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Trovati 669477 documenti.

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Contratti di compravendita immobiliare
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Libri Moderni

RICCI, Riccardo

Contratti di compravendita immobiliare / Riccardo Ricci

: FAG, 2010

Formulari

Abstract: Trasferire unità immobiliari (fabbricati, terreni, aree edificabili ecc.) sembra un'operazione semplicissima. In realtà è carica di insidie, perché la normativa giuridica e fiscale, sotto il profilo sostanziale, è estremamente frastagliata e, sotto il profilo formale, è indispensabile che gli atti contengano precise clausole e specifiche dichiarazioni dei sottoscriventi. Questo libro ha un'ambizione esplicita: far sì che le parti e i professionisti coinvolti nella compravendita immobiliare formulino contratti ineccepibili, senza conseguenze negative né con la controparte, né con i pubblici uffici.

Contratto a termine
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Libri Moderni

RINALDI, Manuela

Contratto a termine : proroga del termine, ammissibilita' ed effetti, donne lavoratrici, tutela e indennita' di maternita', impugnativa, tempi e modalita', le novita' del Collegato lavoro e i dubbi di costituzionalita', il contratto a termine nelle P.A., differenze tra lavoro privato e pubblico, discipline specifiche, spettacolo, dirigenti e disabili / di Manuela Rinaldi

: Giuffre', 2011

Officina del Diritto. Lavoro e sicurezza

L' era di Facebook
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Libri Moderni

SHIH, Clara

L' era di Facebook : come sfruttare le straordinarie opportunita dei social network per vendere di piu, crescere e innovare la nostra impresa / Clara Shih ; prefazione di Jim McCann ; traduzione a cura di Angela D'Egidio

: Gremese, 2011

Dialoghi

Abstract: Così come una quindicina di anni fa abbiam dovuto imparare a mandare un'e-mail, oggi dobbiamo apprendere e sfruttare le regole dei social network, cercando di cogliere tutte le opportunità che ci offrono per incrementare la nostra attività e conquistare una posizione di rilievo nel mercato. Questo volume - scritto da Clara Shih, creatrice della prima applicazione per aziende su Facebook - illustra il modo in cui le imprese possono raggiungere nuovi utenti, ideare prodotti e servizi migliori, fidelizzare i clienti e ottenere risultati concreti nel web sociale. Best seller negli Stati Uniti e adottato come manuale in numerose istituzioni accademiche di tutto il mondo, tra le quali l'Harvard Business School, questo libro prezioso presenta strategie e tecniche indispensabili per chi lavora nel mondo degli affari e del commercio, spiegando in particolare: in che modo i social network stanno cambiando la nostra società e la nostra cultura; le sfide e le possibilità che si prospettano alle aziende che decidono di utilizzare i social network nel settore delle vendite, nel marketing, nel servizio clienti e nella ricerca del personale; come creare, gestire e ottimizzare una pagina Facebook o un account su Twitter o Linkedln,e come usare al meglio le nuove forme di pubblicità mirata. Attraverso esempi reali e risultati di ricerche condotte da esperti del settore, il volume insegna passo dopo passo tutto quello che bisogna sapere per fare business con successo nell'Era di Facebook.

Cuore di tenebra
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Videoregistrazioni: DVD

Cuore di tenebra [Videoregistrazione] = Heart of darkness / regia di Nicolas Roeg

: Mondo home entertainment, 2009

Abstract: Dal romanzo (1902) di Joseph Conrad che ispirò Apocalypse Now. Kurtz, funzionario di una compagnia belga che traffica in avorio, è forse impazzito nel suo isolato avamposto nel Congo. Il capitano Marlowe è inviato alla sua ricerca. Film TV uscito in Italia soltanto in videocassetta. Adattamento poco ispirato. Persino il Kurtz di J. Malkovich è sbiadito.AUTORE LETTERARIO: Joseph Conrad

Avatar
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Videoregistrazioni: DVD

Avatar [Videoregistrazione] : extended collector's edition / regia di James Cameron

