Puoi raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.

Includi: tutti i seguenti filtri
× Risorse eBook (MLOL)
× Nomi Simenon, Georges

Trovati 232 documenti.

Mostra parametri
I misteri del Grand-Saint-Georges
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

I misteri del Grand-Saint-Georges

Adelphi, 12/09/2023

Abstract: "Il centro abitato più vicino era una piccola frazione. All'altezza della prima casa, una misera catapecchia, la macchina aveva deviato e si era fermata davanti alla porta. Ma ormai era ripartita, e dall'abitazione non filtrava alcun chiarore."Anche stavolta Schultz bussò con il manico del frustino: nessuna risposta. Allora girò il chiavistello ed entrò."Buio pesto. Il vetturino aveva paura e non riusciva a trovare i fiammiferi. Urtò contro una poltrona e gli parve che vi fosse seduto qualcuno."Finalmente recuperò i fiammiferi, ne accese uno e soffocò un grido: sulla vecchia poltrona c'era un uomo immobile, con gli occhi spalancati...".

Gli altri
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

Gli altri

Adelphi, 07/11/2023

Abstract: "Lo zio Antoine è morto martedì, vigilia di O­gnissanti, probabilmente intorno alle undici di sera. Quella stessa notte Colette ha tentato di buttarsi dalla finestra". Ha un incipit brusco e drammatico questo romanzo (scritto, caso più u­nico che raro nella vasta produzione di Simenon, in forma di diario), che ci immerge nell'atmosfe­ra soffocante di una città di provincia – universo angusto e abitudinario, con le sue rigide gerar­chie sociali, i suoi riti immutabili e, soprattutto, il peso schiacciante dello sguardo altrui sul desti­no degli individui. Attraverso il racconto dell'au­tore del diario, "un mediocre soddisfatto", e tuttavia capace di una visione lucida e disincan­tata della realtà, Simenon amplia l'orizzonte narrativo e mette in scena, come lui solo sa fare, la rappresentazione tragicomica della famiglia Huet, dilaniata da conflitti latenti e malcelati rancori, da rivalità e tradimenti. In attesa delle esequie dello zio, e soprattutto dell'apertura del testamento, verranno alla luce fragilità e solitudini, ambizioni e frustrazioni, meschinità e bas­sezze – ma anche, per una volta, virtù morali, e perfino eroismi.

L'America in automobile
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

L'America in automobile

Adelphi, 28/11/2023

Abstract: Nell'ottobre del 1945 Georges Simenon sbarca a New York, ansioso di lasciarsi alle spalle le turbo­lenze degli anni di guerra, le accuse di collabora­zionismo e le minacce di epurazione. Con la mo­glie Tigy e il figlio Marc si stabilisce in Canada, nel Nouveau-­Brunswick – ma è agli Stati Uniti che guar­da. E, per conoscere meglio il paese dove comince­rà una nuova vita, parte al volante di una Chevro­let per un viaggio di cinquemila chilometri, che dal Maine lo porterà sino a Sarasota, sul Golfo del Messico. Ad attirarlo, come sempre, non sono le città – anche se confesserà che a New York si sente perfettamente a suo agio –, ma la gente e "i piccoli particolari della quotidianità": tutto ciò che può offrire ai suoi lettori "un'immagine più intima" degli Stati Uniti. Lui che aveva sempre captato, o­vunque nel mondo, un disperato e insoddisfatto bisogno di dignità, finirà per essere conquistato dalla "forte tensione verso l'allegria e la gioia di vivere" che sprigionano le semplici ed essenziali case americane, dalla cordialità (o meglio: la fa­miliarità) che regola i rapporti di lavoro, dalla fiducia in sé stessi che le scuole sanno inculcare negli studenti, dalla squisita cortesia degli abitanti del Sud – che nelle relazioni mettono "quel qual­cosa di impercettibile e affascinante" che rende tanto preziosa l'esistenza – e scoprirà che proprio qui, nella sua nuova patria, vige "un tipo di vita che ... tiene conto più di qualsiasi altro della dignità dell'uomo".

