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Lo spaccacuori [Videoregistrazione] / regia di Bobby Farrelly, Peter Farrelly
: Paramount home entertainment, 2008
Abstract: Temendo che questa sia la sua ultima occasione in amore, Eddie ha commesso un grave errore: dopo appena una settimana di frequentazione ha chiesto alla bella ed affascinante Lila di diventare sua moglie. Così, nonostante l'opera di dissuasione messa in atto da suo padre e dal suo migliore amico, Eddie e Lila sono ora marito e moglie pronti a partire per la luna di miele in Messico. Tuttavia, durante il viaggio di nozze la ragazza mostra il suo vero, impossibile, carattere ed Eddie inizia a pentirsi della sua decisione troppo affrettata. Ad aggiungere confusione nella già triste condizione di Eddie interviene Miranda, una donna che si rivela la sua vera anima gemella. Come può ora conquistare la donna dei suoi sogni senza che la detestabile moglie se ne accorga? "Tra mariachi invadenti, gemelli pettegoli, equivoci da videocassette hard, malintesi su una moglie morta massacrata. 'Tutti pazzi per Mary' è ormai un ricordo. Qualcosa si è inceppato nel meccanismo comico dei Farrelly. Al punto che sarebbe sufficiente guardare il trailer dello 'Spaccacuori'. Curioso poi che negli Usa, in un modo o nell'altro, si siano riscoperti i quarantenni imbranati, deboli nei confronti degli amici e dei genitori, subalterni nei confronti delle donne che incontrano, nel senso che proprio vengono costantemente tartassati. Ma non si tratta di critica ai machismo, solo di un escamotage per estorcere qualche sorriso a buon mercato. La commedia hollywoodiana recente è popolata da uomini imbranatissimi e da un'infinità di donne in attesa di prole, così ogni trasgressione sarà punita, dalle convenzioni e da un conservatorismo di fondo che sembra aleggiare tra i copioni." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 9 novembre 2007) "Ai Farrelly interessa riaggiornare la storiella con un impianto di gag visive demenziali che sono il loro marchio di fabbrica, ma l'ancoraggio alla correttezza di un testo convenzionale non permette loro di essere filosoficamente irriverenti. La degenerazione, quando avviene, avviene in fondo pagina, in nota, come delirio schizzato di fine scena. Così tutto il coté di politicamente scorretto sulle comparse messicane o anche solo della presentazione della madre obesa di Lila, paiono forzature non richieste o, ancor peggio, concesse per pietà da produttori furbacchioni. Si salva solo la trovata del tavolo dei single, dopo neanche dieci minuti di film, quando ancora pare che i codici del comico-demenziale siano forma e contenuto dell'opera, come i Farrelly ci avevano abituati con sgorbi capolavori modello 'Fratelli per la pelle'." (Davide Turrini, 'Liberazione', 9 novembre 2007) "I fratelli Farrelly e Ben Stiller sono stati fonte di grossi incassi con una formula volgare, ispirata alla commedia erotica italiana: quella di 'Tutti pazzi per Mary'. Saggiamente ora riducono molto la volgarità nello 'Spaccacuori', rifacimento del 'Rompicuori' di Elaine May (1972), tratto da una commedia di Neil Simon; sfortunatamente riducono molto anche il brio ribaldo. Morale: 'Lo spaccacuori' è meno lutulento, ma è più prevedibile. Restano a sostenere il film la bravura scontata di Stiller e la bellezza di Michelle Monaghan, nel ruolo della donna che lo fa innamorare, ma non è libera quando è libero lui (o viceversa). In sostanza 'Lo spaccacuori' sfrutta l'incontinenza sessuale maschile, scambiata più o meno consapevolmente per amore, e il suo corrispettivo, l'infatuazione femminile: quanti matrimoni derivano da questo fluido che ben presto s'esaurisce? In quel momento cade la mimesi femminile, dunque l'assiduità maschile ... I Farrelly non vogliono esser acuti, temendo di spaventare gli spettatori, visto che i loro non sono certo quelli del Woody Allen d'una volta. Così si resta a mezza strada." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 9 novembre 2007) "'Lo spaccacuori' di oggi, un preoccupato Ben Stiller che in luna di miele s'innamora della presunta donna della sua vita, sarebbe poi il 'Rompicuori' Charles Grodin, cui accadeva più o meno lo stesso nel ciclone sentimentale del '72, ma diretto da Elaine May. La differenza è che allora c'era la sceneggiatura del grande Neil Simon a sostenere la feroce parodia degli affetti, soprattutto nella versione americana usa e getta in umorismo yiddish, mentre i fratelli Farrelly, abbonati alla comicità trash popcorn, consumano la parodia del cinismo maschile in uno spottone per un ripetitivo Stiller cartoon.(...) una commedia ad equivoci fiacchi in cui le situazioni sono annunciate e il ritmo somiglia a quello d'una innocua pochade con cartoline da spiaggia, mai alla satira." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 novembre 2007) "Vedere Stiller soffrire è sempre un godimento ma in questo film, tranne i primi 20 minuti che lo vedono in difficoltà (al matrimonio lo mettono al tavolo dei single: tutti bambini sarcastici), il nostro eroe se la spassa per poi tornare a vedere i sorci verdi come emigrante confuso tra i messicani in un finale appiccicato male. (...) Film per bambini. Non particolarmente spiritosi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 novembre 2007) Note - REMAKE DEL FILM "IL ROMPICUORI" (1972) SCRITTO DA NEIL SIMON E DIRETTO DA ELAINE MAY. - LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 18 AGOSTO 2009 HA ELIMINATO IL DIVIETO AI MINORI DI 14 ANNI.