: 20th Century Fox home entertainment, 2010

Abstract: Jake Sully, ex-marine ferito e paralizzato dalla vita in giù durante un combattimento, per partecipare a un programma chiamato 'Avatar', grazie al quale avrà nuovamente un corpo sano, arriva sul pianeta Pandora, abitato dalla razza umanoide dei Na'vi. Tuttavia, a sua insaputa Jake sarà reclutato per invadere il pianeta e ben presto si troverà costretto a scegliere se combattere per gli invasori o unirsi alle forze indigene. "Hanno detto che 'Avatar' era la terza rivoluzione del cinema, dopo il sonoro e il colore. Un'esagerazione, certo: e tuttavia il kolossal sognato-realizzato da Cameron è un'esperienza di cinema totale, assoluta; 166' senza un solo minuto di noia, (...) rappresentano anche la summa di tutto il cinema post-moderno. Dal western (la storia, in fondo, è una parafrasi di quella di 'Pocahontas'), al film di guerra nella jungla, all'intero repertorio del fantasy e della fantascienza. Dove il pianeta Pandora diventa un mondo parallelo non indegno delle tolkieniane Terre di Mezzo rese celebri dal 'Signore degli anelli'." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 16 gennaio 2010) "Molto, molto bello: e intelligente, divertente, commovente. Avatar, termine derivante dal sanscrito che significa 'incarnazione'. (...) Si sa che il regista ha aspettato per anni che lo sviluppo della tecnologia gli permettesse di girare Avatar come voleva. Il processo chiamato «performance capturing» e i progressi compiuti nell'animazione dalla società Weta del regista neozelandese Peter Jackson glielo hanno consentito: il risultato è straordinario. Certo, la tecnologia è andata più avanti del moralismo: le donne azzurre di Pandora portano tutte il reggipetto." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 gennaio 2010) "Il tema non è nuovo (anche se le idee cui quegli alieni si ispirano sembrano aggiornate dalle tendenze New Age) e così la polemica contro i conquistatori d'ogni epoca pronti a cancellare le civiltà che li hanno preceduti, ma se il film piacerà (e già si sa che piace) il merito è quasi soltanto di quei mondi persi nello spazio in cui l'azione si muove. Non solo quei curiosissimi alieni che, pur con una lingua propria, parlano anche inglese, ma una serie variopinta di animali feroci e fantasiosi che si agitano in scenari colorati resi anche più vistosi dagli effetti di profondità che la 3D vi suscita in mezzo. I ritmi, spesso incalzanti, possono suggestionare, le immagini, in cifre d'incubo, possono conquistare (almeno la vista). Questo voleva Cameron e questo ottiene. Il resto, almeno a me, interessa poco, ma non mi sostituisco al pubblico." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 10 gennaio 2010) "Un successo che suona l'allarme per i columnist intergalattici, i «moderatori» dell'immaginario, scesi numerosi sulle colonne dei giornali per imbrigliare le pulsioni violente del pubblico di massa, e pronti a denunciare l'estremismo infantile di 'Avatar'. Per ristabilire l'ordine (ir)reale costituito e riconfermare il loro status di sentinelle della cultura, ricorrono a concetti come stereotipo, favola, manicheo, che detto per il cinema, con disprezzo, fa ridere. Decodificata da almeno un secolo di visioni, la narrazione simbolica ha i suoi linguaggi ed eroi, i suoi rimandi alla memoria collettiva. Le armi spuntate dei centristi non avranno la meglio, ma se è giusto «spaventarsi» davanti ad 'Avatar', è meglio recuperare la capacità di «vedere». Anche con i molesti occhialetti in 3D." (Marluccia Ciotta, 'Il Manifesto', 15 gennaio 2010) "La trama di 'Avatar'? Niente di particolarmente originale, con quel po' di panteismo che fa tanto new age alla moda (e non sono poche le critiche in questo senso, piovute sulla pellicola dalla stampa americana). (...) Non è comunque, per fortuna, il succo della storia o il suo fine a contare in un film come 'Avatar'(...). E la maestra tecnica, a dir poco superba, di Cameron, che per questo film ha speso quattro anni di lavoro. Mai abbiamo assistito, in un film di fantascienza, a scene così insolite, così suggestive. Non c'è un momento di pausa in un lungometraggio anche troppo lungo. (...) Non tutto nell'opera di Cameron è adatto agli spettatori più giovani; piacerà invece agli adolescenti e a molti adulti, che seguiranno senza mai distrarsi i notevoli effetti speciali inventati dal regista e valorizzati dal 3D." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 10 gennaio 2010) "Tanta stupefacente tecnologia da incantare, ma poche emozioni vere, emozioni umane per intendersi, in un mondo di alieni pur eccezionalmente immaginato e rappresentato. Tuttavia l'attesissimo film di James Cameron 'Avatar' (...) non deluderà le aspettative degli appassionati del filone fantascientifico. Infatti con 'Avatar', la pellicola più costosa della storia (oltre 400 milioni di dollari, lancio compreso), la magia del cinema si rinnova in tutta la sua forza immaginifica. Del resto la rilevanza del film sta nell'impatto visivo più che nella storia, piuttosto scontata, e nei messaggi peraltro non nuovi, già al centro, talvolta con ben altro spessore, di diverse pellicole alle quali il regista si richiama più o meno apertamente, da 'Piccolo grande uomo' a 'Balla