Puoi raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.

Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Soggetto JavaScript <linguaggio di programmazione>

Trovati 668118 documenti.

Mostra parametri
L' ULTIMA onda
0 0
Videoregistrazioni: DVD

L' ULTIMA onda [Videoregistrazione] / regia di Peter Weir

: DNC home entertainment, 2005

Un MARITO ideale
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Un MARITO ideale [Videoregistrazione] / regia di Oliver Parker

: Medusa home entertainment, 2000

Abstract: Tratto da una commedia di Oscar Wilde, il film è ambientato a Londra nel 1890. Sir Robert Chiltern è un uomo politico di successo e un marito ideale per la seducente Lady Chiltern. Tutto procede per il meglio fino a quando compare la signora Cheveley che è a conoscenza di alcuni segreti riguardanti il passato del gentiluomo. Timoroso di perdere la sua reputazione e soprattutto l'amore della sua bella moglie, Sir Chilthern si rivolge a Lord Arthur Goring, donnaiolo amante della libertà e della vita mondana. Quest'ultimo si troverà al centro di una rete di bugie, inganni e convegni amorosi che metterà a repentaglio ciò a cui crede di più: il celibato. In fondo anche lui potrebbe diventare un marito ideale proprio come il suo amico. Bravissimi gli attori e perfetta la ricostruzione d' epoca.

La FORZA della mente
0 0
Videoregistrazioni: DVD

La FORZA della mente [Videoregistrazione] / regia di Mike Nichols

: Warner home video, 2003

Abstract: Vivian Bearing è una professoressa di inglese a cui è stato diagnosticato un cancro terminale. Durante gli otto mesi successivi accetta trattamenti brutali e dolorosi per cercare di sconfiggere la malattia. Le persone che la aiutano in questo percorso sono Jason Posner, il medico e Susie Monahan, l' infermiera, ma Vivian sta per scoprire quella linea che divide vita e morte e che può essere affrontata solo con la forza della mente.

CATCH a fire
0 0
Videoregistrazioni: DVD

CATCH a fire [Videoregistrazione] / regia di Phillip Noyce

: Universal pictures, 2007

Abstract: Siamo in Sudafrica in piena apartheid: Patrick Chamusso lavora come operaio in una raffineria di petrolio, è padre di due bambine e, nonostante tutto, vive tranquillo con la propria famiglia. Dopo un attentato agli impianti però, viene però accusato di essere un terrorista e imprigionato. Nonostante la sua innocenza, si dichiara colpevole allorquando la moglie viene torturata brutalmente. Liberato dal poliziotto Vic Nos, che lo aveva erroneamente fatto incarcerare, Patrick, una volta libero, perde tutto: famiglia, amici, figli, e decide così di entrare attivamente nell'African National Congress… Ispirato a una storia vera, Catch a Fire è un bel film storico/politico, capace di rappresentare con sobrietà ed efficacia il clima opprimente del Sudafica prima dell'abolizione dell'apartheid. Noyce, abile nel passare dalle grandi produzioni hollywoodiane a film più intimi e sentiti come questo, gioca sul dualismo tra i due protagonisti, interpretati efficacemente da Tim Robbins e Derek Luke, quest'ultimo vera rivelazione e piacevole sorpresa. Se il protagonista vive la sua discesa all'inferno con una sorta di ingenua rassegnazione, che subisce un drammatico scossone quando si rende conto che la moglie ha subito terribili torture, è il personaggio di Vic Nos a offrire i maggiori spunti di riflessione: poliziotto tenace e irreprensibile, combatte una battaglia persa in partenza, sicuramente ingiusta, ma che non può esimersi dal portare avanti fino alle estreme conseguenze. La notevole sceneggiatura, scritta da Shawn Slovo, figlia di un'importante figura storica del movimento anti-apartheid, Joe Slovo, ha il pregio di non esibire le evidenti differenze tra bianchi e neri con il manicheismo che sarebbe pure giustificabile, ma concentra le sue attenzioni sulle piccole cose, le abitudini, i rituali quotidiani che vengono spazzati via dalla follia dell'apartheid, che crea un clima di instabilità e di tensione permanente. Bellissima, in questo senso, la sequenza finale, che vede finalmente insieme i due Chamusso (quello "vero" e colui che lo interpreta) divertirsi e giocare a calcio: il Sudafrica ha oggi ancora problemi enormi, ma almeno l'apartheid è alle spalle. Curiosità: il titolo del film è anche quello di un album di Bob Marley & The Wailers, una delle sue opere più "politiche" in assoluto. Ottima scelta.