Il buio nell'anima [Videoregistrazione] / regia di Neil Jordan
: Warner home video, 2008
Abstract: Erica Bain è stata per anni la voce delle strade di New York attraverso la sua rubrica radiofonica "Streetwalker". Tuttavia, una notte infausta, le strade da lei tanto amate si trasformano nel suo peggiore incubo: al ritorno da una bella serata passata con il suo compagno Dave, i due vengono aggrediti da un gruppo di sbandati, lui muore e lei resta gravemente ferita. La polizia brancola nel buio e non riesce a trovare i responsabili così, col passare del tempo, le ferite visibili sul corpo di Erica si rimarginano, ma quelle invisibili della sua anima restano aperte, si fanno sempre più dolorose, e la paura si trasforma in una rabbia cieca che la porta a diventare una spietata vendicatrice armata di pistola. Le imprese del misterioso 'vigilante' attirano ben presto l'interesse della polizia e il detective Sean Mercer viene incaricato di indagare sulla sua identità, mentre per Erica ha inizio una crisi di coscienza che la porterà a domandarsi se stia effettivamente facendo la cosa giusta. "Il finale non è certo ottimista ma non lo riveliamo perché il film è un poliziesco che accumula dati ed emozioni, banalità e sorprese. L'interessante della sceneggiatura è proprio in quella molla misteriosa che si rompe nella coscienza della protagonista e la spinge a cercare vendetta, pur sapendo di non far giustizia, lasciando dietro una scia di tristezza. Basta tenere a bada i nostri peggiori istinti." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 settembre 2007) "Neil Jordan, che è il bravo regista irlandese di 'Michael Collins', non si lascia prendere dalla tentazione di fare spettacolo con l'azione e lavora sulla tensione psicologica e sulle atmosfere ben coadiuvato da un'interprete come Jodie Foster, presenza come sempre forte e vibratile. Il problema è che la sceneggiatura si incarta su se stessa nel tentativo da una parte di giustificare umanamente e dall'altra di moralmente condannare." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 28 settembre 2007) "Il film diretto senza convinzione da Neil Jordan che, invece di concentrarsi sul delitto nell'era della sua riproducibilità tecnica si ingolfa in una storia di giustizia sommaria e di manipolazione reciproca improbabile quanto scucita. Solo la bravura della Foster e di Terrence Howard (il poliziotto che ha capito tutto, ma lascia fare) salvano il film dal disastro. In parte." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 settembre 2007) Note - CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2008 PER LA MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA DI FILM DRAMMATICO. - LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 20 OTTOBRE 2009 HA ELIMINATO IL DIVIETO AI MINORI DI 14 ANNI.
Tutto può cambiare / Jonathan Tropper
Milano : Garzanti, 2008
Abstract: Nella vita di Zachary King, trentaduenne newyorkese, nulla è lasciato al caso: il lavoro, fisso e ben retribuito, il lussuoso appartamento nell'Upper West Side di Manhattan, il fidanzamento imminente con la splendida e ricca Hope. Non importa se non tutto è proprio perfetto. Se Zack detesta il suo lavoro, se ogni giorno pensa a Tamara, la giovane vedova del suo migliore amico, o se il suo eccentrico coinquilino passa le giornate a girare nudo per casa. Questi sono solo dettagli che vanno rigorosamente ignorati. Ma un terremoto sta per stravolgere la sua vita. Perché c'è una cosa che Zack non ha previsto: suo padre. Eccolo riemergere dalle nebbie del passato. Norm è un dongiovanni attempato e sovrappeso che anni prima ha abbandonato moglie e figli per inseguire progetti strampalati, ma soprattutto per correre dietro a quante più gonnelle possibile. L'uomo si ripresenta alla porta di Zack in piena crisi senile, imbottito di Viagra fino ai capelli e fermamente deciso a recuperare in pochi giorni vent'anni di rapporti carenti. In queste circostanze Zack reagirebbe come al solito in maniera responsabile ed equilibrata, ma una mattina, al risveglio, ha una spiacevole sorpresa destinata a fargli capire che la vita, quella vera, con tutti i suoi rischi ma anche le sue gioie, non può essere arginata.
Il vento e la moto : passioni, nostalgie, fughe, dolcezze / Grazia Livi
Milano : Garzanti, 2008
Abstract: La trama dei rapporti familiari, e in particolare il vincolo che lega una madre al figlio, sono il fulcro di Il vento e la moto. Grazia Livi riesce a esprimere quello che non riusciamo a dire né a noi stessi né alle persone che ci sono più care. I vortici in cui si possono avvitare i sentimenti vengono via via svelati, con la precisione di un sismografo, irradiando una suggestione profonda. Una prosa limpida accompagna i sottili movimenti del cuore nella vita quotidiana: fughe, pene, rancori, intenerimenti, attese, slanci di gioia e di comprensione. Il vento e la moto ci coinvolge nelle vibrazioni dei personaggi e ci fa scoprire in loro la nostra stessa fragile umanità.
La vocazione perduta di Alexander Seaton / Shona MacLean ; traduzione di Elda Levi
[Milano] : Ponte alle Grazie, copyr. 2008
Abstract: Mentre sul continente infuriano le guerre di religione tra cattolici e protestanti, in un angolo della Scozia si consuma un atroce delitto, la cui vittima è il giovane apprendista dello speziale di Banff. Chi e perché può avergli inflitto una morte tanto crudele? Mosso dalla ferma decisione di scagionare un amico ingiustamente accusato dell'omicidio, il mancato ministro del culto Alexander Seaton accetta di indagare su una vicenda destinata ad assumere tinte sempre più fosche. Ma in un'epoca dominata dalla superstizione, in cui sovente si grida al demonio e alle streghe, è necessario squarciare il velo delle apparenze: non basta guardare, bisogna avere il coraggio di vedere davvero, perché il male può indossare maschere bonarie e arrivare ad agire attraverso la seducente bellezza di un fiore.
