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Trovati 669392 documenti.
Unita'$11: Inferno. Canto XXVI [Videoregistrazione] / Roberto Benigni
: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009
Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni
Unita'$12: Inferno. Canto XXXIII [Videoregistrazione] / Roberto Benigni
: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009
Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni
Unita'$13: Paradiso. Canto XXXIII [Videoregistrazione] / Roberto Benigni
: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009
Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni
Unita'$14: Lo show televisivo [Videoregistrazione] / Roberto Benigni
: Gruppo editoriale L'Espresso, 2009
Fa parte di: Tutto Dante [Videoregistrazione] / Roberto Benigni
Codice d'onore [Videoregistrazione] = A few good men / regia di Rob Reiner
: Sony pictures home entertainment, 2005
Abstract: Il sergente William T. Santiago, un marine della base americana di Guantanamo, muore nel corso di un'azione "disciplinare" non ufficiale, ad opera del sergente Louden Downey e del caporale Harold W. Dawson, detta in gergo "Codice rosso". L'inchiesta è affidata al giovane tenente di marina Daniel Kaffee, coadiuvato dal capitano della Commissione disciplinare Joanne Galloway, una donna graziosa e volitiva, e da un amico di Kaffee, il capitano Jack Ross. Nel corso del processo e delle febbrili indagini parallele si scopre che Santiago era malvisto da compagni e superiori per le sue scarse doti di combattente. Inoltre aveva scritto, scavalcando i suoi superiori, per essere trasferito, promettendo rivelazioni su un incidente alle recinzioni, in cui era coinvolto Downey. Un'epopea che si svolge all'interno delle dure regole della corte marziale per scoprire quali verità siano state sepolte e a quale scopo... "Un Tom Cruise che, in parte memore di "Nato il 4 luglio", ha slanci di grande freschezza e da un Jack Nicholson potentissimo nello show in cui si scontrano il superdecorato comandante della base e l'avvocatino venuto da Harvard." (Giovanni Grazzini, 'L'Indipendente', 18 dicembre 1992) "Nicholson, si sa, è capace del meglio e del peggio sullo schermo, e per 'Codice d'onore' sceglie la seconda opzione; Tom Cruise sembra un bambino in uniforme, e Demi Moore è l'unica ad animare con un po' di calore il film freddo come un orologio svizzero." (Alfio Cantelli, 'Il Giornale', 20 dicembre 1992) "Non si possono negare la solida struttura della storia e dei dialoghi, l'ottimo gioco di squadra degli attori e soprattutto la maestria di Reiner narratore raffinatissimo." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 20 dicembre 1992) "Film di derivazione teatrale, e quindi di solido impianto drammaturgico, che trova la sua forza nel fitto intrecciarsi del dialogo; film occasione per mettersi in bella mostra da parte di alcune star." (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 10 febbraio 1993) Note - REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1992.
Lezione Ventuno [Videoregistrazione] / regia di Alessandro Baricco
: 01 Distribution, 2009
Abstract: Uno studente universitario rievoca le vicende relative all'eccentrico e geniale professor Mondrian Killroy e alla sua indimenticabile 'Lezione 21' che verteva sul mistero della genesi della Nona Sinfonia di Beethoven e su una serie di avvenimenti accaduti nel 1824 nella sera che per la prima volta venne presentata al pubblico viennese. "Rimane comune chiaro che il progetto paradossale e demistificatorio dell'impresa, poco chiara invece è la suggestiva metafora del violinista che muore assiderato dopo aver frequentato per tre giorni una fantasmatica compagnia di musicanti uniti nell'impegno di rimpicciolire Beethoven. Qui il contesto, pur suggestivo, risulta alquanto sfuggente. Nella tessitura dell'immaginario si individuano senza pesare gli archetipi di Cocteau, Bergman, Pisolini, Ken Russell e soprattutto Carmelo Bene. Interpreti tutti bravissimi." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 17 ottobre 2008) "Uniscono i quattro momenti due concerti opposti, la vecchiaia e la bellezza, li collega linguisticamente la visualizzazione della musica, secondo i tempi di una sinfonia, dando spazio all'analisi minuziosa della Nona, in ogni dettaglio, e chiudendo con quell'assolo di violino che è la cifra più segreta, e anche funebre, di tutta la rievocazione. Certo, un'impresa ardua, ai limiti di un cinema sperimentale e di ricerca, ma così carica di tensioni e di emozioni, anche figurative, specie nelle coreografie sullo sfondo di panorami innevati, da trasformarsi quasi sempre in una gioia per gli occhi. Mentre l'udito, anche là dove lo sente discusso, si abbandona al fascino imperituro della Nona. Confermato, nonostante le apparenze, proprio da quella 'lezione'." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 17 ottobre 2008) "Il nucleo aneddotico di cui s'è detto è circondato di invenzioni visive fiabesche: grandi distese di neve (è il Trentino), personaggi che paiono illustrazioni di libri per bambini norvegesi, un violinista che suona nella neve con tanta costanza da morire assiderato, giovani donne soavi come angeli. Belle immagini: è un peccato che, certo per incultura o insensibilità, risulti impossibile coglierne il significato; ma restano un'idea originale." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 17 ottobre 2008) "Il pubblico, che sbadiglierà da cima a fondo, si trova comune in ottima compagnia. Verso metà un personaggio tuona: 'Voi siete tutti pazzi', e un altro, quasi alla fine, si lamenta: 'Io non capisco un c....'. Buon divertimento." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 ottobre 2008) "Baricco dunque si mette in cattedra e manipola con grande disinvoltura tutti i codici linguistici a sua disposizione per arrivare alla verifica della sua tesi. Non pensiate, quindi, che questa sua ventunesima lezione sia una passeggiata di salute. Tre, quattro, cinque livelli narrativi si intrecciano tra passato e presente, tra ricostruzione storica e thriller universitario, tra storia orale e chiacchiere al bar. Una vera e propria orchestrazione, studiata sicuramente nel dettaglio e giustificata sicuramente in tutte le sfumature e tutti i rimandi. I cinofili usano un'espressione ridicola quando vogliono elogiare oltre misura le qualità di un'opera di un loro amato regista: 'in questo film c'è tutto il cinema ....' Per traslitterazione allora diciamo che in 'Lezione 21' c'è tutto il mondo di Baricco: il romanziere di 'Castelli di rabbia' e 'Questa storia', il conduttore televisivo di 'Pickwick' e 'L'amore è un dardo', il fondatore e direttore della scuola Holden di Torino, il regista teatrale di 'Omero', 'Iliade' e 'Moby Dick', il saggista opinionista, l'editore per la Fandango libri. Non è un'esagerazione. Se amate l'universo di Baricco potrete scorgerlo interamente messo in scena in questa Lezione Magistrale." (Dario Zonta, 'L'Unità', 17 ottobre 2008) "Grazie a questo calderone di chiacchiere, dicerie, impressioni, testimonianze dirette ma non per questo autorevoli, Baricco proietta la 'Nona' sul suo sfondo storico, fra guai personali, mode musicali, azzardi estetici, pettegolezzi (anche quelli concorrono a creare il mito, eccome); e insieme la cala nel nostro presente (spassoso l'interrogatorio stile telequiz del povero morituro). Ma un conto è ciò che il film dice, intelligente e a tratti un po'enfatico,,altro ciò che mostra: ed è qui che 'Lezione 21' sorprende. Sono molto belle infatti le testimonianze, sono ben trovati certi accostamenti visivi e musicali. Peccato solo non godere tutto questo in versione originale. Nessuno doppierebbe una grande orchestra, inoltre tutto suona allo stesso modo in lingue diverse. In inglese 'Lezione 21' è fluido e originale. In Italiano molto meno. Anche la lingua è musica." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 ottobre 2008) "L'immensità del genio tedesco, dolorosamente superata dall'evolvere del gusto, la tragedia della sordità e del suo distacco dal mondo, il veder emergere sensibilità e figure nuove come Rossini: la materia cui ha dedicato la vita il mitico Killroy diventa la lezione di Baricco. Uno dei suoi colti e comunicativi talk show: avvolgente, accattivante. La sua interpretazione sarà discutibile, ma sarebbe un magnifico insegnante di liceo. Capace di inchiodare gli studenti e appassionarli a ciò che di solito manuali e prof rendono grigio, distante, indigesto." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 17 ottobre 2008) "Un thriller, un noir, quasi un western musicale per svelare una delle più grandi mistificazioni della cultura occidentale (e poi ce la prendiamo con la tv e Berlusconi), almeno a parere di Kilroy e, quindi, di Baricco. (...) Sembrano tutti ingredienti per una ricetta perfetta, e invece ne esce fuori un film incompleto e a tratti irritante. A Baricco riesce la parte più difficile, il creare interesse attorno a un quesito intellettuale lontano nel tempo e di non immediato interesse. Questa iconoclastia "barbarica", che si rivela anche nel fare un film sul grande maestro mostrandolo solo per quattro secondi ma di spalle, si accompagna però a una struttura parallela pretenziosa, in cui scene interessanti - alcune soluzioni visive, pur non nuove, denunciano un buon talento nel neoregista - si alternano a dialoghi improbabili e a una sceneggiatura zoppicante e imperfetta, piena dei vezzi e dei vizi del Baricco scrittore, troppo indulgente verso il proprio lato kitsch, barocco e faticoso. La soluzione metanarrativa, colonna portante del film, si rivela infelice, lì dove poteva cavarsela col mestiere, proprio e altrui. Baricco, insomma, convince a metà, lascia andare via un ottimo inizio e una buona intuizione sfilacciando il film come Killroy fa con la sua vita, rifugiandosi in un bowling in incognito, insieme a una comunità di homeless. Un'opera che farà litigare i suoi fan con i suoi detrattori: i primi continueranno a ritenerlo un genio, i secondi un impostore. Un altro bel giallo, in fondo." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 17 ottobre 2008) "Si guarda a Derek Jarman, al suo 'Wittgenstein', nel passaggio di passato declinato al presente dove un coro di parrucche e ciprie cita il GR, anche se parla del congresso di Vienna. Teatro da Tom Stoppard, suggestioni da Shyamalan, una costruzione letteraria esibita fino alla perdita di ogni mistero, e la provocazione che poteva essere come il divertimento si sciolgono affondando in una leziosità noiosa, in cui nessuno dei maestri esibiti, eppure il caustico professor Killroy, sembra avere lasciato il segno." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 17 ottobre 2008) Note - FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI E CON IL SOSTEGNO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO. - RIPRESE EFFETTUATE IN ITALIA (TRENTINO - PRIMIERO, PARCO DI PANEVEGGIO - PALE DI SAN MARTINO) E IN GRAN BRETAGNA (LONDRA). - PRESENTATO IN PIAZZA GRANDE AL 61° FESTIVAL DI LOCARNO (2008). - CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2009 PER: MIGLIOR FOTOGRAFIA (GHERARDO GOSSI E' CANDIDATO ANCHE PER "IL PASSATO E' UNA TERRA STRANIERA") E COSTUMI.