LEI mi odia
0 0
Videoregistrazioni: DVD

LEI mi odia [Videoregistrazione] = She hate me / regia di Spike Lee

: Dolmen home video, 2005

Abstract: La prima cosa che uno spettatore potrebbe domandarsi alla fine dell'ultima pellicola del più famoso regista afroamericano della storia del cinema americano è: ma l'autore di She hate me è lo stesso autore de La 25ma ora? E'impazzito? Ha subito traumi o esaurimenti nervosi che ne hanno inaridito la vena creativa? E sarebbero tutte domande lecite, infatti, in breve, She hate me non è solo (e di gran lunga) il peggior film di Spike Lee, ma anche una delle pellicole più sconclusionate, volgari e banali degli ultimi anni. Già dopo i primi venti minuti non si capisce bene da che parte voglia parare il film: l'incipit fa pensare ad un thriller con spionaggio industriale a go-go ed annessa polemica politico sociale, poi si cambia totalmente registro e si affondano tematiche delicate come l'omosessualità femminile e il desiderio/possibilità per le coppie gay di avere figli, alla fine si piomba in un helzappoppin che riesce a tirare dentro in un unico calderone la mafia, il watergate, baci saffici, orge e che ha come disgustosa fine un happy-nd posticcio, ma che più posticcio non si può. Luoghi comuni, riflessioni e dialoghi senza senso, morale (posto che Lee voglia fornirla) discutibile: She hate me, è l'anticinema e spiace davvero vedere un progetto sulla carta promettente (in potenza l'idea di base è esplosiva), accartocciarsi su se stesso e navigare per lunghissimi 130 minuti senza timone come una nave alla deriva. Per coloro che, nonostante i sentiti avvertimenti, decidessero di dare lo stesso una chance al film, consigliamo di godersi i bellissimi titoli di testa, unico vero momento riuscito dell'intera opera, e poi, di scappare a gambe levate o addormentarsi profondamente, a seconda del proprio stato d'animo (o fisico…).

TICKETS
0 0
Videoregistrazioni: DVD

TICKETS [Videoregistrazione] / regia di Ermanno Olmi, Abbas Kiarostami, Ken Loach

