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Trovati 668071 documenti.
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Passerino, 09/02/2026
Abstract: Ne Il sole in trappola Bruno Barilli offre al lettore un diario di viaggio memorabile e originale, resoconto del periplo dell'Africa compiuto nel 1931, dieci anni prima della prima pubblicazione dell'opera. Non un semplice racconto geografico, ma un viaggio interiore ed estetico attraverso un continente colmo di mistero, fascino e malinconia, dove l'autore si confronta con paesaggi inediti, culture sorprendenti e la propria personale estraneità.Con una prosa vivace, nervosa eppure piana, permeata di immagini dense e accostamenti insoliti, Barilli trasforma ogni tappa – da Marsiglia a Città del Capo, dalla costa dei Somali al Mar Rosso – in un paesaggio di profonda sensazione e riflessione.Bruno Barilli (1880–1952) fu scrittore, musicologo e critico italiano, tra le voci più originali e raffinate del primo Novecento. Figlio del compositore Arturo Barilli, unì alla formazione musicale una scrittura fortemente personale, lirica e visionaria. Autore di prose d'arte, saggi musicali e racconti di viaggio, Barilli trasformò l'esperienza del viaggio in esercizio stilistico e meditazione interiore.
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Passerino, 09/02/2026
Abstract: Nell'Economico, Senofonte affida a un dialogo limpido e misurato una delle riflessioni più antiche e profonde sull'arte di amministrare la casa e la vita. Attraverso il confronto tra Socrate e Critobulo, arricchito dall'esempio concreto di Iscomaco, l'opera indaga il significato autentico dell'oikonomía: non semplice gestione dei beni, ma esercizio di ordine, responsabilità e virtù.Senofonte (circa 430–354 a.C.) fu uno scrittore, storico e filosofo dell'antica Grecia, discepolo di Socrate e figura centrale del pensiero classico. Ateniese di nascita, partecipò a importanti imprese militari, tra cui la celebre spedizione dei Diecimila, narrata nell'Anabasi, che lo rese uno dei più lucidi testimoni del mondo greco del suo tempo. La sua opera unisce riflessione filosofica, esperienza pratica e chiarezza stilistica. Nei dialoghi di ispirazione socratica, come l'Economico e i Memorabili, Senofonte esplora temi etici, educativi e politici, privilegiando una filosofia concreta, orientata al buon governo di sé, della casa e della comunità.
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Saggio sulla fioritura dei grandi ingegni
Passerino, 09/02/2026
Abstract: Perché in alcuni momenti della storia le arti, le scienze e la cultura raggiungono vette straordinarie, mentre in altri sembrano inaridirsi? È a questa domanda ambiziosa che Francesco Algarotti tenta di rispondere nel Saggio sopra la fioritura de' grandi ingegni, uno dei testi più lucidi e originali del pensiero settecentesco.Scritto nel pieno dell'Illuminismo, il saggio abbandona l'idea del genio come dono miracoloso e indaga, con rigore razionale, le condizioni storiche, sociali e politiche che favoriscono la nascita dei grandi talenti. La creatività individuale emerge così come il prodotto di un equilibrio complesso tra educazione, libertà, istituzioni e clima culturale.Francesco Algarotti (1712–1764) fu uno dei più raffinati intellettuali italiani del Settecento. Filosofo, scrittore, saggista e divulgatore scientifico, fu una figura centrale dell'Illuminismo europeo. Nato a Venezia, si formò tra Bologna e Padova e frequentò le principali corti culturali del continente, da Parigi a Berlino, dove fu in stretti rapporti con Federico II di Prussia. Algarotti si distinse per la capacità di unire rigore scientifico, chiarezza espositiva e sensibilità letteraria, contribuendo alla diffusione delle idee newtoniane in Italia e promuovendo una visione moderna del sapere, fondata sulla ragione e sull'esperienza. Le sue opere spaziano dalla filosofia alla critica artistica, dalla scienza alla riflessione morale e sociale, sempre con uno sguardo europeo e cosmopolita.
