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Trovati 667651 documenti.
La storia di Qiu Ju [Videoregistrazione] / regia di Zhang Yimou
: 01 Distribution, 2006
Abstract: L'inverno si addensa su un remoto villaggio nella Cina del nord. Dentro di sè, Qiu Ju si compiace della sua buona sorte è in attesa del suo primo figlio. Di li' a poco suo marito Qinglai rimane ferito in una lite con il capo del villaggio Wang Shantang. Qiu Ju esige delle scuse, ma l'orgoglioso Wang non ne vuole sapere. Allora Qiu Ju affida tutto nelle mani di un poliziotto Li Shunlin. Li Shunli considera chiusa la questione quando Wang acconsente a pagare la parcella del medico di Qinglai. Qiu Ju però restituisce il denaro e fa causa a Wang. Al processo, la corte si limita a confermare il loro precedente accordo. Ingenuamente spavalda a causa della sua scarsa familiarità con le procedure legali, Qiu Ju si appella a una corte superiore. Film molto bello, politicamente forte, premiato col leone d'oro all'ultima mostra di Venezia. (Lietta Tornabuoni, La Stampa) Il film che appare incentrato su temi e registri completamente differenti da quelli pure interessanti e splendidi, proposti da Yimou in altri lavori. E' godibilissimo, non difetta di riflessi e venature perfino comiche, è intelligente e arioso mentre offre un invidiabile caleidoscopio di figurine coloratissime (scrivani, faccendieri, conducenti pubblici, locatori e funzionari). (Segnalazioni Cinematografiche) Note - REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1992 - ASSISTENTI REGIA: HU XIAOFENG, ZHANG ZHENYAN, TIAN WEI XI. - LEONE D'ORO ALLA MOSTRA DI VENEZIA E COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE ATTRICE A GONG LI (1992).
Picnic alla francese [Videoregistrazione] / regia di Jean Renoir
: Multimedia San Paolo, 2009
Abstract: Il professor Alexis (P. Meurisse), sostenitore della fecondazione artificiale, è sedotto dalla bellezza della contadina Nenette (C. Rouvel) e con lei passa giorni felici sotto il sole di Provenza. Mesi dopo, saputo che è rimasta incinta, rinnega le sue teorie e la sposa. Temi gravi (la scienza, la dittatura degli scienziati, la pianificazione dell'esistenza umana) futilmente trattati in un film che trabocca di amore per la natura e di gioia di vivere. Titolo preso da un celebre quadro (1863) di Manet. Girato in parte nella tenuta di famiglia "Les Collettes" a Cagnes-sur-Mer (Provenza) dove il pittore Auguste Renoir trascorse gli ultimi anni e morì, è un film dove, come in un quadro impressionista, conta più il colore che il disegno. Più che quelle satiriche, vibrano le corde liriche. Come scrisse André Bazin per Une Partie de campagne (1936) "Renoir fa il cinema ideale che avrebbe fatto suo padre...". Per la 1ª volta ricorse all'uso di più cineprese (anche 8) allo scopo di ottenere dagli attori una maggiore naturalezza recitativa. V.M. 16 anni dalla censura democristiana dell'epoca.
Last life in the universe [Videoregistrazione] / regia di Pen-Ek Ratanaruang
: Sony pictures home entertainment, 2007
Abstract: Kenji è un giapponese che vive a Bangkok, ossessionato dall'idea di suicidarsi. Una notte uccide accidentalmente un membro della mafia giapponese che perseguita suo fratello. Noi è una ragazza tailandese che vive a Pattaya anche lei, per errore, uccide sua sorella. Kenji e Noi uniti da un insolito destino si nascondono e trascorrono insieme tre giorni sperando di trovare l'amore, la vita e la redenzione. Note PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 60MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA NELLA SEZIONE CONTROCORRENTE (2003), DOVE ASANO TADANOBU HA VINTO IL PREMIO COME MIGLIOR ATTORE.
Autopsia di un sogno [Videoregistrazione] / regia di Raul Ruiz
: 01 Distribution, [2006]
Abstract: Il protagonista e la protagonista sono in vacanza ai Tropici con qualche difficoltà all'orizzonte soprattutto per lei. Ruiz si aggroviglia nelle sue elucubrazioni cinefile toccando uno dei livelli più elevati di astrusità nel suo cinema. Questa volta il gioco della mescolanza dei piani tra sogno e realtà non funziona.
