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Trovati 667969 documenti.
2011
Abstract: Michonne trova delle impronte e si mette alla ricerca di Rick e di suo figlio che intanto cercano di raccogliere le idee mentre si incamminano verso un paesino desolato. I due, dopo aver steso qualche non morto, si impossessano di un'abitazione e si apprestano a trascorrere la notte. Rick ormai in via di miglioramento dalle ferite riportate alla prigione, insieme a Carl esplorano il quartiere, finché improvvisamente, solo Rick, sente squillare un telefono e risponde ad una misteriosa donna sopravvissuta, con cui stabilisce un contatto giornaliero. Girando per le campagne attorno assistono allo sbranamento di un sopravvissuto per mano di alcuni vaganti, per loro fortuna costui ha lasciato un'auto con carburante e delle scorte non troppo distante. I due decidono di andare a caccia per provare ad avere del cibo più fresco rispetto ai soliti prodotti in scatola. Più tardi Rick scopre che la voce nel telefono è in realtà Lori, ma comprende che è una sua allucinazione dato che l'apparecchio è anche staccato dalla presa. Successivamente padre e figlio, con l'auto recuperata, decidono di mettersi in marcia e nel cammino ritrovano Michonne che si unisce a loro. I tre sono alla ricerca della fattoria di Hershel ma si rendono conto di aver perso l'orientamento; il problema è presto risolto quando Glenn e Maggie sopraggiungono verso di loro in sella a due cavalli. Giunti alla fattoria, scoprono che qui hanno trovato rifugio anche Dale e Andrea. Rick e Michonne confessano reciprocamente di immaginare dialoghi ad alta voce con i rispettivi compagni, per sfogo e per ottenere rassicurazioni. Alla fattoria fanno la loro comparsa tre nuovi personaggi in cerca di provviste: Abraham, Rosita ed Eugene. C'è una breve colluttazione tra i due gruppi di sopravvissuti che si appiana rapidamente. Eugene dà delle informazioni utili a Rick e ai suoi circa l'inopportunità di utilizzare armi da fuoco qualora si resti sedentari in una certa zona, dato che questo attira gli zombie presenti in un certo raggio dal luogo del rumore. Abraham racconta loro che sono diretti a Washington per una missione importante, Eugene è uno scienziato del Governo, e conosce il motivo che ha causato l'epidemia di zombie. L'uomo era coinvolto in un progetto di mappaggio genico utile a fini bellici (parla di malattie mirate contro certi gruppi umani); tira fuori una radio da cui sostiene di potersi mettere in contatto con Washington, e rivela di aver già contattato vertici nella capitale, la quale dovrebbe essere sicura e potenziata. Dopo qualche discussione e litigio, il gruppo di Rick decide di unirsi al trio di nuovi arrivati ed insieme partono per la capitale.
2010
Fa parte di: Pins, Arthur de <1977->. Zombillenium / Arthur De Pins
3. ed.
001 edizioni, 2011
Abstract: Quattro amici giocano a carte in una mansarda, nei dintorni di Buenos Aires. Improvvisamente cala il silenzio, fuori è iniziata una strana nevicata fosforescente: ogni persona toccata dagli strani fiocchi muore istantaneamente. È l'inizio di una lotta per la sopravvivenza contro una terribile invasione aliena.
Aerei di carta per bambini / testi di Ken Blackburn ; modellini di Ken Blackburn e Jeff Lammers
Koln : Konemann, copyr. 2000
Genova [Videoregistrazione] : un luogo per ricominciare / regia di Michael Winterbottom
: Officine Ubu, 2010
Abstract: Joe, rimasto solo dopo la morte della moglie in un incidente d'auto, si trasferisce in Italia, a Genova, insieme alle figlie Kelly e Mary. Il soggiorno si rivelerà piuttosto movimentato perché, mentre alla figlia più piccola appare spesso il fantasma della madre, la primogenita è arrivata all'età della scoperta della sessualità. "Winterbottom si riappropria, e riaggiorna, il tema della perdita e dello smarrimento, come nel suo 'Wonderland' e costruisce con ostinazione un film fatto di affetti, di linee sottili e sensibili dell'anima. La macchina da presa si trasforma in un oggetto furtivo, contuntende, frammentario, schizzandosi perfino di acqua nelle sequenze dei bagni in mare. E lo sguardo su Genova, tra muratori, vecchietti e musulmani in preghiera è sereno, curioso, mai prefabbricato." (Davide Turrini, 'Liberazione', 16 ottobre 2009) "Lo sguardo con cui il regista segue il suo romanzo di formazione corale è giusto: come lo è l'ambientazione a Genova, bellissima e un po' minacciosa nel segreto di vie e vicoli. L'epilogo, però, delude le aspettative legittimate dalla prima parte." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 16 ottobre 2009) "Il risultato è originale (del tutto privo di quel dejà vu che rende noiosa tanta parte del cinema contemporaneo), molto raffinato e interessante: tanto a Genova quanto le diverse reazioni alla sofferenza sono raccontate con notevole maestria registica nella novità dello stile e della storia." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 16 ottobre 2009) "Completo di suggestioni melò, il film resta un dizionario di occasioni per frignare; una partita di cinema quasi mancata."(Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 16 ottobre 2009) Note - PREMIO DELLA GIURIA AL TALLIN BLACK NIGHTS FILM FESTIVAL 2008.