: Medusa home entertainment, 2005

Abstract: Un gruppo di ragazzi, una famiglia di clandestini, una donna arrogante, vari personaggi, con e senza biglietto, si incontrano durante un viaggio in treno attraverso l'Europa con destinazione Roma... "Tre registi salgono sullo stesso treno, percorrono 5000 km. a testa, girano ognuno un piccolo film che unito agli altri forma un percorso spezzato ma coerente. E' 'Tickets', curioso esperimento a sei mani targato Fandango, che cambia pelle strada facendo. Perché Ermanno Olmi, Abbas Kiarostami e Ken Loach hanno lavorato insieme, coordinando storie e figure-guida. 'Ma fare film è un mestiere solitario', ricorda Kiarostami, così ognuno è andato per la sua strada e il risultato si nutre proprio del contrasto fra tre culture, tre stili, tre visioni del mondo. E del cinema: che semplificando possiamo dire mentale per Olmi, metafisico per Kiarostami, sociale per Loach. (...) Quanto ai tre diversi stili, Olmi finisce per credere anzitutto a quanto vuole dirci lui, usando il vecchio professore Carlo Delle Piane, la segretaria di cui è invaghito e gli altri passeggeri per comporre un allarmato apologo sul presente, percorso da segnali inquietanti e da venti di guerra. Kiarostami, viceversa, approfitta di ogni personaggio per aprire una serie di linee di fuga, spezzando la sua cronaca comico-amara con impennate liriche e rivelando dimensioni nascoste dietro ogni figura. Mentre Loach si ostina a credere nei suoi personaggi, nella loro coscienza, nel sogno/dovere di cambiare il mondo. Più diversi di così si muore, insomma. Ma è questo, al di là di tutto, a rendere 'Tickets' così interessante e coraggioso." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 febbraio 2005) "I raccontini commissionati da Domenico Procacci a partire dall'esile spunto ideato da tre autori di qualità come Ermanno Olmi, Abbas Kiarostami e Ken Loach, che lo hanno poi sviluppato nell'unità di tempo e di luogo (un treno in viaggio dalla Svizzera a Roma), intendono battere il ferro caldo del tema di chi può permettersi un ticket e chi non potrà mai averlo a disposizione. Olmi parte per la tangente, trasformandosi in un Avati a passo ridotto e commuovendosi per il canuto professore Carletto Delle Piane folgorato da un fugace e improbabile sogno d'amore: un'elegia che lascia il tempo che trova, mentre il ruolo del cattivo viene grossolanamente affibbiato a un militare in stile Rambo che impone il silenzio e non desidera seccature. Kiarostami è molto più accorto nel ricamare sulla ribellione di un ragazzo impegnato come attendente nel servizio civile, stanco di subire le angherie della vedova di un generale e più allegramente impegnato a flirtare con la deliziosa compaesana quattordicenne incontrata nel viavai dei vagoni. Loach risulta nettamente migliore dettagliando le peripezie di tre minorenni tifosi del Celtic, partiti per sostenere la squadra di Glasgow nella sfida di Champions League all'Olimpico con la Roma: peccato che la freschezza delle recitazioni venga ficcata nell'imbuto di un pistolotto in gloria dei poveri clandestini albanesi sottoposti al calvario dell'esclusione europea. Dall'insieme, in definitiva, non scaturisce un'idea forte di cinema, a meno che i critici non si accontentino di qualche divertente situazione paradossale e di qualche tagliente intuizione psicologica. Per i semplici spettatori, invece, è quasi scontato che si ripeta il mesto effetto di 'Eros' (stesso produttore, stessa formula)." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 15 febbraio 2005) "Succede anche nella vita: incontri qualcuno e ti affezioni, poi lo perdi di vista e un po' ti dispiace. È questo l'unico difetto dell'atteso film dei tre registi (Ermanno Olmi, Abbas Kiarostami, Ken Loach). Ma il difetto di 'Tickets' può anche essere visto come un pregio perché in capo a due ore resti con la voglia di saperne di più dell'anziano professor Carlo Delle Piane con la sua ispiratrice Valeria Bruni Tedeschi, della nevrotica e cialtronesca matrona Silvana De Santis e dei tre giovani tifosi del Celtic in trasferta a Roma. (...) Non mi risulta che Olmi sia un gran lettore di Proust, ma qui è proustiano senza saperlo come lo era del resto al tempo di 'I fidanzati' 40 anni fa: il sentimento è ancora quello e lo stile anche. Un gesto gentile, un bicchiere di latte offerto al bimbo di un'emigrante, suggella l'affettuoso ritratto delineato dal bravissimo Carlo. L'iraniano Kiarostami ha scelto invece di raccontare una rompiscatole, la sorprendente De Santis, piantagrane con tutti e comandona nei riguardi del mite giovanotto che l'assiste, Filippo Trojano, col risultato di metterlo in fuga: ma lungi dal godere per la sconfitta della megera, vederla scendere sola e abbandonata alla stazione di Chiusi induce a un moto di pietà. Quanto a Ken Loach, evidenzia il sottofondo sociopolitico dell'intera operazione scoprendo con allegria l'inatteso volto umano degli ultras, capaci di un'impennata solidale ben più a rischio del latte di Delle Piane. Nella chiave di un minimalismo anarchico simpaticamente ecumenico, 'Tickets' sancisce a sorpresa una sorta di agnizione fra tre maestri del cinema che salva l'operazione da quel tanto di gratuito spesso presente in questo genere di collettive". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 15 febbraio 2005) "Tre Autori europei, 207 anni in tutto, hanno macinato da Nord a Sud un totale di 14.640 km. dimostrando come è variopinto il mondo dei treni. Olmi con l'elegia della memoria ma anche con una struggente, prepotente sensazione di paura del golpe del presente; Kiarostami col fantasma del neorealismo italiano e una coppia svitata da treno popolare; Loach con tre tifosi che fanno con chiasso una buona azione da libro Cuore. Chi torna, chi scappa, chi arriva: per dare voce alla poetica europea tre registi capaci di un'anima e uno stile raccontano che la pietà non è morta, solo svenuta. Bisogna riuscire ancora a sognare: lo dimostrano il malinconico Delle Piane, la dolce Bruni Tedeschi, la folle De Santis, un Trojano da tenere a mente e i tre mini no global del Celtic." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 marzo 2005) "Sognante con Olmi, il film diventa lieve e ironico con Kiarostami e Loach: nel complesso di vede senza fatica, e racconta i piccoli drammi della globalizzazione con toni spiritosi che sfociano in un baldanzoso lieto fine." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 25 marzo 2005) "Tre grandi registi dirigono in 'Tickets' tre piccole storie di passeggeri di un treno che viaggia dalla Mitteleuropa a Roma: rapporti interclassisti e internazionali, toni lirici, ironici, sociali, per dire che il privilegio e l'esclusione sono sempre presenti, che anche oggi c'è chi può permettersi un ticket, un biglietto di viaggio, e chi non lo avrà mai. (...) Benché ambientati sullo stesso treno, con diversi personaggi minori in comune e con i protagonisti che a volte si sfiorano, i tre brevi film restano ciascuno autonomo, segnati dalla personalità del regista, dagli attori e dall'intelligenza promettente dell'operazione produttiva." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 25 marzo 2005) Note - CANDIDATURA AL NASTRO D'ARGENTO 2006 PER LA MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA A SILVANA DE SANTIS.

