Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
Puoi raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 669474 documenti.
Risorsa locale
66THAND2ND, 31/10/2018
Abstract: Dieci anni dopo l'addio al calcio, Vikash Dhorasoo decide di raccontare il proprio viaggio nell'élite del pallone. Francese di seconda generazione, anticapitalista - anche se "nel calcio le persone di sinistra sono una manica di stronzi" -, cresciuto a Le Havre nel quartiere multietnico di Caucriauville, tra effluvi di curry e fritture, Dhorasoo è sempre stato una voce fuori dal coro. Esordisce nella Ligue i con la squadra della sua città, poi passa al Lione, al Milan e al Psg. Dopo l'addio di Zidane, Domenech lo schiera addirittura in nazionale, prima di rispedirlo in panchina quando il numero io annuncia il suo ritorno nei bleus. E da lì Vikash guarderà quasi tutto il mondiale del 2006, nella vana attesa di un riscatto che non ci sarà. Un'esperienza raccontata senza peli sulla lingua nel documentario Substitute, con cui si aliena le simpatie di molti colleghi. Un personaggio dai mille volti, Dhorasoo: cineasta, commentatore tv, giocatore di poker. Un rossonero che gira a Milanello con "la Repubblica" sottobraccio. Che entra da un fiorista e viene scambiato per un accattone. Un individualista in uno sport di squadra dove il gruppo attenua il dolore delle sconfitte, anche se "resta il fatto che se non giochi, non puoi perdere". Un utopista, un mattatore dentro e fuori dal campo, fondatore del movimento Tatane che si batte per un calcio gioioso e sostenibile. "Ma tu chi sei? Ti credi Zizou?" gli ha chiesto una volta un tifoso. "No, non mi credo Zizou, ma Vikash Dhorasoo".
Risorsa locale
66THAND2ND, 10/09/2012
Abstract: Le passioni sportive, civili e private vissute da Marco nell'arco di trentasei anni, a partire dal suo concepimento avvenuto durante i mondiali di calcio del 1974 fino agli ultimi campionati del 2010. Lo vediamo bambino cantare la sigla dell'Uomo Tigre davanti alle nuove emittenti private e tirare di scherma dopo aver abbandonato l'idea di diventare un asso del pallone. Più grande trasferirsi da Napoli, la sua città, a Bologna, poi sempre più al Nord, a Torino, per lavorare come giornalista, e lì la scoperta dell'amore e la nascita di una figlia, mentre accanto scorrono i fatti italiani, dalla Legge Basaglia all'uccisione di Moro, dalla discesa in campo del presidente del Milan all'affermarsi della Lega, in un'Italia che pare sempre più divisa. Una vita fotografata nei giorni in cui gioca la Nazionale. Il calcio si intreccia alle vicende del nostro paese, fino a diventarne lo specchio, il simbolo, l'emblema davanti agli occhi sempre meno incantati e sempre più consapevoli e critici del protagonista. Un mosaico fatto di micro-episodi in cui possiamo leggere le attese, le aspirazioni e le delusioni di una generazione che "non si aspetta di vivere in condizioni migliori di quella che l'ha preceduta".
