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Trovati 21 documenti.

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Praga, poesia che scompare
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Kundera, Milan

Praga, poesia che scompare

Adelphi, 14/05/2024

Abstract: L'invasione russa della Cecoslovacchia nel 1968 non ha solo conculcato i diritti umani, la democrazia, la giustizia: ha ridotto a "un foglio di carta in fiamme / dove scompare la poesia" – scriveva Kundera nel 1980 citando l'amato Nezval – una "grande cultura". Una cultura unica, che la "capitale magica d'Europa" ha forgiato lungo i secoli, e che ha conosciuto l'apogeo con Kafka, Hašek e Janaček, artefici dei "tre pannelli del quadro dell'inferno futuro": "labirinto burocratico", "idiozia militare", "disperazione concentrazionaria". Tracciare il ritratto di Praga significava allora, per Kundera, riportare alla luce un'Atlantide inabissata, salvare una visione del mondo renitente a "identificarsi con la Storia" e a "cogliere nei suoi spettacoli serietà e senso". Ma noi lettori non potremo fare a meno, oggi, di riconoscere in quel ritratto, attraversato da un fremito di commossa nostalgia, un autoritratto, che rivela, meglio di qualunque saggio critico, la "genealogia segreta" da cui scaturisce l'opera di Kundera. Dentro al suo laboratorio ci conduce anche "Ottantanove parole", un dizionario personale nato nel 1985 dall'esigenza, per lui che ancora scriveva in ceco ma pensava ormai a come ogni frase sarebbe suonata in francese, di chiarire al nuovo pubblico le "parole chiave", le "parole trabocchetto", le "parole d'amore" attorno alle quali erano costruiti i suoi romanzi – e tuttora essenziale per chi li ami e voglia conoscerli meglio.

Un Occidente prigioniero
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Kundera, Milan

Un Occidente prigioniero

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Nel giugno del 1967, poco dopo la lettera aperta di Solženicyn sulla censura nell'Urss, si tiene in Cecoslovacchia il IV Congresso dell'Unione degli scrittori. Un congresso diverso dai precedenti – memorabile. Ad aprire i lavori, con un discorso di un'audacia limpida e pacata, è Milan Kundera, allora già autore di successo. Se si guarda al destino della giovane nazione ceca, e più in generale delle "piccole nazioni", appare evidente – dichiara Kundera – che la sopravvivenza di un popolo dipende dalla forza dei suoi valori culturali. Il che esige il rifiuto di qualsiasi interferenza da parte dei "vandali", gli ideologi del regime. La rottura fra scrittori e potere è consumata, e di lì a poco la Primavera di Praga confermerà sino a che punto la nuova fioritura culturale avesse accelerato il disfacimento della struttura politica. A questo discorso, che segna un'epoca, si ricollega un intervento del 1983, destinato – ha scritto Jacques Rupnik – a "rimodellare la mappa mentale dell'Europa" prima del 1989. Con una veemenza che il nitore argomentativo non riesce a occultare, Kundera accusa l'Occidente di avere assistito inerte alla sparizione del suo estremo lembo, essenziale crogiolo culturale. Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia, che all'Europa appartengono a tutti gli effetti, e che fra il 1956 e il 1970 hanno conosciuto rivolte drammatiche e grandiose, sorrette dal raro connubio di cultura e vita, non sono infatti agli occhi dell'Occidente che una parte del blocco sovietico. Tragedia terribile e angosciosa, colpevole abbaglio di chi ha ormai smarrito la propria identità culturale.

Lo scherzo
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Kundera, Milan

Lo scherzo

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: "Con "Lo scherzo", il "tono" di Kundera è già nato splendidamente: quel dono di unire la rabbia e il gioco, l'odio e la tenerezza, la solidità e il capriccio, la disperazione e la melodia, il nichilismo e il sogno... Quello che non finisce di avvincerci è la fluidità: il dono supremo del narratore. Questa fluidità nasce da una totale dedizione ed effusione del corpo, della mente e dell'anima: incanta e conquista il Tempo, il Tempo della narrazione e del mondo, dove si installa come signore; e di lì, dal cuore stesso del tempo, si rivolge ad ognuno di noi, come diceva Tolstoj, per contagiarci, come se ciascuno di noi fosse il più fraterno dei complici".PIETRO CITATI