La prigione
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

La prigione

Adelphi, 30/01/2024

Abstract: "Quanti mesi, quanti anni ci vogliono perché un bambino diventi un ragazzo, e un ragazzo un uomo?". Ad Alain Poitaud, direttore appena trentaduenne di un settimanale di enorme successo, bastano poche ore per smettere di essere l'uomo che è stato e "diventare un altro". Accade in una piovosa sera di ottobre, allorché, tornando a casa per cambiarsi in vista di una cena in compagnia della moglie Jacqueline e della piccola corte di cui è solito circondarsi, trova ad aspettarlo davanti al portone un ispettore della Polizia giudiziaria. Poco dopo, al Quai des Orfèvres, si sentirà dire che Jacqueline ha ucciso la sorella minore, Adrienne, con un colpo di pistola, chiudendosi poi in un mutismo assoluto. La stampa ci metterà poco a scoprire che con Adrienne, per parecchi anni, Alain è andato a letto regolarmente, e parlerà di "dramma della gelosia", ma lui – l'uomo cinico, superficiale, mondano, il donnaiolo incallito sempre pronto a fare dell'ironia – comincerà a chiedersi quale sia stato il vero motivo di quel gesto. E mentre la polizia conduce la sua indagine, si interrogherà su quella giovane donna accondiscendente e discreta (tanto che fin dall'inizio l'ha chiamata Micetta), che ha sposato quasi per gioco, che gli è sempre stata accanto senza chiedere niente – ma, soprattutto, in un crescendo di smarrimento e di angoscia, si interrogherà su se stesso.

La porta
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

La porta

Adelphi, 04/06/2024

Abstract: "Era possibile che per tutti quegli anni lei fosse stata felice con lui, e che lo fosse ancora?". Stenta a crederlo, Bernard Foy, e non solo perché ha perso entrambe le mani saltando su una mina e non si sente più un vero uomo, ma perché di uomini sua moglie Nelly, che del proprio passato non gli ha nascosto nulla, ha sempre avuto bisogno. Da vent'anni loro due si amano con lo stesso trasporto e la stessa urgenza di quando si sono conosciuti. Eppure Bernard, che passa le sue giornate a spiare le vite degli altri dalla finestra, ad ascoltare i rumori del palazzo e del quartiere, e soprattutto ad aspettare che lei torni dal lavoro, è tormentato dalla gelosia per la vita, di sicuro "più animata, più appassionante", che la moglie conduce fuori casa, e dal bisogno di sapere in ogni momento dove lei sia e che cosa stia facendo: tanto che la sua assenza gli provoca un acuto malessere fisico. Un malessere che è sensibilmente peggiorato da quando Nelly sbriga piccole commissioni per un giovane illustratore che la poliomielite ha inchiodato su una sedia a rotelle e che si è trasferito al primo piano del loro stesso palazzo. E poi, nonostante l'età, lei sembra ogni giorno "più bella, più desiderabile", il che colma Bernard di un'insostenibile angoscia: come non sospettare che si tratti di quella "luce particolare" che emana dal volto di una donna innamorata? A poco a poco, Bernard non farà altro che pensare alla porta dell'appartamento del primo piano, dove lui non è mai entrato, che non è mai riuscito neanche a intravedere... Nessuno come Simenon è capace di compiere, trascinando con sé il lettore, una simile, implacabile discesa nella mente di un uomo dominato dalle sue ossessioni – ossessioni che non potranno che portare a un epilogo fatale.

La Cantante di Pigalle
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

La Cantante di Pigalle

Adelphi, 10/09/2024

Abstract: "Dal lato di Austerlitz alcune sirene annunciavano mezzogiorno, e altre rispondevano nel quartiere della Gare de Lyon. Proprio in quel momento, fra tutti quei rumori, ne riecheggiò un altro, come lo scoppio di uno pneumatico o di un motore."Una macchina veniva dalla direzione opposta: le parve scura, nera o blu. Non avrebbe saputo dire se a bordo c'erano una o più persone."E l'uomo cadde stecchito sul marciapiede, senza un grido, senza un lamento, mentre la macchina sembrava spiccare un salto per tuffarsi nell'animazione di boulevard Saint-Germain."Con ogni probabilità Lili fu l'unica a rendersi conto con precisione dell'accaduto. Una donna di mezza età si fermò accanto al corpo steso per terra, si chinò a toccargli la spalla e lanciò un urlo, ritraendosi inorridita. All'altro capo del ponte un agente fischiò senza sapere bene perché".