Risorsa locale
Trentacinque secondi ancora. Tommie Smith e John Carlos: il sacrificio e la gloria
66THAND2ND, 02/03/2017
Abstract: Città del Messico, 16 ottobre 1968. Due atleti con i pugni alzati, i guanti neri, la testa china, i corpi immobili sopra al podio. È la premiazione dei 200 metri, i due uomini sono Tommie Smith e John Carlos. Sul secondo gradino, anche lui con una spilla del Progetto olimpico per i diritti umani, c'è l'australiano Peter Norman. Una foto, tra le più celebri del Novecento, immortala quel gesto di protesta inatteso. "Mostrano sempre l'immagine. Ma non raccontano mai la storia" ricorderà un giorno Carlos. Perché da allora i nomi e i corpi dei tre protagonisti saranno sospinti "nelle sabbie mobili dell'oblio". Squalificati a vita dalle Olimpiadi, rimarranno soli a fronteggiare le minacce di morte e l'ostracismo dell'establishment. A mezzo secolo di distanza, Lorenzo Iervolino si incarica di ricostruire quella storia, di riempire quel vuoto. Muovendosi tra finzione letteraria e un attento lavoro di ricerca, "Trentacinque secondi ancora" ripercorre la battaglia di Smith e Carlos dall'infanzia, segnata dalla segregazione razziale, fino alla gara della vita, per approdare al tardivo riscatto civile, politico e sportivo. Una battaglia che si salda alle inquietudini dell'America del secondo dopoguerra: i linciaggi e gli scioperi, Malcolm X e Martin Luther King, l'ascesa delle Black Panthers e l'attivismo del professor Harry Edwards, l'ispiratore della protesta. Che ci rammenta, ancora oggi, come una "vittoria finale" non sia possibile. Ogni generazione dovrà raccogliere il testimone lasciato da quei corridori.
Risorsa locale
66THAND2ND, 06/11/2017
Abstract: L'umanità è pressoché scomparsa. Solo una donnina è rimasta ad aggirarsi in mezzo a capanne vuote nella speranza di farsi ingravidare da qualcuno di passaggio. Quanto agli altri superstiti, chissà. Al loro posto una vegetazione a tratti lussureggiante e una sequela di animali, fantastici e non, che entrano ed escono da sogni di sogni in una realtà onirica o comunque surreale. Cinque intrarcane e due Shaggas compongono questo straordinario pastiche letterario, bizzarro, giocoso, immerso in un'atmosfera apocalittica, da ?ne della storia, dove l'umorismo del disastro si mescola a una malinconica, smagata rassegnazione.
Risorsa locale
L'amore è potere o almeno gli somiglia
66THAND2ND, 14/06/2018
Abstract: È sempre l'amore al centro di questi racconti ambientati tra la vivace umanità di Poteko, una comunità immaginaria dove si mescolano il fascino e le contraddizioni di Lagos, Port Harcourt, Ibadan, luoghi di cui Barrett è il cantore come Joyce lo è stato di Dublino e Cechov di San Pietroburgo. Nove racconti abitati da ladruncoli di strada, pirati informatici, studentesse ninfomani, ragazzine pazze per Shakira, adulteri impuniti, esorcisti ciarlatani. Nove storie intrecciate con maestria in cui Barrett dimostra una volta di più - dosando "parole di zucchero filato", scene esilaranti e scoppi di indicibile violenza - che l'arte del racconto può essere più esatta di quella del romanzo. E che oggi nessun paese al mondo ha una letteratura più feconda e vitale della Nigeria, nazione inquieta, sempre in bilico tra tecnologia e tradizione, dove l'amore è potere. O almeno gli somiglia molto.
Risorsa locale
La custodia dei cieli profondi
66THAND2ND, 27/09/2018
Abstract: Cascina Odessa è il satellite periferico di un Pianeta che naviga placido ai margini della Via Lattea. Un mausoleo eretto sopra i resti di un cane, un microcosmo con un passato perfetto ma ora afflitto dalla malattia della dispersione. Gabriele lotta, contrappone la cura al disfacimento, è erede e custode, e resiste al progressivo sfaldarsi della propria famiglia. Finché non si consuma l'addio più doloroso, quello di suo fratello. Il legame è spezzato, e perfino l'universo sembra accordarsi a questo cataclisma minore: nel cielo compare un altro sole - un sole debole -, una luce blu si fonde con la luce gialla, allaga la notte, sovverte il ritmo circadiano. Piovono poiane, i grilli tacciono, gli alberi sono allo stremo, le ore si dilatano in secoli, millenni. E per il Custode è arrivato il momento di abbandonarsi alla folle entropia del Tutto.
