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Trovati 10 documenti.
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Passerino Editore, 30/07/2015
Abstract: Hans Christian Andersen (1805 – 1875) was a Danish author. Although a prolific writer of plays, travelogues, novels, and poems, Andersen is best remembered for his fairy tales. Andersen's popularity is not limited to children; his stories, called eventyr in Danish or "fairy-tales" in English, express themes that transcend age and nationality. Andersen's fairy tales, which have been translated into more than 125 languages, have become culturally embedded in the West's collective consciousness, readily accessible to children, but presenting lessons of virtue and resilience in the face of adversity for mature readers as well. In this ebook you got eighteen of his most famous fairy tales include "The Emperor's New Clothes", "The Snow Queen", "The real princess", and many more. English Translation: H. P. Paull (1872).
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Il brutto anatroccolo e altre fiabe
Passerino, 07/08/2014
Abstract: Hans Christian Andersen (Odense, 2 aprile 1805 – Copenaghen, 4 agosto 1875) è stato uno scrittore e poeta danese, celebre per le sue fiabe. Tra le sue opere più note al pubblico di ogni età vi sono "La principessa sul pisello"(1835), "Mignolina"(1835), "La sirenetta"(1837), "La regina delle nevi"(1844), "Il soldatino di stagno", "Il brutto anatroccolo" e "La piccola fiammiferaia"(1845). Il grande scrittore danese ha attinto certamente, da una parte, alla vasta tradizione popolare del suo Paese ed europea, e dall'altra, alla sua immaginazione creatrice.Traduzione a cura di Maria Pezzè Pascolato (Venezia, 1869 – 22 febbraio 1933), pedagogista, scrittrice e insegnante italiana.
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Rizzoli, 05/04/2014
Abstract: Una sirenetta, per amore di un giovane principe, abbandona il fondo del mare e va a vivere in mezzo agli uomini. Non tutto andrà come sperato, ma il riscatto finale sarà dolce ed eterno...
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Einaudi, 01/04/2014
Abstract: Storie vere e inventate di uomini, cose e animali, che hanno un'impronta indefinibile di bonarietà, ironia e ingenua finezza popolana. Un mondo a volte spietato, a volte allegro e generoso che esprime in modo semplice e genuino le paure, le malinconie e le speranze della vita.
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Rizzoli, 07/06/2014
Abstract: Mignolina è una bambina piccolissima, nata da un fiore. La vita per lei è piena di insidie, ma anche di piccole, meravigliose sorprese...
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Rizzoli, 02/08/2014
Abstract: C'era una volta... un soldato valoroso che tornava dalla guerra. Nonostante il suo coraggio, le sue tasche erano vuote e la spada era rimasta la sua unica ricchezza...
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Fazi Editore, 21/05/2013
Abstract: Secondo romanzo di Andersen, O.T. venne pubblicato nel 1836, dopo il successo del romanzo L'improvvisatore e un primo volumetto di fiabe. L'anno dopo seguirà Il violinista, a consolidamento della fama di Andersen come romanziere, poi progressivamente eclissata da quella di Andersen autore di fiabe.Il giovane barone Otto Thostrup, uno studente dall'oscuro passato, reca tatuate sulla schiena, e senza conoscerne fino all'epilogo il vero significato, le iniziali O.T.. Esse stanno per Odense Tugthus ('Riformatorio di Odense') dov'era vissuto da piccolissimo. Sua madre era stata sedotta e tradita dallo scapestrato figlio del colonnello Thostrup, un vecchio e austero militare, e per amor suo si era addossata la colpa di due furti da lui compiuti e le relative conseguenze penali. Prima di morire nella casa di correzione aveva dato alla luce due gemelli, un maschio e una femmina. Il colonnello Thostrup aveva accolto in casa il solo trovatello maschio, Otto, allevandolo senza svelargli la sua origine. Quando il giovane si iscrive all'università, un indegno impostore tedesco, in parte a conoscenza del segreto, lo perseguita con accenni alle sue oscure origini, dandogli a credere di conoscere sua sorella. L'ossessione del passato incupisce e amareggia la vita di Otto, tuttavia rischiarata dall'amicizia del giovane nobile Vilhelm.