Malempin
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

Malempin

Adelphi, 08/10/2024

Abstract: "Malempin", scrive André Gide nei suoi appunti per un libro su Simenon, è la "messa in pratica" perfetta di quello che l'autore definisce il suo "metodo": "far rivivere il passato nel, e attraverso il, presente. Qui i ricordi del passato si alternano al racconto del momento attuale ... E il passato fa luce sul presente, che senza quello rimarrebbe incomprensibile". Del passato, mentre veglia notte e giorno il minore dei suoi figli, affetto da difterite maligna, il dottor Édouard Malempin rievoca soprattutto l'infanzia: perché è stata quella – è sempre quella, Simenon ne è convinto non meno di Freud – a fare di lui l'uomo che è oggi. Determinanti sono stati certi odori (quello della cucina della casa dei genitori, per esempio), certe sensazioni (la beatitudine che provava allorché, malato, poteva "fare assenza" e isolarsi dal mondo), certe scene (la notte in cui si era svegliato e aveva visto il padre chino su di lui, o quando avevano portato in manicomio la giovane zia, una "femmina allo stato puro", bionda rosea e polposa, in preda a una crisi di follia) che si sono fissati nella memoria – ma più ancora le zone d'ombra e i misteri che non è mai riuscito a penetrare fino in fondo: la scomparsa di uno zio a cui i suoi genitori dovevano un bel po' di soldi, l'aver sentito la madre mentire a un gendarme venuto a interrogarla, e quel polsino con un gemello d'oro che poco tempo dopo aveva visto in una discarica andando a scuola, e sul quale aveva sempre taciuto...

Una Francia sconosciuta o l'avventura tra due sponde
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

Una Francia sconosciuta o l'avventura tra due sponde

Adelphi, 15/11/2024

Abstract: Nella primavera del 1928 Georges Simenon (che ha appena compiuto venticinque anni e ne ha già abbastanza della vita mondana che conduce a Pa­rigi) si compra una piccola barca, la "Ginette" (lunga quattro metri e larga poco più di uno e mezzo), e parte, in compagnia della moglie Tigy, della dome­stica (e ben presto amante) Boule e del cane Olaf (un danese sui sessanta chili), per un viaggio attra­verso i fiumi e i canali della Francia che durerà ben sei mesi: durante i quali gli capiterà di dormire sot­to una pioggia sferzante, o di sguazzare nel fango, o di cercare di arrivare davanti alle chiuse prima delle grandi chiatte tirate dai cavalli, o di manovra­re tra rocce a pelo d'acqua... Tre anni dopo, il set­timanale "Vu" gli commissionerà quello che diven­terà il suo primo reportage: insieme a un giovane fotografo di origine ceca, Hans Oplatka, Simenon ripercorrerà, in macchina questa volta, la "vera Fran­cia", e tornerà a casa con un bottino di duecento fotografie. Solo una decina illustreranno, su "Vu", il racconto dell'esaltante navigazione a bordo del­la "Ginette", ma in questo volume il lettore ne troverà molte di più; e scoprirà che senza quell'"avventu­ra tra due sponde" non esisterebbero romanzi co­me "Il cavallante della "Providence"", "La balera da due soldi", "La chiusa n. 1" – per non parlare di tutte le lo­cande in riva a un fiume dove il commissario Mai­gret, nel corso di un'inchiesta, va talvolta a trascorrere un paio di giorni, occasionalmente in compa­gnia della sua signora, fingendo a malapena di es­sere lì per rilassarsi.