Risorsa locale
La signora della porta accanto
66THAND2ND, 10/05/2018
Abstract: Marion e Hortensia sono come il diavolo e l'acqua santa: bianca e snob l'una, nera e scontrosa l'altra. Da quasi vent'anni sono vicine di casa a Katterijn, una zona residenziale di Città del Capo. A unirle è il successo ottenuto sul lavoro, in un'epoca in cui le donne in carriera erano rare: se Marion è riuscita ad aprire uno studio di architettura con più di trenta impiegati, Hortensia è diventata una "guru del design". A separarle due decenni di disprezzo reciproco e futili litigi. Fresche di vedovanza e con un piede nella tomba, le due vecchiette - l'Avvoltoio e la Terribile, come si chiamano tra loro - continuano a detestarsi apertamente, finché un evento inaspettato non le costringe a una convivenza forzata. Tra battibecchi quotidiani, sfoghi velenosi e i timidi tentativi di Marion di creare una complicità "alla Thelma & Louise", l'ostilità si addolcisce e i rancori si trasformano lentamente nel terreno comune tra due donne forti capaci di farsi strada negli anni difficili della segregazione razziale. Con sguardo lieve e umorismo caustico, Yewande Omotoso dà vita a un racconto sull'emancipazione femminile, sull'impatto del colonialismo nella società sudafricana e, soprattutto, su una materia spesso elusiva: l'amicizia.
Risorsa locale
66THAND2ND, 25/10/2012
Abstract: Baba Segi è un facoltoso poligamo di mezz'età, grassoccio e vanitoso, con un insaziabile appetito per il cibo, le donne e il sesso. Da due anni ha sposato la bella Bolanle, intelligente, istruita e di ventanni più giovane. La coppia però non ha ancora avuto figli e, disperato, Baba Segi decide di abbandonare stregoni e ciarlatani per rivolgersi alla medicina ufficiale, convinto che la sua bella laureata sia sterile. La decisione scatena un putiferio in casa perché le indagini potrebbero portare alla luce un terribile segreto, gelosamente custodito dalle altre mogli. Se il capofamiglia scoprisse la verità sarebbe la fine per quelle intriganti e la loro numerosa prole... l'unica cosa da fare è passare alle maniere forti e liberarsi dell'odiata Bolanle. Tra complotti e oscure trame domestiche, i racconti di quattro donne in un romanzo divertente, ironico e dissacrante, che è anche una riflessione disincantata e insieme poetica sulla Nigeria contemporanea.
Risorsa locale
Il dolce sollievo della scomparsa
66THAND2ND, 15/11/2012
Abstract: Provano un sollievo indicibile questi bambini scomparsi, rapiti o allontanatisi volontariamente - costretti a farlo. Leonora è centro e periferia di questo disturbante romanzo-specchio, Leonora è la bambina svanita nel nulla, Leonora è la bambina che ha trasgredito le regole, il patto di famiglia. Le bambine "dovrebbero credere che la bellezza sia qualcosa di accidentale, di irrilevante, un'illusione", le madri dovrebbero amare incondizionatamente i propri figli, ma tutto ciò non sempre accade. Leonora è un personaggio corale che sottende e amplifica la fragilità degli altri in una coalescenza di microcosmi che si innestano in altri microcosmi grazie a un ondivago slittare del punto di vista con cui la "compassione selvaggia" di Sarah Braunstein fa scomparire il lettore in un bozzolo di storie variamente connesse, annichilisce la sua rete di affetti e lo fonde ai personaggi con cui si identifica. Spazio e tempo perdono di consistenza e ci si sente legati all'incessante bussare dell'infanzia, feriti e partecipi dei sollievi che seguono ogni scomparsa, finalmente consapevoli che tutte le madri una volta sono state figlie, che tutti i bambini sono attratti dal male e che di loro non si sa niente.