CREEP
0 0
Videoregistrazioni: DVD

CREEP [Videoregistrazione] = Il chirurgo / regia di Christopher Smith

: 01 distribution, 2005

Abstract: Londra. Dopo una serata di baldoria, Kate deve tornare a casa ma è mezzanotte e non riesce a trovare un taxi, così decide di prendere la metropolitana. Mentre aspetta l'arrivo del treno si addormenta e al suo risveglio scopre di essere rimasta da sola e che tutti gli ingressi sono stati chiusi. Quando finalmente arriva un treno, Kate sale, anche se un po' spaventata, dato che non ci sono altri passeggeri. I suoi timori si rivelano fondati quando il convoglio precipita nell'oscurità e la conduce in un labirinto di tetri cunicoli popolato da ombre misteriose... "Altro che rigirarsi nella tomba. Sir Alfred Hotchcock buonanima non avrà pace finché resteranno in circolazione (a piede libero) giallisti come l'esordiente Christopher Smith, pure lui inglese per di più. Questa insensata boiata ai confini dell'horror e ben oltre quelli della decenza, se l'è anche scritta, forse dopo una colossale sbornia. (...) L'abominevole autore meriterebbe come contrappasso la centesima delle truculente pene inflitte ai suoi odiosi personaggi, primo della lista lo scheletrico, immondo assassino. Accompagnata dal riascolto perenne della stridula, particolarmente sgradevole, colonna sonora di una band repellente già nel nome: 'The Insects'." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 settembre 2005) "'Creep - Il chirurgo' è un horror claustrofobico che non lesina accoltellamenti, sgozzamenti e paletti conficcati nella testa. Quattrocento chilometri di paura, in cui l'horror supera di gran lunga il thriller. La protagonista (già interprete di 'Lola corre') ha ancora una volta una sola arma per salvarsi: le sue belle e veloci gambe, la cosa migliore del film." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 23 settembre 2005) "Sottoterra e sottoviscere (in attesa del mirabile 'The Descent') il regista deb Cristopher Smith ci porta in un repertorio di orrori al sangue ben noti, con un mostro scienziato che ha allestito nei meandri della metropolitana un gabinetto medico particolare. Morti atroci, coma infiniti, guardiani del tutto inutili che ascoltano la musica di 'Barry Lyndon' invece di fare qualcosa e cagnolini che chiedono con guaìti la pietà del pubblico, il film rantola e rotola verso i luoghi comuni di paura con troppe inverosimiglianze e qualche fascinazione morbosa visiva. Ma dopo il 7 luglio 2005 il metrò di Londra fa paura per ben altro che l' inconscio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 settembre 2005)