Il sipario
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Kundera, Milan

Il sipario

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Da tempo Kundera accompagna la sua attività di romanziere con una costante riflessione sul romanzo, che è per lui un'"arte autonoma", da leggere non già nel "piccolo contesto" della storia nazionale, ma nel "grande contesto" della storia sovranazionale – di quella che Goethe chiamava Weltliteratur. Sterne reagisce a Rabelais e ispira Diderot, Fielding si richiama a Cervantes e con Fielding si misura Stendhal, la tradizione di Flaubert prosegue nell'opera di Joyce ed è nella sua riflessione su Joyce che Broch sviluppa una poetica del romanzo: è questa l'idea che Kundera ci offre del romanzo, organismo delicato, prezioso, che vive di un'unica storia dove gli scrittori dialogano in segreto e si illuminano a vicenda.Ma non è questo il solo aspetto stupefacente di una riflessione lontana anni luce dall'angustia delle storie letterarie, dal narcisistico gergo della "teoria della letteratura" e dalla seriosità inamidata degli "agelasti", coloro che non sanno ridere. Quando parla del romanzo Kundera fa pensare a un pittore che ci accolga nel suo atelier gremito di quadri e ci racconti di sé ma soprattutto degli altri, di coloro che ama e che lo hanno ispirato – vale a dire dei romanzi che agiscono, come una occulta presenza, all'interno della sua opera. E il suo racconto è nitido, di una impressionante trasparenza, e insieme lieve, affascinante. È così, salvaguardando il proprio linguaggio ed evitando scrupolosamente il gergo accademico, che un romanziere come Kundera, capace di strappare il "sipario della preinterpretazione", parla di ciò che più gli sta a cuore: la ragion d'essere del romanzo, "l'ultimo osservatorio dal quale si possa abbracciare la vita umana nel suo insieme".

Jacques e il suo padrone
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Kundera, Milan

Jacques e il suo padrone

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Kundera scrisse questa commedia – unico suo testo teatrale, mai tradotto finora in Italia – dopo l'invasione russa della Cecoslovacchia, quando il suo nome e la sua opera erano stati ufficialmente cancellati dall'esistenza. Si tratta, dunque, di un "divertimento in tempi di peste". Ed è un caso di straordinaria simbiosi con un autore amato, Diderot, come se con un salto mortale nella letteratura Kundera riuscisse a evadere dall'oppressione incombente. Al pari del romanzo di Diderot, "Jacques il fatalista", sulle cui figure e scene è ricalcato, questo testo di sfrenata leggerezza nasconde le sue punte acuminate (che non sono poche) in un "festino dell'intelligenza, dello humour e della fantasia"."Jacques e il suo padrone", scritto in ceco, è stato pubblicato per la prima volta nel 1971.

L'insostenibile leggerezza dell'essere
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Kundera, Milan

L'insostenibile leggerezza dell'essere

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell'intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere.ITALO CALVINOChi è pesante non può fare a meno di innamorarsi perdutamente di chi vola lievemente nell'aria, tra il fantastico e il possibile: mentre i leggeri sono respinti dai loro simili e trascinati dalla "com-passione" verso i corpi e le anime possedute dalla pesantezza. Così accade nel romanzo: Tomáš ama Tereza, Tereza ama Tomáš: Franz ama Sabina, Sabina (almeno per qualche mese) ama Franz; quasi come nelle "Affinità elettive" si forma il perfetto quadrato delle affinità amorose.PIETRO CITATI

La vita è altrove
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Kundera, Milan

La vita è altrove

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: "Per me "La vita è altrove" è il romanzo della rivoluzione europea in quanto tale, condensata".MILAN KUNDERA

La lentezza
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Kundera, Milan

La lentezza

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: In una notte di mezza estate si intersecano, come in una "féerie", due storie di seduzione, separate da più di duecento anni e oscillanti vertiginosamente fra l'inebriante e l'esilarante.

L'immortalità
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Kundera, Milan

L'immortalità

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: "Nessuno, oggi, possiede la grazia di Kundera: il suo tocco: quella combinazione inimitabile di ironia e amarezza, di malinconia e leggerezza. Basta aprire il libro, leggere due righe, corteggiare un'immagine, inseguire disperatamente un motivo; e ci diciamo sorridendo: "È Kundera""(Pietro Citati su "L'immortalità").

