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Trovati 37829 documenti.

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CENERENTOLA [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

WALT DISNEY PRODUCTION

CENERENTOLA [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney

Abstract: Rimasta sola e senza sostentamento, Silviette viene protetta da Jenny Smart, famosa diva del cinema. Il regista Piccolini, colpito dal suo sorriso, le offre il ruolo da protagonista in "Cenerentola", il film che sta per essere girato. Jenny si rende conto che Silviette può essere un potenziale pericolo. Note - LUNGHEZZA: 815 METRI

SINBAD [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

SINBAD [Videoregistrazione : la leggenda dei sette mari / regia di Patrick Gilmore e Tim Johnson

Abstract: Dopo aver navigato per i sette mari, compresi quelli della letteratura e del cinema, Sinbad approda in televisione con il volto di Zen Gesner. Dopo due anni di lontananza da Bagdad il leggendario capitano di marina e' tornato nella sua citta', la capitale del mondo conosciuto. Ma nulla e' come prima. Le forze del Male si sono impossessate degli abitanti tramite Turok (Juan Chioran) e Admir (Lawrence Bayne), che sono riusciti a corrompere la gioventu' locale e anche il principe Casib (Robyn Dunn), il figlio del Califfo (Gary Reineke). Proprio quest’ultimo assolda Sinbad per sconfiggere coloro che hanno corrotto i cittadini con le tentazioni del lusso. Il nostro, affiancato dal fratello Doubar (George Buza), mette insieme un gruppo di avventurieri senza paura: l’inventore Firouz (Tim Progosh), i marinai Mustapha (Ian Tracey), Rongar (Oris Erhuero), il mago DimDim (Wayne Robson) e la bellissima aiutante di quest’ultimo, l’irlandese Maeve (Jacqueline Collen). Proprio lei, che accetta di far parte del gruppo a condizione di liberare il fratello dalle grinfie della malvagia Rumina (Julianne Moore), fa perdere la testa all’eroe protagonista. Ma l’amore arriva dopo un susseguirsi di avventure fantasy che riprendono il taglio di telefilm come Hercules e Xena (entrambi prodotti l’anno precedente). Girata in Canada e in Sudafrica, la serie si avvale della firma, come autore e sceneggiatore, di Ed Naha, anche produttore esecutivo insieme a Peter Sussman e David Gerber. Matthew McCauley compone la colonna sonora.

Le Alpi
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Videoregistrazioni: DVD

Le Alpi [Videoregistrazione] : patrimonio naturalistico da proteggere / regia di Michael Schlamberger

: Cinehollywood, 2009

Impatto zero

Coraline e la porta magica
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Videoregistrazioni: DVD

Coraline e la porta magica / dal regista di Nightmare before Christmas

Universal, 2009

Abstract: Coraline gira annoiata nella nuova casa fino a quando non trova una porta segreta che conduce ad un mondo alternativo. Rischiera' pero' di restare intrappolata nella nuova dimensione.

Il perchè non lo so
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Videoregistrazioni: DVD

Il perchè non lo so / un film di Elia Castangia

Abstract: In un racconto autobiografico, accompagnato dalle immagini dei luoghi dove ha vissuto e lavorato, il ritratto intimo di una scienziata autorevole, di un'intellettuale impegnata in battaglie civili e politiche, di una donna capace di scelte libere.

K2, gli uomini invisibili
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Videoregistrazioni: DVD

K2, gli uomini invisibili [Videoregistrazione] : la vita spericolata dei portatori d'alta quota

Cinehollywood, 2017

Documentaria

Abstract: Una montagna "bellissima e terribile" che richiama alpinisti da ogni parte del mondo. Ma è solo grazie ai portatori d’alta quota che è possibile raggiungere la cima del K2. Per pochi soldi, gli hunza pakistani accompagnano le spedizioni internazionali sopportando grandi fatiche e affrontando enormi pericoli. Meno addestrati e sicuramente meno celebri degli sherpa nepalesi, anche loro sfidano la morte ogni giorno, lasciando i loro villaggi per affrontare marce logoranti tra le rocce e i ghiacci del Karakora

DVDKatalogo
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Videoregistrazioni: DVD

DVDKatalogo [Videoregistrazione] : 700 volte Diabolik

: GlobalMedia entertainment, [200-?]