coi lupi', da 'Un uomo chiamato cavallo' a 'Pocahontas'. L'innovativo 3D, unito alla rivoluzionaria tecnica 'performance capturing' che coglie anche le espressioni degli attori per trasporle in animazione digitale, porta l'esperienza visiva a livelli mai visti. A cominciare dalla qualità dell'ambiente in cui si svolge l'azione, con una tridimensionalità che non punta a 'bucare' lo schermo, ma a rendere la scena avvolgente, con una profondità che avvicina molto alla realtà e una maggiore nitidezza di dettagli. D'altra parte Cameron ha tenuto questo progetto nel cassetto per 10 anni - la prima idea è del 1995, la realizzazione è iniziata nel 2005 - proprio perché allora non c'erano i mezzi tecnici per rendere sullo schermo quanto da lui immaginato. E siccome è uno sperimentatore, il regista non si è limitato a usare tecniche di computer grafica già conosciute, ma ne ha inventate altre. E il risultato è affascinante. (...) Cameron punta, dunque, su un racconto di portata universale, facilmente condivisibile nella sua semplicità ed efficacia, che narra un evento più volte ripetutosi nella storia dell'umanità: le violenze e i soprusi, non di rado sfociati in genocidio, compiuti da civiltà considerate più avanzate per soppiantare o sottomettere, per smania di potere e ancor più per interesse, le culture indigene. Un tema che negli Usa si riflette nel mito della frontiera e nella guerra dei bianchi contro le popolazioni dei nativi, ma che può essere fatto risalire ad altre colonizzazioni e adattabile anche a più recenti guerre. Ma Cameron, più concentrato sulla creazione del fantastico mondo di Pandora, sceglie un approccio blando; racconta senza approfondire e finisce per cadere nel sentimentalismo. Il tutto si riduce a una parabola antimperialista e antimilitarista facile facile, appena abbozzata, che non ha lo stesso mordente di pellicole più impegnate su questo fronte. Analogamente il sotteso ecologismo si impantana in uno spiritualismo legato al culto della natura che ammicca non poco a una delle tante mode del tempo. La stessa identificazione dei distruttori con gli invasori e degli ambientalisti con gli indigeni appare poi una semplificazione che sminuisce la portata del problema. Ciò detto, resta l'indubbio valore del film per il suo eccezionale impatto visivo. Se serviva una nuova frontiera per il cinema di fantascienza, 'Avatar' l'ha segnata, spostandola molto in avanti. E il record di incassi - che peraltro appartiene a un altro lavoro di Cameron, 'Titanic' (1997) - potrebbe essere superato. Del resto lo spettacolo vale il prezzo del biglietto." (Gaetano Vallini , 'L'Osservatore Romano', 10 gennaio 2010) "Denso di cinema che fu, da 'E.T.' al 'Soldato blu', da 'Star Wars' a 'Matrix' e prodigo del cinema che sarà. (...) 'Avatar' riporta la Settima Arte al centro della scena (non solo mediatica) globale: già capitolo fondamentale della Storia del Cinema e fenomeno di costume, veste eco-pacifista, predica la connessione alla Rete Natura e offre all'alieno il primo privilegio dell'uomo: dare il nome. Perché, anche su Pandora, lo è un altro." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto quotidiano', 14 gennaio 2010) "Che 'Avatar', il super-mega-maxi-kolossal di James Cameron quanto a trama fosse un po' deboluccio si sapeva, e della cosa si era malignato più che abbastanza. Ma che il plot del campione di incassi di quest'anno fosse la storia di 'Pocahontas' coi nomi e poco altro cambiato no, non l'aveva immaginato nessuno." (Marco Gorra, 'Libero', 12 gennaio 2010) "Record di copie in 3D, 414, praticamente il 100% del territorio, 932 copie in totale: almeno il primo dei record da battere 'Avatar' l'ha già superato. La corsa a ostacoli della favola fantascientifica green, buonista, ecologicamente corretta firmata James Cameron comincia finalmente anche in Italia con molti traguardi davanti." (Alessandra Magliaro, 'L'Eco di Bergamo' 15 gennaio 2010) "Ma 'Avatar' non è già più solo film. Porta infatti la firma di James Cameron, che lo considera a tuffi gli effetti una costola del suo film blockbuster, il videogioco 'Avatar', (...) I nonni illustri furono, nientemeno che i Fratelli Lumière, che misero a punto nei primi anni Venti del Novecento quell'immagine stereoscopica che oggi ritrova profondità di visione grazie agli occhiali polarizzati. Ciò che però fa di 'Avatar' una pietra miliare del cinema contemporaneo è anche un'idea della rappresentazione che stravolge abitudini consolidate, sul piano dell'immaginario, del colore, della costruzione d'ambienti e racconto. Da questo punto di vista si ricollega ad alcuni passi fondamentali della storia della settima arte." ('La Provincia', 15 gennaio 2010) "Dell'imponente kolossal di James Cameron 'Avatar' (14 anni di lavorazione, almeno 300 milioni di dollari di investimento) è inutile scrivere più di un abbozzo di trama, vista la complessità, o meglio la profondità della storia che, l'hanno detto tutti, ha rivoluzionato l'idea di cinema finora vigente. Mettendo, essenzialmente, la tecnologia più avanzata a completo servizio dei sentimenti. Operazione riuscita in pieno, accolta da noi umani come un dono divino, e che ha diverse ragioni per essere ritenuta epocale. Una su tutte: un film del genere non può