La papessa [Videoregistrazione] / regia di Sonke Wortmann
: Medusa film, [2010]
Abstract: Ingelheim, 814 d.C. Con suo grande dispiacere il prete del villaggio scopre che la moglie ha appena partorito una bambina, a cui viene dato il nome di Johanna. Destinata a non ricevere un'istruzione adeguata, la sveglia e intelligente Johanna riesce a convincere i suoi fratelli maggiori, Matthias e Johannes, a insegnarle a leggere e a scrivere. La ragazza apprende velocemente e il vescovo del luogo, viste le sue doti, le permette di frequentare la sua scuola. Johanna lascia quindi la casa dei suoi genitori e viene accolta nel maniero del conte Gerold che la tratta come una figlia. Con il tempo, però, l'uomo si innamora, ricambiato, della sua protetta e tra i due nasce una intensa storia d'amore. Tuttavia, quando il conte parte per andare a combattere contro i Normanni, Johanna capisce che il suo destino è quello di consacrarsi a Dio e mentre è in fuga dall'avanzata degli spietati invasori, prende la decisione che cambierà il corso della sua vita: si taglia i capelli, indossa abiti maschili e decide di farsi chiamare Johannes, prendendo il nome del fratello, rimasto ucciso dai vichinghi. Trovato rifugio nel monastero di Fulda, Johanna vi rimane per alcuni anni fingendosi uno stimato e brillante medico. Quando, però, la sua vera identità rischia di essere scoperta, lascia il convento diretta a Roma dove, guadagnatasi la reputazione di guaritrice, diventa il medico personale del Papa e in breve tempo compie una vertiginosa scalata nei vertici ecclesiastici. Quando Roma è minacciata dall'invasione dei Franchi, Johanna viene a sapere che tra le file dei nemici c'è Gerald, l'uomo che non ha mai dimenticato. Potrà riabbracciarlo, ma la Storia deve fare il suo corso e Johanna dovrà scegliere se seguire l'amore o il proprio destino. "Sangue sacro e cinema profano. La papessa dal corpo efebico della Wokalek non è Liv Ullmann ('La papessa Giovanna' del 71), come la regia di Wortmann spreca l'occasione di un materiale da stracult virandolo al noioso extra-large." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto quotidiano', 3 giugno 2010) "Piacerà a coloro che amano le storione in costume che appagano molto gli occhi (splendide scenografie), le orecchie (musiche gregoniane e tanti squilli di tromba). E magari un po' di sentimenti. Nato (nel libro della Cross) come storia protofemmninista, il film mette in moto meccanismi ben oliati di tensione drammatica. Con un affresco (nella prima parte) di sofferenze femminili che preparano, giustificano, rendono sacrosanta la scelta di Johanna per una vita d'inganni. Purtroppo il film, frutto di una produzione europea a maggioranza tedesca, non è stato fortunatissimo con regista e interprete principale. Sonke Wortmann è un probo, è un ottimo professionista, un buon narratore d'immagini, ma non ha il vigore spettacolare del Ridley Scott di 'Robin Hood'. I suoi modi espressivi sono quelli di un dignitoso regista di fiction televisive sulle vite dei Papi (...). Secondo punto a sfavore. La scelta della protagonista: Johanna Wokalek. Troppo esile, palliduccia, priva di grinta per incarnare un'eroina femminista ante litteram. Non stupisce che per 20 anni la prendano per un maschietto. Ma è difficile prenderla anche per brava attrice." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 giugno 2010) "Non si sposa, ahinoi, con l'alta qualità o la ricerca di stile la moda di riesumare nobili eroine protofemministe dall'antichità più o meno leggendaria. Dopo il flop dell'italiano 'Christine Cristina' della Sandrelli non va, infatti, molto meglio a Sonke Wortmann che racconta in «La papessa» la fantasiosa ascesa al soglio pontificio dell'indomita Johanna. (...) Il tono pretenzioso è accentuato dalla polemica anticlericale alquanto ovvia e maldestra, mentre il ritmo qua e là ravvivato da scene madri fiammeggianti riproduce in fondo la tipica overdose da bestseller del libro dell'americana Donna Woolfolk Cross da cui il film discende." (Valerio Caprara, 'Mattino', 4 giugno 2010) "Fumate nere: il regista Volker Schlodorff litiga con i produttori e lascia, l'attore americano John Goodman fa una causa da tre milioni di dollari e prova