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La donna nella società moderna
Passerino, 09/02/2026
Abstract: Un saggio pionieristico sulla condizione femminile e la modernitàPubblicato per la prima volta nel 1902, La donna nella società moderna è un testo fondamentale per comprendere le radici del dibattito sulla condizione femminile nella società occidentale. Con straordinaria lucidità e rigore giuridico-culturale, Teresa Labriola esamina con occhio critico le norme, i pregiudizi e le contraddizioni che ancora limitano la piena partecipazione delle donne alla vita civile.
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Manifesto tecnico della letteratura futurista
Passerino, 09/02/2026
Abstract: Con il Manifesto tecnico della letteratura futurista, Filippo Tommaso Marinetti compie un gesto radicale: spezza definitivamente il legame con la tradizione letteraria e proclama una nuova idea di scrittura, aggressiva, dinamica, assoluta.Qui la parola si libera dalla sintassi, la punteggiatura viene demolita, l'io psicologico dissolto nel vortice della modernità. La letteratura non deve più descrivere il mondo, ma incarnarne la velocità, l'energia, la violenza creativa. Macchine, città, folla, guerra, tecnica diventano materia poetica; il testo non si legge, si attraversa.Questo Manifesto non è un semplice programma estetico: è un atto di rottura, una dichiarazione di guerra contro il passato, un'esaltazione della modernità come destino. Ancora oggi, a più di un secolo dalla sua pubblicazione, conserva una forza dirompente che interroga il nostro rapporto con il linguaggio, il progresso e l'arte.Un documento fondamentale delle avanguardie del Novecento, imprescindibile per comprendere come la letteratura abbia tentato — con coraggio estremo — di reinventarsi di fronte al mondo moderno.Filippo Tommaso Marinetti (1876–1944) fu poeta, scrittore e teorico dell'avanguardia italiana, fondatore e principale animatore del Futurismo. Con i suoi manifesti rivoluzionò il linguaggio letterario ed estetico del Novecento, esaltando velocità, macchina, modernità e rottura con la tradizione. Figura controversa e radicale, Marinetti concepì l'arte come azione, provocazione e forza di rinnovamento totale. Il suo pensiero e la sua opera segnarono profondamente la cultura europea, rendendolo uno dei protagonisti più influenti — e discussi — della letteratura del Novecento.
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Passerino, 09/02/2026
Abstract: La pace di Villafranca (11 luglio 1859) lasciò l'Italia in una situazione ambigua, incompleta e profondamente instabile. Formalmente la guerra tra Francia e Austria si fermava; politicamente, però, nulla era davvero risolto. Dopo le vittorie franco-piemontesi di Magenta e Solferino, l'opinione pubblica italiana si aspettava la cacciata completa degli austriaci dal Nord. Invece Napoleone III firmò improvvisamente la pace con Francesco Giuseppe, senza consultare il Piemonte. Il risultato fu uno shock politico e morale.Fino a quel momento, una parte consistente del movimento nazionale italiano aveva creduto che l'unità potesse compiersi grazie alla solidarietà delle grandi potenze liberali, in particolare della Francia di Napoleone III. Villafranca distrugge questa convinzione.Con quella pace improvvisa, firmata senza consultare il Piemonte, diventa evidente che la questione italiana è subordinata agli equilibri europei, non agli ideali proclamati. Le stesse vittorie militari risultano reversibili, negoziabili, sacrificabili. È qui che cade l'illusione più pericolosa: che la libertà di una nazione possa essere concessa dall'esterno.Non più illusioni nasce esattamente da questa consapevolezza. Leone Carpi osserva l'opinione pubblica europea dopo Villafranca e ne registra la stanchezza, l'opportunismo, l'ipocrisia morale. I popoli simpatizzano, ma i governi calcolano. L'Italia diventa un caso diplomatico, non una causa morale. Nel testo di Carpi, Villafranca non è solo un episodio storico, ma una lezione politica definitiva: l'unità nazionale può reggersi solo su una coscienza civile interna. Senza questa base, ogni vittoria resta provvisoria, ogni alleanza fragile, ogni entusiasmo destinato a spegnersi.Leone Beniamino Carpi (Cento, 7 settembre 1810 – Roma, 19 gennaio 1898) è stato un economista, politico e giornalista italiano.