Risorsa locale
66THAND2ND, 04/07/2013
Abstract: 20 luglio 1937, centrale di Wimbledon, finale interzone di Coppa Davis. Davanti a quattordicimila spettatori, il barone von Cramm affronta Donald Budge in una partita che segnerà la storia di questo sport. La Seconda guerra mondiale è ormai alle porte, l'arroganza nazista miete le prime vittime e molti percepiscono che quello che sta per giocarsi non è solo un incontro di tennis: è Stati Uniti contro Germania, libertà contro regime, il bene contro il male. Budge, giovane e arrembante, "guance rosa confetto", gioca per il suo paese e per la gloria sportiva, von Cramm - il "sofisticato aristocratico", l'elegantissimo atleta-eroe, il modello per la gioventù tedesca - intimidito dalla Gestapo e da una telefonata di Hitler pochi minuti prima dell'inizio del match gioca per sé stesso, per la sua vita. "Era Hitler, voleva augurarmi buona fortuna" dirà a Budge e al cerimoniere. A guardarli c'è Bill Tilden, il più famoso e chiacchierato tennista del tempo, l'americano amico dei divi, l'"intellettuale" che più o meno segretamente allena la squadra tedesca. Von Cramm appare teso, il volto è meno luminoso del solito. Eppure il suo inizio è fulminante. Dopo poco più di un'ora conduce per due set a zero. La rimonta di Budge però non si fa attendere, fino all'estenuante quinto set. Raccontare lo sport è raccontare gli uomini, ed eventi come questa partita perdurano, dando l'impressione che la storia è sempre lì in attesa di manifestarsi in tutto il suo terribile splendore.
Risorsa locale
66THAND2ND, 29/08/2013
Abstract: Ogni mattina Phil Elliott si sveglia con le narici piene di sangue e le giunture bloccate dall'artrite. Phil ha le "migliori mani di tutta la Nfl", il corpo devastato dai placcaggi e il problema di riprendersi il posto da titolare nell'attacco dei North Dallas Bulls. Pur di giocare è disposto a convivere con "paura e dolore2, imbottirsi di codeina e fabbricarsi protezioni artigianali, più sottili della norma, in modo da recuperare la velocità che ha perso per via degli infortuni. Dopotutto il football è la sua vita. Ma il "vero divertimento" va in scena nell'attesa tra una partita e l'altra, con le groupie e i parassiti che circondano il club, le rivalità tra i giocatori, il braccio di ferro con i dirigenti, i postumi di un matrimonio fallito, le dosi di speed e mescalina per tirare avanti: un vortice di autodistruzione da cui Phil sembra poter fuggire solo grazie a Charlotte, una vedova di guerra incontrata per caso in uno dei deliranti festini della squadra. Percorso dalle canzoni di Bob Dylan e dei Rolling Stones e dal soffio libertario della controcultura, "I mastini di Dallas" racconta l'altra faccia dello sport, mettendo a nudo le logiche del business milionario dietro le carriere degli atleti. Nel mondo del football Gent proietta con effetti grotteschi - come fa DeLillo in "End Zone" - le paranoie e le distorsioni di quel "complesso tecnomilitare" che era l'America ai tempi del Vietnam.
Risorsa locale
I circuiti celesti. Marco Simoncelli, la breve vita di un angelo centauro
66THAND2ND, 31/10/2013
Abstract: Ci sono campioni che si imprimono nel cuore della gente con una forza che sovrasta ogni logica. Marco Simoncelli non ha vinto tanto, eppure, più di altri, incarna l'epica del motociclismo - l'ultima testimonianza dell'antica cavalleria e della giostra -, l'ultimo sport che esige un dominio severo dell'uomo sulla macchina. I campioni si riconoscono da come infiammano il pubblico, da come richiamano coloro che a certi sport si sentono estranei. Simoncelli era un angelo che combatteva battaglie antiche, fatte di sacrificio al servizio del talento. Se è vero che il modo migliore per scrivere una biografia è compromettersi, Tonon lo fa svelandosi, procedendo per folgorazioni, scrutando le profondità oltre il visibile. I circuiti celesti e infatti un dialogo, una confessione inattesa, un'elegia che attraversa la vita di Simoncelli senza giudicarla, facendone anzi lo specchio della propria. Ed ecco così Tonon operaio e novizio, Tonon scrittore del sublime fondersi a Simoncelli angelo e bambino, congiungersi alle sue braccia aperte, alla sua gioia in una doppia biografia emotiva che proietta il lettore in un firmamento di puri spiriti. La teologia della devozione.