Quello che non ti aspetti / Francesco Facchinetti, Domenico Liggeri
[Milano] : Sperling & Kupfer, copyr. 2008
Abstract: Quello che non ti aspetti è tornare a casa e trovarla ribaltata dai ladri: ancor meno che questo possa servire a mettere ordine nella vita straordinaria di un ragazzo normale... Quello che non ti aspetti è scoprire così che dietro un'immagine pubblica leggera ci possa essere un'esistenza profonda, densa di emozioni, drammi e risate, come un romanzo. Quello che non ti aspetti è che un bambino tranquillo si trasformi in Attila, devastando il mondo degli adulti come neanche Bart Simpson. Quello che non ti aspetti è che un punk con la cresta possa fare catechismo con Comunione e Liberazione. Quello che non ti aspetti è che il principe delle notti della Milano da bere abbia avuto come amici barboni, malati di AIDS, alcolisti, puttane e schizofrenici. Ma forse ce lo si sarebbe dovuto aspettare, se suo nonno ha mangiato carne umana e lui si è rifiutato di nascere il giorno dei lavoratori, se papa Wojtyla l'ha notato tra migliaia e lui ha sabotato i concerti del padre, se ha avuto un cantante di rock demenziale come baby-sitter e san Francesco come guida spirituale... Ecco perché invece di subire la sindrome di Peter Fan, ha scelto di essere come Capitan Uncino.
Io so tutto di lei / Lucia Tilde Ingrosso
Milano : Kowalski, 2008
Abstract: Milano, aprile. Alina Malavasi, una bella attrice non più giovane e famosa come un tempo, è vittima di uno stalker. Il caso, delicato per l'universo di privilegiati che tocca, è affidato all'ispettore Sebastiano Rizzo. La questione sembra risolta, finché la donna non viene trovata strangolata, nel suo attico del centro. E così Rizzo torna in pista, affiancato dal fido vice Maurizio De Carlo e dal medico legale Marco Intra. L'ambiente dorato in cui Alina si muoveva pullula di possibili colpevoli. Il vedovo, Adalberto Riccardi, odioso e odiato direttore di quotidiano. I due ex: il ciclista Balestrieri e il modello Marudi. L'inquieto e bellissimo figliastro Brenne. L'ex moglie di Riccardi, che accusava Alina di averle rubato la famiglia. E poi ancora la dee-jay Vanessa, rampante e ambiziosa. L'amica gallerista Renata, che nasconde qualcosa. E quel fan di vecchia data, Antonio Capuano, che di Alina sembra sapere tutto. Tra coinvolgimenti sentimentali ed echi di un passato mai risolto, Rizzo arriva alla fine delle indagini. Ma quando il caso di Alina sembra chiarito, al bell'ispettore i conti non tornano. Il suo quarantesimo compleanno gli riserverà molte amarezze e aprile si confermerà il più crudele dei mesi. Io so tutto di lei è un noir di ritmo serrato, che procede per rapide inquadrature successive, intrigante per lo sguardo impietoso su doppiezza e ipocrisia del mondo dei vip. Al quale si contrappone l'ombroso e tenace investigatore, a metà tra Marlowe e Montalbano.
L'ombra del leone : romanzo / Steve Berry ; traduzione di Elisa Villa
[Milano] : Nord, copyr. 2008
Abstract: Si trova in una sala del Museo di cultura Greco-Romana di Copenhagen: ecco tutto ciò che sa Cotton Malone quando riprende conoscenza. Ma come è arrivato lì? E perché è svenuto? Cotton non ha quasi il tempo di porsi queste domande che l'edificio viene avvolto dalle fiamme e, come dal nulla, appare Cassiopea Vitt, la donna che, in passato, lo ha aiutato a trovare il tesoro dei Templari e la Biblioteca di Alessandria. I due riescono miracolosamente a scappare e si rifugiano da Henri Thorvaldsen, l'eccentrico miliardario danese proprietario del museo. Apprendono così che quell'incendio è servito da copertura per due ladri che hanno rubato un medaglione raffigurante Alessandro Magno: secondo la leggenda, esistono otto medaglioni che, se affiancati, mostrano la soluzione del famoso Rebus di Tolomeo, un enigma che indica l'ubicazione della tomba di Alessandro Magno... Nel frattempo, a Samarcanda, il primo ministro della Federazione dell'Asia Centrale - una nuova nazione nata dalla fusione delle ex repubbliche sovietiche - è in attesa di sapere se i suoi uomini si sono impossessati del medaglione conservato a Copenhagen: quell'oggetto, infatti, gli può assicurare un potere inimmaginabile... Per risolvere uno dei più grandi misteri della Storia e sventare una guerra in Medio Oriente, Cotton Malone deve ricostruire la storia dei medaglioni. Una storia intricata e sfuggente, che ha come protagonista Venezia: la chiave del mistero infatti si cela nella cripta della basilica di San Marco...
Milano : Melampo, copyr. 2008
Abstract: Macina profitti, devasta città e campagne, corrompe i poteri. Lasciando dietro di sé una striscia di sangue che non si asciuga mai. Il libro consegna un ritratto sconvolgente della violenza della camorra, delle impunità e anche delle complicità quotidiane. E offre al tempo stesso un affresco denso di pietas del mondo delle vittime, nomi e cognomi ingiustamente dimenticati. Uomini uccisi per punire, per intimidire o semplicemente per sbaglio. Don Peppe Diana, sacerdote. Salvatore Nuvoletta, carabiniere. Federico Del Prete, sindacalista. Franco Imposimato, impiegato. Attilio Romanò, informatico. Alberto Varone, commerciante. Domenico Noviello, imprenditore. Sono questi i nomi simbolici a partire dai quali l'autore racconta la camorra dell'ultimo quarto di secolo, la crescita del Sistema o più propriamente della Bestia. Un ritratto sconvolgente ma non rassegnato. Perché anche nella Gomorra assatanata di soldi e di potere arriva una sentenza giusta emessa in nome del popolo italiano; c'è qualcuno, un insegnante, un giornalista, una studentessa, un prete, che difende a testa alta i valori dell'Italia civile. Con una Prefazione di Roberto Saviano.