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Di una strada ferrata da Lucca a Reggio di Modena
Passerino, 09/02/2026
Abstract: Di una strada ferrata da Lucca a Reggio di Modena è molto più di un progetto ferroviario: è la testimonianza di un'idea di progresso che attraversa l'Italia dell'Ottocento. In questo scritto Giovanni Antonelli riflette con rigore e lungimiranza sull'importanza delle infrastrutture come strumento di sviluppo economico, integrazione territoriale e modernizzazione civile. La ferrovia non è qui solo un'opera tecnica, ma un segno dei tempi: collega territori, riduce distanze, favorisce scambi e apre nuove prospettive sociali e culturali. Antonelli argomenta con chiarezza e precisione, mostrando come una linea ferrata possa trasformare intere regioni e contribuire alla costruzione di una rete nazionale moderna ed efficiente.Giovanni Antonelli (Pistoia, 10 gennaio 1818 – Firenze, 14 gennaio 1872) fu un ingegnere, matematico, astronomo e religioso scolopio italiano dell'Ottocento. Direttore dell'Osservatorio Ximeniano per quasi venticinque anni, unì la ricerca scientifica alla progettazione tecnica e alla divulgazione culturale.
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Discorso commemorativo su Giacinto Gallina
Passerino, 09/02/2026
Abstract: Questo Discorso commemorativo è molto più di un omaggio funebre: è un ritratto morale e civile, un atto di riconoscenza verso un protagonista della cultura italiana dell'Ottocento. Con prosa limpida e vibrante, Raffaello Giovagnoli rievoca la figura di Giacinto Gallina, mettendone in luce il valore umano, l'impegno intellettuale e il contributo alla vita culturale e teatrale del suo tempo.Giacinto Gallina (1852–1897) fu uno dei più importanti drammaturghi italiani dell'Ottocento, profondamente legato a Venezia, città che divenne il cuore pulsante della sua opera. Scrisse commedie in lingua e in dialetto veneziano, portando in scena con straordinaria sensibilità la vita quotidiana, le classi popolari e borghesi, i conflitti familiari, le illusioni e le delusioni di una società in trasformazione. Il suo teatro è spesso accostato al verismo, ma conserva una vena lirica e morale tutta personale: non c'è cinismo, bensì partecipazione umana. Gallina fu anche direttore e animatore di teatri, contribuendo in modo decisivo al rinnovamento della scena veneziana. Le sue opere ebbero grande successo di pubblico perché parlavano un linguaggio vicino alla gente, senza rinunciare alla qualità letteraria. Morì prematuramente, a soli 45 anni. Proprio per questo la sua scomparsa fu sentita come una perdita grave per la cultura italiana, e figure come Raffaello Giovagnoli gli dedicarono discorsi commemorativi intensi, in cui Gallina viene ricordato non solo come autore, ma come coscienza civile, esempio di artista capace di unire arte, etica e impegno.
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Passerino, 09/02/2026
Abstract: La vigna sterposa è un racconto di terra, di fatica e di destino, ambientato in una Sardegna aspra e arcaica, dove la natura e l'uomo si fronteggiano senza mediazioni. In queste pagine Pietro Casu restituisce con realismo profondo la vita contadina, segnata dalla povertà, dall'attaccamento alla terra e da un senso antico dell'onore e della sopravvivenza. La vigna, sterile e incolta, diventa simbolo di un'esistenza dura, di speranze ostinate e spesso deluse, di un lavoro che non sempre conosce riscatto. Casu osserva i suoi personaggi senza indulgenza ma con partecipazione, dando voce a un mondo marginale e silenzioso, lontano dalla retorica e vicino alla verità della vita quotidiana.Con una lingua essenziale e incisiva, La vigna sterposa si inserisce nella grande tradizione del realismo e del verismo italiano, offrendo un ritratto autentico della Sardegna rurale del primo Novecento. Un testo sobrio e potente, che parla di uomini e di terra, di resistenza e di dignità, e che conserva ancora oggi una forza umana intatta.Pietro Casu (1878–1954) fu scrittore e intellettuale sardo, attento osservatore della realtà rurale della sua terra. Nelle sue opere raccontò con realismo e sobrietà la vita contadina, la fatica del lavoro agricolo e il rapporto profondo tra l'uomo e la natura, inserendosi nella tradizione del verismo e della narrativa regionale italiana del primo Novecento.