a scappare, il budget arriva a 22 milioni di euro ma il film poi non esce in Usa e in gran parte d'Europa. Fumata bianca: 'La papessa' di Sonke Wortmann non è poi così male. Il regista de 'Il miracolo di Berna' fa il miracolo. (...) Qui c'è un vero essere umano che ama, prova attrazione sessuale, sbaglia lotta contro i maschi e governa grazie a loro. Zero scene di massa con uomini e donne ridotti a formichine in computer animation, ma un medioevo sobrio e credibile. Bravissima Johanna Wokalek (ricorda la prima Emma Thompson) nel trasformare la tignosa Johanna in quello che potrebbe essere diventato Papa Giovanni VIII. La papessa è un mito che ha generato best-seller (da uno di essi è tratta la pellicola), una carta dei tarocchi e due film. Questo di Wortmann è molto meglio di quello di Michael Anderson del '72 con Liv Ullmann." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 giugno 2010) "Ambientato in un'accurata cornice altomedioevale (con Roma ricostruita in Marocco), il film ha un andamento narrativo e una regia di taglio più televisivo che cinematografico, ma è realizzato con evidente serietà a partire dalla valida interpretazione di Johanna Wokalek, già apprezzata come terrorista della 'Banda Baader-Meinhof'. E, a fronte di certi pochi edificanti modelli femminili in voga, ben venga l'esempio di un'eroina la cui ascesa, analogamente a quella della pagana Ipazia in 'Agorà', passa attraverso un sofferto impegno di conoscenza e auto disciplina." (Alessandra Levantesi Kezich 'La Stampa', 4 giugno 2010) Note - PRESENTATO AL 60. FESTIVAL DI BERLINO (2010) NELLA SEZIONE 'GERMAN FILM'.
American life [Videoregistrazione] / regia di Sam Mendes
: 01 Distribution, 2011
Abstract: Burt e Verona sono una coppia non sposata di trentenni in attesa di una bambina. Sono convinti che dopo la nascita i genitori di lui (quelli di lei sono morti) saranno lieti di partecipare alla loro felicità nel veder crescere la piccola giorno dopo giorno. Quando scoprono che invece i due hanno deciso di partire per il Belgio (meta che sognavano da anni) restano profondamente sconcertati. Con Verona ormai al sesto mese vanno in cerca di amicizie del passato o di parenti con cui poter condividere la gioia della nascita intraprendendo così un viaggio da Miami al Canada. Gli incontri che faranno saranno occasione di riflessione. Frank e April Wheeler (i protagonisti del suo capolavoro Revolutionary Road) sono ancora vivi per Sam Mendes. Solo che questa volta non sono i protagonisti ma i comprimari di una storia che sembra girata da un regista indipendente e non dal regista di un film vincitore di cinque Oscar (American Beauty). Attenzione: quanto sopra è detto come constatazione di un pregio e non di un difetto. Mendes si rimette in gioco con una coppia positiva (e questo ha dato fastidio a più d'uno di quei critici che al cinema amano vedere solo storie in cui 'tutto' si rivela negativo). Burt e Verona si sentono fortemente legati. Sono una coppia' nel senso più positivo della parola (anche se lei non ritiene necessaria la formalizzazione del matrimonio) con gli slanci e le difficoltà di ogni coppia. Vorrebbero per chi sta per nascere l'ambiente migliore e lo vanno a cercare (Away We Go è il titolo originale da noi come al solito stravolto), convinti come sono che ci sia chi ha vissuto e vive la genitorialità in maniera positiva. Purtroppo incontrano varie versioni attualizzate dei Wheeler. C'è chi ferisce in continuazione i propri figli nell'intimo pretendendo che non se ne accorgano. C'è chi è abbarbicato a teorie new age tanto superficiali quanto soddisfacenti per degli ego smisurati. C'è chi vive con estrema insicurezza la propria vita di madre. In questo on the road in cui per la prossima generazione sembra non esserci speranza i due protagonisti approderanno infine a un porto che non sappiamo quanto sarà sicuro. A noi spettatori viene lasciata però la certezza che si possa cercare, nonostante tutto, di restare una coppia nel senso pieno del termine e di divenire, passo dopo passo, due esseri umani che apprendono il difficile mestiere di essere genitori. Sbagliando anche, ma con la consapevolezza che i figli non sono una proprietà ma un'opportunità. Da non perdere.