Salvador [Videoregistrazione] : 26 anni contro / regia di Manuel Huerga
: 20th century fox home entertainment, 2007
Abstract: Fotoreporter quarantenne fallito lascia San Francisco per il Salvador, tirandosi dietro un amico puttaniere come lui. Entra in contatto con la guerriglia e incontra un temerario collega che muore tra le sue braccia. Ispirato a un personaggio reale, forte, serrato, coinvolgente, è il più aspro tra i film americani sul Terzo Mondo, quello che denuncia con maggior vigore le complicità di Washington con i regimi militari nell'America Centrale.
Paranoid Park [Videoregistrazione] / regia di Gus Van Sant
: Luckyred homevideo, 2008
Abstract: Alex ha sedici anni e frequenta il liceo a Portland. Un giorno un amico lo invita ad andare con lui a Paranoid Park, luogo malfamato della città in cui si confrontano i più abili esperti in materia di skateboard. Una notte, proprio presso il parco, Alex uccide accidentalmente un agente. Decide di continuare la sua vita senza dire nulla a nessuno. Gus Van Sant torna a parlarci di adolescenti dopo quella che potremmo definire la parentesi di Last Days. Lo fa affrontando il romanzo omonimo di Blake Nelson e tornando a girare (in super8 e in 35 mm) nella sua città natale. Il suo interesse per il mondo adolescenziale si rivela sempre più dettato dall'urgenza di mettere in guardia il mondo adulto (nel quale però ha una fiducia sempre più flebile) nei confronti di una deriva morale che tende ad annullare in molti di essi (senza bisogno di droghe) la distinzione tra bene e male. In Paranoid Park in particolare i maschi sembrano essere i più indifesi e pronti a farsi decolorare l'anima dal demone dell'indifferenza. Le due ragazze invece (la girlfriend di Alex e una ragazza conosciuta al parco) sono molto più consapevoli. La prima reagisce con veemenza (nell'unica scena di cui ci viene negato di sentire il dialogo) all'improvviso abbandono da parte del ragazzo mentre la seconda gli parla dell'Iraq del quale lui afferma di disinteressarsi totalmente. Ma è, come dicevamo, il mondo degli adulti quello che finisce con l'essere più distante. Alex ha i genitori che si stanno lasciando ma la sua condizione economica non è deprivata. Gli manca però quello di cui avrebbe più urgenza: una guida. Quando il padre ipertatuato gli chiede di dirgli di cosa ha bisogno per evitare a lui e al fratello minore il trauma della separazione il silenzio di Alex è eloquente più di ogni parola. Necessita di un padre e di una madre che sappiano capire di cosa ha veramente bisogno. Senza chiederglielo. In un microcosmo in cui la leggerezza delle evoluzioni sullo skateboard viene colta dalla macchina da presa in tutta la sua plasticità e la coscienza di sé come esseri umani in formazione che rischia di perdersi. Trasformando quella leggerezza in un peso difficile da scrollarsi di dosso e di cui si finge di non avvertire la presenza. Camminando in corridoi deserti che sembrano non avere mai fine.
Michael Clayton [Videoregistrazione] / regia di Tony Gilroy
: Medusa home entertainment, 2008
Abstract: Per 15 anni Michael Clayton, avvocato newyorkese, ha lavato i panni sporchi dei suoi facoltosi clienti 'aggiustando la verità'. Durante la risoluzione di una questione in apparenza semplice da sistemare, però, è lui stesso ad essere coinvolto in un caso scottante e Clayton vedrà trasformarsi nei peggiori quattro giorni della sua vita quelli che dovevano essere gli ultimi della sua brillante carriera. Dalle note di regia: "Ho aspettato molto tempo per realizzare questo film. Forse questa storia è stata influenzata da quel percorso di attesa più di quanto non pensassi all'inizio. Questo era il progetto personale che continuavo a lasciare in disparte per tutte le pseudo-emergenze che mettono il tuo tempo e la tua fantasia in mani altrui. Poi finalmente ho capito che stavo rimandando una cosa che per me era molto importante per risolvere le incombenze di chiunque altro. Michael Clayton è giunto a un punto della vita in cui le poche decisioni che prenderà in futuro determineranno tutto quanto lo riguarda. Come compiamo queste scelte - in che modo la paura, l'inerzia e l'autoconservazione ci rendono vittime dell'ingranaggio: è questo il carburante di questa storia. Il motore è, come sempre: 'E poi, che succede?'" "Anche la sceneggiatura e la regia, entrambe di Tony Gilroy, sembrano di quelle di una volta. La prima racconta la vicenda a ritroso, con un lungo flashback che mostra gli antefatti e si salda con la parte già vista verso l'epilogo. La seconda è efficiente, un po' piatta, tutta al servizio dell'eroe." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 settembre 2007) "George Clooney è simpatico e affascinante. Sarà perché al successo ci è arrivato talmente tardi che era già brizzolato, oppure perché non lo invitavano alle feste, almeno nelle pubblicità. E poi appena ha potuto, in un momento difficile della storia Usa, ci è andato giù pesante, rischiando la carriera: 'Goodbye and good luck', sul maccartismo, e 'Syriana', sulle nefandezze delle multinazionali del petrolio. (...) Solita storia, da Francis Ford Coppola ('L'uomo della pioggia', 'Tucker') a Soderbergh ('Erin Brockovich'), l'eroe indolente, cinico e veniale, viene illuminato dal senso di giustizia in un crescendo catartico in barba al Sistema. Una scorciatoia che però non ci impedisce di apprezzare Clooney, mai così noir e sgualcito e Tilda Swinton, legale della multinazionale e ingranaggio fragile e feroce di una macchina da guerra. Dispiace per il finale consolatorio: cifra di un'America che non riesce a guardarsi davvero allo specchio. E non ci si nasconda dietro gli schemi del genere: Grisham e Pollack (qui perfetto nella parte del decano Marty), con il legal-thriller 'Il socio', seppero andare contro tutti. E parliamo di due esponenti del mainstream, non certo di anarchici. Perché, come dice lo stesso Clooney 'l'ansia di verità, sempre presente nel cinema americano, dal 2001 è molto più forte'. Se lo dice lui." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 1 settembre 2007) "Un film americano, cui è facile prevedere, nelle nostre sale, un successo senza riserve. Lo ha diretto, esordendo come regista, Tony Gilroy, cui si devono però delle sceneggiature di sicura qualità, come le due sul killer Bourne, 'The Bourne Identity' e 'The Bourne Supremacy', interprete Matt Damon, e 'L'ultima eclissi', da Stephan King. (...) Molta, moltissima azione. Con ritmi spesso affannati, ma anche un disegno attento (e quasi minuzioso) dei personaggi, indagando non solo nei loro caratteri ma nelle situazioni (anche private, familiari) che hanno attorno, riuscendo a proporci delle fisionomie a tutto tondo analizzate, specie quella del protagonista, in modo da mettere bene in evidenza, spiegandoli, i mutamenti anche morali che via via si profilano al suo interno: arrivando quasi a una lucida radiografia di una crisi di coscienza. Il film, però, è anche costruito in modo che l'azione pretenda sempre il primo piano, con tensioni, strappi e, verso la fine, una serie di interrogativi sulle decisioni che assumerà il protagonista in cui si è coinvolti quasi con affanno, tra accorgimenti, sorprese, colpi di scena che, i loro modi, sembrano persino derivare dal thriller. Al centro, George Clooney non fa il divo: privilegia toni dimessi, quasi grigi, all'insegna non di rado di una certa malinconia. La temibile avversaria, di fronte a lui, è Tilda Swinton che sfoggia con successo una insolita grinta di ghiaccio; quasi malefica." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 1 settembre 2007) "'Michael Clayton' di Tony Gilroy con George Clooney, sulla corruzione e l'illusorietà della Giustizia in America, è un film consueto, medio: ma davvero ben fatto, ben ritmato e ben recitato, con un tema importante." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 1 settembre 2007) "'Michael Clayton' è un libello assai bene articolato dalla regia nervosa, mobilissima del giovane Ibny Gilroy, finanziato da importanti cineasti e interpretato da quell'esemplare icona che è George Clooney e da caratteristi della qualità del regista Sydney Pollack, sulle tecniche impiegate per prolungare una causa dalle 'lobby' degli avvocati. Preoccupati non di servire la verità ma gli interessi dei loro clienti, costoro si attaccano a cavilli, a rinvii per non giungere a un risarcimento dei danni. (...) Clooney vigila. Capisce in anticipo le cose, ha un sesto senso per gli attentati, scova i testimoni costretti alla fuga, ecc. ecc. e, a conclusione di un racconto nervoso, molto efficace, ottiene piena vittoria. Ci sono, dunque, ancora degli eroi che conservano e valorizzano a costo di sacrifici e rinunce le loro qualità. E giusto che trovino una collocazione nelle sale cinematografiche." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 1 settembre 2007) "Grazie alla sapienza di Tony Gilroy, collaudato sceneggiatore al suo esordio nella regia, Clooney si è fatto scrivere addosso un personaggio che gli dona da morire: un ex onesto con il vizio del gioco, un figlio di puttana con mille rimorsi che alla fine trova la forza di fare l'eroe. La sceneggiatura è complessa ma non complicata (si parte dalla fine, poi il film è un lungo flash-back), tutti gli attori sono bravi (da citare Tom Wikinson, l'avvocato impazzito, e Sydney Pollack, l'avvocato squalo). Il classico film che si può consigliare agli amici senza alcun timore di perderli." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 1 settembre 2007) "Io non faccio miracoli. Faccio le pulizie": è lo stesso protagonista, Michael Clayton a definire il suo lavoro. A lui viene chiesto di "aggiustare" la verità, coprendo le malefatte dei clienti più facoltosi dell'importante studio legale per il quale lavora da 15 anni come "avvocato" dopo un passato da procuratore distrettuale. Clayton, pur operando in seconda linea, è una pedina indispensabile. È discreto ed efficiente come "spazzino", perché riesce a non porsi domande sul limite morale e sulle conseguenze delle sue azioni sulle persone. Un giorno, però, la sua auto salta in aria, lui si salva per caso. Scopre di trovarsi invischiato in una vicenda che lo porterà per la prima volta a confrontarsi con la sua coscienza, mettendo in discussione la sua stessa vita, quella professionale, frustrante nonostante tutto, e quella privata, piena di problemi. (...) Dando corpo ai dubbi dell'avvocato senza scrupoli, il film è una implicita denuncia dei crimini, anche efferati, che alcuni individui sono disposti a compiere in nome del profitto. Clayton incarna l'uomo costretto per la prima volta a dover dar conto a se stesso delle proprie azioni. La scelta alla fine sarà tra il continuare ad accettare le regole del gioco o ignorarle con una scelta radicale che in parte potrebbe riabilitarlo dinanzi alla sua coscienza. Quale via sceglierà?" (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 13 ottobre 2007) Note - OSCAR 2008 A TILDA SWINTON COME MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA. IL FILM ERA STATO CANDIDATO ANCHE PER MIGLIOR FILM, REGIA, ATTORE PROTAGONISTA, ATTORE NON PROTAGONISTA (TOM WILKINSON), SCENEGGIATURA ORIGINALE E COLONNA SONORA. - CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2008 PER: MIGLIOR FILM DRAMMATICO, ATTORE PROTAGONISTA, ATTORE E ATTRICE NON PROTAGONISTA (TOM WILKINSON, TILDA SWINTON). - PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 64. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2007). - PRODUTTORI ESECUTIVI: GEORGE CLOONEY E STEVEN SODERBERGH.