SE devo essere sincera
0 0
Videoregistrazioni: DVD

SE devo essere sincera [Videoregistrazione] / regia di Davide Ferrario

: Medusa home entertainment, 2005

Abstract: La noia di una vita un po' troppo abitudinaria dell'insegnante Adelaide viene spezzata dall'omicidio di una collega. Inizia infatti a seguire le indagini e anche a cedere alle lusinghe del commissario che le conduce. Quando il quadro del giallo si comporrà, anche la crisi matrimoniale di Adelaide si ricomporrà. Il nuovo film di Davide Ferrario (Dopo mezzanotte) è una commedia tra il comico e il giallo, ambientata a Torino, con protagonista una Littizzetto, finalmente a suo agio con il cinema. Commedia divertente e mai sopra le righe, una regia attenta, ironica e divertita. Un prodotto medio di buona fattura che se non rimarrà negli annali della storia del cinema italiano, avrà però fatto trascorrere qualche ora lieta. Liberamente tratto da La collega tatuata di Margherita Oggero.

L' INVIDIA del mio migliore amico
0 0
Videoregistrazioni: DVD

L' INVIDIA del mio migliore amico [Videoregistrazione] / regia di Barry Levinson

: Columbia tristar, 2005

BUFFALO soldiers
0 0
Videoregistrazioni: DVD

BUFFALO soldiers [Videoregistrazione] / regia di Gregor Jordan

: Buena vista home entertainment, 2005

Abstract: Ray Elwood viene condannato a prestare il servizio militare se vuole evitare qualche anno di prigione. Arriva così in una base americana stanziata in Germania e viene messo alle dipendenze del colonnello Berman. Siamo nel 1989 e il muro di Berlino deve ancora essere abbattuto, così Ray sfrutta la sua esperienza di uomo della strada per guadagnare qualche soldo extra con il mercato nero e con il traffico di armi e droga. Le cose si mettono male per lui quando un soldato della base viene trovato morto per overdose. Viene aperta un'inchiesta e le indagini sono affidate al sergente Lee, giunto nella base in compagnia della figlia Robyn. "Presentato a Toronto nel 2001 e proiettato al Sundance l'anno successivo, è stato tenuto a lungo lontano dal mercato statunitense, che poi lo ha marchiato con la R (Restricted) per violenza e turpiloquio. Sarà che l'esercito che si è autoassegnato la missione di salvare il mondo ritiene che nessuno possa permettersi di intralciare e magari giudicare le sue azioni. Forse, da un punto di vista strettamente cinematografico, non tutto fila alla perfezione in questo racconto di quotidiani deliri in divisa, ma la censura non sembra proprio la soluzione critica migliore." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 1 luglio 2005) Note - PRESENTATO AL NOIR IN FESTIVAL 2002.

Un AMORE a 5 stelle
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Un AMORE a 5 stelle [Videoregistrazione] = Maid in Manhattan / regia di Wayne Wang

: Columbia Tristar home entertainment, 2003

Abstract: Marisa Ventura, una ragazza madre nata e cresciuta nei sobborghi di New York, lavora come cameriera in un hotel di lusso di Manhattan. Per uno scherzo del destino e per un errore di identità, Marisa incontra Christopher Marshall, un affascinante erede di una dinastia politica, il quale crede che lei sia ospite dell'albergo. Il destino li porta a trascorrere una notte insieme, ma quando la vera identità di Marisa viene svelata, i due scoprono di appartenere a due mondi totalmente diversi, anche se a dividerli è solo una metropolitana che congiunge Manhattan al Bronx. "Disponiamo già di un forte candidato al titolo di film più inutile dell'anno (...) La mancanza d'originalità è il minore dei problemi; il maggiore sta nell'assortimento sbagliato dei due protagonisti. J-Lo possiede fisico del ruolo ed energia; Fiennes si danna l'anima per nascondere, senza successo, di essere perfettamente a disagio".(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 5 aprile 2003) "Se come panorama sociale siamo all'Ottocento, a livello cinema è una raccolta di stereotipi romantici in cui i due amatori sono scarsi e senza sintonia: Jennifer Lopez, di cui persiste il mistero del suo successo (forme, soprattutto fondoschiena, a parte) e Ralph Fiennes, passato dagli incubi di Cronenberg a questa fiaba che finisce in un overdose a lieto fine. Da apprezzare i camei di Stanley Tucci e Natasha Richardson, due simpatici isterici tra gente che va e gente che viene, poco regolata dalla regia di Wayne Wang che, non si sa come, è stato anche autore di 'Smoke'". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 5 aprile 2003) "Favola romantica dalla bella ambientazione newyorchese, 'Un amore a 5 stelle' di Wayne Wang è il miglior film con la Lopez dal cupo 'The Cell'. Wang è attento ai dettagli e se Fiennes è fuori posto, i comprimari Stanley Tucci (eccellente), Natasha Richardson e Bob Hoskins valgono da soli il biglietto. La Lopez risulta quasi simpatica. Per lei è una novità". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 aprile 2003)