essere fruito che davanti al grande schermo, magari provvisti di occhiali 3D. Essendo il film in questione imperdibile per ogni tipologia di pubblico, il sillogismo si traduce nei record di incassi già registrati da Avatar e nella sconfitta del download illegale. L'idea commovente di milioni di spettatori che si staccano dal pc ed entrano nei cinema (forse per la prima volta) si sposa poi con la natura stessa della pellicola, volutamente didattica e semplice da decifrare. Ecologia, pacifismo, altruismo, lealtà. Concetti inflazionati nella moderna industria culturale, ma mai dosati con la certezza matematica di avere per le mani un così dirompente strumento di massa. Vogliamo credere che, se fra i bambini del mondo di oggi si aggirasse un futuro Hitler, la visione di 'Avatar' sia capace di neutralizzare ogni suo malvagio proposito." (Diego Carmignani, 'Terra', 15 gennaio 2010) "E adesso, povero cinema? Che sarà adesso del cinema, specialmente di quello povero, dopo che James Cameron ha di nuovo colonizzato la nostra immaginazione come all'epoca fece con 'Terminator'? Sembra essere passato un secolo, e forse cinematograficamente è così. (...) 'Avatar' è un film grandioso ma anche un grande film. Il che non significa che ci abbia strappato l'applauso. Ma è difficile rimanere impassibili di fronte a qualcosa che ci sembra destinato a lasciare il segno nella storia del cinema. Non è un caso se anche uno dei critici più scettici come Roger Ebert ha ammesso che dopo essersi seduto in sala ha ricevuto la stessa impressione provata nel 1977 durante la visione di 'Star Wars' (e di essere stato costretto a ricredersi come per 'Titanic'). Il fatto è che il regista Cameron riesce quasi sempre a mantenere ciò che promette. Si può non essere d'accordo sulla sua scelta tecnologica così dannatamente estrema, sul fatto che dopo aver visto per la prima volta un film in 3D abbia dichiarato che non avrebbe mai più realizzato un film normale così decretando la fine, dal suo punto di vista, del cinema tradizionale (ebbene sì, per noi è sempre viva il 2D! ). Ma poi dimostra immancabilmente di essere in grado di padroneggiare le nuove tecniche di ripresa come nessun altro. Non solo, dimostra anche di saperle portare sempre un pò più oltre. Ma c'è anche un'altra cosa in 'Avatar' che ci dà la sensazione di trovarci di fronte a una svolta. (...) due fratelli che si danno il cambio (al paraplegico viene promessa come ricompensa una costosissima operazione per il recupero della funzionalità degli arti inferiori) sembrano rappresentare il passaggio di testimone tra un cinema che muore e un altro che sta nascendo. Ma questi per nascere ha bisogno di entrare in un altro corpo e di abbandonare il proprio, ormai difettoso, superato. Per questo è necessario che l'anima, che comunque del corpo è elemento fondante, trasmigri con tutti i suoi ricordi in un corpo nuovo più efficiente. Si muore (il corpo umano muore), e ci si migliora (si diventa avatar). Il concetto vi sarà ancora più chiaro dopo avere visto il film. Come diceva Caterina Caselli «non sarà facile ma sai, si muore un po' per poter vivere». In fondo l'evoluzione (e il cinema non fa eccezione) risponde a delle regole: ci si migliora, a volte, ma sempre si cambia." (Alessandro Boschi, 'Liberal', 15 gennaio 2010) "Piacerà a quelli che vanno al cinema come al parco delle meraviglie. Gli occhi e le orecchie sono appagati per due ore e 40 minuti di fila, senza rilevanti interruzioni. James Cameron, mai rimasto indietro nel progresso tecnologico (come era evidente anche nel suo unico flop, 'Abyss' ) qui supera gagliardamente ogni suo exploit precedente. Tra effetti cromatici, battaglie, mostri antidiluviani, 'Avatar' arriva alla frontiera di tutto quanto è stato tecnicamente possibile nell'anno di grazia 2009. Difficile, anzi impossibile, offrire spettacolarmente oggi qualcosa di meglio della favolosa pietanza messa in tavola dal redivivo James. Difficile, anzi possibile, oggi. Ma non nel 2012 o nel 2013. La tecnica, non possiamo dimenticarlo, fa in questi anni passi da gigante. Il 'non plus ultra' odierno è destinato a diventare pressoché obsoleto nel giro di pochissimo tempo. Dieci anni fa, quando Ridley Scott introdusse il digitale nel kolossal ('Il Gladiatore') sembrò il balzo in avanti del secolo, e oggi quei livelli possono essere raggiunti anche da una produzione a medio budget. (...) Ma il difetto maggiore, quello che non pone Avatar all'avanguardia del cinema, ma semmai alla sua preistoria, è il conflitto individuale, il disegno dei personaggi. Cosa ha fatto diventare subito la settima arte un'arte popolare? L'emozione, il coinvolgimento coi personaggi. Cameron è riuscito sempre a coinvolgere: con la madre di 'Terminator', l'astronauta di 'Aliens' , i naufraghi di 'Titanic'. Qui però ha manovrato solo pupazzetti: innamorati grullamente disneyaini, stregoni di favola e un comandante dei marines, trucido e unidimensionale come lo incontri solo in un cattivo da fumetto." (Giorgio Carbone, 'Libero', 15/01/2010) "Se la domanda fosse «vale la pena di vederlo», la risposta sarebbe sì, naturalmente. Con la raccomandazione dì cercarvi lo schermo più grande possibile e l'apparato audio/video al massimo livello. Qualora v'interessi andare al sodo e sapere se il film è bello, la risposta è ancora un sì convinto. Se a questo punto però pretendereste la notizia di un nuovo capolavoro firmato James Cameron, dobbiamo optare per il no: per niente apocalittico, polemico o malevolo, ma pur sempre un no. 