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Nutrimenti, 13/02/2026
Abstract: Nel deserto che abbraccia il Mar Rosso, dove il sole brucia e il mare nasconde meraviglie, esiste un mondo a parte. Sharm el Sheikh: un microcosmo di istruttori subacquei provenienti da ogni angolo del mondo, forse affetti dalla sindrome di Peter Pan, di certo stregati dall'ambiente marino e da una vita ai margini delle convenzioni. Dove le bottiglie di alcolici determinano lo status sociale, le shamandure – quei precari punti d'ormeggio – diventano simbolo identitario e metafora di un'esistenza instabile ma vissuta al massimo. Tra relitti leggendari come il Thistlegorm, squali martello, tartarughe e correnti infingarde, si intrecciano storie di amicizia, amorazzi à la carte, licenziamenti improvvisi e ritorni inevitabili. Perché a Sharm, tornano sempre tutti.
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Passerino, 09/02/2026
Abstract: Queste storie nascono dalla terra, dal lavoro quotidiano, dalle voci che si scambiano nei campi, nei bar di paese, lungo i fossi e le vigne. Sono racconti semplici solo in apparenza, perché dentro custodiscono la sostanza più autentica dell'esperienza umana: la caduta e il riscatto, l'inganno e la misericordia, la furbizia e l'onestà, la miseria e la dignità.Tra contadini sfortunati, volpi astute, meccanici imbroglioni, preti ambigui e uomini buoni travolti dal destino, si snoda un mondo rurale vivo e riconoscibile, fatto di regole non scritte, di silenzi pesanti e di giudizi implacabili. Ogni racconto è una piccola parabola, spesso amara, talvolta ironica, sempre profondamente umana.A fare da filo invisibile è Topo Quercino, osservatore discreto e sapiente, che tutto vede e tutto sa: dalla sua tana racconta storie che hanno il sapore della tradizione orale, delle veglie invernali e delle filastrocche antiche, ricordandoci che il bene va fatto senza aspettarsi ricompense e che le scorciatoie morali, prima o poi, presentano il conto.Un libro che restituisce voce a un'Italia contadina fatta di fatica, solidarietà e contraddizioni, dove la morale non viene mai imposta, ma emerge naturalmente dai fatti. Racconti che parlano piano, ma lasciano un'eco lunga.Cristiano Benci, ribattezzato " Cri Cri" nasce il 28-luglio-1975 a Grosseto. Vive inuna villetta sita nella campagna maremmana, nel comune di Campagnatico. Si èdiplomato geometra durante l'anno scolastico1995/1996, presso l'istituto tecnicoper geometri "Alessandro Manetti" di Grosseto. Arruolato nel 12° scaglionedell'anno 1996 ha svolto il servizio militare presso il 2° CE.RI.MOT di Lenta, uncentro di rifornimento e motorizzazione, sperso tra i boschi e le risaie delVercellese. Durante la sessione 2000 ha superato l'esame per l'abilitazione digeometra. Ha due figlie, Anastasia e Melissa, la prima nata nel 2000 e la seconda nata nelLorenzo Gabbolini nasce il 30 04 75 a Grosseto dove risiede dal 1990. Ha vissutotutta la sua adolescenza nella campagna maremmana del comune diCampagnatico. L'amore per la natura e l'ambiente agricolo lo portanofrequentemente a fuggire dall'ambiente cittadino, per raggiungere i luoghi di originedove passeggiare e organizzare battute di pesca. Si è diplomato durante l'annoscolastico 1994/1995 presso il liceo artistico statale Pietro Aldi di Grossetoconseguendo la maturità artistica. In lui spiccano la passione per il disegno, lapittura, la ceramica, l'archeologia, il mondo agro-pastorale con le sue credenze eleggende legate all'antropologia alle tradizioni, ma anche all'occultismo eall'esoterismo. Attualmente lavora presso il pubblico impiego settore, settoreamministrativo. Non è sposato e non ha figli.