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Feltrinelli Editore, 05/04/2014
Abstract: Le fiabe di Hans Christian Andersen costituiscono un insieme narrativo che non ha uguali per forza e ampiezza di diffusione nell'ambito delle culture occidentali. Composte e pubblicate in danese fra il 1835 e il 1874, esse scaturiscono in gran parte dalla fantasia originale dell'autore e solo in minima parte dalla materia popolare cui pure, almeno inizialmente, egli dichiarò di ispirarsi. Il fatto è che – come mette in evidenza Vincenzo Cerami nell'introduzione al volume – Andersen non si limita a ripercorrere e reinterpretare il filo della grande tradizione favolistica europea. Dotato di un'inquieta tensione romantica e di un'autentica consapevolezza borghese, Andersen "cambia radicalmente la prospettiva della fiaba". Prima di lui maghi, streghe, gnomi, draghi, fate e orchi erano figure dotate di poteri speciali, dalla sapienza impenetrabile, misteriosa, ignota al lettore. Andersen, al contrario, opera una sorta di umanizzazione di animali e cose, "mettendo in scena protagonisti di sconsolata umanità, immergendosi in creature che per il semplice fatto di non esistere in natura sono segretamente afflitte da un rovello interiore". Del resto, come disse Andersen stesso, "le fiabe mi stavano in mente come un seme", "ci voleva soltanto un soffio di vento, un raggio di sole, una goccia d'erba amara, ed esse sbocciavano". Questa edizione è l'unica a proporre il corpus completo delle 156 fiabe e storie, tradotte a partire dall'edizione critica danese.
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Feltrinelli Editore, 07/07/2017
Abstract: "La semplicità è solo una parte delle mie fiabe, il resto ha un sapore piccante"Le fiabe di Hans Christian Andersen costituiscono un insieme narrativo che non ha uguali per forza e ampiezza di diffusione nell'ambito delle culture occidentali. Composte e pubblicate in danese fra il 1835 e il 1874, esse scaturiscono in gran parte dalla fantasia originale dell'autore e solo in minima parte dalla materia popolare cui pure, almeno inizialmente, egli dichiarò di ispirarsi. Il fatto è che – come mette in evidenza Vincenzo Cerami nell'introduzione al volume – Andersen non si limita a ripercorrere e reinterpretare il filo della grande tradizione favolistica europea. Dotato di un'inquieta tensione romantica e di un'autentica consapevolezza borghese, Andersen "cambia radicalmente la prospettiva della fiaba". Prima di lui maghi, streghe, gnomi, draghi, fate e orchi erano figure dotate di poteri speciali, dalla sapienza impenetrabile, misteriosa, ignota al lettore. Andersen, al contrario, opera una sorta di umanizzazione di animali e cose, "mettendo in scena protagonisti di sconsolata umanità, immergendosi in creature che per il semplice fatto di non esistere in natura sono segretamente afflitte da un rovello interiore". Del resto, come disse Andersen stesso, "le fiabe mi stavano in mente come un seme", "ci voleva soltanto un soffio di vento, un raggio di sole, una goccia d'erba amara, ed esse sbocciavano". Questa edizione è l'unica a proporre il corpus completo delle 156 fiabe e storie, tradotte a partire dall'edizione critica danese.
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Mondadori, 07/10/2010
Abstract: Soldatini di stagno o pastorelle di porcellana, fiori o cicogne, lampioni in disarmo o case in demolizione, trottole o aghi da rammendo: non vi è oggetto, fiore, pianta o animale che nelle fiabe di Hans Christian Andersen non acquisti vita. Unico forse tra i grandi favolisti, Andersen accanto al mondo fiabesco della tradizione popolato di fate, maghi e principesse, ha creato infatti un suo mondo dove è la realtà quotidiana e consueta ad assumere dimensioni magiche, e tuttavia mai prive di un singolare realismo. Andersen trova piena espressione in un'ampia raccolta che riunisce più di ottanta fiabe, proposte in una nuova e moderna traduzione dal danese, efficacemente scelte in modo da presentare il grande narratore nei suoi numerosi aspetti.