'Avatar', rigorosamente da vedersi nella profondità di campo suggestiva (ma non sconvolgente) garantita dal 3D, riflette più di una curiosa contraddizione dell'autore. (...) Una specie di parabola new age o neo hippy inserita nell'ingranaggio colossale e rutilante di un blockbuster di ultima e costosa generazione. Certo davanti a un film che aspira a essere di culto è un po' pedante concentrarsi sulla trama, che dovrebbe e vorrebbe essere a rimorchio di una scrittura inventiva, alcuni personaggi memorabili e un 'quid', spesso misterioso, di saggezza, suspense ed emozione. (...) E' del tutto evidente come la chiave narrativa si rispecchi nei classici film pro indiani della Hollywood progressista: purtroppo, però, in quelli che si limitano a rovesciare banalmente il razzismo - da «Soldato blu» a «Pocahontas» - piuttosto che in quelli tormentati e anti-manichei come «Piccolo grande uomo» o «Un uomo chiamato cavallo». (...) il perno principale su cui ruota 'Avatar' resta, infondo, l'ex marine, interpretato solo diligentemente dall'australiano Sam Worthington (...) per noi, paradossalmente, il vero difetto di 'Avatar' è quello di fare prevalere le vecchie solfe del selvaggio buono & onesto sull'imprevedibile vertigine dei sentimenti futuribili." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 10 gennaio 2010) "A leggerlo con una certa attenzione, di là dalla spettacolarità degli effetti e dalla seduzione del 3-D, 'Avatar' conferma una legge costante del grande cinema americano: dietro ogni blockbuster che si rispetti non c'è solo l'industria, di solito tacciata di cinismo (ammesso che investire per incassare sia un crimine), ma un intelligente connubio fra tradizione e modernità. Almeno a partire dalla saga di 'Guerre Stellari', dalla tradizione deriva il mito, la modernità ci mette le tecnologie e le tematiche di attualità. In queste operazioni, certo, i plot soffrono di una certa ripetitività, il lieto fine è d'obbligo, e noi non crediamo mai sul serio che l'eroe ci lasci la pelle. E però è dai blockbuster che si comprende la temperatura emotiva dell'America, ciò che alla gente sta più a cuore. E maggiore è la risonanza fra la storia raccontata e il sentimento della gente, maggiore è il successo. (...) 'Avatar', oltre i trucchi e il digitale, è, da un lato, un omaggio critico alla Storia americana, dall'altro un grido d'allarme in chiave ecologista. (...) Completa il quadro un'iconografia dichiaratamente new-age, fatta di corpi filiformi e asessuati (...). Come dire: carichi di sensi di colpa per i danni arrecati in passato, in un momento di crisi, per scongiurare nuove sciagure, ci aggrappiamo alla saggezza degli antichi. La nuova sfida di Hollywood sta dunque in questa domanda di fondo: ci salverà dalla catastrofe un'inedita alleanza fra progressismo e misticismo? A giudicare dai risultati di Copenaghen si direbbe proprio di no. Ma perché disperare? Dopotutto, chi l'ha detto che il lieto fine esiste solo al cinema?" (Giancarlo De Cataldo, 'Il Messaggero', 10-01-2010) "'Avatar' non è semplicemente un film, o kolossal che dir si voglia: è una cosmogonia, una battaglia tra mondi. Tra vecchi e nuovi mondi, tra umani-invasori e alieni-indigeni, tra liberal e conservatori, tra ragione e sentimento. Una cosmogonia spazio-temporale ambientata in uno spazio extraterrestre e in un futuro remoto ma con evidenti implicazioni storiche ed etiche con il passato recente e il presente che viviamo, soprattutto nell'emisfero nord-occidentale. Per questo, il film ha aperto il famigerato vaso di Pandora delle letture politiche. 'Avatar' è un meraviglioso tripudio di forme biologiche fantasiose (...). Si presenta ai nostri occhi poco avvezzi al 3D, come un incubo affascinante, troppo bello per non trovare poi banale e sciatto il mondo reale, la first life. Irrompe nel nostro immaginario collettivo di ieri, di oggi e di domani. (...) Film avventuroso e reazionario, intriso di valori patri e cavallereschi, amato dalla destra, capolavoro visivo del genere fantasy, dove però, al cinema, poco era lasciato alla fantasia, perché le immagini 'computerizzate' sono sature di particolari. Nella fantascienza di 'Avatar', invece, il meraviglioso è più stilizzato, meno inverosimile, perché possibile, futuribile." (Luca Mastrantonio, 'Il Riformista', 14/01/2010) Note - GOLDEN GLOBE 2010 COME MIGLIOR FILM DRAMMATICO E PER LA MIGLIOR REGIA. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR COLONNA SONORA E CANZONE ORIGINALE. - OSCAR 2010 PER: MIGLIORE FOTOGRAFIA, SCENOGRAFIA ED EFFETTI VISIVI (JOE LETTERI, STEPHEN ROSENBAUM, RICHARD BANEHAM, ANDREW R. JONES). IL FILM AVEVA OTTENUTO ALTRE SEI NOMINATION: MIGLIOR FILM, REGIA, MONTAGGIO, COLONNA SONORA, MONTAGGIO SONORO (CHRISTOPHER BOYES E GWENDOLYN YATES WHITTLE), MISSAGGIO SONORO (CHRISTOPHER BOYES, GARY SUMMERS, ANDY NELSON E TONY JOHNSON). - CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2010 COME MIGLIOR FILM STRANIERO. - NASTRO D'ARGENTO 2010 COME MIGLIOR FILM IN 3D.