Home [Videoregistrazione] / regia di Ursula Meier
: Cecchi Gori home video, [2009]
Abstract: Michel, Marthe e i loro tre figli vivono da anni in una casa a pochi metri da un tratto di autostrada che non è mai stato attivato. Il lungo asfalto è il proseguimento del loro giardino; luogo di scorribande in bicicletta e soggiorno ideale per guardare la tv nelle sere destate o per fumare lultima sigaretta della giornata, lasciando correre la vista allorizzonte. Da un giorno allaltro, però, lautostrada viene inaugurata e la famiglia di Michel si ritrova spettatrice di un traffico sensa sosta, assordante, alienante. In cerca di riparo indietreggia, si barrica, fino ad imprigionarsi con le proprie mani. Opera prima di Ursula Meier, Home , è la storia della deflagrazione di una follia latente, ma è anche una parabola sulla difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo. I personaggi di Isabelle Huppert e di Olivier Gourmet incarnano una backstory che non ha bisogno di essere detta, che si nutre delle precedenti volte in cui lei è stata madre al cinema, fragile e nevrotica, e lui è stato padre, incandescente e arrabbiato, e si rivela nelle pieghe del testo, quando le lacrime scendono copiose e mute dalle guance di Marthe, senza innescare domande. La Meier dilata il racconto dellapparente normalità, lasciando capire che è frutto di un percorso accidentato, ma anche ponendoci nella condizione di spettatori delle prime crepe. È solo questione di tempo. I protagonisti silludono di aver trovato la felicità ai margini del mondo, in un non luogo in cui vigono regole forse poco ortodosse ma non meno rigide, improntate alla salvaguardia strenua del presente, ad un iperbolico carpe diem, ma il mondo bussa alla loro porta e lo fa iperbole per iperbole- nel modo più invasivo possibile. È un attimo scambiare il come con il cosa, il focolare con ledificio, home e house. Contenitore dinterpretazioni possibili, Home è caldo come una pentola a pressione nella prima parte e freddo come una dimostrazione matematica nella seconda. Riporta felicemente alla misura del lungometraggio il racconto dellassurdo cantato su un registro di estremo realismo, che illuminò i primi Polanski e certo Ferreri, e che troppo a lungo non è sembrato più praticabile, anche per colpa delle onnipresenti regolette di sceneggiatura allamericana. Imperfetto, spaventato da se stesso al punto da mancare di coraggio nel finale, resta un film interessante e moderno, che alimenta la speranza sul futuro della sua autrice.
Carnera [Videoregistrazione] / regia di Renzo Martinelli
: Medusa home entertainment, [2008]
: Mazzotta, 2007
Fa parte di: La Collezione Brignoni : Museo delle Culture, Citta' di Lugano / a cura di Francesco Paolo Campione
Italians [Videoregistrazione] / regia di Giovanni Veronesi
: Aurelio De Laurentis home video, 2009
Abstract: Dopo una vita passata a trasportare Ferrari rubate negli Emirati Arabi per conto di una ditta romana, il candido Fortunato (Sergio Castellitto) ha deciso di ritirarsi e ha scelto il giovane Marcello (Riccardo Scamarcio) come suo successore. Per istruirlo al lavoro e avvezzarlo agli usi e costumi locali lo porta con sé nel suo ultimo viaggio per Dubai. Un inaspettato posto di blocco nel mezzo del deserto sarà solo la prima complicazione di un avventuroso on the road con finale a sorpresa. A migliaia di chilometri di distanza dalla "città dei mercanti", l'impacciato Giulio (Carlo Verdone), di professione dentista, è costretto a recarsi a San Pietroburgo per un convegno che lui stesso ha organizzato ma al quale non vorrebbe partecipare. Inconsolabile da quando è stato lasciato dalla moglie e in astinenza da oltre un anno è istigato da un amico e collega a mettersi in contatto con Vito Calzone (Dario Bandiera), il promotore di una società russa che organizza viaggi extra-lusso a sfondo sessuale. "Gli italiani sono il popolo che suona più di tutti al metal detector" è il risultato di un sondaggio del New York Times utilizzato come epigrafe umoristica per aprire il primo dei due episodi di Italians. Una citazione capace di contenere il succo di un film che vorrebbe raccontare con ironia l'italiano all'estero ma finisce per sciorinare una serie di convenzioni e luoghi comuni rendendo il soggetto poco convincente. Scandito da tante piccole (dis)avventure, il capitolo che vede Castellitto e Scamarcio protagonisti di un on the road surreale e un tantino buonista, vacilla nella narrazione e sfocia nell'incongruenza laddove viene presentato l'elemento sorpresa che ribalta le parti con un tiepido colpo di scena. Se pur sollevato dalla prova recitativa di un Carlo Verdone in forma smagliante e dall'interpretazione esilarante di Dario Bandiera, l'episodio ambientato in Russia scivola, tra equivoci, festini a base di sesso e caviale e sparatorie, verso un happy ending telefonato. Giovanni Veronesi, che aveva già fatto emigrare il barbiere di Abatantuono in quel di Rio, traghettato un gruppo di giovani diplomati verso l'isola greca di Santorini (Che ne sarà di noi) e lasciato convolare a nozze i due gay di Rubini e Albanese nella Spagna di Zapatero (Manuale d'amore 2), si rimette in viaggio per raccontare vizi e virtù degli italians. Attraverso siparietti macchiettistici il regista pratese sembra conformarsi all'idea diffusa all'estero sul popolo tricolore - e si avvale della stessa misura per dipingere i popoli ospitanti - svincolando dagli stilemi della commedia all'italiana old school in favore di un ritratto stereotipato e a tratti irritante.