Il Grande Bob
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

Il Grande Bob

Adelphi, 25/02/2025

Abstract: "Negli ultimi tempi aveva un modo particolare di guardarsi allo specchio dietro le bottiglie. Quando un uomo come lui comincia a scrutarsi negli specchi, mi creda, non è un buon segno". Una riflessione, questa del padrone del bistrot dove il suo amico Bob, morto da pochi giorni, andava a giocare a carte, che colpisce profondamente il dottor Charles Coindreau. Non appena ha saputo che quella di Bob non è stata una morte accidentale, come sulle prime si credeva, bensì un suicidio, ha deciso di condurre una sorta di indagine, e di interrogare chiunque l'abbia conosciuto, a cominciare dalla moglie e dall'ultima delle numerose amanti. Perché lui, come tutti, ma più di tutti gli altri, si arrovella sul motivo che ha indotto a togliersi la vita uno come Bob: sempre allegro, e allegramente sfaccendato, sempre pronto alla battuta, gran giocatore di belote e gran consumatore di "bianchini" a qualunque ora del giorno – non per caso lo avevano soprannominato il Grande Bob. Nella casa di Montmartre dove abitava insieme alla sua polposa, esuberante, forse un po' volgare ma radiosa moglie Lulu, la porta era sempre aperta, e vi si potevano incontrare persone di ogni estrazione sociale, e "ognuno era libero di comportarsi o di parlare a suo piacimento, con la certezza di non scandalizzare nessuno". Così come nessuno si scandalizzava del fatto che Lulu accettasse i tradimenti di Bob: le bastava che lui fosse felice. Scavando nel passato dell'amico, immergendosi nei lati oscuri di un uomo che a tutti sembrava l'immagine stessa della gioia di vivere, e persino, a volte, sovrapponendosi a lui, Coindreau finirà per scoprire la verità sulla morte di Bob – ma soprattutto qualcosa su sé stesso.

La morte di Auguste
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

La morte di Auguste

Adelphi, 24/06/2025

Abstract: Arrivato cinquant'anni prima dalla nativa Alvernia senza un soldo in tasca, Auguste Mature, che muore, schiantato da un ictus, all'inizio di questo romanzo, è riuscito a trasformare il piccolo bistrot di rue de la Grande-Truanderie, dove andavano a bere un caffè corretto o a mangiare un boccone i lavoratori dei mercati generali – il "ventre di Parigi", come li chiamava Émile Zola –, in un ristorante che, pur conservando i vecchi tavoli di marmo e il classico bancone di stagno, è ora frequentato dal Tout-Paris. Gli è sempre stato accanto il figlio Antoine, il quale, prima ancora che la camera ardente sia stata allestita, deve fare i conti – alla lettera – con il fratello maggiore, un giudice istruttore aizzato da una moglie arcigna, e con quello minore, un cialtrone semialcolizzato che millanta fumosi progetti immobiliari e sopravvive spillando soldi al mite, generoso Antoine. Lo stesso Antoine contro cui ora si accanisce, sospettandolo di aver sottratto il testamento del padre e di volersi appropriare di un "malloppo" sicuramente nascosto da qualche parte. Simenon, anche questa volta, si rivela magistrale nel mettere in scena un dramma familiare, portando alla luce, come lui solo sa fare, attriti, risentimenti, menzogne. Sullo sfondo, l'imminente fine dell'universo – di facce, di odori, di rituali – dove i tre fratelli sono cresciuti: quelle Halles che nel giro di pochi anni spariranno, insieme a un pezzo dell'anima della città.

I tredici colpevoli
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

I tredici colpevoli

Adelphi, 23/09/2025

Abstract: Non ci sono parole per descrivere il distacco del giudice Froget, che dall'inizio dell'incontro non aveva modificato di una virgola il suo atteggiamento.Di solito i giudici istruttori fanno domande su domande, si accaniscono a confondere l'indagato e solo così riescono a strappargli la frase che costituisce una confessione.Lui invece lasciava all'interlocutore il tempo di riflettere, persino di "riflettere troppo". I silenzi duravano parecchi minuti, le domande appena pochi secondi.Fino a quel momento ne aveva formulate solo due. Anni dopo, un esperto si sarebbe tolto la curiosità di contare le parole uscite dalla bocca di Froget nel corso di quel cruciale interrogatorio.