Le religioni e le arti
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Libri Moderni

Gualdoni, Flaminio <1954->

Le religioni e le arti / testo di Flaminio Gualdoni

: Fondazione FMR, 2008

Le avventure di Pinocchio
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Libri Moderni

Gurney, Stella <1975-> - Basic, Zdenko

Le avventure di Pinocchio : [c'era una volta un burattino... con tanti effetti interattivi!] / riadattamento di Stella Gurney ; illustrazioni di Zdenko Basic e Manuel Sumberac ; [Carlo Collodi]

Novara : AbraCadabra, 2011

Abstract: Un libro di grande formato con le suggestive illustrazioni dell'artista croato Zdenko Basic per raccontare la straordinaria avventura di Pinocchio, il burattino più conosciuto dai bambini. La celebre storia di Carlo Collodi prende vita grazie a una serie di incredibili effetti interattivi: basta tirare una linguetta per vedere allungare il naso di Pinocchio, sfogliare un libriccino per immergersi nel Paese dei Balocchi... o aprire una doppia pagina per vedere la casa-laboratorio di Geppetto in formato pop-up. Età di lettura: da 5 anni.

Lo strano uovo
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Libri Moderni

Gravett, Emily <1972->

Lo strano uovo / Emily Gravett

Milano : Valentina, 2011

Abstract: Tutti hanno deposto un uovo... tranne la Papera......ed è così che comincia la simpatica storia di una Papera e dei suoi amici che la prendevano in giro per il suo enorme uovo verde maculato e tanto diverso da tutte le altre uova! Tutte si schiudevano tranne l'uovo verde della Papera... lei aspettò... e aspettò pazientemente finchè un bel giorno... Età di lettura: da 4 anni.

English
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Videoregistrazioni: DVD

English [Videoregistrazione] = Inglese : impariamo le prime parole : da 1 a 5 anni

: Think link SA, 2008

Brainy baby

A beautiful mind
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Videoregistrazioni: DVD

A beautiful mind [Videoregistrazione] / regia di Ron Howard

: Paramount home entertainment, 2005

Abstract: È proprio capace di tutto l’australiano Russell Crowe. E dicono che si è ormai collocato saldamente nella parte alta della top list delle star hollywoodiane per merito distinto. Perché l’ombroso attore con aspirazioni di musicista rock (sempre a Berlino è stato presentato il documentario Texas in cui si esibisce con la sua band come già fece a Sanremo) è in grado di interpretare i personaggi più diversi con grande abilità trasformistica infondendo loro quelle doti di umanità che sembrerebbero un po’ difettare al Russell divo. Che è passato dallo scardinatore di multinazionali del tabacco di The Insider al "generale che divenne schiavo" de Il gladiatore mostrando anche come fosse possibile sostenere un film medio come Rapimento e riscatto grazie a un’interpretazione volutamente sottotono che non poteva non ricordare il grande Bogart. Ora è di nuovo in corsa con A Beautiful Mind, il film che lo vede di nuovo sugli schermi di tutto il mondo nei panni del matematico John Forbes Nash. L’azione ha inizio all’Università di Princeton nel 1947 in cui Nash si distingue come studente introverso ma intellettualmente brillante. Una serata in un locale e una sfida in relazione a una ragazza bionda (che lo vede soccombere) gli danno l’idea per un saggio sui principi matematici di competizione che annullerà tutti gli studi precedenti. Accolto con tutti gli onori al prestigioso MIT John si vede anche offrire il delicato incarico di decodificatore di codici segreti in un periodo delicato come quello più teso della Guerra Fredda tra Usa e Urss. Sposato con una bella e intelligente studentessa, Alicia, lo scienziato cade progressivamente in uno stato ossessivo che verrà diagnosticato come schizofrenia paranoide. Il regista Ron Howard (Apollo 13, Il Grinch) lavora con grande abilità sulle allucinazioni del protagonista e quindi è meglio non rivelare troppo sugli sviluppi della vicenda. Ciò che invece non va taciuto è che John Forbes Nash ricevette nel 1994 il Premio Nobel e che tutti i pettegolezzi su una sua presunta omosessualità, che il film non menzionerebbe, nulla tolgono alla straordinarietà di un’interpretazione che vede Crowe compiere un’operazione di mimesi progressiva che lo vede passare da una normalità un po’ chiusa in se stessa ai gesti che rivelano il disturbo psichico ma non cancellano l’intelligenza e l’acume di battute talvolta fulminanti. È vero che lo scienziato pazzo gode di numerose presenza nei film horror o di fantascienza ma i matematici (a meno che siano giovani come Will Hunting) hanno l’handicap di occuparsi di una materia poco ‘emotiva’. Il camaleontico Russell riesce però, con la sua voce profonda che speriamo rispettata dal doppiaggio, a farci commuovere anche sui logaritmi. Scusate se è poco.