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Passerino, 11/02/2026
Abstract: What if our deepest moral convictions were not eternal truths, but historical constructions born from conflict, resentment, and the struggle for power?In The Genealogy of Morals, Friedrich Nietzsche undertakes a bold and unsettling investigation into the origins of Western morality. Through three penetrating essays, he dismantles conventional ideas of "good" and "evil," exposing their roots in psychological tension, social domination, and what he famously calls ressentiment. Morality, Nietzsche argues, is not a divine gift nor a rational necessity—it is a battlefield.With relentless clarity and provocative brilliance, Nietzsche traces the transformation of noble values into slave morality, examines the meaning of guilt and punishment, and confronts the ascetic ideal that has shaped religion, philosophy, and culture for centuries. His analysis is not merely historical—it is diagnostic. He challenges readers to question the moral frameworks they inhabit and to consider whether those frameworks sustain life or suppress it.More than a critique, this work is an invitation: to rethink conscience, to confront inherited beliefs, and to recover intellectual courage.Over a century after its publication, The Genealogy of Morals remains one of the most influential and unsettling works in modern philosophy—essential reading for anyone willing to examine the foundations of moral thought.Friedrich Nietzsche (1844–1900) was a German philosopher, cultural critic, and philologist whose work profoundly shaped modern thought. Born in Röcken, Prussia, he became a professor of classical philology at the University of Basel at the age of twenty-four. Nietzsche later left academia due to health problems and devoted himself entirely to writing. His works—including Thus Spoke Zarathustra, Beyond Good and Evil, and On the Genealogy of Morals—challenge traditional morality, religion, and metaphysics, introducing influential ideas such as the "will to power," the "Übermensch," and the critique of slave morality. Though largely unrecognized during his lifetime, Nietzsche became one of the most influential philosophers of the twentieth century, impacting existentialism, psychology, literary theory, and modern cultural criticism.
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Passerino, 10/02/2026
Abstract: Written in a moment of personal exile and political disillusion, Dialogues is one of Seneca's most profound explorations of the human condition. Through a series of philosophical essays addressed to friends and pupils, Seneca reflects on anger, grief, happiness, the brevity of life, and the pursuit of inner freedom. Rooted in Stoic thought yet strikingly modern in tone, these texts confront the anxieties of power, ambition, and suffering with lucid reasoning and moral clarity. Seneca does not offer abstract theory, but practical wisdom: philosophy as a guide for living, meant to strengthen the soul against fortune and fear. More than nineteen centuries after they were written, the Dialogues remain a compelling invitation to self-examination, moderation, and resilience. They speak to anyone seeking calm in uncertainty, dignity in adversity, and a life governed by reason rather than impulse. A cornerstone of Stoic philosophy and a timeless companion for readers in every age.Lucius Annaeus Seneca (c. 4 BCE – 65 CE) was a Roman philosopher, statesman, and playwright, and one of the leading figures of Stoic philosophy. Born in Corduba (modern Córdoba, Spain), he was educated in Rome and became a prominent intellectual and political figure under the Roman Empire. As tutor and later advisor to Emperor Nero, Seneca lived at the center of power while advocating reason, self-control, and moral integrity. His philosophical works—especially the Dialogues and Letters to Lucilius—combine rigorous Stoic thought with practical guidance on how to face suffering, anger, wealth, and death. Forced to commit suicide after being implicated in a political conspiracy, Seneca died as he had lived: with composure and philosophical resolve. His writings remain among the most influential and accessible texts of ancient philosophy.