L'Africa che dicono misteriosa
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

L'Africa che dicono misteriosa

Adelphi, 04/11/2025

Abstract: Negli anni del suo apprendistato letterario Simenon sfornava a un ritmo forsennato romanzi popolari, molti dei quali ambientati in luoghi esotici, a lui del tutto ignoti, con il solo aiuto di un mappamondo e di un'enciclopedia. Il mondo che creava era bello, perché, dichiarerà in seguito, era "artificiale". Un giorno, però, gli viene voglia di vedere com'è fatto davvero, il mondo. Cominciando dall'Africa. Si imbarca quindi, insieme all'inseparabile Tigy, per Il Cairo, da dove raggiunge Assuan; da lì sorvolerà il Sudan, per poi discendere il Congo fino a Kinshasa, e sulla via del ritorno fare scalo a Port-Gentil, Libreville e Conakry. Solo dopo essere rientrato in Francia ricaverà da questo lungo viaggio i reportage qui raccolti – nei quali non solo non indulge all'esotismo, ma soprattutto assume un tono di denuncia che a molti, all'epoca, farà storcere il naso. "L'Africa ci manda al diavolo" scrive Simenon "e fa bene!". Quello che ha visto non gli è piaciuto affatto – anzi, il più delle volte lo ha profondamente disgustato. Certo, alcuni degli aneddoti che racconta, con la verve che gli conosciamo, lo hanno stupito, a momenti anche divertito; e, con quella voracità impudica che è nella sua natura, non ha perso occasione di scattare fotografie (più di settecento). Tuttavia non nasconde in alcun modo, della realtà coloniale, il fondo più torbido e atroce: né il disprezzo che i bianchi nutrono nei confronti dei neri, né lo sfruttamento e la violenza di cui questi sono vittime – né tantomeno il sordido abbrutimento dei coloni stessi, che Simenon descriverà, a caldo, in quel formidabile romanzo che è "Colpo di luna".

La vecchia
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

La vecchia

Adelphi, 27/01/2026

Abstract: "Lei non ha mai scritto niente di simile" disse una volta Paul Morand a Simenon, dopo aver letto "La vecchia". Il romanzo è quello che, a teatro, si definirebbe un "huis clos": una vicenda la cui azione si svolge quasi interamente in uno spazio chiuso. La scena è un appartamento dell'Île Saint-Louis, a Parigi, dove quattro donne si osservano, si spiano, pronte in ogni momento a umiliare e a colpire. Sophie Émel, la proprietaria – celebre paracadutista che conduce un'esistenza molto dissipata e molto alcolica, e condivide la propria stanza da letto con giovani donne più o meno sbandate –, ha accettato, per una sorta di svagata curiosità, di ospitare la nonna, che non vede da tempo: una temibile ottantenne che si era barricata nella sua casa destinata alla demolizione, minacciando di buttarsi dalla finestra. Tra la giovane e la vecchia si innesca un complicato gioco al massacro, fatto di reciproci sospetti e sottili crudeltà, che finisce per coinvolgere anche l'ultima amichetta di Sophie e l'occhiuta domestica. In un'atmosfera ogni giorno più claustrofobica e inquietante, Simenon compone, in modo magistrale, un crescendo che sfocerà, inesorabilmente, nella violenza.

Un delitto in Gabon
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

Un delitto in Gabon

Adelphi, 31/03/2020

Abstract: Le opere di Georges Simenon (Liegi, 1903-Losanna, 1989) sono in corso di pubblicazione presso Adelphi sin dal 1985. Scritti a La Rochelle nel 1938, i cinque "racconti esotici" che riuniremo nel volume "La linea del deserto" apparvero in fascicoli settimanali nella collana "Police-Roman" tra il 1938 e il 1939, per essere poi raccolti, insieme a tre inchieste di Maigret, nel 1944 in "Signé Picpus". Qui ne anticipiamo due: "Un delitto in Gabon" e "La linea del deserto".