Risorsa locale
Favole e profezie. Scritti letterari
Garzanti Classici, 18/04/2019
Abstract: Questo volume raccoglie, in una nuova edizione a cura di Giuditta Cirnigliaro e Carlo Vecce, le Favole, le Facezie, il Bestiario e le Profezie di Leonardo da Vinci, e mira a costituire un punto di riferimento per chi voglia rintracciare lo stretto legame tra il suo talento artistico e la sua meno nota, ma straordinaria, abilità di narratore. Favole e profezie racconta infatti lo stupore del genio di fronte alle meraviglie della natura, le sue scoperte scientifiche, l'opera dell'artista e la sua vita personale. Tra le pagine affiora la passione di Leonardo per le minuscole creature che abitano la sua vigna milanese: ragni, ramarri, formiche. Ed emerge potente la tensione creativa dell'autore: seguendo il libero flusso delle immagini, la scrittura fissa sulla carta il divenire della natura, la lotta per la vita, il fluire del tempo.
Risorsa locale
Corbaccio, 18/04/2019
Abstract: Il fuoriclasse dell'alpinismo si racconta: un'autobiografia speciale che ne rivela gli aspetti più inediti"Se dovessi definire la mia vita in due parole, sceglierei 'montagna' e 'valle'."Ultimo di sei figli, Hans Kammerlander è nato ad Acereto, in Alto Adige e ha trascorso la sua infanzia nella fattoria di famiglia, senza minimamente sognare che un giorno avrebbe scalato le montagne più alte della Terra, che sarebbe sceso con gli sci dall'Everest e che avrebbe contribuito a scrivere la storia del Nanga Parbat. Né, tanto meno, immaginare che in un'esistenza al limite, fatta di record, competizioni e decisioni da prendere in situazioni estreme, avrebbe commesso l'errore peggiore della sua vita proprio nella sua valle. In questo libro, Hans Kammerlander rivela quella parte di se stesso che si cela dietro l'alpinista eccezionale, raccontando degli amici scomparsi in montagna e del pauroso incidente mortale di cui è stato responsabile. E riflette sulla differenza tra la felicità di raggiungere una cima e il successo per averla raggiunta, sulla disciplina e sul piacere. E sottolinea quanto sia importante, fra gli alti e i bassi della propria vita, portare a compimento la strada intrapresa.
Risorsa locale
Bollati Boringhieri, 11/04/2019
Abstract: Il tema è universale. Forse non c'è tema più universale di questo: che cosa significa per noi umani nascere. Non ci sviluppiamo dalle radici come una pianta, e non siamo neppure autosufficienti come Dio. Così, siamo gli unici viventi che mancano di un'origine, e ne vanno sempre alla ricerca. Privi di un "essere" originariamente identificabile, dobbiamo assumerci la responsabilità della nostra esistenza e del nostro destino. Come? "In primo luogo, coltivando il nostro respiro, una risorsa che troppo passivamente abbiamo attribuito a un Dio estraneo alla nostra esistenza terrena, sebbene il respiro sia ciò che ci permette non solo di vivere autonomamente, ma anche di trascendere la mera sopravvivenza, di superare il livello della mera vitalità, così da essere in grado di portare a compimento un'esistenza umana. Incaricarci di incarnare la nostra appartenenza sessuata è il secondo elemento che ci rende capaci di adempiere la nostra esistenza naturale, pur trascendendola". La sessuazione compensa l'assenza di radici attraverso la spinta all'unione tra due esseri: "Dove prima non c'era nulla tra loro, se non l'aria, a partire dalla loro attrazione e dalla loro capacità di assumere il negativo della loro differenza nasce il germe di un nuovo essere umano e di un mondo in cui possiamo davvero dimorare". La potenza di pensiero di Luce Irigaray si muove con "con passi di colomba" – direbbe Nietzsche – e vince ogni scetticismo circa l'arditezza di un compito di trasformazione che riparta dall'istanza incondizionata della vita in sé, e non dagli "assoluti sovrasensibili che troppo spesso sono il risultato della nostra incapacità di vivere".