The Guardian [Videoregistrazione] / regia di Andrew Davis
: Eagle pictures, [2007]
Abstract: Ben Randall fa parte della Coast Guard Rescue Swimmers, la squadra di salvataggio più eroica degli Stati Uniti. Insieme ai suoi uomini, Ben rischia ogni giorno la vita perché altre persone possano sopravvivere. Il lavoro lo assorbe così tanto che sua moglie decide di lasciarlo non sopportando più di essere sempre al secondo posto. Quando un giorno durante un uragano la sua squadra viene decimata, Ben, rimasto unico superstite, viene mandato dai superiori ad insegnare alla "A School", l'accademia dove vengono addestrati i futuri Swimmers. Ben si trova davanti ragazzi dotati ma arroganti, che devono essere trasformati in professionisti coraggiosi ed esperti, capaci di prendere la decisione giusta anche nei momenti di maggiore pericolo. I metodi di insegnamento di Ben sono particolari e il suo personale metodo di addestramento in poche settimane sconvolge l'andamento dell'accademia. Tra i ragazzi del suo corso c'è Jake, in cui Ben riconosce il talento e la passione necessari, ma che deve essere aiutato a crescere in modo che possa evitare di compiere i suoi stessi errori. Appena dopo il diploma, in una pericolosa missione in Alaska, Jake viene messo alla prova. Dovrà mettere a frutto tutto quello che ha imparato... "Con 'The Guardian', diretto dal regista de 'Il Fuggitivo' Andrew Davs, Hollywod rende omaggio ai 'Rescue Swimmers', eroico corpo speciale della guardia costiera, utilizzando senza troppa originalità un abusato schema narrativo.(...) Pur prevedibile, il film girato in luoghi suggestivi e con la consulenza di veri guardacoste, introduce nella realtà ai più sconosciuta di un'elite di coraggiosi capaci di gettarsi in acque polari con onde alte svariati metri, al motto 'Affinché gli altri possano vivere'. E se il bel Kutcher non convince troppo, Costner conferisce alla sua maturità una grazia crepuscolare." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 19 gennaio 2007) "'The Guardian' di Andrew Davis (suo l'ottimo 'Il fuggitivo') racconta la storia dell'incontro a un corso per soccorritori marini tra il veterano Ben (Kevin Costner) e l'allievo di talento Jake (Ashton Kutcher). Più Jake eccelle nelle prove del corso, più Ben lo prende di mira. Ma quando il vecchio e il giovane si confesseranno i reciproci traumi nascerà una grande amicizia con i due che, mano nella mano, andranno in mare a soccorrere le persone. Tra 'Ufficiale gentiluomo' e la prima parte di 'Full Metal Jacket', 'The Guardian' punta sullo scontato fino a quel finale affascinante dai toni metafisici da cui sarebbe stato molto meglio partire. Costner gioca su una recitazione menefreghista che ogni tanto convince, mentre Kutcher si impegna come un matto per dimostrare che non è solo il fidanzato di Demi Moore. Invano. Come sempre." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 gennaio 2007). "La sindrome dell'11 settembre non abbandona il cinema americano che sforna eroi nelle diverse specialità del soccorso civile con una pervicacia tollerabile solo per questioni umane al momento del tragico contraccolpo. Ma quello che era un ragionevole stato emotivo è entrato diritto filato nel cinema generalista. E Kevin Costner, uno degli ultimi romantici dell'epoca post-reaganiana, costruisce un piedistallo alla 'Coast Guard Rescue Swimmers', un corpo speciale adibito al salvataggio di naufraghi nei mari più tempestosi. (...) Film non spregevole, nobilmente professionale, però visto già cento volte, da 'Ufficiale e Gentiluomo' a 'S.W.A.T.' a 'Squadra 49', tutti epigoni del cinema bellico tra i quali spicca 'Le rane del mare' del 1951, capostipite di una serie interminabile sull'istruzione di corpi speciali. Uno spettacolo a volte deprimente, salvato da sequenze marine realizzate in un'enorme piscina. Tuttavia salvare questa pellicola non è impresa da poco." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 19 gennaio 2007)
Elizabeth [Videoregistrazione] : the golden age / Shekhar Kapur
: Universal pictures, 2008
Abstract: Inghilterra, 1554. La nazione è tormentata dall'instabilità finanziaria e religiosa e la cattolica regina Maria I, sentendosi vicina alla morte, intensifica la lotta al protestantesimo. Anche la principessa Elizabeth, sorella minore e legittima erede al trono, viene perseguitata perché considerata poco ortodossa. Tuttavia, il tentativo di condannare a morte Elizabeth per tradimento fallisce e, alla morte di Maria, lei viene incoronata regina. Subito Elizabeth fa tornare dall'esilio l'uomo che ama dall'infanzia, Robert Dudley. Nel frattempo, l'Inghilterra è alla bancarotta ed è minacciata seriamente dall'ingerenza straniera ed anche all'interno della corte si annidano molti nemici, il più potente dei quali è il Duca di Norfolk. Cecil, capo della segreteria, consiglia di contrarre un matrimonio d'interesse ad Elizabeth che tuttavia rifiuta. La situazione si aggrava per la presenza di truppe francesi sul confine scozzese e per la diffidenza che c'è in Vaticano verso la nuova regina. Le cospirazioni si moltiplicano e, quando i responsabili sono chiari, Elizabeth cede al consiglio di Walsingham, responsabile della polizia segreta, di dare il via ad una rappresaglia senza pietà. I nemici vengono tutti inesorabilmente eliminati. Ora Elizabeth è padrona assoluta del trono d'Inghilterra e alla causa del proprio Paese decide di dedicarsi per intero, anche rinunciando al matrimonio. "Avvincente dramma storico diretto con grande senso dello spettacolo e voluttuosa propensione per le scene forti dal pachistano Shekar Kapur. Tra i molti ottimi attori ai suoi ordini spicca l'australiana Cate Blanchett, fornita in parti uguali di talento e bellezza, quest'ultima da indovinare sotto parrucche e gorgiere." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 26 giugno 2004) Note - REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1998 - OSCAR 1999 PER IL MIGLIOR TRUCCO. E' STATO CANDIDATO ANCHE PER MIGLIOR FILM, ATTRICE PROTAGONISTA (CATE BLANCHETT), FOTOGRAFIA, SCENOGRAFIA, COSTUMI E COLONNA SONORA. - GOLDEN GLOBE 1999 A CATE BLANCHETT COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA DI UN FILM DRAMMATICO.