La linea del deserto
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

La linea del deserto

Adelphi, 28/05/2020

Abstract: "Signore e signori... ehm!... Sulla nostra nave... ehm!... è appena accaduto... ehm!... un evento incre­scioso... un evento di eccezionale gravità... ". Con ogni probabilità il comandante era il mari­naio più placido, meno votato all'avventura di tutto il Pacifico, e passava la maggior parte del tempo chiuso in cabina a dipingere all'acquerel­lo paesaggi che copiava da cartoline.Paonazzo per l'emozione, non osò guardare i passeggeri mentre annunciava:"Hanno rubato i gioielli di Lady Bramson!".Un fulmine a ciel sereno. A bordo di un grande pi­roscafo queste parole avrebbero scatenato un'agitazione febbrile e una ridda di commenti.Ma a bordo del Gordon c'erano solo sei passegge­ri, ciascuno dei quali rimase impietrito al proprio posto, con la fronte imperlata di sudore e la sensazione che gli altri sospettassero di lui.

I superstiti del Télémaque
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

I superstiti del Télémaque

Adelphi, 18/06/2020

Abstract: "Pierre è tutto forza, muscoli, salute. Char­les è il cervello della famiglia!" diceva la gente. Tant'è che se Pierre aveva preso il brevetto di capitano era stato solo grazie all'aiuto di Charles. Dei gemelli Canut, tutti preferivano Pierre, "Pierre che vive­va appieno la vita, Pierre che era bello, che era forte, Pierre che sorrideva sereno scrutando l'orizzonte e ispirava una fidu­cia immediata, un'immediata simpatia!". Mentre Charles, che era debole di petto e non poteva lavorare sui pescherecci come la maggior parte degli uomini di Fécamp, rimaneva nell'ombra del fratello. Per di più, era uno che "temeva di offendere le persone, di dar loro un dispiacere" – uno che non faceva altro che scusarsi. Eppure, il giorno in cui Pierre viene arrestato con l'accusa di aver ucciso l'ultimo dei super­stiti del naufragio in cui il padre, trent'an­ni prima, aveva perso la vita in circostanze mai chiarite (si sospetta un caso di antro­pofagia), Charles decide di "sbarazzarsi di se stesso, di quel Canut timido e dimes­so" che è sempre stato e di dimostrare a tutti di che cosa è capace: sarà lui a smascherare il vero assassino e a salvare il fra­tello! Ma nessuno come Simenon sa che non ci si sottrae al proprio daimon, e che gli dèi si divertono a vanificare i nostri sfor­zi più generosi. Due ragazzi segnati dalla morte atroce del padre, una madre impaz­zita dal dolore, un feroce omicidio: questi gli ingredienti di un romanzo di fenome­nale potenza.

Annette e la signora bionda
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

Annette e la signora bionda

Adelphi, 27/08/2020

Abstract: "Se Chincholle non fosse stato girato di spalle, intento ad armeggiare con la serratura di ferro battuto di un vecchio cassettone, avrebbero visto che piangeva. E forse per un istante gli balenò l'idea di gettarsi in ginocchio e confessare:""La verità è che c'è un cadavere nella dispensa. Non so chi sia. Però mi pare di aver riconosciu­to la barba del precedente inquilino... Non era olandese, lui, era ungherese... Aveva una bella moglie... Ha affittato la villa per tre mesi, ma sei settimane dopo ho ricevuto una lettera di di­sdetta da Roma"."E ora che sarebbe successo? La polizia! E artico­li di cronaca sulla storia del cadavere nella di­spensa! Nessuno avrebbe più voluto affittare la villa del delitto!".