Benvenuti al Sud [Videoregistrazione] / regia di Luca Miniero
: Medusa film, 2010
Abstract: Alberto è un mite responsabile delle poste della bassa Brianza a un passo dal tanto sospirato trasferimento nel centro di Milano. Quando gli comunicano che la promessa rilocazione gli è stata revocata per dare precedenza a un collega disabile, Alberto, per non deludere le speranze della moglie e del figlio, decide di fingersi a sua volta disabile. Durante la visita di controllo, commette però un'imprudenza e, come punizione, gli viene imposto un trasferimento in Campania, in un piccolo paese del Cilento. Per un lombardo abitudinario e pieno di preconcetti sul Sud Italia come lui, la prospettiva di vivere almeno due anni in quei luoghi rappresenta un incubo, cui si prepara con un nuovo guardaroba di vestiti leggeri e giubbotto antiproiettile. Fra l'esagono francese e lo stivale italiano, la cartina socio-culturale del pregiudizio appare specularmente rovesciata. In Francia la commedia popolare brama il sole del Mediterraneo e le palme della Costa Azzurra, mentre teme il freddo della Manica e i cieli grigi delle regioni del Nord; in Italia il sogno dell'uomo padano vive all'ombra della Madunina di Milano e rivolge tutte le possibili stigmatizzazioni verso il Sud pigro e parassitario. Da Giù al Nord a Benvenuti al Sud, l'attraversamento delle Alpi dell'opera buffa di Dany Boon ristabilisce una connessione fra discesa geografica e declino civile mediante lo stesso percorso bonario e leggero di sovvertimento dello stereotipo. Il film si presenta infatti come un vero e proprio remake nel senso americano del termine: una replica puntuale degli snodi narrativi e delle principali gag dell'originale francese, adattata al linguaggio partenopeo e allo scontro con la cultura meneghina. Nella traduzione va persa molta della comicità surreale e strampalata della mimica e delle boutade di Dany Boon e Kad Merad, a favore di tempi comici più in linea con l'impostazione cabarettistica di Claudio Bisio e Alessandro Siani. L'adattamento scritto da Massimo Gaudioso ricalca e parafrasa laddove serve, lisciando e addolcendo l'eccessivo schematismo della sceneggiatura originale soprattutto nei rapporti fra i vari personaggi. Per il resto, lo sceneggiatore di Gomorra si limita a convertire i vari elementi che caratterizzavano il Nord-Pas de Calais nel loro diretto corrispettivo cilentano (i formaggi puzzolenti diventano mozzarelle di bufala, i distillati alcolici e le birre corpose diventano caffè e limoncelli, mentre la tradizione dei carillon delle torri campanarie si converte nella pirotecnica barocca del folklore campano) e ad aggiungere qualche lieve elemento caricaturale sul razzismo leghista o di autoironia in merito allo stesso film di Garrone. Da parte sua, Luca Miniero aggiunge alla messa in scena piuttosto basica di Dany Boon un certo virtuosismo tecnico e uno spettro di colori più ampio e caldo, in linea con le tonalità della costa cilentana. In definitiva, laddove ognuno - protagonisti, comprimari, caratteristi e autori - gioca il proprio ruolo a dovere e gestisce senza falli né malizia il gioco leggero della commedia, resta un dato non troppo confortante: il fatto che anche le idee, per ridicolizzare affettuosamente il nostro piccolo paese, abbiamo bisogno di importarle dall'estero.