Inside out
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Videoregistrazioni: DVD

Inside out [Videoregistrazione] / regia di Pete Docter

: Walt Disney studios home entertainment, [2015?]

Space pirate Captain Herlock. The endless odyssey
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Videoregistrazioni: DVD

Space pirate Captain Herlock. The endless odyssey [Videoregistrazione] : outside legend : special edition / regia di Rintaro

: Shin vision, [2007]

A casa e a scuola con Miffy
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Videoregistrazioni: DVD

A casa e a scuola con Miffy [Videoregistrazione]

: Cinehollywood, 2010

Pole position
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Videoregistrazioni: DVD

Pole position [Videoregistrazione] : i guerrieri della Formula 1 / di James Davis, Oscar Orefici, Ronald King

: Rai cinema : 01 Distribution, [2011?]

Mafalda
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Videoregistrazioni: DVD

Mafalda : il mondo di Mafalda

D Kids,

Mafalda ; 1

Eppur si muove 2
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Videoregistrazioni: DVD

Eppur si muove 2 : giochiamo con la creativita / regia Sergio Manfio ; soggetto e sceneggiatura Francesco e Sergio Manfio

San Paolo, 2007

Lupin III. La prima serie
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Lupin III. La prima serie [Videoregistrazione] = Rupan sansei / regia di Masaaki Ohsumi

: Yamato video : CG home video, 2011

Stan Lee
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Stan Lee : mostri e meraviglie / directed by Scott Zakarin

Sony Pictures Home Entertainment, 2006

Sergio Bonelli
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Videoregistrazioni: DVD

Sergio Bonelli : l'avventura del fumetto / di Andrea Bosco

Medialogo, 2012

Gente di Milano ;

Toy story 3
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Videoregistrazioni: DVD

Toy story 3 [Videoregistrazione] : la grande fuga / regia di Lee Unkrich / prodotto da Disney- Pixar