Tutte le cose che non sai di lui [Videoregistrazione] = Catch and release / regia di Susannah Grant
: Sony pictures home entertainment, 2007
Abstract: Gray è ormai giunta al giorno delle nozze ma è un funerale che l'attende perché il fidanzato muore in un incidente. Da quel momento gli amici del fidanzato cercheranno di aiutarla ma non riusciranno a tenerle nascosto che lui aveva una doppia vita e che a Los Angeles esiste una donna, Maureen, che ha avuto un figlio da lui e del cui mantenimento l'uomo ha continuato ad occuparsi. Il colpo è davvero forte per la ragazza e diventa maggiore quando Maureen e il bambino si presentano a casa sua. Dopo essere stata Elektra e in attesa di divenire l'aspirante madre borghese del figlio di Juno Jennifer Garner mette alla prova le sue doti di attrice sensibile in una commedia dei sentimenti il cui titolo originale è volutamente molto più allusivo di quello italiano. Il metodo di catturare il pesce per poi togliergli l'amo dalla bocca e lasciarlo andare era quello preferito dal futuro sposo di Gray. In un momento in cui, dinanzi a una tavola imbandita con cibo salutista, deciderà di lasciarsi andare dichiarando quanto disprezzasse quel metodo tipico di chi non vuole assumersi delle responsabilità. Il film, scritto e diretto da Susannah Grant sceneggiatrice di Erin Brockovich non è di quelli che fanno sobbalzare sulla poltrona per l'originalità dello stile ma riesce a prendere all'amo (trattenendolo) lo spettatore disposto a rilassarsi senza però dover neutralizzare i neuroni. Perché i ribaltamenti di punto di vista nel film sono numerosi e anche perché, ammettiamolo, ritrovare Juliette Lewis in un ruolo (quello di Maureen) in cui una patina di volgarità, un pizzico di sciroccamento e un fondo di sensibilità si mescolano, fa sempre piacere.
Il velo dipinto [Videoregistrazione] = The painted veil / regia di John Curran
: Eagle pictures, [2007]
Abstract: Kitty, una giovane donna della borghesia inglese in età da marito, sposa Walter Fane, un medico specializzato in batteriologia che nutre per lei un sentimento profondo. Dopo il matrimonio, contratto per compiacere la madre, Kitty si trasferisce con Walter a Shangai, dove, annoiata, cede alle lusinghe di sir Charles Townsend, vice console maritato e padre di due figli. L'adulterio viene presto scoperto da Walter che, ferito, decide di rivalersi conducendo la moglie al villaggio di Mei-tan-fu colpito da un'epidemia colerica. L'isolamento forzato e le condizioni di morte e miseria in cui versa la gente del villaggio, costringono Kitty a un esame di coscienza che getta sul marito una luce nuova. Commossa dall'amorevole dedizione con cui Walter giorno e notte assiste i malati, Kitty decide di appoggiare la sua missione e di rendersi utile in ospedale. In quel luogo sperduto impareranno ad amarsi e a perdonarsi. I romanzi di Maugham, scrittore britannico morto nel 1965, sono stati per anni la magnifica ossessione di Edward Norton. La sua scelta è poi ricaduta su "Il velo dipinto", già trasposto sullo schermo nel 1934 da Richard Boleslawski e interpretato, nello splendore del bianco e nero, da Greta Garbo. Il risultato è un film delicato che restituisce allo spettatore l'esperienza di una lettura diretta del libro, a cui rimane fedele, almeno nelle atmosfere e nei dialoghi. A cambiare, fino a stravolgere il senso della storia, è l'epilogo, per il quale lo sceneggiatore Ron Nyswaner sceglie la più facile soluzione della riconciliazione spirituale e fisica della coppia. Se il punto di osservazione, assunto dal romanziere e dallo sceneggiatore, è lo stesso (quello di Kitty), la differenza sta nel modo di intendere il suo personaggio, che nel film viene indagato non tanto per le sue caratteristiche psicologiche e sociali, ma in base alla funzione che svolge nello sviluppo del racconto. La Kitty letteraria, calata perfettamente nella Cina inglese degli anni '20, è portatrice inquieta di una drammatica disparità, è un "accessorio" di famiglia da emancipare attraverso il matrimonio. I suoi viaggi, quello geografico e quello interiore, la condurranno principalmente alla scoperta di sé. La rivelazione del suo essere, niente affatto consolatoria, non fa che riconfermarle la sua vocazione all'egoismo e all'individualismo. La Kitty di John Curran, certamente più moderna e meno greve del suo doppio letterario, risolve a letto i veleni coniugali e certi vizi morali. Il regista canadese conferma Naomi Watts e torna a "giocare coi grandi" all'adulterio come conseguenza del tedio esistenziale e della caducità della passione coniugale. Su una cosa regista e scrittore sono d'accordo: l'infedeltà non comporta necessariamente la rovina. Basta s-velarsi e trovare la strada del perdono.