Le avventure di Tonino l'invisibile / Gianni Rodari ; illustrazioni di Stefano Turconi
[San Dorligo della Valle] : Einaudi ragazzi, 2010
Abstract: Ogni tanto ci piacerebbe diventare invisibili per marinare la scuola, ascoltare quello che dicono gli altri, fare scherzi senza il timore di venire puniti. Ma se il nostro sogno diventasse realtà, potremmo incorrere nelle disavventure di Tonino, protagonista di questa simpaticissima storia, che si accorge ben presto dei problemi creati dalla sua desiderata e magica invisibilità: non poter giocare con gli amici, essere ignorato da tutti, star solo... Ancora una volta Rodari con la leggerezza del racconto ci fa riflettere su temi importanti come l'amicizia, la partecipazione, la solidarietà. Età di lettura: da 6 anni.
Fratelli e sorelle [Videoregistrazione] / regia di Pupi Avati
: Aurelio De Laurentis home video, 2007
Abstract: Dopo ventidue anni di matrimonio Gloria, tradita dal marito Aldo, che si è messo con la ventenne Alessandra, ferita ed incredula, parte dall'Italia per St. Louis, dove risiede la sorella, Lea, che convive con Franco, padre di due figlie, Lillian, infermiera che vuol fare l'attrice, e Gea, che lavora in un supermarket. La prima ha una storia sentimentale con Scott, venuto a girare un film nel quartiere, e la seconda ha una relazione con un uomo sposato molto più anziano di lei. Dal canto suo Lea e Franco stanno attraversando un momento di crisi nel loro rapporto. L'incontro-scontro tra i nuovi venuti e l'ambiente italo americano della Louisiana si evidenzia nella diversa adattabilità di Gloria e dei suoi due figli Matteo e Francesco al nuovo ambiente. La prima, dopo un iniziale sbandamento, tenterà di uscire dalla depressione uscendo con la sorella. Matteo, sanguigno e spregiudicato, nonchè aiutato dalla conoscenza della lingua, si adatterà immediatamente alla mentalità pragmatica e superficiale americana procurandosi nuove amicizie sottraendo Gea al timido Francesco, che, non conoscendo la lingua e come paralizzato dallo shock subito, tenta invano, attraverso le quotidiane telefonate col padre, di ricucire un legame ormai deteriorato. Invano Matteo, per scuoterlo, lo presenta ad una disinvolta operaia della fabbrica di tessuti dove lavora Franco, e addirittura tenta, invano, di convincere Gea a "consolarlo" in un motel. Mentre Lillian partirà per la California con Scott e Gloria sembra trovare un nuovo interesse in Aldo, opinionist televisivo, Francesco si troverà ad affrontare da solo un mondo che già lo preannuncia come perdente. Lo spessore del film non è tanto nell'appello a padri e madri perchè si sacrifichino vincendo l'egoismo quanto nell'amarezza di fondo (e tuttavia c'è più d'uno spunto divertente) prodotta dall'analisi di quell'interno domestico. Perplesso, più che indignato, Pupi Avati è il cronista di una disgregazione foriera per tutti d'infelicità (G.Grazzini - Cinema '92). Note COSTUMI: GRAZIELLA VIRGILI SUONO: RAFFAELE DE LUCA. TITOLO INGLESE: BROTHERS AND SISTERS.