Condannato a nozze [Videoregistrazione] / regia di Giuseppe Piccioni
: Medusa home entertainment, 2007
Abstract: In teoria: ritratto dello sdoppiamento di un brillante avvocato, indeciso a tutto in amore. In pratica: la storia di un maschietto italiota che esce da un letto per entrare in un altro, ovvero il sogno di almeno un italiano adulto su due. 3° film del marchigiano G. Piccioni, e il peggiore. Quello che guadagna in furbizia, ha perduto in sensibilità. Era difficile sciupare un poker delle migliori attrici giovani italiane. Ci è riuscito.
Moonlight e Valentino [Videoregistrazione] / regia di David Anspaugh
: 01 Distribution, [2006]
Anche i nani hanno cominciato da piccoli [Videoregistrazione] / regia di Werner Herzog
: Ripley's home video, 2003
Abstract: Un gruppo di nani che vivono in una sorta di prigione in una terra lontana, stanchi della loro condizione, si ribellano ai loro guardiani. Note - SUONO: HERBERT PRASCH. - GIRATO A LANZAROTE (ISOLE CANARIE) IL FILM E' INTERPRETATO DA ATTORI NON PROFESSIONISTI.
Ognuno cerca il suo gatto [Videoregistrazione] / regia di Cedric Klapisch
: 01 distribution, 2006
Abstract: Tornata dalle vacanze a Parigi, Chloe riceve dalla vicina la notizia che il suo gatto, da lei tenuto in custodia, è scappato e non si trova più. Chloe - che è una ragazza introversa portata più a nascondersi che a valorizzarsi - comincia una ricerca a tappeto in tutto il quartiere e scopre un mondo a lei estraneo, fatto di vecchiette che si riuniscono a prendere il tè e sanno tutto di tutti, di uomini che trascorrono la loro esistenza per strada o perdendo tempo nelle bettole, personaggi caricature con un abisso di solitudine dentro. Quando tutto sembra ormai perduto e ogni ricerca vana ecco che, da dietro una cucina a gas, spunta fuori il gatto. Chloe riprende fiducia nella vita e finalmente intreccia una storia d'amore con un vicino. "Cédric Klapisch vince la partita evitando sia l'annotazione commovente che lo spunto umoristico. Fa del minimalismo, ma un minimalismo non sentimentale, controllato dalla misura realistica che il suo film è venuto assumendo. Presentandolo il regista ha parlato di 'scrittura in diretta'. (...) Un cinema che non si accontenta di disegnare tipi buffi. Senza dubbio, sono un po' eccentrici, un po' bizzarri gli uomini e le donne che, mentre andiamo cercando un gatto, il regista - senza eccessi, senza esagerazioni, con leggerezza - ci presenta. E, dato che li lascia parlare, li lascia muovere secondo la loro natura e il passato che portano in sé, ci accorgiamo che ognuno di quegli sconosciuti coabita con la sua solitudine che, spesso, si nasconde sotto la maschera dell'aggressività. L'una e l'altra non sono gridate. Non esibite. E, per questo, risultano vere". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 22 novembre 1996) "Che meraviglia: una commedia fatta di nulla che parla di tutto e cioè d'amore e solitudine, di malinconia e desiderio, di sogni e di equivoci, insomma la stoffa di cui son fatte le vere commedie. Che allegria: un film con attori ignoti e bravissimi mescolati a una folla di 'tipi' presi dalla strada ma pronti a recitare come se non avessero mai fatto altro. Che rarità: un 'corto' che diventa lungo ma senza perdere in tensione o in divertimento, e coinvolgendo nelle riprese un intero quartiere parigino. Ovvero quella parte dell'undicesimo arrondissement che sta dietro la Bastiglia. Per la cronaca è anche la zona dei Cahiers du Cinéma, ma non cercate ammicchi cinèfili nel terzo film di Klapisch: non ce n'è (per fortuna)". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 novembre 1996) "Nato come cortometraggio, Ognuno cerca il suo gatto mostra meglio di tante chiacchiere come si possa far buon cinema con pochi soldi e parecchie idee. Ma non alla maniera di 'Clerks' o del nostro 'Cresceranno i carciofi a Mimongo'. Meno modaiolo e leggero, il film, di Klapisch porta sullo schermo il piacere di coinvolgere nelle riprese un intero quartiere: estraendo dalla realtà quotidiana umanissime macchiette e abissali solitudini, secondo un'idea di commedia realista che nessuno in Italia pratica più. Sicché dopo un po' diventa difficile individuare gli attori e le comparse, potendo contare il regista su una verità in presa diretta, scaturita da una sorta di work in progress collettivo". (Michele Anselmi, 'L'Unità', 23 novembre 1996) Note - TRA GLI INTERPRETI, IL GATTO ARAPIMOU (GRIS GRIS) E IL GATTO RAMBO. - REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.