: Walt Disney studios home entertainment, 2010

Abstract: Andy sta per andare al college mentre i suoi fedeli amici giocattoli verranno portati in un asilo, dove saranno costretti a giocare con bambini indomabili dalle piccole dita appiccicose. Spinti dal motto tutti per uno-uno per tutti, l'eterogeneo gruppo deciderà di pianificare 'la grande fuga'. "Signore e signori, ecco a voi un film con la F maiuscola: Toy Story 3. La grande fuga. Lasciamole da parte le critiche fuori luogo giunte da femministe americane, che avrebbero visto in alcuni personaggi tendenze sessiste e omofobe. Probabilmente si sono dimenticate di quando erano bambine e i giocattoli erano solo oggetti attraverso i quali divertirsi e sognare. E divertirsi e sognare è proprio ciò che propone agli spettatori questo film di animazione che se non è un capolavoro poco ci manca. Ma ormai non è neppure più una notizia, visto che la Pixar ci ha abituati a prodotti vicini alla perfezione. E questo terzo, a lungo atteso, capitolo della fortunata saga - che quindici anni orsono con la Disney apriva le porte dell'animazione verso nuove frontiere grazie alla computer grafica - non delude le attese. Rivelandosi anzi il film migliore della serie non solo per qualità realizzativa, arricchita da un uso del 3D mai debordante, ma soprattutto per una sceneggiatura brillante che unisce magistralmente, come accadde per il primo pioneristico Toy Story, innovazione, creatività, umorismo e capacità di emozionare; un mix ben calibrato in cui trovano ancora spazio gustose citazioni cinematografiche, che supera il severo giudizio dei piccini e piace anche agli adulti. La formula vincente non è cambiata: non semplici racconti per bambini - raffinati ma pur sempre ancorati a schemi narrativi elementari - bensì storie che seguono le regole del cinema recitato, con la capacità di attingere ai classici e tuttavia andando coraggiosamente oltre, per mettere tecnica e fantasia al servizio di copioni svincolati anche dai consueti canoni dei cartoon. Non a caso dal 1995 questa produzione è il punto di riferimento imprescindibile, a cui si sono richiamati i vari 'Shrek' e 'L'era glaciale' nonché i successivi lungometraggi Pixar, da 'Alla ricerca di Nemo' a 'Wall-E' fino a 'Up'. E questo per aver saputo comporre racconti capaci di far sorridere, di commuovere. E di far riflettere, affrontando temi importanti, quali il valore dell'amicizia e della solidarietà, la paura di sentirsi soli o rifiutati, l'ineluttabilità del diventare grandi, la forza che scaturisce dal sentirsi una famiglia. I film della serie, in un crescendo narrativo non sempre scontato quando si tratta di sequel, raccontano tutto questo attraverso i vari passaggi della vita di Andy, il ragazzino cui appartengono i giocattoli che prodigiosamente si animano quando non ci sono persone nei paraggi, dal simpatico sceriffo Woody al pupazzo spaziale Buzz Lightyear (Buzz "annoluce"), passando per la cowgirl Jessy, Mr e Mrs Potato, il cane Slinky, il dinosauro Rex, paurosissimo. Il leitmotiv è quello dell'abbandono; un abbandono che sottintende un doloroso nuovo equilibrio fino a un ritorno tanto improbabile quanto desiderato. Così, se nel primo episodio - 'Il mondo dei giocattoli' - Woody, fino ad allora il pupazzo preferito di Andy, teme di essere soppiantato dall'ultimo arrivato Buzz con le sue meraviglie tecnologiche, nel secondo - 'Woody e Buzz alla riscossa' - è proprio il ranger spaziale a dover salvare lo sceriffo messo per errore in vendita in un mercatino dalla mamma di Andy. Undici anni dopo, in questo terzo episodio, Andy, ormai diciassettenne, sta per partire per il