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Passerino, 11/02/2026
Abstract: In A Journal of the Plague Year (A Journal of the Plague Year: Being Observations or Memorials, Of the most Remarkable Occurrences, As well Publick as Private, which happened in London During the last Great Visitation In 1665) Daniel Defoe reconstructs the Great Plague with extraordinary realism, blending documentary detail and narrative intensity. Through the eyes of a sober and observant narrator, we witness the slow spread of infection, the mounting panic, the desperate quarantines, the silent streets, and the fragile courage of those who remained.Neither pure fiction nor simple history, this work stands at the crossroads of journalism and the novel. Defoe's meticulous attention to statistics, official bills of mortality, eyewitness accounts, and everyday life transforms catastrophe into lived experience. The result is a haunting portrait of a city under siege—not only by disease, but by fear, rumor, faith, greed, and resilience. Written in 1722, decades after the events it describes, A Journal of the Plague Year remains strikingly modern. Its exploration of public health, misinformation, social responsibility, and human behavior in crisis resonates powerfully in every age.A foundational work of early English prose and a timeless reflection on how societies confront disaster, Defoe's masterpiece compels readers to ask: what truly spreads faster—disease, or fear?Daniel Defoe (c. 1660–1731) was an English writer, journalist, and pamphleteer, widely regarded as one of the founders of the English novel. Born in London, he lived a remarkably adventurous life, engaging in trade, political controversy, and espionage. His experiences with commerce, imprisonment, and public debate deeply shaped his writing.Defoe is best known for Robinson Crusoe (1719), often considered the first English novel, as well as Moll Flanders and A Journal of the Plague Year. His works combine vivid realism, documentary detail, and psychological insight, laying the groundwork for modern narrative fiction.
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Passerino, 12/02/2026
Abstract: Quando l'orgoglio della città eterna sembra piegarsi sotto il peso della sconfitta e dell'umiliazione, emerge una figura capace di incarnarne l'anima più profonda: Furio Camillo, il condottiero che la tradizione avrebbe chiamato "secondo fondatore di Roma".In questo avvincente ritratto storico, Andrea Taetti ricostruisce la parabola umana e politica di un uomo sospeso tra mito e realtà: generale vittorioso contro Veio, protagonista della drammatica invasione gallica, simbolo di disciplina, coraggio e senso dello Stato. Ma chi era davvero Camillo? Un aristocratico ambizioso? Un patriota integerrimo? O il frutto di una memoria collettiva che aveva bisogno di eroi per sopravvivere?Attraverso fonti antiche e una narrazione limpida e coinvolgente, il libro conduce il lettore nel cuore della Roma repubblicana, tra conflitti sociali, lotte di potere e guerre decisive. Ne emerge il ritratto di un'epoca in cui la città, fragile e potente al tempo stesso, impara a conoscersi attraverso le sue crisi.Andrea Taetti (classe 1986), laureato in storia dell'arte e teologia, ex insegnante, oggi imprenditore da quasi vent'anni in una ditta a conduzione familiare. Impegnato nell'associazionismo e amante della natura e del trekking. Tra le passioni principali ha la fotografia e la cucina. Presso la casa editrice Passerino ha pubblicato alcuni saggi e un volume di poesie.
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Il mondo MAGA negli Stati Uniti: genealogia, ecosistemi, istituzioni, culture politiche (2015-2026)
Passerino, 12/02/2026
Abstract: Che cos'è davvero il mondo MAGA?Uno slogan elettorale? Un movimento populista? Una rivoluzione culturale? Dal 2015 in poi, l'espressione Make America Great Again è divenuta molto più di un marchio politico: si è trasformata in un universo simbolico, mediatico e istituzionale capace di ridefinire il Partito Repubblicano, influenzare il dibattito pubblico e rimettere al centro temi come sovranità, identità nazionale, religione civile e conflitto culturale.I mini-ebook di Passerino Editore sono guide agili, essenziali e complete, per orientarsi nella storia del mondo.A cura di Antonio Ferraiuolo.