L'ignoranza
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Kundera, Milan

L'ignoranza

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Un uomo e una donna si incontrano per caso mentre tornano al loro paese natale, che hanno abbandonato vent'anni prima scegliendo la via dell'esilio. Riusciranno a riannodare i fili di una strana storia d'amore, appena iniziata e subito inghiottita dalla storia? Il fatto è che dopo una così lunga assenza "i loro ricordi non si somigliano". La nostra memoria è flebile: viviamo sprofondati in un immenso oblio, e ci rifiutiamo di saperlo. Solo coloro che, come Ulisse, tornano dopo vent'anni a Itaca possono contemplare, attoniti e abbagliati, la dea dell'ignoranza.

L'identità
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Kundera, Milan

L'identità

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, istanti in cui l'identità dell'altro si cancella, mentre, di riflesso, dubitiamo della nostra. Solo Kundera poteva trasformare una percezione così segreta e sconcertante in materia romanzesca – e farne uno dei suoi libri più dolorosi e illuminanti."Di questo ultimo libro, intiepidito dalla luce rosea della vecchiaia, posso dire soltanto una parola: è perfetto. Non c'è personaggio, episodio, immagine, parola, spazio bianco, virgola: non c'è luogo dell'incantevole intreccio che sia segnato da una minima ombra. Nessuno scrittore, oggi, ha l'eleganza di Kundera: la sua naturalezza; il suo tocco delicato e sovrano" PIETRO CITATI

L'arte del romanzo
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Kundera, Milan

L'arte del romanzo

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: In sette testi relativamente indipendenti ma collegati come altrettante tappe di un singolo saggio, Kundera ci parla di quella creatura singolare, imprevedibile, grandiosa e delicata che è il romanzo europeo ("arte nata come eco della risata di Dio"). Il suo discorso scavalca con sicurezza ogni pretesa di rigido inquadramento teorico e si dedica invece a un'analisi amorosa di ciò che il romanzo, creatura polimorfa, diventa nelle mani di scrittori così diversi come Kafka e Cervantes, Broch e Tolstoj, Gombrowicz e Flaubert, Diderot e Musil, Rabelais e Sterne – e infine Kundera: perché qui si troveranno i due testi dove Kundera ha detto l'essenziale per chi vuole accedere al segreto dei suoi romanzi. Anche come saggista, Kundera ha il dono stupefacente della trasparenza: le questioni più intricate appaiono nelle sue parole con una nettezza e un'evidenza tali da farci pensare che le stiamo vedendo per la prima volta. E l'aspetto di confessione, da parte di Kundera, sull'arte che oggi egli conosce più di ogni altro, dà a questo libro una pulsazione ulteriore, per noi preziosa: "Devo sottolineare che non ho la minima ambizione di fare della teoria e che tutto il libro non è altro che la "confessione di uno che fa della pratica"? L'opera di ogni romanziere contiene implicitamente una visione della storia del romanzo, un'idea di cos'è il romanzo; ed è proprio quest'idea, insita nei miei romanzi, che ho cercato di far parlare".

Il valzer degli addii
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Kundera, Milan

Il valzer degli addii

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: "C.S.: Lei non ha parlato quasi per nulla del "Valzer degli addii"."M.K.: Eppure è il romanzo che in un certo senso mi è più caro. Come "Amori ridicoli", l'ho scritto con più divertimento, con più piacere degli altri. In un altro stato d'animo. Anche molto più in fretta."C.S.: Ha solo cinque parti."M.K.: Si fonda su un archetipo formale del tutto diverso da quello degli altri miei romanzi. È assolutamente omogeneo, senza digressioni, composto di una sola materia, raccontato con lo stesso tempo, è molto teatrale, stilizzato, basato sulla forma del vaudeville. In "Amori ridicoli", si può leggere il racconto "Il simposio", il cui titolo è un'allusione parodistica al "Simposio" di Platone. Lunghe discussioni sull'amore. Ebbene, questo "Simposio" è composto in tutto e per tutto come "Il valzer degli addii": vaudeville in cinque atti"Milan Kundera, "L'arte del romanzo"

Il libro del riso e dell'oblio
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Kundera, Milan

Il libro del riso e dell'oblio

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Un "romanzo in forma di variazioni" calamitato da un tema: "la lotta dell'uomo contro il potere e la lotta della memoria contro l'oblio".

I testamenti traditi
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Kundera, Milan

I testamenti traditi

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Un saggio che può essere letto come un romanzo che ha per protagonista il romanzo stesso. La migliore introduzione a quella forma di conoscenza che soltanto il romanzo può dare e che sembra irritare sommamente tutti quelli che la ignorano."I testamenti traditi" è stato pubblicato per la prima volta in francese nel 1993.