college. Per i suoi giocattoli il rischio è quello dell'abbandono definitivo. Il ragazzo deve svuotare la sua stanza e decidere cosa fare dei vecchi amici di giochi: metterli in soffitta, buttarli nella spazzatura o regalarli a un asilo. Ed è proprio qui che finiscono, per un malinteso. (...) tra gag esilaranti e trovate strepitose, tra momenti di tenera commozione, di suspense e di geniale umorismo, la storia - diretta da Lee Unkrich e sceneggiata da Michael Arndt, premio Oscar per quel gioiellino che è 'Little Miss Sunshine' - si sviluppa nella pianificazione e nell'attuazione della grande fuga. E, senza dover accentuare le caratterizzazioni già ben esplicitate negli episodi precedenti, il racconto regala altri personaggi azzeccatissimi, come il bambolotto dietro il quale si cela un cinico aguzzino, il clown triste che svela un passato drammatico e, soprattutto, Ken e Barbie, sciocchi e, ovviamente, trendy, protagonisti peraltro di un grazioso siparietto sentimentale. Insomma, la premiata ditta Lasseter & co. realizzano un altro bellissimo film: avventura di grande intensità emotiva, in cui le vicende dei giocattoli, grazie alla loro capacità di agire e pensare come umani in puro stile Disney, diventano una metafora utile per parlare di sentimenti veri. "Tu hai un amico in me", recita il brano che fin dal primo episodio accompagna i titoli di coda (conditi con gli esilaranti finti ciak sbagliati inseriti per la prima volta in un film di animazione). Perché l'amicizia è il vero collante di quest'improbabile ma affiatato gruppo di pupazzi." (Gaetano Vallini , 'L'Osservatore Romano' 9 luglio 2010) "Andate a vedere 'Toy Story 3' e poi fatevelo spiegare dai bambini: l'avranno sicuramente capito meglio degli adulti, a giudicare da un paio di reazioni deliranti che il film ha suscitato negli Usa. Paese, notoriamente, pieno di pazzi. (...) Paese di pazzi, dicevamo, 'Toy Stoty 3' non è nemmeno tra i 6 migliori cartoons della Pixar, almeno secondo noi, ma è un film toccante e a tratti cupo, per un motivo che fra poco proveremo a spiegare. (...) La cosa più importante di 'Toy Story 3', almeno secondo noi, è che la storia si svolga quando l'ex bambino Andy sta per andare al college. E' un modo di interrogarsi sul mistero del crescere, e su quel che succede al nostro 'io' bambino (di cui i giocattoli sono un simbolo) quando lo abbandoniamo. Non è un caso che il primo 'Toy Story' sia uscito nel 1995, e che i bimbi di allora oggi siano ventenni e più. 'Toy Story' è scritto, disegnato, pensato per loro." (Alberto Crespi, 'L'unità', 2 luglio 2010) "Un successo atteso e meritato, accompagnato però da alcune polemiche da una rivista americana. Polemiche per davvero poco giustificate. (...) Sembrano perciò difficili da capire le accuse della giornalista statunitense Natalie Wilson che afferma: 'In 'Toy Story 3' solo un giocattolo su sette nuovi è donna: la percentuale rischia di danneggiare i bambini che, vedendo certi film, crescono interiorizzando le idee stereotipate su come gli uomini e le donne dovrebbero essere', aggiungendo accuse di 'omofobia e misoginia'. Polemiche che non riescono, però, a oscurare la bellezza del film che, attraverso le gag, lascia alla storia quello che ognuno, piccolo o grande che sia, desidera: legami sinceri, amicizie fedeli e anche il grande desiderio di una famiglia unita capace di litigare, ma anche di ritornare indietro per spegnere con un sorriso i malumori." (Emanuela Genovese, 'Avvenire', 3 luglio 2010) "Se c'è un genere che dà l'impressione non soffrire la crisi generalizzata di idee e di risultati che sembra aver attanagliato Hollywood (nonostante l'exploit di 'Avatar' i primi sei mesi del 2010 non promettono molto di buono oltreatlantico e la stagione estiva, solitamente ricca di successi, si sta rivelando un sonoro flop: 11 per cento in meno di ricavi, 20 per cento in meno di pubblico. Finora), se ci sono dei film che dimostrano come creatività e fantasia possono essere ancora di casa al cinema, nonostante la marea di remake e riadattamenti che invade gli schermi, quelli sono i film d'animazione. (...) L'ultima conferma viene da questo 'Toy Story - La grande fuga' che se non è un capolavoro poco ci manca e che riprende i personaggi del film di Lasseter di quindici anni fa (e del sequel del '99: 'Woody & Buzz alla riscossa') per aggiornare le avventure senza tradirne lo spirito. Ma soprattutto senza dare assolutamente l'impressione di riciclare in qualche modo vecchie idee o spunti abusati. Lo si capisce subito dal rispetto per lo scorrere del tempo. (...) C'è insomma la capacità di passare da un cinema d'invenzione a uno di emozione a un altro ancora di riflessione senza perdere mai di vista il piacere dell'avventura e della sorpresa (e del gusto della parodia, come nell'introduzione in puro stile blockbuster o nei divertenti rimandi alla 'Grande fuga' di Sturges). In nome di un cinema che non vuole mai abdicare all'intelligenza e alla fantasia, forse perché si rivolge al pubblico più esigente e sofistico che esista: quello dei bambini." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 7 luglio 2010) "L'unico problema di 'Toy Story 3' è il numero. Vasti (e giustificati) sono i pregiudizi sui sequel: con quel 3 appiccicato in fondo, nessuno vorrà credere che il terzo episodio è al livello del primo se non superiore, invece è proprio così. Mai visto una squadra di creativi estrarre tante idee, divertimento e emozioni da un insieme definito di elementi. Anche se a dire il vero le novità non mancano. (...) Così il problema della crescita e dell'abbandono (a ogni crescita corrisponde una perdita) si complica con folli peripezie che costringono ogni personaggio, compresi i nuovi, a esplorare i limiti della proprio 'personalità' che non si esaurisce certo col design e le caratteristiche tecniche (ci sono giochi ri-programmabili, come imparerà a sue spese il povero Buzz Lightyear, impegnato in una performance schizoide semplicemente irresistibile. Ma ci sono anche giocattoli-attori, con tutte le fisime del caso, e qui il divertimento si fa sofisticato). Perché il soggetto vero in fondo è questo: capire chi si è veramente (di cosa si è capaci), cercando al tempo stesso di capire chi sono e di cosa sono capaci gli altri (giocattoli). Ma il film non sarebbe la meraviglia che è se questo tema fosse ostentato, mentre il genio della Pixar consiste proprio nel travasare un'intelligenza e un'acutezza superiori a quelle di film ben più blasonati, in meccanismi narrativi perfetti. Vedere per credere la scena in cui Mr. Potato si reincarna (faticosamente) in una tortilla molle. O il flirt fra Ken e Barbie, che tanto ha irritato un gruppo di femministe americane particolarmente ottuse. Si dice sempre che non ci sono più film per tutti. Errore, Ci sono eccome. Ma oggi più che mai sono film d'animazione." (Fabio Ferzetti, 'Messaggero', 7 luglio 2010) "Secondo l'infallibile formula della Pixar e della sua mente, John Lasseter (...), 'Toy Story 3-La grande fuga' è fatto per piacere in uguale misura ad adulti e bambini. Che vi ritrovano un motivo d'identificazione in comune. Quale? Fin dalla prima puntata la serie è traversata da un'idea, un'ossessione che prima o poi riguarda tutti, dai bimbi di fronte alla nascita