Europa 33
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

Europa 33

Adelphi, 03/12/2020

Abstract: È un'Europa che sonnecchia sotto la neve, ma "scos­sa da bruschi e terrificanti sussulti", quella dei pri­mi mesi del 1933. Un'Europa malata, tanto che il medico, mentre la ausculta e le fa dire "33", ha un'aria preoccupata. Non è un medico, Simenon, non ha rimedi da prescrivere, ma ha il fiuto, la curiosità e la cocciutaggine del reporter di razza. E non esita ad attraversarla, questa Europa, dal Bel­gio a Istanbul, spingendosi fino a Batum e concen­trando la sua attenzione soprattutto sui "popoli che hanno fame": quelli dell'ex impero zarista. Risoluto a ignorare le "cartoline illustrate", Simenon ci offre, sul continente negli anni tra le due guer­re, una testimonianza preziosa, fatta di immagini, episodi, annotazioni, dialoghi, scenari (alcuni dei quali torneranno, trasfigurati, nella sua narrativa). E non meno preziose sono le fotografie che scatta in viaggio, e che accompagnano il volume: perché an­cora una volta, nelle stradine ghiacciate di Vilnius come nelle desolate campagne della Polonia, nel­la Berlino che assiste all'incendio del Reichstag come nel sordido dormitorio dei poveri di Varsa­via, nello studio di Trockij sull'isola di Prinkipo come nel miserabile mercato di Odessa (e perfino negli alberghi di lusso delle grandi capitali euro­pee, popolati di sagaci portieri, stravaganti ban­chieri, ricche dame annoiate e nevrasteniche, truf­fatori e avventuriere di alto bordo), quello che in­teressa a Simenon è stanare l'"uomo nudo", e mo­strarcelo, come farà poi nei suoi romanzi, con compassione infinita e senza mai emettere giudizi.

La fattoria del Coup de Vague
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

La fattoria del Coup de Vague

Adelphi, 11/02/2021

Abstract: Ogni mattina, da tutte le case prospicienti la spiaggia denominata, quasi fosse un presagio, Le Coup de Vague (alla lettera: "il colpo d'onda"), avanzano, nella melma e nei banchi di sabbia lasciati dall'oceano che via via si ritira, i carretti dei mitilicoltori che vanno a raccogliere ostriche e cozze. Tra loro, Jean e sua zia Hortense, "coriacea, granitica, solida", quasi fosse "fatta anche lei di calcare". È Hortense, insieme alla sorella Émilie, con la sua "faccia da suora", a mandare avanti la casa e l'azienda. E dalle zie Jean si lascia passivamente coccolare e tiranneggiare: gli va bene così, ha una motocicletta nuova, le partite a biliardo con gli amici e tutte le donne che vuole, perché è un pezzo di marcantonio, con i capelli neri e gli occhi azzurri. Quando però la ragazza che frequenta da alcuni mesi gli annuncia di essere incinta, la monotona serenità della loro vita viene travolta da qualcosa che assomiglia proprio a un'ondata, improvvisa, violenta. A sistemare la faccenda ci pensa, naturalmente, zia Hortense: basta conoscere il medico giusto, e pagare. Ma qualcosa va storto, e Jean è costretto a sposarla, quella Marthe pallida, spenta e sempre più malata, di cui le zie si prendono cura con zelo occhiuto e soffocante...Rari sono gli scrittori capaci, come Simenon, di portare alla luce, sotto la corteccia della rispettabilità piccolo-borghese, un verminaio di menzogne e di rancori, di ricatti e di ferocie.

Lo scialle di Marie Dudon
0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Simenon, Georges

Lo scialle di Marie Dudon

Adelphi, 15/04/2021

Abstract: L'universo gli sembra più immenso che mai, e vuoto, assolutamente vuoto, con solo loro due che si agitano, scontrandosi in un vero e proprio de­lirio."Maria, se esci da quella porta...".Di cosa potrebbe minacciarla?"Se esci da quella porta...".Corre verso il comodino. Una camera da letto che hanno pagato tremila e duecento franchi ai loro predecessori! Apre il cassetto e prende la pi­stola, che non ha mai usato."Ti avverto... Se te ne vai, non mi vedrai più vi­vo... Ascoltami, Maria...".Lei lo guarda ancora una volta, la terza, ma quella che gli lancia adesso è un'occhiata sprezzante, un'occhiata che significa chiaro e tondo:"Non ce l'hai, il coraggio! Sei troppo vigliacco! Tieni troppo alla pelle...".