Il gioco del calcio : principi teorici e suggerimenti didattici / Mario Bonfanti
Libreria dello sport, 2008
Abstract: Il gioco del Calcio è uno sport di per sé meraviglioso e, come affermava il compianto amico e maestro prof. Corrado Bernicchi, giocatore professionista e Cultore della materia: “il Calcio è come la famiglia, tutti la criticano, ma poi… tutti si sposano”. Il presente libro rileva anche altri aspetti etico-culturali che confermano le indiscutibili qualità intrinseche di questo gioco di squadra. Indubbiamente le qualità di cui parlo sono di tipo formativo-educativo e relazionale. In questo scritto ho raccolto alcune riflessioni, dati, ricerche, che messi assieme, ritengo, diano un’idea abbastanza completa della peculiarità pedagogica di questa meravigliosa attività sportiva
Vita da camper [Videoregistrazione] / regia di Barry Sonnenfeld
: Sony pictures home entertainment, 2006
Abstract: Bob Munro è un uomo sulla cinquantina: una bella casa in un quartiere residenziale, un lavoro frustrante ma redditizio, una moglie attraente e due figli che, arrivati nella fase adolescenziale, non lo considerano più. A causa di un'irrinunciabile - pena il licenziamento - riunione di lavoro, decide di spostare la meta delle sue vacanze e di portare tutta la famiglia, invece che alle agognate Hawaii, in Colorado, luogo in cui si svolgerà proprio la riunione. Mezzo di locomozione un immenso e colorato camper difficilmente manovrabile e super accessoriato. Le disavventure durante la vacanza si susseguiranno una dopo l'altra e il nucleo familiare, anche grazie alla conoscenza di una famiglia felice e post hippy di camperisti, ritroverà la condivisione di certi ideali nonché il piacere e il gusto di stare insieme. Commedia tutta incentrata sulla figura di Robin Williams, che in questo film come non mai veste i panni del bravo e pedante padre di famiglia e tanto ricorda Mrs. Doubtfire, non riesce davvero nell'intento del one man show. Il ritmo non riesce mai a decollare lasciando spazio a sonori sbadigli, le gag che dovrebbero far ridere riescono raramente e a malapena a strappare un sorriso e molto più spesso cadono nel ridicolo tanto sono improbabili. La commedia per tutta la famiglia è certamente uno dei prodotti che Hollywood predilige: buonismo a go-go, politically correct a tutti i costi, una buona dose di bigottismo e un sicuro quanto prevedibile happy ending finale. Ma se la consunta ricetta riesce ancora a dare di tanto in tanto buoni risultati, con questa pellicola non si può dire altrettanto, nonostante il regista Barry Sonnenfeld - che qui appare assolutamente privo di personalità e talento - abbia girato alcuni film di tutto rispetto fra cui La famiglia Addams, Get Shorty e Men in Black. Un film assolutamente trascurabile.
Nocturnes [Audioregistrazione] / Frederic Chopin ; Pietro De Maria, pianoforte
: Universal music : Decca, 2009
Accelerate [Audioregistrazione] / Rem
: Warner bros records, 2008
Invincible [Audioregistrazione] / Michael Jackson
: Sony music entertainment, 2001
Valzer [Videoregistrazione] / regia di Salvatore Maira
: Cecchi Gori home video, [2009]
Abstract: Assunta lavora come cameriera in un albergo pieno di stelle del calcio e della televisione. Senza aspirazioni e contro il parere della madre trascorre la sua giovane esistenza servendo e riverendo i facoltosi avventori, che troppo spesso scordano le buone maniere. Una mattina incontra il padre di Lucia, un'amica e collega partita dieci anni prima e poi svanita nel nulla. Il padre, rilasciato dal carcere, troverà in Assunta risposte e consolazione. Salvatore Maira gira un'opera di riflessione piuttosto che di coinvolgimento. Lo spazio, l'albergo e i personaggi che si muovono lungo i corridoi sono al sevizio del piano sequenza, la tecnica cinematografica che organizza l'intero racconto. Tempo reale e tempo passato (i flashback che informano lo spettatore sulle origini dei personaggi) si svolgono ed