Risorsa locale
I libri che fanno la felicità. Prenditi cura della tua anima con la libroterapia
Vallardi, 11/04/2019
Abstract: La più nota libroterapeuta italiana ci accompagna in un percorso lungo 135 libri per imparare a leggere nel profondo delle storie ed esplorare noi stessi alla ricerca della felicità. Durante una seduta di libroterapia non si abbracciano libri come alberi, né si sciolgono pezzetti di romanzo in un bicchiere d'acqua. Anche se ha molto a che vedere con la psicoterapia e con la ricerca dell'equilibrio interiore, la libroterapia si può fare comodamente seduti sul divano in salotto, o a letto prima di dormire. Rachele Bindi ci guida su un cammino letterario che conduce, passo dopo passo e una domanda dopo l'altra, a quelle verità profonde e durature che sono l'ingrediente indispensabile per una vita felice. Grazie a Virginia Woolf riusciremo a dimenticare la frenetica agenda della giornata, con Arundhati Roy ci perderemo nella meraviglia delle piccole cose, sulla scia di Philip Roth impareremo a rivalutare gli affetti familiari, insieme a Stephen King sconfiggeremo le nostre paure proprio come fanno i ragazzini protagonisti di It.Un meraviglioso viaggio attraverso generi ed epoche per indagare noi stessi e scoprire il vero significato della parola felicità. Un libro che vi schiuderà nuovi orizzonti, portandovi alla scoperta del lato più gioioso e terapeutico della lettura.
Risorsa locale
Longanesi, 18/04/2019
Abstract: "Uno sguardo insolito su un giovane Isaac Bell che incanterà vecchi e nuovi lettori."Booklist"Clive l'incredibile "Kirkus Rewiews"Ritmo serrato e un appassionante spaccato sociale dell'epoca."Publishers Weekly"Uno sguardo insolito su un giovane Isaac Bell che incanterà vecchi e nuovi lettori"Booklist"Ritmo serrato e un appassionante spaccato sociale dell'epoca "Publishers Weekly"Ritmo serrato e un appassionante spaccato sociale dell'epoca."Publishers WeeklyUn nemico spietato. Un Isaac Bell alle prime armi.La nascita di un eroe. 1902. Sono passati solo due anni dal suo apprendistato presso la Van Dorn Detective Agency, quando un brillante ma inesperto Isaac Bell ha un messaggio urgente per il suo capo. Ingaggiato per scovare sabotatori unionisti nelle miniere di carbone, assiste a un terribile incidente che potrebbe essere il risultato di una macchinazione ben più complessa di quanto i suoi superiori possano pensare. Ma Isaac non può neanche immaginare quanto alta sia la posta in gioco. Con una settimana di tempo per dimostrare la validità delle sue ipotesi, Bell si trova a fronteggiare due degli avversari più temibili e spietati che abbia mai incontrato, uomini crudeli e divorati dall'ambizione che non si lasceranno mettere i bastoni tra le ruote da un giovane detective alle prime armi...