The COMPANY
0 0
Videoregistrazioni: DVD

The COMPANY [Videoregistrazione] / regia di Robert Altman

: Medusa home entertainment, 2004

Abstract: La storia è semplice, quasi banale, e allora non la si racconta piuttosto la si danza come ha fatto il regista limitandosi e limitandola a brevi sequenze di raccordo, tra una coreografia e un’altra, decisamente anonime. Alberto Antonelli, un impacciato ed esageratamente virtuoso (della recitazione) Malcom MacDowell, dirige tra mille difficoltà, non ultime quelle economiche, il Joffrey Ballett di cui Ry, Neve Campbell, ne è la stella più promettente. Nonostante le aspettative dello spettatore si stringano presto intorno alla giovane protagonista, Altman ancora una volta confeziona un film corale, dove gli egoismi e gli eccessi di individualismo vengono piegati fin dal titolo a favore del gruppo. Solo che questa volta a supportare le immagini che mutuano la storia non c’è più la partitura di parole carveriana (America Oggi) ma quella di gesti e di passi duncaniana. Isadora Duncan, madre della danza moderna americana, ballerina che scriveva e scrittrice che danzava, come si preferisce. La convinzione profonda della Duncan che l’estetica del balletto accademico si fondasse sulla negazione di ogni spontaneità, la portò a teorizzare nella prima metà del XX secolo, pur nella piena ammirazione dei maggiori esponenti della tradizione classica russa, una nuova forma di danza basata sulla rivalutazione dell’improvvisazione, priva di schemi, scene e costumi. La compagnia del Joffrey Ballett è allora erede legittima di quella “madre”, erede di quella “origine moderna” non limitando mai il proprio repertorio al solo momento classico, al solo virtuosismo della danza accademica ma allargando,al contrario, le sue evoluzioni a un’estetica meno unitaria, a una coreografia più radicale e ansiosa nel ripensare l’arte della danza. E Altman, neofita nel coro (e si vede tanto, troppo), si limita a coglierne i diversi registri:la ballettistica accademica, la “danse d’école”, con i suoi severi canoni di bellezza, grazia, armonia e l’altrettanto rigorosa e regale verticalità del corpo, da una parte;la gravità, la dissonanza e l’accentuata orizzontalità del corpo, dall’altra. Ci sono storie più difficili da raccontare, senza dubbio, forse perché già interamente iscritte nei corpi di chi le agisce a tal punto che il cinema si limita a doppiare senza aggiungere. E la danza doppiata di Altman interessa ed emoziona poco coi suoi luoghi comuni e i suoi stereotipi imbarazzanti, col suo poco sudore e il suo poco dolore, con la sua ingenuità e la sua benevolenza, con la sua pateticità e i suoi buonismi. La danza è dura e crudele quanto un racconto di Carver e in questo senso pertanto in assoluta armonia con la poetica di Altman. Appuntamento mancato? Forse. Ma perdonato per quella ballerina appesa a una corda appesa in cielo dentro le pieghe vorticanti e cangianti degli ampi drappeggi che la avvolgono, rediviva Loïe Füller –precorritrice della Duncan – sottratta da un fuori campo graffiato da una scarpetta.