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Delos Digital, 17/02/2026
Abstract: Fantascienza - romanzo (281 pagine) - Col sonno porre fine ai dolori e ai tormenti. Morire, dormire. Forse sognare.Nel 2035 il mondo non sta finendo: sta semplicemente perdendo memoria, futuro, volontà.Mentre una misteriosa regressione cognitiva colpisce i bambini e il pianeta si inaridisce, la SleepWater promette una via d'uscita estrema: il sonno indotto. Dormire per decenni, saltare il presente, risvegliarsi in un tempo migliore.Stefano Ferrari, neuropsichiatra brillante e isolato, lavora al confine tra ricerca e manipolazione, spinto da investitori che pretendono risultati e da una tecnologia capace di trasformare i sogni in innovazione. Nerella Bressan, storica disillusa, vorrebbe solo smettere di assistere al declino del mondo e delle persone che ama. Alessandro Zanatta, ex vigile del fuoco tetraplegico, affida il proprio futuro a una promessa che forse nessuno è in grado di mantenere.Tra laboratori sotterranei, etica piegata al profitto e un'invenzione che potrebbe "salvare l'umanità", il confine tra cura e sfruttamento diventa sempre più sottile.E quando anche il sonno smette di essere innocente, resta una sola domanda: chi decide chi ha diritto di svegliarsi?Nata a Vicenza nel 1973, laureata presso l'Università di Padova in Lingue e Letterature Straniere Moderne, Erica Tabacco ha da sempre una passione per la lettura e la scrittura. Nel 2023 è stata finalista al Premio Urania con il romanzo Il sonno del futuro e nel 2024 il suo racconto Il grande salto è stato pubblicato nell'antologia Speciale Urania Macchine IA e robot curata da Franco Forte. Con Delos Digital ha pubblicato due romanzi, La repubblica delle lettere e Burnout Baby – L'angelo del Bellini, e tre racconti lunghi di fantascienza sociale, distopica e solarpunk: Fuga psicogena, Il pittore di ragnatele e Degerminazione. Con Opera Narrativa è uscita la novelette Piccola stella mortale. Per quanto riguarda i racconti brevi, ha collaborato alle antologie e riviste Oltre la soglia e Junk – Racconti dal Tomo contest 2; Slava Ukraïni!; ALIA Evo 5.0; Visions – L'Italia del futuro; Il Magazzino dei Mondi 5.
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La leggenda delle Ondine del Conero
Delos Digital, 17/02/2026
Abstract: Horror - romanzo (104 pagine) - l mare è il punto d'incontro tra mito e realtà.Il mare non dimentica.E quando la terra trema, i suoi segreti tornano a galla.Dopo un violento terremoto al largo del Monte Conero, anomalie inspiegabili iniziano a emergere dalle profondità: segnali acustici mai registrati, ombre sotto la superficie, imbarcazioni ritrovate senza equipaggio.Viola Santarelli, biologa marina segnata da una perdita che il mare non le ha mai restituito, viene coinvolta in un'indagine che la costringerà a tornare proprio là dove tutto ha avuto origine.Le grotte sommerse del Conero, credute inaccessibili, sembrano nascondere qualcosa di antico e predatorio. Qualcosa che canta.E chi ascolta, scompare.Tra scienza e leggenda, razionalità e folklore, La leggenda delle Ondine del Conero rilegge i miti adriatici in chiave oscura e contemporanea, trasformando le Ondine da figure eteree a presenze disturbanti, fisiche, terribilmente reali.Un racconto teso e atmosferico, dove il mare non è solo scenario, ma entità viva, e dove il confine tra ciò che è creduto e ciò che è reale si dissolve come schiuma sulla scogliera.Perché alcune storie non dovrebbero mai essere risvegliate.E alcune voci non andrebbero mai ascoltate.Daniele Zaccone classe 1980, è uno scrittore italiano attivo nel noir, nel thriller e nell'horror. La sua scrittura esplora il trauma, la perdita e la memoria, muovendosi sul confine tra realismo e fantastico con un approccio immersivo e sensoriale. Accanto all'attività narrativa è editor, formatore e divulgatore. È fondatore del progetto culturale Navigando parole e autore del Manuale eroico della scrittura creativa immersiva, dedicato a una narrazione che mette il lettore al centro dell'esperienza.