Risorsa locale
Bollati Boringhieri, 18/04/2019
Abstract: ""Un oscuro segreto e un viaggio nella neve, sul sentiero dissestato della paternità. Park ha scritto un romanzo emozionante, coraggioso e potente". ""The Guardian"""Non c'è falsa pietà in questo romanzo talvolta disperato, sempre misurato, ma una redenzione imperfetta, trattata con compassione". ""The Irish Times"""Questo romanzo lucido e apparentemente semplice è la storia di un viaggio turbolento dentro se stessi e poi di nuovo fuori, nel mondo, con sprazzi di generosità e redenzione". ""The Sunday Times""Questo romanzo lucido e apparentemente semplice è la storia di un viaggio turbolento dentro se stessi e poi di nuovo fuori, nel mondo, con sprazzi di generosità e redenzione."The Sunday Times"Non c'è falsa pietà in questo romanzo talvolta disperato, sempre misurato, ma una redenzione imperfetta, trattata con compassione."The Irish Times"Un oscuro segreto e un viaggio nella neve, sul sentiero dissestato della paternità. Park ha scritto un romanzo emozionante, coraggioso e potente."The GuardianUna casa sulla riva di un lago ghiacciato, con una luce alla finestra dell'ultimo piano che ossessiona Tom. Per raggiungere la casa, e quella luce, Tom dovrebbe attraversare il lago, rischiando la vita…Così inizia Nella tormenta. L'Irlanda è paralizzata da una bufera di neve, e ritroviamo Tom in automobile, pronto a sfidare la tempesta per recuperare il figlio Luke, solo e malato nell'alloggio studentesco di una università inglese. Il viaggio è pericoloso, l'auto slitta sulle strade ghiacciate, ma non è solo il maltempo che Tom deve affrontare.Tra le continue telefonate della moglie, preoccupata, della piccola figlia Lilly, che vorrebbe divertire il padre con giochi di parole, e quelle di Luke solo e febbricitante nell'alloggio gelido, la tensione sale. Anche perché nell'auto c'è il figlio Daniel, o meglio, la sua voce, che si sovrappone a quella meccanica del navigatore. Daniel in carne e ossa, così diverso dagli altri figli, così complicato, se n'è andato da casa da tempo, senza dare spiegazioni.Tom avanza nella neve sempre più fitta, su strade sempre più difficili, con la voce impersonale che lo guida e quella del figlio scomparso che lo distrae, e i ricordi si solidificano davanti a lui come ghiaccio. Tom è un fotografo, per lo più di eventi famigliari: le foto che rievoca sono vivaci, allegre. Diventano inquietanti, invece, quando riguardano il padre, o Daniel, ancora Daniel, che tace solo quando Tom incappa in un incidente e, nonostante la fretta, decide di aiutare una sconosciuta finita fuori strada e ferita, fermandosi con lei fino all'arrivo dell'ambulanza. Ma Daniel ritorna sempre, implacabile, voce e immagini. David Park si misura qui con il terreno accidentato della paternità, dei rapporti famigliari, dei segreti che le persone si portano dentro fino a logorarsi.
Risorsa locale
Bollati Boringhieri, 18/04/2019
Abstract: ""La chiamata alle armi, magistrale e divertente, di Hannah Fry dovrebbe essere letta da tutti gli esseri umani che affidano, senza pensarci, il loro destino agli algoritmi. Perché dovete sapere, ragazzi, che il futuro messo in mano alle macchine potrebbe ritorcersi contro di noi". "David Rowan, editore di "Wired UK"""Una guida splendidamente accessibile che salta con leggerezza da una storia all'altra senza risparmiare al lettore domande difficili... Merita un posto nelle classifiche dei bestseller". ""The Times" - Oliver Moody""Sapientemente raccontato, informato e con un tocco di leggerezza". "Adam Rutherford, autore di Breve storia di chiunque sia mai vissuto"La chiamata alle armi, magistrale e divertente, di Hannah Fry dovrebbe essere letta da tutti gli esseri umani che affidano, senza pensarci, il loro destino agli algoritmi. Perché dovete sapere, ragazzi, che il futuro messo in mano alle macchine potrebbe ritorcersi contro di noi."David Rowan, editore di Wired UK"Una guida splendidamente accessibile che salta con leggerezza da una storia all'altra senza