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Trovati 16 documenti.
Prosperos cell and reflections on a marine venus / by Law- rence Durrell
Dutton, 1962
Il labirinto oscuro / Lawrence Durrell
Garzanti, 1977
I Garzanti ; 696
Il labirinto oscuro / Lawrence Durrell
CDE-Club degli Editori, 1968
Un Libro al Mese ; 1
Einaudi, 1982
Nuovi Coralli ; 342
Justine : roman / Lawrence Durrell ; traduit de l'anglais par Roger Giroux
Buchet/Chastel, 1957
Le chemin de la vie ;
Buchet/Chastel, 1959
Le Livre de Poche ; 5619
Mountolive : roman / Lawrence Durrell ; traduit de l'anglais par Roger Giroux
Buchet/Chastel, 1959
Le chemin de la vie ;
Monsieur or the prince of darkness / Lawrence Durrell
Faber and Faber, 1974
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EINAUDI, 08/07/2025
Abstract: "Gli intrighi del desiderio, il bene e il male, la virtù e il capriccio, l'amore e il delitto si aggiravano oscuramente per gli angoli bui delle strade, dei salotti e dei bordelli di Alessandria" Il lettore odierno non si libera dalla sensazione che il Quartetto sia anche un gioco col grande romanzo modernista, e se non la sua (involontaria?) parodia, certo la sua archiviazione. Il "messaggio" che Durrell inscrive nelle pagine finali di Clea - la rinuncia alla hybris intellettualistica del sapere come forma di fagocitazione della realtà - non equivale forse a una presa di distanza, anzi a un vero e proprio congedo da quella che era stata l'eroica e nobile utopia della letteratura modernista: riuscire a dare, malgrado tutto, un ordine e quindi un senso al mondo e alla storia? A Lawrence, che pure ammirava, Pursewarden una volta scrisse che non gli sembrava proprio il caso di costruire un Taj Mahal intorno a una cosa semplice come una bella scopata. Ciò che il lettore si chiede è se l'intero Quartetto non sia per caso una deflation del Taj Mahal costruito dalle archistar della narrativa novecentesca intorno ai Massimi Problemi dell'Arte e della Vita, dell'Io-dello-Scrittore e della Forma-del-Romanzo... Deflation ovvero gioco e pastiche che, nel momento stesso in cui rifanno il verso ai loro modelli, li decostruiscono umoristicamente prima di riporli nel magazzino dei ferrivecchi. dalla prefazione di Giuseppe Sertoli
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EINAUDI, 08/07/2025
Abstract: "Le cicale stanno frinendo nei grandi platani e l'estate mediterranea si stende davanti a me con tutto il suo magnetico azzurro. In qualche punto imprecisato, lontano da qui, al di là della pulsante linea malva dell'orizzonte, c'è l'Africa, c'è Alessandria, che conserva la sua tenue presa sui miei sentimenti per mezzo dei ricordi che già si stanno dissolvendo lentamente nella dimenticanza; ricordi di amici, di fatti accaduti in un passato remoto". Lawrence Durrell, Justine Uno scrittore inglese (alter ego dell'autore) rievoca la sua storia d'amore con una donna ebrea, bellissima, ricca e misteriosa conosciuta ad Alessandria, e il triangolo molto pericoloso con il marito di lei. Intrighi politici, riflessioni letterarie, perversioni sessuali sono tutti elementi portanti di questo romanzo che, nel 1957, inaugurò il famoso "quartetto" dedicato alla città mediorientale, crocevia di lingue, culture e popoli, ispiratrice di infatuazioni di ogni genere. La smania di assoluto e l'erotismo metafisico che Durrell condivideva con il suo amico Henry Miller si snodano in un allucinato gioco di specchi che travolge quattro personaggi indimenticabili. *** "L'unico serio tentativo di romanzo proustiano dopo Proust". (Dalla prefazione di Giorgio Montefoschi)
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EINAUDI, 08/07/2025
Abstract: Si conclude la riproposta del "Quartetto di Alessandria". Se in Clea tutti i personaggi del Quartetto sembrano aver perduto qualcosa (Nessim, oltre alla ricchezza, ha perso un occhio e una mano in un bombardamento, Justine la bellezza, Balthazar i denti), Clea no. Quando, dopo averla cercata, rincorsa e mancata piú volte, Darley la trova seduta ai tavoli dello stesso caffè in cui aveva incontrato Melissa la prima volta, Clea gli appare ancora piú bella e radiosa di prima. Clea è diversa perché è l'unico personaggio "libero di dimenticare"; a differenza degli altri che ne sono ancora prigionieri, lei si è affrancata dalla schiavitú del passato e vive nel presente. Ma chi è questa donna misteriosa? Chi è la pittrice bionda che legge il futuro sul fondo delle tazzine da caffè e sembra essere la musa della città stessa?
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EINAUDI, 08/07/2025
Abstract: "La domanda che irrompe nel Quartetto è il rovello di ogni essere umano: siamo davvero noi gli artefici del nostro destino?" Matteo Nucci Terzo capitolo del "Quartetto di Alessandria", Mountolive è l'unico che Durrell abbia scritto con l'apparenza di un romanzo naturalistico, con tanto di narratore onnisciente. E infatti sembra che tutti i dubbi lasciati aperti nei due libri precedenti vengano finalmente chiariti: abbiamo la sensazione di avere un nuovo e più veritiero quadro degli intrighi erotico-politici nati con Justine e arricchitisi di nuove prospettive con Balthazar. Tra le splendide rose dei giardini di Alessandria e le sue atmosfere sensuali tutto quello che pensavamo di aver capito fino a ora, o di non avere capito, viene sapientemente raccontato di nuovo in modo più chiaro, obiettivo, convincente. Ma forse l'improvvisa luce che prendono le vicende ci condurrà a un più profondo spiazzamento.