del fratellino all'adulto in ambasce per amore o per il posto di lavoro: l'angoscia di essere rifiutati, dimenticati, di venire smaltiti. (...) Scritto da Michael Arndt (lo sceneggiatore di 'Little Miss Sunshine') e diretto da Lee Unkrich, il terzo episodio della saga si piega alla moda del 3D, ma senza abusarne: la tecnica tridimensionale è messa al servizio della storia, piuttosto che diventarne la ragione; a volte, quasi la dimentichi. Il fatto è che Unkrich realizza le scene secondo l'estetica dei cartoon classici: di quella Disney, insomma, con la quale ora la Pixar è consociata. Divertente e commovente dall'inizio alla fine, 'Toy Story 3' è particolarmente spassoso nelle scene con Barbie e Ken. Lei era la bambola della sorella di Andy; lui fa parte della banda dell'asilo, anche se gli altri lo sfottono (non sei un giocattolo, sei un accessorio... una borsetta con le gambe). Sulla rivista Mr. Magazine un gruppo di femministe americane ha creduto bene di stigmatizzare il film come sessista e omofobo, proprio a causa delle scene con la coppia new entry. La bionda Barbie sarebbe troppo sottomessa; Ken, un modaiolo criptogay. Si direbbe la crociata di gente che, da piccola, non ha mai avuto giocattoli." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 9 luglio 2010) "Chi - crescendo - gettava i giocattoli, dimostra di non averli meritati e, soprattutto, lascia capire che diverrà ciò che è: uno dei tanti adulti aridi, di quelli che si disferanno di genitori e amici (intesi come alleati) appena saranno inutili. (...) Sotto la patina sempre più sottile del monoteismo, esiste un diffuso animismo indo europeo, che dà un'identità non solo ai giocattoli, ma anche alle biciclette, alle motociclette, alle auto. Sono le metamorfosi degli animali domestici. Solo chi li produce e li smercia riesce a considerarli un aggregato di plastica, gomma e metallo. L'impronta della Pixar che si è impressa sul marchio Disney ha tenuto conto che i tempi avevano reso il pubblico sempre meno rurale e sempre più urbano. Ma che le sue esigenze di tenerezze non erano calate, anzi. (...) Se negli anni successivi alle crisi del 1929 Walt Disney aveva ricalcato lo Scrooge di Charles Dickens nel personaggio di Paperone, dopo le crisi del 2008 John Lasseter segue - inconsapevolmente? - le tracce di Hector Malot ('Senza famiglia') e di Victor Hugo ('I miserabili'). Lasseter è dunque il più inatteso continuatore di Marx? Visto il suo ormai notevole potere economico è semmai il più originale continuatore dell' industriale Engels..." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 9 luglio 2010) Note - IL FILM HA VISSUTO VARIE VICISSITUDINI DI LAVORAZIONE POICHE' ERA STATO ANNUNCIATO E POI SOSPESO DOPO LA FUSIONE DISNEY/PIXAR. - PRODUTTORE ESECUTIVO: JOHN LASSETER. - VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: FABRIZIO FRIZZI (WOODY), MASSIMO DAPPORTO (BUZZ LIGHTYEAR), CLAUDIA GERINI (BARBIE), FABIO DE LUIGI (KEN), RICCARDO GARRONE (LOTSO GRANDI ABBRACCI), GERRY SCOTTI (TELEFONO CHIACCHIERONE), GIORGIO FALETTI (CHUCKLES), MATTEO LEONI (ANDY). - VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: TOM HANKS (WOODY), JOAN CUSACK (JESSIE), TIM ALLEN (BUZZ LIGHTYEAR), MICHAEL KEATON (KEN), JOHN RATZENBERGER (HAMM), WALLACE SHAWN (REX), DON RICKLES (MR. POTATO HEAD), ESTELLE HARRIS (MRS. POTATO HEAD). - GOLDEN GLOBE 2011 COME MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE. - OSCAR 2011 PER: MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE E CANZONE ORIGINALE. LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR FILM, SCENEGGIATURA NON ORIGINALE E MONTAGGIO SONORO.