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Delos Digital, 17/02/2026
Abstract: Zombie - romanzo (110 pagine) - Durante il Sacco di Roma del 1527, un boia disilluso e una suora guerriera devono sopravvivere all'inferno quando l'esercito dei Lanzichenecchi porta con sé un'antica infezione che trasforma i morti in macchine di carne affamate.Roma, 6 Maggio 1527. Le mura sono cadute. Il Papa è fuggito. La Città Eterna brucia. Ma tra il fumo e le urla dei Lanzichenecchi, qualcosa di più antico della guerra si sta risvegliando. I morti non restano morti. Il sangue diventa nero. Ferrante, un torturatore pontificio che ha perso la fede, e Agnese, una suora disposta a tutto per salvare la sorella, si trovano intrappolati nell'epicentro dell'apocalisse. Incaricati da un Cardinale corrotto di "sanitizzare" il Borgo prima che l'infezione dilaghi, dovranno farsi strada tra cripte allagate, ospedali divenuti mattatoi e un Tevere soffocato dai cadaveri. Una cronaca viscerale di una notte che la Storia ha cercato di cancellare col fuoco.Giuliano Olivotto scrive storie che camminano sul confine tra realtà e immaginazione, dove il dettaglio quotidiano si incrina e lascia intravedere altro. Autore di narrativa breve e lunga, lavora da anni sulla tensione tra forma e impatto emotivo, con un'attenzione costante al ritmo, alla voce e alla precisione della parola. Ha iniziato il suo percorso nel self publishing, sperimentando linguaggi e formati diversi: dal romanzo alla flash fiction, fino all'ibridazione con il fumetto, la graphic novel e l'illustrazione, per poi spingersi verso la narrazione audio. Un percorso di ricerca libero e trasversale, guidato dall'idea che ogni storia richieda il proprio contenitore espressivo. Dopo la vittoria del Premio Urania Short 2025 di Mondadori, è entrato nel catalogo di Delos Digital, pubblicando nel 2025 il racconto lungo giallo "Il profumo sbagliato" e il manuale Flash Fiction, dedicato alle tecniche della narrativa breve e alla costruzione di testi efficaci, essenziali e memorabili. La sua scrittura attraversa generi diversi – dal noir alla fantascienza, dal fantastico al realismo deformato – mantenendo una cifra riconoscibile: storie compatte, tese, spesso costruite per sottrazione, che mirano a colpire il lettore in profondità e a lasciare una traccia anche dopo l'ultima riga.
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A case of paternity. Mycroft Holmes. The secret memoirs
Delos Digital, 17/02/2026
Abstract: Giallo - short story (21 pagine) - A chilling investigation into identity, power, and survival in the shadow of the Third Reich.In the tense summer of 1935, Dr. Watson's medical practice is interrupted by an unexpected visitor: Mycroft Holmes, bearing a request from Nazi Germany. A minor official accuses a high-ranking Luftwaffe administrator, Erhard Milch, of Jewish ancestry—a claim that could prove fatal under the Nuremberg Laws. Mycroft and Watson embark on a clandestine investigation to uncover the truth, navigating a web of racial obsession, bureaucratic cynicism, and startling pragmatism at the highest levels of the Third Reich. In a world where identity is a matter of life and death, the duo must decide where justice—and realpolitik—truly lie.London businessman, Orlando Pearson is the creator of The Redacted Sherlock Holmes series, which buries forever the idea that Sherlock Holmes might not have been a historical person.Do you want to see Sherlock Holmes come to the rescue of Queen Victoria, arrange the borders of post-war Europe, clear Macbeth of murder, unravel King Oedipus's complexities, or provide advice to the Almighty? Then you will find all this and more in the seven collections of short stories, two novels, and the six plays in the series.When not communing with the spirits of 221b, Orlando enjoys sport, music, and browsing price comparison websites.He has written Sherlock Holmes stories on all these topics.