Forest of death [Videoregistrazione] / regia di Danny Pang
: DNC entertainment, [201-?]
Julian Assange : dall'etica hacker a Wikileaks / Dario Morgante, Gianluca Costantini
[Padova] : BeccoGiallo, 2011
Abstract: Il 5 aprile 2010, dorante una conferenza stampa a Washington, WikiLeaks diffonde un video che mostra l'assassinio di almeno dodici civili iracheni, tra cui due giornalisti della Reuters, durante l'attacco di due elicotteri Apache americani. Da quel vìdeo, intitolato Coliateral Murder, WikiLeaks e il suo fondatore, Juiian Assange, sono diventati lo spauracchio delle grandi potenze mondiali. Dagli esordi nella comunità hacker degli anni Ottanta fino al processo per stupro del 2010, Juiian Assange ha ingaggiato una battaglia a tutto campo per promuovere e tutelare la libertà di informazione.Noi abbiamo riportato i fatti nella loro interezza: due giornalisti sono stati uccisi dall'esercito americano. Quello stesso esercito che ha dichiarato che erano stati gli insorti a uccidere I giornalisti. Viene da chiedersi se è per questo che si esporta la democrazia, per poterla rimuovere a casa propria.Juiian Assange
Rizzoli, 2011
Abstract: C'era una volta una principessa dalla pelle bianca come la neve, le labbra rosse come il sangue e i capelli neri come l'ebano... La storia di Biancaneve raccontata in uno stile vivido e innovativo, con una predilezione per i toni del nero, del rosso e del bianco, in tavole ricche e indimenticabili del bosco, della strega cattiva e del lungo sonno fino al risveglio con il bacio del principe.
La nuova macrobiotica : trasforma la tua dieta e arricchisci mente, corpo e spirito / Simon G. Brown
: BIS, 2011
Alimentazione
Abstract: La nuova macrobiotica è un ricettario aggiornato e una guida pratica per coloro che desiderano avvicinarsi gradualmente e con equilibrio allo stile di vita consigliato dalla macrobiotica. Contiene ricette per ogni tipo di pasto, dalla colazione alla cena, e piani alimentari personalizzati. Ogni piatto è presentato da una scheda molto curata, ricca di foto, con una grafica moderna che facilita la consultazione, la preparazione delle ricette, e fornisce tutte le caratteristiche nutritive sugli alimenti utilizzati.
I bambini ricordano la nascita / David Chamberlain
[Pavia] : Bonomi, 1998
Sono qui con te : l'arte del maternage / Elena Balsamo
Torino : Il leone verde, copyr. 2007
Abstract: Che cosa è meglio per un bebè: essere allattato ad orari o a richiesta? Dormire da solo in una culla o a fianco della mamma nel lettone? Essere portato in giro in carrozzina o in un marsupio? E ancora, che legame c'è tra biologia e cultura? Quali sono i motivi che stanno alla base delle nostre scelte in fatto di accudimento dei bambini? Le pratiche di puericultura occidentali poggiano sempre su reali basi scientifiche? La nostra puericultura è la sola valida o non è piuttosto una tra le tante e forse neanche la migliore? Per rispondere a tutte queste domande - ma non solo - è nato questo libro.
Venire al mondo e dare alla luce : percorsi di vita attraverso la nascita / Verena Schmid
[Milano] : Urra, copyr. 2005
Abstract: In una modernità dove predomina il parto chirurgico e farmacologico si sta perdendo il sapere della nascita, del suo percorso emozionale e iniziatico. Questo libro vuole riportare l'attenzione all'essenza della nascita, a quello che è in gioco a livello profondo per la donna, per il bambino-persona nascente, per il padre e vuole proporre dei riferimenti per i nuovi modelli di ruolo possibili, adatti alla vita moderna.