Premonition [Videoregistrazione] / regia di Mennan Yapo
: Eagle pictures, [2008]
Abstract: Da qualche tempo la vita di Linda Hanson non è più la stessa a causa di un incubo ricorrente in cui suo marito Jim perde la vita. La sua premonizione darà il via ad una serie di circostanze misteriose e surreali che instilleranno nella donna dubbi tali da farle credere che la sua esistenza non sia mai stata in realtà come le appariva... "Il film mette tantissima carne al fuoco ed evoca a ogni moneto altre pellicole con soggetti 'ai confini della realtà'. Presente e futuro, sogno e realtà s'incrociano con tanta frequenza da generare un intrigo certamente fascinoso per alcuni, certissimamente irritante per altri. Tiene tutto bravamente insieme la presenza della Bullock che, a 40 e passa anni non è più proponibile come bella e sventata, ma funziona eccome nei panni di eroina fragile ma animosa, sempre sull'orlo della crisi di nervi. Però mai oltre." (Giorgio Carbone, 'Libero', 02 settembre 2007) Note "Di una lunghezza infinita, fiacco, mortalmente ripetitivo e con un cast di coprotagonisti di rara scialbezza tra cui spicca un Peter Stormare mad doctor che strabuzza gli occhi. Per l'attore svedese, da Bergman a 'Fargo', a 'Premonition'. Questo non l'avrebbe potuto prevedere nemmeno Sandra Bullock." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 settembre 2007)
Sapori e dissapori [Videoregistrazione] / regia di Scott Hicks
: Warner home video, 2008
Abstract: L'ordinata esistenza di Kate Armstrong, chef del raffinato ristorante '22 Bleecker' di Manhattan, ossessionata dalla perfezione e dall'idea di avere sempre tutto sottocontrollo, viene messa a soqquadro dalla morte della sorella che le lascia in affidamento la nipotina di nove anni, e dall'arrivo nella sua cucina di un nuovo e affascinante aiuto-cuoco, Nick Palmer, un uomo allegro e pieno di energie che ben presto si conquista le simpatie di tutti... "L'originale, interpretato da Martina Gedeck e Sergio Castellitto, era una commedia drammatica più mesta, più riflessiva, che toccava con una certa sensibilità il tema della solitudine e della scarsa attitudine alla vita di una donna. Riscaldando il piatto, Scott Hicks ('Shine') ne semplifica parecchio gli ingredienti; il che da un lato è un vantaggio (taglia l'ultima parte della vicenda, lunga e un po' melodrammatica), dall'altra rende il tutto un po' sciapo, come accade a chi rispetta il ricettario della commedia sentimentale hollywoodiana. Meglio del previsto, comunque, Catherine, che s'impegna in una parte più complessa delle sue solite, mentre Aaron Eckhart, vitale e simpatico quanto basta per farsi perdonare la parodia involontaria dell'italiano. Perché - via - a Hollywood ci vedono ancora e sempre come delle (magari amabili e seduttive) macchiette. Da segnalare un momento di comico involontario riguardo ai tartufi. Per gli americani, siano pure chef di livello superiore, i migliori vengono sì anche da Alba, ma soprattutto da Bologna e da Parma." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 14 settembre 2007) "Gli interpreti fanno il resto, soprattutto, nei panni di Kate, Catherine Zeta-Jones che, con deciso sussiego, sta in cucina come se stesse in un salotto e dirige lo stuolo dei suoi assistenti con il piglio di un generale su un campo di battaglia. Pur accettando, al momento dei sentimenti, tutti quegli accenti teneri che risultano necessari. Di fronte a Lei, Aaron Eckart, interpreta il personaggio cui, nel film tedesco, dava volto il nostro Sergio Castellito. Ma, ovviamente, e molto meno plausibile. Anche quando teorizza sulla pastasciutta." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 14 settembre 2007) "Un tipo di film così insulso (neppure la trovata della cucina come territorio dell'amore è ben sfruttata) esige una sceneggiatura super, battute scintillanti, interpreti brillantissimi: 'Sapori e dissapori' non li ha. Presenta invece un dilemma: come fa il regista a passare a un film del genere da 'Shine', la biografia del nevrotico pianista recitato da Geoffrey Rush-Oscar?." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 14 settembre 2007) "Remake di 'Ricette d'amore' di Sandra Nettelbeck con Martina Gedeck e Sergio Castellitto, 'Sapori e dissapori' di Scott Hicks sembrerebbe nella prima parte un film evitabile (Zeta-Jones è troppo bella ed Eckhart un cuoco meno credibile di Dracula) Ma quando il regista prende le distanze dall'originale il film si trasforma invece in una sofisticata e divertente commedia romantica newyorkese. Con una Manhattan che, fra neve, bar e atmosfere, ben dispone anche i più arrabbiati." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 14 settembre 2007) "Se un film europeo stuzzica i filmaker americani, ne acquista la sceneggiatura, riconfezionandone un ibrido condensato. E' quanto accade in 'Sapori e dissapori', cucinato a soli 4 anni dall'originale, l'italo-tedesco Ricette d'amore', scritto e diretto da Nettelbeck e interpretato da Sergio Castelletto, che ha rifiutato il biglietto per Hollywood a causa della scarsa fiducia nel suo inglese. (...) La vicenda di uno chef d'alta cucina, che deve lottare con un antagonista italiano era un magnifico spunto nel film della Nettellbeck, qui è una melensa rassegna di luoghi comuni della commedia americana, un pastiche sentimentale e pateticamente risibile per quanto attiene alla cucina. E la bella Catherine è davvero improbabile come grande chef." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 14 settembre 2007) "Commedia gastronomica, remake di 'Ricette d'amore', che si trasferisce dalla Germania alla New York di Becker Street (...) Tutto seguendo il filo del carino nel rapporto zia-nipote (la piccina è Abigail Breslin di 'Miss Sunshine'), sintetizzando complessi con l'arrivo di Aaron Eckhart in parrucchino: ha idee confuse sul cibo (tartufi e Tirami su) ma canta allegramente Verdi e Puccini. Sui titoli di coda si sente Pavarotti, ma entrano in circolo anche Paolo Conte e il vecchio mambo gelato. Arrivano dalla cucina profumi ineffabili e costosi, dal salotto le chiacchiere da psicologo. Morale? Le ricette sono ad personam." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 settembre 2007) Note - REMAKE DEL FILM "RICETTE D'AMORE" (2001) DIRETTO DA SANDRA NETTELBECK CON SERGIO CASTELLITTO E MARTINA GEDECK.
Socrate / a cura di Armando Massarenti
: Il sole 24 ore, 2006
Igrandi filosofi ; 1
La famiglia d'Adda di Sale : storia e arte tra XVI e XVIII secolo / Silvio Leydi
: Nexo, 2008
Abstract: In occasione del bicentenario della Causa Pia d'Adda 1808-2008 viene ricostruita la storia di una nobile famiglia milanese e due secoli di beneficenza dell'ente attraverso documenti e fonti archivistiche, dipinti e fotografie d'epoca.