Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
Puoi raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 24 documenti.
Altro
SAGA Egmont, 2020
Abstract: La lettera rubata è il terzo racconto poliziesco scritto da Edgar Allan Poe avente come protagonista l'investigatore improvvisato Auguste Dupin. Questo racconto, scritto per la rivista The Chamber's Journal nel 1845, fu spunto di riflessione per Sigmund Freud, per uno psicanalista sperimentale come Jacques Lacan e per il celebre filosofo francese Jacques Derrida. Il racconto è stato tradotto in francese da Charles Baudelaire come La lettre volée. Poe narra del furto di una lettera estremamente compromettente perpetrato dal ministro D ai danni di una gran dama di corte (forse la stessa regina di Francia). Monsieur G, prefetto di polizia di Parigi, conosce l'identità del ladro e sa che non si è liberato della lettera, ma, nonostante tutti gli sforzi che vanno dalla perquisizione personale a quella più che accurata dei suoi uffici e appartamenti, non riesce a recuperarla. Quando si rivolge a Auguste Dupin, l'investigatore ideato da Poe, il mistero sarà presto risolto con il recupero della lettera. Il ministro D, ben conoscendo le tecniche investigativa della polizia, non aveva nascosto la lettera, ma non aveva fatto altro che lasciarla in bella evidenza nel suo portacarte, avendo solo l'avvertenza di rigirarla e di sigillarla. Se avesse cercato di occultarla la polizia l'avrebbe certamente trovata, ma mai agli stessi venne in mente, proprio perché questo andava contro ai loro frame cognitivi, che fosse in bella mostra, quasi esibita. Proprio l'abbandono della tecnica investigativa classica ha permesso a Dupin di risolvere il mistero mette do in campo un'altra competenza: la capacità di mettersi dal punto di vista dell'altro. D'altra parte era la stessa cosa che era accaduto nel momento del furto: la gran dama, all'entrata del ministro D, non cercò di nasconder la lettera, la mossa avrebbe insospettito i presenti, ma si limitò a lasciarla coperta sul tavolo da dove il ministro l'aveva semplicemente presa, come se fosse cosa sua. Solo il ministro, e successivamente August Dupin, sapevano abbandonare i propri schemi mentali.Edgar Allan Poe è stato uno scrittore, poeta e giornalista statunitense. Considerato uno dei più grandi e influenti scrittori statunitensi della storia, Poe è stato l'iniziatore del racconto poliziesco, della letteratura dell'orrore e del giallo psicologico. Poe è considerato il primo scrittore alienato d'America, avendo dovuto lottare per buona parte della vita con problemi finanziari, l'abuso di alcolici e sostanze stupefacenti e con l'incomprensione del pubblico e della critica dell'epoca.
Altro
SAGA Egmont, 2020
Abstract: Lo scenario inizialmente serale (topos del fantastico) è complice perfetto dell'ambiguità che lo scrittore vuole creare. Non è caso la novella è collocata in questo momento del giorno, che favorisce una sorta di dormiveglia, durante il quale è difficile individuare la linea di demarcazione tra realtà e fantasia: "la notte incombe sullo spirito, conquista la fantasia e concede all'immaginazione le più strane visioni" afferma il narratore-protagonista di Garofani rossi. Un'oscurità non solo reale ma metaforica, mentale, insomma che spegne la luce della ragione e getta ombra sull'attendibilità di ciò che il protagonista giura d'aver "visto e udito". Eppure il suo ricordo è preciso. D'altronde tale esigenza di precisione del narratore è topica della scrittura fantastica, aiuta il lettore a ricomporre i pezzi della storia nella sua investigazione del mistero.Salvatore Di Giacomo è stato un poeta, drammaturgo e saggista italiano. Fu autore di notissime poesie in lingua napoletana (molte delle quali poi musicate) che costituiscono una parte importante della cultura popolare partenopea. È molto apprezzato come novelliere nero.Insieme ad Ernesto Murolo, Libero Bovio e E. A. Mario è stato un artefice della cosiddetta epoca d'oro della canzone napoletana. Si iscrisse alla facoltà di medicina, ma smise subito di frequentarla per dedicarsi al giornalismo e alla letteratura. Fu qualche mese in Germania, di dove mandò al "Corriere del mattino" varie novelle fantastiche, che ricordavano i racconti romantici tedeschi ma anche le novelle della scapigliatura. Autore di volumi eruditi (Cronaca del teatro San Carlino, 1891), fu narratore discontinuo, ma dai tratti estremamente delicati e toccanti: Minuetto settecentesco (1883), Pipa e boccale (1893), Novelle napolitane (1914), L'ignoto (1920).
Altro
SAGA Egmont, 2021
Abstract: Una risata che sfuma nella malinconia unisce questi racconti brevi, narrativamente indipendenti ma simili nel tipo di umorismo che li anima. Dai caffè densi di fumo della Milano di metà Ottocento, Tarchetti scatta un'istantanea, nebulosa e amareggiata, di quel periodo storico. Ironia, soprannaturale e grottesco si mescolano in questo viaggio crepuscolare e umoristico nella bohème italiana e nei travagli spirituali di un artista che deve fare i conti con la sua posizione nel mondo.Iginio Ugo Tarchetti (1839-1969) è stato uno scrittore e giornalista italiano. Tarchetti apparteneva al gruppo degli Scapigliati, una corrente letteraria attiva soprattutto a Milano a metà dell'Ottocento. Scrittore fantasioso e "boehémien", tra le sue opere ricordiamo 'Fosca' e la collezione di storie brevi intitolata 'Racconti umoristici'.
Altro
SAGA Egmont, 2021
Abstract: In 'La libertà', uno dei saggi di filosofia politica più influenti della storia moderna, John Stuart Mill si interroga sul concetto di libertà e le sue forme. Cos'è la libertà? Cosa deve fare lo stato per garantirla? Cosa, invece, devono fare gli individui per assicurarsela, per sé e per gli altri? Delineando i limiti di ciò che può essere definito "libertà", Mill emerge come appassionato sostenitore della diversità e antagonista dell'univocità. Per il filosofo inglese, la libertà non è il totalitarismo di un'unica opinione condivisa ma una costellazione in continua espansione di punti di vista e scelte personali.John Stuart Mill (1806-1873) è stato un filosofo ed economista inglese. Considerato uno dei padri nobili del liberalismo politico ed economico, le sue opere spaziano attraverso gli argomenti e i campi del sapere, dal femminismo di 'La servitù delle donne' all'intramontabile esplorazione del concetto di "libertà" in 'La libertà'.Traduttore: Arnaldo Agnelli