La sfuriata di Bet / Christian Frascella
Torino : Einaudi, 2011
Abstract: Bet non è bella ma fa tipo. È appassionata, grintosa e ha una lingua corrosiva. Ripete il terzo anno di liceo e abita in Barriera di Milano, un posto che si chiama così anche se si trova a Torino. Bet ce l'ha con il mondo. Con il padre, ex operaio ed ex sindacalista, che si è trasferito nella capitale. Con la madre, che non riesce a tenerle testa per quanto si sforzi, e con il passivo compagno di lei, Leonardo. Con il Guardone del palazzo, che la spia da dietro le tende. Con la scuola, che tenta di irreggimentarla. Con la gente, che ha perso la voglia di ribellarsi. E persino con se stessa. Perché si incolpa della tragedia che ha distrutto la sua famiglia. Bet non ce la fa proprio a frenare la lingua e a non dire quello che pensa. In modo ingenuo, a volte goffo, ma obbedendo a un istinto incontrollabile, perché vuole cambiare le cose. Prima si oppone allo sfratto di un'anziana signora, finendo in caserma. Poi cerca di aiutare Viola, una ventiduenne incinta dalla risata esplosiva, ma riesce a ficcarsi in un altro guaio. Infine, insieme al suo amico Andrea, organizza uno sciopero nella fabbrica dove la madre rischia il licenziamento. Ma la delusione e la rabbia per i soprusi subiti la spingono a un gesto impulsivo e lucidissimo, dagli effetti inarrestabili. Il ritratto di un'intera generazione precaria, incatenata e muta, che però non sa smettere di sognare.
Oltre le scale / Lorrie Moore ; traduzione di Vincenzo Vega
Milano : Bompiani, 2011
Abstract: Nel 2001 Tassie Keltijn ha vent'anni: figlia di un agricoltore dell'lllinois, si trasferisce a Troy per frequentare l'università. Spaesata ragazza di provincia non abituata alla città, è in cerca di un lavoro quando incontra Sarah e Edward: la coppia, in attesa di adottare un bambino, la assume come baby sitter e la coinvolge nella ricerca di una mamma naturale disposta a cedere il proprio figlio. Quando Tassie torna a casa per le vacanze natalizie, scopre che il fratello Robert è intenzionato ad arruolarsi volontario nell'esercito. Al rientro di Tassie a Troy, Sarah e Edward finalmente ottengono una figlia in adozione, la piccola Mary: iniziano così per la studentessa i confronti accesi con la donna, provata da una nevrosi sempre più pesante, mentre anche gli studi non vanno per il meglio e il ragazzo per cui aveva preso una cotta si rivela legato a una cellula terroristica. In questo clima emergono dettagli inquietanti sul passato di Sarah e Edward, finché un giorno, attraverso il cancello delle scale lasciato aperto, Mary si allontana e sparisce per sempre. Al dramma ne segue un altro, la morte in guerra del fratello di Tassie, Robert: disorientata e affranta, la ragazza riceve la telefonata di Edward, che le annuncia di aver divorziato da Sarah e la invita fuori a cena, senza successo.
Tu sei il male / Roberto Costantini
Marsilio, 2011
Abstract: Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del Vaticano scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini. Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l'inchiesta. Ma rendere finalmente giustizia a Elisa Sordi dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un male elusivo quanto tenace, che ha molteplici volti uno più spaventoso dell'altro.
L'iguana non vuole / Giusi Marchetta
Milano : Rizzoli, 2011
Abstract: Ce li hanno dipinti così, i professori precari di oggi: arrendevoli, menefreghisti e incompetenti. Invece sono bravi e arrabbiati. Finalmente un romanzo ce li racconta senza indulgenza o pregiudizi, per mostrarci come, in reazione alle ingiustizie di una scuola pubblica che sta cadendo a pezzi, scoppieranno - è solo questione di tempo - l'indignazione, la protesta. Perché Emma, ventotto anni, ha lasciato Napoli per lavorare in una classe a Torino. Non avrebbe voluto: le mancano una città e un amore di nome Gianni. Anziché insegnare latino si trova a seguire il caso di Andrea, un ragazzo autistico che reagisce con violenza alla cattiveria di alcuni professori. E intorno a lei vede solo la rassegnazione di chi accetta contratti impossibili o di chi, arreso, scappa all'estero. Con stupore Emma si renderà conto che è proprio il suo ragazzino pieno di problemi a insegnarle che non bisogna più accettare i ricatti di questo Paese. Contro le crisi di Andrea, infatti, la famiglia le ha suggerito di ricorrere all'iguana, suo immaginario totem personale: se l'iguana non vuole, quella cosa non si fa. Evocare l'animale serve a renderlo innocuo fino a quando, però, il ragazzo non si trattiene più e sfoga la sua rabbia. Così, a fine anno, quando su tutti si abbatterà una serie di ingiustizie pubbliche e personali, Emma maturerà l'idea che un dio in forma d'iguana sarebbe d'accordo nel punire subito i colpevoli di un'Italia che non funziona più. Lei è pronta a seguirlo.