Toy story
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Videoregistrazioni: DVD

Toy story [Videoregistrazione] : 10. anniversario / regia di John Lasseter

: Buena Vista home entertainment, [200-?]

Abstract: Lo sceriffo Woody, giocattolo preferito di Andy e leader incontrastato degli altri pupazzi e pupazzetti (Potato, Slinky, Rex, Hamm, Bo Peep) che affollano la stanza del ragazzo, per la prima volta è veramente preoccupato: Buzz, il nuovo giocattolo regalato ad Andy, è un robot galattico con laser, karate ed ali estraibili incorporate e, cosa insopportabile, Andy sembra preferirlo a lui, mentre gli altri giocattoli, incantati dalle prodezze e dal carattere un po' spaccone ma gioviale del nuovo venuto, lo hanno eletto nuovo leader. Woody, sapendo che incombe un trasloco, decide perciò di eliminare per sempre il rivale facendolo cadere dalla finestra. Gli altri giocattoli, furiosi, attaccano Woody che viene salvato dall'ignaro Andy che lo porta con sé, dovendo uscire con mamma a far spese, e non trovando "l'usurpatore" Buzz, che invece si attacca all'automobile del ragazzo. Dopo varie peripezie, i due giocattoli finiscono al Pizza-Planet, fast food e sala giochi dove Buzz, convinto di essere un vero astronauta, sale su un'astronave-giocattolo per decollare, ma finisce invece in una pesca a premi di piccoli alieni dove viene estratto, assieme a Woody, che tenta di salvarlo, dal perfido Sid, vicino di casa di Andy e torturatore di giocattoli. I due finiscono nella camera-incubo di Sid, il quale ha creato mostruosi ibridi da giocattoli diversi che si diverte a sezionare e far esplodere di tanto in tanto: Buzz, con un razzo legato alla schiena, verrà fatto saltare l'indomani. Ma Woody, fatta amicizia coi mostriciattoli, li guida in un'azione che porta alla sua liberazione. Però il camion del trasloco e l'automobile con Andy e mamma si allontanano da Woody e Buzz i quali, dopo un travagliato inseguimento, finiscono per dover accendere il razzo sulla schiena del robot per raggiungere, con un volo acrobatico, I'automobile di Andy, dove si ritrovano come per caso, mentre il ragazzo credeva di averli perduti. "Il primo lungometraggio completamente digitale, ma per nulla freddo e cerebrale: l'astronauta Buzz e il cowboy Woody, prima rivali e poi amici come simboli di due generazioni di giocattoli. Ritmo, gag geniali, e una corte dei miracoli di balocchi come omaggio ai "freaks" di Tod Browning." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 121, 1995) "Toys è un racconto estremamente piacevole, ripieno di trovate, sentimentale ma non retorico nel rovesciare, computerizzando la quotidianità di una casetta borghese di provincia, l'inconscio dei giocattoli, umanizzati con plus valore di simpatia, come Disney fa da anni con gli animali. E nel gran circo, ognuno col suo carattere, ci sono dinosauri, cannocchiali, maialini, rane, fatine, robot, un bassotto a molle e soldatini che si calano nel verde di casa. Mentre i due protagonisti, doppiati con spirito da Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto passano momenti difficili, si insultano e rievocano due epoche diverse, il buonsenso della prateria, metti il Cavaliere della valle solitaria, contro l'arroganza spaziale, metti le Guerre stellari." (Corriere della Sera, Maurizio Porro, 25/3/96) "Le idee sono molte, il ritmo "spielberghiano", le battute esilaranti ed il bello (o il brutto) è che la suspense della lotta per la vita nasce da quei piccoli gesti, quegli automatismi quotidiani, quelle condizioni ambientali che l'universo umano considera scontati, pacifici ed inevitabili. Indimenticabile, per di più, appare il personaggio dell'amichetto di Andy, il terribile Sid con la macchinetta sui denti e il teschio sulla maglietta che usa torturare i giocattoli, gettarli in bocca al cagnaccio o farli esplodere coi petardi e tiene nella sua cameretta una specie di cottolengo, tanti piccoli ibridi ottenuti rimontando a casaccio pezzi originali asportati. " la favola, bonaria sino ad un certo punto, dei Mattel, Lego o Playschool che vivono una tenera vita parallela non meno angosciosa, peraltro, di quella già stressante che gli fanno vivere i pestiferi padroncini." (Il Mattino, Valerio Caprara, 3/4/96) Note - SUPERVISIONE ANIMAZIONE: PETE DOCTER. - SUONO: GARY RYDSTROM. - REVISIONE MINISTERO MARZO 1996. - IL BRITISH FILM INSTITUTE LO HA INSERITO NELLA CLASSIFICA DELLE 50 OPERE PIÙ ADATTE A UN PUBBLICO GIOVANE STILATA NEL 2005. - VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: TOM HANKS (WOODY), TIM ALLEN (BUZZ LIGHTYEAR). - VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: FABRIZIO FRIZZI (WOODY), MASSIMO DAPPORTO (BUZZ LIGHTYEAR).

Wall-E
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Videoregistrazioni: DVD

Wall-E [Videoregistrazione] / regia di Andrew Stanton

: Buena vista home entertainment, [2009]

Abstract: WALL·E (Waste Allocation Load Lifter Earth-Class) è un robottino che da centinaia di anni conduce un'esistenza solitaria sulla Terra perché gli esseri umani hanno abbandonato il pianeta, ormai invivibile. Un giorno, mentre WALL·E compie le sue consuete mansioni, una misteriosa astronave atterra sul pianeta. Da quel momento il piccolo automa avrà un nuovo scopo nella vita: seguire attraverso la galassia EVE, la robot-ricercatrice che, grazie a lui, ha scoperto una nuova chiave per il futuro dell'umanità.

Sporche bestie [videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Dahl, Roald <1916-1990>

Sporche bestie [videoregistrazione / Testi di Roald Dahl ; illustrazioni di Quentin Blake

Milano : Imperial Bulldog, 1992