esauriscono dentro un'unica e interminabile inquadratura (in movimento), priva di stacchi e carica di discussioni sul materialismo del quotidiano: i soldi che mancano sempre nei piani inferiori dell'albergo (Lucia vorrebbe averne molti per ricostruire chirurgicamente il suo corpo acerbo) e quelli che non bastano mai nei piani superiori, dove i signori del calcio vendono uomini e partite. Il racconto, ostinatamente chiuso nella tecnica formale, finisce per rimanerne intrappolato. Nonostante la leggerezza suggerita dal titolo, il Valzer di Maira non invita a partecipare, non spiazza mai, non coglie di sorpresa, limitandosi a narrare in maniera scolastica le vicende umane di un gruppo di persone imprigionate nelle loro insoddisfazioni o nelle loro esaltazioni. La debolezza dell'opera risiede non tanto nei temi trattati quanto nelle modalità stilistiche e visive adottate dal regista, che finiscono per inficiare l'intero progetto. Il piano sequenza non permette di sorvegliare a dovere l'illuminazione, i personaggi brancolano letteralmente nel buio, la recitazione, fastidiosamente compromessa, è affaticata e sempre in ritardo o in anticipo sulle battute. "A fuoco" e risolti risultano unicamente l'Assunta di Valeria Solarino e il padre patito di Maurizio Micheli, tutti gli altri appaiono sfumati, incerti e "in ombra". Un film vano, paradossalmente slegato e alla ricerca della propria identità.
Viaggio segreto [Videoregistrazione] / regia di Roberto Ando'
: Medusa home entertainment, [2007]
Abstract: Leo fa lo psicanalista, sua sorella Ale la modella. Abitano a Roma nello stesso palazzo ed entrano l'uno nella vita dell'altro con la stessa facilità con cui penetrano nei rispettivi appartamenti. Ne possiedono la chiave. La notizia che la loro villa d'infanzia, in Sicilia, è stata messa in vendita s'intreccia alla decisione di Ale di sposare Harold, un artista serbo che ha perso la testa per lei, al punto che vorrebbe regalarle la casa dove è nata. à per impedire che questo avvenga che Leo intraprende un viaggio segreto a Siracusa, per riacquistare la proprietà ed evitare che il delitto che ha segnato la loro infanzia torni a insidiare la memoria della sorella. In Viaggio Segreto, Roberto Andò sposta l'azione dall'Irlanda, dove è ambientato il romanzo di partenza "Ricostruzioni" di Josephine Hart, alla Sicilia, sua terra d'origine, per narrare ancora, come già nel precedente "Sotto Falso Nome", di esistenze (ri)costruite sotto il segno di un lutto e di relazioni famigliari condannate da un pesante non detto. Per anni, Leo ha protetto la fragile psiche di Ale, arginando ogni ritorno del rimosso, legandosi a lei con un amore complice e morboso, mentre si faceva invadere dai ricordi dei suoi pazienti per seppellire i propri. Ma ora il passato preme per tornare a galla. Alessio Boni e Valeria Solarino interpretano i due protagonisti "spezzati", persino nei nomi, mentre Donatella Finocchiaro nella parte dell'agente immobiliare e Emir Kusturica in quella di Harold inscenano la possibilità per i fratelli di un'apertura, al di là del (doppio) legame che li inchioda. Nonostante il film sappia toccare anche punte di grande intensità , i vuoti e i pieni non trovano un equilibrio, l'eleganza patinata dei set rischia il barocchismo e distrae, i ritratti di personaggi già ipersensibili vengono appesantiti da sintomi di troppo (l'asma di Leo) e da dialoghi poco naturali. L'inconscio si difende e fa sì che, dopo il trauma, ricostruiamo il nostro passato in una maniera che renda possibile il proseguimento della nostra vita: la verità non sempre è salvifica e dirci una bugia può strapparci al pericolo. à questo il nucleo più interessante del film, che Andò altera in modo impercettibile ma profondo, preferendo mettere in scena un altro assunto, e cioè che la menzogna può essere ben più intrigante (e cinematografica) della verità . Ma forse non è questo il caso.
: Gaspari, 2006
Guerra e collezionismo ; 11