LICANTROPIA
0 0
Videoregistrazioni: DVD

LICANTROPIA [Videoregistrazione] = Ginger Snaps back, the beginning / regia di Grant Harvey

: Eagle pictures, 2004

Abstract: Canada, XIX Sec. Le due sorelle Brigitte e Ginger Fitzgerald si sono perdute nella foresta ai limiti del Mondo Conosciuto. Trovano rifugio in un fortino abitato da un gruppo di uomini molto strani che sembrano nascondere un terribile segreto, ma si rendono conto della pericolosità del luogo quando vengono attaccate da un branco di pericolosi lupi mannari. L'unica persona in grado di poterle salvare sembra essere un enigmatico cacciatore indiano, ma una delle due ragazze viene morsa da un licantropo e si trasforma lei stessa in un malvagio essere assetato di sangue... "Solo gli appassionati del genere potranno gustare appieno questo film: anche se la distribuzione non lo annuncia, si tratta infatti di un prequel di 'Cinger Snaps' (2000) di John Fawcett, horror canadese molto curioso ma quasi ignoto in Italia su due sorelle licantrope, che aveva già avuto un seguito l'anno scorso. (...) La sceneggiatura ha una struttura un po' rozza ma anche imprevedibili sottigliezze, con le due ragazze che in fondo sono le eroine, i lupi e i mostri tutt'altro che cattivi, e gli "umani" un branco di pazzi votati all'autodistruzione. Purtroppo la regia molto piatta ha una ritmo sfilacciato e non sfrutta appieno le potenzialità della vicenda, che sarebbe un northern pieno di echi letterari (Hawthorne, le Bronte) e forse anche sociologici; ma il film è comunque superiore ai mosci horror Usa medi." (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 2 agosto 2005)

NICKNAME Enigmista
0 0
Videoregistrazioni: DVD

NICKNAME Enigmista [Videoregistrazione] = Cry wolf / regia di Jeff Wadlow

: Eagle pictures, 2006

REINCARNATION
0 0
Videoregistrazioni: DVD

REINCARNATION [Videoregistrazione] / regia di Takashi Shimizu

: Dolmen home video, 2006

Abstract: In un’audizione per una parte cinematografica, un’attrice sostiene di voler interpretare una donna uccisa perché in una vita precedente è stata assassinata. Il regista Matsumura (Kippei Shiina) è interessato, ma è anche attirato da un’altra attrice, Nagisa Sugyura (Yûka), più silenziosa, che tornando a casa in metropolitana ha la strana visione di una bambina che la fissa. Nagisa ottiene la parte e apprende dal suo agente che la storia del film è ispirata a un fatto vero accaduto parecchi anni prima, quando un professore sterminò la famiglia e il personale dell’albergo in cui si trovava prima di togliersi la vita. All’inizio delle riprese, Nagisa apprende da Matsumura che il suo ruolo sarà quello della bambina uccisa nella strage: nella realtà aveva solo sei anni, mentre nel film ne avrà di più. Nagisa è turbata perché la bambina, della quale vede la foto, assomiglia molto a quella della metropolitana. Quando viene a sapere che il film verrà girato nell’albergo dove si svolsero i fatti, Nagisa è ancora più turbata: sente che non dovrebbe andarci. Ma non può farne a meno. L’idea dell’albergo pervaso dalla presenza dei fantasmi del passato richiama alla mente #Vedi#Shining, ma Takashi Shimizu segue un percorso originale basato, più che sull’ossessione, sull’urgenza di sapere e sulla necessità della redenzione. La costruzione del racconto sembra confusa e faticosa nella prima parte, ma poi, come un’immagine messa a fuoco, tutto trova senso e giustificazione in un sottile crescendo di orrore psicologico che riporta il regista nel territorio di brividi essenziali già esplorato con successo nei vari #Vedi#Ju-on. L’ultima parte è un distillato di suspense concentrata che conduce a un finale criptico, ma non deludente