Unita'$1: Corso interattivo multimediale per l'apprendimento della lingua italiana di livello A1
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Risorsa locale

BARBERO BERNAL, Juan Carlos - Valmori, Michela - Businaro, Chiara

Unita'$1: Corso interattivo multimediale per l'apprendimento della lingua italiana di livello A1 [Risorsa elettronica] / Juan Carlos Barbero Bernal, Chiara Businaro, Michela Valmori

Romeo e Giulietta
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Videoregistrazioni: DVD

Romeo e Giulietta [Videoregistrazione] / Sergej Prokofiev ; coreografia di Kenneth MacMillan ; Orchestra del Teatro alla Scala ; David Garforth, direttore

: Euroarts : Rai-Trade : Hachette, 2010

Igrandi balletti classici ; 2

Abstract: Felice trasposizione della famosa messinscena teatrale (1960) di Zeffirelli all'Old Vic di Londra: scattante, appassionata, giovanile (con gli interpreti principali sotto i vent'anni in regola con l'età dei personaggi). La bella fotografia di Pasqualino De Santis e i costumi di Danilo Donati vinsero un Oscar, ma furono candidati il film stesso e il regista. Il ritmo è così fervido che importa poco se i 2 protagonisti sono soltanto in parte all'altezza dei personaggi. Sono una trentina le trasposizioni cinematografiche (non tutte, però, tratte da Shakespeare) della storia degli amanti di Verona. La versione inglese è di 152 minuti.AUTORE LETTERARIO: William Shakespeare

Dalla Brianza ai lager del Terzo Reich
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Libri Moderni

Arienti, Pietro <1961->

Dalla Brianza ai lager del Terzo Reich : la deportazione verso la Germania nazista di partigiani, oppositori politici, operai, ebrei : il caso dei lavoratori coatti / Pietro Arienti

Missaglia (LC) : Bellavite, 2011)

Abstract: Il lavoro che ci propone Pietro Arienti è frutto di una lunga e puntigliosa ricerca atta a mettere in luce i riflessi sulla Brianza dell'occupazione nazifascista e in particolare la deportazione verso i campi di sterminio e di lavoro di partigiani, oppositori politici ed ebrei; attenzione è data anche al caso dei lavoratori coatti. Si tratta di un lavoro imponente, dal valore indiscutibile, fondato su un'attenta ricerca delle fonti.

La Chiesa contro
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Libri Moderni

Romano, Sergio <1929-> - Romano, Beda <1967->

La Chiesa contro : dalla sessualità all'eutanasia tutti i no all'Europa moderna / di Sergio Romano e Beda Romano

2. ed

Milano : Longanesi, 2012

Abstract: Due sono state le grandi rivoluzioni degli ultimi decenni: quella dei costumi sessuali e quella biologica o bioetica. La prima ha rimesso in discussione il rapporto tra i sessi, la struttura della famiglia e la sua stessa esistenza. La seconda ha offerto alla società umana nuovi modi per procreare, nascere e morire. Così come gli Stati europei cercano di adattare la loro legislazione a questi cambiamenti radicali, anche la Chiesa cattolica è direttamente impegnata in queste battaglie giuridiche e scientifiche perché vede in esse una minaccia alla sua funzione e alla sua missione. Il matrimonio fra omosessuali, la crisi del celibato sacerdotale, la contraccezione, l'aborto, la procreazione assistita, la clonazione, il trapianto di organi e il testamento biologico rimettono in discussione il suo insegnamento morale, le sue tradizioni e la sua funzione di notaio nelle tappe fondamentali della vita. Non sorprende quindi che in queste nuove sfide della modernità, che rischiano di ridurre la sua autorità e il suo ruolo, la Chiesa si ponga come una forza frenante e di opposizione di cui tutti gli Stati, anche se in misura diversa, dovranno e devono tenere conto. In questo libro, Sergio e Beda Romano, oltre a risalire la corrente del lungo fluire dei rapporti tra la Chiesa e gli Stati europei, ripercorrendone le tappe storiche fondamentali, ne esplorano anche la foce, individuando gli attuali argomenti di frizione.