Amori ridicoli
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Kundera, Milan

Amori ridicoli

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Di questo libro Kundera ha detto una volta di averlo scritto "con maggior divertimento, con maggior piacere" di ogni altro, salvo "Il valzer degli addii".

La festa dell'insignificanza
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Kundera, Milan

La festa dell'insignificanza

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: "Che libro! E che linguaggio ambivalente! Ti stringe alla gola e al tempo stesso ti fa scoppiare in una risata".Marc Fumaroli"In Kundera la voce di chi narra e la voce di chi riflette sono la stessa voce ... La voce allusiva, spiritosa, irriverente del libertino settecentesco. I pensieri di Kundera sono sexy e sconcertanti come le eroine dei suoi romanzi".Alessandro Piperno

Un incontro
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Kundera, Milan

Un incontro

Adelphi, 12/05/2022

Abstract: Quando Paul Valéry fu accolto, nel 1925, fra gli "immortali" dell'Académie française, si vide costretto – lui che non aveva grande stima per l'arte del romanzo – a pronunciare l'elogio di Anatole France, suo predecessore. In un 'panegirico' divenuto leggendario, non solo riuscì a parlare di France senza mai menzionarne il nome, ma con squisita perfidia contrappose le sue opere a quelle di Tolstoj, Ibsen, Zola, tacciandole di "leggerezza". Non c'è da stupirsi, ci avverte Kundera: difficilmente il romanziere rientra nella schiera di coloro che incarnano lo spirito di una nazione. Proprio in virtù della sua arte, il romanziere è per lo più "segreto, ambiguo, ironico", e – celato com'è dietro ai suoi personaggi – difficilmente si lascia ridurre a una convinzione, a un atteggiamento: quel che gli preme non è la Storia (e tanto meno la politica), bensì il "mistero dei suoi attori". Come Beckett, è libero, persino dal virtuoso senso del dovere che lo vorrebbe prigioniero di un Paese o di una lingua; come Danilo Kiš, respinge ogni etichetta, anche quella, proba e accattivante, di emigrato o dissidente; come Škvorecký, è pronto a rivolgere il suo "inopportuno humour" contro il potere e insieme contro il "vanitoso gesticolare" di chi protesta (ad esempio sulla scena della Primavera di Praga). E spesso finisce sulle liste di proscrizione che governano i gusti letterari: soprattutto quando, come Malaparte (cui Kundera dedica qui un folgorante saggio), ci rivela la cupa bellezza di una realtà diventata folle, la nuova Europa nata da un'immensa disfatta, e un nuovo modo, vinto e colpevole, di essere europei. Nel corso degli anni Kundera ci ha insegnato a guardare al romanzo come a una creatura fragile e preziosa, che vive di un'unica storia: ma mai ci aveva rivelato in maniera tanto nitida e affascinante la fisionomia del romanziere, e la sua occulta, vitale, dolorosa "fisiologia".

L'insostenibile leggerezza dell'essere
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Kundera, Milan - Bentivoglio, Fabrizio

L'insostenibile leggerezza dell'essere

Emons Audiolibri, 2016

Abstract: Pietra miliare della letteratura del Novecento, il romanzo mette in scena un perfetto quadrilatero amoroso entro cui le storie dei protagonisti s'intrecciano con le grandi domande della vita, come quelle sul valore delle scelte individuali, sul rapporto tra pesantezza e leggerezza, libertà e costrizione. Alla fine degli anni Sessanta, tra la Primavera praghese e l'invasione sovietica, la giovane Tereza e il marito Tomáš, la pittrice Sabina e il suo amante Franz, oscillando tra fedeltà e tradimenti, esplorano passioni e vertigini di un mondo che è diventato una trappola.Traduttore: Giuseppe Dierna [Antonio Barbato]

Amori ridicoli
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Kundera, Milan - Marco Baliani

Amori ridicoli

Emons Audiolibri, 2023

Abstract: Si tratta sempre di amore, in queste storie. Ma un amore a cui si accompagna ogni volta la mistificazione, con effetto deflagrante. Il mondo va felicemente in pezzi sotto i nostri occhi, frantumato dalla duplice spinta dell'eros e della mistificazione. E l'essenza amorosa, nella sua leggerezza e nel suo pathos, si sprigiona finalmente, come liberata da una costrizione.Traduttore: Giuseppe Dierna