TUTTO l'amore che c'e'
0 0
Videoregistrazioni: DVD

TUTTO l'amore che c'e' [Videoregistrazione] / regia di Sergio Rubini

: Cecchi Gori home video, 2000

Birmania
0 0
Libri Moderni

Pavan, Aldo <1954->

Birmania : sui sentieri dell'oppio / Aldo Pavan

Milano : Feltrinelli traveller, 2007

Abstract: Reportage di viaggio di un turista impegnato, il libro si offre come complemento a una guida turistica classica e si rivolge al viaggiatore engagé che decide di andare in un paese ancora difficile come la Birmania. L'autore - fotoreporter che ha a lungo viaggiato in Estremo Oriente - racconta la visita ad alcune delle più importanti attrazioni turistiche della Birmania il palazzo del Principe Hispaw, i mercati di strada di Yagon, la giungla, il paese dei rubini, gli elefanti, i monasteri buddhisti - senza mai distogliere l'attenzione dai grandi temi di fondo. Così la situazione politica, caratterizzata da un governo dittatoriale paramilitare all'interno di un contesto che sta lentamente evolvendo verso il capitalismo, si offre spesso come chiave di lettura di una realtà composita e contraddittoria. Pavan è un viaggiatore che sa trasmettere il suo entusiasmo per il paese senza per questo abbracciare una visione ingenua e semplicistica del viaggiare.

Sono diventata invisibile
0 0
Libri Moderni

Cavendish, Lucy

Sono diventata invisibile : cercare l'amore, i calzini, se stesse / Lucy Cavendish ; traduzione di Paola Bertante

Milano : Cairo, 2007

Abstract: Per prima cosa vorrei presentarvi la mia famiglia: ci siamo io, Samantha, mio marito John II e i nostri due bambini Bennie e Jamie. E poi il mio figlio maggiore Edward, nato dal matrimonio con un altro John. Adoro tutti quanti, sono la mia vita, ma devo dire che rischio sempre un malore quando vedo la baraonda che fanno. Bennie, due anni, non sembra per niente attratto dall'idea di imparare a usare il vasino. Jamie, di soli otto mesi, mangia unicamente pappa di zucca, e quando dico unicamente lo intendo in senso letterale. Edward invece passa il tempo guardando Scooby-Doo. Di tanto in tanto perdo le staffe e mi metto a urlare come una pazza. John allora mi prende e mi porta di sopra, perché lo spettacolo non sia troppo penoso per le nostre creature. Comunque, a parte qualche paranoia sulla famiglia allargata che non potrà mai essere una vera famiglia, tutto è sempre filato liscio fino all'estate scorsa. È stato in quel momento che la faccenda si è complicata parecchio. Il mio ex marito, John I, è rientrato nella nostra vita dopo esserne stato fuori per anni; il matrimonio di mia sorella si è disintegrato e il mio migliore amico Dougie si è dato all'alcol e alla lamentela esistenziale molesta. Edward, naturalmente, era entusiasta all'idea di avere due papà a portata di mano. Mentre io ho cominciato ad avere una sensazione spiacevole. Era come se a un tratto fossi diventata invisibile...

La truffa del Colosseo
0 0
Libri Moderni

Stilton, Geronimo <personaggio>

La truffa del Colosseo / Geronimo Stilton

Casale Monferrato : Piemme junior, 2007

Abstract: Ancora una volta i Gatti Pirati si intrufolano nel passato, esattamente nell'80 d.C. nell'antica Roma. Il loro piano è davvero perfido: proprio in quell'anno, infatti, viene inaugurato il Colosseo, il più grande anfiteatro dell'antica Roma. Niente di meglio per Bonzo, Tersilla e Gattardone che studiare un piano per far credere al mondo intero che questo capolavoro sia opera loro, così da diventare famosi per sempre. Ai Gatti Pirati non resta che travestirsi da antichi romani e spacciarsi per nobili giunti dalle lontane province dell'impero, cercando di entrare a far parte del Senato come consiglieri dell'imperatore Tito. Ma anche questa volta Geronimo e i suoi amici riusciranno a salvare il Colosseo dalle grinfie dei Gatti Pirati, che se la svigneranno a gambe levate minacciando gli eterni rivali: Sentirete ancora parlare di noi, topastri. Età di lettura: da 6 anni.

Crepes & crespelle
0 0
Libri Moderni

Crepes & crespelle / a cura di Paola Scolari

[Firenze] : Giunti Demetra, 2007

Abstract: Sono infinite le soluzioni offerte da queste veloci e sfiziose frittatine: piatti unici equilibrati e stuzzicanti antipasti, raffinati dessert, ma anche merende sane e nutrienti per i bambini... ricette semplici che incontrano il gusto di tutti, golosi e gourmet!