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Trovati 6 documenti.
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Il brutto anatroccolo e altre fiabe
Passerino, 07/08/2014
Abstract: Hans Christian Andersen (Odense, 2 aprile 1805 – Copenaghen, 4 agosto 1875) è stato uno scrittore e poeta danese, celebre per le sue fiabe. Tra le sue opere più note al pubblico di ogni età vi sono "La principessa sul pisello"(1835), "Mignolina"(1835), "La sirenetta"(1837), "La regina delle nevi"(1844), "Il soldatino di stagno", "Il brutto anatroccolo" e "La piccola fiammiferaia"(1845). Il grande scrittore danese ha attinto certamente, da una parte, alla vasta tradizione popolare del suo Paese ed europea, e dall'altra, alla sua immaginazione creatrice.Traduzione a cura di Maria Pezzè Pascolato (Venezia, 1869 – 22 febbraio 1933), pedagogista, scrittrice e insegnante italiana.
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Rizzoli, 05/04/2014
Abstract: Una sirenetta, per amore di un giovane principe, abbandona il fondo del mare e va a vivere in mezzo agli uomini. Non tutto andrà come sperato, ma il riscatto finale sarà dolce ed eterno...
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Einaudi, 01/04/2014
Abstract: Storie vere e inventate di uomini, cose e animali, che hanno un'impronta indefinibile di bonarietà, ironia e ingenua finezza popolana. Un mondo a volte spietato, a volte allegro e generoso che esprime in modo semplice e genuino le paure, le malinconie e le speranze della vita.
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Rizzoli, 07/06/2014
Abstract: Mignolina è una bambina piccolissima, nata da un fiore. La vita per lei è piena di insidie, ma anche di piccole, meravigliose sorprese...
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Rizzoli, 02/08/2014
Abstract: C'era una volta... un soldato valoroso che tornava dalla guerra. Nonostante il suo coraggio, le sue tasche erano vuote e la spada era rimasta la sua unica ricchezza...
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Feltrinelli Editore, 05/04/2014
Abstract: Le fiabe di Hans Christian Andersen costituiscono un insieme narrativo che non ha uguali per forza e ampiezza di diffusione nell'ambito delle culture occidentali. Composte e pubblicate in danese fra il 1835 e il 1874, esse scaturiscono in gran parte dalla fantasia originale dell'autore e solo in minima parte dalla materia popolare cui pure, almeno inizialmente, egli dichiarò di ispirarsi. Il fatto è che – come mette in evidenza Vincenzo Cerami nell'introduzione al volume – Andersen non si limita a ripercorrere e reinterpretare il filo della grande tradizione favolistica europea. Dotato di un'inquieta tensione romantica e di un'autentica consapevolezza borghese, Andersen "cambia radicalmente la prospettiva della fiaba". Prima di lui maghi, streghe, gnomi, draghi, fate e orchi erano figure dotate di poteri speciali, dalla sapienza impenetrabile, misteriosa, ignota al lettore. Andersen, al contrario, opera una sorta di umanizzazione di animali e cose, "mettendo in scena protagonisti di sconsolata umanità, immergendosi in creature che per il semplice fatto di non esistere in natura sono segretamente afflitte da un rovello interiore". Del resto, come disse Andersen stesso, "le fiabe mi stavano in mente come un seme", "ci voleva soltanto un soffio di vento, un raggio di sole, una goccia d'erba amara, ed esse sbocciavano". Questa edizione è l'unica a proporre il corpus completo delle 156 fiabe e storie, tradotte a partire dall'edizione critica danese.