L' inventore di favole [Videoregistrazione] / regia di Billy Ray
: Medusa home entertainment, 2005
: Paramount home entertainment, [2004]
Bunuel e la tavola di re Salomone [Videoregistrazione] / regia di Carlos Saura
: 01 distribution, 2007
Estranei alla massa [Videoregistrazione] / regia di Vincenzo Marra
: 01 Distribution, 2006
Elfy Elf [Videoregistrazione] : chi trova un amico trova un tesoro / regia di Brian Kelly
: Medusa home entertainment, 2004
Flirting with flamenco [Videoregistrazione] / regia di Jim Doyle
: Millennium storm, [2007]
Abstract: Sylvia non crede in se stessa, soffre di sbalzi d'umore e vive nel terrore di essere cacciata dal call center nel quale è quotidianamente schiavizzata da un boss orribile e dal suo assistente. Ma quando incontra il bellissimo chitarrista di flamenco Pablo, la sua vita inizia a cambiare. Fino al giorno in cui il padre la sorprende con una devastante dichiarazione... e il mondo le crolla nuovamente addosso. Sylvia soccomberà o dimostrerà quanto vale a passo di flamenco?
Nella casa del diavolo : romanzo / Alec Covin ; traduzione dal francese di Arianna Giancola
Roma : Fanucci, 2009
Abstract: Grace Austin, brillante e bellissima scrittrice quarantenne, è in piena crisi creativa da tre anni. Viene contattata dai Fisto, una coppia di anziani mecenati, che le offrono alloggio nella loro villa nei pressi di Fontainebleau per un intero anno, in modo che possa cercare l'ispirazione perduta. La donna accetta e si trasferisce con la sua compagna, Kate Henry. La villa è immersa nella foresta, isolata da tutto e da tutti e, per la prima volta, Kate e Grace possono vivere il loro amore in piena libertà e in totale solitudine. L'ispirazione non tarda ad arrivare, e Grace comincia a scrivere un romanzo poliziesco, Barbarian State. Sente che sarà il romanzo della sua vita, ma si ritrova a scrivere scene violente, lontane dal suo solito stile. Nel frattempo il suo modo ossessivo di lavorare finisce per allontanarla da Kate, e un imprevisto giunge a scuotere ancor più la loro esistenza: una telefonata del precedente inquilino, che mette in guardia le due donne dicendo loro che quella villa è stata teatro di crimini efferati, e che ora è maledetta...
Abbiamo sempre vissuto nel castello / Shirley Jackson ; traduzione di Monica Pareschi
Milano : Adelphi, copyr. 2009
Abstract: A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce; con questa dedica si apre L'incendiaria di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l'Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i brividi silenziosi e cumulativi che - per usare le parole di un'ammiratrice, Dorothy Parker abbiamo provato leggendo La lotteria. Perché anche in queste pagine Shirley Jackson si dimostra somma maestra del Male - un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai 'cattivi', ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia.