risparmiare al lettore domande difficili... Merita un posto nelle classifiche dei bestseller."The Times - Oliver Moody"Sapientemente raccontato, informato e con un tocco di leggerezza."Adam Rutherford, autore di Breve storia di chiunque sia mai vissuto"Hello World!", Buongiorno mondo! Da quasi cinquant'anni, chiunque si cimenti per la prima volta nello studio della programmazione informatica si imbatte in questa frase. La si trova nel primo esercizio di qualsiasi manuale, fin dai primi anni settanta: l'esercizio consiste nel compilare un breve programma il cui effetto sia quello di far comparire sullo schermo quelle due parole inglesi, al tempo stesso scherzose e profetiche. Il computer risponde, ed è subito l'alba di un nuovo mondo, quello delle macchine.Gli algoritmi sono tutt'intorno a noi, e noi affidiamo loro le nostre vite, sempre di più, spesso senza neppure accorgercene. Hannah Fry, che li conosce bene, ci racconta in questo libro delizioso i segreti che animano le schede logiche dei computer, le promesse e i limiti della computer science, gli scenari un po' distopici e un po' grotteschi che si prospettano nel nostro imminente futuro tecnologico.Vieni accusato di un crimine? Come vorresti che venisse determinato il tuo destino? Da un giudice o da un algoritmo? L'algoritmo sarà sicuramente più razionale e meno soggetto a errori di giudizio, ma un giudice in carne e ossa potrà sempre guardarti negli occhi prima di pronunciare la sentenza. Cosa scegli? Eccoci nell'era degli algoritmi, la storia di un futuro non poi così lontano nel quale le macchine comanderanno incontrastate e prenderanno decisioni importanti in campo sanitario, nei trasporti, nella finanza, nella sicurezza, in tutto ciò che guarderemo, in ogni luogo in cui andremo e persino nella decisione di chi mandare in prigione. Ma quanto possiamo fidarci di loro? Che tipo di futuro vogliamo? Queste domande sono al centro di Hello World, un libro che solleva il velo sui meccanismi di funzionamento dei programmi che ci stanno prendendo la mano, ne dimostra il potere e ne mette in risalto i limiti. Rimane da domandarsi se gli algoritmi siano davvero migliori degli esseri umani che stanno rimpiazzando.
Risorsa locale
Un caso speciale per la ghostwriter
Garzanti, 02/05/2019
Abstract: Ha scelto i libri come amici. Anche se a volte sono pieni di segreti."Vani Sarca ricorda Raymond Chandler e Dashiell Hammett, con un po' di Agatha Christie e Patricia Highsmith."F - Anna Tagliacarne"Una nuova avventura di Vani, ghostwriter e collaboratrice di un affascinante commissario."Tuttolibri La Stampa"Se ami i libri gialli, le investigatrici dalla battuta pronta e sei attratta dal mondo delle case editrici non puoi non diventare addicted di Vani Sarca."Cosmopolitan - Adelaide Barigozzi"Ultima avventure giallo rosa di un'investigatrice molto amata da chi adora i rimandi letterari e i personaggi controcorrente."Cosmopolitan"Una protagonista, un po' asociale, che ha il dono di capire al volo le persone e di anticiparne le azioni."Robinson la Repubblica - Stefania Parmeggiani"Vani Sarca è un personaggio irresistibile. "F"Dopo il successo dei primi quattro libri della serie che la vedono protagonista, torna la ghostwriter più misantropa di sempre."Grazia.it - Giulia Caterina TrucanoPer Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell'editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell'uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l'aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all'uomo che l'ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene.Alice Basso ha creato un personaggio fantastico. Una protagonista originale che i suoi lettori chiamano per nome come un'amica. Una protagonista che vive in mezzo ai libri, da cui ha imparato quasi tutto quello che sa. Intorno a lei, altri personaggi indimenticabili cui affezionarsi romanzo dopo romanzo. Un universo in cui calarsi per ricordarsi che il piacere della lettura è questo: una storia che incanta e uno stile impeccabile.