Atlante storico tascabile
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Libri Moderni

Atlante storico tascabile

: Istituto geografico De Agostini, 2011

Grandi tascabili De Agostini

Abstract: Un atlante storico che, oggi più che mai, meriterebbe il nome di atlante geopolitico. È sotto gli occhi di tutti il susseguirsi incessante di fatti che già mentre si vivono hanno il sapore degli eventi destinati a passare alla Storia. Se dunque questo compatto volume prende avvio dalla sezione dedicata alla preistoria, riporta con tempestivo aggiornamento tutte le vicende degli stravolgimenti in atto in Nord Africa, area a noi tanto vicina del bacino del Mediterraneo. Resoconti chiari rappresentati attraverso testi e immagini ma anche mappe tematiche (più di 200), per comprendere situazioni spesso molto complesse.

Homo sapiens
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Libri Moderni

Homo sapiens : la grande storia della diversità umana / [a cura di] Luigi Luca Cavalli Sforza, Telmo Pievani

Codice, 2012

Storia della fisiognomica
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Libri Moderni

Caroli, Flavio <1945->

Storia della fisiognomica : arte e psicologia da Leonardo a Freud / Flavio Caroli

Nuova edizione

[Milano] : Electa, 2012

Abstract: La fisiognomica è una scienza antichissima che conosce un'ininterrotta evoluzione da Aristotele ai giorni nostri. Ma il suo ingresso nell'era moderna è segnato dall'opera di Leonardo da Vinci: il suo studio dei moti dell'animo a partire dai tratti del volto anticipa con straordinaria chiarezza critica un fondamentale cammino di idee e teorizzazioni che accompagna da un lato lo sviluppo della scienza psicologica, fino alla fondazione della psicoanalisi, e dall'altro il lavoro dei pittori lungo il corso dei secoli. Lo studio di Flavio Caroli è unico nel suo genere: con una ricchissima documentazione sia in campo artistico sia in campo teorico, è la storia del rapporto tra arte e psicologia, che distingue la cultura occidentale da qualsiasi altra tradizione culturale di questo pianeta.

I racconti
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Libri Moderni

Calvino, Italo <1923-1985>

I racconti / Italo Calvino ; presentazione dell'autore ; con uno scritto di Francesca Serra

Milano : OscarMondadori

Diagnosi dei disturbi specifici dell'apprendimento scolastico
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Libri Moderni

Vio, Claudio <1955-> - Lo Presti, Gianluca <1982-> - Tressoldi, Patrizio E.

Diagnosi dei disturbi specifici dell'apprendimento scolastico / Claudio Vio, Patrizio Emanuele Tressoldi e Gianluca Lo Presti

Nuova ed

Trento : Erickson, 2012

Abstract: In questi ultimi anni la clinica e le metodiche di intervento nel campo dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) hanno subito dei cambiamenti importanti: sono state meglio definite le procedure di diagnosi per la dislessia, la disortografia e la discalculia, indicate le misure per la riabilitazione, fornite alla scuola precise informazioni sulle ricadute dei disturbi nello studio; sono invece ancora dibattute altre problematiche di apprendimento, come la comprensione del testo scritto, l'espressione scritta, le ricadute del disturbo visuospaziale nel percorso scolastico dello studente. Il testo, in questa nuova edizione ampiamente riveduta e aggiornata, affronta tutti questi temi, facendo il punto sulle più recenti ricerche scientifiche sul campo é proponendo allo psicologo, al logopedista, al neuropsichiatra una concreta procedura per la formulazione della diagnosi funzionale, in accordo con gli indirizzi delle Consensus Conference e dei sistemi internazionali di; classificazione (ICD-10, DSM IV e V). Nel testo è inserito un inventario ragionato di tutti gli strumenti oggi disponibili in Italia fondamentali per il percorso diagnostico e per le problematiche associate. L'opera è utile anche al pedagogista e all'insegnante perché fornisce una base comune di conoscenze sull'espressività dei Disturbi e sulle questioni ancora aperte che non trovano una corrispondenza tra rilievo della scuola e valutazione clinica.

Istruzioni di sano egoismo
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Libri Moderni

Longoni, Umberto <1952->

Istruzioni di sano egoismo / Umberto Longoni

Milano : Angeli, 2011

Abstract: Se avete bisogno di sentirvi indispensabili per le persone che amate e perfino per i semplici conoscenti, forse pensate che buttandovi nel fuoco per tutti, sarete più stimati e considerati. Ma il triste paradosso è che vi succede il contrario. Perché? Perché, anche se avete un cuore di farfalla, spesso vi sentite bruchi? Oppure perché il vostro destino sentimentale, o quello professionale, pur cambiando protagonisti, rispecchia sempre il medesimo copione? Ebbene, in questo libro troverete risposte alle domande che vi ponete quando il vostro altruismo in ogni cosa della vita non viene ripagato. Ma non soltanto: scoprirete come diventare sani egoisti per salvarvi dall'amore ragnatela, dalla coppia maionese e guardarvi dagli avari sentimentali: perché l'amore non è mai annullarsi e perdere se stessi. Nella seconda parte del libro, tre mosse di self-help e di manutenzione dell'anima vi aiuteranno a dare ali all'autostima, rivalutare i difetti, cogliere le possibilità ed essere, con un po' di prezioso sano egoismo, non il ciliegio più bello del giardino, ma il migliore che potreste diventare.