Roma : Fanucci, 2009
Abstract: Luane Devor sta per essere uccisa. È questo il suo argomento di conversazione preferito. Chi sarà l'assassino è invece la domanda che si pongono tutti i residenti della cittadina balneare di Manduwoc, una località turistica in disfacimento. Potrebbe essere il giovane marito, che lei ha soggiogato con la sua personalità impossibile da contrastare, o quel medico distinto, un uomo che nasconde un segreto inconfessabile. Oppure una qualsiasi delle altre persone la cui reputazione è stata messa in dubbio dai pettegolezzi della donna, capace di influenzare e controllare la vita di tutti i suoi concittadini servendosi di una sola arma, il telefono, attraverso il quale durante le interminabili conversazioni che riempiono le sue giornate - sparge il seme della maldicenza su chiunque conosce. Così, undici personaggi raccontano il loro odio per quella vecchia dispotica e paranoica: ognuno, infatti, ha un valido movente per desiderarne la morte, sia esso passionale o di interesse, e nessuno è davvero innocente. Ucciderla è solo questione di tempo. Un giallo magistrale, in cui Jim Thompson ha saputo catturare le segrete ambizioni, le gelosie e l'odio di una minuscola realtà, dando vita a un'opera al tempo stesso spassosa, caustica e terrificante, e che ci mette di fronte alla sconcertante dimostrazione che ciascuno di noi sarebbe capace di uccidere.
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: A ripensarci vi viene da sorridere. La vostra vita è cambiata. Prima di avere un figlio vi spalmavate il pancione di olio di mandorle, giravate per vetrine osservando graziosi completini da neonato, tagliavate la verdura cruda a julienne per far piacere al vostro compagno. Ora di Julien nella vostra vita ce n'è uno solo, ed è il re dei lemuri nel cartone animato Madagascar. Adesso, per far piacere al vostro compagno, nei giorni buoni buttate sul fuoco 4 salti in padella, altrimenti gli urlate di arrangiarsi con una scatoletta di tonno. Per risparmiare tempo non tagliate più le unghie, le mangiate. Le giornate di shopping sono un lontano ricordo. Fare un figlio è come lanciare nel mondo un amo a forma di punto interrogativo. Bisogna essere preparati, raccomanda qualcuno. Per fortuna e purtroppo, per quanto impegno ci si metta, non lo si è mai abbastanza: né a metterlo al mondo, né ad allevarlo quando sarà nato. Ci si sforza di informarsi, confrontarsi, prendere le misure. Ma, come racconta questa guida pratica, quello che si ha in mente prima non corrisponde mai a quello che succederà dopo.
[Milano] : Rizzoli Lizard, 2009
Abstract: Pratt amava disegnare. Lo faceva in ogni circostanza, in ogni momento e luogo, più spesso nello studio di Milano piuttosto che in quello di Parigi o di Losanna, succedeva che alzasse gli occhi dal foglio, dove aveva appena scritto qualcosa di divertente da far dire ai suoi personaggi, e mi guardasse. I tavoli erano uno di fronte all'altro. Mi fissava per un momento e mi diceva: 'Sicuramente tra un po' mi arriverà una circolare che mi dirà di riprendere il mio posto al catasto, 'Pratt si svegli sta ancora sognando di fare il disegnatore di fumetti? C'è una pila di cartelle da classificare!' [...] In effetti Hugo Pratt aveva paura che tutto finisse e che quello che aveva vissuto non fosse stato che un sogno, ma uno dei più pericolosi, perché fatto ad occhi aperti. (Dalla premessa di Patrizia Zanotti)
Play time [Videoregistrazione] / regia di Jacques Tati
: Multimedia San Paolo, 2004
Abstract: Monsieur Hulot, dopo aver invano tentato di farsi ricevere da uno zelante funzionario, che appare e scompare all'interno di un modernissimo palazzo, visita una piccola mostra campionaria colma di ridicoli oggetti. Incontra, quindi, un ex-commilitone che lo conduce prima a casa propria e, dopo, in un night appena inaugurato dove giunge, contemporaneamente, una comitiva di turiste americane. Nel night accade una serie di piccoli incidenti, accolti da tutti con molta allegria. All'alba, terminata la festa, Hulot ed altri si ritrovano al vicino drugstore per uno spuntino, al termine del quale Hulot regala alla più giovane delle americane un fazzoletto di seta con le più celebri vedute di Parigi. "Un film intelligente, colmo di osservazioni acute e spiritose, e di gag di qualità. Da rilevare, al passivo, alcune lungaggini e il ritmo talvolta discontinuo". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 64, 1968)