono un ordine rigoroso: fenomenologia, psicodinamica, diagnosi differenziale, interventi terapeutici e casi clinici esemplificativi. Una terza parte si occupa di problematiche specifiche come il sonno, la formazione e la crisi della coppia, l'adolescenza, ecc. Infine vengono proposti i modelli di intervento terapeutico (dalla psicofarmacologia alle varie modalità psicoterapiche) specificandone la teoria, le indicazioni, i limiti. Tutto il Manuale è comunque impostato, da una parte, in opposizione al riduzionismo biologico-psicofarmacologico ed alla frammentazione operata dal DSM-IV; dall'altra esprime la necessità e la possibilità di una visione unitaria psicodinamica e di un conseguente approccio psicoterapeutico alla malattia mentale.