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Trovati 2 documenti.
Geofisica applicata all’archeologia e ai beni monumentali / Giovanni Leucci
D. Flaccovio, 2015
Abstract: Nell’ambito della ricerca archeologica e del restauro dei beni monumentali le tecniche di indagine geofisica hanno assunto un’importanza ormai ampiamente riconosciuta. La possibilità di comprendere l’estensione del deposito archeologico o lo stato di conservazione dei manufatti senza ricorrere a un intervento distruttivo risulta di estrema utilità per individuare emergenze sconosciute o presunte, per meglio comprendere un sito e per indirizzare in modo mirato le operazioni di scavo o di restauro. Lo scopo di questo volume è quello di fornire una introduzione generale ai più importanti metodi di esplorazione geofisica. Vengono descritti i principi fisici, le procedure di campagna e le tecniche di elaborazione e interpretazione, nonché i metodi più comunemente utilizzati nella ricerca archeologica e nella conservazione dei beni monumentali (gravimetrico, magnetico, elettrico, elettromagnetico e sismico). Un’ampia sezione è dedicata all’applicazione di tali tecniche. Il lettore viene guidato alla scelta del metodo geofisico più appropriato al tipo di problema che gli si pone e al tipo di acquisizione ed elaborazione dei dati più adatto ad ottenere il migliore risultato possibile. Il testo costituisce una valida guida sia per coloro che si approcciano per la prima volta alla geofisica sia per gli specialisti che desiderano incrementare le proprie conoscenze in questa disciplina
Pompei, Italia / Francesco Erbani
Feltrinelli, 2015
Abstract: “Pompei crolla”, “Pompei inaccessibile e transennata”, “Pompei ingovernabile”. Titoli di cronaca, ogni giorno che passa sempre meno sorprendenti. Dietro questi titoli c’è una storia millenaria di arte, distruzione e archeologia. Ci sono secoli di scoperte, visite, fascino e leggende. Ci sono decenni di convivenza con un territorio sempre più urbano e sempre più degradato, con una popolazione di cui sono cresciuti sia i numeri sia i problemi, con uno Stato che ne ha fatte un po’ di tutti i colori. Raccontare Pompei, come fa Francesco Erbani in questo libro, è meritorio di per sé, perché illumina un luogo in cui si giocano alcuni temi fondamentali del passato, del presente e del futuro dell’Italia: la gestione dei beni culturali tra emergenza e manutenzione, l’uso e l’abuso del territorio in un paese che ha la più alta densità di bellezza del mondo, l’importanza del turismo come volano economico e il rischio che lo stesso turismo distrugga invece di costruire. E così via. Ma raccontare Pompei, oggi, significa anche farsi rapire dalla forza delle metafore e delle allegorie, perché la città distrutta e sepolta dal Vesuvio diventa ben presto in questo libro di Erbani l’Italia intera: i problemi e le soluzioni tentate, i disastri accidentali e quelli colpevoli, il folto cast di personaggi che popola la scena (commissari e camorristi, archeologi e vescovi, artigiani e disoccupati) rimandano a un microcosmo che rispecchia perfettamente il macrocosmo italiano. Anche per questo, raccontare Pompei è necessario.